17 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
“È buona per te e scalda l’inverno dei senza dimora”: con questo slogan scendono anche quest’anno in piazza i volontari di Progetto Arca per l’appuntamento annuale con la zuppa della Bontà, la due giorni dedicata a sensibilizzare i cittadini sulle persone senza dimora e raccogliere donazioni attraverso la distribuzione di confezioni di zuppa da cucinare a casa, grazie alle quali la fondazione potrà distribuire in strada pasti caldi durante l’inverno.
Venerdì 27 e sabato 28 ottobre i volontari di Progetto Arca sono presenti dalle ore 10 alle 18 in diversi punti di sette città: Milano, Torino, Padova, Roma, Napoli, Bari, Ragusa (sul sito progettoarca.org è presente l’elenco degli indirizzi).
A Napoli, venerdì 27 i volontari saranno in via Toledo 343, mentre sabato 28 in piazza degli Artisti.
“Quest’anno abbiamo scelto di essere presenti in queste città che sono molto importanti per le nostre attività dedicate alle persone senza dimora e indigenti. Qui infatti siamo presenti con le nostre Cucine mobili e i Market solidali, servizi strutturati che hanno un unico obiettivo: offrire un corretto sostegno alimentare a chi è in difficoltà” spiega Alberto Sinigallia, presidente di Progetto Arca. “Grazie a tutti i volontari e alle associazioni partner nelle varie città che rendono possibile non solo l’evento ma anche l’attività di ogni giorno dedicata ai più fragili”.
I volontari propongono la zuppa della Bontà in 3 versioni, tutte bio (zuppa della salute, zuppa della tradizione, zuppa di farro e lenticchie), realizzate in collaborazione con la cooperativa di commercio equo e solidale Chico Mendes Altromercato. Le zuppe contengono prodotti biologici (ceci, farro, lenticchie e orzo) e sulla confezione riportano le modalità di preparazione. Per ogni confezione è richiesta una donazione minima di 5 euro.
Ideata nel 2015, la “zuppa” è stata scelta come alimento da consegnare ai cittadini per il suo forte valore della tradizione e per il suo apporto nutrizionale.
A Milano e Roma sono presenti i volontari di Progetto Arca. Nelle altre città, sono affiancati dalle associazioni partner sul territorio: Cooperativa Animazione Valdocco a Torino, Cooperativa sociale Cosep a Padova, Angeli di Strada Villanova a Napoli, InConTra a Bari, Caritas Diocesana a Ragusa.
Partner dell’evento è H&M Italia, i cui dipendenti saranno presenti nelle varie piazze venerdì 27 ottobre a fianco dei volontari per distribuire le zuppe e sostenere così la mission di Progetto Arca. L’iniziativa si inserisce all’interno di una partnership più ampia, attiva con il brand svedese dal 2021. Ad oggi i progetti in essere includono la donazione di indumenti ed accessori ad Impresa Sociale Mirasole e il contributo alla realizzazione di due guardaroba sociali nella città di Milano.
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16 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Il libro “Affido culturale” a cura dell’ordinario di economia politica Marco Musella ( Editore Liguori, pagine 180, costo 22.50 euro) coniuga l’impegno di professionisti dai linguaggi e competenze diverse che vanno dall’economia sociale alla psicologia fino alla conoscenza dei musei e del teatro.
Il libro, nella prima parte, prevede riflessioni di esperti della Federico II, nella seconda , invece, saggi che nascono dalla collaborazione tra ricercatori ed operatori ed offre un importante sintesi del progetto Affido culturale.
Il progetto Affido Culturale , sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini nel 2018 in risposta al bando “ Un passo avanti”, è stato selezionato dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e nasce da un Protocollo di Intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo.
L’Affido Culturale nasce dall’idea di mobilitare, contro la povertà educativa, le “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affido familiare, ma declinandola sullo specifico della fruizione di prodotti e servizi culturali. Più specificatamente i genitori, che abitualmente portano i propri figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, si rendono disponibili a portare anche un bambino , eventualmente con un membro della famiglia di quest’ultimo , che avrebbe difficoltà ad accedere in tali luoghi per motivi diversi, quali precarietà economica, sociale, culturale.
Le famiglie sono state reclutate dalle scuole, associazioni del territorio, enti del Terzo settore, a attraverso candidature spontanee. Se le famiglie risorsa hanno aderito per altruismo, desiderio di offrire ai propri figli uno stimolo educativo , piacere di creare occasioni di socializzazione ed apertura; le famiglie beneficiarie sono state mosse dall’esigenza di offrire ai propri figli esperienze culturali di cui , altrimenti, non avrebbero potuto godere e dall’idea di creare nuovi legami e abitudini di vita.
Ha visto attive le città di Napoli, Roma, Bari e Modena, soggetti le famiglie- risorsa e le famiglie destinatarie e le scuole aventi il compito di garantire un sostegno complessivo multidimensionale e si è poi ampliato a dieci territori.
Il libro da leggere con attenzione, regala dignitosa voce ad un’esperienza creativa in grado di valorizzare un sistema di relazioni supportive intorno ai bambini ed ai nuclei familiari coinvolti.
di Maria Rosaria Ciotola
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16 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Sono tre i libri che inaugurano la collana KIDS, lanciata dalla casa editrice più antica di Napoli la Giannini. Tre gli autori che hanno deciso di scrivere per i bambini. Il primo libro è “Le curiose storielle di una stellina” scritto dalla giornalista calabrese Maria Patrizia Sanzo. La voce di una stellina, che potrebbe essere quella di una mamma o un papà, introduce in un mondo fantastico. Protagonisti sono prevalentemente degli animali: dei topini, un gatto, un pappagallo, un piccolo leone, un bizzarro cavallo, un gufo. Le storielle vengono narrate sotto forma di filastrocca, sono metafore di vita e di valori. L’autrice le ha immaginate come favole da leggere prima di dormire ai bambini. Sono buffe, narrano di situazioni surreali, in maniera ironica per portare una ventata di allegria. Affrontano tematiche quali la condivisione, il rispetto per gli altri, la giustizia e la libertà di essere e di vivere secondo il proprio progetto di vita. Le illustrazioni sono a cura di Paola De Luca.
Intenso è il libro “Pino e il vento” del giornalista Giovanni Chianelli. Non è facile spiegare a un bambino che le persone che amiamo possono scomparire. Come in questa favola: Pino e Rocco sono nati in case vicine, in un paesino del Salento, in un tempo indefinito ma non lontano. Si conoscono da sempre e sono inseparabili. Corrono tra i boschetti e le spiagge, giocano a calcio, fanno scherzi agli abitanti del borgo, ridono, sono felici. Soprattutto, si vogliono bene. Però, un brutto giorno, viene fuori che Rocco non c’è più. Pino, dopo un primo momento di solitudine e malinconia riesce ad ascoltare ed a ritrovare l’amico attraverso gli elementi della natura. Le illustrazioni sono a cura di Sonia Giampaolo.
È una trasformazione straordinaria quella che compie Stefano Esposito, l’autore “muta” la terra dei fuochi nella “Terra dei giochi”. Il libro raccoglie due brevi favole. La prima, spiega con delicatezza l’attualità ai bambini. La piaga della Terra dei fuochi è infatti raccontata con il linguaggio, i colori e le metafore dei più piccoli. Il messaggio positivo che se ne trae è l’unione fa la forza. Un omaggio è dedicato a due icone della lotta ai roghi tossici, ossia a don Maurizio Patriciello e alla giornalista Nadia Toffa, scomparsa prematuramente. La seconda, Super Luce, illustra l’importanza della raccolta differenziata, del riciclo dei materiali e delle energie alternative, valorizzando le diversità, l’accettazione dell’altro e il rifiuto del bullismo. Le illustrazioni sono state curate da Martina Russo.
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16 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Napoli ritorna protagonista di Puliamo il mondo 2023, storica campagna di volontariato di Legambiente, che da oltre 30 anni chiama all’azione cittadini di tutte le età per ripulire dai rifiuti abbandonati strade e piazze ed aree della città.
L’evento, coordinato per il Comune dall’Assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, vedrà due appuntamenti a Napoli est in collaborazione con ASIA Napoli.
Domani – martedì 17 ottobre, alle ore 16:00, presso la sede della Fondazione Famiglia di Maria a San Giovanni a Teduccio – intervento di pulizia con momenti di approfondimento sulla raccolta differenziata a Napoli est. Secondo appuntamento nella mattinata di martedì 24 ottobre presso Istituto Tecnico Industriale Marie Curie di Via Argine con pulizia di un’area nei pressi dell’istituto e formazione sulla raccolta differenziata.
Come ogni anno Puliamo il mondo svolge un ruolo determinante per aumentare la consapevolezza pubblica dell’importanza della tutela dell’ambiente, della corretta gestione dei rifiuti e del ruolo dei singoli per migliorare il decoro degli spazi comuni. La campagna consente di sensibilizzare i cittadini anche sui piccoli rifiuti dispersi nei parchi urbani. Da una recente indagine park litter emerge che i rifiuti dispersi nei parchi sono per il 67% plastiche, per l’11,6% carta e cartone, per l’11,5% vetro e ceramica e per il 5,7% metalli. I cestini per la raccolta dei rifiuti presenti nei parchi monitorati solo nel 36 dei casi sono predisposti per la differenziata.
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16 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Accordo operativo in tema di misure di sicurezza per infermità psichiche. Così si legge sul frontespizio del protocollo d’intesa sottoscritto oggi.
La firma presso la sede della presidenza del Tribunale di Torre Annunziata. Protagonisti il direttore generale della Asl Napoli 3 Sud Giuseppe Russo, il presidente del Tribunale Ernesto Aghina, il procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso, il coordinatore regionale per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) Giuseppe Nese, il direttore del dipartimento di salute mentale Asl Napoli 3 Sud Pasquale Saviano, i rappresentanti dell’ufficio per l’esecuzione penale esterna, del consiglio dell’ordine degli avvocati del foro torrese.
Con la definitiva chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, la legge n. 81 del 2014 ha affidato alla magistratura ed ai servizi territoriali di salute mentale un ruolo decisivo per la presa in carico e l’assistenza di persone che abbiano commesso un reato e siano riconosciute non imputabili perché in stato di infermità al momento della commissione del fatto.
Al paziente psichiatrico autore di reato deve pertanto essere assicurato un programma terapeutico individualizzato la cui scelta rende necessaria una costante interazione e scambio di informazioni tra magistratura e i servizi sanitari.
“Un momento di straordinaria importanza di sinergia tra istituzioni – ha affermato il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud Giuseppe Russo – Un risultato brillante anche nell’ottica di un percorso sanitario”.
All’autorità giudiziaria, attraverso il referente della Asl Napoli 3 Sud, Silvestro La Pia, sarà così garantita una collaborazione tempestiva e costante attraverso la conoscenza aggiornata delle soluzioni offerte dai servizi sanitari dell’azienda.
Sarà così possibile garantire il fondamentale collegamento tra il tessuto territoriale di provenienza dell’infermo di mente autore di reato e l’esecuzione della misura di sicurezza nei suoi confronti.
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16 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Il Tesoro di San Gennaro entra nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli per celebrare la conclusione del progetto “SaNgue” che ha visto la sede carceraria CPIA Napoli Provincia 1 e la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro collaborare al percorso didattico, partito lo scorso gennaio 2023, rivolto alle alunne recluse per una riflessione multidisciplinare sul tema del “sangue”.
Nel teatro del carcere la cerimonia conclusiva dell’iniziativa dove, venerdì 13 ottobre, più di 60 ragazze detenute hanno potuto assistere al video realizzato per loro dal Tesoro di San Gennaro, che ripercorre la visita che alcune alunne hanno svolto a marzo 2023 nella Cappella e nel Museo del Santo Patrono (video prodotto da D’Uva s.r.l., regia Vertigo – Attori: Fabio Trosa,
Maria Lucia Gallo – Guida: Chiara della Noce). Un filmato che testimonia l’esperienza delle donne recluse e che permette a tutte di conoscere e scoprire le bellezze del Tesoro di San Gennaro, che morì decapitato proprio a Pozzuoli.
A festeggiare la conclusione dell’iniziativa erano presenti Maria Luisa Palma, Direttrice Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, Adriana Intilla, Educatrice e Capo Area Trattamentale Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, Francesca Napolitano, Dirigente Scolastica del CPIA Napoli Provincia 1, Fausta Minale, docente della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli – Ambasciatrice Erasmus per il settore dell’Educazione degli Adulti della Regione Campania, Riccardo Imperiali di Francavilla, Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Ilaria D’Uva, Amministratore di D’Uva s.r.l., Francesca Ummarino, Direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro, insieme a Fausta Apa, Olimpia Caccavale, Angela Cicala, Maria D’Emilio, Tiziana Lucignano e Patrizia Schiavone, docenti della sede carceraria, agli attori e guide delle visite teatralizzate e tutte le alunne.
L’idea di “SaNgue” nasce dalla riflessione sulla presenza costante nella vita delle donne del sangue, legato alla fecondità, al parto, alla cura dei malati, ma anche simbolo di famiglia, radici, eredità. Nel carcere questo aspetto è assai rilevante: il senso di appartenenza alla famiglia, momentaneamente lontana, diventa dolore e segna i confini di quel distacco che sperimentano solo una volta prigioniere. Legame di sangue, quel filo rosso indissolubile che stringe a doppio nodo le donne al proprio corpo, alla famiglia, alla città e ai suoi emblemi, San Gennaro e il Vesuvio, sangue e lava.
Durante il percorso didattico le docenti hanno affrontato il tema del “sangue” nelle loro discipline specifiche. Un percorso arricchito da contributi musicali e filmici e da un esperto di storia dell’arte che ha collaborato alla contestualizzazione storica del tema. Le alunne hanno studiato cuore e circolazione, i quadri di Caravaggio e della Gentileschi, ballato con Avitabile e analizzato il suo testo “Faccia gialla”, approfondito storia e scritti su San Gennaro.
Alla fine della fase didattica, la visita alla Cappella e al Tesoro, offerta dalla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e dal Museo. Quattro alunne recluse, due delle quali mai uscite dal carcere negli ultimi cinque anni, hanno potuto ammirare da vicino le meraviglie di arte e oreficeria napoletana. Per ognuna è stato un regalo essere libere per un pomeriggio, immerse nella bellezza e nella conoscenza. Altre detenute, che non avevano la possibilità di uscire, hanno partecipano online dal carcere alla visita.
La cerimonia di chiusura al carcere di “SaNgue”, è stata una coinvolgente e sentita conclusione di un percorso molto apprezzato da tutti i partecipanti per il valore formativo, sociale e umano.
Nel corso dell’evento, dopo la proiezione del video della visita al Tesoro di San Gennaro, è stato presentato il cortometraggio Dentro tutte le onde dove sono protagoniste Carmela, Concetta, Elisabetta, Faith, Maria Pia ed Elly: sei allieve, voci di centocinquanta donne attualmente recluse a Pozzuoli, scelte per raccontare il percorso di ricostruzione di sé.
“Non c’è da stupirsi sul fatto che San Gennaro vada in visita alla Casa di Pozzuoli. – dichiara Riccardo Imperiali di Francavilla Deputato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro – Lo stupore è nel fatto che questo accada solo ora e perciò, a nome della Deputazione che ho l’onore di rappresentare, sono felice di dire che sapremo riparare a questo “ritardo” e che fin d’ora ci dichiariamo disponibili e lieti a pensare a svolgere iniziative che vedano coinvolte le nostre istituzioni per progetti socio-umanitari.”
“Per noi docenti carcerarie è stato un grande successo aver coinvolto nel percorso didattico “SaNgue” tante alunne che hanno imparato, si sono commosse e si sono entusiasmate insieme a noi. – afferma Fausta Minale, docente della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli e Ambasciatrice Erasmus per il settore dell’Educazione degli Adulti della regione Campania –
Poche hanno potuto partecipare alla visita alla Cappella e al Museo di San Gennaro, ma oggi, venerdì 13 ottobre, tutte le altre hanno potuto concludere il progetto assistendo al video della visita guidata. Nel carcere femminile sono arrivate cultura, arte e bellezza, le armi più forti per favorire consapevolezza e integrazione.”
“Questa per noi è l’occasione per restituire la cortesia di una visita: lo scorso inverno abbiamo collaborato a un percorso didattico sul sangue che è culminato della visita di quattro alunne provenienti dalla Scuola della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli che, grazie a un permesso per motivi culturali, hanno potuto visitare il Tesoro di San Gennaro e assistere a un percorso teatralizzato. – spiega Ilaria D’Uva amministratore di D’Uva s.r.l., società che gestisce il museo del Tesoro di San Gennaro – Il desiderio di estendere l’esperienza a tutte le donne che vivono nel carcere, ci ha spinte a produrre un video con l’intera visita teatralizzata, così da proiettarlo accompagnato da una performance live delle nostre due guide-attori. San Gennaro è di tutti e noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di divulgare la conoscenza della storia del Santo e del suo Tesoro. Stavolta abbiamo portato il Tesoro di San Gennaro in visita al Carcere di Pozzuoli.”
Francesca Ummarino, direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro aggiunge: “1700 anni fa il vescovo Gennaro si recò in queste terre per confortare gli amici in carcere. La Deputazione e il Museo seguono il suo esempio e si impegnano per far conoscere la storia del Santo Patrono e del suo tesoro anche e soprattutto alle persone in difficoltà.”
L’articolo La Scuola nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli e il Tesoro di San Gennaro per “SaNgue” proviene da Comunicare il sociale.