Bambini e famiglie adottive, nasce il progetto A.I.D.A. Insieme per l’adozione

Nasce a Napoli un progetto di supporto e tutela per le famiglie che decidono di adottare e per i loro bambini. Si chiama A.I.D.A. Insieme per l’adozione e lo propongono l’associazione Consulo aps e il Distretto di Napoli dell’Ami – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, con il patrocinio del Comune di Napoli.

Il progetto prevede interventi di sostegno alle coppie e ai bambini in adozione, supporto emotivo ed educativo e un’ampia serie di interventi coordinati per supportare genitori e figli nel periodo antecedente e successivo all’adozione, prevenendo l’emergere di possibili crisi nelle relazioni familiari e forme di disadattamento sociale. L’Ami parteciperà al progetto offrendo consulenza legale specializzata alle famiglie durante le diverse fasi del percorso adottivo.

L’iniziativa sarà presentata venerdì 20 Febbraio 2026 alle ore 16 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino, in occasione di un convegno accreditato presso il Coordinamento nazionale counselor professionisti (vale 2 crediti formativi). Dopo i saluti istituzionali di Iris Savastano, presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Napoli,  Paola Brunese presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli; Gian Ettore Gassani presidente nazionale dell’Ami – Avvocati Matrimonialisti Italiani e l’introduzione di Cristiana Crisi, presidente dell’associazione Consulo e presidente nazionale dell’Aims – Associazione Internazionale Mediatori Sistemici, interverranno: Rosa Labonia magistrato presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Fabio Amato funzionario presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli;  Valentina de Giovanni presidente Ami – Distretto di Napoli e vicepresidente nazionale; Maria Teresa Vitale assistente sociale presso la Seconda Municipalità del Comune di Napoli.

«L’adozione è un percorso ricco di emozioni, sogni e speranze, ma anche di sfide complesse che possono sollevare dubbi, paure e incertezze. Le coppie che si avvicinano a questa scelta spesso si trovano ad affrontare momenti di grande intensità emotiva e complessità burocratiche, sentendosi molto spesso soli e poco compresi nel loro percorso. Di qui il bisogno emergente di un gruppo di supporto mirato che possa offrire un ambiente di condivisione e sostegno in cui i futuri genitori adottivi possano confrontarsi con altri nella stessa situazione, ricevere informazioni pratiche e, soprattutto, sentirsi parte di una comunità accogliente»,  spiega Cristiana Crisi.

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GIOVANI, TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA BIODIVERSITÀ: LA NUOVA INFRASTRUTTURA SOCIALE DELLA CAMPANIA L’EDITORIALE

di Fiorella Zabatta (assessora regionale alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali)

 

La tutela della biodiversità, la tutela degli animali, la protezione civile, le politiche di riforestazione e il rafforzamento della partecipazione delle giovani generazioni sono parti di un’unica visione di sviluppo sostenibile, sicurezza dei territori e giustizia sociale. Come Regione Campania, questa consapevolezza sta orientando la costruzione di politiche pubbliche sempre più integrate, capaci di tenere insieme prevenzione dei rischi, cura del territorio, benessere degli animali e cittadinanza attiva, mettendo al centro il rapporto tra ecosistemi, comunità e responsabilità collettiva. Di qui la composizione articolata delle deleghe che il presidente della regione roberto fico ha voluto attribuirmi.

 

In questo quadro, la Protezione civile non rappresenta soltanto la risposta alle emergenze, ma un ambito strategico di prevenzione, valutazione del rischio, conoscenza dei territori e costruzione di consapevolezza dei rischi derivanti da fenomeni naturali. La riforestazione, la tutela della biodiversità e la protezione del mondo animale sono parte integrante di questa strategia, perché contribuiscono alla riduzione dei rischi, alla stabilità dei suoli, alla salvaguardia degli ecosistemi e alla resilienza delle comunità.

 

Per questo motivo, l’investimento nelle scuole con campagne di educazione diventa uno strumento fondamentale: formare cittadini consapevoli significa costruire una cultura della tutela che è insieme territoriale, sociale e civile. È in questa direzione che stiamo lavorando per rafforzare il legame tra conoscenza dei territori, tutela della biodiversità, rispetto per gli animali, prevenzione dei rischi e responsabilità collettiva.

 

Allo stesso tempo, la sfida della sostenibilità e della sicurezza dei territori non può essere affrontata senza rafforzare il protagonismo delle nuove generazioni. In campania, i dati su occupazione giovanile, partecipazione civica e fenomeno neet raccontano una fragilità che non è solo economica, ma anche democratica e sociale. È da qui che nasce la necessità di politiche pubbliche capaci di trasformare i giovani da destinatari di interventi a veri protagonisti del cambiamento, in una regione che ha bisogno di ricostruire fiducia, appartenenza e legami sociali.

 

In questa prospettiva, è necessario lavorare per dare vita a un’infrastruttura stabile di partecipazione giovanile, fondata sul volontariato anche di protezione civile come palestra concreta di democrazia. Un modello che punta a prevenire la disaffezione civica, rafforzare il capitale sociale e generare fiducia nelle istituzioni, attraverso esperienze strutturate di cittadinanza attiva e partecipazione collettiva, anche in stretta connessione con le politiche di protezione civile, di tutela della biodiversità, di riforestazione, di tutela degli animali e di cura del territorio.

 

L’idea potrebbe essere quella di un sistema integrato che unisca territori, percorsi e riconoscimento delle competenze: da un lato nodi territoriali capaci di orientare e accompagnare i giovani verso esperienze di impegno civico; dall’altro un catalogo di esperienze di volontariato realmente formative, riconoscibili e certificabili; infine, strumenti di valorizzazione delle competenze di cittadinanza, in coerenza con i quadri normativi nazionali ed europei e con le strategie regionali sulla partecipazione giovanile.

 

Questa visione parte da un principio semplice ma potente: la partecipazione non è solo un diritto, ma una pratica che si apprende. Il volontariato organizzato produce competenze personali, sociali e civiche, rafforza l’autostima, costruisce appartenenza e genera quei “beni relazionali” che sono la base della coesione sociale, soprattutto nei contesti più fragili dal punto di vista sociale, territoriale e ambientale.

 

Il ruolo del terzo settore, delle associazioni e delle reti territoriali diventa quindi essenziale. Non come soggetti sostitutivi dell’azione pubblica, ma come partner nella costruzione di una amministrazione condivisa, capace di ascoltare, co-programmare e co-progettare. In questo senso, la partecipazione giovanile rappresenta anche uno strumento di prevenzione delle disuguaglianze territoriali e sociali, contribuendo nel medio periodo allo sviluppo economico e umano dei territori, rafforzando la capacità delle comunità di affrontare le sfide ambientali, climatiche e di sicurezza.

 

Rispetto per la vita nelle sue molteplici espressioni, della biodiversità, tutela degli animali, protezione civile, riforestazione, partecipazione, educazione e volontariato sono quindi tasselli di una stessa strategia: rafforzare i territori e la partecipazione democratica. Investire nei giovani significa investire nella capacità della nostra regione di affrontare le sfide dei prossimi decenni, con una visione integrata che unisce tutela della biodiversità, prevenzione dei rischi, benessere animale, coesione sociale e responsabilità istituzionale.

 

Puntiamo a far diventare la Campania un laboratorio in cui tutela della biodiversità, protezione dei territori, rispetto per gli animali e cittadinanza attiva procedono insieme, costruendo comunità più consapevoli, inclusive e resilienti, trasformando la partecipazione in una vera infrastruttura di sviluppo, sicurezza e tutela del territorio.

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Thelma, il cane cinofilo dei Carabinieri, stana i pusher e li fa arrestare

Il fiuto infallibile del cane antidroga “Thelma” del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno ha portato, nella mattinata odierna, all’arresto di un 34enne di Maddaloni, sorpreso dai militari dell’Arma in possesso di sostanza stupefacente e materiale vario per il confezionamento delle dosi. L’operazione è stata condotta dai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Maddaloni, con il determinante supporto delle unità Cinofile, impegnate in una mirata attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dei reati in materia di stupefacenti.

I sospetti dei Carabinieri hanno trovato riscontro all’esito di una perquisizione personale e domiciliare eseguita presso un’abitazione del centro cittadino di Maddaloni, che ha permesso di rinvenire, ben occultati all’interno di un comodino della camera da letto, 36 grammi haschish, un bilancino di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento delle singole dosi. Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati 150 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di cessione al dettaglio.
Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre per il 34enne, già noto alle forze dell’ordine, sono scattate le manette.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Ddl migranti, Terragni: “Le nuove norme non dovrebbero incidere sui minorenni”

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni interviene sul disegno di legge, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce nuove disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché norme per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.

“Il provvedimento, che andrà ora calendarizzato alle Camere, introduce una riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori” commenta Terragni. Tra i principali contenuti: contrasto all’immigrazione illegale e “blocco navale”; requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari; modifiche al Testo unico immigrazione e protezione internazionale; sanzioni e controlli; attuazione del Patto Ue e altre deleghe al Governo.

“Per quanto riguarda in particolare i minori stranieri non accompagnati – 17 mila secondo gli ultimi dati disponibili, maschi in nove casi su 10, 16-17enni in otto casi su 10 – le nuove norme non dovrebbero incidere sostanzialmente sul cosiddetto “prosieguo amministrativo” che garantisce continuità di sostegno e protezione per i minori stranieri non accompagnati (Msna) più fragili” aggiunge l’Autorità garante. “Sembrerebbe che la nuova previsione normativa nella sostanza riduca solamente il periodo temporale del prosieguo fino al diciannovesimo anno, anziché fino al ventunesimo, rafforzando invece la specifica previsione di una produzione documentale da parte dei servizi sociali in ordine alle motivazioni attese alla richiesta di proseguo. Va tuttavia sottolineato che, a fronte del crescente numero di vulnerabilità e del cambiamento nella composizione della popolazione giovanile migrante, il prosieguo amministrativo può avere un reale impatto positivo solo se accompagnato da interventi integrati delle équipe multidisciplinari degli enti locali, mirati a rispondere alle specifiche fragilità dei ragazzi, più che a criteri temporali legati alla durata del prosieguo”.

“Anche, altra possibile innovazione, il trasferimento della competenza sul rimpatrio assistito degli Msna dai tribunali per i minorenni  ai prefetti, ovvero da un ambito giurisdizionale a uno amministrativo – osserva ancora Terragni – per quanto apparentemente problematico non cambierebbe nella sostanza la situazione di questi ragazzi, tenuto conto del fatto che in ogni caso il rimpatrio dei minori è, e resterebbe, un atto volontario e che comunque sembrerebbe previsto nella nuova norma il preventivo parere favorevole del tribunale per i minorenni per l’emissione del provvedimento da parte del prefetto”.

“Vero focus del tema Msna – tiene a sottolineare Marina Terragni – è, e continuerà a essere, il sistema di accoglienza su cui l’Autorità garante lavora con continuità. Oltre agli interventi in collaborazione con gli organismi internazionali in ordine alla partecipazione degli Msna, l’Agia sta realizzando due progetti nazionali con fondi europei (Fami). Uno riguarda il rafforzamento e il sostegno del sistema della tutela volontaria, l’altro il miglioramento del sistema di accoglienza degli Msna attraverso il rafforzamento della capacità e dell’esperienza degli enti locali di promuovere e accompagnare affidamenti familiari di minorenni migranti”.

“Il vero cambiamento per il destino di questi ragazzi – conclude Terragni – è infatti lavorare per un aumento significativo della quota delle famiglie affidatarie, al momento ferma al 4%, soluzione che con ogni evidenza è e resta lo strumento più efficace per assicurare loro integrazione e inserimento nella nostra società”.

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Villaricca, 31enne arrestato per maltrattamenti: alla compagna “solo due schiaffi”

“Le ho dato solo due schiaffi”. È questa la frase pronunciata da un 31enne arrestato dai Carabinieri della stazione di Villaricca al termine di un intervento scattato dopo la denuncia della compagna.

La vicenda si è consumata nel primo pomeriggio. Erano passate da poco le 14 quando una donna di 28 anni si è presentata al citofono della caserma dei Carabinieri. Era visibilmente agitata e con lei c’era uno dei due figli della coppia, un bambino di cinque anni. Ai militari ha raccontato di essere fuggita dall’abitazione dopo essere stata nuovamente aggredita dal compagno.

I Carabinieri hanno raccolto la testimonianza della donna, che ha riferito di violenze ripetute nel corso degli ultimi mesi. Sul corpo presentava evidenti segni compatibili con percosse, tra cui lividi violacei visibili anche nelle parti non coperte dagli abiti.

Secondo quanto ricostruito, alla base degli episodi ci sarebbero stati frequenti scatti di gelosia sfociati in aggressioni fisiche, tra schiaffi e calci.

Dopo aver ascoltato il racconto della vittima, i militari hanno raggiunto l’abitazione della coppia, dove hanno trovato il 31enne. Durante le fasi dell’intervento, l’uomo avrebbe ammesso di aver colpito la compagna, sostenendo di averle dato “solo due schiaffi”.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ed è stato trasferito in carcere.

La donna è stata invece accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano, dove i sanitari le hanno diagnosticato lesioni con una prognosi di 20 giorni.

Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri per ricostruire nel dettaglio la vicenda e verificare eventuali episodi precedenti.

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RAEE, come smaltirli. Ecco il tesoro nascosto nelle nostre case (che non sappiamo di avere)

Nelle abitazioni degli italiani si nasconde un piccolo patrimonio dimenticato, fatto di vecchi smartphone, caricabatterie inutilizzati e piccoli elettrodomestici che hanno smesso di funzionare. Secondo le ultime stime, si parla di oltre 200 milioni di apparecchiature elettriche ed elettroniche abbandonate in cassetti o cantine, con una media di circa 9 pezzi per ogni nucleo familiare. Questi oggetti, definiti tecnicamente RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), rappresentano oggi una delle sfide ambientali più urgenti ma anche una straordinaria opportunità per l’economia circolare.

Una risorsa preziosa tra rischi e opportunità

I RAEE non sono comuni rifiuti indifferenziati. La loro natura è duale: da un lato contengono materie prime critiche e materiali riciclabili che possono essere immessi nuovamente nei cicli produttivi ; dall’altro, nascondono sostanze altamente inquinanti che, se disperse, possono causare danni irreversibili alla salute umana e agli ecosistemi.

Il panorama globale è tuttavia allarmante: secondo il Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 sono state generate ben 62 milioni di tonnellate di RAEE , ma solo il 22,3% è stato ufficialmente raccolto e riciclato correttamente. Il restante volume alimenta i cosiddetti “flussi sommersi”, finendo spesso in discariche abusive o venendo gestito illegalmente senza alcuna garanzia ambientale.

La normativa “Uno contro Zero”: smaltire senza acquistare

Per contrastare la dispersione di questi rifiuti, la legislazione italiana (D.Lgs. 49/2014) prevede uno strumento fondamentale: il ritiro “Uno contro Zero”. Questa norma consente ai consumatori di consegnare gratuitamente i RAEE di piccolissime dimensioni (lato inferiore a 25 cm) presso i punti vendita di elettronica con superficie superiore a 400 m², senza alcun obbligo di acquisto di un nuovo prodotto. È la soluzione ideale per disfarsi di cavetti, telecomandi, spazzolini elettrici o piccoli utensili da cucina.

Missione RAEE: i risultati del monitoraggio sul campo

Ma quanto è davvero semplice usufruire di questo servizio? L’indagine “Missione RAEE: Zero scuse!”, realizzata dai volontari di Legambiente tra il 1° novembre e l’8 dicembre 2025 , ha testato la reale applicazione della norma attraverso l’invio di “clienti misteriosi” in 141 punti vendita di 14 diverse catene elettroniche.

I risultati mostrano luci e ombre:
  • Conoscenza del servizio: L’84,4% degli addetti alle vendite ha risposto correttamente alla richiesta di conferimento. Tuttavia, nel 15,6% dei casi i commessi ignoravano questa possibilità , spesso sostenendo erroneamente che il ritiro fosse limitato alle sole lampadine o vincolato all’acquisto di un nuovo prodotto (regola dell’1 contro 1).

  • Successo della consegna: Complessivamente, nell’85,8% dei casi il cliente è riuscito a consegnare il proprio rifiuto. Nel 14,2% dei casi, invece, il ritiro è stato negato nonostante l’obbligo di legge.

  • Visibilità: Una nota dolente riguarda l’accessibilità dei contenitori; solo nel 59,2% dei casi il rifiuto è stato riposto in cassoni dedicati e ben visibili all’interno del negozio.

Analisi regionale: eccellenze e criticità

Il monitoraggio ha evidenziato forti disparità territoriali. La Lombardia guida la classifica per la preparazione del personale (93,3% di risposte positive) , mentre la Puglia e la Valle d’Aosta hanno registrato il 100% di successi nel conferimento dei rifiuti. Maggiori difficoltà si sono riscontrate in Campania e Sardegna, dove circa un terzo del personale ignorava la normativa e, in Campania, il ritiro è stato negato in quasi il 37% dei casi monitorati

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