07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
L’Università Federico II di Napoli si prepara a celebrare la Festa della Mamma con un giorno d’anticipo, con un evento speciale dedicato alla prematurità. Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 9:00, presso l’Aula Magna del CESTEV (già Biotecnologie), l’Associazione Soccorso Rosa Azzurro Onlus, la Neonatologia e la Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria incontreranno tutte le famiglie che affrontano, o hanno affrontato, l’impegnativo percorso della nascita pretermine.
In Italia nascono ogni anno circa 28.000 neonati prematuri, cioè prima delle 37 settimane di gestazione, in Campania circa 3000. Questi piccoli hanno bisogno di assistenza e cure dedicate, supportati da tecnologie all’avanguardia e uno staff multi-specialistico che si prenda cura di loro, durante e dopo la dimissione e di un’assistenza personalizzata attraverso percorsi di follow-up, come quelli della Federico II.
Ad accogliere i tantissimi ex prematuri, ormai bambini e ragazzi, e le loro famiglie, la Direttrice Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Dott.ssa Elvira Bianco, il Prof. Francesco Raimondi, Ordinario di Pediatria, Direttore Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, Responsabile del Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale e Centro Regionale Infezioni Perinatali Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università “Federico II” di Napoli e Presidente dell’Associazione Soccorso Rosa Azzurro ONLUS, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e tutti i volontari dell’Associazione.
Attesi, inoltre, Mariano Balato, i rappresentanti della Fondazione Cannavaro-Ferrara, Raffaele Lanzetta, Marioluigi Rambone e l’Associazione Noi donne di Teverola, generosi donatori, vicini alla causa della prematurità, grazie ai quali l’Associazione Soccorso Rosa Azzurro Onlus ha dotato la TIN dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di nuove preziose attrezzature.
L’articolo FESTA DELLA MAMMA UN GIORNO PRIMA PER I PREMATURI DEL POLICLINICO DI NAPOLI proviene da Comunicare il sociale.
07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Insieme per un’Italia più bella, nei luoghi che viviamo ogni giorno e nelle relazioni che li tengono uniti: è da questa visione che nasce il Retake Day, l’evento annuale che trasforma l’impegno collettivo in cura concreta del territorio.
Dal 22 al 24 maggio 2026 torna in tutta Italia il Retake Day, la grande mobilitazione nazionale dedicata alla tutela dei beni comuni, alla rigenerazione urbana e alla partecipazione attiva. Tre giorni di iniziative diffuse, aperte a tutti, in cui cittadini di ogni età potranno prendere parte in prima persona ad azioni concrete di cura e valorizzazione degli spazi pubblici, insieme a volontari, scuole, associazioni e istituzioni.
Giunto alla sua seconda edizione, il Retake Day rappresenta un’occasione significativa per celebrare l’evoluzione di Retake, nato oltre 15 anni fa a Roma come movimento spontaneo della società civile e oggi diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale. Un percorso di crescita che testimonia l’impatto positivo della rete nei diversi contesti locali e rafforza un messaggio chiaro: la cura del territorio, dell’ambiente e delle relazioni è una responsabilità condivisa, senza differenze territoriali.
L’edizione 2026 si presenta con un calendario ampio e articolato, che riflette la ricchezza e la diversità della rete Retake: dalle periferie ai centri storici, dalle spiagge ai parchi urbani, in oltre 20 città italiane prenderanno vita eventi ecologici e iniziative di riqualificazione, rigenerazione e abbellimento degli spazi pubblici. Ogni cittadino potrà scegliere come partecipare, nella propria città o in quella più vicina, contribuendo attivamente a migliorare il proprio territorio.
Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, chiamate a svolgere un ruolo centrale nella costruzione di comunità più consapevoli, sostenibili e partecipi. Il Retake Day si propone infatti come uno spazio di azione concreta e consapevolezza diffusa, capace di trasformare l’impegno civico in esperienza diretta.
Il Retake Day è, prima di tutto, un’esperienza collettiva: un gesto condiviso che unisce persone e territori attorno a un obiettivo comune – prendersi cura dei luoghi in cui viviamo – contribuendo a rendere il Paese più vivibile, accogliente e sostenibile.
“Il Retake Day è un invito aperto a tutti: non servono competenze particolari, ma solo la volontà di partecipare e prendersi cura dei luoghi in cui viviamo. È proprio da questi gesti concreti che nasce il cambiamento. In tutta Italia vediamo crescere una comunità che sceglie di essere protagonista, trasformando la partecipazione in un’azione condivisa e quotidiana” dichiara Fabrizio Milone, presidente di Retake.
A confermare l’impatto concreto dell’iniziativa sono i risultati dell’edizione 2025, che in soli tre giorni ha coinvolto centinaia di volontari in tutta Italia, generando interventi diffusi di riqualificazione urbana:
– 510 mq di superfici riqualificate da scritte vandaliche
– 1.210 kg di rifiuti indifferenziati raccolti
– 144 kg di vetro e 136 kg di plastica recuperati
– 11 aiuole restituite alla fruizione pubblica
– 25 arredi urbani ripristinati
– 25 rifiuti ingombranti rimossi
– 10 affissioni abusive eliminate
– 19.600 mozziconi raccolti
– 1.750 mq di aree verdi riqualificate
L’articolo Retake Day: torna la mobilitazione nazionale per “un’Italia più bella” proviene da Comunicare il sociale.
07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
La scuola è il motore del cambiarmento. E quando il cambiamento riesce ad avere un impatto importante su ambiente e territorio, ecco che il supporto dei più giovani diventa davvero importante. È una delle belle conclusioni venute fuori a margine della conclusione, a Portici, nella suggestiva Sala Cinese della Reggia, dell progetto “Contrasto al Marine Litter – Educazione, sensibilizzazione e innovazione per la tutela dell’ambiente marino”, promosso dal GAL Parthenope e realizzato in collaborazione con Campania Circolare APS. Un’iniziativa che ha posto al centro il ruolo attivo delle scuole coinvolgendo studenti e docenti in un percorso di consapevolezza ambientale e di cittadinanza attiva.
Protagonisti dell’evento finale sono stati infatti i giovani e giovanissimi degli istituti scolastici del territorio, chiamati a proporre soluzioni concrete contro l’inquinamento marino nell’ambito della Call for Solutions.
A distinguersi, in particolare, sono stati quattro Istituti Comprensivi: l’IC Savio – Alfieri di Napoli, l’IC Da Vinci Comes di Portici, l’IC 3 Dorso – Don Milani di San Giorgio a Cremano e l’IC “Giovanni Pascoli 2 – Berlingieri” di Napoli, premiati per la qualità e l’innovatività dei progetti presentati.
Le proposte elaborate dagli studenti hanno dimostrato come educazione e creatività possano tradursi in azioni concrete per la tutela dell’ecosistema marino, con particolare attenzione al recupero, al riuso e alla riduzione dei materiali plastici. Un segnale forte che arriva proprio dalle nuove generazioni, sempre più sensibili ai temi ambientali.
Il progetto ha coinvolto non solo le scuole vincitrici, ma una più vasta rosa di comunità costiere e di operatori del settore. L’obiettivo è stato quello di promuovere modelli di economia circolare capaci di incidere, impattare e concretamente rappresentare il cambiamento reale sui territori.
All’evento conclusivo hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali e del mondo ambientale, tra cui Fabrizio Sarghini, Paolo Conte, Luca Tortora, Giuliano Iacolare e Michele Buonomo, che hanno sottolineato l’importanza di iniziative di questo tipo nel costruire una cultura della sostenibilità.
Campania Circolare APS, realtà promotrice del progetto insieme al GAL Parthenope, continua così il proprio impegno nella diffusione di buone pratiche ambientali. Nata nel 2019 dall’iniziativa di giovani campani, l’associazione opera su scala regionale promuovendo percorsi educativi, laboratori e attività esperienziali per incentivare stili di vita sostenibili.
di Nadia Labriola
L’articolo Scuola e tutela ambientale, premiati gli studenti virtuosi e consapevoli proviene da Comunicare il sociale.
07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Il prossimo 19 maggio 2026, alle ore 11:00, verrà ufficialmente inaugurato il Bar Terzo Tempo, un progetto ambizioso promosso dall’associazione La Bottega dei Semplici Pensieri all’interno dell’Istituto Francesco Saverio Nitti di Napoli
Questa iniziativa non è solo l’apertura di un nuovo punto ristoro, ma rappresenta un traguardo storico: si tratta infatti della prima impresa sociale attiva all’interno di una scuola pubblica nel nostro Paese. Il progetto punta a creare un ponte reale tra il mondo della formazione e quello del lavoro, abbattendo le barriere dell’esclusione.
Chi è “La Bottega dei Semplici Pensieri”
L’Associazione di Volontariato La Bottega dei Semplici Pensieri è nata nel 2012 dall’iniziativa di un gruppo di genitori di ragazzi con sindrome di Down o lievi deficit intellettivi. Con sede a Quarto, in provincia di Napoli, l’organizzazione opera con l’obiettivo di individuare e valorizzare le capacità personali di questi giovani per formarli professionalmente e accompagnarli verso una reale inclusione lavorativa e sociale
Un caffè per l’inclusione
Il bar sarà gestito interamente dai ragazzi della Bottega, che avranno l’opportunità di confrontarsi quotidianamente con studenti e docenti in un ambiente lavorativo protetto ma dinamico. L’obiettivo è trasformare ogni caffè servito in un’esperienza di autonomia, responsabilità e crescita personale, favorendo l’integrazione sociale attraverso la pratica lavorativa.
L’inaugurazione si terrà presso la sede dell’Istituto in Viale John Fitzgerald Kennedy, 140/142, nel quartiere di Bagnoli Fuorigrotta. Dopo il taglio del nastro, è previsto un momento conviviale curato dalla Cooperativa La Quercia Rossa.
Il progetto, denominato “Un caffè per l’inclusione”, è stato reso possibile grazie al fondamentale sostegno finanziario della Fondazione Prosolidar, a testimonianza di quanto la sinergia tra istituzioni scolastiche, terzo settore e fondazioni possa generare modelli di welfare innovativi e replicabili.
L’articolo Bar Terzo Tempo: la prima impresa sociale in una scuola pubblica italiana proviene da Comunicare il sociale.
07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Una chiamata alle armi, anzi, ai mestoli e pentoloni, per mettere la propria vita a servizio degli altri. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra la Rete di Comunità Vesuviana, il Consorzio Co.re, Palazzo Pennese e altre realtà del territorio, unite dall’obiettivo di rafforzare una rete solidale capace di rispondere a nuove e sempre più stringenti fragilità sociali.
Al centro, la richiesta, semplice semplice, di donare il proprio tempo. Basta la disponibilità a mettersi in gioco, a condividere un pezzo della propria quotidianità con chi vive una condizione di difficoltà non sempre solo economica.
La mensa solidale, infatti, (ri)aperta nello stesso luogo dove stanno partendo una serie di servizi a contrasto della povertà, non è solo un luogo in cui si distribuiscono pasti, ma uno spazio di relazione, ascolto e accoglienza. Un presidio umano prima ancora che assistenziale, dove ogni gesto contribuisce a restituire dignità a chi l’ha smarrita.
L’incontro del 6 maggio rappresenterà un primo momento di conoscenza e orientamento per tutti gli aspiranti volontari. Sarà l’occasione per entrare nel cuore del progetto, per comprenderne le finalità e anche per conoscere da vicino le modalità di partecipazione.
Per chi deciderà di aderire, saranno previsti anche momenti di formazione prima dell’avvio del servizio. Un passaggio ritenuto fondamentale dagli organizzatori, per garantire un impegno consapevole e responsabile.
L’obiettivo è questo: non solo aiutare, ma “fare bene il bene”. Costruire un’azione solidale che sia efficace, rispettosa e capace di generare valore nel tempo.
Accanto all’impegno concreto, c’è anche un invito alla condivisione: diffondere il messaggio, coinvolgere altre persone, ampliare la rete. Perché la solidarietà, per essere davvero incisiva, ha bisogno di diventare contagiosa.
«La mensa solidale di Palazzo Pennese non è solo un servizio, ma un luogo di comunità. Con questa chiamata vogliamo aprire le porte a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, perché oggi più che mai c’è bisogno di persone che scelgano di esserci, di essere presenti» spiega Antonio Capece, referente di Rete di Comunità Vesuviana.
Un primo momento è stato dedicato ieri agli aspiranti volontari, pensato per raccontare il progetto e condividere il senso di questo impegno. «Diventare volontari – aggiunge Capece – significa contribuire concretamente a contrastare le nuove povertà, ma significa anche costruire relazioni, generare fiducia e restituire dignità. È un gesto semplice, che però può avere un impatto profondo sulla vita di tanti. Come Rete di Comunità Vesuviana crediamo che il cambiamento passi proprio da qui: dalla partecipazione delle persone. Palazzo Pennese sarà uno spazio vivo, aperto, dove ciascuno potrà fare la propria parte».
di Nadia Labriola
L’articolo Chiamata alla solidarietà, si cercano volontari per la mensa dei poveri proviene da Comunicare il sociale.
07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Tracciabilità, tutela delle risorse marine, valorizzazione dei mestieri antichi. Tre cardini attorno a cui si sta andando a costruire la nuova sfida della filiera dei materiali organici preziosi di origine marina legando la tradizione e l’innovazione alla sostenibilità e alla competitività.
È su queste basi che nasce il Precious Sea Summit, promosso da Assocoral e Italian Exhibition Group (Ieg), con la collaborazione del Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, l’evento in programma il 21 maggio all’auditorium della Banca di Credito Popolare a Torre del Greco.
L’idea è quella di dare il via ad un tavolo permanente di confronto destinato a diventare appuntamento annuale per mettere in rete tutti gli attori della filiera: artigiani, imprese, designer, centri di ricerca e istituzioni.
La sfida principale è quella della sostenibilità, a partire dalla tracciabilità dei materiali e dalla tutela degli ecosistemi marini. Accanto a questo, la necessità di salvaguardare competenze antiche, spesso tramandate di generazione in generazione.
Il summit si inserisce nel percorso di Italian Exhibition Group nel collegare i distretti produttivi alle piattaforme fieristiche internazionali con l’intento di rafforzare la presenza delle eccellenze italiane sui mercati globali.
E la città di Torre del Greco diventa così il centro simbolico di questo confronto, in cardine vero e proprio poiché anche da un punto di vista geografico il territorio unisce mare e Vesuvio, e socialmente custodisce una tradizione artigianale riconosciuta nel mondo.
Il summit previsto per la seconda metà di maggio ha lo scopo proprio di valorizzare questa identità, trasformandola in leva, unendo la memoria al futuro, la tradizione alla prospettiva economica e culturale.
Grande attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle nuove generazioni. La trasmissione del sapere artigiano sarà infatti un tema centrale per la continuità del settore. Il Precious Sea Summit si propone così come piattaforma di dialogo internazionale. Uno spazio in cui sostenibilità, cultura del lavoro e innovazione potranno incontrarsi. Davvero.
di Nadia Labriola
L’articolo Valorizzazione dei mestieri antichi e territoro, un summit per la tutela delle risorse marine proviene da Comunicare il sociale.