16 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il 17 novembre ore 21.00, la rassegna CuciNights presenta la restituzione dei laboratori Passaggi – Verso l’isola e IntegralMente, in scena presso il Centro polifunzionale Ciro Colonna di Ponticelli (Via Curzio Malaparte, 42). Il primo momento nasce da un laboratorio di scrittura creativa e teatro, a cura di Stefania Bruno e Nicola Laieta con la partecipazione di Valerio Apice; il secondo è frutto del laboratorio in italiano e LIS, curato da Martina e Valentina Di Leva, destinato ad allievi sia udenti che sordi, che vuole sviluppare nei partecipanti la competenza nell’uso di un nuovo linguaggio non verbale, affidando la comunicazione al corpo, e non alla lingua che, in alcuni contesti, può rappresentare un muro.
La partecipazione è gratuita con un aperitivo offerto al pubblico. È prevista inoltre una degustazione di piatti della tradizione (a prezzi popolari), rivisitati dalle cuoche di CuciNapoli Est, cucina sociale nel cuore del quartiere.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Affabulazione” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. Per info e prenotazioni: 3355432067 e al link https://forms.gle/1Nu1M7SJ762p2pKE8
Passaggi – Verso l’isola, partendo dalle parole di un racconto di José Saramago, conduce i partecipanti verso il desiderio e la ricerca di conoscersi attraverso il proprio e l’altrui sguardo. A seguire, un estratto dal monologo Pulcinellesco di e con Valerio Apice, dedicato alla maschera di Pulcinella, per rendere omaggio alle compagnie di teatranti girovaghi della Commedia dell’Arte. Quattro diversi personaggi raccontano l’eterna storia di Pulcinella: servo irriverente, figlio disubbidiente, trasgressore vittima del potere e forza vitale in grado di risollevarsi e rinascere, sullo sfondo di una Napoli che svela la sua crudeltà e la sua bellezza. Valerio Apice, autore-attore, alterna prosa, poesia, canzoni, in un ritmo serrato in cui lo spettatore è giocosamente coinvolto. Con l’ausilio del video in scena, dell’improvvisazione, della recitazione cantata, Apice ci porta in viaggio attraverso la tradizione napoletana ricca di contaminazioni e reinvenzioni. Le maschere dello spettacolo sono state realizzate dalla famiglia Sartori e la maschera di Pulcinella è stata creata sulla matrice in legno che Amleto Sartori ideò per Eduardo De Filippo.
Nella stessa serata, è prevista la restituzione del laboratorio IntegralMente. Il progetto formativo è realizzato attraverso la dimensione ludica dell’improvvisazione e del teatro, per sviluppare nei partecipanti una competenza all’uso di un nuovo linguaggio comunicativo. L’esperienza teatrale permette di esplorare un codice che nasce dal linguaggio non verbale, facendo del corpo lo strumento privilegiato della comunicazione e della relazione tra le persone. Da qui le due insegnanti, Martina e Valentina Di Leva, sono partite per valorizzare l’espressività spontanea dei partecipanti e far loro usare parallelamente una lingua segnica strutturata (LIS), come mezzo concreto di comunicazione, prescindendo dalle parole. Il laboratorio ha coinvolto persone sorde e udenti, per lavorare sulle distanze di relazione, oltre che insegnanti ed educatori interessati alla conoscenza e alla gestione della comunicazione segnico-gestuale.
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16 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Nell’Italia meridionale sono stati individuati 305 orfani di femminicidio, di cui 72 in Campania. Sono i dati emersi nel corso della tavola rotonda sui figli di vittime di crimini domestici che si è svolta oggi a Napoli, organizzata dalla cooperativa sociale Irene 95 e dal Consorzio Co.Re. in collaborazione con il Comune di Napoli e Cnca (coordinamento nazionale comunità di accoglienza) nell’ambito del progetto Respiro (Rete di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli Orfani Speciali).
Respiro, giunto al secondo anno di operatività, è realizzato dalla cooperativa Irene ’95 in qualità di ente capofila, in collaborazione con una rete di 13 partner dell’area sud Italia e isole, ed è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
“È stato difficile individuare questi dati sugli orfani speciali – ha commentato Fedele Salvatore, presidente di Irene 95 – ed è stato possibile soltanto facendo un lavoro alla vecchia maniera: abbiamo passato mesi sui giornali a leggere tutti i fatti di cronaca degli ultimi 15 anni. Di questi 305 orfani individuati, per 100 abbiamo avviato la presa in carico, dopo aver fatto un’analisi dei bisogni; per altri 123 abbiamo per il momento abbiamo solo avviato i contatti; gli ultimi 82 invece sono stati soltanto individuati”.
Secondo Salvatore, la cosa importante è che non bisogna considerare questi orfani come effetti collaterali “ma si tratta di persone, con una loro dignità da tutelare e proteggere. Noi dobbiamo fare in modo di lasciare in eredità allo Stato, quando questo progetto finirà, una procedura condivisa, un modo di agire che serva alla tutela del minore, è necessario che sia chiaro ‘chi fa cosa’ subito dopo la morte della vittima”.
Maria de Luzenberger, procuratrice della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Napoli ha sottolineato come in molti paesi esistano delle agenzie per queste vittime minorenni, cosa che manca in Italia. “Ci sono anche delle case protette in cui vengono portate le vittime minori, ed è che lì vanno tutti, dalle forze dell’ordine ai magistrati agli assistenti sociali. Non è più il bambino che si sposta in continuazione ma sono gli altri che vanno da loro”. Per quanto riguarda la necessità di elaborare una procedura condivisa in caso di femminicidio, de Luzenberger ha sottolineato che “bisogna però anche rivendicare la particolarità di ogni caso che va studiato singolarmente. Ci vuole un percorso condiviso, è vero, ma che lasci la possibilità di essere modulato ogni volta, perché ogni caso giudiziario è diverso dall’altro. Gli orfani speciali sono vittime speciali perché hanno bisogno di attenzioni speciali. Spesso si tratta di bambini che sono già vittime di anni di maltrattamenti, ma quando si fa il processo alla fine si procede solo per l’omicidio”.
Di necessità d standardizzare una procedura, velocizzarla e operare in maniera più diretta ha parlato Nunzia Brancato, dirigente divisione anticrimine della Questura di Napoli: “Non c’è ancora un protocollo che ci consente di entrare nell’immediatezza del delitto, per questo stiamo lavorando con la Procura. Nel frattempo ci siamo strutturati per pensare alle vittime in quanto tali. Ogni caso è un caso a sé e porta con sé una violenza speciale. Per questo è un bene avere degli schemi predefiniti, una preparazione di base, perché può aiutare a conoscere un contesto che si può replicare anche se non si può dare mai per scontato niente. È chiaro che però non sono la figura di riferimento che interviene nell’immediato, io sono un link, un anello di collegamento. Ho bisogno del filtro dei servizi sociali, degli enti comunali. Per questo serve sicuramente una struttura di raccordo”.
“Noi cerchiamo di investire in formazione e capillarità – ha commentato il capitano Giovanni Spadoni, del comando provinciale dei Carabinieri – È necessario che chi per primo interviene abbia già gli strumenti per approcciare casi così delicati. La formazione ti dà gli strumenti prima che avvenga il fatto. Questi ragazzi possono essere recuperati attraverso un percorso condiviso”.
Alla tavola rotonda ha partecipato anche la presidente ordine degli avvocati di Napoli Immacolata Troianiello che si è detta disponibile alla realizzazione di un protocollo d’intesa per lavorare a questi casi.
Anche Gilda Panico, presidente ordine assistenti sociali della Campania, ha sottolineato la necessità di protocolli condivisi. “Fare in modo che, così come c’è lo psicologo nella scuola, ci sia anche l’assistente sociale. Sarebbe importante anche avere un luogo neutro all’interno delle scuole dove una mamma che accompagna un bambino possa parlare delle sue cose, perché spesso la questura è vista come ‘troppo’”.
Elena Procino, del comitato pari opportunità dell’Ordine degli Psicologi della Campania ha parlato anche dell’importanza di puntare l’attenzione sulle emozioni: “Abbiamo parlato poco dell’emozione del dolore che questi bambini provano. I bambini provano un dolore immenso e anche tanta rabbia. Il lavoro che possiamo fare è questo: educare alle emozioni, che non sono solo quelle positive che la nostra società ci impone. Dobbiamo fare i conti anche con quelle negative”.
Giovanni Galano, Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Campania ha chiesto di aggiungere a questo dibattito sulle vittime speciali anche le asl e gli ambiti perché “non possiamo non coinvolgere la neuropsichiatria infantile in questo ragionamento. Il trauma non si elimina, ma si elabora. Come? Noi ci dobbiamo occupare le generazioni future”.
“C’è l’impegno della scuola a lavorare insieme – ha detto Annamaria Fierro, dell’ufficio scolastico regionale – perché il nostro obiettivo deve essere quello di permettere al minore di chiudere quel fascicolo un domani, soprattutto da un punto di vista umano, non solo legale.Porto l’impegno della scuola di lavorare per l’accoglienza da parte di docenti e alunni, di integrazione e promozione di cultura dell’inclusione”.
Ad inizio dibattito hanno portato i saluti l’assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Luca Trapanese, la consigliera regionale Roberta Gaeta e GiovanPaolo Gaudino, presidente di Co.Re.
Trapanese ha ribadito l’importanza dell’infanzia “sempre al centro delle nostre azioni. La rete che si può costruire è la cosa più importante. Per quanto ci riguarda, diamo la massima disponibilità per essere quanto più operativi possibile”. Roberta Gaeta ha anche sottolineato, come gli altri, l’importanza di lavorare ad una procedura condivisa attraverso percorsi di vita che siano dei programmi, non solo dei progetti. Dobbiamo riuscire a standardizzare perché ci vuole l’ordinarietà”. Secondo Gaudino “è importante vedere le istituzioni che si mettono insieme per tirare fuori procedure che possono servire. Per la tutela dei minori è importante che tutti ci mettiamo insieme e si segua tutto il percorso perché la tutela va seguita quotidianamente, finché il ragazzo non vive a pieno nella società”.
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16 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il Comune di Napoli aderisce alla Giornata Mondiale della Prematurità, che si celebra domani. Per l’occasione, la facciata di Castel Nuovo e la Fontana del Nettuno in piazza Municipio si illumineranno di viola.
Sono circa 25.000 i neonati prematuri che ogni anno vengono alla luce in Italia. Piccoli e fragilissimi, a volte con un peso inferiore ai 1.500 grammi, si affacciano alla vita ed iniziano la loro sfida nella Terapia Intensiva Neonatale. Un percorso duro, a volte molto lungo, che i piccoli dovranno affrontare fuori dal grembo della mamma, ma con la fondamentale vicinanza dei genitori.
La Giornata Mondiale della Prematurità è giunta alla 15esima edizione. Come ogni anno, la SIN – Società Italiana di Neonatologia ha promosso diverse iniziative per sensibilizzare le persone. E proprio per richiamare l’attenzione sul tema, ospedali, piazze, monumenti, social network e siti web si vestiranno di viola, colore simbolo della giornata, grazie alla collaborazione di Comuni, associazioni e operatori sanitari. Il claim di quest’anno recita “Gesti semplici Grandi risultati: contatto immediato pelle a pelle per ogni neonato ovunque”.
La SIN e il Coordinamento delle Associazioni dei Genitori Vivere ETS collaborano per migliorare la qualità delle cure per i neonati prematuri e per tutti quei bambini ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Innanzitutto, battendosi per l’apertura delle TIN h24 e per dare la possibilità ai genitori di essere realmente parte integrante delle cure, stando a contatto con i loro piccoli sin da subito.
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16 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Nata di sole 29 settimane, la piccola Chiara (nome di fantasia) ha dovuto combattere sin da subito per la sua vita. Al suo fianco neonatologi, cardiologi pediatrici e cardiochirurghi pediatrici dell’Azienda Ospedaliera dei Colli per una storia che oggi, a distanza di 4 mesi, ha finalmente avuto un lieto fine. La bimba, nata a Foggia, è nata prematura a metà luglio. Sin da subito è stato chiaro ai medici che la sua non sarebbe stata strada semplice. Così, a soli 16 giorni di vita Chiara è stata trasferita d’urgenza presso l’UOC di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Monaldi, diretta dal dottore Giovanni Chello. Coartazione aortica la diagnosi. Era necessario intervenire chirurgicamente ma, a causa del basso peso, poco più di un chilo e mezzo, l’operazione sarebbe stata troppo rischiosa. «L’età e il peso veramente basso alla nascita – racconta il dottore Chello – rendevano impossibile l’intervento chirurgico».
Dopo aver ottenuto conferma della diagnosi di cardiopatia congenita, insieme ai cardiologi e all’equipe cardiochirurgica pediatrica del dottore Guido Oppido, i medici del Monaldi si sono resi conto che la bimba aveva anche il dotto arterioso di Botallo oramai chiuso. Condizione che rendeva lo scenario clinico e chirurgico ancora più critico.
«A quel punto, grazie anche all’impegno del dottore Alfredo Santantonio, che ha seguito il caso dal primo giorno, abbiamo messo in atto tutto quanto medicalmente possibile – prosegue Chello – e abbiamo ottenuto la crescita costante del peso». A metà settembre, dopo aver raggiunti i 2,4 kg di peso, la bambina è stata finalmente sottoposta ad intervento cardiochirurgico correttivo e dopo qualche giorno di degenza in terapia intensiva post-operatoria ed alcuni giorni di degenza in reparto, la piccola Chiara è stata dimessa e affidata alle cure dei genitori, prontamente istruiti sul follow-up da eseguire nei mesi a seguire.
A rendere possibile questo lieto fine, la grande sinergia tra neonatologi, cardiologi pediatri e cardiochirurghi pediatrici di una struttura, quella del Monaldi (Azienda Ospedaliera dei Colli) che da sempre è stata, ed è, il Centro di riferimento per la cura del neonato cardiopatico sia della Regione Campania che delle restanti Regioni del Sud Italia peninsulare.
«La storia di Chiara è uno dei tanti piccoli miracoli quotidiani che si compiono in ospedale. Una storia di attesa e di speranza che si è conclusa nel migliore dei modi grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutto il personale sanitario che, silenziosamente, lavora per assicurare a tutti i pazienti le migliori cure possibili» è il commento di Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
I genitori di Chiara saranno presenti con la bimba, alla manifestazione del 17 novembre prossimo che si terrà presso l’Aula Magna del Monaldi in occasione della giornata mondiale del Prematuro.
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15 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Immagina Alzheimer e demenza in un bambino: in breve, questa è la sindrome di Sanfilippo, una malattia tanto grave, quanto sconosciuta. Per questo motivo giovedì 16 novembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata di sensibilizzazione sulla sindrome di Sanfilippo o Mucopolisaccaridosi di tipo III.
Che cos’è la sindrome di Sanfilippo? È una malattia rara infantile, ad oggi senza cura. I bambini con questa sindrome nascono con un singolo difetto genetico, un singolo cambiamento nel loro DNA, che fa sì che i loro corpi manchino di un enzima necessario in grado di smaltire uno zucchero, chiamato eparan solfato, che svolge diverse funzioni a livello cerebrale. I loro corpi, in particolare il cervello, si intasano con livelli tossici che provocano una cascata di effetti dannosi. I bambini Sanfilippo gradualmente perdono tutte le abilità acquisite, come andare in bicicletta, parlare e deglutire. Soffrono di convulsioni, disturbi del movimento, provano dolore e sofferenza. Quasi sempre muoiono spesso prima dei 20 anni.
Poiché la sindrome è rara e può assomigliare ad altri disturbi, tra cui quelli dello spettro autistico o la malattia da deficit di attenzione/iperattività, la consapevolezza e l’educazione sono fondamentali per migliorare il riconoscimento, la comprensione e la gestione della malattia. Infatti quanto più precoce è la diagnosi, tanto più velocemente i pazienti e gli operatori sanitari possono cercare servizi di supporto e, se lo si desidera, accedere a studi clinici.
Questo 16 novembre 2023, per diffondere consapevolezza e sensibilizzare, l’Associazione Sanfilippo Fighters APS pubblica il documentario “Il Sogno dei Sanfilippo Fighters”. Il primo che racconta la vita delle famiglie che combattono ogni giorno con la Mucopolisaccaridosi di tipo III, comunemente conosciuta come sindrome di Sanfilippo. Questo documentario parla della malattia e di molto di più: della diagnosi, della vita che viene dopo, delle sperimentazioni, dei sogni e delle aspettative delle famiglie, della forza dell’Associazione… e del futuro. Una produzione Percorsi – Documentari per il cambiamento (@percorsidoc su Instagram e YouTube), in collaborazione con l’Associazione Sanfilippo Fighters APS.
Per scoprire di più sulla sindrome, visionare il documentario o fare una donazione a sostegno della ricerca, è possibile visitare il sito: www.sanfilippofighters.org
La battaglia contro la sindrome di Sanfilippo è dura, ma l’Associazione Sanfilippo Fighters e tutti i suoi sostenitori sono convinti che “Insieme si può fare”.
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15 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il Natale bussa alle porte di Gardaland Resort che risponde presente con un evento speciale di Natale dedicato ad aziende, gruppi di amici e colleghi. Una serata davvero esclusiva: la prima “cena in giallo” organizzata per liberare Babbo Natale, diffondere l’atmosfera natalizia e regalare un sorriso ai bimbi meno fortunati di tutto il mondo con una donazione a Merlin’s Magic Wand.
Tra misteriosi indizi e depistaggi Gardaland propone un’esperienza inedita che combina abilmente il divertimento con l’interesse per il mistero, creando una serata indimenticabile per tutti i partecipanti. Un format unico nel suo genere – rivolto ad un target di adulti – che andrà in scena nella cornice del Wonder Restaurant presso il Gardaland Hotel venerdì 15 dicembre alle ore 19:45.
“Chi ha rapito Babbo Natale?” sarà un evento esclusivo in cui, tra una gustosa portata, la migliore animazione e la fantastica atmosfera di Gardaland si dovrà scoprire chi e perché ha rapito Babbo Natale.
Ad arricchire la serata una proposta culinaria di tutto rispetto, che soddisferà ogni tipo di esigenza, che inizierà dall’ingresso con un aperitivo di benvenuto e gustosi appetizer e proseguirà al tavolo con un antipasto dai sapori invernali, un primo piatto che rispetterà le tradizioni italiane, un secondo che troverà ispirazione nelle più gustose pietanze natalizie e un dessert per festeggiare il mistero risolto, una coccola in vero stile natalizio con l’immancabile pandoro. Il tutto accompagnato dai migliori vini del territorio.
Per terminare la serata, e scambiarsi in allegria i migliori auguri di Natale, via libera al divertimento sulle note delle hit del momento per scatenarsi a ritmo di musica con colleghi o lo storico gruppo di amici, chiunque abbia voglia di immergersi in un mondo di mistero, intrighi e colpi di scena per una cena davvero indimenticabile.
L’evento sarà reso ancor più magico grazie al nobile fine di donare parte del ricavato a Merlin’s Magic Wand, l’ente di beneficenza di Merlin Entertainments che ha lo scopo di creare magiche esperienze per bambini in difficoltà e che opera a livello globale in tutte le oltre 140 strutture Merlin con tre programmi, legati tra loro dal filo unico della magia: Giornate magiche, Magia in tour, Spazi magici.
Con il primo programma, Giornate magiche, Merlin’s Magic Wand mira ad esaudire i sogni di tutti quei bambini che desiderano visitare un parco a tema, offrendo a loro e alle loro famiglie biglietti gratuiti. Con il secondo programma, si occupa di portare “a domicilio” tutta la magia che da sempre contraddistingue il mondo Merlin. In un minibus, in un treno o in un’auto raggiungono i bambini nelle scuole, negli ospedali, negli orfanotrofi o dovunque si trovino, portando il divertimento in persona. Con l’ultimo progetto, Spazi magici, Merlin’s Magic Wand interviene proprio nei luoghi in cui questi bambini trascorrono molto tempo, come ospedali, centri di cura, orfanotrofi, scuole per bisogni educativi speciali, creando spazi unici con aree ad hoc a tema, come un vero parco divertimenti di piccole dimensioni. Per maggiori informazioni https://www.merlinsmagicwand.org/about-us/
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