15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Percorsi di benessere ed inclusione all’interno dei Musei: secondo Airalzh ETS (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) possono essere una strada per migliorare la vita dei pazienti e dei loro caregivers. Dal 2024, inoltre, vengono promossi progetti di Ricerca riguardanti l’arte-terapia.
Lavorare con i fogli di carta ed utilizzarli come materiale espressivo, ma anche visitare musei, immersi tra arte e cultura per suscitare emozioni. Questo tipo di attività, secondo gli Esperti di Airalzh ETS (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer), potrebbe rappresentare un’ulteriore strada da percorrere nella cura dei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, in aggiunta a quella delle terapie tradizionali.
L’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer è coinvolta in due importanti progetti sul territorio che riguardano l’esperienza dei pazienti all’interno degli spazi museali.
Il primo vede protagonista la Toscana dove Airalzh ETS, già da tre anni, ha sviluppato “Tracce di Memoria”, progetto che vede sempre una grande partecipazione tra malati di Alzheimer, famigliari e caregivers, tanto da sviluppare un grande affiatamento nei gruppi con condivisione di messaggi toccanti, grazie alla creazione di nuovi legami. Sviluppato insieme alle Associazioni territoriali, alla Società per la Salute del Mugello ed anche grazie al sostegno dei fondi dell’8×1000 Valdese, anche quest’anno, alla fine di settembre, è prevista la partenza di un nuovo ciclo di incontri per piccoli gruppi che, accompagnati dagli operatori, prenderanno parte a percorsi in cui è prevista non soltanto un’osservazione condivisa delle opere, ma anche momenti di attività partecipativa all’interno degli spazi museali. Così facendo, le persone con demenza, i loro caregiver ed i professionisti interagiranno tra loro attraverso il racconto, il confronto e l’esplorazione sensoriale in un lavoro basato su emozioni, immaginazione, memoria affettiva e partecipazione condivisa.
È proprio dall’esperienza toscana che ha preso recentemente spunto, per la Lombardia, “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer: percorsi di benessere e inclusione per persone con demenza e i loro caregiver”. Con questo nuovo progetto, Airalzh ETS si prefigge di promuovere la qualità di vita delle persone con demenza per contrastare l’isolamento delle famiglie attraverso percorsi culturali dedicati all’interno dei musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia. Il progetto è stato realizzato con il coinvolgimento della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo ed il Patrocinio di Regione Lombardia. I professionisti del settore museale e di quello socio-sanitario, dopo un intenso periodo di formazione e di “osservazione” tenuto da docenti afferenti a MTA (Musei Toscani per l’Alzheimer) – grazie ad una fase pratica presso l’Accademia Carrara – alla fine di ottobre inizieranno le varie attività rivolte a pazienti e caregiver nei vari musei coinvolti in base ad un calendario preciso.
Sull’esperienza delle attività museali in Toscana ed in Lombardia è in fase di avvio un nuovo progetto di Airalzh ETS in collaborazione con MUSE – Museo delle Scienze di Trento chiamato “MUSE Piano Piano”. In concomitanza con la Giornata Mondiale Alzheimer, Domenica 20 Settembre, presso il MUSE, è in programma “Spalz! A spasso con l’Alzheimer”, una camminata immersiva, nelle immediate vicinanze del Museo, con partenze individuali, di coppia e di gruppo e con l’impiego di cuffie audio-spaziali, per percepire lo spazio urbano attraverso la prospettiva sensoriale e cognitiva di chi convive con la demenza.
Tutte le informazioni relative ai progetti “Tracce di Memoria” e “Creative Age” sono disponibili sul sito di Airalzh al seguente link: https://airalzh.it/le-attivita-museali-per-migliorare-la-vita-dei-pazienti-affetti-da-alzheimer/
“Creative Age” è al centro di una campagna di raccolta fondi ospitata sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo (disponibile al seguente link: https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/creative-age): la campagna è attiva da lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di raggiungere 50.000 euro entro il 31 gennaio 2027.
In prossimità della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, da venerdì 18 a martedì 22 settembre, sarà inoltre possibile sostenere il progetto attraverso gli ATM del Gruppo Intesa Sanpaolo con una donazione di 2 euro.
“Dalla Ricerca scientifica, negli ultimi anni, sono emerse alcune evidenze che hanno indicato come l’Arte e, più in generale, le esperienze artistiche e di inclusione museale, possano portare possibili benefici per il benessere e la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer e dei loro famigliari e caregivers – afferma la Prof.ssa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh ETS – Questo tipo di esperienze sono in grado di riattivare emozioni che portano a ridurre il livello di ansia e stress legate alla malattia. I progetti svolti ed in corso di svolgimento nei Musei toscani e lombardi, inoltre, aiutano ad interrompere l’isolamento: i pazienti, con i rispettivi carer, escono di casa ed entrano in un nuovo ‘ambiente’, dove incontrano persone nella loro stessa situazione e dove possono stringere nuove relazioni e legami, andando a ricostruire quella dimensione di ‘condivisione’ che la malattia tende a spezzare”.
Sull’importanza dell’Arte e sul ruolo che essa ricopre nella “gestione” dei disturbi cognitivi – supportando i pazienti e venendo incontro ai bisogni di famigliari e caregivers – Airalzh ETS avverte la necessità di sviluppare una letteratura scientifica. Per questo dal 2024, a cadenza annuale, viene indetto il Bando “Art Therapy” con l’obiettivo di sviluppare Progetti di Ricerca sulle tecniche di arte-terapia nel trattamento di persone affette da Alzheimer o da Disturbo Cognitivo Lieve e portare ad un supporto scientifico importante per avvalorarne il valore come terapia non farmacologica.
Con il progetto della Dr.ssa Silvia Fostinelli – Ricercatrice Airalzh presso IRCCS Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia – avviato più di un anno fa, sono stati realizzati cicli di incontri programmati, dov’è stato progressivamente definito e affinato il percorso riabilitativo basato sull’utilizzo della carta e della carta riciclata come materiale espressivo. Le attività hanno coinvolto i partecipanti in esperienze creative strutturate che hanno favorito una partecipazione costante dei pazienti e la costruzione di un contesto di lavoro collaborativo nel quale è stato possibile stimolare attenzione, capacità di pianificazione, coordinazione motoria, creatività e interazione sociale, attraverso esperienze artistiche condivise. Le attività hanno permesso di porre solide basi al percorso artistico riabilitativo e favorire la prosecuzione delle successive fasi del progetto. Ad oggi è stata raggiunta una modalità operativa che garantisce continuità e replicabilità dell’intervento a tutti i successivi gruppi riabilitativi al quale si unisce una costante raccolta di tutti i dati psicologici e cognitivi che permetteranno una successiva valutazione degli esiti clinici attesi dal protocollo.
È in procinto di partire, invece, lo studio del Prof. Giorgio Giulio Fumagalli – Ricercatore Airalzh presso il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN) dell’Università degli Studi di Trento – con l’obiettivo di coinvolgere un gruppo di pazienti, soggetti a decadimento cognitivo lieve, che verranno invitati ad una seduta contemplativa di opere d’arte a cui seguirà un ciclo di attività creative basate sulle emozioni provate e sulla rielaborazione personale di ciò che è stato visto. Prima e dopo questo particolare percorso, il Team guidato
dal Prof. Fumagalli valuterà elementi quali memoria, attenzione, benessere emotivo, livelli di ansia ed attività cerebrali. L’obiettivo di questo Progetto di Ricerca è capire se l’esperienza contemplativa e quella creativa possano migliorare le prestazioni cognitive dei pazienti coinvolti, arrivando a ridurre ansia e produrre cambiamenti misurabili nel funzionamento del cervello. I risultati finali potranno contribuire ad introdurre nuove strategie di supporto per l’invecchiamento attivo. Nuovi approcci basati su creatività ed esperienza artistica andranno quindi ad affiancare le cure tradizionali.
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
A scuola la sostenibilità può cominciare anche da un gesto apparentemente semplice. Sedersi a tavola, prendere un piatto di ceramica e riempire la propria borraccia. A Baronissi, in provincia di Salerno, la mensa scolastica sceglie di ridurre il ricorso al monouso e porta la cultura della sostenibilità direttamente tra i banchi. La scelta dei piatti in ceramica e delle borracce non è soltanto una questione organizzativa. È un’occasione educativa. Perché se un bambino impara a non utilizzare una bottiglia di plastica ogni volta che ha sete, o a utilizzare una stoviglia destinata a essere lavata e riutilizzata, la sostenibilità smette di essere una parola astratta e diventa un comportamento quotidiano.
La novità si inserisce nel servizio di refezione scolastica 2026/2027 del Comune di Baronissi, destinato agli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie che frequentano le classi con tempo scuola di 40 ore settimanali nei plessi in cui è previsto il servizio. Le iscrizioni sono state aperte a fine agosto. La mensa non è soltanto il luogo in cui viene consumato un pasto. È uno spazio di socialità, di autonomia e di apprendimento. I bambini imparano a stare insieme, a rispettare i tempi degli altri, a conoscere il cibo e, attraverso scelte come quella delle stoviglie riutilizzabili e delle borracce, possono familiarizzare con l’idea che anche le proprie abitudini hanno un impatto sull’ambiente. In questo senso la sostenibilità entra nella scuola non attraverso una lezione teorica, ma attraverso un gesto ripetuto ogni giorno. È un approccio che assume ancora più valore se si considera quanto sia importante costruire fin dall’infanzia una consapevolezza sul consumo delle risorse e sulla produzione dei rifiuti. Eliminare o ridurre il monouso significa infatti intervenire a monte, prima ancora che il rifiuto venga prodotto. E significa soprattutto abituare le nuove generazioni a considerare il riutilizzo come una pratica normale, non come un comportamento eccezionale.
La scelta riguarda anche il rapporto tra scuola e territorio. I servizi scolastici, infatti, sono una delle forme più concrete attraverso cui un’amministrazione comunale entra nella vita quotidiana delle famiglie. Se la sostenibilità viene praticata a scuola, coinvolge contemporaneamente bambini, insegnanti, personale della mensa e famiglie. Il comportamento appreso a pranzo può uscire dall’edificio scolastico e arrivare nelle case.
Un piatto di ceramica racconta che qualcosa non viene utilizzato e buttato via dopo un solo pasto, ma che torna a tavola il giorno successivo. La borraccia racconta la stessa idea. «Abbiamo scelto di investire sulla mensa scolastica perché la qualità della scuola passa anche dalla qualità dei servizi che ogni giorno offriamo ai nostri bambini. Con un investimento di circa 20 mila euro abbiamo acquistato otto lavastoviglie industriali e nuovi mobiletti in acciaio, intervenendo direttamente nei plessi che ospitano il servizio. È un investimento concreto, che migliora le condizioni di lavoro e rende più efficiente la gestione della refezione. Ma abbiamo voluto fare un passo in più anche per i nostri bambini, prevedendo piatti in ceramica. A seguire, dopo il 21 settembre, nei giorni successivi all’avvio della mensa, ci recheremo nelle scuole per consegnare anche le borracce ai bimbi che usufruiscono del servizio. Sono scelte che parlano di attenzione, qualità e rispetto per l’ambiente. Vogliamo che le loro famiglie possano contare su una refezione organizzata, funzionale e all’altezza delle aspettative», ha detto la sindaca di Baronissi, Anna Petta.
di Ciro Oliviero
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
La Protezione civile della Regione Campania sta coordinando le attività sin dalle prime ore sui fronti degli incendi di Vico Equense e Agerola e si lavora senza sosta. L’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, sta seguendo la situazione in stretto contatto con le strutture operative e ha partecipato ieri sera al Centro Coordinamento Soccorsi che si è riunito in Prefettura.
A Vico Equense, la Sala Operativa regionale ha chiesto l’intervento di un Canadair nazionale, che sta operando dalle 8 di stamattina insieme all’elicottero regionale L1, precedentemente attivato. A terra sono impegnate le squadre del volontariato organizzato di protezione civile già formate per l’antincendio e gli operatori SMA di Gragnano e dei Monti Lattari.
Sul fronte di Agerola, le fiamme stanno lambendo le abitazioni e si sta procedendo ad allontanare temporaneamente le persone coinvolte, su disposizione delle autorità preposte, con il supporto del volontariato di protezione civile.
È stato impegnato prima l’elicottero regionale L6 e attualmente sta operando un Canadair proveniente da Lamezia Terme. È in arrivo un ulteriore mezzo aereo nazionale.
Nella notte la Protezione civile regionale ha inviato oltre 60 volontari. Da stamattina stanno operando anche squadre SMA a supporto del Posto di Comando Avanzato istituito dai Vigili del Fuoco.
Le operazioni sono rese complesse dalla presenza di raffiche di vento.
“Stiamo seguendo l’evoluzione degli incendi di Vico Equense e Agerola incessantemente e con il massimo dispiegamento possibile di uomini e mezzi. La priorità assoluta in queste ore è la tutela delle persone e delle abitazioni minacciate dalle fiamme. La Protezione civile regionale è impegnata fin dalle prime ore, in costante raccordo con la Prefettura, i Vigili del Fuoco, i Comuni e tutte le strutture operative coinvolte. Abbiamo attivato i mezzi aerei regionali e richiesto il concorso della flotta nazionale, mentre a terra sta operando un imponente dispositivo di volontariato. Le forti raffiche di vento rendono particolarmente complesse le operazioni, ma il lavoro prosegue senza interruzione su entrambi i fronti. Ringrazio tutti gli operatori e i volontari che da ore stanno lavorando in condizioni estremamente difficili. Continueremo a monitorare la situazione minuto per minuto”, dichiara l’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta.
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Sono in corso gli ultimi ritocchi ai dipinti murali realizzati presso la nuova scuola media di Sant’Agnello, in Via dei Gerani. Due opere, affidate agli artisti Giovanni Anastasia e Jay Kaes, che in queste settimane hanno preso forma e che ora sono pronti per essere presentati in anteprima alla cittadinanza e agli studenti, in attesa dell’inaugurazione dell’intero plesso.
«Sono due bellissimi progetti, a cui teniamo tanto – annuncia il Sindaco Antonino Coppola – due murales, nell’atrio e sulla facciata esterna dell’edificio, che parlano di futuro, di talento e nuove generazioni. Quest’estate abbiamo chiesto agli studenti di raccontarci, in una frase, sogni, aspirazioni, speranze e cosa rappresenta la scuola come spazio per crescere e stare insieme. Le frasi arrivate le abbiamo consegnate all’artista di Napoli, Giovanni Anastasia, che le ha intrecciate con rami, fiori ed elementi botanici. Il secondo progetto riguarda la facciata esterna della palestra. La protagonista di questo murales, curato dall’ artista spagnolo Jay Kaes, è Monica De Gennaro, la nostra campionessa, cittadina onoraria di Sant’Agnello. È un omaggio a lei, con l’augurio che possa essere di ispirazione per tutti i giovani e per le loro passioni».
Mercoledì 16 settembre 2026, alle ore 15:30, presso il piazzale della palestra in Via dei Gerani sarà possibile conoscere gli artisti, prima che ripartano, e partecipare al workshop pensato per mostrare il processo creativo e le tecniche che hanno trasformato le pareti della nuova scuola media di Sant’Agnello in un luogo di ispirazione e bellezza per i giovani studenti.
La cittadinanza e gli studenti sono invitati al workshop. La partecipazione è libera e gratuita.
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Sarà a Bacoli, sabato 19 settembre, il primo Pride dei Campi Flegrei. Non è una semplice sfilata estiva e non nasce per riempire le pagine patinate di qualche rivista turistica: è un grido politico, viscerale e necessario che parte dalle viscere di una terra magnifica e ferita.
A guidare simbolicamente la giornata sarà la nostra amatissima Priscilla, originaria di Pozzuoli, nelle vesti di Zia virtuale e ad honorem del Pride dei Campi Flegrei, impegnata nello stesso pomeriggio al Vercelli Pride.
La nostra terra trema letteralmente sotto il peso del bradisismo. Viviamo stretti tra l’emergenza abitativa, la speculazione edilizia, una turistificazione selvaggia, la mancanza di lavoro, le barriere architettoniche, sì, perché siamo anche disabili noi persone LGBTQIA+, che spingono via chi in questi quartieri è nato e cresciuto, e la progressiva desertificazione dei diritti materiali. In questo scenario, lottare per l’identità di genere e l’orientamento sessuale non significa isolarsi in una bolla ideologica: significa fare i conti con la realtà. La casa, il lavoro, la sanità, la mobilità e la difesa del territorio sono le facce della stessa medaglia.
Il nostro Manifesto Antifascista Intersezionale parte da un punto fermo: non esiste liberazione queer senza giustizia sociale e climatica. Non chiediamo concessioni paternalistiche, briciole di tolleranza o pacche sulle spalle da parte delle istituzioni. Pretendiamo l’uguaglianza sostanziale, il diritto a esistere senza dover chiedere permesso e una vita indipendente che non lasci indietro nessuno.
Il Pride di quest’anno è dedicato a Tim Curry, l’attore che con il suo Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show ha portato sullo schermo l’ambiguità di genere e l’estetica camp molto prima che diventassero parole familiari, regalando a generazioni di persone LGBTQIA+ un’immagine in cui riconoscersi. La sua parabola artistica resta per noi un esempio di libertà espressiva.
La parata toccherà le strade di Bacoli, inserendosi in un percorso di rotazione che abbraccia tutta la caldera: da Pozzuoli a Monte di Procida, fino a Quarto, e che stringe un gemellaggio politico potentissimo persino con Vercelli, unendo le periferie e le lotte del Sud e del Nord. Perché quando due realtà sorelle si incontrano, la risposta non è mai la divisione, ma la moltiplicazione della voce.
Il 19 settembre non sfileranno cartoline colorate, ma corpi vivi, rabbia trasformatrice e la voglia irrefrenabile di riprenderci il nostro futuro. Mettici la faccia, scendi in strada, facciamo sentire la nostra voce in stereo.
Testa alta, radici profonde e tacchi ben saldi nella terra vulcanica. Ci vediamo in piazza.
Il concentramento è fissato per le ore 17.00 al Belvedere Maurizio Valenzi del Castello di Baia a Bacoli, la partenza del corteo è prevista per le ore 18.00.
Subito prima della partenza andrà in scena Rituale di Liberazione, una performance collettiva che rompe il sistema dell’omologazione: sul tema dell’identità e della rinascita, cinque interpreti, uniformati da maschere bianche e da un involucro di plastica dello stesso colore, si liberano progressivamente di quel guscio fino a rivelare, sotto, un’esplosione di identità e colori diversi.
Ad aprire il corteo sarà poi Sbandassurda, che scandirà il ritmo del percorso attraverso Via Roma, via Ercole, Via De Rosa, in direzione della Villa Comunale, dove nell’anfiteatro chiuderanno la giornata le esibizioni musicali.
Sul palco dell’anfiteatro si alterneranno gli attori Peppe Loffredo e Nello D’Auria, il trio composto da Federico Binetti alle percussioni, Ettore Tafuri alla chitarra e voce, Aleksander Leonardo come interprete: un viaggio tra ritmo e narrazione nato dalla penna di Binetti e Leonardo. E le straordinarie drag queen Mater Day, Selenis Scorpio, Astromegan, Djibril e Lady Sasha, Drag Queen delle Cerimonie.
Il Pride dei Campi Flegrei 2026 è promosso dal Comitato Promotore, composto da CGIL Nuovi Diritti Napoli e Campania e La Forza delle Idee, e dal Comitato Organizzatore, formato da Antonio Marotta (Ass. Nexus), Collettivo Raggia Flegrea, Ass. Crea, Teresa Imperatore (attivista per i diritti umani), Collettivo Anthos e Dario Halfaxa (militante queer).
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14 Set, 2026 | Comunicare il sociale
È stata prorogata al 17 settembre 2026 la scadenza per partecipare alla prima edizione del SàFF Social Pitch Open Arena, il nuovo concorso promosso nell’ambito del SàFF – Social Action Film Festival, in programma a Napoli dal 5 al 10 ottobre.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Apogeo ETS, ELIS Innovation Hub, UniCredit e Fondazione Muto, con il coinvolgimento del Corso di Laurea in Innovazione Sociale del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e si sviluppa con il sostegno della Fondazione con il Sud.
Il concorso applica al Terzo settore la logica del pitch cinematografico: l’obiettivo è offrire alle organizzazioni uno spazio per raccontare i propri progetti di innovazione sociale attraverso una forma narrativa capace di raggiungere nuovi interlocutori e potenziali sostenitori.
Possono candidarsi gli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, le imprese sociali e le cooperative sociali con sede legale e operativa in una delle regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono ammesse anche candidature in forma di consorzio o rete.
La candidatura prevede la presentazione di un dossier di sviluppo cinematografico, con la descrizione del progetto, le motivazioni, il piano di produzione e le risorse necessarie per realizzarlo. I progetti dovranno riferirsi ad almeno uno dei temi al centro della terza edizione del SàFF: Narrazione, Cultura, Cura, Desiderio, Valore e Felicità.
Saranno 15 le realtà selezionate che avranno l’opportunità di presentare il proprio progetto durante il Festival, davanti a una platea composta da enti promotori, imprese, investitori e realtà del mondo dell’audiovisivo. Le tre finaliste accederanno all’8 ottobre alla sessione conclusiva, dove presenteranno il proprio pitch davanti a una giuria di decision-maker aziendali, investitori, istituzioni e fondazioni. Al progetto vincitore sarà assegnato un grant di 5.000 euro, oltre a un percorso di mentoring sul fundraising; sono previsti percorsi di accompagnamento e visibilità anche per il secondo e il terzo classificato.
La candidatura è esclusivamente online, attraverso la piattaforma ELIS One Square.
https://saff-filmfestival.it/social-pitch/
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