31 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Bastava guardare la sabbia del Lungomare San Girolamo per capire quanto lavoro ci fosse da fare. In appena un’ora, i volontari e le volontarie scesi in campo a Bari hanno raccolto quasi sei chili di mozziconi di sigaretta, circa ventimila pezzi: un numero che racconta bene cosa si nasconde dietro un gesto che troppo spesso consideriamo innocuo, ma che lascia sulla costa tracce destinate a durare per anni. Insieme ai mozziconi, i partecipanti hanno raccolto anche altri rifiuti, differenziandoli sul posto.
È il bilancio della quinta anteprima nazionale di «Puliamo il Mondo», la storica campagna di volontariato di Legambiente che tornerà in tutta Italia il 18, 19 e 20 settembre. La tappa di Bari ha aperto anche i Care Action Days di Erion Care, il consorzio del Sistema Erion che si occupa della gestione dei rifiuti legati ai prodotti del tabacco.
Una gara di comunità, tra impegno e convivialità
La giornata è partita dalla Scuola di Surf sul Lungomare San Girolamo, dove i partecipanti sono stati divisi in otto squadre per una vera gara di clean up lungo il tratto di costa, con un’attenzione particolare proprio ai mozziconi. Alle tre squadre che ne hanno raccolti di più è andato un premio, prima che la giornata si trasformasse in un momento di festa condivisa, con aperitivo, musica e DJ set. A rendere l’atmosfera ancora più leggera è arrivato anche il duo comico pugliese Toti e Tata, capace di intrecciare ironia e sensibilizzazione ambientale in un pomeriggio di impegno civico e socialità.
«La sensibilizzazione ambientale è il punto di partenza di iniziative come quella organizzata a Bari con Erion Care, ma sono la partecipazione e l’azione concreta che ne consegue i veri motori del cambiamento che vogliamo innescare con la storica campagna Puliamo il Mondo» — ha commentato il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti —, ricordando che da oltre trent’anni l’associazione coinvolge cittadine e cittadini in azioni di cura del territorio. «Vivere in un ambiente sano è un diritto, ma anche un dovere: una responsabilità che appartiene a tutti e tutte noi».
Sulla stessa linea Letizia Nepi, direttore generale di Erion Care: «La partecipazione registrata a Bari dimostra l’importanza del creare occasioni concrete di coinvolgimento per accrescere l’attenzione verso un rifiuto spesso sottovalutato come il mozzicone di sigaretta». Nepi ha spiegato che l’obiettivo dei Care Action Days è proprio quello di diffondere consapevolezza sull’impatto dei rifiuti da tabacco e di favorire un cambiamento culturale rispetto a comportamenti ancora troppo diffusi, come gettare a terra mozziconi o piccoli rifiuti. Dopo Bari, il percorso proseguirà il 19 settembre a Milano, presso Cascina Bellaria nel Parco di Trenno.
Un pensiero anche al futuro di questi rifiuti è arrivato da Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, che ha sottolineato come alla buona volontà dei cittadini si affianchi il lavoro della ricerca: «All’Università di Bari, ad esempio, i mozziconi vengono studiati per trasformarli in materiali isolanti termici destinati agli appartamenti». Un obiettivo, ha aggiunto, che è parte integrante dello spirito di «Puliamo il Mondo»: non limitarsi a raccogliere i rifiuti, ma imparare a recuperarli, riciclarli e trasformarli in risorse.
Verso il weekend nazionale del 18-19-20 settembre
Quella di Bari è solo l’ultima tappa di un cammino che ha già toccato luoghi molto diversi tra loro: l’alta quota del Ghiacciaio del Miage in Valle d’Aosta con la Carovana dei ghiacciai 2026, i fondali di Lama Monachile a Polignano a Mare, il Cammino di San Francesco di Paola a San Fili in Calabria insieme ai pellegrini, e una dolina di Cagliari ripulita con il gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano”. Il prossimo appuntamento è fissato per il 5 settembre alle gole delle Conche di Laviano, in provincia di Salerno, con un’attività di pulizia organizzata insieme all’Associazione Italiana Canyoning.
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31 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Da mesi lavoravano negli stessi laboratori in cui si studiano ogni giorno nuove terapie contro i tumori, fianco a fianco con ricercatori affermati, portando il proprio contributo agli studi dell’Istituto Nazionale Tumori «Fondazione Pascale» di Napoli. Da oggi, per un gruppo di giovani Pascale, i contratti dei ricercatori non saranno prorogati, quel percorso si interrompe: i loro contratti, finanziati con le risorse del PNRR, non saranno prorogati.
La vicenda si trascina da mesi. Dopo il rischio di mancato rinnovo per decine di contratti e borse di studio legati ai fondi del PNRR e del PNC, la FP CGIL Campania aveva aperto un confronto serrato con la Regione Campania, proseguito quasi quotidianamente per l’intero mese di agosto, nel tentativo di individuare una soluzione normativa che consentisse di prolungare i rapporti di lavoro. Nonostante questo impegno, l’esito è negativo: allo stato, per questi giovani professionisti, non è stata trovata alcuna proroga.
«C’è molta amarezza per questo epilogo — spiega Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità pubblica della FP CGIL Campania — perché nonostante la mobilitazione messa in campo negli ultimi mesi dalla CGIL Campania e dalla FP CGIL Campania, e nonostante l’attenzione che la Regione Campania ha comunque dedicato per differire le prime scadenze contrattuali, non si è riusciti a trovare, almeno per il momento, una soluzione che permettesse di non disperdere queste professionalità. Il Ministero della Salute, sollecitato da diverse Regioni a individuare una soluzione “ponte”, ha nicchiato dando l’ennesima dimostrazione politica che per il Governo Meloni la ricerca non è una priorità, e che si può continuare a convivere con un precariato diffuso. La CGIL, su questo, la pensa in modo del tutto diverso — conclude Morlando — e la nostra iniziativa, tesa a rendere la ricerca sanitaria del nostro Paese stabile e duratura, e soprattutto a contrastare la cosiddetta “fuga di cervelli”, continuerà già nei prossimi giorni: stiamo lavorando in queste ore con gli stessi Ricercatori all’organizzazione di un presidio a Roma, per protestare contro scelte politiche che penalizzano un settore così delicato e strategico per il Paese».
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31 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Dall’11 al 13 settembre 2026, a Caserta torna il Wimby Fest. Nato nel 2023 dal movimento Stop Biocidio e da tante realtà e collettivi della Campania per dare voce e dignità alla Terra dei Fuochi, il festival si propone quest’anno come uno spazio di convergenza per tutte le realtà, i movimenti e i cittadini che non si rassegnano al saccheggio del territorio, ma che costruiscono ogni giorno un’alternativa dal basso.
La scelta del luogo di questa edizione ha un valore politico e simbolico straordinario. Il Wimby Fest si terrà infatti all’interno dell’ex Macrico, oggi Campo Laudato Sì’ (in Piazza IV Novembre). Un’area centrale per le storiche lotte ambientali della città, che dopo anni di mobilitazioni popolari si apre alla cittadinanza come spazio di condivisione. Attraverso questi tre giorni di festival, le reti territoriali e le organizzazioni che animano il Wimby vogliono riaffermare l’idea che il futuro del Macrico si scrive insieme, praticando la partecipazione e la rigenerazione collettiva.
Il programma riflette questa visione: ogni pomeriggio, a partire dalle ore 17:00, l’ex Macrico si animerà con attività, stand di artigiani, giochi per bambini, yoga e meditazione, proiezioni e laboratori a cura delle associazioni del territorio. Si proseguirà poi con i dibattiti e poi, ogni sera, ci saranno concerti di musica live che spazieranno tra diversi generi musicali.
Il cuore politico del Wimby Fest è rappresentato dai 3 dibattiti previsti. Venerdì si affronterà il tema del contrasto alla costruzione dei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), ribadendo il fermo no a queste strutture sia a Castel Volturno che altrove e preparando il terreno verso la manifestazione nazionale che si terrà ad ottobre a Castel Volturno. Sabato mattina il dibattito si sposterà temporaneamente presso la Biblioteca Diocesana per discutere dei Beni Comuni in movimento, analizzando le vertenze provinciali dall’ex Macrico al fiume Volturno, fino alla Reggia di Carditello. Nel pomeriggio di sabato, al Campo, si terrà un confronto centrale sulla giustizia ambientale e sociale oltre la sentenza CEDU del 2025 su Terra dei Fuochi, per continuare a tracciare percorsi di tutela del territorio. Il festival si concluderà domenica con un’ultima giornata di laboratori e musica.
Tutto attorno a noi ci comunica l’urgenza di invertire la rotta sul piano della tutela ambientale: i continui morti per tumore, le città che bruciano, le valli inondate dai ghiacciai che si sciolgono. Questo significa vite cancellate e territori devastati, ecco perché il risanamento dei territori può esistere solo insieme al rafforzamento delle nostre comunità, anteponendo la solidarietà all’emarginazione, il bene comune al profitto. Il Wimby partirà quindi anche da queste riflessioni, in una città come Caserta che negli ultimi anni ha visto 2 persone morire sotto i colpi della violenza e dell’abbandono più doloroso.
L’ingresso a tutte le iniziative, ai dibattiti e ai concerti è completamente gratuito. Il Wimby Fest non è solo un evento, ma un invito a fare rete, ad alzare la testa e a riprendersi gli spazi condivisi per scrivere un altro futuro possibile per la nostra terra.
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28 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Il decreto legislativo n. 62 del 2024 introduce una riforma storica della disciplina in materia di disabilità, modificando in modo significativo il modo di intendere e affrontare la condizione di disabilità.
Il decreto introduce, infatti, nel nostro ordinamento una nuova definizione di “condizione di disabilità”, non più riconducibile alla sola presenza di una compromissione della persona, ma intesa come il risultato dell’interazione tra la persona e i diversi contesti di vita. Sono proprio gli ostacoli presenti in tali contesti a poter determinare una restrizione della piena ed effettiva partecipazione della persona alla vita sociale, su base di uguaglianza con gli altri.
Il secondo pilastro del decreto legislativo n. 62/2024 risiede nella nuova disciplina del cosiddetto “progetto di vita”, volto a individuare i sostegni utili a supportare il percorso di vita della persona con disabilità.
Il progetto di vita viene definito a seguito di una valutazione multidimensionale che, partendo dai desideri, dalle aspettative e dalle preferenze della persona, consente di individuare ciò che per lei è importante perseguire, gli eventuali ostacoli presenti nei diversi contesti di vita e i sostegni da attivare per rimuoverli o superarli. Tra questi rientrano anche i cosiddetti facilitatori e le eventuali modifiche dei contesti di vita.
Considerato che la riforma coinvolge diverse professionalità e ambiti — sanitario, sociale, educativo e altri — è stata prevista una formazione congiunta tra i diversi operatori. La formazione si sviluppa attraverso iniziative organizzate direttamente dal Dipartimento per le Politiche in favore delle persone con disabilità e attraverso attività territoriali promosse dalle Regioni.
Nell’ambito delle iniziative di carattere nazionale organizzate dal Dipartimento sono previste due giornate di formazione gratuita in aula, durante le quali si approfondiranno, attraverso simulazioni ed esercitazioni laboratoriali, le modalità di elaborazione dei progetti di vita.
Alla formazione in aula parteciperanno alcuni rappresentanti designati delle organizzazioni maggiormente rappresentative del Terzo settore e della promozione dei diritti delle persone con disabilità, oltre che delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative presenti nell’Osservatorio Nazionale sulla condizione di disabilità.
È prevista inoltre la possibilità di partecipare da remoto, esclusivamente durante la prima giornata formativa, che si svolgerà in plenaria, per tutte le altre organizzazioni del Terzo settore che si occupano di disabilità e che sono iscritte al RUNTS o che hanno personalità giuridica e sono quindi censite dalle Prefetture, oltre che per gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti individuati dalla Conferenza Episcopale Italiana.
Il calendario delle giornate formative
Le giornate di formazione si svolgeranno secondo il seguente calendario:
- 7-8 settembre – Grosseto e Rieti
- 10-11 settembre – Padova, Rovigo e Viterbo
- 14-15 settembre – Enna, Siracusa e Ragusa
- 17-18 settembre – Agrigento, Trapani, Lecco e Monza
- 21-22 settembre – Avellino, Benevento e Latina
- 24-25 settembre – L’Aquila e Napoli
Le giornate di formazione saranno incentrate sulla simulazione guidata dell’elaborazione di un progetto di vita per una persona adulta con disabilità, seguita da un confronto con i partecipanti sui principi che governano il procedimento di elaborazione del progetto di vita.
Partecipazione da remoto
Per la prima giornata formativa, che si svolgerà in plenaria, sarà possibile partecipare da remoto attraverso i seguenti link:
Per ulteriori informazioni o per specifiche necessità è possibile contattare Formez PA scrivendo all’indirizzo:
progettoasfiddiscenti@formez.it
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27 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Il Consiglio regionale della Campania ha approvato nel pomeriggio di giovedì, nel corso della seduta monotematica sui campi flegrei, il rafforzamento dell’articolo 12 Decreto Legge n. 144 del 7 agosto 2026 in favore delle aree maggiormente colpite dal terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio scorso. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 7 milioni di euro, attinti dall’avanzo di amministrazione dell’assemblea legislativa campana, in favore dei Comuni rientranti nelle zone danneggiate dal sisma. A votare sì la maggioranza di centrosinistra che sostiene il governatore Roberto Fico. Contraria, invece, la minoranza di centrodestra che ha più volte chiesto che la Regione Campania attivasse le procedure per la dichiarazione dello stato di emergenza. Richiesta respinta dalla maggioranza dell’aula. La stessa richiesta era arrivata anche dagli attivisti del Comitato Emergenza dei Campi Flegrei scesi in strada con altre centinaia di cittadini per una fiaccolata nella serata di mercoledì.
Le parole del centrodestra
Secondo Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione di centrodestra, «lo Stato di emergenza è lo strumento tecnico e normativo per fronteggiare le prime necessità: casa, ristori economici, sospensione dei mutui, sospensione del pagamento dei tributi. Il Governo nazionale è prontamente intervenuto con una serie di misure straordinarie per assistere la popolazione e gli Enti locali colpiti dal sisma, con anche un primo stanziamento di 100 milioni di euro».
Le parole di Roberto Fico
Dal canto suo Roberto Fico spiega così il no di Palazzo Santa Lucia allo stato di emergenza per i Campi Flegrei: «Noi vogliamo risolvere definitivamente il problema dei Campi Flegrei – le parole del presidente durante il suo intervento alla seduta monotematica – Significa sapere che sono un unicum nel nostro Paese e in Europa. Sappiamo che un’altra scossa purtroppo arriverà, quindi dobbiamo lavorare sull’abbattimento del rischio per le persone che hanno deciso di restare a vivere in quel territorio, decisione legittima. Ma questa condizione non è un’emergenza, è la normalità, quindi serve una legge di riferimento dello Stato che sia perenne. Non serve uno stato di emergenza che si apre e si chiude». Secondo Fico, oggi «viene riconosciuto finalmente da tutte le parti politiche che per i Campi Flegrei ci vuole una legge speciale. È una strada importante, poi abbiamo il decreto su cui lavoreremo in questi giorni. Noi siamo disposti a mettere tutto quello che possiamo mettere sui Campi Flegrei e dalla settimana prossima inizieranno nuovi provvedimenti di Giunta. Ma più lo facciamo in accordo con il Governo nazionale, più noi oggi abbiamo l’opportunità di fare un grande lavoro insieme per il futuro. Non abbiamo bisogno dello stato di emergenza: un ulteriore commissariamento potrebbe causare duplicazione di ruoli e funzioni».
Il ritorno di Piantedosi in città
A tal proposito Fico annuncia per lunedì 31 agosto il ritorno in città del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il capo del Viminale sarà in Prefettura per «gli emendamenti sul decreto, quelli preparati dal territorio, dal Comune, dalla Regione, con una cabina di regia istituita dal prefetto che sta facendo un lavoro importante di coordinamento».
Il presidio della Rete Pozzuoli Esiste Ancora
Che la cittadinanza sia ancora oltremodo preoccupata per l’evoluzione della situazione dei Campi Flegrei lo dimostra il presidio nelle ore antecedenti l’inizio della seduta da parte degli aderenti Rete Pozzuoli Esiste Ancora. «Abbiamo dormito in tenda qui – le parole di Salvatore Buonanno che fa parte del gruppo di cittadini attivi – Chiediamo a tutti i consiglieri regionali di sottoscrivere le proposte che abbiamo fatto nascere attraverso le piazze di Pozzuoli e messe su carta dalla rete Pozzuoli esiste ancora. Siamo stanchi di parlare di stato di emergenza, siamo stanchi di parlare di legge speciale, vogliamo le soluzioni. Le vogliamo tutte e le vogliamo subito, basta». Tra le soluzioni prospettate dalla Rete: «Tetto per tutti gli sfollati, 100% dei fondi per la messa in sicurezza antisismica sul territorio, supporto ai lavoratori, supporto alle attività economiche e, soprattutto, trasparenza per tutti i fondi che gestisce il commissario perché sono soldi nostri e pretendiamo che questo possa essere utile a tutta la città, basta. Siamo stanchi, vogliamo le soluzioni, basta stato di emergenza, basta legge speciale».
I controlli dei vigili del fuoco
Stando all’ultimo bollettino fornito dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli nella zona dei Campi Flegrei nella mattinata di giovedì risultano 217 gli edifici sgomberati e 1101 unità abitative. Attualmente risultano impegnati 2 squadre di Modulo di Ricognizione dai Comandi della Regione Campania: 3 dal Comando dei Vigili del Fuoco di Napoli e una della Direzione regionale dei vigili del fuoco. Ad essi si aggiungono: una squadra di verificatori della Direzione della Campania impegnata per i beni culturali. Due mezzi speciali in supporto dei Morecs e un modulo per la comunicazione dell’emergenza.
di Antonio Sabbatino
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27 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Prima di essere realizzato, ogni progetto deve poter essere immaginato. Prima di trovare una forma, deve trovare uno sguardo capace di raccontarlo. È da questa idea, mutuata dal linguaggio del cinema, che nasce il SàFF Social Pitch Open Arena 2026, il nuovo percorso promosso dal SàFF – Social Action Film Festival di Napoli che porta sul palco del festival progetti di innovazione sociale, mettendoli in dialogo diretto con imprese, fondazioni e investitori interessati a sostenerne la crescita.
L’iniziativa, alla sua prima edizione, applica al Terzo settore la logica del pitch cinematografico: le organizzazioni non profit e le realtà dell’innovazione sociale sono chiamate a presentare i propri progetti come si racconterebbe un film ancora da girare, con gli strumenti narrativi tipici del linguaggio audiovisivo, davanti a una giuria di esperti e a una platea qualificata di potenziali partner. Perché, come recita il claim che accompagna l’iniziativa, un’idea da sola non basta: deve poter crescere, trovare alleati e diventare sostenibile.
In palio per il progetto vincitore c’è un grant di 5.000 euro sostenuto da Fondazione Muto ETS, a cui si affianca un percorso di mentoring dedicato al fundraising realizzato con UniCredit e ASSIF, l’Associazione Italiana Direttori Fundraising. Un sostegno che non si esaurisce nell’incentivo economico, ma che punta ad accompagnare le organizzazioni selezionate nella costruzione di relazioni durature con il mondo delle imprese e della finanza a impatto sociale.
Il Social Pitch Open Arena nasce dal lavoro condiviso tra Apogeo ETS, ELIS Innovation Hub, UniCredit, Fondazione Muto ETS e il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, attraverso il Corso di Laurea in Innovazione Sociale, e coinvolge organizzazioni del Terzo settore provenienti da tutte le regioni del Sud Italia. Un laboratorio-evento, prima ancora che un contest, in cui cinema, linguaggi visuali e progettazione sociale si incontrano per produrre non soltanto racconto, ma possibilità concrete di sviluppo per i territori e le comunità coinvolte.
L’iniziativa si inserisce all’interno della terza edizione del SàFF, il festival diretto da Andrea De Rosa che nel mese di ottobre porterà a Napoli sei giorni di programmazione e oltre sessanta eventi gratuiti, articolati tra cinema, masterclass, incontri ed eventi speciali, con l’obiettivo dichiarato di affermare la manifestazione come punto di riferimento europeo del cinema sociale, luogo in cui grandi piattaforme dell’audiovisivo, istituzioni, imprese, università e privato sociale possono dialogare e generare nuove alleanze.
Le candidature al bando restano aperte fino all’11 settembre 2026. Le organizzazioni interessate possono presentare la propria candidatura attraverso il modulo dedicato pubblicato sui canali del festival.
Immaginare un progetto, raccontarlo, e provare a realizzarlo: è questa la sequenza su cui scommette il SàFF Social Pitch Open Arena, nella convinzione che anche l’innovazione sociale, prima di diventare impatto misurabile, abbia bisogno di una buona storia da raccontare.
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