SàFF Social Pitch Open Arena: proroga al 17 settembre per le candidature degli enti del Terzo settore

È stata prorogata al 17 settembre 2026 la scadenza per partecipare alla prima edizione del SàFF Social Pitch Open Arena, il nuovo concorso promosso nell’ambito del SàFF – Social Action Film Festival, in programma a Napoli dal 5 al 10 ottobre.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Apogeo ETS, ELIS Innovation Hub, UniCredit e Fondazione Muto, con il coinvolgimento del Corso di Laurea in Innovazione Sociale del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e si sviluppa con il sostegno della Fondazione con il Sud.

Il concorso applica al Terzo settore la logica del pitch cinematografico: l’obiettivo è offrire alle organizzazioni uno spazio per raccontare i propri progetti di innovazione sociale attraverso una forma narrativa capace di raggiungere nuovi interlocutori e potenziali sostenitori.

Possono candidarsi gli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, le imprese sociali e le cooperative sociali con sede legale e operativa in una delle regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono ammesse anche candidature in forma di consorzio o rete.

La candidatura prevede la presentazione di un dossier di sviluppo cinematografico, con la descrizione del progetto, le motivazioni, il piano di produzione e le risorse necessarie per realizzarlo. I progetti dovranno riferirsi ad almeno uno dei temi al centro della terza edizione del SàFF: Narrazione, Cultura, Cura, Desiderio, Valore e Felicità.

Saranno 15 le realtà selezionate che avranno l’opportunità di presentare il proprio progetto durante il Festival, davanti a una platea composta da enti promotori, imprese, investitori e realtà del mondo dell’audiovisivo. Le tre finaliste accederanno all’8 ottobre alla sessione conclusiva, dove presenteranno il proprio pitch davanti a una giuria di decision-maker aziendali, investitori, istituzioni e fondazioni. Al progetto vincitore sarà assegnato un grant di 5.000 euro, oltre a un percorso di mentoring sul fundraising; sono previsti percorsi di accompagnamento e visibilità anche per il secondo e il terzo classificato.

La candidatura è esclusivamente online, attraverso la piattaforma ELIS One Square.

https://saff-filmfestival.it/social-pitch/

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SàFF: identità, comunità e innovazione. A Napoli il festival del cinema sociale

Raccontare il cambiamento sociale attraverso il linguaggio del cinema. Dal 5 al 10 ottobre 2026 il Complesso Monumentale di Donnaregina ospita la terza edizione del SàFF – Social Action Film Festival, primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore, che con questa nuova sede candida Napoli a capitale europea del cinema sociale. Nato nel 2024 nel Rione Sanità dall’esperienza di Apogeo ETS, il SàFF è cresciuto anno dopo anno restando fedele alla propria missione originaria: mettere il cinema al servizio delle comunità e delle organizzazioni che ogni giorno lavorano nel sociale. Il passaggio a Donnaregina, spiega il festival, «rappresenta l’evoluzione naturale delle origini del festival». Il Complesso fa parte del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, gestito dalla Fondazione Napoli C’entro con il supporto della Cooperativa La Sorte, realtà nate proprio dall’esperienza dei giovani protagonisti della rigenerazione della Sanità.

Sotto la direzione artistica di Andrea De Rosa, sei giornate e oltre 60 eventi a ingresso gratuito si sviluppano intorno a sei parole chiave — Narrazione, Cultura, Cura, Desiderio, Valore, Felicità — distribuite in quattro sezioni: Cinema, Masterclass, Meeting ed Eventi. Non semplice programmazione artistica, ma un dispositivo pensato per mettere in dialogo mondi diversi: istituzioni, industria audiovisiva, università, imprese e oltre cento organizzazioni del Terzo Settore, tra cui Save the Children, ActionAid, Emergency, Oxfam e Azione Contro la Fame. Il cuore pulsante del festival per chi lavora nel sociale è probabilmente la Sezione Meeting, che attraverso gli open table di Terzo Spazio Con il Sud — a cura di Fondazione con il Sud, con oltre 40 operatori del sociale e professionisti dell’audiovisivo — affronta temi concreti: dai percorsi formativi per i giovani NEET all’agricoltura sociale come ecosistema di cura, dal reinserimento sociale nei luoghi dell’esclusione al lavoro delle donne come strumento di autodeterminazione. Ad affiancare gli open table, i panel Stories From the City, Stories From the Sea, dedicati al Mediterraneo, e una serie di workshop laboratoriali aperti a operatori, studenti e cittadini.

Anche la Sezione Masterclass guarda al sociale con le Masterclass Social Economy, curate da UniCredit e AICCON Research Center e rivolte a enti del Terzo Settore, università e professionisti: si parlerà di democrazia economica, di lavoro e impresa sociale negli istituti penitenziari, di economia sociale come motore occupazionale, in un percorso quotidiano che accompagna le masterclass dedicate all’industria audiovisiva curate da Audiovisual Napoli Hub con gli executive di Netflix, Prime Video & Amazon MGM Studios, SKY e HBO Max.

Tra gli appuntamenti più attesi, Palestina Animada, rassegna di cinema d’animazione del collettivo di registe palestinesi realizzata in collaborazione con COMICON, con la partecipazione della regista Dana Durr: la proiezione sarà seguita da un workshop del gruppo Tatreez Napoli, dedicato al ricamo tradizionale palestinese a punto croce, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale nel 2021. Il 6 ottobre il festival ospiterà inoltre «Pellegrini di pace: il Mediterraneo e i suoi fronti di guerra», presentazione del premio per la pace promosso dall’Arcidiocesi di Napoli.

Il programma Cinema propone, accanto al Concorso Internazionale per documentari, cortometraggi e film d’animazione, un Cinema di Comunità con proiezioni gratuite e incontri con registi e cast, e una Cinema Week dedicata alle scuole del territorio. Tra i titoli in programma, documentari e opere che intrecciano cinema e impegno civile: da Duecento anni di storia, a cura di Reale Foundation e Cottolengo, a Giochi di tutti, di Simone Esposito, dedicato a sport e accessibilità, fino a Fuocoammare di Gianfranco Rosi e L’ordine delle cose di Andrea Segre. Il festival renderà inoltre omaggio al fotografo napoletano Mimmo Jodice, scomparso un anno fa, con la proiezione di «Oltre il confine: le immagini di Mimmo e Francesco Jodice» di Matteo Parisini, alla presenza dei figli del fotografo.

«Fin dalla nascita — spiega il Direttore Andrea De Rosa — il Festival racconta il Terzo Settore come motore di un’economia generativa attraverso la potenza delle immagini e le narrazioni di rigenerazione dei suoi protagonisti, che attraversano il Mediterraneo, simbolo di ogni Sud del mondo, di cui Napoli è la capitale naturale. La nostra ambizione è affermare il SàFF come il principale film festival europeo dedicato al sociale, un luogo in cui le organizzazioni del Terzo Settore sono protagoniste della progettazione culturale».

Sulla stessa linea Stefano Consiglio, Presidente di Fondazione con il Sud, principale sostenitore del festival: «Il cinema ha la capacità di dare voce alle persone e alle comunità, di costruire una narrazione autentica dei territori e di generare confronto, consapevolezza e partecipazione. È per questo che consideriamo il SàFF un’iniziativa necessaria, capace di mettere in dialogo il mondo dell’audiovisivo e quello del Terzo Settore, facendo incontrare competenze, linguaggi e sensibilità diverse. Il cinema qui non è soltanto prodotto culturale, è anche strumento che racconta il cambiamento e insieme contribuisce a produrlo».

Con il claim «Il cinema è comunità», il SàFF è promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione di Comunità San Gennaro e Fondazione Napoli C’entro, in collaborazione con Premio Pellegrini di Pace, MUDD – Museo Diocesano Diffuso, Cooperativa La Sorte, Arcidiocesi di Napoli e Audiovisual Napoli Hub, con il sostegno di Fondazione Con il Sud, Reale Foundation, Altra Napoli EF, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione MUTO, UniCredit e Kimbo.

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“La bellezza non ha barriere”: con Ciro Florio il make-up diventa strumento di autonomia e inclusione

Riconoscere i propri lineamenti attraverso il tatto, acquisire maggiore sicurezza, imparare a scegliere e applicare i prodotti: sono alcuni degli obiettivi di “La bellezza non ha barriere – La luce del make-up oltre lo sguardo”, l’iniziativa dedicata alle donne non vedenti e ipovedenti organizzata da Projenia SCS e Rete Cives, con il patrocinio del Comune di Sant’Anastasia. Il percorso si articolerà in due pomeriggi, lunedì 21 e lunedì 28 settembre, dalle ore 16.00 alle 19.00, presso la Biblioteca Comunale Giancarlo Siani, in via Arco n. 54, a Sant’Anastasia.

A guidare il percorso sarà Ciro Florio, make-up artist e look maker di fama nazionale, che accompagnerà le partecipanti nella scoperta di strumenti, prodotti e tecniche di applicazione. Un appuntamento pensato per dimostrare come il make-up possa rappresentare non solo un elemento estetico, ma anche uno strumento di autonomia, consapevolezza e valorizzazione di sé.

Da sempre, attraverso il suo lavoro, Florio pone al centro la bellezza naturale delle donne, valorizzandone i tratti e la personalità senza stravolgerne l’identità. Una filosofia che ha portato anche in televisione, con il programma “Cenerentola 24”, in onda su Real Time, dove la trasformazione estetica diventa soprattutto un percorso di riscoperta e consapevolezza.

«Credo che sentirsi bene con la propria immagine significhi, prima di tutto, imparare a conoscersi e a valorizzare ciò che ci rende uniche – dichiara Ciro Florio –. Il make-up può diventare un linguaggio, un modo per conoscere il proprio volto, valorizzarlo e sentirsi più sicure. Sono quindi particolarmente felice di prendere parte all’iniziativa: lavoreremo sul tatto, sulla memoria dei lineamenti e sull’uso consapevole dei prodotti. Un’esperienza che, ne sono certo, arricchirà tutti noi».

L’iniziativa nasce nell’ambito di un più ampio impegno per promuovere l’autonomia delle persone con disabilità.

«Da diversi anni Projenia lavora per costruire percorsi capaci di mettere realmente al centro la persona e le sue capacità – sottolinea Luca Mauriello, CEO di Projenia SCS – attraverso interventi formativi, assistenziali e sociali finalizzati a favorire autonomia, partecipazione e inclusione. Anche questa iniziativa nasce da questa visione: offrire alle partecipanti uno spazio nel quale acquisire competenze, sperimentarsi e sentirsi protagoniste».

Per Rete Cives, l’appuntamento rappresenta inoltre un’occasione di incontro e confronto, capace di andare oltre il momento formativo.

«Per chi vive una condizione di disabilità, poter partecipare a momenti come questo significa sentirsi considerati, ascoltati e parte di una comunità – afferma Giuseppe Fornaro, presidente di Rete Cives –. Questi appuntamenti permettono ai nostri associati di incontrarsi, confrontarsi, condividere esperienze e ritrovare quella speranza che nasce quando ci si accorge di non essere soli. L’autonomia passa anche attraverso le piccole azioni quotidiane e la possibilità di prendersi cura di sé».

Per partecipare è possibile inviare una e-mail a segretriacives@gmail.com oppure contattare i numeri 081 898 3113 e 351 090 3222.

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Il teatro entra nei quartieri di Napoli con “DiverGente2”

«Perché la bellezza, quando viene coltivata insieme, è capace di trasformare le persone e le comunità». Questo il claim di “DiverGente2”, il progetto che continua a investire sul talento e sulle potenzialità dei più piccoli attraverso laboratori artistici ed esperienziali dedicati al contrasto della povertà educativa e alla promozione sociale. Il percorso formativo, finanziato dall’Unione Europea – NextGeneration EU-PNRR, ha coinvolto l’Istituto Comprensivo Ada Negri di Napoli e il centro “Il Meraviglioso Mondo di Mely”.

Il primo importante traguardo del progetto è stato celebrato lo scorso 15 luglio, con la conclusione delle attività laboratoriali avviate nel marzo 2026. Un appuntamento in cui bambini, famiglie, educatori e operatori hanno condiviso i risultati di mesi di lavoro costruiti intorno alla creatività, all’ascolto e alla relazione. I numeri raccontano la dimensione dell’intervento: 140 bambini coinvolti, decine di famiglie partecipanti e una rete educativa composta da scuole, associazioni e operatori culturali che hanno lavorato insieme per costruire contesti di crescita capaci di valorizzare ogni differenza come una risorsa.

«Quello che abbiamo vissuto in questi mesi – spiegano gli organizzatori – ha superato il semplice risultato progettuale. Abbiamo visto bambini acquisire sicurezza, collaborare, mettersi in gioco e trovare nel teatro uno spazio libero in cui raccontarsi. È la dimostrazione che l’arte può diventare uno straordinario strumento educativo e sociale, capace di generare fiducia, appartenenza e nuove opportunità».

Determinante per la riuscita del progetto il contributo degli artisti Gianluca Guarino e Ramona Pisano, che hanno guidato i laboratori di teatro e scenografia accompagnando i bambini in un percorso creativo basato sull’esperienza diretta, sull’immaginazione e sulla costruzione collettiva. Fondamentale anche la collaborazione tra i partner del progetto – Me.Ti. Cooperativa Sociale, Associazione Culturale Sab Kuch Milega, Psicologi in Contatto e Associazione Muezzin – resa possibile grazie al sostegno del ministero, che ha finanziato l’iniziativa riconoscendone il valore educativo e sociale.

Il percorso di “DiverGente2” prosegue però nei prossimi mesi. A partire dal 15 settembre saranno coinvolti gli studenti dell’Istituto Federico Ozanam di Napoli, insieme ai bambini dei quartieri Case Nuove, Arenaccia e Soccavo, che prenderanno parte a nuovi laboratori di scenografia, teatro e movimento scenico. Un primo assaggio del lavoro che li attende è già stato proposto durante la rappresentazione teatrale “O’ Pacco”, occasione nella quale l’artista Ramona Pisano ha presentato ai ragazzi il percorso dedicato alla costruzione scenografica che caratterizzerà i prossimi mesi di attività.

L’obiettivo resta quello che ha ispirato il progetto sin dalla sua nascita: trasformare l’arte in uno strumento concreto di partecipazione, crescita e coesione sociale, offrendo ai bambini contesti nei quali sperimentare la collaborazione, sviluppare il pensiero creativo e rafforzare la fiducia nelle proprie capacità.

Per gli organizzatori, ogni laboratorio rappresenta un investimento sul futuro della comunità. «Ogni bambino che scopre di poter esprimere liberamente il proprio talento – concludono i responsabili – è una possibilità in più per costruire una città più aperta e solidale. “DiverGente2” continua a dimostrare che cultura, educazione e partecipazione possono generare un cambiamento reale nei territori. Con il nuovo ciclo di attività, il progetto prosegue il proprio cammino nei quartieri di Napoli, portando il teatro e le arti sceniche là dove possono diventare strumenti di incontro, dialogo e crescita condivisa».

di Francesca Mari

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Blitz a Pozzuoli contro l’abbandono e lo sversamento illecito di rifiuti. In campo anche l’Esercito

Due aree sequestrate, ingenti quantitativi di rifiuti rinvenuti e due persone denunciate. È il risultato di una nuova attività di contrasto ai reati ambientali condotta dalla Polizia municipale di Pozzuoli, guidata dal comandante Fabio Felice De Silva, con il supporto dei militari dell’Esercito Italiano – Pattuglia Sauro, impegnati nell’ambito dell’Operazione “Terra dei Fuochi”.
Gli interventi, eseguiti in due diverse zone del territorio comunale, hanno consentito di individuare aree interessate dall’abbandono e dallo stoccaggio illecito di rifiuti e di procedere al sequestro preventivo dei siti e dei materiali rinvenuti.
Il primo intervento ha interessato via Pietrarsa, dove gli agenti hanno individuato un fondo agricolo di circa 1.000 metri quadrati trasformato in una vera e propria discarica abusiva.
All’interno dell’area erano presenti ingenti quantità di rifiuti di diversa natura, abbandonati direttamente sul terreno e privi di qualsiasi copertura: scarti edili, materiali plastici, carta, cartone e tre sacchi contenenti materassi in gommapiuma. I materiali risultavano esposti agli agenti atmosferici.
Gli accertamenti catastali effettuati presso l’Agenzia delle Entrate hanno consentito di ricondurre la proprietà del fondo a una società immobiliare con sede a Pozzuoli. L’area, già oggetto in passato di attenzione da parte delle forze dell’ordine per precedenti attività illecite, è stata sottoposta a sequestro preventivo insieme ai rifiuti presenti.
Il secondo intervento si è svolto in via Reginelle, dove gli operatori hanno riscontrato la presenza di numerosi materiali abbandonati, tra cui scarti edili, pedane in legno, un pozzetto in cemento destinato alle tubazioni, tubi in PVC per fibra ottica, sabbia e ghiaia utilizzate come materiale da riempimento, due transenne da cantiere divelte e due sacchi di rifiuti urbani non differenziati.
Proprio durante l’ispezione e la documentazione fotografica dei materiali rinvenuti, gli agenti hanno individuato sul pozzetto in cemento un’etichetta identificativa riconducibile alla società ritenuta possibile autrice dello sversamento.
Anche in questo caso si è proceduto al sequestro preventivo dell’area e dei rifiuti, mentre gli accertamenti hanno portato all’individuazione della società coinvolta.
Al termine delle attività, i rappresentanti legali delle due società sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato ambientale emerse dagli accertamenti.
L’attività rientra nel più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalla Polizia municipale di Pozzuoli per contrastare il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti e dello sversamento illecito sul territorio, con particolare attenzione alle aree periferiche e agricole.
La tutela dell’ambiente e del territorio resta una delle priorità dell’attività di controllo della Polizia municipale di Pozzuoli, attraverso un’azione che punta non soltanto a individuare e sanzionare gli autori degli illeciti, ma anche a impedire che aree del territorio comunale vengano trasformate in discariche abusive.

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Progetto Oltre, centri culturali inclusivi per le biblioteche di Quarto e Melito

Trasformare le biblioteche comunali di Quarto e Melito di Napoli in centri culturali inclusivi, rendendo direttamente protagoniste le due comunità attraverso laboratori di lettura, street art, teatro, giornalismo, tavoli di co-progettazione dedicati anzitutto alle fasce perlopiù escluse dai servizi culturali.  “O.L.T.R.E. la Biblioteca – Officine di Lettura, Comunità e Relazioni”, progetto promosso da CTG Turmed A.P.S. in qualità di ente capofila, cofinanziato da Fondazione con il Sud e CePELL, si pone l’obiettivo di rendere direttamente protagoniste gli abitanti del territorio della cittadina flegrea e quella a Nord di Napoli. Un ecosistema culturale inclusivo e sostenibile, che guardi al presente e al futuro per costruire presidi culturali e sociali permanenti in favore di chi spesso è escluso dal tessuto culturale e sociale delle comunità di Quarto e Melito.

Protagoniste le reti territoriali

Saranno le reti territoriali dei due Comuni ad intercettare i destinatari del progetto “O.L.T.R.E. la Biblioteca – Officine di Lettura, Comunità e Relazioni”, promuovendo una partecipazione autonoma grazie alla quale raccogliere proposte utili per costruire un’offerta culturale confacente alle esigenze dei quartesi e dei melitesi. «Con i tavoli di co-progettazione avviati a Melito e Quarto – dice Elena Giorgia Carrucola, responsabile progetto – entriamo in una nuova fase di ‘OLTRE la Biblioteca’ che da diversi mesi anima le due città a Nord di Napoli portando più libri e iniziative culturali, avvicinando persone di ogni età alla lettura, partendo dai bambini». Carrucola ribadisce: «Puntiamo a costruire, grazie alla partecipazione dei cittadini e del terzo settore sociale, una nuova realtà che possa promuovere e stimolare i due territori attraverso libri e cultura».

Protagonisti i cittadini

Tra le intenzioni dei promotori c’è anche quello di comporre dei gruppi di cittadini che possano costituire associazioni no profit di promozione di lettura, anche qui durevole nel tempo. L’attività sarà curata dal dottor Pietro Rufolo, esperto di progettazione partecipata e del Terzo Settore, provenienti da CTG Turmed. Rufolo fornirà supporto metodologico e tecnico che possa facilitare il confronto, la definizione delle proposte utili allo sviluppo delle competenze nell’ambito del Terzo Settore.

“Città che legge’’

Rispetto a Melito, Quarto ha già il suo Patto per la lettura. E per il Comune ora guidato dalla sindaca Dominique Pellecchia si avvia il percorso per la qualifica di “Città che legge’’ con la comunicazione affidata da un referente dedicato e supportata da Radio Mehari. Entrambe le librerie saranno dotate di libri e prestiti digitali. Contestualmente, una Cabina di Regia coordinerà le azioni sul territorio e favorisce la condivisione di buone pratiche e le presentazioni di libri per adulti e bambini creeranno momenti di confronto e dialogo.

 

di Antonio Sabbatino

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