08 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Il mercato delle droghe è in continua evoluzione. Cambiano le sostanze, le modalità di produzione e di distribuzione. Il recente sequestro di hashish bianco a Pozzuoli riporta l’attenzione sulle nuove droghe ad alta potenza e sui rischi connessi a consumi sempre più difficili da riconoscere e valutare.
Il dato più significativo riguarda la concentrazione del principio attivo di questa nuova sostanza. L’hashish bianco può superare il 70% di THC, mentre l’hashish tradizionale si attesta generalmente tra il 10 e il 30%. Una differenza che aiuta a capire perché il caso non riguardi soltanto la cronaca giudiziaria, ma racconti un mercato in perenne trasformazione, fatto di prodotti sempre più potenti, diversificati e difficili da valutare nei loro effetti, soprattutto per i consumatori più giovani.
Il caso napoletano rientra in un quadro europeo sempre più complesso. L’EUDA (European Union Drugs Agency), l’Agenzia dell’Unione Europea sulle droghe, segnala un mercato in continua evoluzione, attraversato da sostanze nuove, sintetiche, pure o ad alta potenza. Nel 2025 sono state segnalate per la prima volta nel vecchio continente 50 nuove sostanze psicoattive, portando a 1.050 quelle complessivamente monitorate. Tra gli elementi di maggiore attenzione ci sono i nuovi oppioidi sintetici, i cannabinoidi semisintetici, i prodotti venduti sotto forma di vaporizzatori o edibili e le sostanze adulterate, che espongono soprattutto i nuovi consumatori a rischi difficili da valutare.
Cosa dice il Forum Droghe
A confermare la delicatezza del fenomeno arrivano anche i dati diffusi da Forum Droghe in occasione dell’International Overdose Awareness Day. Nel 2025, in Italia, almeno 249 persone sono morte per intossicazione acuta da sostanze: quasi cinque ogni settimana, con un aumento del 7,8% rispetto alle 231 vittime del 2024. Si tratta di decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine e riportati nella Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze 2026.
Nel quadro tracciato da Forum Droghe, la cocaina resta una delle sostanze di maggiore impatto sanitario: è indicata come responsabile del 33% delle morti e, nello stesso anno, risulta associata anche al 32% dei ricoveri droga-correlati. Gli accessi ai pronto soccorso per condizioni direttamente connesse alle droghe sono stati 9.641, in crescita del 15%. Numeri che non raccontano soltanto l’emergenza sanitaria, ma anche la necessità di rafforzare prevenzione, prossimità e capacità di intercettare i consumi prima che diventino danno.
Il rapporto apre anche una riflessione sulle politiche di riduzione del danno. Il tasso italiano di morti per overdose resta inferiore alla media europea ma Forum Droghe sottolinea come questo risultato sia legato al lavoro costruito dagli anni ‘90 da unità di strada, servizi pubblici e privato sociale, programmi con metadone e distribuzione del naloxone. Una rete che, secondo l’associazione, oggi ha bisogno di essere rafforzata con linee guida nazionali, strumenti omogenei e interventi capaci di non dipendere dal territorio in cui una persona vive.
Il progetto Divertimento Garantito
Di fronte a sostanze che cambiano, cambiano anche le parole della prevenzione. Non basta limitarsi all’allarme o alla paura. Serve intercettare i ragazzi nei luoghi in cui costruiscono relazioni, abitudini e consapevolezza. È dentro questa prospettiva che si inserisce “Divertimento Garantito Est Edition”, progetto finanziato dal Dipartimento per le Politiche antidroga e promosso dal Dipartimento Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro. L’intervento riguarda la Sesta Municipalità del Comune di Napoli (San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli) e coinvolge gli studenti del triennio delle scuole superiori.
A raccontarne la genesi è la dottoressa Anita Rubino, direttrice FF del Dipartimento Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro. “Il Dipartimento Dipendenze lavora in una prospettiva di promozione della salute, che implica favorire l’empowerment e la consapevolezza dei cittadini rispetto alla propria salute”, spiega. “Nell’ambito delle attività rivolte ai più giovani, seguendo questa prospettiva abbiamo immaginato un percorso capace di promuovere il coinvolgimento e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze, affinché ogni loro comportamento nell’ambito del divertimento fosse garantito da una conoscenza sempre maggiore non solo delle informazioni sanitarie utili, ma soprattutto di sé stessi, del proprio modo di reagire agli stimoli, di ricercare il piacere e di confrontarsi con i limiti”, specifica Rubino.
“Così è nato il progetto Divertimento Garantito: un progetto in cui i temi dell’alcol, delle sostanze, del gioco d’azzardo, della sessualità e delle infezioni sessualmente trasmissibili diventano il pretesto per scambiarsi informazioni, ma soprattutto per attivare momenti di confronto guidato in cui gli studenti sono i reali protagonisti” conclude Rubino.
Il progetto prevede incontri con gli studenti del triennio delle scuole superiori e accompagna gli stessi ragazzi in più momenti del percorso scolastico.Al quinto anno è previsto anche un focus group di restituzione reciproca sull’impatto del progetto rispetto alle conoscenze e alle life skills. I temi diventano così un punto di partenza per aprire un confronto nel quale gli studenti non sono destinatari passivi di una lezione, ma protagonisti di un percorso di consapevolezza. In un mercato delle droghe sempre più veloce, mutevole e difficile da decifrare, la prevenzione non può limitarsi a rincorrere l’emergenza. Deve entrare prima nei contesti educativi, costruire fiducia, offrire strumenti e parole corrette. Perché il rischio non si affronta solo quando diventa cronaca, ma soprattutto quando può ancora essere compreso, nominato e prevenuto.
di Roberto Malfatti
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08 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Montefusco, borgo dell’Irpinia, ospita l’11 e il 12 settembre il principale appuntamento regionale sulla gestione delle politiche sociali. L’iniziativa, promossa da ADiPS Campania (Associazione Dirigenti Politiche Sociali), riunisce a Palazzo Giordano esperti del settore, dirigenti e coordinatori degli Ambiti territoriali sociali, rappresentanti istituzionali e realtà del Terzo Settore per due giornate di confronto sul tema “Gestire le politiche sociali”.
I lavori si aprono l’11 settembre alle 16.30 con i saluti istituzionali del sindaco di Montefusco Salvatore Santangelo e del presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone. Segue, alle 17.10, l’introduzione di Carmine De Blasio, presidente ADiPS Campania e direttore del Consorzio dei servizi sociali A5 di Atripalda. Alle 17.30 si apre il primo panel, “Le voci del welfare in Campania”, che vede confrontarsi Nicola Anaclerio, vicepresidente ADiPS Campania e dirigente politiche sociali di Torre Annunziata; Rosaria Dell’Aversana, direttivo ADiPS e direttore dell’Azienda Speciale Consortile Ambito S01_2 di Angri; Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum Terzo Settore; Anna Ceprano, presidente Legacoop Campania; Salvatore Scafuri, presidente Confcooperative Campania; Stella Troiano, segreteria regionale UIL Campania; Melicia Comberiati, segretario generale CISL Napoli; ed Elisa Laudiero, segretaria CGIL Napoli e Campania.
La seconda giornata si apre alle 9.30 con il panel “Dal dire al fare: come realizzare una vera integrazione sociosanitaria?”, con Francesca Palma, direttivo ADiPS e direttore del Consorzio servizi sociali C08 di Santa Maria Capua Vetere; Giuseppe Bonino, direttivo ADiPS e dirigente servizi sociali del Comune di Salerno; Sara D’Angelo, direttivo ADiPS e coordinatore ATS N 25 di Pomigliano d’Arco; Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli e delegato welfare ANCI Campania; Maria Concetta Conte, direttore generale ASL Avellino; e Gaetano Gubitosa, direttore generale ASL Napoli 1.
Dopo il break delle 11, alle 11.30 prende il via il terzo panel, “Bene e male al crocevia tra pubblico e privato”, con Giuseppe Visone, sostituto procuratore della DDA di Napoli; Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana e Francesco Gravetti, caporedattore di Comunicare il Sociale.
Chiude i lavori, dalle 15, il panel “Etica e competenza: come cambia il ruolo del dirigente di un ATS”, che riunisce nuovamente Carmine De Blasio, Francesca Palma, Giuseppe Bonino e Nicola Anaclerio, insieme a Sara D’Angelo, Michele Maria Ippolito (direttivo ADiPS, dirigente politiche sociali ATS N 28 di San Giorgio a Cremano), Rosaria Dell’Aversana e Andrea Morniroli, assessore alle politiche sociali della Regione Campania.
Al centro dell’iniziativa la necessità, sottolineata dal presidente De Blasio, di rilanciare la strutturazione del sistema pubblico di welfare sui territori della Campania. Un ruolo decisivo, secondo ADiPS, spetta ai direttori dei consorzi e ai coordinatori degli Uffici di Piano, chiamati a coniugare competenze tecniche e consapevolezza del proprio ruolo in un contesto che vede il passaggio dalle politiche sociali “a progetto” alle politiche sociali “di servizi”.
Costituitasi formalmente in Campania nel 2025 ADiPS si propone come comunità di pratica per i dirigenti pubblici delle politiche sociali, con l’obiettivo di favorire il confronto, il sostegno reciproco e la rappresentanza della categoria nelle sedi del dibattito istituzionale.
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08 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Prende il via lunedì 5 ottobre “Benessere Donna in movimento”, il nuovo progetto di ALTS Italia ETS (Associazione per la Lotta ai Tumori del Seno) dedicato alla prevenzione primaria attraverso l’attività fisica. Gli allenamenti, tenuti ogni lunedì alle 18 dai preparatori atletici del Napoli Women, si svolgeranno presso Villa Azzurra a Cercola, dove sarà selezionato un primo gruppo di dieci donne.
L’iniziativa rientra nel bando “Semi di Bene” promosso da CSV Napoli, con il sostegno di UniCredit, e punta su due obiettivi principali: aumentare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione del tumore al seno e diffondere corretti stili di vita attraverso il movimento.
Il programma prevede attività differenziate per pubblico. Per tutti, sono previsti incontri informativi sulla prevenzione e passeggiate e pedalate cittadine guidate da trainer esperti. Alle donne maggiorenni sono invece riservate attività fisica e aerobica guidata da istruttori, incontri di educazione alimentare con un nutrizionista e lezioni interattive di cucina tenute da chef e nutrizionisti.
Per partecipare al corso è possibile contattare ALTS al numero 0815511045.
ALTS Italia ETS ODV, che quest’anno festeggia il 35° anniversario di attività, ha sede in via San Giacomo 40 a Napoli.
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08 Set, 2026 | Comunicare il sociale
“Una terapia già usata con successo contro alcuni tumori del sangue sta aprendo una strada innovativa per curare le malattie reumatologiche autoimmuni più gravi, che non rispondono alle terapie attuali. Si chiama terapia CAR-T, o Chimeric Antigen Receptor T cells, il suo bersaglio sono le cellule del sistema immunitario, in particolare i linfociti B, che attaccano il corpo del paziente per errore. Eliminandole, si dà la possibilità al sistema immunitario di “resettarsi” ed invece di arginare o bloccare gli effetti della malattia autoimmune si permette la ricostituzione di un equilibrio immunologico sano”. Queste le parole di Enrico Tirri, Direttore della Unità Operativa di Reumatologia dell’ Ospedale del Mare di Napoli, Delegato Regionale per la Campania della Società Italiana di Reumatologia (SIR), Consigliere Nazionale Fondazione Italiana Ricerca in Reumatologia (FIRA) in vista del Congresso della Società Italiana di Reumatologia (SIR) della CAMPANIA 2026 in programma il giorno 11 e 12 settembre a Napoli, di cui è Responsabile scientifico.
La rivoluzione delle terapie con Cellule CAR-T è al centro del Congresso di Napoli che affronterà anche altri temi molto interessanti come l’approccio multidisciplinare alle patologie reumatologiche – molte infatti sono sistemiche – l’interazione tra ospedale e territorio, la diffusione delle case di comunità sul territorio regionale, dove i pazienti possono recarsi per la cura delle malattie non in fase acuta. Tra gli ospiti del Congresso ci saranno il Presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR) Andrea Doria e Paola Rogliani Presidente della Società Italiana di Pneumologia (SIP) per un interessante confronto sull’’interessamento polmonare delle malattie reumatologiche.
COME FUNZIONA LA TERAPIA CAR-T SULL’ARTRITE REUMATOIDE GRAVE REFRATTARIA ALLE CURE ATTUALI
Nelle malattie autoimmuni il sistema di difesa del corpo, invece di proteggerci attacca per errore i nostri stessi organi e tessuti. L’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica e alcune forme di vasculite ne fanno parte. Le patologie reumatologiche in Italia colpiscono circa cinque milioni di persone, nei casi più gravi, possono danneggiare seriamente articolazioni, cuore, reni, polmoni, cute, ecc. Le cure attuali sia con i farmaci tradizionali (methotrexate, idrossiclorochina, salazopirina, leflunomide ecc) che con quelli più innovativi come i farmaci biotecnologici e le small molecules (JAKi) che, ad oggi, si sono dimostrati efficaci e sicuri nella maggior parte dei pazienti. Invece nell’artrite reumatoide grave un paziente su tre non risponde in modo adeguato alla terapia convenzionale: “La terapia CAR-T consiste – spiega Enrico Tirri – nel prelevare dal sangue del paziente le cellule del sistema immunitario e “istruirle” in laboratorio a riconoscere e colpire un bersaglio preciso. Le cellule vengono poi reinfuse nel paziente per andare a colpire e distruggere le cellule del sistema immunitario che attaccano il corpo erroneamente. Una volta distrutte queste ultime, il sistema immunitario è completamente “libero” dalle cellule responsabili dell’aggressione favorendo la remissione della patologia”.
LA PRIMA PAZIENTE ADULTA CURATA IN ITALIA CON LE CAR-T
Il 24 dicembre 2025 una paziente adulta con una grave forma di Sclerosi Sistemica, malattia rara reumatologica, è stata curata in Italia, per la prima volta, con questa terapia. È avvenuto nell’ambito dello studio Catarsis (1), condotto da Fondazione Policlinico Gemelli e Ospedale Bambino Gesù di Roma con il sostegno del Ministero della Salute, e prevede di trattare otto pazienti adulti con gravi malattie autoimmuni seguendoli per due anni. Gli stessi centri avevano già curato cinque bambini (2) con lupus eritematoso sistemico grave e dermatomiosite, oggi tutti in remissione senza più bisogno di farmaci immunosoppressori. Nel mondo sono una cinquantina i pazienti reumatologici trattati finora, soprattutto in Germania dal gruppo del Prof. Georg Schett (Università di Erlangen-Norimberga), che è stato il primo ad usare questa terapia i cui risultati sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali di grande prestigio: The Lancet, Nature Medicine e New England Journal of Medicine. Oggi il Prof. Schett coordina anche lo studio Castle (3), considerato il “gemello” del Catarsis italiano.
Un approccio più recente punta non ad eliminare le cellule immunitarie ma a “rieducarle”, usando le cellule regolatorie (CAR-Treg) , il cui ruolo — ricerca scientifica premiata con il Nobel per la Medicina nel 2025 — è proprio quello di modulare le reazioni immunitarie fuori controllo spegnendo i segnali infiammatori, favorendo la risoluzione dell’infiammazione e ristabilendo una condizione immunologica di tolleranza. Un recente studio (Trial COMPARE) condotto su 6 pazienti con artrite reumatoide grave mostra risultati incoraggianti: il 67% ha ridotto di almeno metà le articolazioni infiammate, e l’83% ha mostrato miglioramenti clinici già dopo poche settimane e dopo 12 mesi di follow-up 3 pazienti hanno raggiunto la remissione completa di malattia, libera da farmaci. “I risultati – conclude Tirri – dovranno essere confermati su un numero più ampio di pazienti e in un periodo di osservazione più lungo, noi specialisti invitiamo alla prudenza anche perché il tempo di osservazione è breve, i costi sono elevati e la terapia richiede ospedali altamente specializzati. Ma per i pazienti più gravi, che oggi non hanno alternative terapeutiche efficaci, rappresenta una speranza concreta, aprendo nuove frontiere nella cura delle malattie reumatologiche autoimmuni gravi”.
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08 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Si è conclusa la quinta edizione di “Falchetti” MiniVolontari di Protezione Civile, il campo estivo ideato dalla Protezione Civile Falco e inserito nel programma VolCamp 2026 del CSV Napoli. Per sei giorni l’ex Istituto Comprensivo Vespucci di Monte di Procida ha ospitato un gruppo di giovani aspiranti volontari impegnati in un’esperienza di residenzialità immersiva, vissuta interamente in tende di Protezione Civile.
La scelta metodologica, che ha visto i ragazzi coabitare H24, ha permesso di sperimentare concretamente il lavoro di squadra: dai turni in mensa alla cura degli spazi comuni, passando per la condivisione delle piccole responsabilità quotidiane che scandiscono la vita di un campo. Non semplice cornice organizzativa, dunque, ma vero terreno di apprendimento della solidarietà e del mutuo aiuto.
Il programma formativo ha toccato i principali rischi del territorio, con un focus specifico sul bradisismo nei Campi Flegrei, oltre a moduli su antincendio boschivo e tutela ambientale. Ampio spazio anche alla parte pratica, con esercitazioni di primo soccorso e comunicazioni radio che hanno reso i partecipanti protagonisti attivi, mai semplici spettatori, delle attività indoor e outdoor proposte.
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07 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Fare il punto sui dati ambientali disponibili, verificare le possibili ricadute sulle attività agricole e individuare iniziative condivise a tutela delle aziende e delle produzioni del territorio.
È questo l’obiettivo dell’incontro convocato dall’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, per mercoledì 9 settembre, alle ore 17.00, presso l’Aula Consiliare del Comune di Moiano, a seguito dell’incendio che ha interessato un deposito di rifiuti stoccati all’interno dell’area industriale di Airola, in provincia di Benevento.
All’incontro sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni e degli enti competenti, i sindaci dei territori interessati e le organizzazioni professionali agricole delle province di interesse.
«Stiamo seguendo con grande attenzione l’evolversi della situazione e le preoccupazioni che arrivano dal mondo agricolo», dichiara l’assessora Serluca. «Ora è necessario partire dai dati disponibili e mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, enti competenti e rappresentanti degli agricoltori, per avere un quadro il più possibile chiaro delle eventuali conseguenze sul comparto».
«La priorità – prosegue Serluca – è tutelare le nostre aziende agricole e le nostre produzioni, intervenendo sulle eventuali criticità ma anche salvaguardando il valore economico e reputazionale dei prodotti della Valle Caudina. In situazioni come questa è fondamentale agire con tempestività, sulla base di dati oggettivi e attraverso un confronto costante con il territorio».
L’incontro del 9 settembre servirà quindi ad approfondire le problematiche segnalate dagli operatori e a valutare, sulla base delle informazioni disponibili, le iniziative da mettere in campo a sostegno del sistema agricolo locale.
«Intendo ascoltare direttamente gli agricoltori e i territori – conclude Serluca – e costruire insieme le risposte necessarie. La Regione sarà al fianco delle imprese agricole e delle comunità coinvolte».
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