01 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
L’Università degli Studi di Salerno ha pubblicato il bando per l’ottava edizione del Master in Management del welfare territoriale, un percorso formativo pensato per formare professionisti capaci di progettare, gestire e innovare i servizi e le politiche sociali a livello locale.
Un percorso flessibile e professionalizzante
Il master avrà una durata annuale (1500 ore) e sarà erogato interamente online su piattaforma Microsoft Teams. Il programma prevede:
-
300 ore di didattica (120 ore frontali e 180 di laboratori),
-
250 ore di stage (ridotte a 100 per i partecipanti già occupati nel settore dei servizi alla persona o dello sviluppo territoriale),
-
10 moduli formativi e 18 laboratori.
La formula digitale, collaudata negli anni, consente una fruizione flessibile e si rivolge anche a chi intende conciliare studio e lavoro. È inoltre possibile frequentare il master contemporaneamente a un corso di laurea magistrale.
Agevolazioni economiche
Il costo complessivo è di 1.500 euro, suddivisi in tre rate (dicembre 2024, aprile e luglio 2025). Sono previste numerose agevolazioni:
-
12 borse di studio: 5 a copertura totale e 7 da 750 euro (pari al 50% della quota),
-
gratuità per persone con disabilità superiore al 66%,
-
adesione al programma PA 110 e lode, che riserva 15 posti con riduzione del 50% della tassa d’iscrizione ai dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Comitato scientifico e direzione
Il master è diretto dalla prof.ssa Rossella Trapanese (rtrapanese@unisa.it). Il Comitato scientifico è composto da: Sabato Aliberti, Massimo del Forno, Paola De Roberto, Porfidio Monda e Patrizia Stasi.
Incontro di presentazione e tutoraggio
Per illustrare nel dettaglio il percorso, martedì 14 ottobre 2025 si terrà un incontro di presentazione, sia in presenza presso UniSa sia online su Microsoft Teams. Sarà l’occasione per conoscere docenti e organizzatori e porre domande sul master.
Come ogni anno, sarà disponibile il supporto della dr.ssa Angela Lugiero, tutor dedicata che affiancherà gli interessati nella procedura d’iscrizione.
Informazioni e scadenza
Il bando è consultabile sul sito ufficiale del master: corsi.unisa.it/management-del-welfare-territoriale.
Un video di sintesi è disponibile al seguente link: guarda il video.
La scadenza per presentare la domanda è fissata al 31 ottobre 2025.
L’articolo UniSa, pubblicato il bando per l’8ª edizione del Master in Management del welfare territoriale proviene da Comunicare il sociale.
01 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Si stima che dal 7 ottobre 2023 quasi 7 vittime su 10 a Gaza, sono donne, bambine e ragazze. Sarebbero oltre 38mila quelle che hanno perso la vita. UnWomen calcola che più di 78mila sono rimaste ferite mentre 1 milione sono vittime di sfollamenti forzati. Molte di queste donne cercano rifugio in case abbandonate o cliniche distrutte, o sono costrette a dormire all’aperto, con il rischio di violenze, abusi, malattie e infezioni. I casi di violenza di genere sono in aumento: quasi il 40% degli episodi segnalati ha riguardato minorenni e, in un terzo dei casi, bambine sotto gli 11 anni3. La denuncia arriva dall’organizzazione umanitaria Terre des Hommes Italia, che, in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, presenterà a Roma il Dossier indifesa 2025 “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, una fotografia delle principali crisi ed emergenze globali che colpiscono le minori.
“La situazione nella Striscia di Gaza ha assunto proporzioni intollerabili, da due anni siamo a fianco della popolazione palestinese e continuiamo a invocare il cessate il fuoco immediato e l’accesso degli aiuti umanitari. Oggi però vogliamo soffermare la nostra attenzione sulle bambine e sulle ragazze che stanno pagando un prezzo altissimo- spiega Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia- Violenze sessuali, matrimoni forzati, privazioni estreme come l’accesso all’acqua, all’igiene e alle cure mediche. La loro dignità viene erosa giorno dopo giorno. I corpi di queste giovanissime sono diventati un altro campo di battaglia e l’impegno che abbiamo preso 14 anni fa con la campagna indifesa ci impone di denunciare e agire. Proteggerle è un dovere, non possiamo abbandonare la popolazione di Gaza, stiamo compromettendo la possibilità stessa di un domani diverso per l’intera regione”.
RAGAZZE E BAMBINE A GAZA – Dall’ottobre 2023, il conflitto ha aggravato in modo drammatico le condizioni di vita nella Striscia di Gaza, colpendo in maniera sproporzionata donne, bambine e ragazze, che secondo le Nazioni Unite rappresentano oltre il 67% delle vittime.
Alla devastazione causata dai bombardamenti, agli sfollamenti forzati e al collasso dei servizi si aggiunge l’escalation della violenza di genere. Il dramma non si limita alla violenza diretta: secondo recenti rilevazioni, il 71% delle ragazze dichiara di subire crescenti pressioni a sposarsi prima dei 18 anni4, come mezzo per aiutare la famiglia a far fronte alle spese. La scarsità d’acqua aggrava ulteriormente la condizioni: nove famiglie su dieci affrontano una vera emergenza idrica, che costringe, tra le altre cose, donne e ragazze a gestire le mestruazioni in condizioni di totale precarietà. A Gaza sarebbero necessari oltre dieci milioni di assorbenti ogni mese, ma meno di un quarto di questa quantità è effettivamente disponibile. Circa 700mila donne e ragazze in età fertile non dispongono nemmeno di acqua pulita, di sapone né della privacy necessaria a gestire il ciclo mestruale. Nei rifugi sovraffollati molte sono costrette a ricorrere a stracci o tessuti di fortuna senza poterli lavare adeguatamente, con conseguenze gravi: infezioni del tratto urinario, dolori cronici e complicazioni ginecologiche destinate a lasciare segni a lungo termine.
GLI OSTACOLI AGLI AIUTI UMANITARI – In questo contesto è sempre più complicato per gli operatori umanitari portare aiuto e garantire protezione a bambine e ragazze. Il blocco dei valichi impedisce l’ingresso di aiuti, tra cui dispositivi igienici e sanitari, e i continui attacchi incondizionati alle strutture civili mettono in pericolo la vita dei civili e degli operatori stessi. “Solo nelle ultime settimane- spiega Miriam Ambrosini, Delegata per Terre des Hommes per Palestina Libano e Iraq- a Gaza City sono state colpite 4 cliniche del nostro partner Palestinian Medical Relief Society. Erano tra gli ultimi centri sanitari ancora attivi che garantivano cure primarie, assistenza materno-infantile e supporto psicologico. Siamo davanti a gravi e ripetute violazioni del diritto internazionale. Chiediamo ai governi italiano ed europei di fare quanto in loro potere per assicurare i responsabili alla giustizia attraverso tribunali internazionali e meccanismi legali; garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e adottare misure adeguate a porre fine agli attacchi continui di Israele contro i civili, le strutture sanitarie e le infrastrutture vitali”.
L’articolo Gaza, l’inferno delle bambine: violenza sessuale, matrimoni forzati e 700mila senza igiene essenziale proviene da Comunicare il sociale.
30 Set, 2025 | Comunicare il sociale
E’ un emozionante inno al futuro ‘A vele spiegate’, il brano composto dai bambini di Scampia con Daniele Sanzone e PeppOh per raccontare la voglia di cambiamento e la creatività di un quartiere giovane e vivo.
E’ stato eseguito per la prima volta con la rock band A67, Daniele Sanzone, PeppOh e Maurizio Capone in conclusione della tre giorni di laboratori Scampia Project nel programma delle celebrazioni di Napoli 2500, che coinvolgono tutto il territorio metropolitano per volontà del sindaco Gaetano Manfredi, con la direzione artistica di Laura Valente. Scampia Project è un progetto modulare e diffuso sostenuto dal Comune di Napoli e dalla Città Metropolitana di Napoli.
Grande spettacolo ed emozioni nel foyer dell’Auditorium Fabrizio de André di Scampia che ha ospitato tutte le attività e la ‘restituzione finale’, una performance fortemente partecipata da tutta la comunità e introdotto dai travolgenti tamburi di Salvio Vassallo. Nel corso della manifestazione composta ‘live’ l’opera d’arte nata dal laboratorio della street artist Trisha Palma, una vela celeste dove i bambini hanno raccontato i loro sogni con una performance.
“E tu sei come me, ognuno porta un mondo dentro se, noi che vogliamo navigare a vele spiegate, amare a vele spiegate,volare a vele spiegate” è l’emozionante ritornello scritto dai ragazzi di Scampia, parola per parola, nel laboratorio di storytelling a cura di Daniele Sanzone, scrittore e musicista, che ha coordinato tutti i moduli creativi. ‘Da qui non me ne voglio andare, molti vedono solo il male, ma io il male non lo so fare’ spiegano i versi. E nel rap in lingua napoletana c’è il racconto dei tanti sogni da realizzare e di una generazione del cambiamento che vuole sempre la pace ma è combattente.
I ragazzi hanno lavorato con Maurizio Capone, per imparare a creare musica con materiali riciclati, mostrando come l’armonia possa nascere anche dallo scarto. L’organizzazione della tre giorni è stata curata dalla cooperativa L’uomo e il legno. Allo spettacolo finale ha partecipato, con la Comunità di cittadini, il vicesindaco Laura Lieto e il capo di gabinetto Maria Grazia Falciatore, il presidente della Municipalità 8 Nicola Nardella e i rappresentanti dei comitati delle Vele, tutti coinvolti nel progetto.
L’intero progetto è stato realizzato all’insegna della sostenibilità e del riuso: dai materiali ai suoni, dalle storie ai gesti, con l’utilizzo di pitture bio, strumenti riciclati e pannelli ecologici. Il racconto documentario dell’iniziativa sara’ affidato a Davide Scognamiglio, fondatore di Manovalanza.
L’attività di laboratorio, inoltre, comprende il primo capitolo (‘Semina’) di un progetto che vuole dare seguito al lavoro di processo partecipativo avviato dal Comune di Napoli in collaborazione con lo studio di Design e Innovazione CRA-Carlo Ratti Associati per immaginare il futuro della Vela Celeste e del quartiere, e raccontato attraverso l’istallazione Vela Celeste “Reimagining home” presso la 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2025.
L’articolo “A vele spiegate”: Napoli 2500, nasce un inno per il futuro proviene da Comunicare il sociale.
30 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Si è tenuto questa mattina il primo dei due appuntamenti de “Il disegno più lungo per la pace”, organizzati dall’associazione La Bottega delle Parole insieme all’associazione di volontariato Hermana Tierra e all’Accademia d’arte BlueArt in Villa Falanga a San Giorgio a Cremano.
Il parco pubblico, già primo Parco Letterario cittadino e sede de La Città dei Bambini e delle Bambine, si conferma luogo privilegiato per i più piccoli: uno spazio verde in cui giocare, liberare la creatività, ascoltare storie e vivere esperienze formative.
Oggi (l’iniziativa si ripeterà il 6 ottobre) Villa Falanga è stata invasa dai sorrisi dei bambini: i cinquenni delle scuole dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo Stanziale – plessi Noschese e Cappiello – insieme agli alunni delle classi seconde, terze e quarte della primaria dello stesso istituto e agli studenti della terza primaria dell’Istituto Mazzini. Tutti uniti da un obiettivo: esprimere solidarietà e vicinanza ai loro coetanei palestinesi.
Per i giovanissimi sfollati di Gaza, i bambini sangiorgesi – guidati dalle insegnanti – hanno realizzato un’enorme opera collettiva: un lunghissimo foglio bianco trasformato in tela d’artista, pieno di colori, simboli di speranza e di pace.






Dopo la lettura dell’albo illustrato “Le regine litigiose”, a cura delle libraie de La Bottega delle Parole, i piccoli hanno tradotto in disegni le proprie impressioni, i desideri e i buoni propositi contro la guerra.
«Tutte eguale song’ ’e ccriature – cantava Enzo Avitabile – perché tutti i bambini del mondo sono uguali e nessuno di loro merita una vita di guerra, scontri e fame. Questa iniziativa vuole riportare al centro la speranza che appartiene ai bambini, in un mondo troppo spesso dominato da adulti belligeranti», spiega Miryam Gison, libraia e fondatrice de La Bottega delle Parole.
Dello stesso avviso Maria Infante della scuola d’arte BlueArt: «Questi appuntamenti sono occasioni per sensibilizzare i bambini sul dramma di Gaza attraverso cultura, libri ed espressione artistica. Che cos’è per te la pace? È da questa domanda che vogliamo partire. E i bambini, come sempre, sanno sorprenderci e indicarci da che parte stare».
di Emanuela Nicoloro
L’articolo Un arcobaleno di pace: i bambini di San Giorgio colorano un abbraccio per Gaza proviene da Comunicare il sociale.
30 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Ponticelli è al centro di un grande progetto di rigenerazione urbana guidato da Piloda Building, divisione di Piloda Group specializzata in edilizia civile, infrastrutture e recupero del patrimonio architettonico, impegnata nel recupero dell’edificio P4 del Comprensorio 10 in via Scarpetta.
L’intervento, da 30 milioni di euro, rientra nel programma nazionale “Sicuro, verde e sociale” del PNRR e punta a trasformare un’area segnata dal degrado in un modello di vivibilità e sostenibilità.
Il complesso, composto da sei palazzi per un totale di 312 alloggi, è oggi al 50% dei lavori completati. L’obiettivo è migliorare qualità abitativa, efficienza energetica e sicurezza sismica, rafforzando anche la coesione sociale.
Grande attenzione è riservata agli spazi comuni, con corti rinnovate, aree verdi attrezzate, pergolati, giardini aromatici e campi sportivi. Sono previsti anche spazi ludici, sale per incontri, un orto comune e percorsi pedonali accessibili, illuminati da sistemi a LED a basso consumo.
Sul piano energetico, si introducono facciate ventilate, isolamento avanzato in fibrocemento e lana di roccia, nuovi infissi, impianti fotovoltaici in autoconsumo. Queste soluzioni ridurranno consumi e temperature interne, migliorando comfort e impatto estetico.
Fondamentali anche gli interventi di adeguamento sismico, con rinforzo delle strutture in cemento armato e tecniche innovative di consolidamento. L’area sarà inoltre dotata di un impianto di irrigazione programmabile ed ecosostenibile.
Con 70 unità lavorative impegnate e una strategia che unisce tradizione costruttiva e innovazione, con l’impiego di attrezzature e macchinari all’ avanguardia che consentono di operare con la massima efficacia riducendo al minimo i disagi per i residenti, Piloda Building si afferma come protagonista nella riqualificazione residenziale italiana, contribuendo a ridisegnare il volto di Ponticelli e a restituirgli dignità urbana.
L’intervento in dettaglio
Si tratta del progetto di recupero primario dell’edificio P4 del Comprensorio 10, situato in via Edoardo Scarpetta, nel quartiere Ponticelli di Napoli nato come edilizia popolare post terremoto e situato in un’area strategicamente importante per il Comune di Napoli accanto all’uscita Ponticelli-Barra della SS 162 dir, a via Argine ed al PalaVesuvio.
L’intervento, ascrivibile ad un contratto di 30 milioni di euro, è promosso dal Comune di Napoli con il supporto tecnico di un Raggruppamento Temporaneo di Professionisti (Studio Settanta7, Perillo Ingegneria, Stain Engineering, Studio Valle), e si inserisce nel programma nazionale “Sicuro, verde e sociale” finanziato dal PNRR, con l’obiettivo di riqualificare l’edilizia residenziale pubblica. Questo ambizioso intervento mira a trasformare un’area da anni in condizioni di degrado in un modello di vivibilità, efficienza energetica e sicurezza sismica, promuovendo la coesione sociale.
L’area d’intervento si estende su circa 30.000 m², in una zona priva di rischi idrogeologici e non soggetta a vincoli paesaggistici diretti, ma limitrofa a zone tutelate. Il complesso è composto da sei corpi di fabbrica (P4a-f), per un totale di 312 alloggi, alcuni su 7 piani, altri su 4, tutti in condizioni di degrado urbano. Attualmente il 50% dell’intervento è da ritenersi completato. Piloda Building, con la sua esperienza e innovazione, sta implementando soluzioni all’avanguardia per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Gli interventi chiave guidati da Piloda Building includono
Riqualificazione delle Aree Sociali: Un Nuovo Cuore per il Rione
La priorità del progetto è il recupero e la creazione di spazi comuni che incoraggino l’aggregazione e il benessere dei residenti. Piloda Building sta lavorando per:
- Rigenerare le corti e le aree a verde: Sono in fase di riorganizzazione le superfici con pavimentazione permeabile, adatta sia alle aree pedonali che carrabili, riqualificati i parcheggi, le corti, le aree comuni
- Aree verdi Scelta di essenze arboree e arbustive autoctone e ornamentali: Quercus ilex, Washingtonia sp., Populus nigra, Lavandula, Rosmarinus, ecc.
- Introduzione di pergolati con Trachelospermum jasminoides, aiuole aromatiche e filari alberati per mitigare il microclima urbano.
- Creazione di nuove strutture per il tempo libero: all’interno delle aree denominate parco nord e parco sud sono realizzati due campi sportivi polivalenti (calcio/tennis) in manto erboso, due aree ludiche con giostrine, una sala per feste/riunioni e un orto comune, promuovendo attività all’aperto e la collaborazione tra i residenti.
- Miglioramento dell’accessibilità e dell’illuminazione: abbattute le barriere architettoniche, rinnovata l’illuminazione pubblica e creati percorsi pedonali esclusivi. Apparecchi LED a basso consumo per corti, parco, parcheggi, percorsi pedonali e campi sportivi.
- Coinvolgimento della comunità: I residenti saranno attivamente coinvolti nella gestione e cura delle nuove aree verdi, favorendo un senso di appartenenza e responsabilità.
Efficientamento Energetico: Comfort e Sostenibilità per ogni famiglia
Piloda Building sta adottando soluzioni all’avanguardia per ridurre il fabbisogno energetico degli edifici e migliorare il comfort abitativo, garantendo al contempo il minor disagio possibile per i residenti che continuano a vivere nelle proprie abitazioni durante i lavori. Tra le principali innovazioni:
- Facciata Ventilata: L’installazione di una nuova “pelle” esterna per gli edifici, una facciata ventilata con uno spessore complessivo di venti centimetri, è un elemento cruciale. Questa tecnologia prevede la creazione di un’intercapedine d’aria tra la parete esterna e lo strato isolante, che garantisce un significativo miglioramento dell’isolamento termico. In estate, l’effetto camino consente la fuoriuscita dell’aria calda, riducendo il calore all’interno fino al 20%. In inverno, l’aria nell’intercapedine agisce da isolante, riducendo le dispersioni di calore. Questa soluzione è non solo altamente efficiente, ma anche rapida nell’installazione. Allo stesso tempo, le facciate ventilate contribuiscono al miglioramento estetico degli edifici. Questa soluzione innovativa permette di trasformare radicalmente l’aspetto esteriore di un’architettura, conferendo all’intero quartiere una immagine differente.
- Isolamento Termico avanzato: Per ottenere l’obiettivo stabilito è utilizzato il fibrocemento, un materiale leggero, resistente e durevole, ideale per rivestimenti di facciate, tetti e arredi interni. Realizzato con materie prime naturali e con un processo produttivo a basso impatto ambientale, offre un’ottima resa estetica e contribuisce all’isolamento termico e acustico degli edifici. La conducibilità termica della lana di roccia, che compone i pannelli di rivestimento è particolarmente ridotta grazie alla struttura di fibra naturale e si tratta di un materiale completamente sostenibile. Il materiale utilizzato restituisce una grande dignità estetica a palazzi caratterizzati (fino a prima dell’intervento) da anonimi pezzi di prefabbricati tinteggiati bianchi conferendo colore e movimento armonizzando ed umanizzando il contesto
- Sostituzione di infissi: Sono installati nuovi infissi di ultima generazione per ottimizzare ulteriormente il consumo energetico.
- Nuovo impianto fotovoltaico in autoconsumo condiviso: L’impianto fotovoltaico esistente, risalente al 2004, è sostituito con uno nuovo che alimenta la produzione di energia elettrica sia per i singoli appartamenti che gli spazi comuni, promuovendo l’autosufficienza energetica.
Miglioramento Sismico: Sicurezza e Protezione
La sicurezza dei residenti è una priorità assoluta. Piloda Building sta implementando interventi mirati al miglioramento sismico delle palazzine, che includono:
- Rinforzo delle strutture in cemento: Eseguiti interventi specifici sulle strutture in cemento armato, anche attraverso l’installazione di “casette blu” sui setti dei fabbricati, per aumentare la resistenza sismica degli edifici.
Verde pubblico e impianto di irrigazione
- Impianto di irrigazione diviso in settori, controllato da centraline programmabili da remoto.
- Uso di irrigazione localizzata (a goccia e spruzzatori Pop-up) per ottimizzare il consumo idrico.
Unità di lavoro impiegate
- Per la realizzazione del progetto descritto attualmente sono impiegate 70 unità lavorative. capito
Con i suoi progetti di rinnovamento per l’edilizia civile e abitativa, Piloda Building si afferma come protagonista anche nel panorama delle costruzioni residenziali in Italia. L’azienda porta avanti un modo di operare che unisce tradizione costruttiva, innovazione tecnologica e un’attenta considerazione per il territorio e le persone. Questo è un impegno concreto per costruire il presente e disegnare il futuro degli spazi in cui viviamo.
L’articolo Ponticelli cambia volto: Piloda Building al centro della rigenerazione urbana proviene da Comunicare il sociale.
30 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Domenica scorsa la Pineta di Terzigno ha ospitato Metti Radici, un evento organizzato dall’associazione Rareca Spazio Aperto dedicato alla scoperta, al dialogo e alla partecipazione attiva della comunità.
L’iniziativa ha celebrato l’incontro tra cultura, natura e cittadinanza, offrendo ai presenti esperienze formative e momenti di intrattenimento.
Il laboratorio “Camminanti in erba” ha condotto i partecipanti lungo il percorso numero 11 del Parco Nazionale del Vesuvio, alla scoperta delle erbe edibili del territorio. Il giornalista ambientalista Francesco Servino, insieme a Zaira Montoro e Lucia Ruocco, ha illustrato caratteristiche e curiosità della vegetazione vesuviana, trasformando la passeggiata in un’esperienza coinvolgente e didattica.
Durante l’incontro “Dal Vesuvio fino a Gaza”, i contributi di Miriam Corongiu, contadina e attivista vesuviana, e di Irene Galuppo, attivista ex OPG e membro del collettivo universitario autorganizzato, hanno stimolato riflessioni profonde su temi di giustizia sociale e ambientalismo.
L’Open Mic ha offerto a tutti i partecipanti l’opportunità di intervenire. Tra gli ospiti, il professor Angelo Genovese, docente di Zoologia e tutela ambientale presso l’Università Federico II, e Rosario Visone, portavoce regionale di Europa Verde Campania, hanno arricchito il dibattito con i loro interventi.
La giornata si è conclusa con la Tammuriata Libera, eseguita dai gruppi “Terzigno/Ottaviano” e “Montagna e Somma”, che ha unito musica e tradizione coinvolgendo tutti i presenti in un momento di allegria e condivisione.
All’iniziativa ha contribuito anche la libreria Wojtec, offrendo spazio all’editoria indipendente e sostenendo la valorizzazione della cultura locale.
Metti Radici ha dimostrato come l’incontro tra cultura, natura e comunità possa generare nuove radici da cui far crescere consapevolezza e futuro.
Un’idea di condivisione, conoscenza del territorio e partecipazione collettiva che continuerà a crescere insieme alla comunità.
L’articolo “Metti Radici”: un pomeriggio di cultura, natura e comunità nella Pineta di Terzigno proviene da Comunicare il sociale.