14 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Il contesto familiare e il contesto sociale sono tra i principali fattori all’origine della povertà educativa nella città di Napoli e nella sua area metropolitana. Questo quanto emerge dalla ricerca ‘Barriere invisibili’, nata dalla sinergia tra il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Polo Ricerche di Save the Children con l’obiettivo di esaminare in profondità il fenomeno nel territorio napoletano. La ricerca, coordinata dalla docente federiciana Cristina Davino, è stata realizzata con il supporto del progetto GRINS (Growing Resilient, INclusive and Sustainable), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Pnrr.
Con il sostegno dell’assessorato alla Scuola, Politiche sociali e Politiche giovanili della Regione Campania e dell’assessorato all’Istruzione Comune di Napoli, l’indagine ha potuto contare sulla partecipazione di oltre 55 Istituti scolastici e circa 25 enti del Terzo Settore e servizi sociali, coinvolgendo 3800 studenti, di età compresa tra i 14 e i 19 anni, e 300 ragazzi che sono usciti dal circuito scolastico.
L’indagine evidenzia che vivere in una famiglia a reddito basso o molto basso è tra le ‘ barriere invisibili’ più rilevanti che ostacolano il futuro per degli adolescenti napoletani: lo dichiara infatti il 12% degli intervistati, con un 5% che ha affermato di vivere in condizioni “di grave deprivazione materiale”, situazione che si rileva in particolare nelle periferie della città di Napoli (Scampia, Chiaiano, Piscinola, Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio) e per quanto riguarda l’area metropolitana nei comuni di Casoria, Afragola, Caivano, Cardito, Crispano, Acerra.
Ragazzi che, proprio in virtù delle condizioni familiari, oltre a frequentare la scuola, lavorano: il 6,7% tutti i giorni, il 16% saltuariamente, mentre il 21 per cento cerca lavoro. A ridurre il tempo dedicato allo studio, anche la necessità di doversi occupare di familiari e/o della casa in generale (12%).
Per quanto riguarda il giudizio sulla scuola, Il 59,4% del campione giudica “favorevolmente” la disponibilità di servizi offerti quali, ad esempio, corsi di recupero e attività culturali, mentre è negativo il giudizio relativo alle infrastrutture scolastiche come palestre, strumenti digitali, biblioteche, ritenute dal 43,3% del campione “insoddisfacenti”. Mura scolastiche entro le quali, il 12% degli intervistati dichiara di avere subito atti di bullismo.
Quasi la metà dei ragazzi e delle ragazze, pari al 46,5%, non ha letto alcun libro nell’ultimo anno, al di fuori dei testi scolastici, mentre il 33,4 % afferma di essere connesso a dispositivi on line per più di 5 ore al giorno e il 54,9 % da 1 a 5 ore al giorno. Il 42,8 % non fa attività sportiva e solo il 13,1% frequenta un’associazione.
Lo studio ha adottato un approccio metodologico misto, combinando la raccolta di dati su vasta scala con interviste qualitative rivolte a esperti e operatori del settore.
Grazie al sostegno delle istituzioni locali, la ricerca mappa capillarmente le istanze degli adolescenti, offrendo una visione dettagliata delle loro aspirazioni future e del contesto in cui vivono.
E proprio rispetto al proprio territorio, gli intervistati indicano tra i motivi di insoddisfazione, la pulizia delle strade (63%), la percezione di insicurezza rispetto ad episodi di criminalità (41,6%), l’isolamento dovuto alla scarsità dei servizi pubblici (27,7%).
La speranza (29,6%) e l’ansia (27,4%) sono i due stati d’animo prevalenti con cui i ragazzi guardano al futuro: la condizione di ansia affligge soprattutto le ragazze (34%), mentre circa il 10 % degli intervistati dichiara di non riflettere sul proprio domani. Dal campione analizzato emerge che i ragazzi non pensano di poter avere un futuro “appagante” restando in Italia o nel proprio luogo di residenza, mentre guardano con maggiore fiducia a un futuro all’estero. Il 50,9 % degli intervistati è convinto della necessità di sostenere i ragazzi e le ragazze in condizioni di difficoltà economiche, in modo che possano proseguire gli studi e inserirsi nel mondo del lavoro attraverso percorsi formativi di qualità per avere contratti stabili e una retribuzione adeguata (49,1 %).
L’indagine pertanto mette in luce che gli ostacoli alla crescita dei giovani risiedono in deprivazioni sistemiche e multidimensionali. Le ‘Barriere invisibili’ rappresentano dunque quel complesso reticolo di mancanze sociali, familiari e ambientali che limitano lo sviluppo del potenziale dei minori.
“Abbiamo affrontato un tema importante con l’obiettivo di contribuire alla definizione e alla misurazione della povertà educativa – ha spiegato Cristina Davino, coordinatrice della ricerca – e fornire dei dati che il gruppo di ricerca mette a disposizione di tutti. Un aspetto interessante ed anche innovativo della ricerca è stato valutare non solo le opportunità fornite da famiglia, scuola e territorio, ma comprenderne anche gli esiti, le future aspirazioni, i sogni dei nostri studenti. C’è un notevole gap tra aspirazione e aspettativa e c’è sempre la voglia di andare a cercare altrove un futuro migliore. La mancanza di opportunità ha un impatto non solo sul rendimento scolastico ma sulla vita dell’individuo dal punto di vista delle capacità emozionali, relazioni, di gestione dello stress. Abbiamo fatto un lavoro con le studentesse e gli studenti, ascoltato la loro voce perché solo misurando un fenomeno si può conoscerlo realmente e si possono intraprendere delle azioni in merito”.
“Prima nel suo genere in Italia, questa indagine così capillare non sarebbe stata possibile senza il protagonismo delle scuole, delle istituzioni locali e del terzo settore. E soprattutto grazie ai ragazzi e alle ragazze che ci hanno guidato ad individuare quelle “barriere invisibili” che ostacolano il loro futuro”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children. “Insieme all’Università Federico II, vogliamo mettere questo patrimonio di dati e di analisi a disposizione di tutta la comunità educante. Con l’auspicio che quella di oggi sia solo una prima tappa di confronto e di approfondimento e che questa ricerca possa orientare in modo sempre più mirato le strategie di contrasto della povertà educativa”, conclude.
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14 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
A due mesi dalla notizia del rischio di sgombero del GRIDAS dallo storico centro sociale di Scampia e a circa un mese dal 44º carnevale sociale di Scampia promosso dal GRIDAS esce il film “Napoli Felix”. Il film sarà proiettato in anteprima nazionale domenica 18 gennaio 2026 alle ore 18:00 presso il Giardino Liberato di Materdei, con una grande festa a suon di murga (danze e percussioni) del Frente Murguero Campano. “Napoli Felix” è un film autoprodotto su alcuni dei carnevali sociali di Napoli in rete con quello di Scampia.
Il film nasce dal lavoro generoso e professionale di documentazione delle registe ed attiviste Alessia Maturi e Maria Reitano.
Le riprese, iniziate durante i laboratori collettivi di costruzione dei carri per i cortei dei carnevali sociali del 2023, si sono protratte nei due anni successivi restituendo intrecci e connessioni naturali tra i carnevali sociali dei quartieri di Scampia, Materdei, Montesanto e Soccavo. Al lavoro manuale e creativo per la realizzazione dei carri si affiancano riflessioni sugli spazi pubblici e sulla titolarità del poterli vivere, sul senso del lavorare dal basso e in rete e sulle specificità dei vari percorsi e contesti. Il titolo del film ne sottolinea la naturale estensione, di fatto, del film “Scampia Felix” di Francesco Di Martino e del GRIDAS realizzato dal basso nel 2017 e distribuito dalla piattaforma indipendente OpenDDB.
La proiezione del film si inserisce nella programmazione della campagna #IlGridasNonSiTocca a sostegno del GRIDAS e sarà messo a disposizione gratuita dopo l’anteprima napoletana.
La sentenza ed il rischio di sgombero – A seguito di una sentenza della Corte d’Appello per occupazione senza titolo, in favore dell’Acer (ex Istituto Autonomo Case Popolari, ente afferente alla Regione Campania), presunto proprietario del bene, il GRIDAS rischia di essere cacciato via dopo quasi 45 anni di attivismo, volontariato, iniziative culturali e di solidarietà, arte murale, carnevali sociali al servizio degli ultimi della periferia nord di Napoli e non solo. Il GRIDAS ha sempre agito per
il bene del territorio senza ricevere alcun finanziamento nè pubblico nè privato, e si è
sempre attivato gratuitamente.
Il bene fu costruito tra gli anni 60 e 70 per essere destinato ad attività di centro sociale. Il GRIDAS, sottraendolo all’incuria e all’abbandono, lo ha mantenuto nella sua destinazione d’uso, tenendo aperte le sue porte al quartiere, pagandone le utenze e cercando soluzioni per regolarizzare la sua presenza nello spazio.
Già nel 2013 il GRIDAS vinse un processo penale con piena assoluzione per la sua opera gratuita al servizio della collettività.
L’appello– A 2 mesi esatti dalla 44° edizione del Carnevale Sociale di Scampia che parte proprio dal centro sociale, a cui partecipano persone, bande musicali ed associazioni da tutta Italia, il GRIDAS ha lanciato un appello per far sentire la propria voce e farla giungere al Presidente della Regione Campania Fico, al Sindaco di Napoli Manfredi e al Dirigente dell’Acer Lebro, affinché consentano al GRIDAS di continuare la propria opera culturale, sociale e artistica di riscatto e risveglio della periferia di Napoli, come sempre gratuitamente e per il bene del prossimo. Attualmente l’appello ha raggiunto circa 3500 firme. Tra le firme illustri quelle di Desirée Klain, Marisa Laurito, Maurizio de Giovanni, Roberto Saviano, Daniele Sanzone, Maurizio Capone, Carmine D’Aniello ‘o Rom, Patrizio Rispo, Massimo Mollo, Marzia Del Giudice, Trisha, Roberto Colella, Tommaso Primo, Giuseppe Giulietti, Alex Zanotelli, Mario Martone, Caparezza, Renato Carpentieri. L’appello è ancora in corso sulla piattaforma change.org
Maggiori info sul film
https://www.felicepignataro.org/napolifelix
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14 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
In risposta alle temperature rigide che in questi giorni stanno colpendo la città, Caritas Napoli ha attivato un nuovo dormitorio nel centro cittadino, rafforzando così la rete di accoglienza per le persone che vivono in condizioni di grave fragilità.
La struttura, attiva nelle ore notturne, offre un pasto caldo serale, il pernotto e la prima colazione, garantendo un riparo sicuro a chi è costretto a vivere in strada. Un intervento concreto che mira a contrastare i rischi legati al freddo intenso e a tutelare la dignità delle persone senza dimora.
Per accedere al servizio è necessario effettuare un primo colloquio conoscitivo con gli operatori del Binario della Solidarietà, presso la sede di via Taddeo da Sessa 93. I colloqui si svolgono dal martedì al venerdì, dalle ore 10 alle 12. Con questa iniziativa Caritas Napoli rinnova il proprio impegno a fianco degli ultimi, soprattutto nei momenti di maggiore emergenza.
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14 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Un percorso condiviso di rigenerazione urbana, ambientale e sociale. Un nuovo spazio di verde pubblico per il quartiere. Giovedì 15 gennaio 2026, ore 10:30, in via Zuccarini – Comparto H, nel quartiere Scampia, si terrà la “Festa alla Microforesta”, una festa di comunità che segna l’inaugurazione della Microforesta di Comunità di Scampia,
All’evento prenderanno parte Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2, e la professoressa Adriana Oliva, dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, co-finanziatrice del progetto,Nicola Nardella, Presidente dell’VIII Municipalità di Napoli e assessore al Verde del Comune di Napoli Vincenzo Santagada.
La Microforesta di Comunità nasce grazie a un patto di collaborazione tra Legambiente Campania, capofila di un raggruppamento composto dai circoli Legambiente IRIDE APS e Legambiente La Gru OdV, dalle imprese AzzeroCO2 srl e L’Uomo e il Legno Cooperativa Sociale, e l’8ª Municipalità del Comune di Napoli, per la forestazione e la gestione condivisa dell’area a verde pubblico di via Zuccarini.La realizzazione dell’intervento è stata resa possibile grazie alla donazione della prof.ssa Adriana Oliva e al contributo di AzzeroCO2 srl.
La scelta di avviare la prima esperienza di Microforesta di Comunità proprio a Scampia è legata all’attenzione che il Comune di Napoli e l’8ª Municipalità stanno dedicando ai processi di rigenerazione urbana, nonché alla presenza di numerose realtà del terzo settore da tempo impegnate nella cura e nella valorizzazione del territorio.
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14 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Domenica 18 gennaio, alle ore 11:00, la città di Napoli risponderà al grido di libertà che si leva dall’Iran. Una catena umana si stringerà in Piazza dei Martiri per manifestare solidarietà alle donne e al popolo iraniano che da settimane sfidano, a rischio della vita, la violenta teocrazia del regime degli Ayatollah.
In queste ore, l’Iran vive una repressione brutale. Il regime sta tentando di soffocare nel sangue la rivoluzione guidata dai giovani e nata dalla protesta delle donne, le prime a insorgere contro decenni di oppressione. Oltre alle esecuzioni sommarie e alle violenze nelle strade, il governo ha imposto un blackout totale delle comunicazioni e dei social media, isolando il Paese per impedire che le immagini dei massacri facciano il giro del mondo. Un muro di silenzio che vogliamo abbattere con la nostra presenza e la nostra voce
La scelta del luogo non è casuale: Piazza dei Martiri rappresenta il cuore pulsante della memoria libertaria di Napoli. È qui che si onorano i caduti della Rivoluzione del 1799, quando la città visse l’epopea della Repubblica Partenopea, sfidando la monarchia borbonica in nome dei diritti universali. Nonostante la feroce repressione reazionaria che stroncò quell’esperimento democratico, nel DNA dei napoletani è rimasto uno spirito indomito di resistenza; lo stesso che avrebbe poi spinto la città a liberarsi per prima dall’occupazione nazifascista durante le Quattro Giornate del 1943.
Oggi, quella stessa sete di libertà accomuna Napoli a Teheran. Come i martiri del 1799 diedero la vita per un ideale di giustizia, così oggi le donne e i giovani iraniani lottano per un Iran libero, laico e democratico. Invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini, le associazioni, i partiti, i sindacati e le istituzioni a unirsi a questa catena umana. Non è solo un atto di vicinanza, ma un dovere morale: non possiamo restare a guardare mentre un intero popolo viene martirizzato per aver chiesto il diritto di esistere.
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14 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Un incubatore di valori etici, morali, professionali e di memoria: il premio CarlottaX giunge alla sua sesta edizione e, anche quest’anno, si pone l’obiettivo di valorizzare i progetti dell’architettura contemporanea e i professionisti che, attraverso etica e innovazione, hanno contribuito a trasformare, promuovere, diffondere e salvaguardare la cultura del territorio.
Infatti, il riconoscimento, nato nel 2021 su iniziativa dell’Ordine e della Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania in ricordo dell’architetto Carlotta Reitano – già presidente della Fondazione e scomparsa prematuramente nel 2020 – verrà assegnato al professionista o allo studio che abbia saputo rispondere al meglio alle sfide dell’architettura contemporanea.
Quattro le categorie: opere di architettura, opere di restauro o recupero, opere di interni e/o design, progetti giovani architetti under 35. Potrà partecipare chiunque abbia realizzato progetti in Italia o all’estero e iscritto all’Albo professionale o a un’Associazione equivalente, fatta eccezione per gli under 35, che dovranno essere iscritti a un Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiano (sezione A).
A esaminare i lavori una qualificata giuria, composta dal presidente Paolo Colonna (RPBW), Elisabetta Gabrielli (ARCHIGROUND), Tiziana Campus (consigliere nazionale CNAPPC), Veronica Leone (vicepresidente Ordine APPC Catania), Melania Guarrera (presidente Fondazione Ordine APPC Catania) e Cristian Rocchi (presidente Ordine APPC Roma). Oltre ad assegnare il premio per ogni singola categoria, selezioneranno dei progetti che concorreranno per due menzioni d’onore, per il premio “Città di Catania” e per quello “Città di Roma”.
La documentazione potrà essere inoltrata entro il prossimo 16 febbraio attraverso il sito dei concorsi nazionale (https://premi.concorsiawn.it/carlottaxarchitettura-2026). La premiazione, invece, si terrà il prossimo 17 marzo nella capitale, dove – nella sede dell’Ordine APPC di Roma – verrà esposta una galleria con tutte le opere partecipanti.
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