12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Il Vesuvio Pride annuncia la sua madrina e il suo “madrino” per l’evento del prossimo 20 settembre: l’artista Pietra Montecorvino e lo storico attivista Franco Grillini. Il corteo, che attraverserà le strade di Castellammare di Stabia, culminerà in villa comunale, dove si terranno gli interventi istituzionali e, a seguire, quelli artistici diretti da Susy Mennella, che ha fortemente voluto Pietra Montecorvino come madrina.
Pietra Montecorvino: la voce di una terra accogliente e orgogliosa
Pietra Montecorvino e la sua musica, un mix di ritmi mediterranei, sonorità gitane e melodie partenopee, non si limita a celebrare la tradizione, ma la rinnova, facendone un simbolo di libertà e contaminazione culturale. La sua voce libera incarna da sempre lo spirito ribelle e al tempo stesso accogliente della nostra terra, un’artista che non ha mai avuto paura di essere sé stessa, come nel canto orgoglioso di essere “d’o Sud”.
“Sarò con orgoglio la madrina del Pride di Castellammare di Stabia, dichiara Pietra Montecorvino, perché si tratta di libertà e di essere sé stessi. La libertà è alla base di tutto: della musica, della politica e della vita. Io vogljo essere chella che songo. Simmo tutt’ eguali e basta! Vi aspetto e ve lo dirò con la ‘dolcezza tosta’ della mia voce. Vi amo tutti, indifferentemente”.
Franco Grillini: pioniere dei diritti civili e paladino della laicità
Franco Grillini è figura iconica del movimento LGBTQ+ in Italia. Storico attivista e instancabile paladino dei diritti civili, la sua azione ha segnato tappe fondamentali nella lotta per l’uguaglianza. Co-fondatore di Arcigay, ha guidato l’associazione dal 1987 al 1998, trasformandola in un soggetto politico di primo piano. Il suo impegno è stato cruciale per portare la questione dei diritti delle persone LGBTQ+ al centro del dibattito pubblico, combattendo pregiudizi e stigmatizzazione. Ha promosso la visibilità e l’orgoglio omosessuale, gettando le basi per le future conquiste. L’impegno politico di Grillini è sempre stato intrinsecamente legato a una fervente difesa della laicità dello Stato, combattendo contro le ingerenze religiose nella politica italiana e sostenendo che le leggi debbano basarsi sui principi di uguaglianza e autodeterminazione.
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12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Dieci volte Vesuvius Art. Sabato sera a Villa Cappelli è in programma l’edizione del decennale della fortunata rassegna di arte organizzata dall’associazione culturale Urbe Vesuviana. Dopo l’apprezzato appuntamento dello scorso anno, dunque, l’evento di punta dell’associazione no profit da anni attiva all’ombra del Vesuvio torna a Pollena Trocchia dopo essere stato ospitato negli anni precedenti a Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. Torna, come sempre, ricco di contenuti.
La mostra – con le esposizioni di una ventina di artisti – partirà alle 19:30 e proseguirà fino alle 23:00, impreziosita da esibizioni di musica live con voce di NormAna e tastiera di Ciro Perna. Prevista inoltre anche un’attività collaterale gratuita, ma fruibile su prenotazione: un laboratorio di tecniche di base di pittura a cura di Giovanni Abete. «Siamo orgogliosi di essere arrivati alla decima edizione di quest’evento itinerante sul territorio vesuviano, che si arricchisce ogni anno di nuovi artisti e talenti e richiama sempre tante persone. Sarà un’iniziativa all’insegna di arte, cultura e musica, che dopo il successo dello scorso anno si terrà nuovamente nella cornice suggestiva di Villa Cappelli. Il Vesuvius Art sarà anche l’occasione per festeggiare i dieci anni di attività della nostra associazione» ha detto Vincenzo Di Costanzo, presidente di Urbe Vesuviana.
«Siamo lieti del fatto che, sulla scorta del successo dello scorso anno, l’edizione numero dieci del Vesuvius Art si tenga di nuovo a Pollena Trocchia: sarà un’occasione per puntare i fari dell’attenzione su tanti talenti, giovani e meno giovani, che avranno l’occasione di farsi apprezzare ed esporre la propria arte sullo sfondo di uno dei gioielli del nostro territorio, Villa Cappelli» ha commentato Francesco Pinto, vicesindaco di Pollena Trocchia delegato agli eventi. «Abbiamo patrocinato questa iniziativa perché convinti della validità della proposta, a maggior ragione perché arriva da un’associazione composta da giovani con già tanti anni di impegno alle spalle: promuovere l’arte e la creatività e al tempo stesso le bellezze della nostra terra creando connessioni, occasioni di incontro e socialità. Ci auspichiamo, anzi siamo certi, che in tanti sabato parteciperanno al Vesuvius Art» ha concluso Carlo Esposito, sindaco del comune vesuviano.
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12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Con professionalità ed estrema sensibilità, Annalisa Senese dà voce ai figli e alle figlie dei detenuti nel libro “Figli cancellati”. Scritto con il giornalista Antonio Vastarelli, il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi e sarà presentato per la prima volta mercoledì 17 settembre, alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri, Napoli. Dialogano con l’autrice: Antonio Vastarelli, Maria de Luzenberger Milnernsheim, Lucia Castellano.
“Figli cancellati” raccoglie sei storie, otto i protagonisti: Salvatore, Imma, Genny, Ciro, Enzo, Riccardo, Ambra e Anita. Bambini e bambine che crescono ai margini della libertà, osservando il mondo attraverso la lente del carcere. Costretti a confrontarsi con una realtà familiare segnata dalla detenzione, questi giovani imparano presto a convivere con l’assenza, la vergogna e l’abbandono. Figli cancellati è un’opera intensa e necessaria, che racconta l’infanzia negata e invita a riflettere sul prezzo umano dell’isolamento penale, restituendo voce e dignità a chi spesso resta invisibile: i figli dei detenuti.
Annalisa Senese è avvocata penalista, si è sempre dedicata alla tutela dei diritti umani nelle carceri, con particolare attenzione ai minori e alle donne. Già presidente della Commissione Pari Opportunità della Camera Penale di Napoli e coordinatrice della Commissione Diritto Penale del Consiglio dell’Ordine di Napoli, ha svolto attività di formazione e sensibilizzazione sul bullismo e il cyberbullismo in ambito scolastico e associativo.
Antonio Vastarelli è giornalista, ha collaborato e lavorato come redattore per il quotidiano il Mattino. È autore del romanzo giallo Dieci piccoli napoletani (Fanucci Editore, 2019), vincitore del Premio Massimo Troisi 2020, e della commedia teatrale Cause perse – Una maledetta primavera per Jack Soriano (Edizioni Mea, 2021).
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12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
I celiaci possono donare il sangue? La risposta è sì. E da oggi, in Emilia-Romagna, hanno anche la garanzia di una colazione sicura e senza glutine dopo la donazione.
È il risultato dell’accordo siglato tra Associazione Italiana Celiachia Emilia-Romagna e AVIS Emilia-Romagna, con la presenza di AIC nazionale, che ha portato alla definizione di un protocollo condiviso per garantire un ristoro idoneo alle persone con celiachia o Dermatite Erpetiforme.
L’intesa parte come progetto pilota e punta a diventare una buona pratica da estendere a livello nazionale. «Siamo orgogliosi di questo accordo con AVIS – spiega Rossella Valmarana, presidente AIC nazionale – perché rappresenta un segnale forte di rispetto, inclusione e sensibilità. È anche l’occasione per ricordare l’importante lavoro fatto sin dagli inizi degli anni 2000, grazie al quale oggi i celiaci possono donare il sangue, un diritto fino ad allora precluso. Ora vogliamo promuovere questa pratica in tutta Italia».
Dal 2005 infatti, con il Decreto del 3 marzo (G.U. 85 del 13 aprile), è stato chiarito che i celiaci a dieta senza glutine possono donare sangue e plasma. Prima di allora la celiachia era considerata una malattia autoimmune che comportava l’esclusione automatica dalla donazione.
Per garantire la sicurezza, è stato predisposto un documento di buone prassi che raccoglie indicazioni sugli alimenti consentiti e sulle procedure da seguire per evitare contaminazioni, documento che sarà condiviso con tutti i volontari AVIS.
Accanto a ciò, AIC rafforzerà le campagne di sensibilizzazione alla donazione e alla promozione di stili di vita sani, coinvolgendo sempre più la comunità celiaca in un gesto di grande valore sociale.
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12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
È stato immobilizzato con fascette di plastica e rapinato in casa da una banda di malviventi travestiti da postini. Vittima un anziano professionista di Fuorigrotta, che il 19 marzo scorso si è visto sottrarre 25mila euro in contanti custoditi nella cassaforte della propria abitazione.
Nelle ultime ore i Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli, coordinati dalla Procura partenopea, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di due persone, ritenute gravemente indiziate dei reati di rapina e sequestro di persona.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, due uomini si sarebbero presentati alla porta della vittima fingendosi corrieri con un pacco da consegnare. Una volta entrati, hanno permesso a due complici di raggiungerli: insieme hanno immobilizzato l’anziano e portato via il denaro.
Le indagini hanno consentito di raccogliere testimonianze, immagini di videosorveglianza e riscontri tecnici, fino a identificare e bloccare i due presunti rapinatori. Restano in corso approfondimenti per individuare gli altri complici.
Gli inquirenti ricordano che si tratta di un provvedimento cautelare in fase di indagini preliminari: i destinatari sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.
Il caso riaccende i riflettori sulla sicurezza degli anziani nelle proprie abitazioni, troppo spesso presi di mira da bande che sfruttano raggiri e travestimenti per colpire i più fragili.
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12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Un episodio di violenza macchia la tradizionale ballata dei gigli del 10 settembre scorso. Un 18enne di origini malesi è stato aggredito durante la cerimonia folkloristica e ha dovuto fare ricorso alle cure mediche, riportando una prognosi di 7 giorni.
Dopo indagini serrate, supportate dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona, i Carabinieri della stazione di Villaricca hanno individuato i presunti responsabili: un 36enne già noto alle forze dell’ordine e due 31enni incensurate, tutti del posto.
I tre sono stati denunciati e dovranno rispondere dei reati di aggressione e lesioni personali in concorso a sfondo razziale.
Il caso riporta l’attenzione sul fenomeno delle discriminazioni che possono sfociare in violenza anche all’interno di momenti di festa e socialità, evidenziando la necessità di promuovere rispetto e inclusione come parte integrante delle tradizioni popolari.
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