Cyberbullismo, vaccini, autonomia differenziata: tre uscite della Giannini Editore

Inizia l’anno con tre interessanti novità per la Giannini Editore, che da questo mese porterà in tutte le librerie italiane: “Cyberbullismo” di Paolo Siani“Vaccinologia innata” del medico Vincenzo D.Esposito e il saggio “Piagnoni?” scritto da vari autori e curato da Cesare Correnti e Italo Iozzolino.

 

Cyberbullismo

Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima. La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata,sia nel tempo che nello spazio,con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi. Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età. Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini. È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.

Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri. Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.

Vaccinologia innata

Un grande medico, torna alla divulgazione dei suoi studi e delle sue geniali intuizioni dando alle stampe un Sorso della Giannini.

 

“Vaccinologia innata” illustra i meccanismi di funzionamento basilari del sistema immunitario degli esseri viventi. Spiega perché l’organismo è in grado di difendersi e immunizzarsi in

maniera naturale rispetto ad eventuali aggressioni esterne, e perché ogni intervento estraneo può avere effetti più indesiderati che altro, se non si tengono in considerazione aspetti della natura costitutiva di ogni organismo. La premessa del discorso è che l’organismo vivente, sia esso animale o vegetale, è un sistema aperto al flusso di informazioni elettromagnetiche

che sfruttano molecole chimiche e non è riconducibile ad un sistema chiuso quale quello che si costruisce in laboratorio per studiare fenomeni biologici in condizioni precostituite e controllabili. La fisiologia dell’essere vivente ha come obiettivo il mantenimento di uno stato costante nei parametri vitali (pressione arteriosa, ph , tensione di ossigeno , frequenza

cardiaca) e continuerà a perseguirlo nonostante incursioni esterne, che siano malattie o tentati rimedi.

Vincenzo D. Esposito è medico chirurgo. Ha una lunga esperienza all’interno di ospedali napoletani, tra cui il Policlinico Universitario di Napoli, nelle divisioni di anestesia e rianimazione, cardiochirurgia pediatrica e chirurgia del cuore. Ha esercitato, dal 1979, come medico di medicina generale dell’Asl campana, continuando a perfezionarsi con specializzazioni in psicologia clinica e psicoterapia, osteopatia, omotossicologia, medicina integrata. Attualmente esercita attività di libero professionista come medico di medicina generale omeopatica, biopsicosomatica e terapia della biorisonanza. È seguito da migliaia di pazienti che, da tutta Italia, lo raggiungono in Campania. Ha pubblicato i libri “L’uomo elettromagnetico” e “Le vibrazioni della buona salute”, entrambi curati da Tiuna Notarbartolo.

“Piagnoni?” è un instant book di quattrocento pagine sull’argomento caldo del momento, quello della Autonomia differenziata che vede una legge passata in Parlamento e un referendum abrogativo in via di definizione. I due curatori raccolgono brevi saggi, interventi e opinioni di meridionalisti autorevoli a cominciare da Adriano Giannola (presidente dello SVIMEZ) che ne scrive la prefazione. Con scritti di Pino Aprile, Marco Ascione, Raimondo Augello, Ciro Borrelli, Franco Cafararo, Ambrogio Carpentieri, Francesco Antonio Cefalì, Francesco Saverio Coppola, Cesare Correnti, Michele Eugenio Di Carlo, Marco Esposito, Enrico Fagnano, Giuseppe Gangemi, Ciro Giuliano, Daniele Elpidio Iadicicco, Italo Iozzolino, Marta La Greca,Antonio Lombardi, Massimo Mastruzzo, Patrizia Morlacchi, Antonio Picariello, Annamaria Pisapia, Rossella Solombrino, Patrizia Stabile, Ubaldo Sterlicchio, Ciro Tarallo, Aldo Vella, Fabio Vitale, Emilio Zangari, Pietro Busetta e Antonio Corvino.

Cesare Correnti è autore per teatro, cinema e di racconti. Approfondisce i temi del meridionalismo e del revisionismo storico pubblicando, nel 2023, il libro “Il risorgimento tradito nel diario di Ambrogio Correnti”.

Italo Iozzolino è asset manager per una società del gruppo ICCREA, è nato a Napoli e vive in San Giorgio a Cremano. È stato tra i fondatori del Circolo “I Vesuviani” ed è membro dal 2022 del direttivo nazionale del Movimento Equità Territoriale. Dottore di ricerca in Geografia Politica presso l’Università di Trieste. È cultore di Geografia Politica presso l’Università del Molise. Tra le sue pubblicazioni: “La Libia. Geopolitica e geoeconomia tra mondo arabo, Africa e Mediterraneo”

(2003); “Città in rete e reti di città. Comunicazioni ed organizzazione territoriale” (2001);

“Il turismo in Campania: un’analisi quantitativa” (2001); “Il “respiro lungo” delle rive del Mediterraneo tra geopolitica e geoeconomia” (2009); “Tante Italie. Una Italia. Dinamiche territoriali ed identitarie” (2011).

L’articolo Cyberbullismo, vaccini, autonomia differenziata: tre uscite della Giannini Editore proviene da Comunicare il sociale.

POLLENA TROCCHIA, LA RACCOLTA DEGLI ALBERI DI NATALE È PORTA A PORTA AMBIENTE E LOTTA AGLI SPRECHI, IL RITIRO GRATUITO È FINO AL 17 GENNAIO

Dare una mano all’ambiente, promuovere la lotta agli sprechi e aiutare i cittadini a fare ordine dopo le feste di fine e inizio anno. È improntata a questi obiettivi l’iniziativa promossa dal Comune di Pollena Trocchia in collaborazione con la ditta affidataria sul territorio del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, Ecoffice. “Chi pianta un albero pianta una speranza”, questo il nome dell’iniziativa, prevede il ritiro, gratuitamente e porta a porta, degli alberi di Natale naturali utilizzati in questo periodo di festa dai cittadini di Pollena Trocchia per abbellire le loro dimore, alberi che saranno poi ripiantati, a tutto vantaggio della natura e della salubrità dell’aria. «L’attenzione all’ambiente è sempre viva per quest’Amministrazione comunale, così come la promozione delle buone pratiche e la lotta agli sprechi, come testimonia anche il protocollo d’intesa firmato da questo Ente con Plastic Free. È partendo da questi capisaldi del nostro agire che abbiamo promosso questa raccolta straordinaria porta a porta, attiva su tutto il territorio comunale fino al prossimo 17 gennaio» ha spiegato Ilenia Terracciano, assessore all’Ambiente del Comune di Pollena Trocchia. Il ritiro dell’albero va prenotato al numero verde 800714346. «Le feste, come sempre, hanno portato nelle nostre case centinaia di alberi di Natale naturali. Ora che sono terminate, gli abeti restano, ed è un peccato vederli buttati via da chi non ha spazio né modo di piantarli. Di qui un’idea che ha risvolti concreti per i nostri concittadini, ma vuole anche essere simbolica, perché è proprio vero, come recita il titolo dell’iniziativa, che chi pianta un albero pianta una speranza» ha detto il sindaco Carlo Esposito.

L’articolo POLLENA TROCCHIA, LA RACCOLTA DEGLI ALBERI DI NATALE È PORTA A PORTA AMBIENTE E LOTTA AGLI SPRECHI, IL RITIRO GRATUITO È FINO AL 17 GENNAIO proviene da Comunicare il sociale.

Work Shop informativo: “AUTONOMIA e AUTISMO Azioni sul territorio”

Il giorno 23 Gennaio 2025 alle ore 11:00 presso la sala Consiliare del Comune di Nola Piazza Duomo n. 1 si terrà il Work Shop informativo su “AUTONOMIA e AUTISMO Azioni sul territorio” per la presentazione del PROGETTO “CASA MIA”, approvato e finanziato dalla “Regione Campania – Direzione Generale per le Politiche Sociali e Socio Sanitarie” e “realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per le disabilità”.

Il progetto “CASA MIA”, della durata di 14 mesi, si concretizza nella realizzazione di un’abitazione in cui Giovani con disturbo dello spettro autistico possono vivere la propria autonomia in “cohousing” sotto la guida della Consulta Regionale degli Handicappati ODV e del Partner Ambito N23 nonché con la collaborazione dei Partner esterni Distretto sanitario n. 49 dell’Asl Napoli 3 Sud e CPI di Nola.

L’intervento, da attuare sul territorio agro-nolano, è rivolto alla residenzialità e prevede l’individuazione di una abitazione per accogliere 6 Persone con disturbo dello spettro autistico che trascorreranno le giornate, dal Lunedì al Venerdì dalle 8:00 alle 18:00, fuori dal contesto familiare, per sperimentare esperienze di coabitazione in un contesto di vita “tra pari”, alleggerendo le Famiglie dal fardello quotidiano. I 6 coinquilini saranno seguiti per tutta la durata delle attività dal gruppo Operatori (Educatori, OSS, altro) e saranno prelevati e riaccompagnati a casa.

Il processo di autonomia pensato nel progetto CASA MIA si concretizza in TRE momenti:

  • conoscere/apprendere
  • abitare
  • lavorare.

Questi tre momenti, strettamente interconnessi nell’arco della vita della persona con disturbo dello spettro autistico, saranno costantemente monitorati e valutati da una Cabina di Regia (CdR) che stabilirà, anche attraverso l’analisi del percorso di ciascun utente, se e dove apportare eventuali correttivi, potenziamenti e quant’altro sia utile e necessario.

La Cabina di Regia (CdR) sarà composta da un neuropsichiatra, uno psicologo, un educatore, un coordinatore, un amministrativo, ed avrà anche il compito di incontrare  l’Utenza e tracciarne un primo profilo d’ingresso.

La CdR, fatto tesoro delle osservazioni del primo semestre di attività, traccerà  un profilo para lavorativo (orientamento) finalizzato alla possibilità di intraprendere un processo di auto imprenditorialità dei 6 coinquilini. Si strutturerà un’idea di impresa sociale che intervenga in lavoro “Green” (coltivazioni), lavori di allevamento di animali di piccola taglia (all’impresa si abbina la pet terapy). L’opportunità di scelta sarà in ragione delle abilità dei 6 coinquilini.

L’articolo Work Shop informativo: “AUTONOMIA e AUTISMO Azioni sul territorio” proviene da Comunicare il sociale.

“Putesse essere allero”, una jam session nel ricordo di Pino e nel segno della solidarietà

Una jam session di arte, musica food e beverage, nel nome di Pino Daniele. Il tutto per una nobile causa : sostenere, con il ricavato dell’evento, le attività de La Casa dei Cristallini, associazione che offre percorsi didattici ed extrascolastici a bambini e giovani del territorio. L’iniziativa di beneficenza, che si terrà martedì 15 alle 19.30 a “Il Granaio’’ di via Pessina 62, porta il nome di uno dei tanti capolavori dell’artista napoletano scomparso dieci anni fa: “Putesse essere allero’’ brano datato 1979 e contenuto nel secondo album omonimo di Pino.
Ideatore della serata è Francesco Andoli, grande appassionato di Pino Daniele e sensibile ai temi dell’infanzia e del sociale legati alla città. «A distanza di 10 anni dalla morte del cantante più amato e intergenerazionale della storia di Napoli, qual è Pino Daniele, mi sembrava giusto creare un evento festoso e benefico che portasse il suo nome» afferma Andoli che aggiunge: «ho messo insieme una jam session di food e beverage e di artisti napoletani allo scopo di fare festa, ammirare opere d’arte a tema Pino Daniele e raccogliere fondi da destinare alla Casa dei Cristallini al Rione Sanità alla quale saranno destinati i soldi delle opere d’arte battute all’asta messe a disposizione dagli artisti, quindi non solo il costo del biglietto d’ingresso» che è di 35 euro.
Tante le adesioni: dalle eccellenze del food e beverage napoletane come Annuccia, Birrificio Kbirr, Il Granaio, Januarius,  La Zingara di Seccia, Masseria dello Sbirro, Pastificio Del Prete, Salumeria Malinconico e Taralleria Napoletana ad artisti napoletani molto noti che esporranno le opere dedicate a Pino: da Alfredo Troise, a Fabrizio Scala, da Lino Raimondi, a Luca Carnevale, Luigi Masecchia, Nicola Masuottolo , Roxy in The Box, Sergio Siano, Trallallá. 
Francesco Andoli conclude invitando il prossimo martedì al “Putesse essere allero’’: «Canteremo e balleremo le canzoni di questo immenso artista con il quale sono cresciuto e che hanno fatto da colonna sonora a tutta la nostra vita grazie al Dj Set di Marco Corvino». Ospiti della serata anche i fratelli Frattasio di Mixed by Erry. 
di Antonio Sabbatino

L’articolo “Putesse essere allero”, una jam session nel ricordo di Pino e nel segno della solidarietà proviene da Comunicare il sociale.

FONDAZIONE CON IL SUD: 5 MILIONI PER IL VOLONTARIATO

Sono 33 i nuovi progetti  selezionati dalla Fondazione Con il Sud attraverso il Bando Volontariato 2024, rivolto al terzo settore meridionale e promosso con l’obiettivo di supportare progetti in grado di diffondere l’azione volontaria, attivando meccanismi di cittadinanza attiva e partecipazione sociale, coinvolgendo giovani e cittadini che non hanno mai svolto attività di volontariato, anche in un’ottica di ricambio generazionale e di attrazione di nuove risorse umane.
Dato l’elevato numero di proposte ricevute, molte delle quali interessanti e meritevoli di sostegno, ai 3 milioni messi a disposizione dal bando si aggiungono ulteriori 1,8, per un totale di quasi 5 milioni di euro.
“La promozione e il sostegno al volontariato accompagnano da sempre il lavoro della Fondazione nelle regioni del Sud”, ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione Con il Sud. “Questi nuovi progetti permetteranno alle comunità locali di usufruire di nuovi servizi, di realizzare nuove attività, di avere risposte concrete a difficoltà e bisogni, ma soprattutto consentiranno a tanti giovani di avvicinarsi al volontariato, vivendo un’esperienza unica di solidarietà e cittadinanza attiva e andando ad alimentare e arricchire di nuove forze e risorse una realtà dal valore e dall’importanza indiscutibili”.
11 progetti saranno avviati in Sicilia (province di Trapani, Palermo, Catania, Enna, Siracusa); 9 in Campania (province di Napoli, Caserta, Salerno); 4 in Puglia (province di Foggia e Lecce); 4 in Basilicata (province di Matera e Potenza); 2 in Calabria (province di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone); 1 in Sardegna (Provincia del Sud Sardegna). Altri 2 progetti hanno carattere di interregionalità.
Le iniziative permetteranno di recuperare spazi e beni immobili (circa 900 mq di spazi degradati per un totale di 20 beni tra confiscati, ambientali, storico-culturali) traformandoli in luoghi gestiti da giovani volontari in cui saranno realizzati laboratori di solidarietà, percorsi di arte, sport, cultura e in cui saranno aperte caffetterie, spazi di coworking, ciclofficine, falegnamerie, portinerie per l’ascolto dei bisogni di chi è in difficoltà, con attenzione alle necessità delle persone LGBT+; coinvolgere scuole e giovani nella co-progettazione di servizi e attività necessari per il proprio territorio; realizzare percorsi formativi e di sensibilizzazione su legalità, cittadinanza attiva, ludopatia, rischi legati all’abuso di alcol, rispetto dei beni comuni, corretti stili di vita; creare app che mettano in contatto chi necessita di aiuto con i volontari; coinvolgere cittadini nella valorizzazione, conservazione del territorio e del patrimonio naturalistico, storico e culturale; realizzare un “armadio sociale” che metta a disposizione di chi ne ha bisogno abiti usati o di destinarli al riciclo creativo; favorire l’integrazione di persone straniere attraverso laboratori, corsi di formazioni per imparare l’italiano, cineforum, assemblee di condivisione su specifici temi, eventi comunitari; contrastare lo spopolamento di piccoli comuni promuovendo l‘inclusione socio-abitativa di lavoratori stranieri e sensibilizzando le comunità locali.
Le partnership di progetto sono composte da quasi 250 organizzazioni, con una buona partecipazione degli enti pubblici (quasi il 30%) rappresentati principalmente da scuole secondarie e comuni. Si prevede di avvicinare al mondo del volontariato oltre 3.300 persone, alcune delle quali saranno inserite in maniera strutturata nelle organizzazioni.
I progetti offriranno attività culturali e sportive a circa 3.000 cittadini e nuovi servizi socio educativi o di carattere più assistenziale ad oltre 2.000 persone.
Attraverso i precedenti bandi sul volontariato la Fondazione CON IL SUD ha assegnato oltre 27 milioni di euro per sostenere 405 iniziative al Sud e 6,4 milioni per finanziare le attività ordinarie di quasi 300 organizzazioni di volontariato meridionale.
Nel 2023 l’ISTAT ha realizzato un’indagine che ci consegna un’immagine del volontariato critica. Nel periodo 2015-2021 si registra una riduzione di circa il 15% dei volontari presenti nelle diverse organizzazioni. Il numero delle persone che offrono gratuitamente il loro tempo e le loro capacità alle varie realtà non profit è passato da 5,52 a 4,66 milioni. Siamo di fronte ad un progressivo ridimensionamento del settore con una prevalenza di piccole realtà rispetto alle più grandi e strutturate. Sul totale delle organizzazioni con volontari pesano sempre di più quelle di dimensioni molto piccole, con 1-2 volontari. Le più grandi ne avevano in media 131 e nel 2021 sono passate a 111.
Le cause di questo calo sono riconducibili a diversi fattori: lo stravolgimento delle relazioni avvenuto durante l’anno della pandemia, gli effetti dell’invecchiamento e della natalità (meno giovani e più anziani), l’effetto dell’innalzamento dell’età pensionistica.
D’altro canto, l’indagine ha rilevato negli anni recenti una crescita del volontariato individuale, persone che si dedicano a interventi utili per la comunità, ma vogliono sentirsi svincolate dalle reti organizzate e preferiscono impegni temporanei e discontinui. Dal 2020, infatti l’azione volontaria delle singole persone ha visto una crescita fortissima a partire proprio dalla pandemia per poi continuare a seguito della guerra in Ucraina e delle alluvioni che hanno colpito alcune zone del nostro Paese, mobilitando migliaia di cittadini in azioni di aiuto e sostegno pratico ed economico.

L’articolo FONDAZIONE CON IL SUD: 5 MILIONI PER IL VOLONTARIATO proviene da Comunicare il sociale.

Spartak San Gennaro e Al Haddaf team: Napoli e Gaza unite da un pallone

Un gemellaggio tra una squadra di calcio popolare napoletana e una palestinese che ha il merito di accorciare le distanze e di rafforzare la speranza di un futuro degno soprattutto per quei ragazzini costretti a convivere giornalmente con il suono terrificante delle bombe. L’unione, nata circa un mese fa, è quella tra lo Spartak San Gennaro e l’Al Haddaf team, squadra fondata a Beit Lahia nel del Nord di Gaza e distrutta dalla guerra nella Striscia che non accenna a spegnersi. Della compagine partenopea fanno parte calciatori provenienti dai quartieri di Napoli spesso privi di prospettive per i giovani e che, sensibile alle terribili sofferenze dei loro coetanei palestinesi, ha proposto una connessione, per ora ideale ma si spera presto fisica, con l’Al Haddaf Team di cui fanno parte 100 ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni costretti ad allenarsi in un campo profughi a Der al Balah nel Sud della Striscia. I bombardamenti hanno infatti distrutto il loro abituale rettangolo di gioco.
Il gemellaggio e le voci –Tra i sugelli del gemellaggio, la proiezione nel pomeriggio di mercoledì al Parco Ventaglieri di Montesanto di una partita con protagonista la squadra palestinese alla presenza dello Spartak San Gennaro e degli attivisti delle realtà del centro storico che sostengono l’iniziativa. A sancire la vicinanza, anche una maglia con gli stemmi delle due squadre e la scritta, in napoletano e in arabo, della frase “Tutt’ eguale song e’ creature’’. «Volevamo dare vicinanza e umanità a questi bambini, che nonostante tutto quanto stia succedendo in Palestina continuano ad avere voglia di vivere e non solo di giocare a calcio» spiega nel corso della conferenza stampa al Parco Ventaglieri la presidente dello Spartak San Gennaro, Ester Sesso. «Da genitore mi chiedo – aggiungere Sesso – quanto tutto questo finirà. Spesso ci mandiamo reciprocamente dei video come auspicio di fratellanza e ci chiediamo quanto tutto questo finirà. Nei sogni io ci credo e mi auguro che presto i nostri calciatori e quelli dell’Al Haddaf team possano giocare insieme». Alessandro Ventura, allenatore dello Spartak San Gennaro spiega: «Noi offriamo sport in maniera gratuita e con i nostri ragazzi (circa 100 d’età compresa tra i 5 e i 17 anni che non pagano alcuna retta per giocare ndr.) affrontiamo spesso tematiche sociali e le immagini provenienti da Gaza hanno scioccato anche loro. Si sono chiesti se che i loro coetanei costretti a vivere sotto i bombardamenti dell’esercito israeliano potessero continuare a giocare a calcio. Da lì, siamo entrati in contatto con l’Al Haddaf Team costruendo questo gemellaggio». Per l’allenatore dello Spartak, il calcio è un «ponte tra popoli, di solidarietà e vicinanza. Da un mese i nostri ragazzi mandano a Gaza messaggi di solidarietà e immagini di schemi tattici e allenamenti e anche i giocatori della squadra palestinese fanno altrettanto, ringraziandoci per il supporto. Proprio grazie al nostro supporto, i ragazzi dell’Al Haddaf hanno deciso di riprendere gli allenamenti sebbene il loro campo sia stato distrutto dai bombardamenti». «Ci sono bambini ai quali hanno tolto l’infanzia e l’adolescenza perché costretti a convivere con la guerra. Oltre che nel calcio popolare, speriamo che nasca un momento di discussione anche nel calcio che conta rispetto alla produzione sempre crescente di armi nel mondo» è l’auspicio di Luigi Volpe, vicepresidente dello Spartak San Gennaro delegato ai rapporti sociali.
La voce dell’Haddaf- Jamil Almajdalawi è un educatore e punto di riferimento dell’Haddaf Team. Con non poche difficoltà è arrivato a Napoli per partecipare alla conferenza stampa per il gemellaggio con lo Spartak San Gennaro. «Giocare a calcio è un modo per far sentire i nostri bambini ancora bambini, è uno strumento per provare a fargli vivere ancora la loro infanzia». La realtà a Gaza resta terribile e le trattative per un cessate il fuoco non hanno ancora sortito l’effetto sperato della fine della guerra. Jamil ne è consapevole, nato e cresciuto anche lui nella Striscia. «Purtroppo i bambini palestinesi sono costretti, dalla realtà in cui vivono, a diventare troppo presto adulti, a fare cose da grandi come fare la fila per il pane, a dare una mano ai genitori o, quando i genitori non ci sono più, a occuparsi dei fratelli più piccoli. La mia speranza e quella del popolo palestinese – dice ancora Almajdalawi – è che si arrivi alla pace e che si possa riuscire a far giocare i bambini palestinesi e i bambini di Napoli sullo stesso campo».
Il messaggio dalla Palestina –In un video messaggio in occasione della partita trasmessa al Parco Ventaglieri e giunto in Italia con non poche difficoltà (grazie soltanto ad alcune sim) l’allenatore dell’Accademia dell’Haddaf, Fadi, ringrazia lo Spartak San Gennaro «per questo evento meraviglioso. È molto importante mostrare la sofferenza dei giocatori e allo stesso tempo ci supporta ad andare avanti. Siete fratelli e amici per noi. Vorremmo essere lì sul campo o parlare direttamente con voi ma purtroppo non possiamo a causa delle tragedie che accadono qui e a causa della guerra e del genocidio in corso. La maggior parte dei giocatori – afferma Fadi – ha perso parte delle loro famiglie, amici e parenti e hanno perso le loro case». Nello stesso video alcuni calciatori della squadra raccontano le loro storie intrise di distruzione con la necessità di lasciare Beit Lahia e trovare riparo altrove per sfuggire dalle bombe dell’esercito israeliano.
di Antonio Sabbatino

L’articolo Spartak San Gennaro e Al Haddaf team: Napoli e Gaza unite da un pallone proviene da Comunicare il sociale.