“Il Gridas non si tocca”: a Scampia a rischio la casa del Carnevale sociale

Da quasi quarantacinque anni è un presidio culturale, sociale e umano nel cuore di Scampia. Oggi, però, il Gridas – Gruppo risveglio dal sonno rischia lo sgombero dal suo storico centro sociale di via Monterosa, lo spazio che ha restituito vita a un luogo abbandonato trasformandolo in casa della cultura, dell’arte pubblica e della partecipazione popolare.

La causa è una sentenza della Corte d’Appello che ha respinto il ricorso dell’associazione, condannandola per “occupazione senza titolo” in favore dell’Acer, ente regionale ritenuto proprietario dell’immobile. Una decisione che riaccende il dibattito sul destino degli spazi sociali e sul valore dell’autogestione come bene comune.

Il Gridas, nato negli anni Settanta, ha sempre operato senza finanziamenti pubblici o privati, mantenendo lo stabile, pagandone le utenze e garantendo gratuitamente attività culturali, educative e solidali rivolte soprattutto agli ultimi della periferia nord di Napoli. Già nel 2013 l’associazione aveva ottenuto una piena assoluzione in sede penale, proprio per aver agito nell’interesse della collettività.

Oggi lo sgombero appare ancora più grave perché arriva a due mesi dalla 44ª edizione del Carnevale Sociale di Scampia, evento simbolo che ogni anno parte proprio dal centro sociale e coinvolge bande musicali, associazioni e cittadini provenienti da tutta Italia. Un Carnevale che non è folklore, ma atto politico e culturale, capace di ribaltare lo stigma dei territori marginali.

Da qui l’appello pubblico del Gridas, sostenuto da numerose personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Tra i primi firmatari figurano, tra gli altri, Roberto Saviano, Maurizio de Giovanni, Marisa Laurito, Mario Martone, Patrizio Rispo, Alex Zanotelli, insieme a musicisti, attori e attivisti. L’obiettivo è chiaro: chiedere al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi una responsabilità politica immediata per fermare una sentenza che colpisce non solo un edificio, ma un’idea di città fondata sulla partecipazione e sulla cultura come diritto.

Il centro sociale è anche custode della memoria artistica di Felice Pignataro, figura centrale della cultura popolare napoletana. I suoi murales impreziosiscono le pareti del Gridas e la sua opera è stata riconosciuta nel 2018 come bene comune immateriale della città di Napoli, oltre a essere celebrata nella proposta della stazione “FELImetrò” della Linea 1. Un patrimonio che va oltre i confini del quartiere e parla un linguaggio universale.

Per sostenere il Gridas e chiedere il blocco dello sgombero è possibile firmare l’appello pubblico sulla piattaforma Change.org, già sottoscritto da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Un gesto semplice ma necessario per difendere uno spazio che da quasi mezzo secolo rappresenta cultura, partecipazione e riscatto sociale per Scampia e per l’intera città di Napoli.
👉 Petizione “GRIDAS a Scampia a rischio di sgombero” su Change.org

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Stash e i The Kolors accendono l’Autouno ChristmUS Night . Inaugurazione del nuovo quartier generale di San Vitaliano, tra musica, festa e solidarietà 

Stash con i The Kolors sarà uno degli ospiti musicali della serata natalizia di Autouno, ChristmUS Night  – Il valore di essere noi, condotta dal conduttore radiofonico Gianni Simioli. Un evento con tanti obiettivi: inaugurare il nuovo quartier generale del Gruppo, uno spazio di oltre 900 metri quadrati (dedicata ai brand Peugeot, Opel, Citroën e Leasys One), festeggiare il Natale,  ripercorrere la storia dell’azienda e fare del bene, grazie al sostegno all’associazione Si può dare di Più, che forma e crea opportunità di lavoro per i giovani con disabilità cognitive e comportamentali.

Da Italo Disco a Un ragazzo e una ragazza fino a Tu con chi fai l’amore saranno tanti i successi che i The Kolors riproporranno nella serata che si terrà il 18 dicembre, a partire dalle ore 20:00, nella nuova sede di Autouno di San Vitaliano in Via Guglielmo Marconi, dove troveranno casa la divisione commerciale, il service e gli uffici centrali del Gruppo.

Un percorso fino alle origini

Un nuovo spazio che porta a sette le sedi di Autouno, che oggi può contare su più di 200 collaboratori. Quello di San Vitaliano sarà un nuovo hub che accoglierà anche un flagship store Leasys One, con un’offerta completa di mobilità: dal noleggio a lungo termine alla consegna dei veicoli, fino ai servizi post-vendita, oltre ai brand Peugeot, Opel e Citroën.

Durante la serata, gli spazi degli showroom diventeranno scenografia di un viaggio nella memoria e nel futuro: attraverso dei totem, i presenti, dipendenti, collaboratori e partner, potranno rivivere momenti chiave, innovazioni e persone che hanno contribuito alla crescita dell’azienda, nata nel 1974, quando Antonio Veneruso iniziò a importare auto e veicoli commerciali da tutta Europa.

Al termine del percorso gli ospiti potranno vivere la festa, tra food experience e musica, aspettando il momento più atteso, l’esibizione dei The Kolors, che porteranno sul palco la loro carica:

«Abbiamo voluto fortemente la presenza di un giovane campano di successo come Stash, anche per dare un messaggio: la Campania ha uno straordinario potenziale di talenti e bisogna fare sempre di più per investire sul territorio e sui giovani», spiega Ciro Veneruso, CEO di Autouno Group.

Una serata dedicata alla sostenibilità sociale

Il Gruppo Autouno è da sempre stato attento alle tematiche sociali, con un impegno di lunga data sul fronte della difesa delle donne vittime di violenza, grazie all’attività della compianta Elisa Russo, impegnata in prima linea con l’associazione “La Forza delle Donne”. Per quest’occasione speciale, l’azienda ha deciso di sostenere Si Può Dare di Più, associazione attiva dal 2014 per l’inclusione sociale lavorativa di giovani con disabilità cognitive e comportamentali, offrendo formazione (con corsi di sala, pizza, teatro e percorsi di autonomia) con l’opportunità di essere assunti dalle aziende campane che sono nella rete dell’iniziativa. Autouno ha scelto di essere parte di questo progetto, acquistando i gadget natalizi dell’associazione, realizzati con il contributo delle ragazze e dei ragazzi nel laboratorio artigianale:

«Abbiamo conosciuto l’associazione grazie a uno dei manager della nostra azienda che vive in prima persona le complessità e le sfide legate alla disabilità in famiglia. Anche grazie al suo supporto ci siamo avvicinati a Si Può Dare di Più e alle necessità delle tante famiglie campane che hanno figli che vivono situazioni di fragilità e hanno bisogno di tutela, ma soprattutto di opportunità di inclusione nel mondo del lavoro e nella società. Questo primo passo è solo l’inizio di un percorso che ci vedrà protagonisti di tante iniziative insieme», conclude Veneruso.

«Ringraziamo Autouno Group per aver scelto di essere al nostro fianco, con un gesto concreto che esprime responsabilità sociale d’impresa. Come associazione, crediamo nel valore delle alleanze tra aziende e comunità: insieme possiamo costruire possibilità reali di autonomia per i giovani, tutti, nessuno escluso. Dietro questo progetto non c’è solo solidarietà, ma ci sono storie, persone e un’idea di futuro fondata su inclusione, sostenibilità sociale e impatto condiviso», spiega Mery Albano, responsabile dei progetti  di Si Può Dare di Più.

Durante l’evento sarà possibile conoscere da vicino il lavoro dell’Associazione, che avrà uno stand apposito, e sostenerla.

Chi è Autouno: Azienda familiare nata nel 1974, quando Antonio Veneruso iniziò a importare auto e veicoli commerciali da tutta Europa. Nel tempo è diventata un punto di riferimento nel settore automotive a Napoli, ottenendo mandati ufficiali per marchi come Volkswagen, Peugeot, Citroën, Opel e, più recentemente, BYD. Oggi Autouno unisce tradizione e innovazione, con sedi moderne, servizi di noleggio a lungo termine e un Business Development Center che supporta i clienti e lo sviluppo commerciale. Dopo cinquant’anni, continua a crescere con un obiettivo chiaro: mettere al centro le persone e la loro mobilità. Info: https://www.gruppoautouno.it/

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TRANSIZIONE ECOLOGICA E DIGITALE, 200MILA IMPRESE AL DEBUTTO CON NICA E RIFIUTOO

Sono circa 200 mila le mini e microimprese che a partire da oggi dovranno fare il loro ingresso nel mondo della tracciabilità informatica dei rifiuti. Opifici artigianali e manifatture di piccole e piccolissime dimensioni, che rappresentano una fetta importante del tessuto economico nazionale ma che ancora faticano a tenere il passo delle imprese medie e grandi in termini di digitalizzazione dei processi. Per accompagnarle lungo il cammino della doppia transizione ecologica e digitale, la software house napoletana Nica – azienda del Gruppo Zucchetti specializzata nello sviluppo di applicativi gestionali per i rifiuti – e l’omologa bolognese Rifiutoo hanno scelto di unire le forze, dando vita a una nuova sinergia che potenzia l’offerta nazionale di servizi informatici a supporto della compliance ambientale.

Con l’ingresso di Nica nel capitale sociale di Rifiutoo, formalizzato nei giorni scorsi, le due aziende ICT avviano un percorso condiviso per la messa a punto di strumenti e servizi digitali dedicati a imprese ed enti alle prese con obblighi e responsabilità della normativa ambientale in materia di rifiuti, economia circolare e simbiosi industriale. Uno scenario in costante evoluzione, nel quale innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi sono sempre più driver di competitività e sostenibilità. “Transizione ecologica e digitale sono sempre più protagoniste dei piani di sviluppo delle imprese italiane. Per questo abbiamo scelto di arricchire le competenze ultratrentennali di Nica, specializzate nello sviluppo di applicativi al servizio dei grandi player del waste management, con il know how di Rifiutoo specializzato sulle esigenze dei produttori iniziali di rifiuti. Una scelta strategica alla luce delle trasformazioni in atto sul fronte delle politiche ambientali, in particolare in vista della piena implementazione degli obblighi legati al Rentri”, dichiara Giovanni Paone, amministratore unico di Nica. A partire dal prossimo 15 dicembre, infatti, il nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti Rentri aprirà le porte al terzo e ultimo scaglione di soggetti obbligati. Dopo le grandi imprese, i gestori ambientali e i produttori di rifiuti tra 50 e 10 dipendenti, toccherà ai produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti iscriversi alla piattaforma digitale nata per sostituire la gestione cartacea di registri di carico e scarico e formulari di trasporto.

A partire dalla data di iscrizione, le nuove imprese dovranno tenere il registro esclusivamente in modalità digitale mentre dal 13 febbraio 2026 dovranno abbandonare definitivamente il formulario cartaceo e passare al nuovo modello telematico. Secondo il Digital Intensity Index di Eurostat, tuttavia, nel 2023 solo il 58,7% delle imprese italiane tra 10 e 50 dipendenti ha raggiunto un livello almeno basico di alfabetizzazione digitale. Legittimo immaginare che per quelle ancora più piccole il livello di propensione alla digitalizzazione possa essere addirittura inferiore. Cosa che di certo non agevolerà il passaggio alla nuova tracciabilità dei rifiuti. In questo scenario, i produttori e distributori di applicativi gestionali svolgeranno un ruolo fondamentale, affiancando e supportando le imprese con soluzioni sempre più integrate e semplici da calare nella propria vita operativa. “La compliance ambientale non deve essere un costo invisibile o un ostacolo burocratico. Attraverso questa sinergia, ci impegneremo nel fornire soluzioni snelle, intuitive e chiavi in mano che trasformino l’obbligo del Rentri in una reale leva di efficienza operativa, competitività e sostenibilità per tutti, dai più grandi ai più piccoli. Unire la nostra profonda conoscenza delle esigenze dei produttori iniziali di rifiuti con le competenze di Nica – leader nell’applicativo per i grandi player e parte del solido Gruppo Zucchetti – ci permette di rafforzare la nostra capacità di supporto diretto, in un momento cruciale” dichiara Andrea Cavagna, amministratore di Rifiutoo.

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Volontariato contemporaneo: energie nuove per un capitale sociale che cambia

Si è svolto nell’aula Pessina dell’Università Federico II di Napoli, il convegno “Volontariato contemporaneo: nuovi percorsi per lo sviluppo di capitale sociale”, promosso dalla professoressa Fortuna Procentese nell’ambito del Progetto PRIN 2022 dedicato all’analisi delle forme tradizionali, episodiche e online del volontariato. L’incontro, aperto dai saluti istituzionali di Procentese, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Andrea Mazzucchi e del Presidente di CSV Napoli Umberto Cristadoro, ha riunito ricercatori ed esperti delle Università di Napoli, Milano e Verona per riflettere sui mutamenti dell’attivazione civica e sul ruolo dei territori come spazi di convivenza e innovazione sociale.

Alessandro Seminati, direttore di CSVnet, ha descritto un volontariato in continua evoluzione: “negli ultimi anni sta subendo trasformazioni legate a ciò che accade nelle comunità e nel mondo”. Nonostante la presenza stabile di milioni di volontari, nuove forme stanno emergendo con forza: “molti cittadini, per motivi personali e di conciliazione vita-lavoro, legano il proprio impegno non a un’organizzazione ma a un progetto, talvolta anche slegato dal Terzo settore”. Da qui la crescita del volontariato “di quartiere, di competenza, aziendale, digitale e di prossimità”. Per Seminati, la sfida principale è “incanalare queste energie nel modo più generativo possibile e far dialogare volontariato informale e tradizionale”.

Umberto Cristadoro, presidente del CSV Napoli, ha ampliato questa lettura parlando di una vera svolta culturale: “il volontariato ha subito una metamorfosi silenziosa, un mutamento antropologico”. L’immaginario del volontario tradizionale, ha detto, non è più sufficiente nell’era digitale: “oggi è possibile fare un volontariato glocale, territoriale e globale allo stesso tempo”. I giovani, pur avendo “poca disponibilità”, desiderano contribuire con impegni flessibili e soprattutto con professionalità: “prima si donava il tempo, ora si donano anche competenze: avvocati, esperti di marketing, professionisti”. Per rafforzare la collaborazione tra CSV, comunità e istituzioni occorre “dare ai volontari opportunità chiare per misurare il proprio impegno e i risultati prodotti”, lavorando sull’inclusione e sull’educazione al volontariato fin dalle scuole: “lì poniamo i semi dei cittadini attivi del futuro”.

Anche la prospettiva accademica offre spunti cruciali. Così Fortuna Procentese, professoressa dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Community Psychology Lab e coordinatrice nazionale del progetto PRINha evidenziato l’urgenza di comprendere il volontariato episodico: “rispecchia la frammentarietà dei tempi moderni e la difficoltà, soprattutto per i giovani, di mantenere una presenza costante”. Un’altra area critica riguarda l’online: “il digitale è irrinunciabile e permette di intervenire ovunque, ma rischia di far perdere connessione e identificazione organizzativa”. Per affrontare queste tensioni, sostiene Procentese, occorre “ridefinire le pratiche organizzative” e riportare l’attenzione sui territori: “creare spazi di riconoscimento reciproco e dialogo dove le organizzazioni, spesso disgregate, possano lavorare sinergicamente”.

L’università, ha aggiunto, è chiamata a un ruolo attivo nella terza missione: “essere nei territori con azioni concrete” e accompagnare cittadini e volontari “a diventare protagonisti del proprio cambiamento e della propria collettività”.

Dal confronto emerge un quadro chiaro: il volontariato contemporaneo non è in crisi, ma in trasformazione. Un ecosistema plurale, dove prossimità, professionalità e innovazione convivono e richiedono nuove forme di coordinamento. Una sfida che riguarda istituzioni, comunità, reti del Terzo settore e mondo della ricerca, chiamati insieme a costruire condizioni favorevoli per un capitale sociale più forte, condiviso e generativo.

di Adriano Affinito

 

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NATALE AL TELEFONO CON CHI È SOLO: TORNA LA NON STOP DI TELEFONO AMICO ITALIA

L’ascolto no-stop natalizio dei volontari di Telefono Amico Italia torna anche quest’anno. Per tutta la notte di Natale e di Santo Stefano i volontari dell’organizzazione saranno a disposizione per stare accanto a tutte le persone che si sentono sole o hanno bisogno di supporto emotivo, rispondendo ininterrottamente al servizio di ascolto telefonico. A Natale 2024 sono state oltre 750 le persone che hanno contattato Telefono Amico Italia, aumentate del 21% rispetto ai giorni di festa dell’anno precedente.

I telefoni dell’associazione saranno attivi continuativamente dalle 9 della Vigilia di Natale fino a mezzanotte del 26 dicembre. «Per molte persone il Natale non è un momento di festa, ma un periodo in cui il senso di isolamento diventa più evidente – commenta Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia – Chi attraversa una fase di fragilità spesso vive le settimane natalizie come un tempo sospeso, in cui la distanza dagli altri sembra crescere e il silenzio pesa di più. È proprio in questi giorni che l’ascolto diventa essenziale. Per questo scegliamo di esserci, senza interruzioni, per tutte le persone che hanno bisogno di non rimanere sole. E lo facciamo grazie a volontari che mettono a disposizione i loro giorni di festa: un gesto, a volte difficile, ma prezioso, che rende possibile tutto il nostro lavoro.»
«Ciò che mi ha toccato nel profondo è stata la gratitudine sincera che ho percepito – racconta Anna, volontaria di Telefono Amico Italia, ricordando le Non Stop di Natale alle quali ha partecipato – Le persone mi hanno ringraziato di cuore, non solo per il supporto che potevo dare, ma per la semplice risposta alla loro chiamata. Il fatto di esserci proprio per loro, di non lasciarle nel silenzio, soprattutto nel giorno di Natale, è stato un gesto di per sé sufficiente a infondere conforto».
Durante il Natale 2024 si sono rivolte a Telefono Amico Italia 755 persone. L’86% lo ha fatto chiamando il servizio telefonico al numero unico nazionale (02 2327 2327), l’11% si è rivolto alla chat di Whatsapp Amico (324 011 7252) e il 3% alla mail Mail@mica (servizio mail accessibile attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it). Hanno contattato Telefono Amico Italia più donne (53%) che uomini (46%). Per quanto riguarda l’età, in prevalenza hanno chiamato adulti di età compresa tra i 56 e i 65 anni (26%), tra i 46 e i 55 (22%) e tra i 36 e i 45 (19%). Il problema più comune segnalato è stata la solitudine, il bisogno di compagnia (28%), seguito da problematiche esistenziali (11%) e difficoltà nelle relazioni familiari (10%).
«Nel giorno di Natale – prosegue Anna – si ricevono soprattutto chiamate da persone che vivono la solitudine in modo acuto, molte delle quali anziane. Chiamano anche persone che, a causa di liti o incomprensioni familiari, si ritrovavano a confrontarsi con la rabbia, l’amarezza o la profonda delusione di essere rimaste sole proprio il giorno di Natale».
I NUOVI CENTRI LOCALI- La rete di ascolto di Telefono Amico Italia diventa ancora più ampia: da dicembre 2025, infatti, con l’ingresso di Torino e Reggio Calabria, i centri diventano 23, 22 centri locali e un centro virtuale TAG – Telefono Amico Generation. «Siamo molto felici di poter dare il benvenuto a queste due nuove città e a tanti nuovi volontari – continua la presidente Rigon – Grazie a tutti loro, possiamo rispondere ad ancora più persone. Quest’anno abbiamo già ricevuto oltre 85.000 richieste d’aiuto, ma, purtroppo, le persone che hanno bisogno di parlare con noi sono molte di più. Con l’ingresso di questi due nuovi centri, possiamo, ora, contare su quasi 700 volontari ed essere ancora più presenti per tante persone.»
DIVENTARE VOLONTARI DI TELEFONO AMICO ITALIA- L’ascolto di Telefono Amico Italia è garantito da quasi 700 volontari, distribuiti in 22 centri locali lungo tutta la penisola e un centro delocalizzato, che permettono di essere presenti, per chi ha bisogno, 365 giorni all’anno, dalle 9 alle 24. Telefono Amico Italia è sempre alla ricerca di nuovi volontari che aiutino a gestire le numerose richieste d’aiuto che arrivano ogni giorno. Chiunque fosse interessato ad entrare nella squadra di Telefono Amico Italia può scrivere a volontari@telefonoamico.it; sarà indirizzato al centro locale più vicino dove potrà svolgere un corso pratico-teorico di circa 6 mesi, al termine del quale potrà iniziare l’attività di ascolto. Chi si trova in una città in cui non è presente un centro territoriale e ha un’età compresa tra i 18 e i 40 anni può fare richiesta per il centro virtuale di TAG – Telefono Amico Generation.
AGENDA AMICA 2026: L’IDEA REGALO PER SUPPORTARE TELEFONO AMICO ITALIA – Per sostenere Telefono Amico Italia è possibile acquistare l’Agenda Amica 2026, edita da Helvetia Editrice. Ogni pagina dell’Agenda Amica riporta una frase motivazionale o un’idea per coltivare il proprio benessere, per ricordarci di prenderci cura di noi stessi, ogni giorno dell’anno. Le frasi sono state raccolte dai volontari di Telefono Amico Italia in occasione del 10 settembre (Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio) e dell’evento di sensibilizzazione Non parlarne è 1 suicidio, durante il quale ai passanti è stato chiesto di condividere ciò che li aiuta a recuperare il proprio benessere emotivo.
L’agenda è acquistabile al costo di 15€ presso i principali riveditori online.
Per info e acquisti: https://www.telefonoamico.it/
LA COLLABORAZIONE CON CHERRY BANK. Telefono Amico Italia quest’anno è protagonista dell’iniziativa di sensibilizzazione recentemente lanciata da Cherry Bank e dedicata alla cultura dell’ascolto: “HARK! Ascoltare è forte, fallo di più”, che nasce con l’obiettivo di promuovere un atteggiamento più empatico e consapevole nei confronti delle persone grazie alla collaborazione con Cento Canesio, uno dei maggiori esponenti italiani del graffiti writing contemporaneo. Nell’ambito dell’iniziativa, il progetto solidale HARK! X Cherry way prevede la destinazione di una linea esclusiva di accessori, alle cherries, le persone che lavorano in Banca. La capsule collection sosterrà direttamente Telefono Amico Italia e la sua attività di ascolto quotidiano.
Maddalena Ganz, Head of Brand & Communication di Cherry Bank, afferma: «HARK! significa “ascolta”, è un imperativo, un termine poco conosciuto della lingua inglese, che per questo incuriosisce. Un invito all’ascolto attivo, supportato in questa iniziativa di sensibilizzazione da un linguaggio visivo immediato, universale e d’impatto, che confidiamo possa veicolare questo importante messaggio alla comunità intera. A rendere ancora più tangibile questo impegno, quest’anno il progetto solidale “Cherry way”, ideato e promosso da Cherry Bank dal 2022, sosterrà Telefono Amico Italia. Una partnership volta a sostenere il lavoro dei tanti volontari impegnati nel supporto alle persone in condizione di disagio o difficoltà, che troverà ulteriori espressioni in nuove progettualità con le quale inviteremo il nostro Paese a stringersi e fare rete».

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“Le Muse”: nasce il nuovo presidio educativo dedicato a bambini e giovani

Un nuovo faro di educazione, creatività e inclusione sociale si accende nel cuore di Napoli. È stato inaugurato oggi Le Muse, il nuovo centro educativo polifunzionale promosso da Altra Napoli EF in collaborazione con Asso.Gio.Ca (Associazione Gioventù Cattolica), l’Istituto scolastico Campo del Moricino di Napoli, lAssociazione Sanitansamble EF e lAssociazione Il Cielo Itinerante.

Situato in Piazza Mercato, a ridosso di Porta Nolana, Le Muse” nasce come spazio dedicato allo studio, al gioco e alla socialità, con lobiettivo di contrastare la dispersione scolastica in un territorio che ancora oggi presenta dati allarmanti. Nel solo anno scolastico 2023-2024, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Prefettura, sono stati 3.340 i minori che hanno abbandonato la scuola nellarea metropolitana di Napoli: un fenomeno che richiede un impegno concreto da parte delle istituzioni e del Terzo settore.

Un progetto di rigenerazione sociale nel cuore della città

Le Muse” ha anche lobiettivo di stimolare la rinascita di un quartiere dalla storia secolare ma segnato da forti fragilità economiche e sociali. È il naturale proseguimento del percorso intrapreso da Altra Napoli dal 2005: un impegno costante per recuperare e migliorare luoghi da destinare a progetti a favore di bambini e di giovani, favorendo lo sviluppo del senso di comunità.

Il nuovo centro educativo, della dimensione di circa 300 mq, sorge allinterno di una filiale dismessa da BNL BNP Paribas, che listituto bancario ha scelto di destinare a finalità sociali.

Altra Napoli ha raccolto da istituzioni e aziende private circa 1 milione di euro, da destinare alla ristrutturazione degli spazi e al sostentamento delle attività sociali che si svolgeranno allinterno del centro Le Muse” per i primi 4 anni.

Come da tradizione di Altra Napoli, particolare cura è stata destinata alla qualità del design e degli arredi, con lobiettivo di trasformare la bellezza degli spazi in un fattore esso stesso di educazione e di crescita.

 

Per la prima infanzia (0-6 anni)

·           attività ludico-educative;

·           percorsi di supporto alla genitorialità e momenti di incontro con le famiglie.

Per bambini e ragazzi (6-16 anni)

·           doposcuola e laboratori pomeridiani;

·           angoli” tematici dedicati alla lettura, al digitale, alle arti e allo sport;

·           corsi di alfabetizzazione informatica;

·           percorsi STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica);

·           spazi di aggregazione, orientamento scolastico e al lavoro;

·           attività musicali, laboratori creativi e audiovisivi.

Le attività saranno gestite da Asso.Gio.Ca e da Sanitansamble, realtà già partner di Altra Napoli in altri progetti realizzati nel Rione Sanità e nel quartiere Forcella. Particolare importanza riveste la collaborazione con lIstituto Scolastico Campo del Moricino, che garantirà un collegamento diretto con i minori maggiormente a rischio di dispersione scolastica, con lobiettivo di favorirne il reinserimento.

« Inauguriamo oggi- dice Ernesto Albanese, presidente di Altra Napoli – un nuovo polo educativo che offre spazi e attività per la crescita dei giovani di questo territorio. Negli ultimi 20 anni, Altra Napoli ha investito circa 15 milioni di euro in progetti dedicati a bambini e ragazzi, sostenendo la loro educazione e linserimento nel mondo del lavoro. Continueremo su questa strada e nel 2026 è già prevista lapertura di altri spazi attraverso i quali perseguiremo i nostri obiettivi. Un ringraziamento speciale va a BNL, per aver deciso di destinare un proprio immobile ad uniniziativa dal forte valore sociale in un territorio con cui ha relazioni consolidate. Speriamo che altre aziende vorranno seguire il suo esempio».

Una rete di sostenitori per un progetto di comunità

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di: Con i Bambini, Fondazione CDP- ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Peppino Vismara, Enel Cuore, Fondazione Grimaldi, Poste Italiane, Fondazione BNL, Eni, Fondazione LAlbero della Vita, Automobili Lamborghini S.p.A., Ardian Foundation, Agaton, IKEA Napoli Afragola, Hisense, Siram Veolia, Mondo Giochi. «La nascita del nuovo presidio educativo Le Muse nella storica sede di piazza  del Mercato a Napoli  – sottolinea il presidente di Con i Bambini Marco Rossi-Doria – rappresenta un passo significativo nel rafforzamento dell’offerta educativa e culturale rivolta a bambini e giovani. Come Con i Bambini, riteniamo fondamentale sostenere iniziative capaci di offrire opportunità concrete, contrastare le disuguaglianze e promuovere la partecipazione attiva  e apprendimento precoce per tutti in alleanza con le scuole delle nuove generazioni. ‘Le Muse’ è il risultato di un impegno condiviso tra istituzioni, terzo settore e comunità locali, che hanno saputo cooperare in modo efficace per costruire uno spazio aperto, inclusivo e generativo. È un investimento sul futuro del territorio e sulle sue energie più giovani».

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