16 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Rischia di rallentare drasticamente, la ricerca oncologica dell’IRCCS Fondazione Pascale di Napoli. La FP CGIL Campania segue con la massima attenzione una situazione che sta assumendo contorni sempre più preoccupati per il rinnovo dei contratti di numerosi ricercatori , molti dei quali impegnati in progetti finanziati da PNRR e PNC . Il PNRR nasce come risposta a una condizione emergenziale, con l’obiettivo dichiarato, tra gli altri , di ridurre il divario occupazionale tra Nord e Sud del Paese anche attraverso l’assunzione di ricercatori nel settore sanitario e scientifico. Proprio questi lavoratori, però, erano già stati lasciati senza risposta a dicembre 2025, quando il decreto Mille Proroghe non ha recepito le richieste avanzate per superare il cosiddetto effetto collo di bottiglia: una misura che avrebbe potuto ridurre concretamente la precarietà, aprendo la strada alla stabilizzazione di una parte del personale oggi a rischio.
Sono complessivamente 44 i lavoratori precari impiegati tra fondi PNRR e PNC presso l’Istituto, tra Ricercatori Sanitari e Collaboratori Professionali di Ricerca Sanitaria, le cui scadenze contrattuali si concentrano in un arco di tempo molto ravvicinato. Già ad agosto 2026 sei contratti giungeranno a termine, seguiti da altri tre a settembre, due a novembre e uno a dicembre dello stesso anno. Il momento più delicato arriverà però a febbraio 2027, quando 24 contratti scadranno, mentre le altre 8 posizioni si esauriranno entro il 2030. A questo si aggiunge un ulteriore fronte critico: tra il personale dell’Istituto si contano infatti almeno 50 borsisti, alcuni dei quali portano avanti da anni progetti di ricerca importanti senza alcun riconoscimento contrattuale stabile.
Secondo la FP CGIL, si tratta di un’emorragia di competenze che rischia di privare uno dei più importanti centri oncologici del Mezzogiorno di professionalità costruite in anni di specializzazione, competenze che il PNRR stesso avrebbe dovuto contribuire a radicare stabilmente nel tessuto lavorativo del Sud. Se le scadenze contrattuali si susseguiranno senza soluzioni, i progetti di ricerca in corso rischiano di interrompersi proprio nelle fasi più avanzate, con una perdita difficilmente recuperabile per l’intero sistema sanitario regionale.
«Parliamo di persone che hanno deciso di dedicare la propria vita professionale alla ricerca contro il cancro – dichiara Antimo Morlando Segretario Regionale della Sanità Pubblica per la FP CGIL- È inaccettabile che il PNRR, ideato come strumento per colmare il divario tra Nord e Sud finisca per produrre l’ennesima ondata di precarietà, disperdendo proprio le competenze che avrebbe dovuto radicare nel nostro territorio».
La FP CGIL Campania chiede un intervento immediato della Regione Campania e del Ministero della Salute per individuare soluzioni concrete alla proroga e alla stabilizzazione dei contratti in scadenza, oltre a quelle già attuate dallo stesso Pascale, a tutela dei lavoratori e della continuità delle attività di ricerca dell’Istituto. «È una corsa contro il tempo. Questo mesto e silente countdown per la ricerca oncologica va fermato immediatamente. Non possiamo permetterci di disperdere professionalità di questo livello – conclude il Segretario Morlando – Il Pascale è un patrimonio della sanità campana e nazionale, e chi vi lavora va tutelato, non abbandonato alla precarietà o addirittura a un finale così poco dignitoso».
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16 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Domenica 19 luglio il bosco del Lago Laceno, nel cuore dell’Irpinia, tornerà a trasformarsi in un grande palcoscenico naturale dedicato alla lettura. Giunge alla sua quarta edizione “Letture dal Bosco”, il festival ideato e diretto dallo scrittore Giuseppe Tecce e promosso dall’Associazione Ver Sacrum Arte Cultura e Società – Cinthia APS, con la conduzione di Grazia Caruso.
L’edizione 2026 assume un significato ancora più importante grazie al prestigioso Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, riconoscimento che valorizza il percorso culturale costruito dal festival e la sua capacità di promuovere lettura, partecipazione e valorizzazione dei territori. Nato nel 2023 come progetto spontaneo e autofinanziato, “Letture dal Bosco” è oggi una delle esperienze culturali più originali del panorama campano. Un festival che sceglie di allontanarsi dai modelli tradizionali costruiti attorno alla figura dello scrittore per mettere al centro il lettore, protagonista assoluto della giornata. Attraverso la lettura ad alta voce, infatti, le pagine dei libri prendono vita nel cuore del bosco, trasformando la parola scritta in esperienza condivisa.
Quest’anno i partecipanti si confronteranno leggendo brani tratti da quattro opere selezionate:
- Fino a te di Alessia Vessicchio (Graus Edizioni)
- Sette e Quarantacinque di Giuseppe Tecce (Graus Edizioni)
- Spacciatori di libri di Rosario Esposito La Rossa (Marotta & Cafiero)
- Fari dell’Anima. Raggi di luce e memorie (Apeiron Edizioni), raccolta di racconti di autori vari
A valutare le performance dei lettori sarà una giuria composta da Rosanna Lemmo, Presidente di Giuria, Giovanna Carozza, in rappresentanza del Club del Libro “Vuoi leggere con noi?” di San Marco Evangelista (Caserta), Giuliana Grimaldi, in rappresentanza del Club del Libro di Mondadori Bookstore Giugliano (Napoli), e Morena Cecere, in rappresentanza del Club del Libro “Tra le Righe” di Benevento. Ad aprire ufficialmente la manifestazione saranno i saluti istituzionali dell’Assessora alla Cultura del Comune di Bagnoli Irpino, Rolisa Corso.
L’edizione 2026 sarà dedicata a Giambattista Basile, nel 460° anniversario della nascita. Padre della fiaba letteraria europea, Basile ha raccolto e trasformato nella sua opera il patrimonio dell’oralità popolare meridionale. Un omaggio che trova nel bosco il suo luogo naturale, simbolo di trasformazione, incontro e immaginazione. La giornata prenderà il via con un momento di radicamento guidato da Premjeet Kaur Tina, un’esperienza dedicata all’ascolto del corpo e della natura, pensata per preparare i partecipanti all’ascolto profondo delle storie. Nel corso della giornata non mancheranno momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli con letture ispirate all’universo di Basile e attività di animazione curate dall’Associazione Wave, mentre gli intermezzi musicali saranno affidati al Coro Orbisophia, associazione culturale internazionale impegnata nella valorizzazione del canto beneventano. Il pomeriggio sarà dedicato alla consegna dei Premi Speciali Letture dal Bosco 2026, assegnati a personalità che si sono distinte per il loro contributo alla cultura, all’arte, alla promozione del territorio e all’impegno sociale.
I riconoscimenti saranno conferiti a:
- Antonello Carbone, regista
- Associazione Wave
- Carlotta Pinto, attrice e cantante di Mare Fuori
- Carmine Ioanna, musicista
- Domenico Cipriano, poeta
- Federica Brogna, giornalista e direttrice di United States of Italy
- Marika Camposano, bookblogger e coach mindfulness
- Maurizio Del Greco, regista e scrittore
- Pietro Pio Ciampa, fotografo
- Pasquale Luca Nacca, presidente dell’associazione Insieme per Avellino e per l’Irpinia
- Rino Cillo, scrittore
A concludere il festival sarà il suggestivo Rito del Piccolo Popolo, curato dall’Associazione Sabba de Nuce, un momento simbolico che richiama il profondo legame tra uomo, natura e immaginario popolare. Dopo il successo delle prime tre edizioni e delle iniziative nate durante l’anno, tra cui la Winter Edition ospitata presso la Libreria Raffaello di Napoli e la rassegna Autori in Vetrina a San Giorgio del Sannio, Letture dal Bosco continua a consolidarsi come un progetto culturale permanente, capace di mettere in dialogo aree interne, città, editori, autori e lettori. Più che un festival letterario, Letture dal Bosco è un invito a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire il valore della lettura condivisa, dove la voce dei lettori diventa il filo che unisce persone, storie e territorio nel cuore della natura
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16 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Il 28 agosto l’evento inaugurale che unisce archeologia, musica, arte e sapori del territorio. Un progetto pensato per durare fino al 2030 e valorizzare le aree interne della Regione
Un teatro antico che torna a vivere al tramonto, tra danze, dj set e degustazioni d’eccellenza. È ÈSPERO – Sunset Experience, il nuovo progetto culturale ideato da Media Club Sas e da Umile Coppola per raccontare la Campania attraverso un linguaggio contemporaneo, capace di intrecciare patrimonio archeologico, arti performative e produzioni enogastronomiche identitarie. Venerdì 28 agosto 2026, a partire dalle ore 16:45, il Teatro Tempio di Pietravairano – uno dei complessi archeologici più suggestivi del Mediterraneo – ospiterà la prima edizione di questo format, pensato non come un evento isolato ma come l’avvio di un percorso pluriennale di valorizzazione del territorio.
Il primo appuntamento di ÈSPERO nasce grazie alla disponibilità e al partenariato del Comune di Pietravairano e dell’amministrazione guidata dal sindaco Adriano Del Sesto, che ha creduto sin da subito nel valore culturale e territoriale dell’iniziativa, sostenendo la scelta del Teatro Tempio come luogo simbolico da cui far partire questo nuovo racconto della Campania. Accanto alla dimensione culturale e turistica, ÈSPERO sceglie di sostenere e promuovere l’associazione trameafricane.org, associazione che da oltre vent’anni realizza importanti interventi in alcune aree del Kenya. Un legame che riflette lo spirito del progetto: trasformare la valorizzazione del patrimonio in un’occasione di sensibilizzazione e di apertura verso il mondo, oltre i confini del territorio campano.
ÈSPERO non nasce come una semplice rassegna, ma come un progetto culturale permanente. L’obiettivo, dichiarato dagli organizzatori, è costruire entro il 2030 un modello riconoscibile e replicabile in altri siti archeologici della regione, con particolare attenzione alle aree interne e ai luoghi meno noti al grande pubblico. Un format che punta a creare una rete regionale di eventi esperienziali, rafforzare il posizionamento della Campania come meta internazionale di turismo culturale, valorizzare le produzioni agroalimentari del territorio e coinvolgere giovani, comunità locali, istituzioni e imprese in un nuovo modello di sviluppo territoriale.
Venerdì 28 agosto 2026, a partire dalle ore 16:45, al Teatro Tempio di Pietravairano prenderà il via ÈSPERO – Sunset Experience con il monologo di apertura di Luca Ward, dedicato alla storia del Teatro Tempio e delle antiche civiltà che hanno abitato quest’area. Seguiranno performance artistiche e danze ispirate al mondo romano, con costumi d’epoca e statue viventi, e il dj set di ARTHIZAN Franky B, che presenterà in anteprima due remix elettro-etnici dedicati alla musica popolare partenopea, in un ideale omaggio all’inserimento della canzone classica napoletana nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. La serata si concluderà con un aperitivo al tramonto, tra degustazioni di vini DOC e IGT del territorio – Asprino, Pallagrello, Roccamonfina – bollicine e finger food con le eccellenze enogastronomiche dell’Alto Casertano. Per tutte le informazioni è possibile consultare i canali social e il sito internet dell’evento.
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16 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Entra nel vivo a Napoli l’International Symposium on Measurement in Networking and Communications (MNC 2026). Fino al 16 luglio, il Centro Congressi dell’Ateneo fridericiano in via Partenope ospita l’ottava edizione del prestigioso simposio promosso dall’IEEE e dedicato alle misure applicate alle reti e alle telecomunicazioni. Una regia scientifica autorevole, che porta la firma di Nicola Pasquino (Università degli Studi di Napoli Federico II) e di Gianfranco Miele (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), entrambi general chair dell’evento, supportati dal Prof. Domenico Capriglione (Università di Cassino) alla guida del comitato tecnico TC-37 della IEEE Instrumentation and Measurement Society.
L’appuntamento non è solo un momento di altissimo profilo accademico, ma rappresenta un tassello cruciale per il benessere sociale: la capacità di verificare che le infrastrutture digitali – dal semplice segnale del cellulare alle reti critiche degli ospedali – funzionino in modo sicuro ed efficiente è ormai un requisito fondamentale per la vita quotidiana di tutti noi, specialmente in un’epoca dominata da 5G e intelligenza artificiale.
Focus sul “Digital Twin” per anticipare il futuro
Al centro dei lavori il tema del Digital Twin, una tecnologia chiave per la gestione e l’evoluzione delle infrastrutture. Come spiegato da Michele Ludovico, responsabile dell’innovazione di FiberCop, nel suo keynote: «Il Digital Twin consiste nel creare una replica accurata e allineata in tempo reale che consente di simulare e far evolvere in parallelo un modello digitale della realtà, valorizzando in modo nuovo la capacità di effettuare misurazioni accurate sulle reti».
Ma l’applicazione di questa tecnologia non è solo una sfida ingegneristica, è soprattutto una sfida sociale che impone una profonda multidisciplinarietà. Il concetto di Digital Twin richiede infatti di integrare competenze estremamente diverse tra loro. Basti pensare che una rete di telecomunicazioni è sempre immersa in un tessuto geografico e sociale, un elemento complesso che va modellizzato: per questo, oggi più che mai, “fare rete” tra saperi diversi diventa fondamentale.
In un contesto europeo in cui molti soggetti operano e cooperano sullo stesso mercato, è ormai evidente che nessuna azienda, per quanto grande, può costruire da sola le soluzioni del futuro. La strada da percorrere risiede nella collaborazione aperta tra enti di ricerca, aziende e istituzioni, l’unica via possibile per creare sinergie reali e garantire la massima sostenibilità ambientale e sociale delle nostre infrastrutture.
La ricerca globale al servizio delle persone
Il successo del simposio testimonia la centralità di questo approccio sinergico. “I lavori procedono molto bene. Ovviamente il merito è dei ricercatori e dei professionisti, nazionali e internazionali, che hanno deciso di presentare qui le proprie attività di ricerca: rappresentanti dell’industria, di centri di ricerca e di università di tutto il mondo che ci hanno onorato della loro partecipazione, dal Sud-Est asiatico fino agli Stati Uniti e al Canada” dichiara con soddisfazione Nicola Pasquino.
“Questo dimostra – anche se lo sapevamo già – che quello delle reti e delle telecomunicazioni è un ambito di assoluto interesse. Dare un contributo come misuristi – ovvero come persone che si occupano di verificare le prestazioni, studiare i modelli e, soprattutto, caratterizzarli sperimentalmente per verificare se ciò che progettiamo si comporti davvero come previsto – rappresenta un tema di enorme rilevanza scientifica. Lo facciamo perché solo attraverso questa attività riusciamo a creare reti sempre più sicure, performanti e robuste, capaci di soddisfare al meglio le esigenze di cittadini e utenti”. Attraverso il confronto di questi giorni su sicurezza informatica, sanità digitale e sostenibilità energetica, Napoli si conferma così la capitale di una tecnologia dal volto umano, dove la precisione delle misure scientifiche si traduce direttamente in sicurezza, inclusione e qualità della vita per l’intera comunità.
di Adriano Affinito
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15 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Il complesso monumentale di San Pietro ad Aram, uno dei luoghi più antichi e cari alla storia di Napoli, dalla giornata di ieri rientra nelle disponibilità all’Arcidiocesi di Napoli. E’ stato, infatti, sottoscritto l’atto con cui la Provincia di Napoli di San Pietro ad Aram dell’Ordine dei Frati Minori dona l’intero complesso – la Basilica con la sua Cripta, l’edificio conventuale e gli spazi annessi lungo Via Santa Candida e Corso Umberto – alla Chiesa napoletana guidata dal Cardinale don Mimmo Battaglia. Un gesto che i frati hanno scelto di compiere restando accanto alla propria casa: la donazione, infatti, non significa un addio. I Frati Minori continueranno infatti a essere presenti nella struttura, mettendo a disposizione la propria vocazione e il proprio servizio per le attività che vi troveranno spazio.
Il complesso, che comprende anche gli ambienti di Casa Bartimeo, polo della carità della Chiesa di Napoli, viene donato con un vincolo preciso: dovrà essere destinato in modo stabile a progetti sociali, assistenziali, educativi, culturali e di inclusione promossi dall’Arcidiocesi, rivolti prioritariamente a persone e famiglie fragili, vulnerabili o in stato di bisogno. Un impegno che riguarda l’intero compendio, compresa la Chiesa e le catacombe, e che si traduce concretamente in accoglienza, ascolto, accompagnamento, formazione e reinserimento sociale per chi vive ai margini.
Anche le eventuali entrate generate dalle attività ospitate nel complesso seguiranno la stessa direzione: l’atto prevede infatti che siano reinvestite integralmente nel funzionamento e nello sviluppo dei progetti sociali realizzati a San Pietro ad Aram, senza alcuna possibilità di destinazione a scopi diversi da quelli di solidarietà e promozione della persona.
Parallelamente prende forma un nuovo progetto di valorizzazione della Cripta di Santa Candida, che diventerà luogo di incontro tra memoria storica e inclusione sociale: gli ospiti di Casa Bartimeo saranno infatti coinvolti come accompagnatori nella visita alla Cripta, un percorso pensato per favorire il loro inserimento lavorativo e, al tempo stesso, per restituire alla città la piena fruizione di un bene di straordinario valore artistico e culturale. L’atto è stato sottoscritto da Padre Carlo D’Amodio, in rappresentanza della Provincia di Napoli di San Pietro ad Aram dell’Ordine dei Frati Minori, dal Cardinale don Mimmo Battaglia, per l’Arcidiocesi, alla presenza della direttrice Caritas Napoli suor Marisa Pitrella, di Gennaro Pagano, direttore di Casa Bartimeo e del segretario dell’Arcidiocesi di Napoli ramo ETS don Federico Battaglia.
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15 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Intelligenza artificiale, accessibilità e salute al centro del convegno internazionale “Artificial Intelligence for Accessibility – From Innovation to European Standard”, ospitato il 14 luglio al Parlamento europeo di Bruxelles. Istituzioni, mondo scientifico, imprese e associazioni si sono confrontati sulle prospettive offerte dalle nuove tecnologie per la costruzione di un modello europeo di AI orientato all’inclusione, alla tutela dei diritti e alla centralità della persona.
L’iniziativa è stata promossa dagli eurodeputati Pietro Fiocchi, vicepresidente della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza alimentare (ENVI); Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, e Chiara Gemma, componente dell’Intergruppo del Parlamento europeo sulla Disabilità.
Ad aprire i lavori sono stati gli interventi dei tre eurodeputati promotori, seguiti dal Segretario generale del Parlamento europeo Alessandro Chiocchetti; da Alejandro Moledo del Río dell’European Disability Forum (EDF) e dall’eurodeputato Francesco Torselli.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’accessibilità, con gli interventi del Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi, collegato in videoconferenza; di Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo; di Angelo Raffaele Cagnazzo dell’Ente Nazionale Sordi (ENS); di Gianmarco Biagi, presidente di AICIM – Associazione Italiana Cultura d’Impresa e Management e presidente di 7P9 Industrial Holding Company; di Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT – Vection Technologies, e di Valter Mavrič, direttore generale della Direzione Traduzione del Parlamento europeo. Tra i partecipanti anche Elvira Tarsitano, componente del Consiglio nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB).
Particolare interesse ha suscitato l’avatar intelligente sviluppato da QuestIT – Vection Technologies, presentato nel corso dei lavori e in grado di interagire con gli utenti attraverso la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Internazionale, favorendo una comunicazione più immediata e inclusiva e un accesso facilitato alle informazioni e ai servizi digitali.
La soluzione è già utilizzata in diverse realtà italiane, tra cui le stazioni ferroviarie di Roma Termini e Milano Centrale e l’aeroporto di Cagliari, dove permette alle persone sorde di accedere a informazioni e servizi attraverso sistemi digitali dedicati. La tecnologia è stata inoltre adottata da Acquevenete per rendere più accessibili informazioni su bollette e servizi e potrebbe trovare presto applicazione anche nella Pubblica Amministrazione e nelle istituzioni europee, con ulteriori sviluppi dedicati ai servizi digitali e alla diffusione di contenuti sempre più accessibili.
La seconda sessione del convegno è stata dedicata alle applicazioni dell’intelligenza artificiale in sanità e nella medicina di precisione, con un approfondimento sul contributo che queste tecnologie possono offrire alla prevenzione, alla personalizzazione delle cure e allo sviluppo di sistemi sanitari e sociali sempre più innovativi. Sono intervenuti Antonio Novelli, direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e professore presso UniCamillus; Sergio Daga, genetista ricercatore dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; Salvatore Corrao, professore ordinario di Medicina Interna dell’Università degli Studi di Palermo, e Stefano Crisci, docente di Diritto dell’intelligenza Artificiale presso Sapienza Università di Roma e componente del board di Diplomatia.
I lavori, coordinati da Carola Salvato, vicepresidente di Diplomatia e fondatrice di KEA Connecta, si sono conclusi con una tavola rotonda dedicata al futuro dell’intelligenza artificiale in Europa e alla necessità di coniugare innovazione, responsabilità, sostenibilità e tutela dei diritti fondamentali.
L’appuntamento di Bruxelles ha rappresentato l’avvio di un percorso europeo volto a contribuire alla definizione di una visione condivisa dell’intelligenza artificiale, capace di mettere al centro le persone e rendere l’innovazione uno strumento concreto di inclusione e accessibilità. Dal confronto è emersa la necessità di accompagnare lo sviluppo dell’AI con competenze scientifiche, regole condivise e una forte attenzione alla dimensione etica. La tecnologia potrà così diventare uno strumento concreto di progresso, migliorare la qualità della vita e contribuire a una trasformazione digitale fondata sul’’innovazione responsabile, sull’inclusione e sulla tutela della dignità umana.
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