20 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano oggi una delle innovazioni socio-tecniche più rilevanti del panorama europeo: modelli in cui cittadini, imprese ed enti pubblici collaborano per la produzione, la condivisione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, integrando dimensioni ambientali, economiche e sociali.
Il Rapporto di ricerca di EURICSE, a cura di Jacopo Sforzi, coordinatore scientifico, e Caterina De Benedictis e Silvia Scarafoni, ricercatrici, analizza la diffusione del fenomeno sul territorio nazionale, i diversi modelli organizzativi e di governance, le forme giuridiche adottate e gli strumenti di finanziamento. Le CER emergono così come infrastrutture sociali in grado non solo di favorire la produzione di energia rinnovabile, ma anche di rafforzare l’autonomia dei territori e generare benefici collettivi, compreso l’obiettivo di contrastare la povertà energetica.
La ricerca si inserisce nelle attività svolte dall’Istituto in via continuativa negli anni sui modelli di auto-organizzazione civica e cooperativa per la gestione di beni e servizi di interesse generale, con l’obiettivo di sostenere la diffusione delle CER e rafforzare le competenze territoriali in materia di pianificazione energetica sostenibile.
Il Rapporto si articola in sette sezioni: un inquadramento teorico e normativo del fenomeno, un’analisi del contesto europeo e nazionale, una fotografia aggiornata delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, i risultati dell’indagine quantitativa e qualitativa, un approfondimento sui principali modelli organizzativi e un focus dedicato al Trentino. Il lavoro si conclude con una sintesi dei principali risultati, una riflessione sulle implicazioni per le politiche pubbliche e alcune raccomandazioni operative e di policy volte a sostenere lo sviluppo futuro di questi modelli.
Dopo un’analisi dell’evoluzione del quadro concettuale e normativo europeo e nazionale, lo studio si sviluppa in due parti principali: un’indagine quantitativa e un approfondimento qualitativo. La prima ha preso in esame 597 CER registrate presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) alla data del 30 settembre 2025, analizzandone distribuzione territoriale, potenza installata, numero degli impianti e composizione delle utenze. La diffusione del fenomeno interessa tutto il territorio nazionale, con una maggiore concentrazione nel Nord-Ovest, che raccoglie il 31% delle CER, e nel Sud e Isole, dove si concentra il 30% delle comunità energetiche. La seconda consiste in un approfondimento qualitativo basato su 48 studi di caso, attraverso cui il Rapporto esamina le forme di governance, gli assetti giuridici, gli strumenti di finanziamento e i processi di attivazione locale.
La ricerca evidenzia come le CER possano integrare obiettivi ambientali, economici e sociali, contribuendo alla resilienza dei territori e a una maggiore autonomia energetica delle comunità locali. Il Rapporto propone inoltre tre modelli idealtipici emersi dall’analisi: iniziative promosse dalle pubbliche amministrazioni, realtà nate su iniziativa delle imprese locali e percorsi attivati dalle comunità locali (citizen-driven).
Infine, un focus è dedicato al contesto trentino, dove risultano 29 CER attive sul territorio, con una potenza totale di circa 7.400 kW e quasi 1.400 utenze coinvolte. Di queste 29, l’approfondimento realizzato si basa su un campione di sette casi studio, selezionati per rappresentare la varietà delle configurazioni organizzative, tecniche e istituzionali presenti sul territorio. In questa analisi, viene indagato anche il ruolo del modello cooperativo, degli enti consortili e delle politiche della Provincia autonoma di Trento a sostegno del loro sviluppo, evidenziando le opportunità e le criticità che caratterizzano la diffusione delle CER in questo contesto territoriale, che presenta anche difficoltà di implementazione e di impatto dovuto alle particolari caratteristiche geografiche e territoriali.
Un ulteriore elemento che caratterizza il territorio trentino e l’evoluzione delle CER è il fatto che il 35% delle cooperative elettriche italiane storiche è localizzato in Trentino, un dato che testimonia la presenza di un patrimonio storico e organizzativo che ha contribuito a creare un contesto favorevole allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio.
L’articolo In Italia 597 Comunità Energetiche Rinnovabili: la fotografia aggiornata di EURICSE proviene da Comunicare il sociale.
20 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Si terrà martedì 21 luglio alle ore 18:00 presso il Cantiere del Gusto di Striano, in via Farricella il convegno istituzionale “Ambiente, Biodiversità e Protezione Civile – Verso un nuovo modello di governance del territorio”.
L’iniziativa nasce dalla volontà dei Comuni promotori di avviare una riflessione sul coordinamento istituzionale nella gestione delle politiche ambientali e territoriali del Bacino del Sarno. L’incontro metterà a confronto Regione Campania, enti territoriali e soggetti tecnici, con l’obiettivo di costruire strumenti permanenti di collaborazione nella tutela ambientale.
Il confronto si concentrerà su alcuni temi strategici: pianificazione territoriale, tutela dell’ambiente e della biodiversità, gestione delle risorse idriche, manutenzione del reticolo idraulico, prevenzione del rischio e semplificazione dei rapporti tra le istituzioni. Il convegno tratterà, tra l’altro, del ruolo che le istituzioni possono svolgere nel promuovere un modello stabile di governance, favorendo il coordinamento tra gli enti e accompagnando i Comuni nella programmazione degli interventi e nella prevenzione delle criticità.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dei sindaci di Striano, Giulio Gerli, di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, e di San Valentino Torio, Michele Strianese, insieme ai commissari straordinari di Poggiomarino, Gabriella D’Orso, e di Sarno, Raffaele Cannizzaro.
Seguiranno gli interventi di Pasquale Coccaro, dirigente dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale; Mario Rosario D’Angelo, presidente del Consorzio di Bonifica Comprensorio Sarno; Vincenzo Marrazzo, presidente dell’Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno; Vittorio Cuciniello, amministratore delegato di GORI S.p.A.; Giovanni Marcello, direttore generale dell’Ente Idrico Campano; Luigi Stefano Sorvino, direttore generale di ARPAC Campania; Marcello De Domenico, funzionario tecnico ARPAC Campania; e Raffaele Coppola, coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano.
Le conclusioni saranno affidate a Fiorella Zabatta, assessora regionale con delega alla Protezione Civile e alla Biodiversità, Claudia Pecoraro, assessora regionale con delega all’Ambiente, e Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania con delega al Mare.
A moderare l’incontro sarà Vincenzo Peretti, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
L’auspicio degli organizzatori è che dal confronto emerga un metodo di lavoro condiviso, fondato sul dialogo istituzionale, sulla programmazione preventiva e sulla valorizzazione delle competenze di ciascun soggetto coinvolto.
L’articolo Ambiente, Biodiversità e Protezione Civile: a Striano il confronto tra Regione Campania ed enti locali sul futuro del Bacino del Sarno proviene da Comunicare il sociale.
20 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Mercoledì 22 luglio, a partire dalle ore 21.30, Piazza Dante si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto per accogliere la comunità di Nomadelfia, protagonista di una serata capace di unire generazioni diverse attorno a un’unica, semplice certezza: la fraternità può ancora cambiare il volto delle relazioni umane. L’appuntamento si inserisce nell’ambito del Premio Pellegrini di Pace, promosso dall’Arcidiocesi di Napoli attraverso il proprio ramo ETS e dall’arciconfraternita dei Pellegrini, e rappresenta un’occasione di incontro aperta a tutta la città, credenti e non credenti, famiglie e giovani, in un clima di festa e di condivisione.
Nomadelfia è una comunità nata dall’intuizione di don Zeno Saltini, fondata sull’idea che accogliere, condividere e vivere insieme come un’unica famiglia sia una via concreta per costruire un mondo più giusto e fraterno. Da oltre cinquant’anni la comunità porta questo messaggio nelle piazze italiane attraverso le «Serate di Nomadelfia», uno spettacolo originale che intreccia danze popolari internazionali, brevi filmati e intermezzi ispirati alla commedia dell’arte, portati in scena da circa sessanta tra bambini, adolescenti e giovani. Non si tratta soltanto di uno spettacolo: è la testimonianza viva di un popolo che, come amava dire lo stesso don Zeno, «porta la sua vita», prima ancora delle proprie idee.
La tappa napoletana rientra in un più ampio tour nazionale che porterà la comunità ad esibirsi in diverse città italiane nel corso dell’estate. A Napoli lo spettacolo assume un significato particolare, inserendosi nel percorso del Premio Pellegrini di Pace: un riconoscimento con cui l’Arcidiocesi intende valorizzare esperienze e testimonianze capaci di seminare concretamente pace e fraternità nella vita delle comunità. L’ingresso allo spettacolo è libero e gratuito. L’appuntamento è per mercoledì 22 luglio, alle ore 21.30, in Piazza Dante a Napoli.
L’articolo Nomadelfia a Napoli per il Premio Pellegrini di Pace proviene da Comunicare il sociale.
20 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Goletta Verde di Legambiente arriva in Campania per l’11esima tappa del suo viaggio lungo le coste italiane. Giunta alla sua 40esima edizione, dal 21 al 23 luglio sarà ormeggiata a Napoli – al Molo 21, angolo di ponente del Molo Pisacane e in questi tre giorni darà vita a tanti e diversi appuntamenti. La tappa napoletana inizierà martedì 21 luglio con un’azione simbolica: striscionata in mare a largo di Bagnoli, realizzata con l’imbarcazione di Goletta Verde. Parallelamente, l’equipaggio di terra promuoverà un incontro con la struttura commissariale alle ore 10.30 presso il cantiere del sito di interesse nazionale di Bagnoli (in via coroglio n.84). Il pomeriggio a bordo di Goletta Verde saranno realizzati, in collaborazione con Assovetro, i laboratori di educazione ambientale per raccontare le infinite qualità del vetro. Nello stesso momento, in Piazza Municipio, presso un gazebo dedicato, si terranno attività di sensibilizzazione e animazione territoriale rivolte a cittadine, cittadini e passanti.
Mercoledì 22 luglio la giornata inizierà a bordo di Goletta Verde, con la sottoscrizione alle ore 10.30, tra Legambiente Campania e Regione Campania, di un protocollo dedicato al monitoraggio dell’abusivismo in Campania, con particolare attenzione agli impatti sul territorio, sulle coste e sugli ecosistemi marini. Saranno presenti Claudia Pecoraro, Assessora alle Politiche Abitative e alle Pari Opportunità e Vincenzo Cuomo, Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio. Il pomeriggio sempre a bordo dell’imbarcazione è previsto un incontro tra l’equipaggio di Goletta Verde e l’equipaggio di Mediterranea. Durante l’evento sarà ribadita la posizione contraria alla realizzazione del CPR di Castel Volturno, sottolineando come la difesa dell’ambiente e del territorio non possa essere separata dalla difesa dei diritti, della dignità delle persone e della coesione sociale.
Giovedì 23 luglio alle ore 10.00, presso la Lega Navale Italiana Napoli Giardini del Molosiglio snc, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio di Goletta Verde realizzati lungo le coste della Campania
“Ogni anno il passaggio di Goletta Verde è un’occasione per accendere i riflettori su temi cari alla nostra Regione – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania. La prima iniziativa della tappa campana di Goletta Verde sarà dedicata a Bagnoli, luogo emblematico delle grandi sfide ambientali, sociali e urbanistiche che interessano il territorio regionale. In questa 3 giorni parleremo anche di cooperazione, di abusivismo, di tutela ambientale e di come possiamo collaborare e lavorare in sinergia con associazioni, amministrazioni, cittadini per proteggere il paesaggio costiero, prevenire il consumo illegale di suolo e tutelare le aree di maggiore fragilità ambientale del nostro territorio”.
40 anni di Goletta Verde: Giunta alla 40esima edizione, Goletta Verde ha come partners principali Anev, CONOU, Novamont, Renexia. In questa edizione a solcare il Mediterraneo sono due imbarcazioni storiche della Goletta Verde: la Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta L.a.b, che ha navigato dal 15 giugno all’8 luglio da Grado, in Friuli-Venezia Giulia, fino a Brindisi, in Puglia; la Oloferne che dalla Calabria ha dato il cambio alla Catholica, e che navigherà fino ad inizio agosto per arrivare in Liguria, dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.
In 40 anni, dal 1986 ha percorso 160.000 km, Goletta Verde ha percorso quattro volte il periplo della Terra, ed effettuato decine di migliaia di analisi, centinaia di blitz e denunce in tutta Italia e qualche volta all’estero. Storici i blitz contro gli ecomostri, da Punta Perotti, a Bari, all’hotel Fuenti, sulla costiera amalfitana. Dopo anni di mobilitazioni, entrambi gli ecomostri sono stati abbattuti dalle ruspe. Punta Perotti nel 2006 e l’Hotel Fuenti nel 1999. Un’eco-vittoria storica per Goletta Verde che nel
2017 è anche approdata all’ONU, alla Conferenza mondiale sugli oceani, a New York, dove Legambiente è intervenuta in Assemblea generale per raccontare l’impegno della sua campagna.
L’articolo Goletta Verde approda a Napoli, appuntamento al Molo Pisacane proviene da Comunicare il sociale.
20 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Dal percorso di formazione alla Dakar, fino al grande schermo: il docufilm “NapoliDakar – A Road to Employment” sarà presentato il 20 luglio, dalle 14.30 alle 16.00, presso la Sala “Domenico De Masi” di Giffoni Valle Piana, nell’ambito dei Lete Sport Talks della 56ª edizione del Giffoni Film Festival, il più importante festival internazionale di cinema per ragazzi, che quest’anno si svolge dal 17 al 25 luglio e ha come tema ufficiale “Le Cose Impossibili”.
Prodotto da Audiovisual Napoli Hub in collaborazione con Upside Production e diretto da Andrea De Rosa e Yulan Morra, il docufilm ripercorre le tappe del progetto di formazione e inserimento al lavoro rivolto a giovani provenienti da contesti di marginalità economica e sociale di Napoli, culminato con la partecipazione alla prestigiosa Dakar 2025. A raccontare il progetto, i promotori e i suoi protagonisti: Ernesto Albanese, Presidente di Altra Napoli EF; Andrea De Rosa, regista del docufilm e Coordinatore di Audiovisual Napoli Hub; Damiano Lipani, Founder di Lipani Legal & Tax e promotore del progetto; Pasquale Calemme, Direttore della Scuola del Fare, insieme ai protagonisti Emmanuel Buonaurio, Gaetano Avella e Antonio Massa, che si soffermeranno sul loro percorso di formazione e crescita.
Il progetto, che nasce intorno a un evento sportivo, unisce formazione tecnica e inserimento lavorativo in due settori ad alta richiesta di competenze, l’automotive e l’audiovisivo, con l’obiettivo di offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro professionale e generare un impatto positivo nelle comunità di provenienza: la formazione diventa un motore di inclusione sociale, aprendo nuove prospettive a giovani con scarse opportunità di accesso al mercato del lavoro.
Il valore distintivo dell’iniziativa risiede nella collaborazione tra realtà del terzo settore, imprese e professionisti che hanno trasformato una delle competizioni più impegnative al mondo in un laboratorio di crescita, inclusione e occupazione: Altra Napoli, che da 20 anni lavora a progetti di rigenerazione urbana e culturale attraverso il rilancio di quartieri in situazioni di fragilità economica e sociale; Fondazione Alberto e Franca Riva, impegnata nel contrasto al disagio sociale e nella creazione di opportunità formative e lavorative per giovani a rischio di marginalità, Lipani Legal & Tax, già co-sponsor alla Dakar 2024 e promotore della partecipazione alla Dakar 2025 con un equipaggio formato dal fondatore Damiano Lipani e Stefano Crementieri, e R TEAM, gruppo di esperti nel Motorsport e nei raid-rally estremi, ha partecipato a 18 edizioni della Dakar e nel 2025 ha schierato 8 equipaggi.
Un elemento innovativo del progetto è la sinergia tra Scuola del Fare, che forma giovani destinati alle aziende dell’automotive, e Audiovisual Napoli Hub, programma dedicato ai NEET interessati alla produzione cinematografica e audiovisiva. Da questa collaborazione sono nati sia il percorso professionale di Emmanuel Buonaurio, Gaetano Avella e Simone Azzurro, specializzati nella riparazione dei veicoli a motore, sia il lavoro di Roberta Rossini e Antonio Massa, che hanno documentato l’intera esperienza attraverso il docufilm.
Più di un progetto formativo, NapoliDakar – A Road to Employment è un ponte tra Napoli e un contesto internazionale: un’esperienza capace di offrire competenze, lavoro e nuove prospettive a giovani che troppo spesso ne sono esclusi. Una vera “Dakar” di crescita personale e professionale, che dimostra come sport e formazione possano diventare un concreto motore di cambiamento sociale.
Per ulteriori informazioni sul progetto è possibile visitare il sito www.napolidakar.it
L’articolo GIFFONI FILM FESTIVAL: LA DAKAR DIVENTA UNA STORIA DI FORMAZIONE E LAVORO proviene da Comunicare il sociale.
17 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Sulla piattaforma di crowdfunding della Fondazione Bambino Gesù è attiva una raccolta fondi dedicata all’atassia di Friedreich, la malattia neurodegenerativa rara che colpisce il sistema nervoso e provoca una progressiva perdita di coordinazione motoria. L’iniziativa, promossa da Antonio Castaldo, punta a un obiettivo di 10.000 euro da destinare all’acquisto di apparati tecnologici per il trattamento e la ricerca sulla patologia.
A oggi la campagna ha raccolto 1.855 euro, pari al 18% del traguardo fissato, con 172 giorni ancora a disposizione per contribuire. I fondi sono destinati all’acquisto di macchinari, uno strumento concreto per sostenere sia la presa in carico clinica dei pazienti sia gli studi in corso su una malattia che, in Italia, coinvolge un numero ristretto di famiglie e resta ancora priva di una cura risolutiva.
L’atassia di Friedreich è una condizione genetica ereditaria causata da una mutazione del gene FXN, responsabile della produzione della frataxina, una proteina implicata nel funzionamento dei mitocondri. L’assenza o la carenza di questa proteina determina un progressivo danneggiamento delle cellule nervose e muscolari, con conseguenze che nel tempo possono estendersi anche al sistema cardiaco. I sintomi compaiono generalmente in età infantile o adolescenziale e la malattia richiede un percorso di cura multidisciplinare, che coinvolge neurologi, cardiologi, fisioterapisti e altre figure specialistiche.
Tra i messaggi lasciati dai sostenitori della raccolta compaiono più riferimenti a un centro di riferimento territoriale, il centro Primula, e ai ragazzi che vi sono seguiti, segno di una rete di prossimità che si è attivata attorno all’iniziativa. La possibilità di lasciare un messaggio pubblico, prevista dalla piattaforma, ha reso visibile in questi giorni la partecipazione di decine di donatori.
Chi vuole contribuire può donare direttamente dalla pagina della campagna sul sito della Fondazione Bambino Gesù, tramite carta di credito, PayPal, Apple o Google Pay, oppure con bonifico bancario o bollettino di conto corrente postale intestati a Fondazione Bambino Gesù ETS, con causale “Atassia di Friedreich”.
L’articolo Atassia di Friedreich, una raccolta fondi per l’acquisto di macchinari per cura e ricerca proviene da Comunicare il sociale.