19 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Si conclude al Rione Sanità il progetto “Sport di Tutti – Quartieri”, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del programma nazionale Sport e Salute, che per due anni ha reso la Casa di Comunità Cristallini 73 un presidio stabile di sport, educazione e benessere al servizio della comunità.
Grazie alla collaborazione tra il Gruppo Sportivo Polizia di Stato Fiamme Oro, la Fondazione di Comunità San Gennaro EF, la Cooperativa P.A.S.S. (Progettazione Ambiente Salute Sociale) e la Fondazione Pavesi, il progetto ha offerto opportunità sportive gratuite e accessibili a bambini, ragazzi, donne e famiglie del quartiere, utilizzando lo sport come strumento di inclusione sociale, prevenzione e crescita educativa.
«Sport e Salute, in questi cinque anni, ha investito 90 milioni di euro in Sport e Sociale come braccio operativo del Governo: un’azione mai vista prima, che sostiene e rafforza presìdi sociali già esistenti o ne attiva di nuovi in modo concreto», ha dichiarato Francesca Merenda coordinatrice regionale Sport e Salute. «Qui lo sport diventa un vero hub di democratizzazione: insegna legalità, rispetto, autostima e riconoscimento dell’autorità, offrendo a ragazze e ragazzi alternative reali nei contesti di maggiore fragilità».
Nel corso dei due anni di attività, la palestra sociale di Cristallini 73 è diventata un luogo quotidiano di incontro e relazione. Le discipline sportive proposte hanno coinvolto numeri significativi: 200 ragazzi hanno partecipato ai corsi di pugilato, circa 100 a quelli di judo; oltre 100 bambini e ragazzi sono stati coinvolti nei campi estivi, mentre le attività di doposcuola hanno garantito continuità educativa durante tutto l’anno.
«La nostra opera in questo quartiere, partita nel 2019, è oggi un lavoro consolidato: qui il gruppo Fiamme Oro della Polizia di Stato di Napoli si sente a casa», ha sottolineato Luca Piscopo. «Unire sport e sociale è stato inizialmente qualcosa di nuovo, ma oggi siamo convinti che sia la strada giusta per formare i giovani, seguiti da professionisti e atleti che sono campioni e portatori di storie di riscatto».
Un ruolo centrale lo hanno avuto le attività dedicate alle donne del Rione Sanità. I corsi di difesa personale e ginnastica posturale, che hanno coinvolto circa 60 donne, sono diventati nel tempo un appuntamento imperdibile per molte mamme del quartiere: uno spazio di cura, forza e condivisione, ma anche uno strumento concreto di empowerment e sicurezza personale.
Determinante il rapporto costruito con la trainer Daniela Raia, campionessa di judo del Gruppo Sportivo Polizia di Stato, che ha saputo creare un clima di fiducia e ascolto, trasformando l’attività sportiva in un’esperienza educativa profonda. Un legame così forte che il corso di difesa personale proseguirà anche oltre la conclusione del progetto, confermando la capacità dell’iniziativa di generare effetti duraturi nel tempo.
«Il lavoro congiunto con le Fiamme Oro e la Fondazione Pavesi ci ha permesso di prendere in carico i minori del territorio e trasferire loro i valori fondanti dello sport: rispetto delle regole, dell’avversario e capacità di rialzarsi dopo una caduta», ha dichiarato Melania Cimmino, Direttrice della Fondazione di Comunità San Gennaro. «Grazie a questo progetto sono stati garantiti due anni di corsi gratuiti di judo e pugilato e un percorso dedicato alle donne del quartiere che ha dato nuove visioni di partecipazione e autostima personale».
Accanto alle attività sportive ed educative, il progetto ha finanziato anche la ristrutturazione di parte dell’edificio, in particolare del piano affidato al Gruppo Sportivo Polizia di Stato Fiamme Oro, migliorando la fruizione e la funzionalità degli spazi.
L’evento conclusivo rappresenta un momento di restituzione pubblica dei risultati raggiunti e riafferma il valore dell’alleanza educativa tra sport e Terzo Settore, capace di generare presìdi duraturi nei quartieri più fragili. “Sport di Tutti – Quartieri” lascia al Rione Sanità non solo numeri importanti, ma una comunità più coesa, relazioni forti e la consapevolezza che lo sport, quando è accessibile e condiviso, può essere uno strumento reale di cambiamento sociale
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19 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
La plastica è arrivata anche nel luogo più profondo della Terra. Precisamente sulle rive del Mar Morto, il lago ipersalino più profondo del pianeta. A certificarlo è uno studio internazionale pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, che ricostruisce oltre vent’anni di accumulo e frammentazione di rifiuti plastici in uno degli ambienti più estremi e fragili del mondo
Un lavoro che vede tra i protagonisti anche ricercatori di due università campane: l’Università del Sannio e l’Università di Napoli Federico II.
Lo studio dimostra come la plastica, trasportata da corsi d’acqua temporanei che drenano aree urbane, venga intrappolata lungo le rive del Mar Morto, formando una vera e propria “stratigrafia dell’inquinamento”. Ogni anno, il progressivo abbassamento del livello del lago crea nuove terrazze naturali che conservano, come anelli di un tronco, i segni dell’impatto umano. In queste terrazze i ricercatori hanno rinvenuto bottiglie, imballaggi, oggetti monouso e, soprattutto, una quantità crescente di microplastiche.
Il dato più allarmante riguarda la velocità di degradazione: in condizioni di caldo estremo, forte irraggiamento solare e aridità, ogni chilogrammo di macroplastica genera fino a 4.000 microplastiche l’anno. Una frammentazione accelerata che trasforma il Mar Morto in un archivio naturale dell’inquinamento, ma anche in una trappola ambientale dalla quale la plastica difficilmente scompare.
Il contributo dei ricercatori campani è centrale soprattutto nelle analisi mineralogiche e chimiche. Gli studiosi del Sannio e della Federico II hanno utilizzato spettroscopia FTIR per identificare i polimeri e i processi di alterazione: oltre il 90% delle microplastiche è composto da polipropilene e polietilene, materiali comuni negli imballaggi quotidiani. Le analisi mostrano come l’esposizione prolungata produca ossidazione, fragilità e incorporazione di minerali naturali, trasformando la plastica in un contaminante persistente del suolo.
Il valore ambientale dello studio va oltre il caso del Mar Morto. Gli autori dimostrano che gli ambienti aridi e ipersalini, spesso considerati marginali, sono in realtà luoghi chiave per comprendere il destino a lungo termine dei rifiuti plastici. Qui la plastica non si disperde come negli oceani, ma si accumula, si conserva, entra nel record geologico.
Le implicazioni sono rilevanti anche per la biodiversità e per l’uomo. Le microplastiche possono essere ingerite da pesci e uccelli lungo le rotte migratorie afro-euroasiatiche, con effetti a catena sugli ecosistemi. Inoltre, la presenza di rifiuti plastici minaccia il turismo e le attività estrattive legate ai minerali del Mar Morto.
Lo studio lancia, dunque, un messaggio chiaro: l’inquinamento da plastica non conosce confini né ambienti inviolabili. E dimostra come la ricerca scientifica, anche grazie al contributo di università del Mezzogiorno, possa fornire strumenti fondamentali per leggere le tracce dell’Antropocene e per ripensare con urgenza le politiche di gestione dei rifiuti. La plastica, oggi, non inquina solo il presente: sta già scrivendo il futuro del pianeta.
di f.g.
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19 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Cinque punti cardine per riaffermare la necessità di avere in Campania una gestione dell’acqua totalmente pubblica chiedendo al nuovo presidente della giunta regionale, Roberto Fico, non solo di rispettare la volontà popolare già chiaramente espressa con il referendum del 2011 ma anche la sua storia di attivista contrario all’ ingresso dei privati. Il Coordinamento Campano per l’Acqua pubblica non si arrende e rilancia la battaglia contro i gruppi pronti a fare affari con il cosiddetto “Oro Blu’’. «Vogliamo porre a Fico le nostre istanze e glielo chiederemo in un incontro, tenendo conto anche del suo passato a difesa dell’acqua pubblica. Andremo in delegazione che rappresentano tutta la Campania» preannuncia Padre Alex Zanotelli intervenuto in una recente assemblea pubblica al Centro Missionario di via Mezzocannone.
Le richieste, del Coordinamento sono chiare. Primo: annullare, prima della pronuncia del Tar prevista il prossimo 11 marzo, la gara per l’individuazione del socio privato per le Grandi Reti Idriche Campane avviando l’iter per la sua trasformazione in una società totalmente pubblica. Secondo: fermare tutti i percorsi di privatizzazione dei servizi idrici in tutti i distretti della Campania. Ed ancora: trasformare nuovamente la Società Acque del Sud da Società per azioni in una totalmente pubblica in sinergia con le regioni della Basilicata e della Puglia. Contrastare la volontà delle varie multinazionali (da Italgas ad Acea, da alcune società del gruppo Caltagirone a Suez e Blackrock) pronte a fare profitti gestendo sia la grande adduzione dell’acqua interregionale che i servizi nei vari distretti. Infine, costituire un tavolo tecnico che lavori al raggiungimento dell’obiettivo di una gestione totalmente pubblica.
«È un momento importante, cruciale, di cambiamento. Come tale, c’è la possibilità di fare delle scelte importanti – si dice convinto il docente di Diritto Costituzionale della Federico II Alberto Lucarelli tra le anime del Coordinamento campano per l’acqua pubblica – C’è un presidente della giunta che sin dai primi momenti era al nostro fianco per la raccolta delle firme per il referendum del 2011. Quando era presidente della Camera non ha reagito effettivamente in modo costruttivo rispetto al progetto proposto di attuare il risultato di quella consultazione popolare. Ma ora da governatore potrà avere la possibilità di farlo».
Su questo anche Padre Alex Zanotelli ricorda i trascorsi del presidente: «Abbiamo insieme preso parte alle contestazioni per il rispetto del referendum contro ogni idea di privatizzazione e lui ha fatto un’autocritica parlando del fatto che quando era al governo non è riuscito a mantenere la promessa». Ora, dicono dal Coordinamento, il governatore può dimostrare coerenza rispetto al percorso intrapreso oltre 15 anni fa su tema idrico. Ma la giunta regionale va compulsata, ne è convinto il professor Lucarelli. Occorre una «forte presenza politica e sociale» ma al contempo anche un «profilo tecnico oltre a una grande generosità». La necessità è quella di «creare le condizioni di sostenibilità giuridica, economica, sociale, culturale, ecologica, ambientale, territoriale. C’è la massa critica che può dare un contributo importante. Dobbiamo pretendere di essere ascoltati». Il docente di diritto Costituzionale ricorda come ci siano «grandissime società e anche piccole società che stanno spesso in contatto tra loro muovendosi a livello internazionale e sul piano locale. È arrivato il momento di rompere il cordone ombelicale che lega questi piccoli potentati locali con le grandi strutture. Ci vuole una spinta politica da parte dell’entità regionale, che deve dimostrare coraggio e anche razionalità».
Alex Zanotelli, padre comboniano, prende come testo cardine il libro Pianeta Acqua- Ripensare la nostra casa nell’universo’’ (edito in Italia da Mondadori) di Jeremy Rifkin, economista e sociologo statunitense secondo cui la risorsa idrica ha anche una matrice «ontologica. Il futuro dell’umanità dipende da un ripensamento radicale del nostro rapporto con l’acqua, fondamento materiale ed esistenziale da cui ripartire. Proporre una politica dell’acqua in quanto fondamento della vita». Secondo Zanotelli «c’è una correlazione tra ecologia e civiltà. Va resa l’acqua un soggetto, fonte della vita come diceva nel Laudato Si’ Papa Francesco. Padre Alex sostiene la proposta di Rifkin, affinché le Nazioni Unite cambiano la definizione della Terra dal pianeta Terra a pianeta dell’Acqua. L’acqua è quello che ci rende unici nell’universo ma si sta anche ribellando. «L’aumento degli eventi estremi, la scomparsa dei ghiacciai, le alluvioni indicano proprio che l’acqua è un bene prezioso da preservare senza però che le società ci facciano affari». La palla, ora, passa nelle mani del governatore Roberto Fico che ha la possibilità di rispettare il suo trascorso di attivista battagliero in favore dell’acqua pubblica.
Di Antonio Sabbatino
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19 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Si è conclusa con successo la giornata di screening cardiologici gratuiti promossi dalla Fondazione Giona, in collaborazione con il Comune di San Valentino
Torio.
La giornata, dedicata alla prevenzione e alla sensibilizzazione sulla salute cardiovascolare, ha registrato una partecipazione superiore alle aspettative: a fronte delle 25 visite cardiologiche inizialmente previste, il Dott. Francesco Di Fraia, Dirigente Medico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, ha effettuato oltre 40 controlli cardiologici, rispondendo con grande disponibilità alle richieste dei cittadini.
All’iniziativa hanno preso parte il Sindaco Michele Strianese, l’Assessore alle Politiche Sanitarie Enzo Ferrante e la Presidente del Consiglio Comunale delegata alle Pari Opportunità Maddalena Celentano, a testimonianza dell’attenzione dell’Amministrazione Comunale verso i temi della prevenzione e della tutela della salute.
Il Presidente della Fondazione Giona, Giuseppe Rainone, esprime profonda gratitudine al Dott. Francesco Di Fraia per la professionalità e la dedizione dimostrate nel corso della giornata e rivolge un sentito ringraziamento ai sostenitori dell’iniziativa: il Dott. Domenico Siepi, che ha coordinato le attività con il medico, Villa Rosalia, nella persona del dott. Salvatore Lorenzo Ruggiero, ed Enrico Perano & Figli S.p.A, nella persona del dott. Enzo Perano, da sempre vicini e attenti alle iniziative della Fondazione.
Il successo della giornata conferma il valore del Camper del Cuore come strumento concreto di prevenzione e prossimità alla comunità, rafforzando l’impegno della Fondazione Giona nel promuovere salute, consapevolezza e solidarietà.
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16 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Con un investimento di circa 2.000.000 di euro oggi sono stati approvati 346 progetti presentati alla Regione dalle scuole per azioni di “valorizzazione e diffusione della cultura delle pari opportunità, dell’educazione affettiva e della gestione delle emozioni”.
“Un primo passo verso interventi strutturali di prevenzione di fenomeni che incidono negativamente sulle relazioni pari e equilibrate tra i generi” – dichiarano gli assessori Pecoraro e Morniroli. “La prevenzione è lo strumento principale per la trasformazione culturale necessaria per sradicare il fenomeno della violenza maschile sulle donne. L’educazione all’affettività, alle pari opportunità e alla gestione delle emozioni sono uno dei cardini educativi su cui la scuola deve concentrare la sua attenzione per valorizzare ancora di più il suo compito, che è quello di rafforzare competenze e saperi, e di formare cittadini e cittadine”.
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16 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Sabato 24 gennaio 2026, alle ore 18:30, il Teatro Sole (Via Giacomo Matteotti, 3) ospiterà un evento di profondo impegno civile e grande forza emotiva: il recital “Mare Mostrum”. Lo spettacolo, scritto e curato da Salvatore Nappa e dalla poetessa marocchina Dalila Hiaoui, accende i riflettori sul “viaggio drammatico dei migranti e la gioia di una nuova vita”, trasformando il palcoscenico in un luogo di testimonianza e riflessione.
L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Aversa in collaborazione con una rete di realtà impegnate da anni sul territorio nel campo della solidarietà e della cooperazione:, il Coordinamento Sviluppo Locale, i Missionari Comboniani (MCCJ) e l’Associazione Bianco e Nero.
Il titolo “Mare Mostrum” gioca sulla distorsione del termine latino Mare Nostrum, divenuto per troppi un “mostro” insidioso e mortale. Attraverso il linguaggio del teatro civile, l’opera ripercorre le tappe di chi fugge da guerre, carestie e persecuzioni: il deserto, la prigionia, l’incertezza delle onde e, infine, il difficile approdo verso una rinascita.
Il palco vedrà la partecipazione di figure chiave del mondo missionario e dell’attivismo, come Padre Daniele Moschetti e Padre Filippo Ivardi Ganapini, da sempre voci autorevoli contro l’indifferenza. La narrazione sarà arricchita dalle performance di Gennaro Giove, Seramala Salvador, John Haile Argaw e dal Coro degli Africani, che trasformerà il dolore del racconto in un inno alla vita e all’integrazione.
“Mare Mostrum” ci ricorda che dietro ogni numero o sbarco c’è un nome, una storia e un diritto inalienabile alla felicità.
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