19 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
L’intreccio tra inclusione, lavoro, minori a rischio, disabilità. Si è tenuto al Maschio Angioino di Napoli, nella Sala dei Baroni, il forum “Oltre le barriere, la disabilità al centro, le pari opportunità per tutti” promosso dalla Cooperativa Sociale “Luigi Del Prete”. Un’occasione che ha messo a confronto istituzioni, mondo sociale e professionisti su inclusione e disabilità per delineare percorsi concreti di inclusione lavorativa e sociale.
Nel corso del convegno, il vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, ha annunciato l’assegnazione alla cooperativa guidata da Anna Del Prete di una villa confiscata alla camorra nel rione Casacelle a Giugliano (Napoli).
La struttura, ristrutturata con fondi metropolitani, ospiterà un centro polifunzionale dove verranno avviati laboratori e corsi di formazione diretti a garantire l’autonomia e lo sviluppo personale degli ospiti. All’incontro sono intervenuti anche rappresentanti della Regione Campania e del Comune di Napoli, sottolineando l’importanza della collaborazione istituzionale per la tutela delle fragilità. La villa unifamiliare con giardino, sottratta ai clan e ristrutturata con fondi della Città Metropolitana, sarà assegnata formalmente nei prossimi giorni.
“Come Città Metropolitana, siamo ben felici che la ‘Luigi Del Prete’ si sia aggiudicata la procedura che abbiamo messo in campo per l’assegnazione di una villa confiscata alla camorra nel rione Casacelle di Giugliano, dove creerà un centro all’interno del quale si prenderà cura di persone adulte con disabilità”, ha dichiarato il vicesindaco Cirillo, “la Cooperativa non chiede assistenzialismo ma possibilità di parità di accesso al lavoro e a tutti i servizi per la persona”.
Così Loredana Raia, consigliera regionale del Pd: “Come Regione Campania, in questi anni abbiamo lavorato tanto nonostante le difficoltà per uscire dal piano di rientro sanitario, abbiamo provato sempre a dare risposte alle vulnerabilità ed alle fragilità, consapevoli che era necessario uscire dalla logica assistenziale, è necessaria lavorare per l’integrazione, avendo l’autonomia per costruire il futuro, in sinergia con la Città Metropolitana e con il Comune di Napoli”.
di Nicola Sellitti
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19 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Dare una seconda vita agli abiti, riscoprire il valore delle tradizioni e restituire centralità a uno dei luoghi più rappresentativi della storia commerciale del territorio. È questa la sfida di Resina KG Vintage, l’evento che si è svolto lo scorso sabato allo storico mercato del vintage di Pugliano, a Ercolano. Cittadini, visitatori e appassionati si sono ritrovati sul tema della cultura dell’abbigliamento vintage e del riuso. Non soltanto un appuntamento dedicato alla moda, ma un’occasione per riscoprire il valore sociale di pratiche che mettono al centro la sostenibilità, la creatività e la relazione tra le persone. Recuperare un capo d’abbigliamento significa infatti sottrarlo alla logica dello spreco, riconoscerne il valore e prolungarne la vita. Un gesto semplice che può contribuire a diffondere un modello di consumo più consapevole, nel quale ciò che è già stato utilizzato non perde necessariamente il proprio valore, ma può trovare nuove forme e nuovi significati.
In questa prospettiva, il vintage diventa anche uno strumento per valorizzare la memoria collettiva e il patrimonio culturale di un territorio. Pugliano, con la sua storica tradizione commerciale, rappresenta il luogo ideale per costruire un dialogo tra passato e futuro, mettendo in relazione la storia del mercato con nuove forme di imprenditorialità e partecipazione. A rendere particolarmente significativa l’iniziativa è anche il protagonismo dei giovani imprenditori che hanno scelto di investire nel rilancio di questo spazio. Un percorso avviato nei mesi scorsi, quando, a luglio, hanno chiesto il sostegno dell’amministrazione comunale per dare nuovo impulso al mercato storico. Una proposta che ha trovato ascolto e supporto, nella convinzione che la valorizzazione dei luoghi passi anche dalla capacità di accompagnare le energie e le idee di chi vuole costruire nuove opportunità per la comunità.
La partecipazione registrata durante la giornata conferma il potenziale di Pugliano come luogo capace di attrarre persone anche da fuori Ercolano, trasformando la propria storia in un’occasione di incontro, scoperta e sviluppo. «Pugliano è storia, cultura del riuso, creatività e tradizione commerciale. Il valore di questa iniziativa si legge anche nella capacità di mettere in relazione istituzioni, operatori economici e cittadini», ha detto la sindaca di Ercolano, Antonietta Garzia. È proprio questa collaborazione a rappresentare uno degli elementi più importanti dell’esperienza. Sostenere le attività locali, valorizzare le competenze dei giovani e promuovere una cultura del riuso significa contribuire a costruire una comunità più consapevole, capace di riconoscere le proprie risorse e trasformarle in opportunità. L’ottima riuscita di Resina KG Vintage apre inoltre la strada a un percorso che guarda già ai prossimi mesi. L’intenzione dell’amministrazione è infatti quella di trasformare l’iniziativa in un appuntamento ricorrente, con una nuova edizione prevista a dicembre, consolidando il legame tra il mercato di Pugliano, la tradizione commerciale di Ercolano e le nuove forme di economia sostenibile.
di Ciro Oliviero
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19 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Martedì 20 ottobre, alle ore 9:30, a Casa Bartimeo, in corso Umberto 292 a Napoli, l’Arciconfraternita dei Pellegrini firmerà con il Comune di Quarto l’atto di donazione del bene destinato alla realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri. Nella stessa occasione sarà sottoscritta una dichiarazione di intenti con il Ramo ETS dell’Arcidiocesi di Napoli per contribuire alla sostenibilità di Casa Bartimeo e delle opere sociali.
La nuova caserma rappresenta un investimento importante per Quarto, territorio strategico alle porte di Napoli, in continua crescita e bisognoso di presidi istituzionali capaci di garantire sicurezza e vicinanza ai cittadini. La presenza stabile dell’Arma dei Carabinieri costituisce un riferimento per la comunità e un presidio di legalità e giustizia, fondamentale per rafforzare la fiducia nelle istituzioni e contrastare ogni forma di illegalità.
Accanto a questo risultato, la dichiarazione di intenti punta a consolidare una collaborazione che mette al centro le persone più fragili. Il riferimento è anche al progetto «Quarto Città dello Studente», che prevede la realizzazione di alloggi per studenti e di annesse opere sociali. Un’iniziativa capace di coniugare accoglienza, formazione e solidarietà, generando opportunità e risorse da restituire alla comunità.
Il Ramo ETS metterà a disposizione le proprie competenze pedagogiche e sociali per contribuire alla progettazione e alla realizzazione dei futuri interventi. L’Arciconfraternita dei Pellegrini, da parte sua, si impegnerà a sostenere Casa Bartimeo e le opere sociali del Ramo ETS, favorendone la continuità e la sostenibilità nel tempo.
La scelta di Casa Bartimeo come luogo della firma unisce simbolicamente e concretamente questi impegni: costruire presidi di legalità, investire nei giovani e sostenere chi vive situazioni di fragilità. Alla sottoscrizione saranno presenti Gianni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, monsignor Gennaro Matino, vicepresidente del Ramo ETS dell’Arcidiocesi di Napoli, Antonio Sabino, sindaco di Quarto, Gennaro Pagano, Direttore di Casa Bartimeo, e il generale di brigata Biagio Storniolo.
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19 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Al liceo Margherita di Savoia di Napoli, così come in altre scuole della regione, il suono della campanella lascia il posto alle assemblee, le aule si svuotano, i cortili diventano luoghi di discussione. In questo autunno di scioperi e cortei è accaduto in molti istituti italiani, chi insegna in questo Liceo perso nei vicoli di Napoli però, ha scelto di rispondere nel modo più antico che la scuola conosca: con una lettera.
È una lettera aperta dei docenti e del dirigente scolastico Vincenzo Varriale, scritta dopo aver letto «con grande attenzione» il comunicato diffuso dagli studenti lo scorso 13 ottobre. Non c’è traccia di condanna. Gli insegnanti apprezzano la precisazione che la protesta «non sia rivolta contro il corpo docente o la dirigenza» e dichiarano di condividere «le ragioni etiche, civili e sociali» che animano il dissenso, dal dramma della popolazione civile in Palestina alle criticità delle politiche di accoglienza e dei CPR, fino all’impoverimento del tessuto sociale e dei servizi essenziali, a cominciare dalla sanità pubblica e da una scuola che, scrivono, «soffre quotidianamente la carenza di fondi».
Il passaggio più intenso è forse quello in cui i docenti guardano ai loro studenti con gratitudine: «Vedere ragazze e ragazzi che rifiutano l’indifferenza, che scelgono di informarsi e che intendono mobilitarsi per il proprio futuro rappresenta per noi la testimonianza che il nostro lavoro formativo ha un senso». Ma proprio questa vicinanza, spiegano, impone una riflessione sul metodo: l’occupazione, pur comprensibile come segnale forte di rottura, rischia di produrre una cesura, chiudendo le porte della scuola e allontanando docenti, personale ATA, famiglie e quegli stessi compagni per cui l’istituto è l’unico presidio di confronto e di crescita.
Da qui l’appello, formulato senza giri di parole: «vi chiediamo, con forza, di superare l’occupazione e di trasformare questa mobilitazione in un percorso condiviso». Alla base c’è anche il timore che, agli occhi di un’opinione pubblica distratta, la protesta venga ridotta a «la solita interruzione delle attività scolastiche da parte di adolescenti che non hanno voglia di studiare e di andare a scuola», un’immagine che i docenti e il Dirigente rifiutano e che vorrebbero smentire insieme ai ragazzi.
Il testo integrale della lettera
Care studentesse, cari studenti,
abbiamo letto con grande attenzione il vostro comunicato dello scorso 13 ottobre. Vogliamo innanzitutto dirvi con chiarezza che apprezziamo la vostra precisazione sul fatto che la protesta, sfociata nell’occupazione dell’edificio scolastico, non sia rivolta contro il corpo docente o la dirigenza, e condividiamo le ragioni etiche, civili e sociali che animano il vostro dissenso. Come educatori e come cittadini, non possiamo restare indifferenti di fronte al dramma che colpisce la popolazione civile in Palestina, alle contraddizioni e criticità legate alle politiche di accoglienza e alla gestione dei CPR, né al progressivo impoverimento del tessuto sociale, del potere d’acquisto e dei servizi essenziali, a partire proprio dalla sanità pubblica e dalla scuola, che soffre quotidianamente la carenza di fondi. Vedere ragazze e ragazzi che rifiutano l’indifferenza, che scelgono di informarsi e che intendono mobilitarsi per il proprio futuro rappresenta per noi la testimonianza che il nostro lavoro formativo ha un senso.
Tuttavia, proprio in virtù di questa vicinanza ideale, sentiamo la responsabilità di invitarvi a una riflessione sul metodo e sulle forme della protesta. L’occupazione dell’Istituto, pur comprensibile nell’intento di dare un segnale forte di rottura, in comunione con tanti altri Istituti del territorio, finisce nei fatti per produrre una cesura: chiude le porte dell’edificio scolastico e interrompe la quotidianità comunitaria, rischiando di escludere e allontanare proprio quelle componenti — docenti, personale ATA, famiglie e quegli stessi compagni che vivono la scuola come unico presidio di confronto e crescita — con cui invece sarebbe fondamentale fare fronte comune.
Per questo motivo, vi chiediamo, con forza, di superare l’occupazione e di trasformare questa mobilitazione in un percorso condiviso, proprio in virtù del fatto che la scuola è il nostro spazio comune. Vi invitiamo, dunque, a limitare il periodo di interruzione del regolare svolgimento delle lezioni, al fine di poter riprendere insieme al Dirigente scolastico e a tutto il corpo docente, un dialogo concreto e costruttivo, riappropriandoci degli spazi comuni della scuola, come luogo di reale condivisione della protesta e per collaborare all’approfondimento di argomenti tanto complessi quanto condivisi, affinché la protesta non si riduca, anche nella generica e disinformata opinione pubblica, “alla solita interruzione delle attività scolastiche da parte di adolescenti che non hanno voglia di studiare e di andare a scuola”.
Noi ci impegniamo a portare le vostre istanze all’esterno dell’edificio, coinvolgendo il quartiere e le realtà del territorio, a condividere documenti e appelli congiunti da indirizzare agli Organi istituzionali competenti, a firma di tutte le componenti della scuola. Siamo pronti ad accogliere la vostra disponibilità al dialogo e a incontrarvi fin da subito.
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19 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Il Centro Giovanile Sandro Pertini di Secondigliano ha aperto le porte a un’idea semplice e ambiziosa: far sì che la legalità smettesse di essere un concetto astratto per prendere il volto, la voce e le storie di chi la pratica ogni giorno. E così si è svolta la giornata inaugurale di «Legalità in Comune – Il Villaggio dei Giovani al Centro Pertini», il progetto che intende restituire alle ragazze e ai ragazzi della VII Municipalità di Napoli un ruolo da protagonisti nella costruzione di una comunità più consapevole e coesa.
L’iniziativa è dedicata alla promozione della cultura della legalità, della cittadinanza attiva e del rapporto di fiducia tra giovani e istituzioni. È promossa dalla Cooperativa Sociale L’Uomo e il Legno, in qualità di capofila, insieme a L’Agorà Partenopea APS, partner del progetto. Attraverso laboratori, testimonianze, attività multimediali e momenti di dialogo con rappresentanti delle istituzioni e della società civile, il Centro Pertini si trasforma in uno spazio aperto di incontro, confronto e partecipazione.
Il pomeriggio ha coinciso con il primo appuntamento della rassegna «Istituzioni senza Paura», pensata per offrire ai partecipanti un’occasione di confronto diretto con protagonisti impegnati quotidianamente nella tutela della legalità e della comunità. Si è trattato del primo passo di un percorso articolato, che proseguirà nelle settimane successive con ulteriori incontri, laboratori e attività partecipative, dando ai giovani un ruolo attivo nella costruzione e nella diffusione di una narrazione positiva del proprio territorio.
Numerosi gli ospiti presenti. Hanno preso parte all’incontro il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi; Chiara Marciani, assessora alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; Pasquale Esposito, presidente della Commissione Legalità del Comune di Napoli; Antonio Troiano, presidente della VII Municipalità. Accanto ai rappresentanti delle istituzioni, hanno portato la propria testimonianza Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani, e Marco Puglia, magistrato di sorveglianza impegnato in iniziative sociali ed educative sul territorio. Sono intervenuti inoltre Rita Caprio, in rappresentanza della Cooperativa Sociale L’Uomo e il Legno, e Manuel Fabozzo, presidente de L’Agorà Partenopea APS.
Per documentare l’avvio del percorso e contribuire alla diffusione delle sue finalità, era stata richiesta al CSV Napoli la disponibilità della propria troupe, chiamata a realizzare riprese e interviste ai protagonisti della giornata. Un servizio di documentazione e comunicazione pensato per raccontare, a partire dal suo primo passo, un progetto che guarda ai giovani come alla più preziosa risorsa del territorio.
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19 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Venerdì 23 ottobre 2026 il Maschio Angioino di Napoli ospita una nuova tappa di «Habitus – L’abito come strumento di prevenzione», mostra itinerante e progetto nazionale dedicato alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Dalle 14.30 alle 18, nella Sala della Loggia e nella sala attigua, si tiene la tavola rotonda «Quando l’arte diventa cura», nona tappa di Habitus Lab e appuntamento inserito nelle iniziative per i quarant’anni di Anlaids.
I saluti e l’introduzione sono affidati a Gennaro Demetrio Paipais, consigliere del Comune di Napoli. Seguiranno tre interventi. Luca Butini, presidente di Anlaids, parlerà di «Vestire la prevenzione», il rapporto tra salute, consapevolezza e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Sebastiano Bazzichetto, curatore e ideatore di Habitus, affronterà il tema «Le Arti della Prevenzione», con uno sguardo su secoli di moda e creatività impiegati nella lotta alle malattie e allo stigma. Vincenzo De Falco, presidente di Anlaids Campania, interverrà sulla prevenzione sul territorio e sul valore della rete per la salute e la consapevolezza.
Le conclusioni spettano agli avvocati Alessandra Pinto e Luigi Migliaccio, che proporranno un’analisi del territorio dal punto di vista sociale e legale. A moderare l’incontro sarà Patrizia Ferri, segretario nazionale di Anlaids.
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