Contro l’esclusione sociale: a Nord di Napoli ripartono i “Cantieri dei Pirati” per il riscatto dei giovani!

I comuni a Nord di Napoli continuano a registrare una delle percentuali di abbandono scolastico e disagio minorile più alte d’Italia, con picchi che superano ampiamente la media nazionale, fotografando una drammatica disparità educativa e sociale. La carenza strutturale di spazi di aggregazione, la povertà educativa e la mancanza di opportunità lavorative alimentano un circolo vizioso di esclusione che confina i minori ai margini della società. In questo contesto di profonda ingiustizia e diseguaglianza, la privazione dei diritti fondamentali non è una colpa dei singoli ma il risultato di una storica latitanza istituzionale e politica. Diventa quindi urgente attivare presidi di resistenza pedagogica capaci di restituire voce e dignità alle nuove generazioni, trasformando il disagio in azione collettiva.

Per rispondere a questa emergenza, ripartono ufficialmente i “Cantieri dei Pirati“, gli spazi educativi dedicati al contrasto dell’evasione scolastica che Cantiere Giovani realizza in sei comuni chiave a nord di Napoli. L’iniziativa, attiva nei territori di Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Casandrino, Cardito e Casoria, si propone come un modello alternativo di intervento sociale e culturale.

Il progetto affonda le sue radici nella pedagogia della liberazione di Paulo Freire. L’obiettivo non è semplicemente offrire un doposcuola, ma creare veri e propri spazi di partecipazione in cui l’educazione si trasforma in un atto politico e sociale, mirato a emancipare le persone oppresse e a cambiare concretamente la realtà circostante.

Si punta ad un cambio di prospettiva radicale: l’azione deve partire dagli adolescenti e dai giovani, che vanno accompagnati a fare fronte comune per pretendere il proprio diritto a una vita dignitosa, anche e soprattutto in contesti segnati da troppe disparità, discriminazioni e ingiustizie sociali. Il problema non sono le persone in difficoltà, ma le Istituzioni e chi detiene il potere economico, figure che ancora oggi non si assumono la responsabilità della mancanza di sviluppo sociale e culturale del territorio.

L’appuntamento per dare nuova forza a questa mobilitazione è fissato per il 12 ottobre alle ore 15:00 a Casandrino via Pica plesso Don bosco, data che segnerà la ripartenza delle attività nel comune. L’incontro è aperto alla cittadinanza, al terzo settore e agli organi di informazione, e vuole essere un’occasione di confronto sul disagio minorile, sulla costruzione di alleanze territoriali e sulle azioni concrete da intraprendere per vedere, finalmente, reali cambiamenti a Nord di Napoli.

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La sfida dei cittadini digitali parte dalle scuole

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui studiamo, comunichiamo, cerchiamo informazioni e costruiamo relazioni. Per chi è nato e cresciuto dentro questo cambiamento, però, avere familiarità con uno smartphone o con i social non significa necessariamente possedere gli strumenti per comprendere quello che accade online. Riconoscere una fake news, proteggere la propria privacy, distinguere un contenuto manipolatorio, affrontare il cyberbullismo o utilizzare consapevolmente l’Intelligenza Artificiale sono competenze che oggi fanno parte a pieno titolo della cittadinanza. È da questa esigenza che nasce DIGIT.NOW.FUTURE – Cittadini Digitali del Futuro, il nuovo progetto nazionale promosso e coordinato da AiCS – Associazione Italiana Cultura Sport, in collaborazione con CTG – Centro Turistico Giovanile e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito dell’Avviso n. 3/2024.

 

Il progetto si svilupperà nell’arco di 18 mesi in 30 province, mettendo in rete scuole, enti del terzo settore, istituzioni e comunità locali. Al centro ci saranno soprattutto ragazze e ragazzi tra i 12 e i 17 anni, ma il percorso coinvolgerà anche insegnanti, educatori e operatori, nella convinzione che la consapevolezza digitale non possa essere affidata soltanto ai singoli adolescenti. L’obiettivo è infatti costruire competenze per vivere lo spazio digitale in modo libero, critico e responsabile. Non soltanto imparare a utilizzare le nuove tecnologie, dunque, ma comprenderne possibilità e limiti. Il percorso affronterà temi come cyberbullismo, hate speech, disinformazione, fake news, manipolazione dei contenuti, privacy e uso inconsapevole dell’intelligenza artificiale, attraverso attività pratiche e laboratoriali.

 

La Campania

In Campania DIGIT.NOW.FUTURE sarà attivo nelle province di Napoli, Salerno ed Avellino. Gli operatori stanno avviando il confronto con le scuole medie e superiori del territorio, con l’obiettivo previsto dal progetto di coinvolgere circa 200 ragazze e ragazzi per provincia. Le attività partiranno quindi direttamente dai luoghi nei quali gli adolescenti vivono una parte importante della loro quotidianità. Gli esperti accompagneranno gli studenti alla scoperta delle competenze necessarie per muoversi nel mondo online, affrontando anche una questione che spesso rimane sullo sfondo quando si parla di educazione digitale, ovvero il rapporto tra vita online e offline.

 

Quanto spazio occupa lo smartphone nella giornata? Come cambia il modo di relazionarsi quando una parte crescente delle comunicazioni passa attraverso uno schermo? E come si può utilizzare la tecnologia senza perdere il valore delle relazioni in presenza? Sono domande che chiamano in causa anche lo sport, che in DIGIT.NOW.FUTURE assume una funzione educativa particolare. L’esperienza sportiva mette infatti al centro il corpo, la relazione diretta con gli altri, il rispetto delle regole, la gestione delle emozioni e la capacità di stare dentro un gruppo. Tutti elementi che possono diventare strumenti per costruire un rapporto più equilibrato anche con il mondo digitale.

 

«Con Digit Now Future portiamo nelle scuole campane un progetto di grande attualità e utilità. Oggi le nostre ragazze e i nostri ragazzi vivono costantemente connessi, ma spesso senza gli strumenti per gestire rischi come cyberbullismo, fake news e uso inconsapevole dell’intelligenza artificiale. Questo progetto serve proprio a questo: aiutarli a riflettere sul giusto equilibrio tra vita online e vita offline», ha raccontato a Comunicare il sociale Manuela Papaccio, dirigente AiCS in Campania.

 

Il percorso prevede inoltre che siano gli stessi ragazzi a diventare protagonisti della comunicazione. Al termine delle attività potranno partecipare al contest nazionale organizzato da AiCS, realizzando un progetto o una campagna di sensibilizzazione sui temi affrontati durante i laboratori. Non soltanto destinatari, quindi, ma giovani chiamati a elaborare messaggi e strumenti per parlare ai propri coetanei. In ciascuna città coinvolta è previsto anche un evento pubblico dedicato all’incontro tra sport e digitale, per portare il tema fuori dalle aule e coinvolgere le comunità locali.

 

«Come AiCS crediamo fortemente che lo sport sia uno straordinario strumento educativo anche in questo campo. Lo sport insegna a stare insieme dal vivo, a rispettare le regole, a gestire le emozioni, a riconoscere il valore del corpo e della relazione reale», conclude Papaccio. DIGIT.NOW.FUTURE guarda ai ragazzi ma anche agli adulti che li accompagnano. Dalla scuola alla famiglia. Dagli educatori alle associazioni, fino alle comunità sportive. L’obiettivo è lasciare nei territori non soltanto una maggiore conoscenza degli strumenti digitali, ma competenze, relazioni e buone pratiche che possano continuare anche dopo la conclusione dei 18 mesi di progetto. Il percorso nazionale si concluderà con un festival della cittadinanza digitale, momento di incontro e restituzione delle esperienze maturate nei diversi territori.

 

di Ciro Oliviero

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«Cerebral palsy never looks the same»: FightTheStroke apre un casting globale per le persone con paralisi cerebrale

Un team creativo riceve un brief: realizzare una campagna chiara, semplice e definitiva sulla paralisi cerebrale. Parte da una definizione che sembra ovvia, la condizione limita il movimento, e la deve riscrivere appena in sala casting si presentano persone che fanno Pilates o giocano a calcio. La definizione si allunga ancora quando arrivano quelle che suonano, leggono, lavorano, si esibiscono. Sulla lavagna resta alla fine una sola frase: «Cerebral palsy never looks the same».

È la trama del film con cui la Fondazione FightTheStroke ha lanciato “A Truly Cerebral Campaign”, in occasione del World Cerebral Palsy Day che si celebra oggi, 6 ottobre. L’idea creativa porta la firma dell’agenzia DUDE Milano e nasce da un problema concreto: la paralisi cerebrale è una condizione eterogenea, che incide in modo diverso su movimento, postura, comunicazione, coordinazione, autonomia e vita quotidiana, e per questo nessun volto può rappresentarla per intero. Nella comunicazione pubblica, ricorda la Fondazione, resta invece diffusa un’immagine stereotipata, legata soprattutto alla disabilità motoria.

Il film, però, è il punto di partenza. La campagna apre infatti un casting globale rivolto alle persone con paralisi cerebrale di tutto il mondo, che possono candidarsi con un self-tape in cui si presentano, raccontano come vivono la condizione e mostrano ciò che sanno fare: ballare, praticare uno sport, cantare, suonare, parlare più lingue, svolgere una professione, coltivare un hobby o documentare una giornata qualunque. Nessuna performance è richiesta e non serve esperienza davanti alla telecamera. I video confluiranno nel “Your Truly Cerebral Casting Archive”, un archivio internazionale pensato anche come risorsa per l’industria creativa: agenzie, case di produzione, filmmaker e aziende potranno individuare persone con paralisi cerebrale da coinvolgere come performer e protagonisti.

«Per anni abbiamo cercato di spiegare la paralisi cerebrale attraverso ciò che può limitare: movimento, linguaggio, apprendimenti, comunicazione, autonomia», spiega Francesca Fedeli, presidente della Fondazione FightTheStroke. «Se persino un team creativo non riesce a individuare quale sia la persona “giusta” con paralisi cerebrale, come possiamo aspettarci che il mondo riconosca la condizione attraverso un unico volto, un unico corpo o un’unica storia? Per questo oggi non cerchiamo una persona che rappresenti tutti. Apriamo il casting a tutti».








Tra i volti del film c’è Estée Gerritsen, 27 anni, pedagogista, formatrice, public speaker e imprenditrice olandese, ex atleta paralimpica e del TeamNL. Nella campagna mostra il Pilates, una disciplina che ama e in cui si riconosce brava. «Crescendo, mi è capitato spesso di avere la sensazione che le persone notassero la mia disabilità prima di notare me», racconta. «Per me, vera inclusione significa fare in modo che la disabilità non sia l’unica cosa che si vede».

Per Livio Basoli e Lorenzo Picchiotti, Chief Creative Officer e Partner di DUDE Milano, la scelta è stata quella di «trasformare quella difficoltà nella campagna stessa», mettendo in discussione il processo creativo. Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo, che ha dato il patrocinio all’iniziativa, collega il progetto a Destinazione Autonomia, il programma della Fondazione per i progetti di vita indipendente, l’inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità. John Coughlan, segretario generale dell’International Cerebral Palsy Society, sottolinea che le persone con paralisi cerebrale «non possono essere ridotte alla propria disabilità».

La campagna arriva in Italia in una fase in cui il tema della disabilità, della solitudine e del sostegno alle famiglie è tornato al centro del dibattito pubblico, anche dopo la tragedia della famiglia di Pietralata. I promotori precisano che l’iniziativa non intende commentare quella vicenda, ma interrogarsi sul modo in cui si può essere alleati delle persone con disabilità, a partire da come le si rappresenta.

A Truly Cerebral Campaign raccoglie l’eredità di “More Than Palsy”, la precedente campagna di DUDE per FightTheStroke, costruita sulla slam poetry e arrivata a milioni di persone tra tv, digitale e social. Il percorso internazionale è partito con un pre-lancio all’AACPDM Annual Meeting di Philadelphia ed è passato per il meeting Voice For All di Parigi, fino al 6 ottobre, con il coinvolgimento dei partner in Europa, Stati Uniti e Australia. Tra questi figurano International Cerebral Palsy Society, Cerebral Palsy Europe, Cerebra.lu, APPC, Gillette Children’s, United Cerebral Palsy, Fondation Paralysie Cérébrale, CP Nederland, Cerebral Palsy Foundation e Cerebral Palsy Alliance. La pianificazione media è curata da Kotton.

Secondo le stime citate dalla Fondazione, oltre 50 milioni di persone nel mondo vivono con la paralisi cerebrale, una condizione permanente del neurosviluppo associata a un danno o a un’anomalia del cervello in fase di sviluppo, tra le più comuni cause di disabilità dell’infanzia. Non è progressiva, anche se le manifestazioni e i bisogni possono cambiare nel corso della vita.

Per partecipare al casting c’è il sito www.trulycerebral.com, con un toolkit disponibile in diverse lingue che accompagna nella candidatura. I video possono essere condivisi sui social con gli hashtag #TrulyCerebral e #WorldCerebralPalsyDay, taggando @FightTheStroke.

 

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Vivian Lamarque a Napoli: «Storia con mare cielo e paura» incontra le scuole e la città

Una bambina piccola e un po’ stramba, ma con il coraggio di una grande (quasi come la Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren), che vive da sola in una casetta sull’albero maestro di una nave in disuso. È lei, detta Alberella, la protagonista senza nome − in un tempo imprecisato − di Storia con mare cielo e paura di Vivian Lamarque, volume edita da Salani con le incisive illustrazioni dell’artista Nicola Gardini: una incantevole e delicata fiaba agrodolce per bambini e non solo, in cui tante vicende reali e spesso tragiche di piccoli venuti (sopravvissuti, quando non annegati) dal mare, o minori migranti non accompagnati, vengono sublimate in un toccante e insieme ironico racconto di realismo magico narrato con sguardo, voce e pensiero infante (non infantile!) dalla grande autrice e poeta, per adulti e per ragazzi.

Il nitido timbro lirico dell’autrice risuona ovunque, nel libro: dall’esergo di Elsa Morante (Ai ‘bambinelli buttati via dalla vita’), fino alla lettera finale di Lamarque alle «care bambine e cari bambini» che da grandi (è la convinta speranza di Vivian, ma anche la nostra) lo salveranno, il mondo.

In piena sintonia con lo spirito del progetto di Reading Literacy (e premio di Juvenilia) “Il mondo salvato dai ragazzini”, ideato e curato dall’Associazione culturale Kolibrì in sodalizio tra gli altri con Andersen e Agita Teatro, la scrittrice (tra i vincitori della nona edizione del premio Il mondo salvato dai ragazzini di Kolibrì, sul tema di approfondimento «Mare Magnum, Monstrum, Nostrum») sarà a Napoli giovedì 8 ottobre per il terzo dei doppi “Incontri ravvicinati” del penultimo step del progetto, realizzato grazie al sostegno della Regione Campania (nell’ambito del Piano di promozione culturale 2026) e di Bper Banca, con un contributo della Fondazione Banco di Napoli e di E-Geos.

Al mattino, dalle ore 10.00, l’autrice incontrerà nel Salone di Lettura della monumentale Biblioteca Universitaria di Napoli (Via Giovanni Paladino, 39) oltre cento bambine e bambini delle scuole primarie IC 20 Villa Fleurent e IC 19 Russo Montale con le loro docenti referenti; nel pomeriggio, dalle ore 17:00, l’appuntamento aperto alla città è invece ospitato nella sala Eventi della Feltrinelli (via Santa Caterina a Chiaia 23, angolo piazza dei Martiri: accesso libero e gratuito fino a esaurimento posti).

Trentina d’origine e milanese d’adozione, l’ottantenne scrittrice Vivian Comba (dal cognome della madre naturale) Provera (dal nome del primo padre adottivo) Pellegrinelli (cognome della madre adottiva) Lamarque (dal cognome coniugale dell’ex marito, il pittore Paolo) viene da una tribolata vicenda personale che ha segnato la sua storia, fatta di «stratificazioni geologiche di dolori miei e altrui»: a 10 anni scopre la verità sulle sue origini e da lì inizia la sua scrittura e la ricerca, umana e poetica. Collaboratrice di testate come il «Corriere della Sera», fine traduttrice e autrice di raccolte poetiche per adulti e anche di oltre 15 pluripremiati libri di fiabe che, come è stato detto, «non si racconta le favole per consolarsi dei suoi dolori, ma si racconta il suo dolore come se fosse una favola», toccando il cuore di tutti con temi di una quotidianità che diventa da personale universale, Vivian scrive con ineffabile grazia da oltre 45 anni con una postura alla William Blake («l’eccesso di pena/ sorride») e una peculiare cifra stilistica di apparente semplicità, distillato della complessità – come nei versi delle poetesse da lei più amate: Emily Dickinson e Wisława Szymborska.

Chiavi di lettura preziose per la sua vasta opera di amata poeta per adulti e bambini che con questo libro per ragazzi magistrale, lieve e potente, popolato di personaggi indimenticabili (Alberella, Nila, Fischietto, Gatito, Gabb), offre un altro originale punto di vista sul mare con uno sguardo intriso di semplicità empatica, ironia e rispetto.

Dopo il successo del primo incontro dello scorso 24 settembre con Elisabetta Mitrovic, educatrice ambientale e illustratrice naturalista autrice dell’albo In riva al mare (Topipittori), ospitata in BUN e nella preziosa Sala Affreschi della Stazione Zoologica Anton Dohrn abitualmente chiusa a pubblico, e dopo l’altrettanto stimolante e partecipato incontro del 1° ottobre scorso con l’archeologo, etruscologo e manager culturale Paolo Giulierini, autore del libro divulgativo sui misteri, miti e leggende del Mediterraneo Mare Monstrum (Giunti), il ciclo di Incontri ravvicinati prosegue così il suo viaggio di scoperta e consapevolezza sulla cultura del mare che da sempre nutre il nostro immaginario, disegna orizzonti geopolitici e plasma identità plurime con il valore aggiunto della poesia a misura dei più piccoli incarnata da Vivian Lamarque. I prossimi incontri in programma saranno con Javier Zabala, autore con Emilio Urberuaga di Pez, edito da Il Gatto Verde (martedì 13 ottobre, ore 10.00 in BUN, ore 17.00 nella libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri; mercoledì 14 ottobre alle 10:00 presso Bibi Libreria dei ragazzi); e infine, Sarah Zambello e Susy Zanella, autrici di Ondario, edito da Nomos (giovedì 22 ottobre alle 10.00 in BUN, alle 17,00 nella Stazione Zoologica Anton Dohrn, Sala Marino).

La festa/festival finale, ricca di ulteriori eventi animati dal ritorno di tutti gli autori e autrici per la premiazione, è in programma dal 7 al 9 novembre prossimi con una costellazione di eventi.

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LA SETTIMANA DI PROTEZIONE CIVILE IN CAMPANIA “RADDOPPIA”: DALL’8 AL 19 OTTOBRE INIZIATIVE PER SCUOLE E CITTADINI

Conoscere i rischi del proprio territorio, imparare i comportamenti da adottare e partecipare alla costruzione di comunità più preparate e sicure. Sono gli obiettivi della Settimana nazionale della Protezione Civile che in Campania inizierà giovedì 8 ottobre e si concluderà lunedì 19 ottobre, estendendosi così a dodici giorni di attività in tutte le province.
Con il messaggio “Più consapevoli oggi, più protetti domani”, la Regione Campania propone un programma di incontri, esercitazioni e iniziative divulgative, organizzati dall’Assessorato Protezione civile attraverso il proprio Settore e le strutture operative, d’intesa con le Prefetture. Al centro, le finalità della Settimana nazionale: diffondere la cultura di Protezione Civile, sensibilizzare i cittadini, soprattutto i giovani, sulla riduzione dei rischi e favorire l’adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione.
Tra i principali appuntamenti aperti alla popolazione, le giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre nella pineta di Terzigno, dedicate a escursioni sul Vesuvio finalizzate alla prevenzione degli incendi boschivi con l’iniziativa “Sulle orme della Fenice: dalle fiamme del 2025 alla rinascita del bosco”.
I cittadini potranno partecipare a percorsi di trekking naturalistico-divulgativi gratuiti con le guide del Parco Nazionale del Vesuvio e visitare il campo base di Protezione Civile, allestito in via Vecchia Campitelli, nelle adiacenze del campo sportivo, aperto con accesso libero dalle 9.30 alle 18 in entrambe le giornate. Un’occasione per comprendere gli effetti degli incendi, il valore della tutela del patrimonio boschivo e l’importanza del lavoro di operatori e volontari esperti.
“La conoscenza dei rischi è il primo passo per prevenirne e ridurne le conseguenze”, dichiara l’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta.
“Con questo programma – aggiunge l’assessora Zabatta – vogliamo offrire ai cittadini strumenti concreti per proteggere sé stessi e gli altri, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni. In Campania la Settimana si estende a dodici giorni per dare spazio alla formazione, alle esercitazioni e all’incontro con le comunità. Le giornate di Terzigno traducono questi obiettivi in un’esperienza diretta coniugando gli obiettivi propri di protezione civile con quelli del valore della natura e del rispetto dell’ambiente, del patrimonio boschivo d della biodiversità: conoscere il bosco, capire come tutelarlo, comprendere l’importanza delle aree verdi. La partecipazione di ciascuno contribuisce alla sicurezza di tutti”.
Le escursioni del 10 e dell’11 ottobre prevedono un itinerario di difficoltà bassa verso il Vallone del Fico, della durata di circa due ore, e uno di difficoltà media verso il Rifugio Imbò e la Valle dell’Inferno, di circa quattro ore. Per ciascun turno sono previsti, a seguire, visita al campo base e pranzo.
Domenica 11 ottobre, a partire dalle 10.30, è previsto anche un percorso riservato alle persone con disabilità e ai loro accompagnatori, lungo un tratto del sentiero 11. Tutte le escursioni partono dalla pineta di Terzigno e richiedono la prenotazione al numero verde della Sala Operativa Regionale Unificata 800.23.25.25.
Il programma inizierà l’8 e il 9 ottobre, sempre a Terzigno, con escursioni didattiche riservate alle scuole e visite al campo base aperte a tutti dalle 9.30 alle 13.
Gli altri appuntamenti aperti ai cittadini comprendono le attività dell’esercitazione “Avellino Si-Cura”, il 13 ottobre, al campo base di piazza Macello; le simulazioni e le iniziative sul rischio sismico di “S-Quadra Sele 2026”, il 14 ottobre, a Campagna, Eboli, Serre e Postiglione; “Cucine in campo”, il 17 ottobre, al presidio regionale di San Marco Evangelista, con partecipazione gratuita e pranzo; gli scenari operativi e divulgativi di “Quadrante Sannita 2026”, il 19 ottobre, a San Leucio del Sannio, Arpaise, Apollosa e Ceppaloni.
Alle iniziative per la popolazione si affiancano attività dedicate alle scuole e momenti di formazione per amministratori, operatori e volontari, per rafforzare il coordinamento e la capacità di risposta alle emergenze.
La locandina e il programma completo, con luoghi, orari e modalità di partecipazione, sono disponibili in allegato e sul portale della Regione Campania:

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Terra dei Fuochi, 12mila tonnellate di rifiuti già rimosse: obiettivo 33mila entro il 2028

L’installazione delle videocamere sulle aree in cui sono state smaltite decine di tonnellate di rifiuti, su cui è richiamata l’attenzione e l’impegno dei Comuni. E poi il lavoro svolto sinora e che sarà svolto su bonifiche, caratterizzazione dei territori entro la fine del 2026 e per i due anni successivi, utilizzando le risorse messe a disposizione dal Governo, 200 milioni di euro, in un decreto approvato qualche giorno fa. Il Commissario straordinario di Terra dei Fuochi, il Generale Giuseppe Vadalà, torna a delineare lo stato dei lavori per la rimozione di migliaia di tonnellate nell’area compresa tra Napoli e Caserta, su cui c’è stata una decisa accelerazione dopo la condanna a carico dello Stato da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) a fine gennaio 2025 perché l’Italia non ha protetto i cittadini dai gravi rischi ambientali e sanitari.

«Abbiamo sinora eliminato circa 12mila tonnellate di rifiuti», spiega il Commissario, precisando che l’attività procede per «arrivare a quota 20mila tonnellate di rifiuti rimossi entro la fine dell’anno in corso». L’obiettivo entro la fine del 2028, che è l’arco temporale coperto dalle risorse stanziate dal Governo, è arrivare allo smaltimento di circa 33mila tonnellate di rifiuti: «Corrisponde a quasi la totalità dei rifiuti presenti nei siti contaminati, certamente vanno messi in conto una piccola quantità di sversamenti di privati o di aziende in quei siti, io li chiamo “criminali” perché attentano alla salute, in ogni caso potremmo raggiungere un grande risultato», dice ancora il Commissario, che esorta i sindaci ad accelerare sulle videocamere sui siti di sversamento: «Sono centinaia quelle finanziate dal Ministero dell’Ambiente, sappiamo che vanno messe a sistema, saranno collegate a una control room collegata ai Carabinieri Forestali. Credo che entro la fine del 2026 si parta con l’applicazione in due-tre comuni».

Sulle bonifiche in corso, il Commissario Vadalà ha evidenziato: «Entro la fine dell’anno si metteranno i mattoni della ricostruzione nel sito di Giugliano, dove stiamo prevedendo pozzi per estrarre il percolato, poi si lavora sul sito di Calvi Risorta, dove la caratterizzazione si allungherà fino a febbraio 2027 e infine si procederà al sito di Aversa, su cui sorgerà una pista di atletica leggera».

di Nicola Sellitti

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