Le Ebbanesis nel carcere di Poggioreale

Domani, martedì 22 settembre 2026 dalle ore 10 alle 13 nella chiesa della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale “Giuseppe Salvia” ci sarà un’esibizione del duo delle Ebbanesis organizzato dal progetto IV Piano per le persone detenute del Reparto Roma. Il concerto, cui assisteranno un centinaio di persone recluse, sarà introdotto dai saluti della direttrice del carcere Giulia Russo e dal presidente di Gesco Giacomo Smarrazzo, seguiti da una breve presentazione delle attività del Progetto IV Piano.

Duo musicale napoletano composto da Serena Pisa e Viviana Cangiano, le Ebbanesis sono note per la loro capacità di reinterpretare la tradizione musicale partenopea attraverso una proposta originale, fresca e contemporanea. L’iniziativa nasce dal desiderio di offrire alle persone detenute un momento di musica, incontro e convivialità, nell’ambito delle attività di IV Piano, progetto  di riabilitazione sociale realizzato grazie all’integrazione tra la Asl Napoli 1 Centro (Unità Operativa Complessa Dipendenze), la Direzione di Poggioreale e la cooperativa sociale Era del gruppo Gesco.

Il progetto realizza laboratori di animazione artistica di tipo socio-riabilitativo – tra cui teatro, cuoio, arte presepiale –  e gestisce uno sportello per l’implementazione delle misure alternative alla detenzione.

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Aperte le iscrizioni al Corso di Alta Formazione in Management dello Sport, Inclusione Sociale e Sviluppo di Comunità

Il percorso è gratuito e nasce dalla volontà di valorizzare una concezione dello sport non soltanto come pratica motoria, agonistica o ricreativa, ma come infrastruttura educativa, sociale e comunitaria, capace di generare inclusione, benessere, prevenzione, partecipazione, competenze e sviluppo territoriale.

Lo sport può, infatti, rappresentare un importante presidio di prossimità, uno spazio di relazione e un laboratorio di comunità. Impianti sportivi, palestre scolastiche, scuole, oratori, piazze, parchi, campetti, beni comuni, spazi pubblici e luoghi rigenerati possono diventare luoghi nei quali costruire relazioni, promuovere partecipazione e rafforzare i legami tra persone, organizzazioni e territori.

In questa prospettiva, il corso intende fornire a dirigenti, tecnici, istruttori, operatori, volontari e amministratori conoscenze e strumenti concreti per progettare, gestire e valutare interventi sportivi e sociali, favorendo la collaborazione tra sistema sportivo, Terzo Settore, Pubbliche Amministrazioni, scuole, famiglie, imprese e reti territoriali.

Particolare attenzione sarà dedicata ai temi dell’inclusione sociale, intesa non soltanto come accesso alla pratica sportiva da parte delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità, ma anche come capacità delle organizzazioni di ripensare spazi, regole, linguaggi, tempi e modelli organizzativi per consentire a ciascuno di partecipare secondo le proprie abilità, condizioni e potenzialità.

Il percorso affronterà, inoltre, il tema dell’amministrazione condivisa, promuovendo modelli di collaborazione tra enti pubblici, organizzazioni sportive, Enti del Terzo Settore e comunità locali per la cura, la gestione, la valorizzazione e la rigenerazione dei luoghi e dei territori.

Il percorso avrà un taglio formativo, manageriale e operativo e si articolerà in 9 incontri della durata di 3 ore, per un totale di 27 ore, con svolgimento nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2026.
Le attività si svolgeranno in presenza e online, attraverso la piattaforma digitale Microsoft Teams. Sono previste complessivamente 6 ore in presenza, corrispondenti alla prima e all’ultima giornata del corso.
L’inizio è fissato per giovedì 15 ottobre 2026, dalle 15.00 alle 18.00.

I nove moduli didattici saranno coordinati da professionisti ed esperti delle diverse aree tematiche:

  1. Pubbliche amministrazioni e amministrazione condivisa – Coordina la dott.ssa Anna Lecora;
  2. Sport, inclusione sociale e sviluppo di comunità – Coordina la dott.ssa Sara Cozzolino;
  3. Terzo Settore, volontariato e reti territoriali – Coordina la dott.ssa Roberta Gaeta;
  4. Luoghi di sport, rigenerazione urbana e comunità – Coordina la dott.ssa Gioia Baldini;
  5. Coaching, leadership e competenze relazionali – Coordina il dott. Rosario D’Angelo;
  6. Inclusione sociale, salute, prevenzione e sport adattato – Coordina l’avv. Gaetano Cinque;
  7. Nuovi modelli di governance e management delle organizzazioni sportive / lavoro sportivo – Coordina la dott.ssa Ida Giannetti;
  8. Accoglienza e preparazione atletica inclusiva – Coordina il prof. Armando Sangiorgio;
  9. La fiscalità degli enti sportivi – Testimonianze e laboratori – Coordina la dott.ssa Alessandra Izzo.

La partecipazione al percorso prevede una frequenza obbligatoria.
Sono consentite, tassativamente, assenze per un massimo del 20% delle ore complessive, pena l’esclusione dagli esami di valutazione.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

La domanda di iscrizione dovrà essere compilata in ogni sua parte e inviata entro le ore 24.00 di martedì 13 ottobre 2026 all’indirizzo: scuolaregionalesportcampania@coni.it

Il corso rappresenta un’occasione di formazione e confronto per rafforzare le competenze di chi opera quotidianamente nello sport e nei territori, promuovendo una cultura della collaborazione, dell’inclusione, della prossimità e della corresponsabilità e contribuendo a sviluppare nuovi modelli di gestione e di partecipazione capaci di fare dello sport un autentico strumento di crescita delle comunità.

Per maggiori informazioni scarica il Programma dettagliato.

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A Torre del Greco la cultura diventa un ponte tra generazioni, il premio Fratelli De Filippo guarda al futuro

Tenere assieme il lavoro di un artigiano, la memoria di un territorio e il talento di un giovane che si affaccia per la prima volta al mondo dello spettacolo. Succede a Torre del Greco. Cultura e comunità creano una comunità capace di mettere in dialogo generazioni, competenze e linguaggi diversi. È questo il filo conduttore della IX edizione del premio Fratelli De Filippo Macte Virtute Esto, dedicata quest’anno al teatro e al cinema e in programma sabato 26 settembre alla Lavela Beach Club di Torre del Greco. Un appuntamento che, oltre a celebrare interpreti e professionisti dello spettacolo, prova a raccontare il rapporto tra cultura e territorio.

 

La scelta di Torre del Greco non è casuale. La città è infatti fortemente legata alla tradizione della lavorazione del corallo e del cammeo, un patrimonio fatto di manualità, creatività e trasmissione di conoscenze. È proprio questo patrimonio a diventare metafora di un altro tipo di talento. Quello degli artisti che, attraverso il teatro e il cinema, trasformano esperienza, studio e sensibilità in una forma di racconto condiviso. Il punto, allora, non è soltanto premiare chi ha raggiunto risultati nel proprio percorso professionale. È riconoscere alla cultura una funzione che va oltre il palcoscenico e lo schermo, ovvero creare relazioni, trasmettere saperi, offrire occasioni di espressione e costruire un legame tra passato e futuro.

 

Particolare attenzione viene infatti riservata alle nuove generazioni. Accanto ai riconoscimenti destinati a figure affermate del teatro e del cinema, il premio dà spazio a giovani talenti e a quelle che vengono definite giovani eccellenze. Una scelta che porta al centro il tema della trasmissione. Ogni comunità ha bisogno di conservare la propria memoria, ma anche di creare le condizioni perché chi è più giovane possa reinterpretarla e trasformarla. È una dinamica che riguarda da vicino anche il mondo sociale. Investire nei giovani significa infatti offrire loro spazi nei quali poter sviluppare capacità, costruire relazioni e immaginare il proprio futuro. E la cultura può diventare uno di questi spazi, soprattutto quando non viene considerata soltanto come intrattenimento, ma come una componente della vita collettiva.

 

In questa prospettiva si inserisce anche l’attenzione alla cultura del territorio e al cineturismo, che il Premio riconosce attraverso alcuni dei suoi riconoscimenti speciali. Il cinema può diventare così anche uno strumento per raccontare i luoghi, rafforzarne l’identità e generare nuove occasioni di conoscenza e partecipazione. Sul palco saliranno nomi importanti del cinema e del teatro, tra cui Maria Grazia Cucinotta, Giacomo Rizzo, Marzio Honorato e Patrizio Rispo, insieme a numerosi interpreti e professionisti. Ma la presenza di tanti giovani accanto alle figure più esperte restituisce al premio una dimensione che va oltre la celebrazione delle carriere. Il valore di un patrimonio culturale, del resto, non si misura soltanto nella capacità di conservarlo. Si misura anche nella possibilità di renderlo accessibile, condividerlo e consegnarlo alle generazioni che verranno. È la stessa logica che appartiene ai mestieri artigiani e che, in forme diverse, riguarda il teatro e il cinema.

 

di Ciro Oliviero

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Turismo accessibile, nasce «VisitAvella»: itinerari con l’AI e contenuti in LIS

Sarà presentata giovedì 24 settembre 2026, alle ore 18:00, nella Sala Alvarez del Palazzo Baronale del Comune di Avella,“VisitAvella”, la nuova piattaforma digitale con app mobile gratuita (scaricabile da Apple Store e Google Play).

L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro ed ambizioso: rendere la città e il suo patrimonio più semplici da scoprire, fruibili e accessibili a tutti. Non una semplice vetrina promozionale, ma un vero e proprio ecosistema integrato. Attraverso il portale web e l’app mobile gratuita — scaricabile su Apple Store e Google Play — i visitatori potranno esplorare il patrimonio storico, naturalistico e culturale, pianificare itinerari su misura e prenotare direttamente visite ed esperienze sul territorio.

Per garantire una fruizione davvero universale, la piattaforma integra contenuti video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) per i visitatori sordi, audioguide dedicate, testi redatti in linguaggio semplificato e informazioni tradotte in più lingue per accogliere i flussi turistici internazionali.

Ad arricchire l’esperienza di visita, strumenti di intelligenza artificiale, concepiti come un supporto dinamico per orientare l’ospite.
L’AI suggerirà itinerari, attrazioni ed esperienze personalizzate in base agli interessi specifici e alle esigenze individuali del viaggiatore.
Una tecnologia che non intende sostituire l’emozione del viaggio dal vivo, ma accompagnarlo e valorizzarlo.

Combinando archeologia, natura e tradizioni con le più avanzate tecnologie digitali, il Comune di Avella si propone come modello di destinazione turistica intelligente e pienamente inclusiva. L’iniziativa mette l’abbattimento delle barriere conoscitive e comunicative al centro dell’esperienza, trasformando l’accessibilità nel vero pilastro dell’accoglienza cittadina.

 

di Annatina Franzese

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Rapporto mondiale Alzheimer 2026: la ricerca clinica sulla demenza a un punto di svolta, ma mancano partecipanti agli studi

Sono 158 possibili terapie in valutazione in oltre 192 studi clinici nel mondo, otto dei quali in fase III attesi al completamento entro il 2026. Sono i numeri che emergono dal Rapporto Mondiale 2026 diffuso da ADI – Alzheimer’s Disease International in occasione della XXXIII Giornata Mondiale Alzheimer e presentato nel nostro Paese da Alzheimer Italia. Il documento è dedicato alla ricerca clinica sulle demenze, che sta conoscendo un’espansione senza precedenti: gli studi hanno mostrato per la prima volta che alcuni trattamenti possono rallentare la progressione della condizione. Il rapporto avverte però che questi passi avanti rischiano di rallentare per la difficoltà di reclutare partecipanti: per sostenere gli studi attivi servono circa 55.000 volontari, ma i criteri di selezione molto stringenti fanno sì che, per arrivarci, occorra coinvolgerne almeno 350.000. Gli ostacoli alla partecipazione nascono dalla difficoltà di accesso agli esami specialistici e, soprattutto, dalla diagnosi spesso tardiva: a livello globale si stima che il 75% delle persone che convivono con una forma di demenza non riceva una diagnosi formale, una percentuale che in alcuni Paesi può raggiungere il 90%. Questo impatta anche sulle potenzialità dei nuovi trattamenti, che agiscono soprattutto nelle fasi iniziali della condizione.

Anche per questo motivo Alzheimer Italia, in occasione del XV Mese Mondiale Alzheimer, aderisce alla campagna di ADI “The Earlier You Know, The More You Can Do: A Dementia Diagnosis Matters” – “Prima lo sai, di più puoi fare: la diagnosi di demenza è importante” – che invita a parlare apertamente di demenza e a cercare informazioni e sostegno. La campagna pone l’attenzione anche su 10 segnali d’allarme da non sottovalutare: perdita di memoria, difficoltà a svolgere attività abituali, problemi con il linguaggio, disorientamento nel tempo e nello spazio, scarso o ridotto giudizio, difficoltà a tenere traccia delle cose, oggetti messi nel posto sbagliato, cambiamenti dell’umore e del comportamento, difficoltà a comprendere le informazioni visive e spaziali, ritiro dal lavoro o dalle attività sociali.

La riduzione del rischio- Se a oggi non esiste una cura ampiamente disponibile, sappiamo però che, come stimato dalla Lancet Commission, fino al 45% dei casi potrebbe essere ritardato o ridotto agendo sui fattori di rischio. Recependo l’ampliarsi delle evidenze scientifiche in questo campo, nel 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una versione aggiornata delle proprie Linee guida sulla riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza. Sul piano degli stili di vita, il documento indica come azioni positive la partecipazione ad attività cognitive, sociali e fisiche, lo stop al fumo, la riduzione del consumo dannoso di alcol e un’alimentazione sana ed equilibrata, sconsigliando invece gli integratori alimentari a scopo preventivo. Per quanto riguarda la salute suggerisce di gestire obesità, diabete, ipertensione, colesterolo e perdita dell’udito, e sconsiglia la terapia ormonale in menopausa come strumento per ridurre il rischio. A livello di popolazione raccomanda la limitazione dell’esposizione all’inquinamento dell’aria anche negli ambienti domestici. Le Linee guida non si rivolgono solo ai singoli: sono concepite per orientare anche professionisti sanitari, decisori politici e istituzioni, così da integrare la riduzione del rischio nelle politiche, nei servizi e nei programmi di salute pubblica.

Le evidenze scientifiche contengono un messaggio di speranza: non è mai troppo presto e non è mai troppo tardi per agire, come singoli e come società – afferma la presidente di Alzheimer Italia Katia Pinto – È importante però sottolineare che parliamo di riduzione del rischio e non di prevenzione garantita. La demenza resta una condizione complessa su cui incidono molti fattori e chi la sviluppa non deve sentirsi in colpa né giudicato. Perché ciascuno possa davvero prendersi cura della salute del proprio cervello, inoltre, servono adeguate politiche pubbliche, che garantiscano a tutti i cittadini ambienti di vita sani, aria pulita, spazi per il movimento e la socialità e servizi accessibili.

Il nuovo Piano Nazionale Demenze-  Il futuro della cura e dell’assistenza nell’ambito della demenza sono al centro del convegno “Le prospettive di sanità pubblica per le persone con demenza: verso il nuovo Piano Nazionale Demenze” che si tiene oggi 21 settembre presso il Ministero della Salute, in occasione del quale il Tavolo permanente sulle demenze presenterà i risultati del lavoro portato avanti in questi mesi per la redazione del nuovo Piano Nazionale Demenze. Alzheimer Italia, che fa parte del Tavolo, sarà presente per ribadire la necessità di un impegno chiaro da parte delle Istituzioni, che passa innanzitutto da un finanziamento stabile del Piano.

I fondi a termine, utilizzati finora, non sono in grado di rispondere a un bisogno continuativo: chi riceve oggi una diagnosi avrà bisogno di servizi per i dieci o quindici anni successivi, non per i trentasei mesi di durata di un progetto – afferma Mario Possenti, segretario generale di Alzheimer Italia, che interverrà al convegno insieme alla presidente Pinto – Questo è il punto di partenza fondamentale per poter garantire una presa in carico tempestiva e globale: i passi avanti nella ricerca e la diagnosi precoce non servono se le persone poi vengono abbandonate a loro stesse. Oggi in Italia sono oltre 1.430.000 le persone con demenza, destinate a diventare 2.200.000 entro il 2050. In un Paese come il nostro, in cui la cura è ancora quasi interamente affidata ai caregiver, il sostegno all’intera famiglia è la condizione imprescindibile perché qualsiasi percorso funzioni.

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Miccio (Emergency): «Il Sistema sanitario nazionale tende sempre più a escludere le persone vulnerabili»

La salute come diritto universale e mai come privilegio. È da questa fondamentale premessa che ha preso il via “Umanità in Cura: Dialoghi per una Sanità Equa e Solidale”, l’iniziativa ospitata nell’auditorium dell’ISIS “Luigi de’ Medici” di Ottaviano. L’evento, promosso dall’associazione Dies Artis Semper e dall’istituto ospitante, con il patrocinio del Comune di Ottaviano, della Diocesi di Nola, della Fidapa e dei Lions Club Ottaviano, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, del terzo settore e della scuola. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali e con l’intervento del primo cittadino di Ottaviano, Federico, che ha evidenziato il valore profondo della sanità solidale: “Ha un tema veramente importante, soprattutto in questo periodo, una sanità solidale. Io parto da un concetto semplice: la salute è un diritto di tutti e per tutti. E una sana comunità, come quella che io rappresento, la ritengo sana e forte se capace di non lasciare indietro nessuno, garantire a tutti cure e sostegno, dal primo all’ultimo. Con la presenza di Emergency, noi andiamo ad analizzare anche un altro fattore che possiamo considerare vicino alla sanità, quello della solidarietà. Un fattore troppo spesso dimenticato, un fattore troppo spesso abbandonato che lascia il posto sempre, purtroppo, a quello che oggi attrae sempre di più, l’interesse”. A fargli eco è stato l’intervento del vicesindaco di Ottaviano, che ha sottolineato il legame tra la sua professione, il territorio e l’attenzione verso i più deboli: “Questo incontro per me è speciale perché parlare di salute sul territorio di Ottaviano per me è motivo di orgoglio, anche perché sono un docente di scienze motorie, quindi parlare di salute per me è una cosa importante. Sono onorato inoltre perché sul territorio di Ottaviano noi come amministrazione siamo e saremo sempre vicino alle fasce deboli. Facciamo di tutto, ascoltiamo e non solo, ma diamo anche sostegno alle fasce deboli”.

Dopo l’accoglienza del dirigente scolastico Vincenzo Falco e i saluti della Fidapa, il confronto è entrato nel vivo con il modulo “Il Dialogo”. A fare da ponte tra la comunità locale e la dimensione umanitaria globale è stata Rosa Carillo Ambrosio, presidente dell’associazione Dies Artis Semper, che ha raccontato la genesi dell’evento: “Ho avuto il privilegio di conoscere una donna straordinaria che ha saputo conquistare la profonda fiducia di Gino Strada, fino a diventare la Presidente Nazionale di Emergency. Un motivo di immenso orgoglio e vanto per il nostro territorio, che la ringrazia di cuore per l’impegno e la dedizione con cui porta avanti la sua missione ogni giorno”.
Prendendo la parola  la Presidente di Emergency, Rossella Miccio, ha lanciato un allarme accorato sullo stato attuale della sanità pubblica: “Stiamo riscontrando purtroppo una deviazione del Sistema Sanitario Nazionale che nasceva come universalistico e inclusivo e invece tende sempre più ad escludere. Esclude soprattutto le persone più vulnerabili, quindi le persone che hanno meno possibilità economiche, le persone che hanno problemi di accesso agli stranieri, anche quelli non regolari, che fanno fatica ad accedere al sistema sanitario. È un sistema che sta diventando sempre più a essere una risposta per chi può permetterselo, piuttosto che una risposta per tutti”.

di Carmela Cassese

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