19 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Finanziare lo sport ampliando il ricorso all’azzardo è una scelta che desta forte preoccupazione. A lanciare l’allarme è Caritas Italiana, che interviene duramente contro quanto previsto dall’articolo 36-ter della manovra di bilancio, che introduce la proposta nazionale “Win For Italia Team”, destinando al CONI una quota del prelievo erariale derivante dalla raccolta del gioco d’azzardo
Secondo Caritas, la finalità dichiarata di promuovere e rilanciare la pratica sportiva non può giustificare l’estensione di una pratica che nei territori produce conseguenze sociali gravi, spesso drammatiche. «L’azzardo non è un gioco – sottolinea l’organismo ecclesiale – ma una pratica che genera dipendenza, impoverimento e sovraindebitamento, colpendo in modo particolare persone e famiglie già fragili».
«Legare il sostegno allo sport all’ampliamento dell’azzardo è un vero e proprio cortocircuito culturale e sociale», afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. «Lo sport ha una vocazione educativa, inclusiva e comunitaria, mentre l’azzardo alimenta solitudine, debito e fragilità. Nei nostri Centri di Ascolto incontriamo ogni giorno persone schiacciate dal sovraindebitamento, spesso aggravato proprio dal gioco d’azzardo».
A destare ulteriore scetticismo è la presunta temporaneità della misura. L’esperienza passata, ricorda Caritas, dimostra come interventi presentati come straordinari tendano a diventare strutturali. È già accaduto nel 2009 con l’introduzione delle VideoLottery per finanziare la ricostruzione post-sisma de L’Aquila, così come con la quarta estrazione settimanale del Lotto introdotta per sostenere i territori colpiti dalle alluvioni in Romagna. Misure nate come eccezionali e poi rimaste in vigore per anni.
Particolarmente allarmante è l’impatto sulle fasce più giovani. I dati disponibili evidenziano una crescente esposizione di giovani e minori al gioco d’azzardo, con migliaia di ragazzi già intercettati dai servizi per comportamenti problematici. In questo contesto, associare l’azzardo allo sport rischia di rafforzarne la legittimazione culturale proprio tra chi dovrebbe essere maggiormente tutelato.
Il tema è approfondito anche nel Rapporto Caritas Italiana 2025 su povertà ed esclusione sociale, intitolato “Fuori campo. Lo sguardo della prossimità”, che mette in luce il legame sempre più evidente tra dipendenza, indebitamento cronico e nuove forme di povertà, emerse dall’ascolto quotidiano delle persone accompagnate dalla rete Caritas.
«Sostenere lo sport è una priorità – conclude don Pagniello – ma farlo attraverso l’estensione dell’azzardo significa spostare il costo sociale sulle spalle dei più fragili». Da qui l’appello finale a rimettere la tutela delle persone, delle famiglie e delle comunità al centro delle scelte di bilancio, evitando scorciatoie che rischiano di aggravare disuguaglianze e povertà.
L’articolo Caritas: “No all’azzardo per finanziare lo sport. Così si colpiscono i più fragili” proviene da Comunicare il sociale.
19 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
“Anci Campania rilancia le preoccupazioni espresse dal coordinamento dei Piccoli Comuni, per noi espresse da Stefano Pisani, e da molte realtà associative: la nuova classificazione dei Comuni montani, prevista dalla Legge 131/2025 e demandata al decreto attuativo, non può basarsi esclusivamente su altitudine e pendenza”. Lo ha detto Francesco Morra, presidente di Anci Campania a margine del Comitato Direttivo di ANCI Campania, durante il quale sono arrivati i saluti del presidente nazionale Gaetano Manfredi.
“Un’impostazione così rigida rischia di escludere – ha spiegato Morra in riferimento al tema dei comuni montanti e sulle sollecitazioni del Presidente del direttivo Geppino Parente – molte realtà della Campania interna e dell’Appennino meridionale che, pur a quote non elevate, vivono condizioni di isolamento, spopolamento e carenza di servizi. Chiediamo al Governo di intervenire affinché il decreto tenga conto anche degli indicatori socio-economici e infrastrutturali, garantendo un riconoscimento equo della montanità e l’accesso alle misure di sostegno per tutti i territori realmente svantaggiati”.
“Non c’è solo un tema di risorse, ed il nostro territorio sarebbe eccessivamente penalizzato, ma diminuirebbero i servizi alla persona. Sul tema – ha aggiunto – convocheremo presto altri appuntamenti di Anci Campania, ci coordineremo con le attività parlamentari da alcuni avviate e proveremo a coinvolgere il Presidente della Regione Campania Roberto Fico che sul tema ha sempre manifestato concreta attenzione”.
Per Anci “nella stesura del decreto attuativo, il Governo dovrà stabilire con equilibrio i parametri altimetrici e di pendenza, evitando misure estreme che cancellerebbero di fatto dalla mappa della montagna italiana vaste aree del Mezzogiorno”.
Al tempo stesso, l’associazione ha proposto “di conservare lo storico criterio del ‘totalmente montano’, applicando poi ulteriori indicatori socio-economici e infrastrutturali per modulare l’intensità dei benefici senza alterare il riconoscimento giuridico della montanità, valutando ogni utile deroga e immaginando meccanismi premiali per chi promuove la partecipazione a forme giuridiche come l’ Unione dei Comuni”.
La riunione, dopo la relazione del segretario Nello D’Auria, un’occasione per approfondire diversi temi. In apertura dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio per la scomparsa del Sindaco di Pompei.
L’articolo Morra (Anci Campania): “Rivedere i criteri dei Comuni montani si rischia un danno per la Campania” proviene da Comunicare il sociale.
19 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Il 25 dicembre la Comunità di Sant’Egidio festeggerà il Natale con i poveri che incontra durante tutto l’anno. Sono previsti 8 pranzi, con la partecipazione di oltre 750 poveri: senza fissa dimora, anziani, disabili, bambini, rom, migranti, famiglie povere. Una grande famiglia che festeggia il Natale stringendosi attorno alla Comunità di Sant’Egidio.
Alle 13 nella chiesa di S. Pietro martire, a largo Bonghi, in altri luoghi del Centro Storico, a Fuorigrotta, Scampia, San Giovanni a Teduccio e ad Aversa, si allestiranno tante tavolate dove siederanno insieme poveri e volontari, e dove si confonde chi serve e chi è servito.
E non mancherà un regalo per ciascuno con il proprio nome scritto sulla busta che verrà consegnato da Babbo Natale. Un dono personalizzato per ricordare che nessuno viene dimenticato.
Tanti volontari provenienti da diversi luoghi della Regione si stanno unendo in questi ultimi giorni di preparazione per dare una mano e trovare un senso al loro Natale.
Nei giorni precedenti e successivi al Natale sono previsti altri pranzi e momenti di festa. Negli istituti per anziani, nei campi rom, nelle scuole della pace i volontari di Sant’Egidio raggiungeranno altri poveri in città, ma anche a Caserta, Salerno e in diversi luoghi della Regione.
Il 24 e il 31 dicembre sono previste delle cene itineranti per i senza fissa dimora.
Il 22 dicembre, invece nel carcere di Poggioreale, ci sarà un grande pranzo per 150 detenuti a cui parteciperà il sindaco Gaetano Manfredi, mentre il 29 dicembre nel carcere di Secondigliano ci sarà un altro pranzo con la partecipazione del cardinale don Mimmo Battaglia.
Infine, il 1 gennaio, Giornata mondiale per la pace, al termine della Santa Messa delle 11, celebrata da don Mimmo Battaglia, sul sagrato del Duomo verranno ricordati i nomi dei Paesi in guerra, con alcune testimonianze di chi proviene da luoghi di dolore.
Un Natale di solidarietà che sarà un segno di speranza in un tempo difficile, segnato dall’aumento della povertà, dalle guerre e da una grande solitudine che colpisce tanti.
L’articolo 8 pranzi, 750 poveri, 300 volontari. Questi i numeri del Natale con la Comunità di Sant’Egidio a Napoli e in Campania. proviene da Comunicare il sociale.
18 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Negli ultimi anni la Chiesa di Napoli, sotto la guida dell’arcivescovo don Mimmo Battaglia, ha intrapreso un cammino chiaro e deciso, scegliendo di porre l’infanzia, l’educazione e la tutela dei minori tra le priorità del proprio impegno sociale e pastorale. Questa visione nasce dalla consapevolezza che la carità non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve tradursi in progetti strutturati e reti durature. L’obiettivo è rispondere concretamente a esigenze di giustizia, inclusione sociale e promozione umana, restituendo dignità e futuro alle fasce più fragili della nostra città.
Per conferire forza, trasparenza e sostenibilità a questa missione è nato il ramo ETS, l’Ente del Terzo Settore dell’Arcidiocesi. Questo strumento operativo coordina le opere educative e caritative, incarnando i valori dell’accoglienza e trasformando la fede in una tangibile responsabilità sociale. In un tempo storico segnato da fragilità economiche, conflitti e solitudini, l’ETS propone un nuovo modo di operare nel sociale, fondato sulla partecipazione diffusa e sulla condivisione del bene comune, poiché non può esistere solidarietà senza comunità, né comunità senza una cura costante per i più piccoli.
Da queste premesse nasce “A misura di bambino“, un progetto pensato per restituire l’infanzia a chi l’ha perduta. Non si tratta di un’iniziativa episodica, bensì di una strategia capillare che mira a creare un’alleanza permanente tra cittadini, scuole, aziende, parrocchie ed enti. È un modello che unisce la forza della carità alla concretezza della progettualità, basato sulla convinzione che la pace non si costruisca nei palazzi del potere, ma nei cuori delle persone, e che i primi costruttori di pace siano proprio i bambini.
“A misura di bambino” non è soltanto un progetto di aiuto materiale, ma un percorso di consapevolezza collettiva e una proposta di pedagogia della pace che, partendo dai più piccoli, intende coinvolgere e responsabilizzare il mondo degli adulti. Si è deciso di partire con questa iniziativa valicando i confini locali per abbracciare una terra ferita e resiliente: la Palestina. A seguito di un proficuo confronto con il Patriarca di Gerusalemme, l’ ETS ha scelto di sostenere i bambini palestinesi costruendo ponti di fraternità. Il progetto prevede la riqualificazione di spazi educativi e ricreativi in collaborazione con le comunità locali e le scuole parrocchiali, oltre alla fornitura di materiali scolastici, alimentari e sanitari per i minori più vulnerabili.
Per sostenere queste attività è necessario strutturare un sistema solido di alleanze. Il progetto si realizza grazie a un modello partecipativo aperto a tutti, dove ogni contributo diventa una carezza concreta sotto forma di un pasto, un farmaco o un quaderno. I cittadini possono donare online tramite il sito ufficiale, via app di pagamento o con bonifico bancario; le scuole e le parrocchie sono chiamate a diventare luoghi di sensibilizzazione, mentre le aziende e gli enti possono aderire come sponsor o partner solidali. A supporto della raccolta è stato realizzato uno spot generato con l’AI e una grafica dedicata.
“A misura di bambino” vuole essere un contenitore strategico capace di trasformare il patrimonio più prezioso della città, ovvero la solidarietà, in azioni misurabili e replicabili. L’ambizione è rendere Napoli non solo una città del cuore, ma una capitale della speranza che agisce da ponte tra le periferie del mondo e il centro della dignità umana.
Per chi desidera contribuire, è possibile effettuare una donazione libera tramite la sezione “Dona ora” sul sito della Chiesa di Napoli o tramite bonifico bancario intestato ad Arcidiocesi di Napoli– Progetto “A misura di bambino”.
L’articolo “A misura di bambino”: la campagna della Chiesa di Napoli ETS per l’infanzia e la pace, da Napoli alla Palestina proviene da Comunicare il sociale.
18 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Sabato 20 dicembre, alle ore 18, la suggestiva Cappella del Santissimo Salvatore alla Pietrasanta, situata nel cuore pulsante di Napoli, si trasforma nel palcoscenico di “𝐈𝐧𝐭𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢 – 𝐓𝐡𝐞 𝐂𝐡𝐫𝐢𝐬𝐭𝐦𝐚𝐬 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭”, uno speciale evento pianistico realizzato grazie alla collaborazione tra Napulitanata, la Fondazione Roberto Murolo e il Polo Pietrasanta.
Pasquale Cirillo, il pianista che con il suo album “Intrecci” ha dimostrato come la Canzone Napoletana possa dialogare con l’armonia della musica classica e la libertà del jazz, invita a vivere la magia del Natale in modo inatteso.
Il pubblico potrà dedicarsi ad un ascolto profondo, dove le melodie eterne della tradizione partenopea si abbracciano e si fondono con la solennità e la gioia dei classici natalizi anglosassoni. Un’alchimia sonora che svela l’anima nascosta di ogni brano, creando un tappeto musicale intimo e universale.
Un concerto per emozionarsi, ritrovarsi e celebrare l’attesa.
La serata, oltre a essere dedicata alla musica e al connubio tra generi diversi, vuol essere anche un momento di solidarietà seguendo il vero spirito natalizio. Infatti, 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨𝐛𝐨𝐧𝐨 Pausilipon.
Come dichiara Rodolfo Conenna, direttore generale dell’AORN Santobono Pausilipon «Napulitanata, la Fondazione Roberto Murolo e il Polo Pietrasanta hanno saputo dare vita a un’iniziativa che unisce in modo esemplare musica, solidarietà e spirito natalizio. Grazie di cuore a tutti gli organizzatori, all’artista Pasquale Cirillo e ai partecipanti che, scegliendo di essere presenti hanno scelto di sostenere il nostro ospedale. Manifestazioni come queste dimostrano lo stretto legame tra cultura e solidarietà che, soprattutto a Natale, trova il suo significato più autentico».
Oltre al concerto sarà possibile visitare Il Presepe Cortese, nell’area archeologica della Basilica della Pietrasanta.
L’articolo 𝐈𝐧𝐭𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢 – 𝐓𝐡𝐞 𝐂𝐡𝐫𝐢𝐬𝐭𝐦𝐚𝐬 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭: 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐨𝐥𝐨 di Pasquale Cirillo per la Fondazione Santobono Pausilipon proviene da Comunicare il sociale.
18 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Si rinnova il patto di solidarietà tra la comunità asiatica e il quartiere Gianturco. Anche per il Natale 2025, Cinamercato 2003 scende in campo a sostegno della mensa delle Missionarie della Divina Redenzione di padre Arturo D’Onofrio.
Grazie a una raccolta fondi capillare tra i commercianti, sono stati acquistati generi alimentari di prima necessità (pasta, olio, scatolame, panettoni) e capi di abbigliamento. Un carico di aiuti destinato alle fasce più fragili del territorio, dove la povertà colpisce ormai indistintamente famiglie italiane e straniere.
I pasti, serviti dalla mensa delle Missionarie, dal lunedì al sabato, sono solo il primo passo di questo gesto di solidarietà. “Quello che più mi preoccupa oggi è la solitudine, specialmente quella dei giovani che rischiano di crescere senza valori – spiega Suor Clara. “Ogni persona che bussa alla nostra porta ha una storia di sofferenza. L’aiuto dei nostri amici cinesi, che arrivano da lontano ma sono vicinissimi a noi, è fondamentale non solo per il cibo, ma per far sentire queste persone meno sole”.
La raccolta e la distribuzione dei doni, promossa da Cinamercato, nascono proprio dall’ascolto di quei bisogni quotidiani che suor Clara incontra a tavola: fame, solitudine, ma anche il desiderio di un segno di attenzione, soprattutto per i bambini e i giovani.
L’iniziativa, coordinata da Giorgio Brandi e Miriam Buongiorno (rispettivamente coordinatore e responsabile sicurezza di Cinamercato 2003), è diventata ormai un punto di riferimento stabile per il Natale solidale del quartiere Gianturco e parla di fraternità e condivisione, prima ancora che di assistenza.
Cinamercato 2003, realtà che conta circa 500 addetti e 80 stand, conferma così la sua vocazione non solo commerciale ma sociale. “La nostra storia va oltre i negozi” – dichiarano i promotori. “Vogliamo essere un ponte di integrazione. Celebriamo le tradizioni asiatiche e cattoliche insieme perché, quando parla il cuore, il linguaggio è universale”.
La distribuzione dei doni avverrà nei giorni precedenti il Natale presso la sede delle Missionarie.
L’articolo La comunità cinese di Cinamercato : un ponte di aiuti per il Natale delle famiglie di Gianturco. proviene da Comunicare il sociale.