Contrabbando di tabacco ed e-cig, presentato a Napoli il progetto M.A.C.I.S.T.E., promosso dalla Fondazione Osservatorio Agromafie

In 38 paesi dell’area europea sono state consumate oltre 55 miliardi di sigarette illegali, per una perdita fiscale di 22,4 miliardi di euro. Si aggiunge l’espansione delle cosiddette white illicit provenienti dall’Est Europa e una crescente infiltrazione nelle piattaforme e-commerce e nei canali criptati, che consentono transazioni rapide, anonime e difficilmente tracciabili.
È quanto emerso, nell’incontro “M.A.C.I.S.T.E. – Il modello italiano nella lotta al commercio illecito nel settore tabacchi ed e-cig” che si è tenuto oggi nella sede della Camera di Commercio di Napoli a Napoli, con il contributo di istituzioni locali, tra cui Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio Regionale Campania, Maria Carmela Serluca, Assessore All’agricoltura della Regione Campania, organi di controllo, Fondazione Osservatorio Agromafie, Coldiretti e Philip Morris Italia.
Nel corso della mattinata è stato presentato il progetto “M.A.C.I.S.T.E.”, acronimo di Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-Cig, coordinato dalla Fondazione Osservatorio Agromafie. È stata anche presentata da Stefano Liberti, ricercatore della Fondazione Osservatorio Agromafie la ricerca “Il fumo nell’ombra: viaggio nel contrabbando e nell’illegalità dei prodotti del tabacco in Europa e in Italia”. Secondo lo studio, la “nuova illegalità” non passa più soltanto per le sigarette tradizionali, ma coinvolge anche sigarette elettroniche, vedendo emergere una nuova frontiera fatta di fabbriche clandestine e di acquisti non più soltanto agli angoli delle strade ma anche attraverso lo smercio online.
“Contrastare l’illegalità nel settore del tabacco significa difendere un patrimonio economico, sociale e produttivo strategico per il Paese” – ha dichiarato Gennarino Masiello, Vicepresidente nazionale di Coldiretti, Presidente dell’Organizzazione nazionale tabacco Italia e Presidente di Unitab Europa, che ha aggiunto – “Il fenomeno del contrabbando sottrae risorse all’erario, alimenta circuiti criminali e colpisce una filiera che rappresenta un presidio di legalità fondamentale per molte aree rurali italiane. Proprio per questo assume un valore ancora più rilevante il modello integrato costruito attraverso l’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris, che ha dato vita ad un percorso basato su trasparenza e tracciabilità, offrendo alle imprese agricole maggiore certezza e programmazione pluriennale. Un sistema che valorizza la produzione italiana di qualità favorisce la sostenibilità ambientale e sociale, garantisce un’equa remunerazione ai produttori e sostiene investimenti e innovazione. Iniziative come quella di M.A.C.I.S.T.E. vanno sostenute con forza non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo proprio per garantire questo sistema virtuoso”.
L’appuntamento fa parte di un ciclo di approfondimenti organizzato dalla Fondazione Osservatorio Agromafie il cui Comitato scientifico è presieduto dal Procuratore Gian Carlo Caselli. Proprio allo stesso Caselli è anche “intitolata” la nuova legge contro le agromafie e le agropiraterie approvata dal Parlamento dopo anni di discussione; legge cui ha lavorato alacremente proprio lo stesso Osservatorio e che oggi rappresenta uno strumento in più per combattere l’illegalità a difesa degli agricoltori e dei consumatori italiani.
La Legge Caselli è anche al centro dell’intervento del presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli: “Queste norme arrivano dopo 11 anni di attesa. Un grande risultato per l’agroalimentare. Nel Codice Penale entra un nuovo capo sui delitti agroalimentari e il reato di agropirateria per colpire le frodi organizzate. Rafforzate le sanzioni su etichette e origine, nuove regole su tracciabilità bufala e pesca. È un passo decisivo per legalità, trasparenza e tutela del Made in Italy e delle imprese oneste campane”.
In apertura dei lavori il saluto della presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga. Hanno partecipato all’evento rappresentanti degli Organi di controllo, Col. T.St Paolo Consiglio, Comandante Nucleo Polizia Economico- Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, Roberto De Vita, Commissario Capo Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, Fabio De Guglielmo, Direzione Centrale Accise Agenzia delle Dogane e Monopoli, che hanno rispettivamente presentato risultati e azioni di contrasto messe in atto a livello nazionale e locale; Carlo Nocerino Procuratore della repubblica di Busto Arsizio, che ha dato uno spaccato dell’attività investigativa che le procure svolgono rispetto al tema del contrabbando di tabacco e sigarette e delle sinergie con l’attività svolta a livello europeo, e Piergiorgio Marini, Senior Manager Corporate Affairs di Philip Morris Italia che ha dato il punto di vista del settore privato in termini di collaborazione con le autorità e le istituzioni per sviluppare strategie efficaci nella lotta contro il commercio illecito.

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Caretta caretta nel Mediterraneo: tra nuovi record di nidificazione e le minacce del clima che cambia

La tartaruga marina comune, Caretta caretta, è al centro di una storia profondamente contraddittoria. Le coste italiane registrano numeri di nidificazione mai visti prima — secondo i dati del progetto Life Turtlenest coordinato da Legambiente, si è passati da 443 nidi censiti due stagioni fa a oltre 700 nell’ultima rilevazione — ma le stesse condizioni ambientali che spingono la specie verso nord ne mettono a rischio la sopravvivenza a lungo termine.

Il Mediterraneo è uno dei bacini che si riscaldano più velocemente sul pianeta. Secondo il rapporto Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean, pubblicato su Nature Climate Change, le sue acque guadagnano circa 0,4 °C ogni dieci anni, con proiezioni al 2100 tra +1,8 e +3,5 °C rispetto ai valori del periodo 1961-1990. Per la Caretta caretta, questo significa spiagge di nidificazione sempre più calde — e questo è esattamente il problema.

La determinazione del sesso dipende dalla temperatura di incubazione delle uova: in un intervallo ottimale tra 24 e 34 °C, documentato dal monitoraggio di Life Turtlenest, temperature più alte favoriscono la nascita di femmine, valori più bassi producono maschi. Con il riscaldamento progressivo delle spiagge, la bilancia si sposta verso un eccesso di femmine, alterando la struttura demografica delle popolazioni. Temperature troppo elevate durante lo sviluppo embrionale possono inoltre compromettere la morfologia dei neonati e il successo di schiusa, come evidenziato dalla ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, partner scientifico del progetto. A questo si aggiunge l’innalzamento del livello del mare, fenomeno in accelerazione documentato dallo stesso rapporto su Nature Climate Change. La Caretta caretta è filopatrica: torna a deporre le uova negli stessi luoghi in cui è nata. Se quelle spiagge scompaiono per erosione, le femmine continuano a tornare trovando ambienti ormai inadatti.

Eppure il riscaldamento sta aprendo nuovi fronti riproduttivi. Secondo i dati di Life Turtlenest, alle tradizionali regioni di nidificazione — Sicilia, Calabria, Campania, Puglia — si aggiungono le coste tirreniche centrali e persino la Liguria. Un’espansione straordinaria, ma che porta le tartarughe a scontrarsi con ambienti ad alta pressione turistica. Le ruspe per la pulizia meccanica delle spiagge distruggono in pochi minuti nidi deposti a pochi decimetri di profondità, invisibili a occhio nudo. L’inquinamento luminoso scoraggia le femmine dal nidificare e disorientano i piccoli appena nati, attratti dalle luci verso l’entroterra anziché verso il mare, dove muoiono per disidratazione o predazione. Per questo Legambiente ha elaborato linee guida specifiche rivolte alle amministrazioni pubbliche e ai titolari di concessioni balneari. 

A fronteggiare questo scenario è Life Turtlenest, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE, attivo in Italia, Francia e Spagna con monitoraggio, protezione dei nidi e ricerca scientifica. Tra i risultati più innovativi, la prima applicazione italiana di trasmettitori satellitari su piccoli esemplari, realizzata dalla Stazione Anton Dohrn, per seguire i neonati nelle prime settimane di vita marina.

«Ogni nido conta, ogni schiusa è una vittoria collettiva- spiega Stefano Di Marco, responsabile di Life Turtlenest per Legambiente –  La sopravvivenza della Caretta caretta nel Mediterraneo dipende tanto dalla ricerca quanto dalle scelte quotidiane di amministratori, operatori balneari e cittadini».

 

di Walter Medolla

 

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Cinema e diritti umani: dieci film e documentari patrocinati da Amnesty Italia da vedere

Il patrocinio di Amnesty International rappresenta una garanzia sulla rigorosità documentale e sull’impatto civile di un’opera visiva. Lontani dai canoni della fiction e dell’intrattenimento, i dieci titoli selezionati dalla lista ufficiale dell’organizzazione analizzano contesti di crisi internazionale, repressioni politiche ed errori giudiziari, fornendo una mappatura accurata delle principali violazioni dei diritti umani nel mondo contemporaneo.

La selezione si apre con No Other Land (2025), opera firmata dal collettivo bilingue palestinese e israeliano composto da Basel Adra, Yuval Abraham, Hamdan Ballal e Rachel Szor. Il film documenta le demolizioni sistematiche a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, registrando in tempo reale la distruzione di abitazioni, scuole e infrastrutture idriche da parte dell’esercito israeliano per testimoniare i meccanismi dello spostamento forzato della popolazione.

Sempre sul fronte delle tensioni geopolitiche internazionali e della risposta delle piazze, The Encampments (2026), per la regia di Kei Pritsker e Michael T. Workman, ricostruisce la nascita e il successivo sgombero forzato dei campeggi di protesta all’interno dei campus universitari americani, tra cui Columbia e UCLA, analizzando la risposta delle forze dell’ordine al dissenso politico giovanile.

L’impatto dei conflitti e dei regimi autoritari sulla popolazione femminile è invece al centro di A War on Women (2026) di Raha Shirazi. L’indagine mappa l’uso della violenza di genere come strategia di guerra e strumento di controllo sociale in diverse aree geografiche attraverso le testimonianze dirette delle sopravvissute.

Le criticità legate alle migrazioni e alla tutela delle donne proseguono con Shayda (2025) di Noora Niasari, che segue la vicenda di una donna iraniana richiedente asilo in Australia, accolta con la figlia in una casa rifugio a indirizzo segreto. L’opera evidenzia le falle nei sistemi di protezione per le vittime di violenza domestica e la persistenza delle intimidazioni legate al diritto di famiglia nei contesti migratori.

Sul fronte dell’Iran contemporaneo, La bambina segreta (2024) di Ali Asgari documenta il quadro normativo e burocratico che criminalizza la maternità al di fuori del matrimonio. Ambientato a Teheran, il lavoro segue una studentessa costretta a nascondere la propria figlia neonata per evitare sanzioni legali e sociali, privando le giovani donne della propria autonomia.

Spostando lo sguardo sui confini europei, Trieste è bella di notte (2023), diretto da Andrea Segre, Stefano Collizzolli e Matteo Calore, propone un’indagine sul campo relativa alla rotta balcanica e alle prassi di “riammissione informale” attuate al confine italo-sloveno, ricostruendo attraverso le deposizioni dei migranti la catena dei respingimenti coatti verso la Bosnia ed Erzegovina.

I nodi legati agli abusi di Stato e ai sistemi giudiziari vengono affrontati da Nel nome di Gerry Conlon (2023) di Lorenzo Moscia, che analizza il caso dei “Quattro di Guildford”, uno dei più gravi errori giudiziari della storia britannica. Attraverso la figura di Conlon, incarcerato per quindici anni sulla base di confessioni estorte sotto tortura, l’opera documenta le derive repressive dei sistemi di sicurezza nazionale.

In ambito nazionale, Se fate i bravi (2022) di Stefano Collizzolli ripercorre le responsabilità delle istituzioni italiane durante il G8 di Genova del 2001, incrociando i nastri audio originali della centrale operativa della polizia con i verbali delle vittime delle violenze della scuola Diaz e del carcere di Bolzaneto.

A chiudere la rassegna sono due lavori dedicati alle discriminazioni e al controllo politico negli Stati Uniti. Martin Luther King vs FBI (2022) di Sam Pollard analizza, sulla base delle carte governative statunitensi desecretate tramite il Freedom of Information Act, le operazioni di sorveglianza di massa e dossieraggio condotte dall’FBI di J. Edgar Hoover ai danni del leader dei diritti civili tra il 1955 e il 1968.

Infine, I Am Not Your Negro (2017) di Raoul Peck, costruito sul manoscritto inedito di James Baldwin Remember This House, ripercorre la storia del razzismo sistemico americano attraverso le biografie di tre figure simbolo del movimento per i diritti civili assassinati: Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King Jr.

di Carmela Cassese

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L’estate della solidarietà a Napoli: una rete diffusa contro la solitudine e il caldo

C’è chi parte e chi resta. E per migliaia di napoletani l’estate non significa vacanza, ma la necessità di affrontare mesi spesso più difficili del resto dell’anno. Il caldo estremo, la solitudine degli anziani, le fragilità economiche e sociali, le condizioni di chi vive in strada o non può contare su una rete familiare rendono luglio e agosto un banco di prova per il welfare cittadino. È proprio in questo periodo che Napoli mette in campo una rete articolata di solidarietà fatta di istituzioni, associazioni, volontariato e servizi sanitari.

Inclusione sul litorale: la spiaggia della Rotonda Diaz

Con l’avvio della stagione balneare, la spiaggia della Rotonda Diaz torna pienamente operativa e accessibile a tutti, confermandosi punto di riferimento per l’inclusione sul litorale cittadino. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’assessorato alle politiche sociali, quello alle infrastrutture, mobilità e protezione civile e l’assessorato al turismo e alle attività produttive. La spiaggia è stata allestita con dotazioni pensate per chi ha difficoltà motorie: una pedana per agevolare l’accesso e il percorso sulla sabbia e la sedia “JOB”, progettata per rendere l’ingresso in acqua più semplice e sicuro. Due operatori socio-sanitari (Oss) garantiranno supporto qualificato agli utenti, contribuendo alla qualità del servizio. La gestione delle attrezzature e del personale è affidata alla cooperativa Medihospes. Come già avvenuto nella scorsa stagione, la spiaggia sarà dotata anche di ombrelloni, sedie a sdraio, sedie regista, docce e servizi igienici, per un’accoglienza completa e confortevole.

Giovani e sicurezza: i Campi Scuola di Protezione Civile

Tra le principali opportunità rivolte ai più giovani tornano i Campi Scuola di Protezione Civile organizzati dalla Regione Campania attraverso le organizzazioni di volontariato attive sul territorio. L’iniziativa, inserita nel programma nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”, coinvolge ragazzi tra i 10 e i 16 anni in attività formative, ludiche e didattiche. Per cinque-otto giorni i partecipanti vivranno gratuitamente una vera esperienza di campo, dormendo nelle strutture predisposte dai volontari e condividendo attività, esercitazioni, escursioni e momenti di vita comunitaria. In tutta la Campania sono stati attivati 63 campi scuola, di cui 21 nella sola provincia di Napoli, con l’obiettivo di diffondere i valori della prevenzione, della solidarietà, del rispetto dell’ambiente e della cittadinanza attiva.

Salute e lavoro: stop alle attività nelle ore più calde

L’estate 2026 sarà segnata anche da un provvedimento regionale a tutela della salute dei lavoratori. Il presidente della Regione Campania ha firmato un’ordinanza in materia di igiene e sanità pubblica che resterà in vigore fino al 31 agosto e che vieta lo svolgimento di attività nei settori agricolo, edile e affini nelle ore più calde della giornata, tra le 12.30 e le 16, nei giorni in cui il sistema Worklimate dell’Inail segnala un rischio “alto” per chi lavora esposto al sole. Una misura pensata per ridurre incidenti e malori legati alle temperature estreme sempre più frequenti.

Il cuore della Caritas: mense aperte e accoglienza

Sul fronte dell’assistenza sociale, la Caritas di Napoli conferma anche per l’estate la piena operatività delle sue strutture. Le mense di Santa Sofia e del Carmine restano aperte per garantire un pasto quotidiano alle persone in difficoltà, mentre a Porta Capuana viene attivata una colazione aperta a tutti, dai turisti alle persone senza dimora. Continuano inoltre le attività del “Binario della Solidarietà”, centro diurno che offre docce, ambulatori, corsi di formazione, deposito bagagli, laboratori e spazi di socializzazione. Un luogo che rappresenta anche un’importante occasione di impegno per tanti giovani volontari.

Restano attivi anche i servizi di Casa Bartimeo, il polo della carità voluto dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale don Mimmo Battaglia. Qui trovano spazio il centro di ascolto, l’assistenza sanitaria e percorsi di accompagnamento per persone fragili. L’obiettivo è intercettare non solo la povertà materiale, ma anche quella relazionale e sanitaria, spesso invisibile ma altrettanto incisiva. «Purtroopo aumentano le persone che restano in città e aumentano anche i fratelli che hanno bisogno, perché il lavoro è sempre di meno. È una situazione che riguarda tutta l’Italia e l’estate resta da sempre un periodo più critico», osserva suor Marisa, direttrice della Caritas di Napoli.

Comunità di Sant’Egidio: dagli anziani ai detenuti

Grande attenzione è riservata agli anziani e alle persone più vulnerabili grazie alla Comunità di Sant’Egidio. Durante i mesi estivi proseguono le vacanze organizzate per gli anziani più fragili, insieme alle visite domiciliari e nelle strutture. Non si interrompono le distribuzioni di cibo e acqua ai senza dimora, accompagnate da iniziative di socialità come cocomerate e fresellate nei quartieri della città.

Ampio anche l’impegno sul fronte educativo e sociale: la Summer School della Scuola della Pace coinvolge circa cento bambini tra attività educative, sostegno scolastico e visite culturali in città. Proseguono inoltre le esperienze dedicate ai migranti con la scuola di italiano, i progetti per le persone con disabilità tra Genzano e Sapri, il sostegno alle famiglie dei Corridoi Umanitari e le attività rivolte ai detenuti di Poggioreale e Secondigliano.

Sanità, cultura e legalità

Sul fronte sanitario, l’ASL Napoli 1 Centro ha attivato il piano “Estate Serena” dal 1° luglio al 31 agosto per proteggere le persone più fragili dagli effetti del caldo. Il sistema prevede il “codice calore” nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri, un numero verde attivo dal lunedì al venerdì (800.89.69.80), una mail dedicata per l’assistenza domiciliare (assistenzadomiciliare.calore@aslnapoli1centro.it) e il potenziamento della continuità assistenziale nei distretti sanitari anche nelle ore serali, notturne e nei festivi. «Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuno sia lasciato solo ad affrontare un caldo che può diventare pericoloso per chi ha bisogni speciali», ha spiegato il direttore generale Gaetano Gubitosa. Da segnalare anche la campagna Auser “Aperti per ferie” che garantisce assistenza, socializzazione e servizi di consegna spesa/farmaci agli anziani durante l’estate. Le sedi a Napoli rimangono attive, offrendo luoghi climatizzati, gite ed elenchi di iniziative comunali contro l’emergenza caldo.

Accanto all’assistenza, Napoli mantiene viva anche la dimensione culturale dell’estate. Al Real Orto Botanico torna “Brividi d’Estate”, rassegna teatrale storica che trasforma i giardini in un palcoscenico naturale. Il programma attraversa letteratura e teatro con spettacoli tratti da Stefano Benni, Pirandello, Gabriel García Márquez, Maurizio de Giovanni e altri autori, in un percorso che mette al centro il tema della “vita” e delle suas trasformazioni.

Infine, tra le esperienze più significative rivolte ai giovani, torna il VolCamp a Casa Mehari. Nel bene confiscato alla criminalità organizzata di Quarto, dieci ragazzi tra i 14 e i 24 anni vivono una settimana immersiva dedicata al volontariato, all’inclusione sociale e alla crescita personale. Il progetto, sostenuto dal CSV Napoli e coordinato da Dialogos Aps-Ets, offre vitto, alloggio ed educatori disponibili 24 ore su 24, in un’esperienza gratuita e totalmente dedicata all’impegno civico.

In una città che d’estate si svuota solo in apparenza, la rete della solidarietà continua a funzionare come un sistema diffuso di protezione. 

 

di Adriano Affinito

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Protocollo tra Tribunale per i Minorenni di Napoli e ANCI Campania per la tutela delle donne straniere vittime di violenza e dei loro figli

Il rafforzamento della rete di protezione a favore delle straniere vittime di violenza domestica, tratta e sfruttamento della prostituzione ed al tempo stesso una più efficace tutela dei minori coinvolti. E’ stato siglato qualche giorno fa un Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Tribunale per i Minorenni di Napoli e ANCI Campania, in collaborazione con gli enti del Terzo Settore impegnati da anni nell’accoglienza, nella presa in carico e nel sostegno delle persone più vulnerabili.

Hanno sottoscritto il Protocollo anche la Cooperativa Sociale Dedalus, la Fondazione EOS ETS, L’Orsa Maggiore Cooperativa Sociale ETS e Pianoterra ETS.

“Il Protocollo nasce con l’obiettivo di promuovere una più efficace collaborazione tra istituzioni, servizi territoriali e soggetti del Terzo Settore, favorendo percorsi integrati di presa in carico e supporto a favore dei minori e delle famiglie interessate. In particolare, il Protocollo prevede che, nei casi di procedimenti riguardanti famiglie straniere con sospensione della responsabilità genitoriale o situazioni di particolare vulnerabilità, il Tribunale per i Minorenni, per il tramite dei Servizi Sociali competenti, possa richiedere l’attivazione di specifici interventi previsti dall’accordo”, spiega a Comunicare Il Sociale il presidente di Anci Campania, Francesco Morra, che ha già provveduto ad invitare i Comuni a dare la massima diffusione del Protocollo ai Servizi Sociali, agli uffici competenti e a tutto il personale interessato, affinché possano conoscere le opportunità offerte dall’accordo e ricorrervi nei casi previsti.

In base al Protocollo, gli interventi attivabili comprendono: percorsi individualizzati di sostegno e rafforzamento delle competenze genitoriali, attraverso colloqui, gruppi di sostegno e interventi domiciliari; percorsi di emersione della violenza domestica e di individuazione di situazioni di tratta o grave sfruttamento; valutazione del rischio e presa in carico delle donne vittime di violenza o di tratta; supporto psicologico e sostegno alla genitorialità per donne vittime di violenza domestica e tratta.

Sono anche previsti percorsi di valutazione e rafforzamento delle competenze genitoriali, secondo un approccio trauma informed e transculturale disposto dall’Autorità Giudiziaria; coinvolgimento degli enti aderenti al Protocollo per garantire una presa in carico integrata anche nei territori diversi da quelli di operatività dei soggetti firmatari, qualora ciò risulti necessario.

di Nicola Sellitti

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La panchina dell’infinito riciclato ad Acciaroli

Una panchina che rappresenta una riflessione sulla tutela dell’ambiente. E’ arrivata in Cilento, per la precisione al porto di Acciaroli che fa parte del Comune di Pollica (Salerno) “Steelosa”, installazione ecologica realizzata dal Consorzio Nazionale per il Riciclo e Recupero degli imballaggi in acciaio (Ricrea), modellata secondo la forma dell’infinito.

Alla presentazione della panchina nel piccolo comune cilentano, avvenuta qualche giorno fa, c’è stato un tavolo di confronto sui temi della transizione ecologica e della corretta gestione dei rifiuti sul territorio tra i vertici di Ricrea, i rappresentanti istituzionali del Comune di Pollica, i responsabili del gestore del servizio di raccolta locale e gli esponenti di Legambiente.

La sua struttura è una specie di bignami dell’economia circolare degli imballaggi in acciaio: barattoli, scatolame, lattine, tappi, bombolette. Un tipo di materiale che può essere rigenerato diverse volte senza andare a perdere le proprie qualità chimiche e fisiche, un rifiuto che diventa risorsa per le comunità locali.

“L’inaugurazione della panchina realizzata con acciaio riciclato e donata da Ricrea al Comune di Pollica rappresenta un segnale concreto di come l’economia circolare possa diventare parte del paesaggio e della vita quotidiana delle nostre comunità. Da anni, Legambiente e Ricrea collaborano per promuovere percorsi di educazione e sensibilizzazione ambientale, con particolare attenzione alla raccolta differenziata e al corretto conferimento degli imballaggi in acciaio. Una collaborazione che ha già dato importanti risultati attraverso le attività realizzate al Museo Vivo del Mare e della Dieta Mediterranea di Pioppi, coinvolgendo scuole, cittadini e visitatori”, spiega a ‘Comunicare Il Sociale’ Valerio Calabrese, direttivo Legambiente Campania, “Siamo felici che questo percorso continui e si rafforzi anche nei prossimi anni, con nuove iniziative rivolte ai giovani e ai tanti turisti che scelgono il Cilento. Solo diffondendo una maggiore consapevolezza possiamo trasformare un semplice gesto quotidiano, come la raccolta differenziata, in un’azione concreta per la tutela dell’ambiente e del mare. L’acciaio è un materiale riciclabile al 100% e all’infinito: valorizzarlo significa ridurre gli sprechi e contribuire alla costruzione di un futuro più sostenibile”.

In precedenza, la panchina che raffigura plasticamente il simbolo dell’infinito ora collocata al porto di Acciaroli era passata anche per il Vaticano.

di Nicola Sellitti

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