INCENDIO DI AIROLA, SERLUCA CONVOCA ISTITUZIONI E ORGANIZZAZIONI AGRICOLE: «TUTELARE AZIENDE E PRODUZIONI DEL TERRITORIO»

Fare il punto sui dati ambientali disponibili, verificare le possibili ricadute sulle attività agricole e individuare iniziative condivise a tutela delle aziende e delle produzioni del territorio.
È questo l’obiettivo dell’incontro convocato dall’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, per mercoledì 9 settembre, alle ore 17.00, presso l’Aula Consiliare del Comune di Moiano,  a seguito dell’incendio che ha interessato un deposito di rifiuti stoccati all’interno dell’area industriale di Airola, in provincia di Benevento.
All’incontro sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni e degli enti competenti, i sindaci dei territori interessati e le organizzazioni professionali agricole delle province di interesse.
«Stiamo seguendo con grande attenzione l’evolversi della situazione e le preoccupazioni che arrivano dal mondo agricolo», dichiara l’assessora Serluca. «Ora è necessario partire dai dati disponibili e mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, enti competenti e rappresentanti degli agricoltori, per avere un quadro il più possibile chiaro delle eventuali conseguenze sul comparto».
«La priorità – prosegue Serluca – è tutelare le nostre aziende agricole e le nostre produzioni, intervenendo sulle eventuali criticità ma anche salvaguardando il valore economico e reputazionale dei prodotti della Valle Caudina. In situazioni come questa è fondamentale agire con tempestività, sulla base di dati oggettivi e attraverso un confronto costante con il territorio».
L’incontro del 9 settembre servirà quindi ad approfondire le problematiche segnalate dagli operatori e a valutare, sulla base delle informazioni disponibili, le iniziative da mettere in campo a sostegno del sistema agricolo locale.
«Intendo ascoltare direttamente gli agricoltori e i territori – conclude Serluca – e costruire insieme le risposte necessarie. La Regione sarà al fianco delle imprese agricole e delle comunità coinvolte».

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Il Premio La Ginestra 2026 assegnato al Centro Nazionale di Studi Leopardiani

Sarà la monumentale Villa delle Ginestre, luogo del cuore e della memoria leopardiana alle pendici del Vesuvio, a ospitare lunedì 14 settembre 2026, a partire dalle ore 19:00, la cerimonia di consegna della diciannovesima edizione del Premio “La Ginestra”, prestigioso riconoscimento che nasce dalla collaborazione tra il Rotary Club Torre del Greco e Comuni Vesuviani, la Fondazione Ente Ville Vesuviane e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Il premio letterario leopardiano, ormai punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, è stato quest’anno assegnato all’unanimità al Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL) di Recanati. A ritirare il premio sarà la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta recanatese e vicepresidente del CNSL.

La cerimonia di premiazione a Villa delle Ginestre – dimora vesuviana che accolse Leopardi e che conserva intatta l’ispirazione della celebre ode – si preannuncia come un evento di altissimo profilo culturale e artistico.

La serata, condotta dalla giornalista e critica letteraria Donatella Trotta, sarà impreziosita da momenti di grande intensità scenica e musicale. Le letture di Fabio Cocifoglia dialogheranno con le musiche di Gioachino Rossini, eseguite dal quartetto d’archi e contrabbasso composto dai violini di Riccardo Zamuner e Alberto Marano, dal violoncello di Raffaele Rigliari e dal contrabbasso di Gianluigi Pennino. L’introduzione all’ascolto e la consulenza artistica saranno curate dal maestro Giovanni Oliva.

Costituto nel 1937, in occasione del primo centenario della scomparsa del poeta, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani nacque con un mandato programmatico e ambizioso: promuovere e favorire gli studi e le ricerche sulla vita e sulle opere di Giacomo Leopardi, nonché sui movimenti culturali e sull’ambiente storico a esso connessi. A distanza di quasi novant’anni, il bilancio di questa straordinaria avventura intellettuale è decisamente positivo. Il CNSL ha saputo farsi custode e propulsore di un’indagine globale sull’universo umano e intellettuale leopardiano, unendo cultura e società, passato e futuro, l’Italia e il mondo.

Nel corso dei decenni, l’istituzione recanatese – guidata dal 2008 dal presidente Fabio Corvatta – ha dato vita a innumerevoli convegni internazionali, ha favorito la diffusione di traduzioni in ogni angolo del globo e ha visto fiorire cattedre leopardiane nei principali atenei italiani ed europei.

Tra i traguardi più recenti e innovativi spicca la realizzazione della Biblioteca Digitale Leopardiana, avviata in sinergia con l’ICCU, la Biblioteca Nazionale di Napoli e l’Università di Macerata: una piattaforma monumentale che rende accessibile l’intera autografia del poeta, i postillati, gli studi e l’iconografia, spalancando una finestra inedita sul laboratorio creativo dello scrittore. Sul piano territoriale e materiale, il CNSL ha inoltre promosso interventi di restauro conservativo, restituendo all’antica e incantata fisionomia persino il celebre colle dell’Infinito.

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Gaza, un altro funerale di massa di bambini: sepolti in 106, 73 erano minori

A Gaza, ancora una volta, sono stati i più piccoli a pagare il prezzo più alto. Sabato sono stati sepolti 106 corpi recuperati dalle macerie di un edificio residenziale nel sud-est di Gaza City, distrutto più di due anni fa in un attacco aereo israeliano. Tra le vittime, 73 erano bambini. È la seconda volta nel giro di un solo mese che la città celebra un funerale di massa di queste proporzioni. Una circostanza che, secondo quanto riferito dall’Unicef, restituisce l’immagine di una guerra che continua a colpire l’infanzia palestinese anche a distanza di anni dagli attacchi, quando corpi ancora sepolti sotto le rovine vengono progressivamente riportati alla luce.

«Nel giro di un mese abbiamo assistito due volte alla stessa scena straziante a Gaza: bambini che depongono fiori e accendono candele sui corpi di altri bambini durante un funerale di massa» ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa orientale. «Queste vite spezzate sono la testimonianza del costo brutale che questa guerra sta imponendo ai più piccoli. Tutto questo non può diventare normale, come purtroppo è accaduto con tante altre tragedie a Gaza».

Per l’organizzazione, l’accumularsi di questi episodi non può essere accettato come un fatto ordinario. «Queste immagini devono indignarci» ha proseguito Alhendawi. «L’umanità non può accettare che i funerali di massa di bambini palestinesi diventino una realtà quotidiana. Non possiamo restare a guardare mentre tutto questo continua». Il riferimento è anche al tempo trascorso dall’accordo che avrebbe dovuto fermare le ostilità: «Sono trascorsi 332 giorni dalla firma del piano di cessate il fuoco, eppure da allora sono stati uccisi più di 300 bambini — ha aggiunto il direttore regionale di Save the Children —. Le forze israeliane devono smettere di uccidere, sfollare e ferire i bambini». Dall’inizio del conflitto, secondo i dati citati dall’organizzazione, sono morti oltre 21.000 minori.

Alhendawi ha inoltre richiamato la comunità internazionale ai propri obblighi previsti dal diritto internazionale, chiedendo che i responsabili dei danni inflitti ai bambini palestinesi siano chiamati a rispondere delle proprie azioni. Save the Children ha inoltre sollecitato le autorità israeliane a consentire l’accesso alle squadre di ricerca e recupero e l’ingresso di mezzi pesanti, attrezzature specialistiche e risorse forensi necessarie per estrarre le persone ancora sepolte sotto le macerie, ricordando il diritto delle famiglie a recuperare, identificare e piangere i propri figli.

Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che Gaza si trova a celebrare esequie di questa portata: lo scorso agosto centinaia di persone si erano riunite a Deir al-Balah per un funerale di massa dedicato a 112 vittime — tra cui 40 bambini — di un raid israeliano del novembre 2023 che aveva raso al suolo un intero isolato residenziale. Il ripetersi di episodi analoghi, a distanza di poche settimane, testimonia quanto le operazioni di recupero delle vittime dalle macerie restino, a Gaza, un processo lungo e ancora lontano dal concludersi. Per Save the Children la strada resta una sola: un cessate il fuoco permanente, la ricostruzione e l’avvio di un percorso di ripresa per la popolazione della Striscia.

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I Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale: “Airola, Sparanise e Giugliano, la stessa storia che ritorna !”

I Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale vedono un collegamento ideale tra quanto accaduto ad Airola, quanto accaduto a Sparanise e la vicenda del grande sito di stoccaggio dei rifiuti di Giugliano. Non è nostra intenzione stabilire, responsabilità riconducibili a vicende del passato né sovrapporre situazioni che hanno caratteristiche e storie differenti – si legge in una nota inoltrata agli organi di stampa –  è però difficile non cogliere, nella successione di questi episodi, il ripetersi di una dinamica che la storia ambientale della Campania ci ha già mostrato troppe volte. Cambiano i luoghi, cambiano gli impianti, cambiano gli uomini e le stagioni della politica, ma resta una costante: enormi quantità di rifiuti rimangono per anni a dormire nei territori e, prima o poi, qualcosa accade. Ad Airola come a Sparanise, il fuoco ha restituito improvvisamente alla collettività ciò che la quotidianità aveva finito per rendere quasi invisibile. Quei rifiuti che per anni sembrano immobili, dimenticati, finiscono per tornare protagonisti nel modo peggiore: attraverso il fumo, l’odore acre della combustione, l’allarme della popolazione e la necessità di verificare cosa sia stato immesso nell’ambiente. È una storia che si ripete perché quei siti, a differenza della memoria politica, non hanno memoria breve. Rimangono lì, continuano a contenere ciò che contenevano e continuano a rappresentare una potenziale fonte di rischio. Ed è per questo che Giugliano non può essere considerata una questione archiviata soltanto perché, in questo momento, non occupa le prime pagine dei giornali. La politica, nel frattempo, sembra spesso vivere una stagione nella quale la rappresentazione prevale sulla realtà, impegnata più a raccontarsi che a governare ciò che resta sul territorio. I cittadini, invece, fanno quello che possono: provano a vivere, a lavorare, a guardare avanti e, talvolta, anche a dimenticare. Ma i grandi accumuli di rifiuti non dimenticano e non scompaiono. Restano come una presenza silenziosa, quasi estranea al tempo della politica, fino a quando un nuovo incendio non riporta tutti al punto di partenza.
È questo il vero elemento che deve preoccuparci, fanno sapere dai Circoli: l’orologio dell’emergenza che continua a tornare indietro. Ogni volta si ricomincia dalle stesse domande, dagli stessi monitoraggi, dalle stesse paure e dalle stesse promesse di maggiore attenzione. Una sorta di Chernobyl che, nella percezione collettiva, rivive ogni volta uguale: non per le dimensioni dell’evento, naturalmente, ma perché ogni emergenza sembra consumarsi secondo lo stesso copione, per poi lasciare nuovamente sul territorio ciò che c’era prima. Ci ricordano che la questione dei rifiuti non finisce quando il rifiuto viene stoccato e che un sito apparentemente fermo può continuare ad avere una propria, inquietante vita. Per questo riteniamo che Giugliano debba essere osservata con attenzione. Perché il problema non è soltanto ciò che brucia oggi. Il problema è ciò che, domani, potrebbe tornare a bruciare. E sarebbe imperdonabile dover attendere ancora una volta una colonna di fumo per ricordarci che quei problemi non erano mai scomparsi.

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Anna Di Corcia da IoCiSto: la forza e la fede di Stein e Hillesum

C’è una forza interiore capace di resistere alle macerie della storia e di parlarci ancora oggi. Da questa profonda riflessione nasce il libro di Anna Di Corcia “Le ragazze della resilienza. Edith Stein e Etty Hillesum: due donne in dialogo”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana La Cisterna. La prossima presentazione di terrà venerdì 11 settembre alle ore 18,30 presso la libreria Io Ci Sto, via Domenico Cimarosa, Napoli. Interverranno: Antonia Esposito docente di Filosofia e Storia, l’attrice Paola Cammarano e la musicista Cinzia Martone.

Il saggio mette in dialogo le figure di Edith Stein ed Etty Hillesum nel contesto dell’Europa tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, segnato dall’ascesa del Nazismo e dalla persecuzione degli ebrei. Attraverso l’analisi delle opere filosofiche, pedagogiche e delle conferenze di Edith Stein e delle lettere e dei quaderni del Diario di Etty Hillesum, il volume ricostruisce due percorsi umani e intellettuali diversi ma profondamente convergenti. Entrambe, vittime della deportazione ad Auschwitz a un anno di distanza l’una dall’altra, testimoniano una straordinaria forza interiore e una resilienza spirituale che continua a interrogare il presente.

Anna Di Corcia nasce ad Atri (TE) e vive a Napoli. È stata cultore della materia presso la Cattedra di Didattica del latino dell’Università Federico II di Napoli ed è docente di Lingua e Letteratura italiana e latina e Geostoria nella scuola secondaria di secondo grado, in particolare presso il Liceo “Pasquale Villari” di Napoli. Laureata in Lettere 5 moderne all’Università di Napoli “Federico II”, ha conseguito un Master di II livello in Beni culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana. Giornalista pubblicista dal 2018, collabora con riviste d’arte e testate nazionali. Ha partecipato come relatrice a convegni internazionali sul rapporto tra poetica e cristianesimo e nel 2024 ha pubblicato con Loescher Memoria locorum. Paesaggi nella letteratura latina.

TITOLO: LE RAGAZZE DELLA RESILIENZA. EDITH STEIN: DUE DONNE IN DIALOGO

AUTORE: ANNA DI CORCIA

COLLANA: LA CISTERNA

EDITORE: GIANNINI EDITORE

PAGINE: 184

PREZZO: 16,00 €

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Buoni spesa, a Torre del Greco una rete di negozi per sostenere le famiglie in difficoltà

Una rete di esercizi commerciali per rendere più concreto il sostegno alle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economica. È questo l’obiettivo del piano promosso dal Comune di Torre del Greco per raccogliere le manifestazioni di interesse degli operatori commerciali corallini disponibili ad accettare i buoni spesa destinati ai cittadini individuati dai servizi sociali. L’iniziativa, in breve, punta a garantire alle persone e ai nuclei familiari beneficiari la possibilità di acquistare beni essenziali attraverso una rete di attività presenti sul territorio. Al progetto potranno aderire gli esercizi commerciali che hanno almeno una sede operativa a Torre del Greco e che vendono prodotti riconducibili alle necessità primarie. Tra le categorie ammesse rientrano generi alimentari, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa, articoli per la prima infanzia e prodotti parafarmaceutici, e in corso d’opera potrà inoltre essere autorizzata dall’amministrazione comunale la vendita di altri beni di prima necessità non presenti in questo primo elenco. Restano invece esclusi tabacchi e prodotti assimilati, alcolici e superalcolici, farmaci soggetti a prescrizione medica, ricariche telefoniche, giochi, lotterie e scommesse. L’esclusione riguarda anche beni e servizi che non siano riconducibili alle necessità essenziali dei nuclei beneficiari.
I buoni rappresentano un sostegno concreto per chi deve fare i conti con un bilancio familiare sempre più difficile da gestire, e nell’ottica delle varie riprese settembrine. L’obiettivo è infatti permettere alle persone individuate dai servizi sociali di utilizzare il contributo per le spese indispensabili della vita quotidiana, che in determinati periodi dell’anno pesano ancor di più.

Il sistema prevede che i buoni vengano utilizzati attraverso la tessera sanitaria del beneficiario. La tessera consentirà di identificare il titolare e registrare la transazione presso gli esercizi commerciali aderenti. Una modalità pensata per rendere il beneficio tracciabile e riservato esclusivamente alle persone ammesse alla misura.
I buoni potranno essere utilizzati fino al 31 gennaio del prossimo anno. Per gli esercizi interessati, invece, il termine per presentare la manifestazione di interesse è fissato alle ore 12 del 28 settembre prossimo. Le domande dovranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata all’indirizzo del Comune indicato nell’avviso.
La costruzione di una rete di negozi aderenti rappresenta un passaggio importante perché consente di avvicinare il sostegno pubblico alle esigenze quotidiane dei cittadini.
Non soltanto un contributo economico, dunque, ma uno strumento destinato a intervenire direttamente sulle necessità fondamentali. La misura si inserisce così nelle azioni di sostegno rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione. Dalle prossime settimane partirà così la costruzione dell’elenco degli esercizi presso i quali sarà possibile utilizzare i buoni. Un circuito pensato per trasformare l’aiuto economico in un sostegno immediatamente spendibile nella vita di tutti i giorni.

di Nadia Labriola

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