26 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
In principio erano i “cagers”. James Naismith aveva pensato un nuovo gioco con due canestri, una palla, cinque giocatori in campo per parte. E fu basketball. I giornalisti dell’epoca, per facilità, chiamarono gli atleti cagers. Il motivo? Le sfide erano disputate in una gabbia, in inglese cage.Il motivo era chiaro. Il professore canadese di educazione fisica, che insegnava alla YMCA international Training School di Springfield, nel Massachussets, aveva immaginato qualcosa di diverso dal football, a cui tutti potessero partecipare non in base alla forza o alla stazza ma grazie all’abilità di infilare una palla in un cesto a 10 piedi del pavimento. Con l’andare del tempo però il gioco divenne molto duro, tanto che i giocatori indossavano protezioni per difendersi dai colpi. La pallacanestro venne così chiamata, in maniera gergale, the Cage Game ovvero il Gioco della Gabbia. Il motivo è semplice: le partite si disputavano all’interno di alte recinzioni. Lo scopo era quello di proteggere gli sportivi dal lancio di oggetti da parte del pubblico, molto più vicino al campo rispetto ad altri sport: volavano bottiglie, monete, sedie, di tutto insomma. Ma si voleva anche difendere il pubblico dai giocatori, che erano già molto più grandi e grossi rispetto alla media. E non avevano alcuna remora ad abbandonare la prestazione sportiva per rispondere alle provocazioni della gente.
Di tempo da allora ne è passato e, nella vita di tutti i giorni, le gabbie esistono ancora. Possono avere, tra tante, le sembianze di un carcere. Dove dentro le mura si sconta il debito verso la società. E proprio all’interno di quelle mura, con il sostegno del Ministero della Giustizia e del Ministero per lo Sport e i Giovani che ne hanno apprezzato la grande valenza sociale, è entrata la pallacanestro con il progetto
THE CAGERS.
È stato formato uno staff tecnico di altissima qualità, composto da campioni con un passato eccellente come Federica Zudetich, Stefano Attruia e Donato Avenia, i tre tecnici chiamati a visionare e selezionare i futuri Cagers, con Francesca Zara che si occuperà della preparazione atletica
Hanno iniziato a girare le carceri italiane alla ricerca di detenuti/giocatori in grado di fare la squadra, come si dice in gergo, con delle selezioni che hanno proposto loro tante storie diverse. Tutti gli istituti di pena hanno ricevuto una comunicazione per aprire le porte a questo nuovo progetto inclusivo, di alto spessore sociale che sta coprendo l’Italia, da Nord a Sud, passando per le isole. I primi allenamenti si sono svolti nelle carceri di Piazza Armerina, Caltagirone, Enna, San Cataldo, Vibo Valenzia, Augusta, Catania, Napoli, Volterra, Gorgona, Civitavecchia. E si va avanti con nuove tappe in altri istituti di pena.
Cosa porta con sé all’interno delle carceri il basket del progetto THE CAGERS? Non solo una ventata di libertà, ma soprattutto il rispetto delle regole che è alla base del suo esistere. La pallacanestro è uno sport dove il NOI, inteso come coesione del gruppo, deve sempre prevalere sull’IO. Non c’è spazio per personalismi ed egoismo. Un aiuto in difesa o un assist in attacco esaltano la forza del gruppo dando slancio alle ambizioni di tutti che con i sogni possono viaggiare insieme per aprire prospettive inaspettate. Ecco allora la voglia di riscatto di fronte ad una sconfitta, i nuovi obiettivi da centrare, le possibilità, una volta riapertesi le porte sulla vita di ogni giorno, di reinserirsi nel tessuto sociale come uomini nuovi.
Sarà Trieste la sede scelta per questa avventura dei CAGERS. Lì ci si allenerà come una squadra professionistica per togliere ruggine dalle articolazioni, dare forza ai muscoli, iniziare a prendere confidenza con la palla ed i fondamentali. Obiettivo: costruire, passo dopo passo, una squadra. Giochi a due, a tre, a quattro, e via fino al cinque contro cinque.
“Nasce proprio a Trieste questa idea di veder rimbalzare una palla da basket dentro alle carceri italiane” racconta Stefano Attruia. “Ero in visita – prosegue l’ex playmaker – per incontrare i detenuti, dentro la casa circondariale della città. Sento una voce che mi chiama: Stefano. Mi giro e incontro un volto inaspettato con gli occhi di sempre, gli occhi di quando eravamo bambini. Ed eccoci qui dentro le mura della Casa Circondariale di Trieste a tuffarci nei ricordi della nostra pallacanestro, le prime partite e i primi ritiri di preparazione in montagna. Il nostro abbraccio muove una sensazione: portare la palla oltre il muro per avvicinare questo contesto alla comunità sociale è una naturale conseguenza. Quello che possiamo fare noi allenatori, dentro e al di là del muro, è metterci al servizio degli altri portando tutto l’amore che abbiamo per questo sport. E’ un’ idea che siamo riusciti a far diventare realtà grazie all’impegno e al prezioso contributo del direttore del carcere di Trieste Graziano Pujia ed alla disponibilità dei tanti direttori degli altri istituti di pena che hanno aderito al progetto”.
Tante storie si intrecciano in questa squadra che si sta costruendo, tutte diverse. Andranno a mischiarsi ad altre di un gruppo che, tappa dopo tappa, verrà ultimato con altri innesti. È intanto frenetico il ritmo delle selezioni, con lo staff impegnatissimo a vincere scetticismo, timidezze ed a cercare un nuovo talento nascosto tra chi l’esistenza oggi la vive dietro alle sbarre.
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26 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Si chiama DEA – Digital Empowerment Academy, il progetto di empowerment femminile e formazione in ambito digitale selezionato dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale e realizzato da Cantiere Giovani in partnership con Arcobaleno, Goodwill e Talent Garden Cosenza in tre regioni italiane Campania, Puglia e Calabria.
Da Settembre 2023 e fino a Maggio 2024, DEA offre 4 percorsi formativi in ambito digitale: Web developer full stack (500h), Gestione E-commerce (150h), Grafica Digitale (100h) e Informatica di base (100h).
Sono già partiti i primi corsi in Campania, Puglia e Calabria, che coinvolgono le prime 65 beneficiarie. Donne intraprendenti alla conquista del loro futuro, pronte ad affrontare la sfida del mondo digitale e della conciliazione tra famiglia e lavoro.
Secondo il Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione Europea, in Italia sono 26 milioni le persone senza competenze digitali di base. Si tratta del 54% della popolazione tra i 16 e i 74 anni, rispetto al 46% della media Ue. Inoltre, solo il 43,1% delle donne possiede competenze digitali di base, rispetto alla media europea del 52,3%.
Tra le attività̀ più̀ richieste dal mercato del lavoro nel 2023, ci sono le nuove professioni digitali, per le quali si trovano poche figure specializzate. D’altra parte, per qualsiasi impiego sono necessarie conoscenze informatiche minime.
Il progetto “DEA – Digital Empowerment Academy” è un intervento indirizzato a migliorare l’occupabilità e l’inclusione di 225 donne, da 18 a 50 anni, della Campania, della Calabria e della Puglia, attraverso l’incremento di competenze digitali e di soft skills.
Propone percorsi formativi di upskilling per donne in condizioni di svantaggio, e percorsi di reskilling, per donne con formazione umanistica con bisogni di incremento delle competenze digitali. I percorsi sono integrati da attività per lo sviluppo di life skills (capacità relazionali, cooperative e imprenditività) e lezioni di inglese. Il progetto offre un supporto di babysitting e ludoteca per favorire la conciliazione con gli impegni familiari.
Finalizzato all’inserimento lavorativo, il progetto prevede un team dedicato all’orientamento e placement in uscita e un modello di matching innovativo attraverso l’organizzazione di eventi (recruiting hackathon) dove le aziende incontreranno le partecipanti.
Nell’ottica della creazione di una rete di aziende interessate, da oggi è possibile aderire a DEA – Digital Empowerment Academy attraverso una manifestazione di interesse, gratuita e senza impegno, che permetterà l’accesso alla directory dei profili, la visibilità dell’azienda e la valorizzazione della propria responsabilità sociale d’impresa, la partecipazione agli eventi di recruitment.
Per candidarsi o per richiedere informazioni contattare:
IN CAMPANIA: Tel. 081.8328076 / 350.9959666; www.cantieregiovani.org/dea
IN PUGLIA: Tel. 375.5744991; email: progettodea.arcobaleno@gmail.com; www.arcobalenofoggia.it
IN CALABRIA: Tel. 351.5395550; www.goodwillteam.it
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26 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Sono lontani gli anni in cui la parola tumore veniva sussurrata o sostituita dall’eufemismo pietoso del ‘brutto male’. Oggi c’è chi, toccato dal dramma del cancro, dalla propria esperienza sa trarre un messaggio così dirompente da consentirgli di rivoluzionare la sua intera esistenza. Raffaella Ferrara, pink ambassador della Fondazione Veronesi in Campania, ne è l’esempio: dopo la diagnosi ha deciso di investire il suo tempo e il suo vulcanico temperamento per la causa della prevenzione e della ricerca sui tumori che colpiscono le donne. Raffaella è così attiva che servirebbe un intero articolo per elencare le sue iniziative di beneficenza e promozione in favore della Fondazione del compianto oncologo milanese; l’ultima di queste iniziative è il Calendario rosa che verrà presentato a Nola presso il Ro World (Vero Rooftop) dalle 17 alle 20 del 29 ottobre.
«Undici donne e una giovanissima – spiega Raffaella Ferrara – hanno prestato il loro viso e la loro storia per questo calendario che verrà venduto e il cui ricavato sarà destinato alla Fondazione Veronesi. Le undici donne sono sopravvissute al cancro e alcune stanno ancora combattendo la loro battaglia; la modella più giovane invece è mia figlia, che abbiamo scelto per rappresentare la necessità che la prevenzione inizi quando si è giovani e soprattutto quando vi è familiarità con queste malattie. Il tumore non ha età, lo screening è fondamentale sempre, bisogna partire prima ed educare al corretto stile di vita».
Ogni foto è accompagnata da una frase significativa a sostegno della ricerca e che ricordi a tutti che il tumore non è più un tabù sinonimo di morte certa, che con il tumore e dopo il tumore è possibile una vita dignitosa. E’ possibile vivere.
«Dopo la mia diagnosi la mia vita è cambiata – spiega Raffaella – Ho voluto raccontare la mia storia, quella di chi travolta dalla tempesta della malattia – che si è abbattuta anche sulla mia famiglia – ha saputo trarre un’esperienza positiva. Oserei dire che dopo la diagnosi si diventa persone migliori perché ci si concentra sulle priorità. Tutto il resto vien dopo o perde di significato».
Il sogno della pink ambassador Raffaella Ferrara è quella di tante donne e uomini colpiti dalla malattia: «Mi auguro che entro i prossimi dieci anni potrò raccontare ai miei nipoti che il tumore è solo un ricordo».
di Bianca Bianco
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25 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Il tema del Festival della Migrazione che si apre domani a Modena «riprende quello del Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato di quest’anno, dedicato alla libertà di scegliere se migrare o restare. Ed è ancora più chiaro il riferimento all’iniziativa di solidarietà promossa qualche anno fa dalla Conferenza Episcopale Italiana, che cito proprio nel mio Messaggio come risposta concreta alle sfide delle migrazioni contemporanee». È quanto scrive papa Francesco in un messaggio inviato al Festival della Migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes e altri enti e che si svolgerà da domani al 28 ottobre a Modena e in diverse città dell’Emilia Romagna e del Veneto.
«Nei vostri lavori – scrive papa Francesco – intendete riflettere sui flussi migratori contemporanei attraverso considerazioni che vadano oltre l’emergenza, nella consapevolezza che ci troviamo di fronte a un fenomeno poliedrico, articolato, globale e a lungo termine. Per questo le risposte alle sfide migratorie di oggi non possono che essere articolate, globali e a lungo termine». «Vi proponete – continua il messaggio – di ribadire la centralità della persona umana nel disegno di politiche e programmi migratori, con attenzione particolare alle categorie più vulnerabili, come le donne e i minori. In effetti, il principio del primato della persona umana e della sua invio-labile dignità ‘ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale’ (Messaggio per la G.M. del Migrante e del Rifugiato 2018). E ancora, ‘Gesù Cristo ci chiede di non cedere alla logica del mondo, che giustifica la prevaricazione sugli altri per il mio tornaconto personale o quello del mio gruppo: prima io e poi gli altri! Invece il vero motto del cristiano è ‘prima gli ultimi!’ (Messaggio per la G.M. del Migrante e del Rifugiato 2019)». Papa Francesco incoraggia a «sviluppare proposte concrete per favorire una migrazione regolare e sicura». Su questa linea, «è necessario moltiplicare gli sforzi per combattere le reti criminali, che speculano sui sogni dei migranti. Ma è altrettanto necessario in-dicare strade più sicure. Per questo, bisogna impegnarsi ad ampliare i canali migratori regolari» (Riflessione nel Momento di preghiera peri migranti, 19 novembre 2023). Ma nello stesso tempo «occorre – scrive papa Francesco – adoperarsi alacremente per garantire a tutti e tutte il diritto a non dover migrare».
Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello e Soliera, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca e Menù.
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25 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Si terrà giovedì 26 ottobre 2023 alle ore 10 nell’Aula degli ex cataloghi lignei del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli “Federico II” l’incontro con il poeta dialettale Raffaele Pisani. Dopo il saluto del professor Andrea Mazzucchi, Direttore del Dipartimento, interverranno i professori Nicola De Blasi, Salvatore Iacolare, Giuseppe Andrea Liberti.
Raffaele Pisani è autore di diverse raccolte di poesie, di cui l’ultima è L’Infinito di un vecchio scugnizzo innamorato e altre poesie (Grimaldi & C. Editori, 2022) con la presentazione di Nicola De Blasi. Salvatore Iacolare e Giuseppe Andrea Liberti hanno curato il libro Letteratura dialettale a Napoli. Testi, problemi, prospettive, Firenze, Cesati editore, 2020, che include una conversazione di Salvatore Iacolare con Raffaele Pisani e un’altra conversazione con Salvatore Palomba.
Pisani ha scritto anche una traduzione in versi napoletani dei Promessi sposi, edita nel 1980, che sarà presentata con la musica del Maestro Antonio Colonna presso il Conservatorio San Pietro a Majella (Sala Scarlatti, , con il titolo Lucia e Renzo (’E spuse prummise) mercoledì 25 ottobre 2023 alle ore 18.
Seguirà l’appuntamento di giovedì alla Federico II, che inaugura una serie di Incontri con la poesia in dialetto, riguardanti anche poesie scritte in dialetti diversi dal napoletano. Si tratta di un’iniziativa organizzata presso il Dipartimento di Studi Umanistici con la collaborazione del “Comitato per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano”che svolge anche iniziative di intesa con la Fondazione Campania dei Festival.
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25 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Proseguono le iniziative di informazione, sensibilizzazione e prevenzione promosse da SYNLAB SDN e dedicate alla popolazione femminile. Fino al 28 ottobre 2023, infatti, sarà attiva “Cuore di Donna”, la campagna di screening gratuita per la prevenzione della cardiopatia ischemica dedicata alle donne campane di età compresa tra 35 e 69 anni non già in cura per patologie cardiovascolari. La campagna prevede alcuni esami del sangue (colesterolo totale, colesterolo ldl, colesterolo hdl, glicemia) da effettuare presso tutti i punti prelievo di SYNLAB SDN in Campania e, in presenza di fattori di rischio cardiovascolare, un approfondimento clinico con visita specialistica cardiologica ed elettrocardiogramma presso i Medical Center a Napoli di Via Gianturco 113, Via Guantai Nuovi 13,15,17, Via Crispi 8, Sant’Antimo in Via degli Oleandri 38 e di Grumo Nevano in Corso Garibaldi 186 (ex Gruppo Igea).
“Cuore di donna” nasce con l’obiettivo di elevare il livello di attenzione sulle patologie cardiovascolari, identificate oltre al cancro al seno o all’utero come il nemico numero uno per le donne e causa di morte per una donna su tre ogni anno. L’incidenza delle cardiopatie è più alta dopo i 50 anni, ma anche le giovani donne non sono esenti da rischi, soprattutto in presenza di predisposizione genetica o di stili di vita non corretti.
“La diagnosi precoce è fondamentale – spiega il Prof. Maurizio Santomauro, cardiologo in SYNLAB SDN – perché ci consente di valutare la presenza di fattori di rischio e intervenire in modo efficace per scongiurare l’insorgere di complicanze anche gravi come aritmie o scompensi cardiaci. E’ importante, dunque, sottoporsi periodicamente a visite cardiologiche che comprendano ecocardiogramma ed elettrocardiogramma, ma anche, più semplicemente, tenere sotto controllo la pressione arteriosa e sottoporsi ad esami del sangue per monitorare colesterolo totale, LDL e HDL e glicemia. Le patologie cardiache femminili, inoltre – precisa il Prof. Maurizio Santomauro – presentano una sintomatologia atipica, che può essere facilmente confusa con quella della sindrome menopausale. Pertanto, l’attenzione ai possibili campanelli d’allarme deve essere massima, anche per le donne giovani che hanno familiarità con la malattia, che fumano e contestualmente assumono contraccettivi per via orale o che non conducono una vita sana”.
Cuore di donna è un progetto che SYNLAB sta proponendo su scala nazionale: oltre alle singole campagne di screening territoriali, sono state concretizzate molteplici attività finalizzate a fare educazione sanitaria e divulgazione, primo fra tutti un vademecum informativo (scaricabile gratuitamente sul sito
www.synlab.it e reperibile in forma cartacea presso le accettazioni dei Centri SYNLAB), un coinvolgente video cartoon, video-pillole di approfondimento a voce dei Cardiologi SYNLAB e incontri aperti al pubblico.
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