28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
La cultura come motore di riscatto e ponte verso il reinserimento sociale guida il rinnovo del protocollo d’intesa per il potenziamento e la gestione dei servizi bibliotecari negli istituti penitenziari della Campania, siglato nella Sala Caduti di Nassirya del Consiglio Regionale presso il Centro Direzionale di Napoli. L’accordo abbraccia complessivamente 18 strutture — tra cui 15 istituti per adulti, due centri penali minorili e la struttura militare di Santa Maria Capua Vetere — con l’intento di consolidare i risultati già ottenuti dal precedente intesa e trasformare le biblioteche da semplici spazi di consultazione a veri e propri luoghi di aggregazione, studio e crescita. La novità principale del piano è la nascita del Polo delle Biblioteche Carcerarie Campane, una rete integrata pensata per connettere i sistemi di lettura interni con le strutture pubbliche del territorio. Per rendere concreta questa trasformazione, l’AIB Campania curerà percorsi formativi in biblioteconomia rivolti ai detenuti, mettendoli in condizione di gestire autonomamente la catalogazione e la distribuzione dei volumi. L’accessibilità sarà garantita da orari d’apertura certi e dall’attivazione dello “scaffale circolare” per il prestito itinerante direttamente nelle celle, mentre l’attenzione alle famiglie si tradurrà in collezioni multimediali, nella stesura di una carta dei servizi e in laboratori di lettura e storytelling per i figli dei ristretti durante le visite.
L’intesa annuale, finanziata dalla Giunta e sostenuta da un contributo di 4.000 euro stanziato da Consiglio Regionale e Garante dei Detenuti, vede la firma congiunta di Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Centro Giustizia Minorile guidato da Nicola Palmiero, AIB Campania, Consiglio Regionale, Garante dei Detenuti e Organizzazione Penitenziaria Militare. Il valore della lettura viene rimarcato dal Presidente del Consiglio Regionale, Massimiliano Manfredi, che definisce l’accordo un indirizzo concreto per generare nuove opportunità attraverso i libri oltre la semplice formalità, mentre il Provveditore Carlo Berdini individua nell’ampliamento dell’accesso al sapere un pilastro fondamentale del percorso rieducativo. Dal canto suo, la Presidente di AIB Campania Maria Pia Cacace pone l’accento sui moduli formativi mirati a far acquisire competenze curriculari utili per il futuro professionale dei detenuti, un percorso che per il Garante Samuele Ciambriello riconosce alla cultura il ruolo di strumento indispensabile di responsabilità, inclusione e ripartenza.
All’incontro hanno preso parte anche il Comandante dell’organizzazione penitenziaria militare, Giancarlo Sciascia, e il padre di Annalisa Durante, giovane vittima innocente della criminalità a cui è intitolata la biblioteca di Forcella, a testimonianza del legame indissolubile tra riscatto sociale, memoria e presenza culturale sul territorio.
di Adriano Affinito
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Il 29 settembre 2026 le Brigate del Lavoro promosse dalla FLAI CGIL fanno tappa a Poggiomarino. L’iniziativa di sindacato di strada, attiva dal 2024 nelle campagne e sulle rotonde di tutta Italia, incontra le lavoratrici e i lavoratori agricoli per offrire assistenza, informazioni e un aiuto concreto. A Poggiomarino le Brigate incontrano lo Sportello Diritti per il contrasto allo sfruttamento lavorativo della Rete Vesuviana Solidale, ente referente per il territorio nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme2, Lotto 4 Area Vesuviana, che ha come capofila la cooperativa Dedalus.
La giornata si articola in tre momenti. Al mattino il sindacato di strada raggiunge i lavoratori nei luoghi di lavoro e di ritrovo. Durante la giornata è attiva l’informativa presso lo sportello, al primo piano della Stazione EAV. Alle 18:00, nello spiazzale antistante la guardia medica, si tiene un incontro pubblico dedicato alle buone pratiche di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato messe in campo nell’area vesuviana.
All’incontro partecipano l’assessore alle Politiche sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, e la commissaria straordinaria di Poggiomarino, Gabriella d’Orso. I lavori sono aperti da Emilio Mesanovic della Rete Vesuviana Solidale, mentre le conclusioni sono affidate a Igor Prata, segretario regionale della FLAI CGIL.
La scelta di Poggiomarino ha due ragioni. La prima è una risposta alle recenti inchieste sullo sfruttamento agricolo nel territorio vesuviano, promosse dalla FLAI CGIL insieme alla Rete Vesuviana Solidale, tra cui il servizio di SkyTg24 firmato da Gaia Bozza e andato in onda il 13 agosto. Quelle inchieste hanno avuto conseguenze pesanti: i lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare pubblicamente lo sfruttamento hanno subito minacce e ritorsioni, come ha ricordato lo stesso assessore Morniroli in una nota. La seconda ragione è la volontà di valorizzare le buone pratiche già attive sul territorio, a partire dall’accesso alla residenza di prossimità e ai servizi di prossimità.
Alla giornata partecipano una delegazione della FLAI CGIL nazionale e della CGIL Campania, le associazioni campane coinvolte nelle Brigate del Lavoro e le comunità migranti presenti nell’area vesuviana.
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Un posto dove fermarsi, senza fretta. Una poltrona, un fasciatoio ma soprattutto uno spazio pensato per accogliere le mamme con i loro bambini. È il nuovo “Pit Stop” UNICEF per l’allattamento che sarà inaugurato venerdì 16 ottobre alle 18 al MaMeMiMò Park, il ”parco sonoro” di Cercola.
L’iniziativa nasce sulla traccia di un percorso già avviato dal parco sonoro, che fin dalle prime settimane di apertura ha scelto di dedicare attenzione alle neomamme. Tra le prime attività gratuite, infatti, erano stati organizzati due appuntamenti settimanali pensati come momenti di ascolto e condivisione, per incontrarsi, raccontarsi e affrontare insieme i primi mesi delicatissimi della maternità. Da quell’esperienza ha poi preso forma oggi una nuova collaborazione con UNICEF Campania. Il Pit Stop sarà uno spazio gratuito a disposizione delle mamme che durante la loro permanenza al parco avranno bisogno di allattare o semplicemente di fermarsi con il proprio bambino. L’idea è quella di offrire un ambiente confortevole, all’interno del quale una mamma possa prendersi il proprio tempo, lontano dalla fretta e dalle aspettative, dalle pressioni esterne, perché anche l’allattamento può essere vissuto, talvolta, come una prova da superare o una prestazione da svolgere nel modo “giusto”. Il Pit Stop nasce invece per restituire valore alla dimensione più semplice di quel momento: stare, ascoltare i propri bisogni, prendersi cura del bambino.
L’inaugurazione sarà anche un’occasione di confronto aperta alle famiglie. Mamme, papà, nonni, amici ed esperti saranno invitati a condividere esperienze, emozioni e riflessioni sul tema dell’allattamento.
A prendere parte all’incontro saranno anche Annamaria Spigno e Tommaso Montini, insieme a UNICEF Campania.
Un nuovo tassello, dunque, nel percorso del MaMeMiMoòPark, che sceglie di affiancare alle attività del parco anche occasioni gratuite di ascolto e socialità, con particolare attenzione alle famiglie e ai primi mesi di vita dei bambini.
Il Pit Stop UNICEF vuole così diventare un punto di accoglienza concreto: uno spazio nel quale una mamma possa semplicemente fermarsi e sentirsi parte di una comunità.
«Si tratta di una nuova alleanza educativa – spiega Luciana Mazzone, referente del parco e del progetto – e siamo fieri del fatto che quella che sarà costruita non sarà solo una occasione per ritrovarsi, ma soprattutto un’occasione per creare una rete intorno a queste mamme. Una rete fatta di affetto e senso di comunità».
Nel corso dell’incontro di ottobre verranno poi presentate tutte le figure di riferimento del progetto e del parco che sempre più sta diventando un punto di riferimento per il territorio vesuviano.
di Nadia Labriola
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Salute, prevenzione e responsabilità genitoriale, a Portici nasce un percorso di quattro incontri dedicato a genitori e famiglie, con esperti della salute dell’infanzia e dell’adolescenza.
DSA, obesità pediatrica, benessere nell’era digitale ed educazione affettiva sono i temi al centro degli appuntamenti del percorso avviato sabato scorso che ha un nome che è tutto un programma: il ciclo di incontri partito domenica scorsa si chiama “Prevenzione a km 0, genitori in prima linea” ed è un percorso destinato e dedicato a genitori e più in generale alle famiglie, con un occhio alla salute, all’ascolto, alla condivisione.
Il primo appuntamento, dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento, si è trasformato in un momento di confronto tra professionisti, genitori e famiglie.
“Conoscerli, comprenderli, attraversarli” era il tema dell’incontro, affidato alla neuropsichiatra infantile Luisa Prisco e alla docente e formatrice Roberta Tardi.
Nel corso dell’incontro si è sì creato lo spazio per la fruizione di informazioni e indicazioni dal punto di vista medico, ma è nata soprattutto l’occasione per dare spazio alle esperienze personali di chi vive quotidianamente la genitorialità.
Proprio questo intreccio tra competenze professionali e vissuto familiare ha rappresentato uno degli aspetti più significativi dell’appuntamento.
A raccontarlo sono gli stessi organizzatori, sottolineando come la condivisione degli interventi con la dottoressa Prisco abbia permesso di mettere in dialogo «il vissuto personale di madre e la coscienza sapiente di medico». Un confronto che ha coinvolto direttamente i genitori presenti, attraverso racconti, domande e testimonianze.
«È sempre arricchente condividere le esperienze dei genitori e delle famiglie e la comunità di apprendimento cresce tra sguardi e racconti», è il bilancio al termine dell’incontro.
«Abbiamo cercato anche di analizzare tra sguardi e racconti quello che è l’impatto dei Dsa sulla scuola e nella scuola, spesso in qualche modo sotto la lente del giudizio delle famiglie – sottolinea poi a margine Roberta Tardi – e lo scambio vivace e l’analisi che ne è venuta ci serve e ci servirà per lavorare meglio a servizio della comunità».
Un ringraziamento è stato rivolto all’Associazione Pediatri, ad Aldo Misuraca, Marco D’Avino, Olga Intoccia, a Grazia Buccelli e a tutte le persone che hanno partecipato.
Il percorso, promosso dall’ASL Napoli 3 Sud e dalla Città di Portici, proseguirà nei prossimi mesi con altri tre appuntamenti, sempre a Villa Fernandes.
Il prossimo incontro è fissato per 17 ottobre alle 10 e sarà dedicato all’obesità in età pediatrica, con il tema “Oltre il peso. Comprendere e gestire l’obesità in età pediatrica”. A seguire, il 14 novembre alle 17, si parlerà di benessere psicofisico nell’era digitale, mentre il 12 dicembre alle 10 il ciclo si concluderà con un appuntamento sull’educazione affettiva dall’infanzia all’adolescenza: quattro occasioni pensate per portare la prevenzione vicino alle famiglie, non soltanto attraverso informazioni e competenze, ma soprattutto attraverso il dialogo e la costruzione di una vera comunità di confronto, in modo autentico e partecipato.
di Nadia Labriola
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Dal 6 al 13 settembre 2026 Santa Margherita Ligure ha ospitato Sant’in Jazz – “I Can See Fo(u)r Miles”, una settimana di concerti, mostre, proiezioni, incontri e attività formative dedicata a Miles Davis, nel centenario della nascita del grande trombettista americano.
Un progetto che ha portato il jazz nei luoghi più rappresentativi della città e che ha offerto l’occasione per riflettere su una visione del festival particolarmente vicina a quella maturata negli anni da Pomigliano Jazz: la musica come possibilità di scoperta, promozione culturale e valorizzazione del territorio.
Realtà distanti nello spazio, che si caratterizzano e contraddistinguono per la condivisione di una medesima vision, ovvero mettere in connessione la musica jazz con i rispettivi patrimoni storici-archeologici, paesaggistici ed enogastronomici.
È dal riconoscimento reciproco di questa sensibilità comune che prende il via un percorso di collaborazione tra Pomigliano Jazz, Itinera, TCSette e Sant’in Jazz di Santa Margherita Ligure, percorso comune tra due realtà che condividono una stessa idea di festival: non solo spettacolo, ma luogo di incontro, ricerca, innovazione e costruzione di nuove relazioni artistiche e culturali.
Un rapporto orientato al futuro, destinato a svilupparsi attraverso nuovi progetti, artisti e occasioni di scambio tra il territorio ligure e quello campano, nel segno di un jazz sempre più aperto, contemporaneo e capace di creare connessioni.
Un percorso, quello di Pomigliano Jazz nei suoi trentuno anni di storia, e di santa Margherita Ligure, che guarda al jazz non soltanto come forma di espressione musicale, ma come linguaggio in continua trasformazione, in grado di attraversare luoghi e generazioni e mettere in relazione le diverse preziosità locali.
Sant’in Jazz, festival ideato da Andrea Turrin, con la direzione artistica del Maestro Alessandro Cerino, ha trasformato per una settimana Santa Margherita Ligure in un palcoscenico diffuso, coinvolgendo alcuni dei luoghi più rappresentativi della città: Villa Durazzo, l’Anfiteatro Bindi, Casa del Mare, Spazio Aperto di via dell’Arco e il Cinema Centrale.
Il programma ha intrecciato musica dal vivo, fotografia, cinema, editoria, divulgazione e formazione, costruendo intorno alla figura di Miles Davis un percorso che va oltre i confini del concerto.
La manifestazione ha avuto inizio domenica 6 settembre, alle 18, a Casa del Mare, con la presentazione del festival e l’inaugurazione della mostra fotografica “MILES 100%” di Mirko Boscolo, con circa trenta immagini di Miles Davis realizzate tra il 1983 e il 1991.
Da lunedì 7 settembre è stato possibile visitare la mostra fotografica, mentre presso Spazio Aperto sono state realizzate proiezioni e una mostra dedicata alle copertine dei vinili di Davis. Le esposizioni sono state aperte al pubblico per l’intera settimana secondo gli orari indicati dal programma.
Martedì 8 settembre spazio agli approfondimenti: dalle 17.30 alle 19, a Spazio Aperto, gli incontri con gli autori Guido Michelone, Francesco Cataldo Verrina e Carlo Pasceri. In serata, alle 21.15, Villa Durazzo ha ospitato il Paul McIntyre Quintet, con Paul McIntyre, Giampaolo Casati, Andrea Pozza, Aldo Zunino ed Enzo Zirilli.
Mercoledì 9 settembre, sempre alle 21.15 e a Villa Durazzo, è stata la volta del Sandro Cerino VSIP Quintet, con Alessandro Cerino, Daniele Moretto, Fabrizio Bernasconi, Massimiliano Rolff e Tony Arco.
Giovedì 10 settembre, ancora a Villa Durazzo alle 21.15, i Bright Magus, con Gianni Sansone, Alberto Turra, Mauro Tre, Giovanni Colella e Leziero Rescigno.
Venerdì 11 settembre il festival è al Cinema Centrale, dove alle 21.15 è stato proiettato Ascensore per il patibolo (1958) di Louis Malle, film entrato nella storia anche per la colonna sonora realizzata da Miles Davis.
Gran finale sabato 12 settembre, alle 21.15, all’Anfiteatro Bindi, con la Sant’In Jazz Orchestra diretta dal Maestro Alessandro Cerino e il progetto “I Can See Fo(u)r Miles”, costruito attraverso arrangiamenti originali dedicati alle diverse stagioni creative di Davis.
Accanto ai concerti, guide all’ascolto, incontri pomeridiani, proiezioni, attività dedicate alle scuole e momenti di approfondimento sulla figura e sull’eredità artistica di Davis. Un impianto multidisciplinare che conferma la volontà di fare del festival un’esperienza culturale articolata e fortemente radicata nei luoghi che la ospitano.
In questa prospettiva, guardare a ciò che accade a Santa Margherita Ligure significa riconoscere una sensibilità condivisa: quella di un progetto capace di generare attenzione sui luoghi, favorire nuove modalità di fruizione del patrimonio e contribuire alla costruzione di un’identità culturale contemporanea.
Sant’in Jazz 2026 – “I Can See Fo(u)r Miles” rappresenta così un esempio significativo di come un festival possa diventare un dispositivo di valorizzazione territoriale: una settimana in cui la musica di Miles Davis ha dialogato con l’architettura, il paesaggio e gli spazi culturali di Santa Margherita Ligure, trasformando la città in un grande luogo di ascolto e partecipazione.
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Un maxiemendamento in tempi brevi alla Camera dei Deputati per approvare il decreto con all’interno gli emendamenti sui Campi Flegrei. Lo chiede con forza il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, che a “Comunicare Il Sociale” esprime tutto il suo rammarico per la bocciatura di tutti gli emendamenti alla Commissione Bilancio della Camera al decreto 144 del 7 agosto, contenente misure urgenti per la prevenzione sismica, la riqualificazione e il potenziamento dell’azione commissariale nell’area flegrea, come i contributi all’autonoma sistemazione. Ieri il Governo ha bocciato tutti gli emendamenti, tra i malumori della maggioranza e le proteste dei gruppi di opposizione. Motivo della bocciatura sembrerebbe essere la mancata approvazione del Mef, che avrebbe richiesto una riformulazione di tutti gli emendamenti, che non è arrivata.“Le norme sui Campi Flegrei sono finite in un decreto dove sono presenti diversi temi, non certamenti importanti come la questione bradisismo”, spiega il sindaco, “Questa bocciatura degli emendamenti, ricordo anche di emendamenti della maggioranza, evidenzia la lontananza del governo nazionale, con oltre cinquemila sfollati per strada che manifestano per i loro diritti. Gli emendamenti che avevamo proposto erano il frutto di una cabina di regia composta da comitati, Città Metropolitana, cittadini, sindaci e Governo, rappresentato dal Prefetto di Napoli. Il 5 agosto in Prefettura il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva assunto impegni precisi”, continua lo sfogo del sindaco di Bacoli, che insiste: “Andava fatto un decreto ad hoc per i Campi Flegrei. Invece, sono stati bocciati provvedimenti a sostegno degli sfollati, gli aiuti per i lavori sulle case inagibili, i soldi per la sicurezza delle scuole, dei costoni e meno male che si lamentavano che non veniva richiesto lo stato di emergenza. Insieme ai cittadini saremo pronti, se non si mette una pezza su quanto accaduto ieri, ci faremo sentire anche a Roma”.
Sulla bocciatura degli emendamenti al decreto 144 si è espresso anche Marco Sarracino, parlamentare del Pd: “Non ci sono altre parole: quello che è accaduto alla Camera è una vergogna. Giorgia Meloni ha tradito i campi Flegrei. Sul decreto che in teoria doveva occuparsi di questa emergenza sono stati invece respinti praticamente tutti gli emendamenti a tutela di quel territorio, ignorando sia le proposte della maggioranza che quelle dell’opposizione”.
di Nicola Sellitti
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