Sbargo migranti, i volontari Caritas Napoli: “Pronti ad accoglierli e donargli un sorriso”

Sono presenti anche i volontari di Caritas Napoli allo sbarco dei 113 migranti di oggi al porto di Napoli. A loro gli operatori offriranno un pasto caldo e un primo conforto dopo giorni di navigazione e sofferenze. “Accogliamo questi fratelli- sottolinea suor Marisa Pitrella direttrice Caritas Napoli- con l’affetto che si dà a chi vive in condizione di disagio e difficoltà. Sono stanchi, hanno passato giorni in mare, ma con la nostra presenza proviamo a regalargli un sorriso. Lo facciamo con un abbraccio e con lo spirito di accoglienza che solo questa città sa dare”.

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Volontariato in carcere, rinnovato accordo tra CSVnet e CNVG

È stato rinnovato a Roma il protocollo d’intesa tra CSVnet – l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) – e la Conferenza nazionale volontariato giustizia (Cnvg), che riunisce le realtà impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone detenute, in misura di comunità, in messa alla prova o in percorsi di giustizia riparativa.

Il rinnovo dell’accordo, firmato dalle presidenti Chiara Tommasini (CSVnet) e Ornella Favero (Cnvg), dà continuità alla collaborazione avviata nel 2023 e rafforza il lavoro comune per la promozione di cittadinanza attiva, la costruzione di reti territoriali e la valorizzazione del ruolo del volontariato nel reinserimento sociale delle persone che hanno avuto esperienze di detenzione.

L’intesa, di durata biennale fino al 2027, nasce in un contesto in cui il tema della giustizia e del carcere resta cruciale: secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, al 30 novembre 2025 le persone detenute in Italia erano oltre 63.800, con un tasso medio di sovraffollamento del 130% e punte superiori al 150% in alcune regioni. In questo scenario, il contributo del volontariato e del terzo settore si conferma essenziale per restituire dignità, relazioni e opportunità di riscatto alle persone private della libertà. Infatti, sempre secondo il Dipartimento sono quasi 17mila i soggetti – tra privati, istituzioni o associazioni pubbliche /private – che realizzano interventi di sostegno, attività ricreative e culturali, attività formative e di reinserimento lavorativo (dati aggiornati al 31 dicembre 2024).

In tal senso l’accordo conferma l’intento di proseguire il lavoro congiunto per analizzare i bisogni e sviluppare progettazioni comuni, promuovere la cultura della giustizia riparativa e incentivare la collaborazione tra i Csv e le associazioni aderenti alla Cnvg nei territori. Le attività potranno riguardare formazione, sensibilizzazione, sostegno alla progettazione, promozione di reti europee e valorizzazione delle buone pratiche già in atto.

“Con questo rinnovo – dichiara Chiara Tommasini – vogliamo proseguire un percorso condiviso che mette al centro le persone e le comunità. Il volontariato che opera nell’ambito della giustizia rappresenta un presidio di umanità e di speranza per il futuro: costruisce connessioni dove spesso ci sono barriere e restituisce significato alla parola “riabilitazione”.

“La Conferenza nazionale volontariato giustizia – sostiene Ornella Favero – ritiene che la collaborazione che si è instaurata con CSVnet sia di vitale importanza perché rafforza il difficile ruolo del volontariato nelle carceri e in area penale esterna e il lavoro fondamentale di sensibilizzazione della società sui temi complessi della giustizia, che non deve in alcun modo assomigliare alla vendetta”.

Con le numerose associazioni coinvolte nella rete della Cnvg e 49 Centri di servizio per il volontariato con oltre 300 sportelli attivi su tutto il territorio nazionale, l’accordo rappresenta un passo ulteriore verso un modello di giustizia più partecipata, capace di mettere in relazione istituzioni, società civile e persone.

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Natale, da San Gregorio Armeno l’abbraccio solidale a La Tenda

I presepi artistici realizzati dai ragazzi che frequentano i Centri dell’Educativa de La Tenda, nel Rione Sanità, saranno a San Gregorio Armeno, nella storica bottega dei Fratelli Capuano, esposti per raccogliere le donazioni che faranno chi li acquisterà.
“Il presepe, per noi, non è solo arte e tradizione, ma un gesto di amore e di solidarietà concreta, per questo, come Fratelli Capuano, abbiamo scelto di mettere a disposizione la nostra storia, la nostra professionalità e il nostro lavoro a sostegno dell’associazione e del progetto de La Tenda, offrendo la massima disponibilità anche nella vendita dei presepi come forma di aiuto reale. Ringraziamo chi ha creduto in noi sottolinea – e ci ha scelto come vetrina di questi valori: è solo attraverso la condivisione e il sostegno reciproco che il Natale può ritrovare il suo significato più autentico» racconta Vincenzo Capuano, titolare con i fratelli della magnifica bottega storica che, dal 1840, nel cuore di San Gregorio Armeno, realizza presepi artistici noti in tutto il mondo.
Natale e il nuovo anno a La Tenda
L’acquisto dei presepi realizzati dai ragazzi della Educativa del Centro La tenda Onlus, che conta circa 150 ragazzi, esposti da Natale in avanti presso Bottega dei maestri Capuano, contribuiranno a sostenere le iniziative già in corso a La Tenda dove si lavora al programma delle iniziative per il 2026 per far conoscere l’attività del Centro e la bellezza del Complesso attraverso l’iniziativa di comunicazione solidale VVVita ideata dalle giornaliste Monica Piscitelli e Laura Guerra.
Grazie al riordino della Chiesa di Santa Maria della Vita, del verde del parco e del giardino del Chiostro del Complesso noto come ex Ospedale San Camillo, avviato nella primavera scorsa, proseguono gli appuntamenti per la apertura periodica del Centro alla Città.
La prossima visita guidata è in programma il 21 dicembre mattina e il secondo Mercato della Terra Slow Food con la Condotta di Napoli il terzo sabato di gennaio per un momento con gli agricoltori e artigiani campani.
Nel frattempo prosegue anche per Natale con dedizione e professionalità l’attività dei dipendenti e volontari de La Tenda, centro fondato nel 1981 da padre Antonio Vitiello, con l’accoglienza e servizio pasti quotidiani per oltre 150 persone senza dimora in questo Natale e inverno, che va a farsi più rigido, compresa la cena di Natale che vedrà al lavoro decine di volontari.
I ragazzi de La Tenda. Tutti i servizi per i minori, le famiglie e i poveri
I Centri di Educativa de La Tenda – nell’ambito delle attività a servizio dei giovani e delle famiglie di un territorio fortemente vulnerabile, con tassi elevati di dispersione scolastica, di microcriminalità e di povertà-
mette in atto dal 2000, in maniera stabile, esperienze formative, percorsi di accompagnamento educativo pomeridiano e sperimentazioni innovative in tema d’integrazione tra scuola ed extrascuola. Un lavoro che si completa con il Servizio Polo Territoriale per le Famiglie, realizzato dal 2016 in convenzione con il Comune di Napoli. L’attività dell’Area Minori e famiglie dell’Educativa La Tenda camminano parallelamente a quelle dispiegate dall’Area Povertà con l’Help center attivo alla Stazione Centrale, il Centro di accoglienza notturno (120 mediamente gli utenti al giorno), la struttura di cura Casa Crescenzio (oltre 30 mediamente gli utenti), l’Ambulatorio medico attivo dal 2012 (oltre 1000 le visite annuali) e la Farmacia solidale.

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Napoli, educare alla sicurezza in rete: Save the Children cerca volontari per le scuole

A Napoli il contrasto alla povertà educativa passa anche dalla sicurezza digitale e dalla capacità di accompagnare bambini e ragazzi in un uso consapevole della rete. È in questo contesto che si inserisce il Progetto “Volontari a Scuola” di Save the Children, un’iniziativa che nel mese di febbraio vedrà protagonisti cittadini e cittadine impegnati direttamente nelle scuole del territorio.

L’organizzazione è alla ricerca di volontari e volontarie disponibili a organizzare e realizzare laboratori di sensibilizzazione rivolti alle classi della Scuola Primaria e della Secondaria di primo grado, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete. I laboratori si svolgeranno in diverse scuole di Napoli, coinvolgendo bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni.

Chi può partecipare

Il progetto è aperto a persone maggiorenni, con un buon livello di italiano e, soprattutto, motivazione ed entusiasmo nel lavorare con i più piccoli su temi fondamentali per il loro futuro. Un background in ambito educativo è considerato un valore aggiunto, ma non è un requisito essenziale: Save the Children punta soprattutto sulla disponibilità a mettersi in gioco e sulla voglia di imparare facendo.

Ai volontari è richiesta la capacità di interagire con i bambini e di organizzarsi in gruppo con altri volontari che prenderanno parte alle attività nelle scuole.

Impegno flessibile e scelta condivisa

L’impegno si svolge prevalentemente in orario scolastico, tra le 8.00 e le 13.00 (più raramente nella fascia 14.00-16.00). Un aspetto qualificante del progetto è la flessibilità: ciascun volontario può decidere, in base ai propri impegni personali e alle richieste dei docenti, in quali e quanti laboratori partecipare.

Questa modalità rende il progetto accessibile anche a chi lavora o studia, favorendo una partecipazione ampia e diversificata, capace di arricchire l’esperienza educativa con competenze e sensibilità differenti.

La formazione: un passaggio fondamentale

Prima di entrare in classe, i volontari devono seguire una formazione obbligatoria, strutturata in due fasi.

La prima fase prevede la fruizione di brevi videopillole formative, accessibili in qualsiasi momento. Al termine è previsto un quiz necessario per accedere alla fase successiva.

La seconda fase consiste in una formazione online in diretta su Microsoft Teams, che si terrà il 22 o il 23 gennaio. I volontari potranno scegliere la data più adatta alle proprie esigenze. La partecipazione a questo incontro è indispensabile per poter prendere parte alle attività nelle scuole.

Un volontariato che costruisce comunità

Il Progetto Volontari a Scuola rappresenta un esempio concreto di volontariato educativo capace di creare un ponte tra scuola, territorio e cittadinanza attiva. In una città come Napoli, dove le fragilità sociali spesso si intrecciano con il divario digitale, accompagnare bambini e ragazzi a una navigazione sicura e consapevole significa investire sul futuro della comunità.

Essere volontari non vuol dire solo trasmettere informazioni, ma costruire relazioni, ascoltare, stimolare senso critico e responsabilità, contribuendo a una crescita condivisa che va oltre l’aula scolastica.

Come candidarsi

Chi desidera far parte del Progetto Volontari a Scuola può compilare il form online al seguente link:
👉 https://form.jotform.com/253364227336356

Dopo l’iscrizione, Save the Children fornirà ulteriori dettagli organizzativi e operativi.

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Sala gremita al Grenoble: annunciati i vincitori della 18a edizione di OMOVIES Film Festival

Una sala gremita al Teatro Dumas del Palazzo Grenoble ha accolto il Gala conclusivo della 18a edizione di OMOVIES Film Festival, festival internazionale di cinema di cultura omosessule, transgender e e questioning-queer promosso da i Ken APS ETS, che ha registrato una partecipazione ampia, calorosa e continuativa, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del panorama della promozione cinematografico del Sud Italia.

Il Gala ha celebrato il meglio del cinema queer internazionale ed è stato il momento culminante di un’edizione particolarmente significativa, che ha coinciso anche con i 20 anni dalla fondazione di i Ken.

La serata: conduzione, ospiti e interventi artistici

Il gala si è aperto con un’ouverture teatrale di Stefano Taranto, che ha recitato una pièce tratta da “A me gli occhi, please” di Gigi Proietti, omaggio al teatro e alla grande tradizione attoriale italiana. Un’apertura intensa e coinvolgente che ha subito stabilito il tono della serata, mettendo in dialogo parola, memoria e presenza scenica con il linguaggio del cinema.

La serata è stata condotta dal direttore artistico Carlo Cremona insieme a Stefano Taranto, alternando cinema, arti performative e interventi istituzionali. Ad accompagnare la cerimonia di premiazione, le interventi artistici di Adele Pandolfi, Franky Capuano, Laura Misticone, Luigi Nappi e Margaret Ianuario, che hanno portato sul palco musica, parola, movimento scenico e suggestioni visive in dialogo con il linguaggio cinematografico.

Presenti in sala, tra gli altri, Titta Fiore, presidente della Film Commission Regione Campania, Giulio Baffi, giornalista e presidente dell’associazione dei critici teatrali italiano, Nadia Carlomagno, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa, gli attori Gino Curcione e Sara Carbone, e la console di Francia a Napoli S.E. Lise Moutoumalaya, Console Generale di Francia e direttora dell’’Institut Français Napoli.

Ospite d’onore della serata è stata Vladimir Luxuria, omaggiata da OMOVIES per il suo costante impegno nella difesa dei diritti, della visibilità e della libertà di espressione delle persone LGBTQIA+. Un percorso che oggi trova ulteriore riconoscimento anche nel suo ruolo di direttrice del Lovers Film Festival di Torino, spazio di dignità, autorevolezza e piena rappresentanza per le soggettività queer ed in particolare delle persone transgender.

«Questa diciottesima edizione ha riaffermato la forza di OMOVIES come spazio culturale libero,illuminato e resistente, dunque  in continua evoluzione. La partecipazione del pubblico restituisce il senso profondo di un lavoro che sostiene artisti, opere e visioni capaci di contribuire alla costruzione di una società più aperta, consapevole e non escludente come impone la Costituzione Repubblicana. È stata una serata che ha celebrato il cinema e, insieme, la libertà delle persone di raccontarsi», ha dichiarato Carlo Cremona, direttore artistico del festival.

I vincitori della XVIII edizione e i premi speciali

Il cortometraggio “La Mela Bacata” di Anna Rita Del Piano, intenso racconto sul bullismo e sui pregiudizi vissuti da una giovane cresciuta in una famiglia omogenitoriale in una realtà di provincia, ha ricevuto Il Premio “Vincenzo Ruggiero”. Gli spagnoli Ane Inés Landeta e Lorea Lyons fimano la regia di “Azkena un corto intimo sul femminile e l’eredità transgenerazionale: memoria, traumi e storie familiari che si ripetono, che vince il concorso come miglior cortometraggio, mentre il film francese “One of us” scritto e diretto da Marine Place è stato il Miglior Lungometraggio, opera che affronta il tema dell’asilo politico per persone LGBTQIA+ costrette a dimostrare la propria omosessualità o identità di genere.

Nel corso della cerimonia è stato conferito il David Queer 2025, articolato in due sezioni. Il David Queer 2025 – Sezione Cinema è andato a Renato Giordano, per il film Qui staremo benissimo, opera capace di raccontare con delicatezza e profondità l’esperienza queer e la ricerca di uno spazio di riconoscimento e appartenenza, contribuendo in modo significativo all’evoluzione delle narrazioni LGBTQIA+ nel cinema italiano contemporaneo in un film che parala di genitorialità di una donna transgender e che la protagonista è parte della stessa vera narzione. Il premio è stato consegnato da Titta Fiore, presidente della Film Commission Regione Campania. David Queer 2025 – Sezione Teatro invece è stato conferito a Luciano Melchionna, per il suo percorso artistico e registico nel teatro contemporaneo, caratterizzato da un linguaggio innovativo, ampio e liquido quindi radicale, capace di ampliare l’immaginario scenico e dare voce alle singole  soggettività rappresentando al meglio la queerness. Il premio è stato consegnato da Giulio Baffi, giornalista e critico teatrale.

Nel corso della serata è stato assegnato anche il Premio Soap Power 2025, riconoscimento destinato a persone e realtà che si sono distinte nella lotta ai pregiudizi e nella promozione dell’inclusione culturale e sociale. I premiati: Franky Capuano – Jazz with Franky; Fondazione Lyceum – Mara Fusco; Roberta Inarta, direttrice della Scuola di Cinema di Napoli; Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Maria Clotilde Paisio, dirigente scolastica del Liceo G.B. Vico; “Regalaci una Storia” – Eliseo Verde; Luigi Nappi, per le attività di COR A COR e Note di Classe.

Un festival che cresce

Fondato nel 2007, OMOVIES Film Festival è il primo festival internazionale di cultura omosessuale, transgender e queer del Sud Italia. L’edizione 2025 è stata realizzata con il contributo della Regione Campania Film Commission, nell’ambito del Piano Cinema Campania – Sezione 2, e con il patrocinio del Comune di Napoli.

La locandina ufficiale dell’edizione ha presentato una reinterpretazione contemporanea di Pulcinella, realizzata con tratti dinamici e colori vividi: un simbolo di metamorfosi, identità in movimento e libertà espressiva, ponte ideale tra tradizione napoletana e nuove narrazioni queer. Pulcinella è queer perché la maschera che indossa è la stessa che molte persone devono ancora indossare per sopportare lo sguardo e il pregiudizio sociale verso le individualità non assimilabili alla “cosiddetta normalità”.

Nel programma proiezioni, incontri e masterclass in diverse sedi prestigiose della città, tra cui la Scuola di Cinema di Napoli, la Sala Cinema del Rainbow Center “Questa Casa non è un Albergo”, il Teatro Dumas dell’Institut Français Napoli.

Di fondamentale importanza la collaborazione con l’università degli studi di Napoli l’Orientale.  Le opere sono state proiettate in versione originale con sottotitoli in italiano curati dal progetto inTRANSlation, e con le docenti Prof.ssa Kathrine Russo e Phd Arianna Del Gaudio, il laboratorio si è affermato come un luogo di ricerca avanzata, formazione professionale e riflessione critica sui linguaggi contemporanei e delle traduzione verso l’italiano degli audiovisivi. Questo progetto amato dal corpo studentesco è un elemento arricchente e fondamentale nella realizzazione del Festival da molti anni. Importante anche la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli grazie ai docenti Luigi Barletta e Sandro Dionisio, della Scuola di Cinema e dei corsi universitari legati al cinema, e del liceo “Giambattista Vico”.

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E’ nata “Oltre l’Orizzonte”: supporto ai bambini ospedalizzati, sostegno alle famiglie, agli anziani e ai senzatetto per restituire dignità, ascolto e presenza

Dal recupero e supporto dei minori alle iniziative nelle case di riposo, dai progetti per la solidarietà a Gaza all’animazione e al sostegno ai reparti pediatrici ospedalieri. Oltre l’Orizzonte APS è Associazione di promozione sociale nata nel settembre 2025, frutto di un lungo percorso condiviso da un gruppo di volontari uniti da anni di esperienza e passione nel mondo del volontariato.

Il nostro nome, Oltre L’Orizzonte, rappresenta il cuore della nostra visione: andare oltre i limiti, gli ostacoli e le barriere sociali, culturali ed emotive, per costruire ponti di speranza, inclusione e solidarietà. –spiega la vicepresidente Valeria FeolaL’associazione è nata per portare piccoli spazi di sollievo, ascolto e normalità nei luoghi in cui la sofferenza è più evidente, soprattutto accanto ai bambini e alle loro famiglie”.

Oltre l’Orizzonte è formata da professionisti, volontari e persone impegnate nel sociale, un gruppo coeso che concentra la propria attività principalmente in Campania, Lazio e Lombardia.

La nostra prima iniziativa è stata una delle più delicate e significative per noi. Abbiamo scelto di dedicarla al piccolo Francesco Pio Angelico, un bambino molto importante per me, la cui storia ha segnato profondamente tutti noi. Francesco Pio oggi non c’è più, ma desideriamo mantenerne vivo il ricordo trasformando il suo nome in un gesto d’amore verso altri bambini. È stato seguito dal reparto di Neurochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Santobono-Pausilipon. – ha continuato Valeria Feola, vicepresidente di Oltre l’Orizzonte –  Grazie alla generosità di tante persone che sostengono l’associazione, abbiamo realizzato una raccolta fondi che ci ha permesso di destinare una somma al supporto dei progetti e delle necessità di quel reparto, in modo concreto e immediato. Inoltre organizzeremo una piccola cerimonia di consegna, alla presenza delle rappresentanze dell’ospedale, per trasformare il ricordo di Francesco Pio in una forma di sostegno per altri piccoli pazienti e per le loro famiglie. Questo progetto, per noi, rappresenta il cuore emotivo da cui è nato tutto”.




L’associazione ora è impegnata in un progetto per i senzatetto, e ha stretto una collaborazione con l’organizzazione di beneficenza La brigata Solidale.

E’ una realtà che stimiamo molto, per concretezza e approccio umano. – dice la vicepresidente–  Siamo riusciti ad acquistare la fornitura di materie prime come la pasta per un anno intero per supportare la Brigata solidale nelle loro cene di beneficenza per i senza fissa dimora. Stiamo definendo un programma operativo che unisca le rispettive competenze per ampliare l’impatto sul territorio. E’ importante sottolineare che abbiamo due direzioni principali: il supporto ai bambini ospedalizzati, che rappresenta il cuore emotivo dell’associazione; la vicinanza alle fragilità, “a chi non riesce ad arrivare”, “a chi non può fare”. Siamo un’Associazione giovane che sta cercando di ramificarsi in vari settori e direzione, insomma speriamo e cerchiamo di non dimenticare nessuno. Abbiamo bisogno di tantissimi volontari che si uniscano a noi. Sono ambiti diversi ma uniti dallo stesso filo conduttore: restituire dignità, ascolto e presenza”.

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