Vico Equense cerca il Garante dei diritti delle persone con disabilità

Una figura preposta a far riconoscere i diritti delle persone con disabilità, a garantire la loro inclusione nel mondo del lavoro e della comunità. È il Garante dei diritti delle persone con disabilità e il Comune di Vico Equense, essendone sprovvisto corre ai ripari. Diramato, infatti, un avviso pubblico per la ricerca della figura specialistica: le candidature potranno essere inviate fino alle 12 del 30 settembre. L’incarico avrà una durata di tre anni, sarà rinnovabile una sola volta e sarà svolto a titolo gratuito. Possono presentare le proprie candidature i cittadini dotati dei requisiti previsti dall’avviso pubblico, consultabile sul sito del Comune, e dal regolamento comunale. «La nomina del Garante rappresenta un ulteriore passo nel percorso di costruzione di una Vico Equense sempre più attenta ai diritti e ai bisogni delle persone con disabilità – sottolinea il Sindaco Giuseppe Aiello -. L’inclusione non può essere soltanto un principio affermato, ma deve tradursi in ascolto, partecipazione e azioni concrete. Per questo invitiamo quanti possiedono i requisiti e le competenze richieste a partecipare all’avviso”.

La candidatura potrà essere presentata tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.comunevicoequense.it, indicando nell’oggetto “Candidatura Garante per i diritti delle persone con disabilità”, oppure a mano presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Vico Equense. Alla domanda dovranno essere allegati il curriculum vitae in formato europeo e una copia di un documento di identità in corso di validità. La candidatura e il curriculum dovranno essere sottoscritti con firma autografa o digitale secondo le modalità indicate nell’avviso. L’avviso pubblico, il regolamento comunale e il modello di candidatura sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Vico Equense. Per informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi all’Ufficio Servizi Sociali al numero 081 8019330, fino al giorno antecedente la scadenza.

di Francesca Mari

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Da casa del clan Giuliano a Casa Ariete, a Forcella il bene confiscato diventa un polo per l’educazione

Dal terrazzo di via Giudecca 29, nel cuore di Forcella, a Napoli, la città sembra avere dei colori diversi. Sembra essere sospesa nel tempo. Da quassù, un tempo, si decidevano le sorti del quartiere: era il “bene” del clan Giuliano, la casa dove viveva la famiglia che per anni ha comandato su queste strade. Un appartamento che molti conoscono attraverso una fotografia che ha fatto la storia: quella di Diego Armando Maradona nella vasca da bagno a forma di conchiglia. Oggi, da quello stesso affaccio, Napoli si guarda con occhi diversi: sotto non c’è più il potere della camorra, ma un luogo restituito alla comunità. Quella trasformazione ha un nome: “Casa ARIETE”, un nuovo polo dell’educazione e del digitale nato in un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Circa 400 metri quadrati riqualificati, nel cuore di uno dei quartieri simbolo del centro storico di Napoli, diventano da oggi uno spazio aperto a bambini, ragazzi, famiglie e adulti: formazione, competenze digitali, inclusione, opportunità.

Il progetto è coordinato dall’Associazione Ariete APS – ETS, insieme a un partenariato che riunisce SPICI Srl, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Fondazione L’Albero della Vita ETS, ECPAT, la Fondazione Patrizia Nidoli ETS, la Fondazione Guida alla Cultura ETS e Project for People. All’inaugurazione hanno preso parte istituzioni, associazioni e cittadini, chiamati a condividere l’avvio di un percorso che punta a fare dell’educazione e dell’innovazione strumenti di rigenerazione per Forcella.

 

Un quartiere, due divari da colmare

Forcella convive da anni con povertà educativa, dispersione scolastica e lavoro irregolare, a cui si somma un doppio divario digitale e di genere nell’accesso alle materie STEAM. Casa ARIETE nasce per rispondere a queste fragilità con un’infrastruttura educativa e tecnologica pensata, come sottolinea chi l’ha progettata, a partire dall’ascolto dei bisogni reali di scuole, associazioni e comunità, e non come un intervento calato dall’alto.

La riqualificazione dell’immobile è stata integrale: opere edili, rifacimento degli impianti elettrici e idrico-sanitari, nuovi infissi, sistemi di sicurezza ed efficientamento energetico, per restituire al quartiere spazi sicuri, accessibili e adatti alle attività educative. Un intervento che si innesta nella rete di realtà già attive sul territorio, tra cui l’Associazione Annalisa Durante, la Rete Forcella, l’Audiovisual Napoli Hub, la Casa delle Tecnologie Emergenti e la Fabbrica Italiana dell’Innovazione.

 

Ventiquattro mesi di laboratori, venti tirocini, tremila persone coinvolte

Il cuore del progetto sono 24 mesi di laboratori gratuiti, previsti per il biennio 2026-2027 e rivolti a studenti, adulti e famiglie, su STEAM, storytelling digitale e lingue, con percorsi estivi pensati anche per contrastare il cosiddetto Summer Learning Loss. Le attività didattiche saranno accompagnate da un Comitato Scientifico e da un percorso di ricerca-azione in tre fasi per sviluppare proposte validate e aggiornate nel tempo. Ma Casa ARIETE guarda anche oltre l’aula: sono previsti 20 tirocini e stage retribuiti presso imprese del territorio, con priorità per giovani NEET e donne in condizioni di fragilità, accompagnati da tutoraggio personalizzato e dalla costruzione di reti stabili con le aziende. Nel complesso il progetto punta a coinvolgere circa 3.000 persone, per un investimento di circa 450 mila euro sul quartiere.

A completare gli spazi c’è la “Terrazza sul Mondo” – proprio quella un tempo simbolo del potere del clan – oggi pensata come un’oasi urbana con orti e giardini modulari, arredi partecipati e spazi per attività educative e culturali, che potrà ospitare anche eventi a pagamento per contribuire alla sostenibilità economica del progetto.

 

Le voci dell’inaugurazione

«È con vivo entusiasmo che volgo lo sguardo a questa giornata inaugurale, che segna l’avvio delle attività per il recupero e la valorizzazione del bene confiscato alla criminalità organizzata nel cuore di Forcella», ha dichiarato Anna Torre, direttrice amministrativa dell’Associazione Ariete APS – ETS. «Sento di esprimere un sentimento di orgoglio collettivo nel celebrare la restituzione alla cittadinanza di un luogo che, un tempo simbolo di sopruso, diviene oggi presidio di legalità, solidarietà e partecipazione. L’appuntamento di oggi, 11 settembre, rappresenta un’importante occasione di confronto e un passaggio fondamentale per rafforzare le sinergie istituzionali sul territorio».

Per Simona Ascione, referente di Libera Napoli, il significato della restituzione va oltre il valore materiale dell’immobile: «Restituire un bene confiscato alla società vuol dire restituire ai cittadini un immobile simbolo di criminalità, soprusi e malaffare. In un quartiere come Forcella tutto ciò assume un valore ancora più grande e da oggi diventa un luogo di inclusione, di crescita, una possibilità concreta per le ragazze e i ragazzi del quartiere che qui troveranno le migliori condizioni per sviluppare le proprie competenze e costruire il proprio avvenire formativo e lavorativo». Ascione sottolinea il legame naturale con le altre realtà che lavorano a pochi metri da Casa Ariete: «Una rete naturale con la Biblioteca Durante e i percorsi di reinserimento dei giovani autori di reati, che certamente andranno a consolidare l’importante lavoro che da anni si svolge con le associazioni del territorio e con il prezioso contributo di Giannino Durante, papà di Annalisa, vittima innocente della camorra, proprio di quel clan Giuliano».

Anche l’amministrazione comunale guarda a Casa ARIETE come a un tassello di una strategia più ampia. «La nostra versione di rigenerazione urbana si fa con le persone», ha detto la vicesindaca di Napoli, Laura Lieto. «Qui c’è una rete di soggetti che sono capaci di prendersi cura di questi spazi e che sono capaci di creare percorsi educativi: questo è un luogo fisico ma anche un’antenna di una rete sociale molto vasta che fa un lavoro a vantaggio dei territori». E guardando proprio alla storia dell’immobile la vicesindaca aggiunge: «Questa casa rappresenta un’iconografia degli anni Ottanta molto famosa: a questa iconografia se ne sostituirà una nuova».

 

Un modello da replicare

L’ambizione di Casa ARIETE, spiegano i promotori, va oltre la durata del finanziamento: l’obiettivo è sviluppare un modello gestionale sostenibile e un toolkit operativo replicabile, capace di trasformare l’esperienza in un patrimonio duraturo per Forcella e in un tassello di una nuova rete di “poli del digitale” napoletani. Dove un tempo si contavano gli affari di un clan, da oggi si contano i laboratori, i tirocini, i ragazzi che entrano da quella porta per imparare a costruirsi un futuro diverso.

 

di Roberto Malfatti

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La presentazione del VolunToolKit

Il 29 settembre, alle 15, la sede di CSV Napoli ETS, al Centro Direzionale Isola E1, ospita la presentazione del VolunToolKit, la guida operativa nata dal progetto europeo Erasmus+ VolunTools. L’iniziativa, patrocinata dal CSV Napoli, è promossa da Arciragazzi Portici «Utopia Attanasio» APS e raccoglie gli esiti del corso di formazione internazionale svoltosi a Šibenik, in Croazia, nel luglio 2026.

Il VolunToolKit, pubblicato sulla piattaforma SALTO-Youth, raccoglie metodologie per il lavoro con i volontari, con un’attenzione specifica alle tematiche LGBT+ e alle competenze chiave per l’animazione socio-educativa. L’incontro è rivolto a operatori e operatrici giovanili, volontari, educatori, insegnanti e a chiunque si occupi di giovani e cittadinanza attiva.

La giornata si articola in quattro momenti. Dalle 15 alle 15.15 sono previste l’accoglienza dei partecipanti e un’introduzione al contesto europeo del progetto, a cura di Arciragazzi Portici. Segue, fino alle 15.45, la presentazione della guida operativa, con approfondimenti sulle tematiche LGBT+ e sulle competenze richieste a chi lavora con i volontari. Dalle 15.45 alle 16.30 è in programma un’attività pratica, condotta dal sociologo Carmine Ferrara, volontario di Arciragazzi Portici, dedicata alla sperimentazione diretta dei metodi dell’educazione non formale proposti nel volume. L’incontro si chiude, tra le 16.30 e le 17, con un momento di restituzione collettiva e con le indicazioni per scaricare la pubblicazione dalla piattaforma SALTO-Youth.

La partecipazione richiede l’iscrizione tramite il link disponibile sui canali di Arciragazzi Portici e del CSV Napoli. L’iniziativa è cofinanziata dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+.

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In un libro 25 storie di accoglienza e autonomia

Il 29 settembre, alle 17.30, la libreria Feltrinelli di via dei Greci a Napoli ospita la presentazione di «25 storie di accoglienza, solidarietà, autonomia», edito da Altreconomia. L’iniziativa è promossa da Oltremani Napoli APS, associazione impegnata da anni sui temi dell’antirazzismo e della costruzione di relazioni tra cittadini nativi e migranti.

Il volume raccoglie esperienze di convivenza, amicizia e reciproco arricchimento maturate nell’ambito dell’accoglienza in famiglia. Il progetto nasce dal lavoro dell’associazione bolognese Famiglie Accoglienti, che da tempo sperimenta questo modello di integrazione.

A discutere il libro saranno il curatore Fabrizio Tonello, docente all’università di Padova e giornalista de il Manifesto, suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas di Napoli, Rosa Speranza, attivista, scrittrice e famiglia accogliente, e Fatou Diako, presidente dell’associazione Hamef e protagonista di una delle storie raccolte nel testo. Modera l’incontro Massimo Angrisano, di Oltremani Napoli.

«Attiviamo umanità» è lo slogan che accompagna da anni l’attività dell’associazione partenopea, secondo cui la costruzione di relazioni tra nativi e migranti rappresenta la propria ragione fondativa.

Con l’incontro del 29 settembre, gli organizzatori intendono dimostrare che è possibile costruire una società basata sulla reciprocità, partendo dal valore e dall’esperienza di ciascuna persona. Una prospettiva che gli attivisti rivendicano apertamente in una fase pubblica segnata, a loro dire, dalla propaganda di intolleranza e respingimento, e che li vede schierati contro la remigrazione e contro i Centri di permanenza per il rimpatrio.

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Napoli: il disprezzo delle regole per qualche like. Carabinieri denunciano 2 ragazzi, hanno 14 e 15 anni

Cancellare le regole, sradicarle. Protagonisti dei giovanissimi. Siamo a piazza Tafuri, nel quartiere Piscinola, a due passi dalla caserma dei carabinieri. L’area in questione è pedonale ed il Comune aveva installato dei paletti per vietare l’accesso ai mezzi. Diverse le segnalazioni di scorribande con scooter e moto portati da ragazzi. I paletti, purtroppo, erano spariti. Rubati per divertimento o per disprezzo delle regole.

Il Comune ha installato altri paletti stradali e i carabinieri hanno effettuato un servizio ad hoc per prevenire atti vandalici e furti.

E’ notte quando due ragazzi si avvicinano alla piazza in sella a uno scooter. Senza alcun timore, afferrano un paletto e iniziano a sradicarlo.
I carabinieri intervengono e bloccano i 2. Hanno 14 e 15 anni. Si scuseranno dicendo che la loro era solo una bravata e non pensavano configurasse un reato. Un gesto per farsi due risate sui social e, perché no, postare la foto del paletto con lo scopo di catturare qualche like. I militari hanno denunciato i 2 ragazzi per concorso in danneggiamento aggravato. Il manto stradale è stato danneggiato. Toccherà ai genitori dei ragazzi pagare il danno.

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World Cleanup Day 2026: presentata a Napoli la sfida allo spreco alimentare

Si è svolta nella sede del CSV Napoli al Centro Direzionale la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 del World Cleanup Day, in programma il prossimo 20 settembre. A moderare l’incontro la giornalista Mary Liguori, che ha ricordato l’adesione, finora, di 212 Paesi all’iniziativa e il cambio di focus rispetto alla scorsa edizione: dallo spreco tessile allo spreco alimentare.

Ha aperto gli interventi Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli, che ha richiamato il ruolo del Centro di Servizio per il Volontariato nel sostenere il mondo del volontariato e l’importanza di un Terzo settore presente e attento ai rapporti con le istituzioni. «Il World Cleanup Day è un progetto e un contenitore in cui il CSV crede molto», ha dichiarato Cristadoro, aggiungendo che «il Terzo settore deve essere sempre presente e attento ai rapporti con le istituzioni, nel rispetto delle norme e delle regole sul lavoro. L’ambiente è un tema fondamentale».

Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It! Italy, ha ripercorso la storia dell’iniziativa, nata da Let’s Do It World e riconosciuta come giornata internazionale dalle Nazioni Unite. «Sono 212 i Paesi coinvolti finora, alcuni dei quali in guerra, come Ucraina, Iraq e Iran», ha spiegato. «È bene andare a raccogliere il rifiuto, ma l’obiettivo deve essere prevenire e fare in modo che i rifiuti non vengano prodotti. Da qui la scelta, dopo il tessile, di occuparci di spreco alimentare: è il quotidiano, è ciò che facciamo nelle nostre case. Si pensi ai risvolti economici: lo spreco alimentare è un costo invisibile, paragonabile a quello della benzina, con un impatto significativo su tanti aspetti della vita quotidiana».

Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha inquadrato l’iniziativa nella cornice delle attività che l’associazione porta avanti dal 1993. «È un’occasione per valorizzare le buone pratiche, in una Campania che ancora oggi fa fatica a raccontarsi», ha detto. «Dobbiamo saper legare i momenti di rigenerazione alle vertenze storiche su ambiente e territorio, e così sarà anche per il World Cleanup Day, con iniziative concrete in luoghi simbolo da tutelare. Quando si parla di rifiuti bisogna dire la verità: ci vogliono prevenzione e impianti di trasformazione in compost e biometano». Ha chiuso ringraziando «il patrimonio umano del volontariato».

 





Maurizio D’Ago, presidente di ACLI Campania, ha posto l’accento sull’impegno sociale dell’associazione, che distribuisce pacchi alimentari sul territorio. «Il cuore della nostra attività è l’impegno sociale», ha affermato. «La lotta allo spreco alimentare e il recupero delle eccedenze vanno in una direzione molto sociale: destiniamo il recupero a chi ha bisogno. Ecologia e nuove forme di solidarismo sociale possono costituire la base per un impegno comune». D’Ago ha collegato il tema a una critica dell’iperproduzione: «Con le loro azioni, le associazioni e il volontariato evidenziano le contraddizioni del sistema. In questa ottica le ACLI provano a costruire comunità solidali».

Ha chiuso gli interventi Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei deputati, con i dati di riferimento: in Italia si sprecano 5 milioni di tonnellate di cibo l’anno, pari a 550 grammi pro capite. «Come istituzioni mi pongo una domanda: c’è un prima? La legge Gadda ha bisogno di un upgrade», ha dichiarato. «Parliamo di filiera produttiva di prossimità, produzione bio, assenza di pesticidi, lotta biologica integrata: servono norme che favoriscano determinati territori. Bisogna pensare a incentivi alle imprese e, quando si entra nella sovrapproduzione, sarebbero utili incentivi alle aziende, penso per esempio a sconti o esenzioni sulla Tari per chi riduce gli sprechi».

In Campania le azioni coinvolgeranno il Parco Nazionale del Vesuvio e l’area est di Napoli, con interventi a San Giovanni a Teduccio, fino al Casertano, con appuntamenti ad Aversa e nelle aree limitrofe, inclusa Giugliano e Castel Volturno, e al Salernitano, con un’azione a Pontecagnano. La mappa delle iniziative è in continuo aggiornamento. Il World Cleanup Day coinvolgerà anche le scuole, in un’ottica di didattica ambientale sul campo.

L’appuntamento con le azioni di pulizia sul territorio è fissato per il 20 settembre 2026, con la possibilità di trovare o registrare un’iniziativa sul sito ufficiale del World Cleanup Day.

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