13 Mar, 2024 | Comunicare il sociale
Il 20 marzo 2024 viene firmato il Protocollo di Intesa tra Tribunale di Milano e l’Associazione Bambini senza sbarre Ets, che definisce come promuovere e attivare interventi di attenzione e cura per i bambini che entrano in carcere per incontrare il genitore e mantenere il legame durante il periodo di attesa di giudizio, spesso lungo e difficile per la separazione da sostenere.
Il Tribunale è il primo interlocutore delle famiglie per ottenere l’autorizzazione ad accedere in carcere per lo svolgimento della prima visita con il genitore detenuto.
Il Protocollo impegna il Tribunale Ordinario di Milano, contestualmente al rilascio dei permessi di visita ai familiari, ad informare le famiglie che possono accedere a servizi di supporto senza oneri economici per essere accompagnate in particolare ad affrontare il primo ingresso dei bambini negli istituti penitenziari in occasione della visita al genitore detenuto.
Il Protocollo, per la prima volta in Italia, mette in evidenza questo momento cruciale di attenzione ai bambini coinvolti loro malgrado nella detenzione del genitore, e rappresenta un traguardo fondamentale per l’applicazione della “Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti” al compimento del suo decennale (2014-2024).La “Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti” in progressiva applicazione nelle carceri italiane e non solo – e modello per quelle europee – indica, nei suoi nove articoli, le linee guida di come accogliere e seguire le decine di migliaia i bambini che entrano quotidianamente in carcere per mantenere la relazione genitoriale diritto sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza (20 novembre 1989).
Il Protocollo stabilisce che “Per raggiungere tempestivamente le famiglie prima che i figli minorenni accedano per la prima volta in un istituto penitenziario è raccomandato informare, all’atto del rilascio del permesso per il colloquio ordinario/straordinario: (1) che l’Associazione Bambinisenzasbarre ETS fornisce percorsi specialistici di consulenza e accompagnamento al primo ingresso in carcere senza oneri per le famiglie; (2) che le famiglie con figli minorenni che intendono attivare il percorso di consulenza possono rivolgersi a Bambinisenzasbarre tramite la linea telefonica dedicata “Telefono Giallo” al n. 392-99.38.324 oppure con una comunicazione via email all’indirizzo telefonogiallo@bambinisenzasbarre.org”.
La famiglia deve sapere che può avere sostegno psicologico e informativo per prepararsi al primo colloquio e affrontare il periodo della carcerazione del genitore con un accompagnamento da parte di operatori preparati. La conoscenza preventiva delle procedure, dei regolamenti e dei vincoli diminuisce il senso di disorientamento e l’ansia generati dall’improvvisa separazione dal genitore arrestato e dall’impatto con il carcere che investe la famiglia e soprattutto i figli, in particolare nel periodo di incertezza e vuoto informativo che caratterizzano l’attesa di giudizio.
Il Protocollo si inscrive nell’ambito dei lavori del Tavolo Regionale di Monitoraggio istituito nel giugno 2017 in collaborazione con il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria per monitorare a livello locale l’applicazione della “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.
A rafforzare l’impatto della Carta – e del ruolo dell’Associazione a livello italiano ed europeo – si è anche imposta la Raccomandazione CM/Rec (2018)5, adottata ad aprile 2018 dal Consiglio d’Europa e rivolta al Comitato dei Ministri dei 46 stati membri. La Raccomandazione ha assunto come modello la Carta italiana.
Associazione Bambini senza sbarre Ets difende i diritti dei bambini. È impegnata nella cura delle relazioni familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori, nella tutela del diritto del bambino alla continuità del legame affettivo e nella sensibilizzazione della rete istituzionale e della società civile.
Bambinisenzasbarre è attiva in rete sul territorio nazionale col suo “Sistema spazio Giallo” operativo dentro e fuori dalle carceri. Opera direttamente in Lombardia (Milano, Bergamo, Lodi, Voghera, Vigevano, Pavia), in Toscana, Campania e Calabria e supervisiona le attività dei partner in rete a Brescia, Varese, in Piemonte, Marche, Basilicata, Puglia e Sicilia.
Membro della direzione della rete europea Children of Prisoners Europe (COPE, ex Eurochips) con sede a Parigi. È presente in Italia da 20 anni, con attività di formazione e di ricerca in collaborazione con le Università e il Ministero di Giustizia. È attiva in rete sul territorio nazionale con il modello di accoglienza Spazio Giallo. Opera direttamente a Milano e in Lombardia, in Toscana, Calabria e Campania. Bambinisenzasbarre fa riferimento al sistema formativo dell’Ecole Relais Enfants Parents di Parigi, guidato dal professor Alain Bouregba, che ha certificato i suoi corsi. Il 21 marzo 2014 ha firmato con il Ministro della Giustizia, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza, la prima “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” in Europa, è consultant member di Ecosoc dell’Onu e membro del Gruppo CRC Italia.
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12 Mar, 2024 | Comunicare il sociale, Terza di Copertina
È dedicato al volontariato che costruisce la pace il numero di marzo di Comunicare il Sociale. Reportage, approfondimenti e interviste sulla corsa agli armamenti, la situazione in Africa e in Medioriente, l’impegno di chi porta aiuti. E poi altri articoli su ambiente, salute, cultura.
Comunicare il Sociale è disponibile in versione sfogliabile al seguente link:
12 Mar, 2024 | Comunicare il sociale
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12 Mar, 2024 | Comunicare il sociale
Nel mese di Aprile parte la prima edizione del Corso Operatore di Stimolazione Cognitiva di TAMlab, che si terrà in presenza a Napoli. I docenti del corso sono la dott.ssa Noemi Guasco (psicologa esperta in neuropsicologia e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale) e il dott. Fabio Matascioli (psicologo, neuropsicologo e psicoterapeuta) con anni di esperienza sul campo e nella formazione.
E’ il secondo evento formativo di questo anno didattico organizzato da TAMLab, impresa sociale che si occupa di formazione, progettazione sociale e ricerca applicata. Uno degli nostri obiettivi principali infatti è quello di promuovere la formazione continua dei professionisti attraverso la proposta di specifici approfondimenti negli ambiti in cui vantiamo anni di esperienza e impegno sul territorio come l’Alzheimer e le demenze.
A questo link ulteriori informazioni e il form per iscriversi
http://www.tieniamente.it/2024/03/corso-stimolazione-cognitiva-formazione-operatori-stimolazione-cognitiva-napoli/
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12 Mar, 2024 | Comunicare il sociale
Sono 23 gli alloggi che verranno messi a disposizione delle donne vittime di violenza a Milano e provincia. L’iniziativa – presentata nel corso di una conferenza stampa nella sede di Aler Milano di viale Romagna – rientra nel programma sperimentale avviato da Regione Lombardia in collaborazione con Aler, Centri Anti Violenza e le Case
Rifugio.
L’obiettivo è sostenere le donne nel loro percorso di autonomia abitativa, fondamentale per il recupero e rinascita di chi si rivolge ai centri specializzati per sottrarsi a gravi situazioni di violenza domestica.
La misura, proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore alla Casa e Housing Sociale, Paolo
Franco, prevede lo stanziamento di un contributo per le Aler che mette a disposizione alloggi a favore di CAV e CR. Il finanziamento permette di offrire alle donne vittime di violenza soluzioni abitative adeguate a costo zero per la durata di 5 anni. Al termine del periodo di copertura economica gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato ex legge 431/98.
Complessivamente, le risorse messe a disposizione di questa sperimentazione sono 1,5 milioni di euro.
AIUTARE LE DONNE, AIUTARE LA COMUNITA’ – “La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere – ha dichiarato l’assessore Elena Lucchini – è una priorità di Regione Lombardia. Per questo siamo impegnati nel costante potenziamento delle nostre reti territoriali. Sosteniamo progetti educativi e formativi con le scuole e l’università, abbiamo promosso protocolli per il gratuito patrocinio e un’intesa con le Prefetture e le Forze
dell’ordine per un’adeguata attenzione nei confronti delle vittime di violenza. Dallo scorso luglio, accogliendo un’esigenza emersa dai nostri Centri Antiviolenza e dalle Case
Rifugio, abbiamo avviato una sperimentazione sociale e solidale che ci consente di individuare alloggi messi a disposizione dalle Aler da destinare alle donne vittime di violenza garantendo loro un concreto sostengo all’autonomia abitativa specialmente nel caso della presenza di figli minori e di persone con disabilità nel nucleo familiare”.
Per l’assegnazione di Case popolari alle donne vittime di violenza, ha illustrato Lucchini, “abbiamo stanziato 1,5 milioni di euro e dopo il primo avvio della sperimentazione con Aler
Pavia e Lodi, oggi, grazie alla collaborazione con Aler Milano proseguiamo questo percorso con l’individuazione di 23 alloggi che verranno assegnati alle donne prese in carico dalla nostra rete territoriale. Un intervento – ha concluso Lucchini – che vogliamo diventi strutturale e che continueremo a finanziare perché aiutare le donne significa aiutare l’intera comunità”.
AIUTIAMO LE DONNE A COSTRUIRSI UN FUTURO – “Aiutare le donne vittime di violenza a raggiungere l’autonomia abitativa è fondamentale”, ha evidenziato l’assessore Paolo Franco. “Abbiamo lavorato – ha spiegato – a uno strumento che aiuta la costruzione di un nuovo percorso stabile di vita, di cui la casa è un elemento determinante. Con la tranquillità e la sicurezza di avere un’abitazione per sé e per i propri figli, le donne maltrattate possono pensare a un nuovo lavoro, a un futuro diverso e a un rinnovato coraggio per affrontare un momento difficilissimo ma che possono superare. La ‘Missione Lombardia’ che sto portando avanti è anche questo: dimostriamo con i fatti il sostegno nei confronti delle persone che vivono condizioni di fragilità, che non è solo economica ma, come in questo caso, è psicologica. E noi vogliamo fare la differenza anche lì”. Il cambio di passo nella gestione delle politiche dell’abitare, ha concluso Franco, “si traduce infatti in una concreta attenzione all’aspetto sociale: l’assegnazione di alloggi a costo zero alle vittime di soprusi rientra nelle direttive impartite per l’anno 2024 alle Aler e si affianca a molti altri interventi che riguardano i presidi di legalità, sanità e sicurezza all’interno delle case Aler”.
GRANDE IMPEGNO DI ALER – “Abbiamo aderito con grande coinvolgimento a questa iniziativa, garantendo la disponibilità di 23 alloggi in Milano e Provincia a favore dei Centri Anti Violenza e delle Case Rifugio per contribuire al supporto alle donne vittime di violenza nel loro percorso di rinascita e recupero dell’autonomia abitativa”, ha aggiunto il presidente di Aler Milano Matteo Mognaschi. Siamo convinti, ha evidenziato, “che sostenere il contrasto alla violenza di genere, sia nei percorsi individuali, sia con la promozione di una cultura di rispetto della donna e della persona, sia imprescindibile per Aler che è già attiva su diversi fronti per supportare questo tipo di attività, mettendo a disposizione alloggi agli operatori del settore e ospitando alcune associazioni negli Spazi Casa a servizio dei più grandi quartieri di Milano”.
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12 Mar, 2024 | Comunicare il sociale
Continua la campagna di Sensibilizzazione e Rafforzamento della Salute Emotiva e Psicofisica #CPF- CIA PUTIMM FA’!, promossa dall’associazione “Pedagogia del BenEssere” di Pomigliano D’Arco e patrocinata da CSV Napoli .
Prossima tappa, venerdì 15 marzo, ore 17,30, nella giornata del fiocchetto lilla di informazione e contrasto ai Disturbi del Comportamento Alimentare.
L’incontro si terrà presso l’Accademia Danza e Spettacolo di Barbara Scaramuzzi , via Fratelli Bandiera n.9- Pomigliano D’Arco (Na).
Diversi esperti parleranno ai ragazzi e alle loro famiglie dei Disturbi del Comportamento Alimentare, del rapporto con il corpo e il cibo in età adolescenziale e del ruolo dei legami nei disturbi del Comportamento Alimentare.
Un pomeriggio per riflettere assieme in maniera aperta, creativa e libera da pregiudizi.
Un pomeriggio per conoscere, capire, scegliere.
L’intervento sarà condotto dalla dottoressa Maria Anna Zito, Psicologa e Psicoterapeuta di Pedagogia del BenEssere. Psicoterapia, Educazione, Formazione, Ricerca e dal dottore Nutrizionista Raffaele Carofaro Lo Yoga della Nutrizione .
L’incontro è totalmente gratuito e aperto a tutti.
Per consentire un’accoglienza agevole è preferibile prenotare la partecipazione con un messaggio WhatsApp al 3475167057, dottoressa Zito.
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