02 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Accompagnare artisti, creativi e operatori del settore verso modelli organizzativi ed economici capaci di valorizzarne il potenziale creativo e imprenditoriale. È l’obiettivo dell’incontro «Dalla cultura d’impresa all’impresa della cultura. La trasformazione del valore culturale in valore d’impresa», in programma venerdì 6 novembre, dalle 9.30, nella Chiesa di San Potito, in via Salvatore Tommasi 1 a Napoli, sede di NAP Academy.
L’iniziativa, promossa da IPSEA S.r.l. con il supporto di Ad Alta Voce ETS, nasce dalla volontà di favorire l’evoluzione dell’industria culturale e creativa, un comparto nel quale il talento artistico, le competenze creative e la capacità progettuale sono risorse fondamentali per lo sviluppo economico e sociale. Arte, spettacolo, design e produzione culturale, accanto alla propria dimensione espressiva, richiedono oggi capacità organizzative, strumenti di gestione e modelli imprenditoriali adeguati a sostenere la crescita delle iniziative.
La sfida consiste nel coniugare la libertà e la sperimentazione proprie della produzione culturale con i principi di efficacia, efficienza e sostenibilità economica che caratterizzano l’attività d’impresa. In questa prospettiva, la diffusione della cultura d’impresa rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la competitività della filiera, favorire l’emersione del valore economico generato dalle attività creative e ampliare le opportunità professionali e occupazionali del settore. L’iniziativa si inserisce in una più ampia riflessione sul rapporto tra cultura e impresa, con l’obiettivo di avvicinare artisti, operatori culturali e aspiranti imprenditori agli strumenti necessari per progettare, organizzare e sviluppare attività economicamente sostenibili.
L’incontro offrirà ad artisti, professionisti e imprenditori culturali un’occasione concreta di dialogo sui processi attraverso i quali un’idea creativa può evolvere in un progetto imprenditoriale strutturato. Particolare attenzione sarà dedicata agli strumenti di sostegno agli investimenti e alle opportunità della finanza agevolata, che richiedono la capacità di tradurre il valore artistico e culturale in progetti dotati di obiettivi, modelli organizzativi e prospettive di sostenibilità economico-finanziaria. Tra i principali temi di approfondimento ci sarà la misura «Cultura Cresce», dedicata alla nascita e allo sviluppo delle imprese culturali e creative.
Dopo l’accoglienza dei partecipanti, i lavori si apriranno alle 9.45 con i saluti di benvenuto. Alle 10 è in programma una conversazione con il maestro Carlo Morelli sul rapporto tra creatività, formazione artistica e impresa culturale, attraverso un’intervista a cura di Simona Zamparelli. Alle 10.20 seguirà una performance dei giovani talenti selezionati e presentati dal maestro nell’ambito dei percorsi di NAP Academy e di Ad Alta Voce ETS.
Dalle 11 il confronto entrerà nel merito delle politiche pubbliche e degli strumenti di sviluppo per il settore culturale e creativo. Silvia Cacciatore, della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (Servizio I, Imprese culturali e creative, moda e design), approfondirà il ruolo delle politiche culturali nel sostegno all’imprenditorialità creativa. Alle 11.20 interverrà Vittorio Fresa, dirigente di Invitalia, che illustrerà gli strumenti e le opportunità di finanziamento disponibili per le imprese culturali e creative.
Alle 11.40 la sessione «Esperienze d’impresa» proporrà quattro testimonianze di realtà imprenditoriali del settore, raccolte in interviste a cura di Antonio Popolla, per approfondirne percorsi, risultati e prospettive. Alle 12.40 è previsto un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da Mario Carannante, per raccogliere domande, riflessioni e proposte sullo sviluppo delle attività culturali e creative. La chiusura dei lavori è fissata alle 13.40. Per partecipare è richiesta la conferma della presenza agli organizzatori.
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02 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
ImmunoSafe, progetto dell’Università degli Studi di Salerno coordinato da Giovanna Polcaro, è il vincitore di Start Cup Campania 2026, la competizione dedicata alle migliori idee d’impresa innovative nate dalla ricerca universitaria. Il progetto si è aggiudicato il primo premio da 5mila euro nella finale regionale che si è svolta venerdì 30 ottobre al Complesso Santa Patrizia di Napoli. “ImmunoSafe è un innovativo kit salivare che consente di prevedere, attraverso l’analisi di specifici biomarcatori, il rischio di gravi tossicità nei pazienti sottoposti a immunoterapia oncologica”, afferma Giovanna Polcaro. “Uno strumento pensato per aiutare i medici a orientare le scelte terapeutiche, individuando quando necessario percorsi alternativi o preparatori. L’obiettivo è rendere i trattamenti oncologici sempre più personalizzati, migliorando la prevenzione e la gestione degli effetti collaterali e contribuendo alla sostenibilità economica delle cure”. Al secondo posto, con un premio da 3mila euro, si è classificato Napoli Quantum Bay, progetto guidato da Giuseppe Serpico dell’Università Federico II. Terzo posto per AirGuard, coordinato da Federica Vitiello, sempre della Federico II (2mila euro). Completano i primi 5 posti Foresee, di Giovanni Francesco Giuzio della Federico II, e Sonaflux, di Elvira Rakova dell’Università del Sannio, al quinto: a entrambi è stato assegnato un premio da mille euro. Luigi Zeni, direttore di Start Cup Campania e professore ordinario dell’Università Vanvitelli, afferma: “È stata una bella giornata dedicata all’innovazione in ambito universitario. La finale ha riunito 14 progetti selezionati, di cui 11 nella competizione principale e 3 nella categoria per soli studenti, espressione della ricerca degli atenei campani. Le idee spaziavano dalla medicina all’AI, dall’efficienza energetica alle tecnologie digitali, con l’obiettivo di trasformare i risultati scientifici in opportunità di impresa”.
Gli altri premi –Il Premio Speciale Studenti “Mario Raffa”, del valore di 5.500 euro, è stato assegnato a ErgoMovement, progetto di Emanuele De Vita dell’Università di Salerno che mira a rivoluzionare la logistica aziendale. Il Premio Speciale Imprenditoria Femminile “Enza Cappabianca”, del valore complessivo di 6mila euro, è andato a Bioteris Myomed, progetto coordinato da Giovanna Mercurio dell’Università del Sannio, dedicato ai bioattivi mediterranei per la salute muscolare e metabolica.
Il Premio Speciale Social Innovation è stato attribuito a Tutormap, di Manuel Marinelli dell’Università Suor Orsola Benincasa, mentre il Premio Speciale per l’Innovazione Culturale è andato a Laritas, progetto di Bogdan Vagylevych dell’Università L’Orientale. Entrambi i riconoscimenti hanno un valore di mille euro. Tre anche le menzioni speciali: quella per l’utilità sociale a Go To Move, di Simona Petrungaro dell’Università Suor Orsola Benincasa; quella per il benessere a Maternal Radiomics, progetto di Angelo Sirico dell’Università Vanvitelli; e quella per l’innovazione digitale ad Attestia, di Giovanni Mazzeo dell’Università Parthenope. Ulteriori riconoscimenti sono arrivati dai partner della manifestazione. Sonaflux ha ricevuto il Premio Stecca e il Premio Studio Rubino, mentre AirGuard si è aggiudicato il Premio Campania NewSteel.
La finale di Start Cup Campania 2026- La giornata si è aperta con il networking e il business matching presso gli stand dei team finalisti, seguiti dalla sessione istituzionale e dalla presentazione dei progetti. Spazio anche alla tavola rotonda “Il mezzogiorno che innova: Startup, tecnologia e nuove opportunità”.
La competizione è promossa dalle sette università campane – Federico II, Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio, Salerno e L’Orientale – e mira a valorizzare le idee imprenditoriali sviluppate in ambito universitario e favorire la nascita di startup innovative. I progetti più meritevoli potranno essere proposti per il Premio Nazionale per l’Innovazione (Pni), che mette a confronto le migliori iniziative nate dalla ricerca accademica italiana. Start Cup Campania 2026 è stata coordinata dal Coinor dell’Università Federico II, con la partecipazione di PniCube e il supporto dei partner dell’ecosistema dell’innovazione.
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02 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Apre all’Ospedale del Mare della ASL Napoli 1 Centro la nuova Terapia Intensiva Neonatale (TIN), diretta da Alessandro Scoppa. L’apertura rappresenta il risultato di una precisa visione della Direzione Strategica dell’ASL Napoli 1 Centro, guidata dal direttore generale Gaetano Gubitosa e fortemente voluta dal direttore sanitario aziendale Maria Corvino: offrire anche ai neonati più fragili un’assistenza altamente specialistica, sicura e umana, attraverso tecnologie di ultima generazione e personale altamente qualificato.
Si aggiunge così un tassello fondamentale alla qualità dell’offerta assistenziale dell’Ospedale del Mare. La nuova Unità Operativa Complessa, dispone di apparecchiature all’avanguardia, tra cui ventilatori di ultima generazione capaci di sostenere con estrema precisione e delicatezza la respirazione di neonati di appena 500 grammi di peso. Per comprendere la straordinarietà di questa tecnologia, basti pensare che i polmoni di questi bambini sono così piccoli e immaturi da richiedere quantità d’aria piccolissime, somministrate con precisione millimetrica per proteggerli e ridurre il rischio di danni. La struttura è inoltre attrezzata per assistere i neonati che hanno sofferto una grave carenza di ossigeno alla nascita, anche attraverso l’ipotermia terapeutica, un trattamento che, nei casi indicati, permette di proteggere il cervello riducendo in maniera controllata la temperatura corporea.
“La nostra idea di Terapia Intensiva Neonatale non si ferma alla tecnologia- sottolinea il direttore sanitario aziendale Maria Corvino – Vogliamo un reparto in cui i genitori siano parte integrante del percorso di cura, promuovendo l’umanizzazione dell’assistenza e la Kangaroo Mother Care KMC (Marsupioterapia), il contatto diretto pelle a pelle tra il neonato e la mamma o il papà, una pratica che favorisce il benessere del bambino, il legame affettivo e l’allattamento materno. Anche nella più sofisticata delle terapie intensive – conclude il direttore sanitario- accanto alla tecnologia, il calore di un abbraccio resta una parte fondamentale della cura”.
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02 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Presso la Curia arcivescovile di Napoli, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa per il progetto “Brigata Caterina” tra l’Arcidiocesi di Napoli, il Comune di Napoli, il Tribunale di Sorveglianza, la Casa Circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) per la Campania.
Promosso dalla Chiesa di Napoli, il progetto punta sulla formazione professionale e sul reinserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, proseguendo l’esperienza dei corsi per pizzaioli e dell’accompagnamento al lavoro avviata nel carcere di Poggioreale. Le attività esterne al carcere sono affidate alla Consul Service Soc. Coop. Impresa Sociale.
Per l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, l’iniziativa nasce da una precisa convinzione: «Ogni persona è infinitamente più grande dei propri errori e nessuna condanna può cancellare la dignità di una vita, né spegnere il diritto alla speranza».
Al centro del progetto c’è il recupero della storica Cappella di Santa Caterina de’ Celani, nel centro antico, che diventerà una pizzeria sociale aperta alla città, nel rispetto del valore storico dell’immobile e delle procedure autorizzative. Per il sindaco Gaetano Manfredi garantire continuità tra il dentro e il fuori del carcere «è necessario per non perdere le competenze sviluppate e, soprattutto, per promuovere un futuro lavorativo dignitoso».
Il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Patrizia Mirra, ha spiegato: «La magistratura di sorveglianza offre il suo apporto anche per ridurre la permanenza in carcere dovuta alla mancanza di opportunità sul territorio».
Il protocollo prevede inoltre di valutare un polo formativo per pizzaioli nella Casa Circondariale di Secondigliano, previe verifiche dell’Amministrazione penitenziaria. «Restituire dignità attraverso il lavoro significa abbattere le barriere del pregiudizio, ridurre il rischio di recidiva e investire sulla sicurezza e sulla coesione del territorio», ha sottolineato il direttore Gianfranco Marcello.
Claudia Nannola, dirigente dell’UIEPE, ha aggiunto: «Se la responsabilità penale è personale, la dimensione delle pene deve necessariamente essere collettiva, perché la funzione della pena è pubblica».
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02 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Una squadra compatta, una visione condivisa e un’ambizione che va ben oltre l’ordinaria amministrazione: riaffermare la centralità del Servizio Sociale, riconoscendone il valore professionale, culturale e politico nella società contemporanea.
Si insedia il nuovo Consiglio regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania per il mandato 2026–2030. Quindici consiglieri, una squadra unita, idee chiare e la volontà di costruire un’istituzione autorevole, moderna, accessibile e soprattutto vicina alla propria comunità professionale.
Alla guida del Consiglio il Dott. Andrea Di Fiore, Presidente, affiancato dalla Dott.ssa Agnese Marinaro, Vicepresidente, dal Dott. Edoardo Nappa, Segretario, e dalla Dott.ssa Maria Rosaria Astarita, Tesoriere. Il Dott. Felice De Nicola ricopre la carica di Revisore unico.
Un’organizzazione che sceglie di mettersi immediatamente al lavoro attraverso sei commissioni consiliari, quattro permanenti e due strategiche:
- Gestione, cura e revisione dell’Albo, coordinata dal Dott. Edoardo Nappa;
- Formazione continua, coordinata dal Dott. Emanuele Amore;
- Disciplinare e deontologica, coordinata dalla Dott.ssa Giuseppina Rescigno;
- Tutela e promozione della professione, coordinata dalla Dott.ssa Beatrice Punzo;
- Coesione territoriale e prossimità dell’Ordine, coordinata dalla Dott.ssa Antonietta Zinno;
- Cantieri di Servizio Sociale, coordinata dalla Dott.ssa Lorena Liparoti.
A completare questa architettura organizzativa, quindici deleghe tematiche, ciascuna affidata a un consigliere, per costruire una presenza capillare nelle principali questioni che attraversano il lavoro sociale e la società:
- Diritti e violenza di genere – Dott.ssa Giuseppina Rescigno
- Giovani assistenti sociali – Dott.ssa Lorena Liparoti
- Innovazione sociale e libera professione – Dott. Simone Santamaria
- Nuove povertà, fragilità familiari ed emergenze sociali – Dott.ssa Antonietta Zinno
- Digitalizzazione sociale e nuove forme di governance locale – Dott. Emanuele Amore
- Università, ricerca e tirocini – Dott.ssa Maria Rosaria Astarita
- Giustizia – Dott.ssa Giorgia Patanella
- Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) – Dott.ssa Beatrice Punzo
- Salute – Dott.ssa Valeria Marra
- Persone con disabilità – Dott.ssa Federica Mesca
- Non autosufficienze, caregiver e riabilitazione – Dott. Nicola Tessitore
- Terzo Settore e modelli di cooperazione – Dott. Edoardo Nappa
- Aggressioni – Dott.ssa Norina Ferrise
- Minori, infanzia e adolescenza – Dott.ssa Agnese Marinaro
- Comunicazione – Dott. Andrea Di Fiore
Ma dietro questa organizzazione c’è soprattutto un’idea precisa di Ordine professionale: non un luogo distante dalla vita quotidiana degli iscritti, ma una casa comune, capace di ascoltare, rappresentare e, quando necessario, prendere posizione.
Perché parlare di Servizio Sociale significa inevitabilmente parlare di diritti, disuguaglianze, salute, lavoro e democrazia. Significa riconoscere che gli assistenti sociali non sono semplici esecutori di procedure, ma professionisti che contribuiscono ogni giorno a costruire le risposte pubbliche ai bisogni delle persone.
Ed è proprio qui che si colloca la sfida del nuovo Consiglio: superare ogni visione marginale della professione, rivendicarne il ruolo nei processi decisionali, promuovere condizioni di lavoro dignitose, valorizzare le competenze e rafforzare il dialogo con le istituzioni.
Non basta chiedere agli assistenti sociali di tenere insieme ciò che la società divide, se poi non si riconoscono loro gli strumenti, l’autonomia e il valore necessari per farlo.
Una sfida che, tuttavia, non potrà esaurirsi nelle stanze dell’Ordine. Servirà la partecipazione attiva della comunità professionale, ma anche della società civile, delle associazioni, del mondo accademico, delle istituzioni e delle realtà del Terzo Settore. L’obiettivo è costruire spazi aperti di confronto, laboratori di idee, momenti di politica attiva e di proposta, nei quali le esperienze di chi opera quotidianamente nei territori possano tradursi in indirizzi, iniziative e cambiamenti concreti.
Perché le politiche sociali non possono essere pensate soltanto nei luoghi in cui si decide, ma devono nascere anche nei luoghi in cui si vive, si lavora, si incontrano le fragilità e si costruiscono le risposte. Non una politica di appartenenze, ma una politica delle responsabilità, della partecipazione e delle soluzioni.
Il nuovo CROAS Campania intende partire da questa consapevolezza. Con uno sguardo contemporaneo, radicato nei territori ma capace di guardare al futuro. Con la convinzione che tutelare una professione non significhi difendere un privilegio, ma rafforzare un presidio fondamentale di democrazia e giustizia sociale.
Non sarà sufficiente raccontare ciò che non funziona: servirà costruire proposte, aprire interlocuzioni, assumere responsabilità e trasformare le parole in atti concreti.
Una squadra, una comunità, una direzione. Perché il valore del Servizio Sociale non deve essere inventato: esiste già, ogni giorno, nel lavoro di migliaia di professionisti. Adesso bisogna riconoscerlo, difenderlo e renderlo impossibile da ignorare.
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02 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Operazione di contrasto al bracconaggio sul litorale domizio. A Castel Volturno si è svolta un’importante attività di controllo del territorio finalizzata a contrastare la caccia illegale e a tutelare la fauna selvatica. L’operazione ha visto impegnati gli uomini della Polizia Provinciale di Caserta, coordinati dal comandante Biagio Chiariello, in stretta collaborazione con i nuclei delle Guardie Giurate Venatorie e Ambientali del WWF, guidati da Alessandro Gatto.
Nel corso delle verifiche effettuate nelle aree rurali e lungo le rotte migratorie, sono state identificate sette persone intente all’esercizio dell’attività venatoria. Sottoposti a controllo anche sei fucili da caccia, con la verifica della relativa documentazione e della conformità alle disposizioni di legge. L’attività ha inoltre portato al sequestro di tre richiami acustici elettromagnetici illegali e del materiale utilizzato per il loro funzionamento, tra cui pen drive contenenti registrazioni dei versi degli uccelli, batterie di alimentazione e radiocomandi.
Le sette persone identificate sono state segnalate in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Le ipotesi di reato riguardano l’utilizzo illegale di dispositivi acustici ed elettronici per l’esercizio della caccia, condotta vietata dalla normativa nazionale in materia di tutela della fauna selvatica e attività venatoria (Legge 157/1992).
L’impiego di richiami elettromagnetici costituisce una pratica particolarmente dannosa per la fauna selvatica, poiché attira artificialmente gli uccelli lungo le rotte migratorie, alterando i comportamenti naturali e favorendo abbattimenti indiscriminati.
Il presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, ha espresso apprezzamento per l’attività svolta dalla Polizia Provinciale e dal WWF, ribadendo l’attenzione dell’Ente verso la tutela dell’ambiente e della fauna selvatica. I controlli congiunti proseguiranno lungo il litorale casertano, con l’obiettivo di prevenire e contrastare ogni forma di illegalità ai danni del patrimonio ambientale.
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