NARRAZIONI TESSILI: a Scampia il filo che unisce le generazioni

C’è un filo invisibile ma resistentissimo che attraversa Scampia: è quello che lega la memoria delle mani delle donne più anziane allo sguardo curioso delle più giovani. Si è concluso con successo “Narrazioni Tessili”, il ciclo di laboratori promosso dalla Fondazione Città Nuova nell’ambito del progetto europeo Erasmus+ Creative Crafts.

Il progetto ha trasformato per sette mesi la Sartoria Sociale “fatto@scampia” in un hub di creatività e condivisione. Da giugno 2025 a gennaio 2026, venti donne di età compresa tra i 22 e i 70 anni si sono ritrovate attorno a tessuti e macchine da cucire, non solo per apprendere le tecniche sartoriali tradizionali, ma per riscriverle attraverso le innovazioni moderne e la sostenibilità.

L’Arte come legame: dal telaio all’arazzo collettivo

Sotto la guida di Barbara Annunziata — fashion architect, stylist e docente di Fashion Design — le partecipanti hanno intrapreso un percorso che ha unito manualità e concetto. Il viaggio è iniziato con la costruzione di un “telaio-autoritratto”, realizzato con materiali di riciclo come carta, fiori e scarti tessili, per poi approdare alla creazione di un imponente arazzo collettivo di tre metri per tre.

Ispirandosi all’arte relazionale di Maria Lai e al celebre rito di “Legarsi alla montagna” (narrato anche da Michela Murgia), le donne hanno intessuto storie di appartenenza utilizzando ricamo, feltro, maglia e tessitura. Un processo in cui i ruoli si sono spesso invertiti: non sono state rare le occasioni in cui le più giovani hanno guidato le adulte nell’uso dei ferri, in un’ottica di apprendimento orizzontale e reciproco.

Riflessione ed elaborazione emotiva

Oltre alla produzione artistica, il progetto ha previsto circoli di condivisione guidati dall’arteterapeuta Matilde Cesaro. Questi momenti di ascolto hanno permesso alle partecipanti di elaborare i significati profondi delle opere realizzate, trasformando il gruppo in una comunità coesa fondata su legami significativi e sulla cura dell’altro.

Il successo istituzionale e la mostra conclusiva

Il valore di “Narrazioni Tessili” è stato riconosciuto ben oltre i confini del quartiere: i lavori sono stati infatti esposti all’Ecoinsieme Festival presso la Fondazione FOQUS lo scorso novembre.

Il percorso si è poi suggellato lo scorso 29 gennaio con un evento conclusivo presso la Sartoria Sociale, dove una mostra ha svelato al pubblico i nove telai e l’arazzo monumentale.

Alla tavola rotonda finale hanno partecipato lo staff della Fondazione e l’assessora Chiara Guida, la quale ha sottolineato l’importanza di abbattere le gerarchie educative a favore di una metodologia partecipativa.

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Coldiretti Campania e NutriHub presentano il distributore amico di snack salutari e a chilometro zero

NutriHub è un progetto innovativo che punta a promuovere snack salutari e a chilometro zero attraverso un distributore automatico, sarà presentato giovedì 5 febbraio 2026 al Fruit Logistica di Berlino. L’evento, che si tiene dal 4 al 6 febbraio 2026, è uno degli appuntamenti più importanti per l’industria ortofrutticola a livello mondiale.
L’idea di NutriHub è quella di promuovere, con l’aiuto della Coldiretti Campania, snack a chilometro zero, selezionati con l’aiuto di Campagna Amica. Prodotti da proporre attraverso un distributore automatico come alternativa a quelli ultra processati.
“NutriHub presenta, con la Coldiretti Campania, un progetto che ha l’obiettivo ambizioso di cambiare le abitudini della merenda dei più giovani proponendo una alternativa salutare e sostenibile” spiega la biologa nutrizionista Francesca Marino, ideatrice e responsabile scientifica del progetto.
“I prodotti sono selezionati da Campagna Amica di Coldiretti, questo per garantire la massima qualità e sostenibilità” ha dichiarato Salvatore Loffreda, direttore regionale della Coldiretti.
“Gli obiettivi di NutriHub, il distributore amico sono quelli di promuovere una sana alimentazione e di ridurre l’impatto ambientale dei prodotti alimentari. A breve termine, vogliamo installare i primi distributori automatici in scuole, ospedali e luoghi pubblici”, ha aggiunto Francesca Marino. I lavori dell’evento di presentazione saranno aperti dall’intervento del direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda. Si entra nel vivo con la relazione di Francesca Marino che illustrerà i dettagli di Nutrihub e la sua valenza scientifica.
La parte tecnica è affidata a Mario D’Antuono di EspressoMat che ha messo a disposizione la macchina distributrice dei prodotti, questi ultimi saranno illustrati dal fondatore dell’azienda fornitrice dei prodotti la O.P. Amico Bio Enrico Amico. La parte scientifica sarà arricchita dalla presenza del direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone, fra i partner dell’iniziativa.
NutriHub è un progetto che parte dalla Campania ma può essere replicato in ogni regione d’Italia attraverso la rete capillare della Coldiretti e magari anche in Europa grazie all’aiuto di Filiera Italia che sarà presente a Berlino con il suo amministratore delegato Luigi Scordamaglia.
Anche l’agricoltura della Regione Campania manifesta già interesse per questa iniziativa come testimonia la presenza dell’assessore al ramo Maria Carmela Serluca. Un progetto rivolto soprattutto agli studenti, aspetto che troverà un importante approccio grazie alla presenza del Magnifico Rettore Matteo Lorito che concluderà la mattinata.

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“Ter-Ignis Café”: cultura, inclusione e comunità al centro dell’evento al MATT

Domenica 8 febbraio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, presso il MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno, sarà inaugurato il Ter-Ignis Café – Matti per la cultura, nuovo spazio dedicato all’incontro tra cultura, socialità e inclusione.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione del museo come luogo vivo e aperto alla comunità e sarà accompagnata dalla presentazione del libro “Ma siamo tutti matti??” di Eleonora Daniele, con letture dell’attrice Nunzia Schiano e la conduzione della giornalista Diletta Acanfora.
Porteranno i saluti istituzionali l’Assessore alle Politiche Sociali Gaetano Miranda, il Sindaco di Terzigno Francesco Ranieri, il Direttore Generale ASL Napoli 3 Sud Giuseppe Russo, l’Europarlamentare Raffaele Topo e il Consigliere regionale della Campania Giorgio Zinno.

Interverranno, tra gli altri, il Direttore UOSM Terzigno Mariano De Furio, il Direttore Scientifico del MATT Angelo Massa, il Consigliere regionale Loredana Raia, il Direttore DSM Pasquale Saviano e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel. Le conclusioni saranno affidate al Vice Sindaco di Terzigno Genny Falciano.

L’evento sarà inoltre occasione per un momento di memoria e riconoscenza verso la comunità locale, con la intitolazione di una sala del Museo a Giuseppe Ferraro, commerciante terzignese scomparso prematuramente, figura stimata e punto di riferimento umano e professionale per il territorio. L’iniziativa nasce e si sviluppa anche grazie alla collaborazione con il caffè letterario interno al MATT, gestito dai pazienti psichiatrici della Casa Alloggio La Stella Nuova, in sinergia con la cooperativa sociale Litografi Vesuviani. Un’esperienza concreta di inclusione sociale e lavorativa che rappresenta uno degli elementi più qualificanti del progetto Ter-Ignis Café.

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Al via il progetto “Talent Foundation Sustainability” alla ricerca di talenti a Napoli Est

Si svolgerà venerdì 6 febbraio alle 10,30 nella sede della Fondazione Famiglia di Maria (via Salvatore Aprea 52, Napoli) la conferenza stampa di presentazione del progetto “Talent Foundation Sustainability”, un percorso volto alla valorizzazione dei talenti per realizzare sostenibilità sociale, rivolto ai minori in situazione di disagio o a rischio devianza nella zona a est di Napoli.

Il progetto “Talent Foundation Sustainability”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU attraverso i fondi del PNRR, nasce con l’ambizione di combattere la povertà educativa del Mezzogiorno offrendo nuove opportunità di crescita al Terzo Settore e ai giovani del territorio.

Testimonial del progetto il dj napoletano Daniele Decibel Bellini, produttore discografico, conduttore radiofonico, speaker, presentatore e voce storica dello stadio Diego Armando Maradona. Insieme a lui interverranno in conferenza stampa: Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria; Teresa Armato, assessora al turismo e alle attività produttive del Comune di Napoli;  Mimmo Matania, presidente di Napulitanata; Luciano Fuschillo, rappresentante legale di Job Road Academy; Angela Tramontano, presidente dell’associazione Pestalozzi;  Grazia Famiglietti, artista; Teresa Sasso, dirigente scolastica dell’I.C. Vittorino da Feltre-Sarria Monti.

“Essere presenti a questo evento significa stare accanto a chi valorizza i nostri territori: le periferie, oggi, sono i nuovi centri di Napoli. La Fondazione Famiglia di Maria lavora in questa direzione e promuove percorsi educativi e sociali per i minori, tra musica, supporto alle famiglie, educazione ambientale e alfabetizzazione digitale, favorendo inclusione, crescita e un autentico senso di comunità”, dice l’assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato.

“Con Talent Foundation Sustainability vogliamo accendere una luce per il nostro territorio” dichiara Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria. “Vogliamo costruire un ecosistema che, attraverso la musica, l’intelligenza artificiale, la cura per l’ambiente, sia in grado di prendere il talento di questi ragazzi e renderlo una risorsa per l’intera comunità. È un progetto che si innesta perfettamente in quello che facciamo da sempre e cioè attuare azioni concrete che incidano nella vita dei ragazzi e delle famiglie, dandogli opportunità”.

IL PROGETTO

“Talent Foundation Sustainability” prevede uno sviluppo in un arco temporale di 18 mesi e i laboratori si stanno già svolgendo nella sede della Fondazione Famiglia di Maria, ente capofila della rete e punto di riferimento per oltre 150 famiglie nel territorio di Napoli Est. Il lavoro verrà svolto in collaborazione con gli enti partner Associazione Napulitanata, Job Road Academy, Associazione Yvan Pestalozzi, I.C. Vittorino da Feltre – Sarria Monti.
Il percorso prevede quattro laboratori che coniugano finalità formative e sociali attraverso un approccio teorico-pratico.

– Laboratorio di “Musica e inclusione”, che pone al centro il “saper fare” musicale, integrando l’uso di strumenti classici, il canto e la digital music. L’intervento si caratterizza per una progettazione didattica inclusiva: i docenti sono affiancati da educatori specializzati per supportare i minori con bisogni educativi speciali (BES). L’obiettivo è trasformare l’educazione sonora in un potente linguaggio di coesione, capace di generare un profondo senso di appartenenza e annullare ogni forma di esclusione.

– Laboratorio di “Supporto psicologico e sostegno alla genitorialità”. Il percorso mira al benessere del nucleo familiare attraverso l’attivazione di sportelli di ascolto rivolti ai minori, alle famiglie e ai gruppi dei pari. Parallelamente alla consulenza individuale, vengono organizzati seminari ed eventi tematici dedicati alla genitorialità consapevole, alla responsabilità e alla gestione delle diverse forme di disagio minorile, creando una rete di supporto intorno alla crescita dei ragazzi.

– Laboratorio a tema ambientale. Basato sulla metodologia “imparando-facendo”, questo modulo promuove un rapporto reale e tattile con la natura attraverso l’orto sociale e il riciclo creativo. Seguendo l’intuizione montessoriana di liberare il bambino dai vincoli della vita artificiale, l’attività stimola la manualità e il concetto del “prendersi cura”. Il percorso affronta anche le sfide dell’economia circolare attraverso la strategia delle 5 R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero, arricchendo l’esperienza con passeggiate e visite guidate immersive.

– Laboratorio di “Alfabetizzazione digitale e Virtual Reality”, che fornisce competenze digitali essenziali sia ai minori che alle loro famiglie, focalizzandosi sull’uso dei principali software di produttività e offrendo la possibilità di conseguire la certificazione EIPASS. Accanto alla formazione tradizionale (ECDL), viene dedicato uno spazio innovativo alla Realtà Virtuale e Aumentata, dove i partecipanti possono imparare a progettare e vivere esperienze immersive, trasformando la tecnologia in uno strumento di espressione e conoscenza.

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Prevenzione e sessualità: all’Università Parthenope un evento “Senza Tabù”

NAPOLI – Il benessere studentesco e la salute sessuale tornano al centro del dibattito accademico. Il prossimo 13 febbraio 2026, l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” ospiterà presso l’Aula Matilde Serao della sede centrale in via Acton l’evento dal titolo “AMATI ADESSO: Prevenzione e sesso senza tabù”. L’iniziativa, che avrà inizio alle ore 09:30, si propone di abbattere gli stigmi legati alla sessualità e promuovere una cultura della prevenzione consapevole tra i giovani.

Un Confronto Multidisciplinare

I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del Magnifico Rettore, Antonio Garofalo, e di Claudio Porzio, Prorettore al Welfare e alla Sostenibilità. Il programma prevede un panel di esperti che affronteranno il tema da diverse angolazioni:

-Salute e Ricerca: Interverranno la prof.ssa Concetta Paola Pelullo (DiSMMEB) e il ginecologo Fabio Perricone.

-Supporto Psicologico: Il dibattito vedrà il contributo degli psicoterapeuti Fabrizio Liguori e Sonia De Balzo (sessuologa), oltre allo psichiatra Vincenzo Barretta e allo psicologo Vincenzo De Falco.

-Sociale e Arte: Presenti anche Giovanna De Rosa (Direttore CSV Napoli) e l’artista Alessandro Ciambrone.

L’evento vedrà inoltre la partecipazione straordinaria dell’attore e comico di Made in Sud, Alessandro Bolide, per offrire un approccio comunicativo diretto e coinvolgente. Servizi Diretti agli Studenti Oltre al dibattito, la giornata prevede un aspetto pratico fondamentale: sarà allestito un laboratorio e un check-point dedicato a consulenze professionali e test, offrendo agli studenti un accesso immediato e riservato ai servizi di prevenzione.  “Amati Adesso” non è solo un titolo, ma un invito alla cura di sé in un ambiente accademico che si apre all’ascolto e al supporto concreto. L’organizzazione e il coordinamento sono affidati ad Alessia Ricciardi, Dirigente della Ripartizione Risorse Umane. La chiusura dei lavori è prevista per le ore 17:30.

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IN ITALIA 8,5 MILIONI DI CAREGIVER FAMILIARI, 80% DONNE

Dietro le mura di milioni di case italiane c’è chi si prende cura, ogni giorno, di un familiare non autosufficiente o colpito da una patologia cronica, spesso oncologica. Sono i caregiver familiari: in Italia se ne stimano tra i 7 e gli 8,5 milioni. Parliamo di oltre il 17% della popolazione, con una prevalenza di donne (80%) e un’età media tra 45 e 64 anni, con una crescita dei giovani caregiver (6,6% nel 2020). Dietro i numeri, però, ci sono storie personali e umane, storie d’amore, ma anche di isolamento, fatica, paura, burnout e mancanza di supporto.

Per il World Cancer Day, la giornata mondiale per la lotta contro il cancro, il Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere‘ ha riunito per il quarto anno consecutivo in un incontro istituzionale associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici, rappresentanti della politica, clinici e diversi stakeholder dell’area oncologica: focus di quest’anno, il ruolo fondamentale del caregiver familiare, con il punto sull’iter parlamentare del Ddl Locatelli che formalizza, per la prima volta in Italia, dopo anni di attesa, diritti e tutele di questa importante figura.

 ‘Per la prima volta nel nostro Paese- afferma la presidente di Salute Donna Odv e coordinatrice del Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, Annamaria Mancuso– il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase di attesa fatta di annunci e iniziative prive di risposte strutturali.

 L’approvazione del Ddl ‘Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare’ viene accolta da tutte le associazioni aderenti al Gruppo, con soddisfazione, perché si tratta di un primo, importantissimo passo legislativo che va nella direzione che tutti noi abbiamo sempre sostenuto. Questo riconoscimento giuridico del caregiver familiare rappresenta un potenziale punto di svolta per garantire ai milioni di persone che assistono a tutto tondo, ogni giorno, un famigliare con gravi patologie invalidanti, croniche e potenzialmente fatali, quella protezione sociale, economica, assistenziale e organizzativa che può contribuire a ridurre l’affaticamento fisico, mentale ed emotivo che il lavoro di caregiver comporta’.

 ‘Inoltre- prosegue Mancuso- maggiori riconoscimento e tutela potrebbero favorire una migliore assistenza al paziente e facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari attraverso percorsi più strutturati e organizzati. Questo disegno di legge quadro è una prima mossa, ora è iniziato con procedura d’urgenza il percorso parlamentare. Auspichiamo che il continuo scambio con le istituzioni e il governo porti passo dopo passo ad un miglioramento di eventuali lacune, considerando ad esempio il tipo di patologia e la fase di malattia che nel tempo sono variabili e possono incidere sul carico di lavoro del caregiver. Siamo certi che questo provvedimento verrà ampliato e migliorato con il contributo di tutte le voci coinvolte e potrà promuovere una maggiore equità nelle cure e cambiare il futuro dell’assistenza oncologica, dei pazienti e delle famiglie’.

 Quello del caregiver è un ruolo di immensa valenza sociale e sanitaria, ma poco riconosciuto e per niente tutelato. Il Ddl Locatelli pone le basi per una cornice normativa organica e migliorabile. La proposta di legge introduce un sistema a 4 tutele graduate in base all’impegno di cura e alla convivenza a cui corrispondono altrettanti profili che serviranno a regolare l’accesso ai benefici previsti dalla legge. È previsto un contributo economico mensile fino a 400 euro per nucleo familiare con reddito Isee inferiore a 15mila euro, la cui erogazione partirà dal 2027 e sarà gestita dall’Inps con cadenza trimestrale o semestrale. Previsti, inoltre, l’inserimento obbligatorio del caregiver nel PV (Progetto Vita) e della persona assistita nel Piano Assistenziale Individualizzato. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028 per finanziare le nuove tutele. Resta aperto in Parlamento il confronto su come rafforzarlo e rendere le tutele più efficaci ed inclusive.

 ‘A maggior ragione oggi, giornata mondiale contro il cancro- aggiunge la deputata Vanessa Cattoi, coordinatrice dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ alla Camera- è doveroso ricordare che accanto a ogni persona colpita da una malattia oncologica c’è quasi sempre un caregiver. Una presenza silenziosa, costante, spesso invisibile, fondamentale nel percorso di cura. Chi assiste un malato oncologico non offre solo supporto pratico, ma condivide la fatica, la paura, l’attesa, la speranza. È un lavoro di cura che richiede forza, competenze e una straordinaria capacità umana. Un lavoro troppo a lungo dato per scontato. Il disegno di legge del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, introduce un sistema di tutele differenziate, a partire dal caregiver familiare convivente e prevalente. Obiettivo: riconoscere progressivamente tutti coloro che sono coinvolti nell’assistenza. Un impianto equilibrato, nato dall’ascolto e da un confronto serio e approfondito’.

 ‘Finalmente- evidenzia Cattoi- si mette un punto fermo: per la prima volta vengono stanziate risorse certe, ben 257 milioni di euro. Un segnale concreto di attenzione e responsabilità che vedrà coinvolto il nostro intergruppo nel portare avanti proposte emendative, come sempre frutto dell’ascolto e della condivisione con le nostre 50 associazioni di pazienti. La battaglia contro la malattia non riguarda solo i pazienti, ma anche chi li accompagna ogni giorno. Riconoscere i caregiver significa rafforzare la qualità della cura e affermare un principio di dignità, giustizia e umanità che il nostro Paese non può più rinviare’.

 ‘In occasione del World Cancer Day- le parole del senatore Guido Quintino Liris, coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ al Senato- siamo chiamati a riflettere sull’importanza di affrontare uniti la lotta contro il cancro, un percorso che coinvolge non solo i malati, ma anche chi li assiste, chi si trova in prima linea nella cura e nell’assistenza a tutto tondo: i caregiver familiari, persone che con grande dedizione e amore si prendono cura dei malati pur restando spesso invisibili nel sistema sanitario. Oggi è necessario riconoscere il ruolo fondamentale del caregiver e garantire il sostegno che merita. Il mio impegno, nell’ambito dell’Intergruppo Parlamentare in Senato, sarà di continuare a lavorare per ampliare le iniziative di sensibilizzazione, rafforzare la rete a supporto dei caregiver e migliorare l’accesso a risorse adeguate ed eque per chi assiste i pazienti oncologici’.

 ‘Il nostro obiettivo- precisa- non è solo legislativo, ma anche culturale: costruire una società che riconosce e apprezzi il valore di chi sostiene la persona malata che sta soffrendo. I caregiver sono i veri eroi silenziosi e come I istituzioni dobbiamo fare tutto il possibile per rendere questo compito, così gravoso, più riconosciuto e tutelato’. In apertura dell’evento promosso dal Gruppo ‘La salute: un bene da difendere un diritto da promuovere’, la platea ha potuto assistere alla proiezione del cortometraggio ‘La luce nella crepa’, presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, disponibile sul sito di Salute Donna Odv e su YouTube (https://m.youtube.com/watch?v=j4B5FV7V2Kk) che narra una storia ispirata alle vicissitudini e all’esperienza vissute da Annamaria Mancuso, caregiver di Tonino, il fratello, venuto a mancare di recente.

 A seguire, le vibranti testimonianze di Ilaria, Federica e Francesco, che hanno raccontato le loro storie di caregiving, raccolte rispettivamente dalle Associazioni Acto (Alleanza Contro il Tumore Ovarico), Walce (Women Against Lung Cancer in Europe) e Arco (Associazione Riuniti Calabria Oncologia). Istantanee che racchiudono una costellazione di stati d’animo che tolgono il fiato. Le storie personali raccontano un dolore, ma anche un atto d’amore: emergono i dubbi, ma anche i bisogni e le esigenze di chi accudisce e di chi è accudito, rispetto alle terapie, all’assistenza, alla tossicità finanziaria e all’accesso a servizi e diritti. Emerge la necessità di stringere relazioni più profonde, di superare l’isolamento e di accettare la malattia per continuare a vivere, anche dopo che lui/lei non ci saranno più.

 ‘Una malattia oncologica- dichiara l’onorevole Ilenia Malavasi, membro XII Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati e membro dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’- non è mai un problema solo per la persona che ne è colpita: per la necessità di terapie frequenti, per le esigenze di mobilità sanitaria e per il carico assistenziale, infatti, queste patologie hanno spesso un fortissimo impatto sui caregiver, chiamati a occuparsi non solo di seguire il paziente lungo tutto il percorso di cura in ogni fase della malattia, ma anche a dover rimodulare i propri tempi di vita e di lavoro. Quello di cura è dunque un impegno gravoso, spesso a tempo pieno, che si affianca e solleva quello del sistema socio-assistenziale e sanitario nazionale’.

 ‘La recente approvazione in CdM del Ddl sul caregiver familiare- dice poi- non rappresenta ancora la svolta necessaria e attesa da milioni di persone ed è frutto di una visione sociale e culturale che ritengo sbagliata, in quanto non guarda a tutto tondo alla figura e al ruolo del caregiver come centrali per il sistema di welfare, ma riconosce il valore del caregiver che svolge questo ruolo esclusivamente tra le mura domestiche, a danno in primis delle donne. La norma prevede risorse limitate per platee molto ristrette e tutele totalmente insufficienti. Credo che ai caregiver vada garantito un insieme strutturato di servizi adeguati, sostegno economico, formazione, interventi di sollievo, strumenti di conciliazione tra lavoro e cura e diritti previdenziali, per tutti, nessuno escluso. Sarà questo il mio e il nostro impegno per arrivare a mettere veramente al centro la dignità dei malati e di chi se ne prende cura’.

 ‘Le persone che si prendono cura dei propri cari malati o non autosufficienti con amore e dedizione- sostiene il senatore Massimo Garavaglia, presidente 6a Commissione permanente Finanze e Tesoro del Senato e membro dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’- non possono e non devono più essere ignorati. Era tempo che venisse finalmente approvato un provvedimento che tenta di riconoscere dignità e diritti ai caregiver familiari. C’è bisogno di una legge organica, strutturata e con tutele più ampie per un numero esteso di caregiver, ma questo è il primo importante passo avanti da dieci anni a questa parte e non possiamo che plaudire a questa prima conquista che è solo all’inizio del suo percorso’.

 ‘Il ruolo del caregiver è molto complesso, variegato e di enorme responsabilità, tanto che spesso comporta la perdita o la rinuncia dell’attività lavorativa da parte del caregiver che non riesce a conciliare la sua vita personale, familiare e lavorativa con l’impegno che si è assunto. Questo perché fino ad oggi il caregiver familiare è rimasto da solo, invisibile, per niente o poco tutelato. Da mio canto e con l’Intergruppo cui appartengo- conclude Garavaglia- proseguirò a lavorare nella direzione già da me proposta più volte in Parlamento. Il caregiver familiare deve ricevere tutele non solo economiche ma lavorative e sociali, mi riferisco all’aspetto previdenziale, ai permessi accessibili retribuiti e molto altro’.

Anche quest’anno il messaggio del World Cancer Day, promosso da Uicc (Union for International Cancer Control) e sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità, è ‘United by Unique’. Ogni storia conta, il tumore è più di una semplice diagnosi medica: è una questione profondamente personale. Dietro ogni diagnosi c’è una storia umana unica; storie di dolore, sofferenza, guarigione, resilienza, amore…Per questo un approccio al trattamento del tumore centrato sulla persona, che integri pienamente le esigenze uniche di ciascun individuo, porta ai migliori risultati per la salute.

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