Oltre le barriere economiche: al via la terza edizione di Uni.ON in Campania

Dare una spinta concreta ai talenti e fare in modo che l’impegno nello studio non debba mai scontrarsi con i muri delle disuguaglianze sociali ed economiche è il cuore pulsante da cui muove la terza edizione di Uni.ON – Accendi il tuo futuro, il programma nazionale promosso da UniCredit Foundation in collaborazione con la Fondazione Don Gino Rigoldi ETS. L’iniziativa quest’anno allarga i suoi confini coinvolgendo quattro regioni italiane — Campania, Lombardia, Puglia e Veneto — con un investimento imponente sul capitale umano: ben 200 borse di studio del valore di 5.000 euro ciascuna, 50 per ciascun territorio, pensate per sostenere l’iscrizione e il percorso universitario nelle facoltà STEM ed Economiche di studentesse e studenti in condizioni di vulnerabilità economica. L’opportunità è rivolta a chi frequenta l’ultimo anno delle scuole superiori statali, ha un ISEE familiare 2026 entro i 26.000 euro e una media scolastica minima di 6,5/10 alla fine del terzo e quarto anno, offrendo non solo un importante contributo economico distribuito in due tranche legate al merito accademico, ma anche l’accesso gratuito a un Campus Universitario Immersivo di orientamento da 100 ore, con un premio da 500 euro per chi supera il test finale.

Il bando è già aperto ed è possibile inviare la propria candidatura entro la scadenza fissata per il 25 ottobre sul sito ufficiale union-borsedistudio.it, potendo contare in Campania sulla fondamentale partnership territoriale de Le Nuvole ICC e dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’efficacia di questo approccio integrato emerge con chiarezza nelle parole di chi ha già vissuto il percorso nelle scorse edizioni, come Marco, un giovane studente campano che definisce l’esperienza una vera e propria svolta: “Fino a poco tempo fa l’idea di andare all’università mi metteva un po’ d’ansia, ma le lezioni del Campus non erano affatto noiose e mi hanno permesso di colmare molte lacune, facendomi sentire a mio agio fin dai primi passi nel mondo universitario. Ottenere la borsa di studio mi ha dato una carica di fiducia enorme, la conferma che il duro lavoro paga, permettendomi oggi di affrontare gli studi e comprare il materiale necessario senza gravare sulle spalle della mia famiglia.” Altrettanto significativo è il racconto di Chiara, un’altra ex partecipante, che mette in luce l’impatto sul piano relazionale e personale: “Oltre alla preparazione didattica, l’aspetto fantastico è stato il clima sociale. Nonostante sapessimo di concorrere per una borsa di studio, tra di noi non c’è mai stata competizione ma solo un grande supporto reciproco e amicizia. I tutor e i professori universitari ci hanno trattato con un approccio amichevole e comprensivo, facendoci capire che nessuno era lì per ostacolarci ma per aiutarci a crescere e a credere nelle nostre capacità.”

Questo senso di fiducia e restituzione sociale è il filo conduttore che unisce le istituzioni promotrici. Silvia Cappellini, General Manager di UniCredit Foundation, ha rimarcato come dare continuità al progetto in Campania significhi concretamente evitare che le condizioni di partenza limitino le aspirazioni dei ragazzi, garantendo loro gli strumenti e la fiducia per costruire il proprio domani. Un concetto rafforzato da Don Gino Rigoldi, che ribadisce come l’alleanza educativa tra tutor, docenti e studenti dimostri che anche chi non pensava di essere predestinato all’università può invece accedervi con successo. In questa cornice, Salvatore Fruguglietti de Le Nuvole ICC ricorda infine come spesso a separare un’ambizione dalla sua realizzazione non sia la mancanza di capacità, ma la carenza di informazioni, opportunità o semplicemente di qualcuno disposto ad ascoltare. Uni.ON si propone esattamente come quello spazio di possibilità condivisa in cui la determinazione dei ragazzi trova la strada giusta per accendere il proprio futuro, con le candidature aperte fino al prossimo 25 ottobre.

di Adriano Affinito

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Osservatorio EWM 2026, il 22 ottobre a Milano la presentazione dei risultati tra trasparenza retributiva, benessere e intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale, trasparenza retributiva, inclusione e nuove competenze stanno ridisegnando il mondo del lavoro con una rapidità che mette alla prova imprese e professionisti delle risorse umane. Su questi temi si concentra la terza edizione dell’Osservatorio Engagement, Welfare, Mobility (EWM), promosso da INAZ e Timeswapp con il patrocinio dell’Università LIUC. I risultati verranno presentati il 22 ottobre 2026, alle 16, nella sede di Timeswapp a Milano, in via Natale Battaglia 10. L’evento è aperto al pubblico, previa registrazione.

L’Osservatorio è una ricerca annuale sul benessere organizzativo nelle aziende italiane. Attraverso un’indagine quantitativa che coinvolge ogni anno imprese, HR manager e professionisti, restituisce una fotografia aggiornata di come stanno cambiando le organizzazioni, i modelli di people management e le strategie di benessere aziendale. Tre le aree misurate: engagement e clima aziendale, welfare e bisogni dei dipendenti, mobility intesa come spostamenti casa-lavoro. Tra i temi dell’edizione 2026 figurano l’impatto dell’AI sull’organizzazione, le nuove competenze professionali, la trasparenza retributiva, l’invecchiamento della forza lavoro e il welfare personalizzato.

La registrazione e l’accoglienza si aprono alle 16. I lavori partono alle 16.30 con il benvenuto di Ludovica Busnach, consigliera INAZ e co-founder di Timeswapp, a cui segue l’introduzione di Pietro Spreafico, CEO di Timeswapp. Alle 16.55 tocca ad Andrea Franchini, responsabile Ricerca EWM e founder di Outofthelab, che illustrerà gli insight dell’edizione 2026 su pay transparency, wellbeing e AI come nuove sfide per il mondo HR. Alle 17.30 è previsto un sondaggio live con il pubblico.

Il cuore del pomeriggio è il talk delle 17.40, intitolato «Il futuro del lavoro si costruisce adesso: le organizzazioni sono pronte a guidarlo?». Al confronto partecipano Letizia Pizzi, direttrice generale di Anitec-Assinform, Maurizia Iachino, presidente di Fuori Quota, Eliana Minelli, docente di LIUC SKILL LAB, Nicola Lamberti di Planeat, Daniele La Rocca del Centro Studi Inaz e Chiara Dal Monte, HR specialist di LATI. Alle 18.25 spazio alle domande del pubblico, mentre le conclusioni sono fissate per le 18.35.

Il programma completo e il modulo di iscrizione sono disponibili sulla pagina eventi di INAZ. Le aziende che vogliono partecipare alla ricerca possono farlo gratuitamente e ricevere il report annuale con l’analisi della propria realtà messa a confronto con i benchmark generali, richiedendo informazioni dalla pagina dell’Osservatorio.

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Si chiude «Dream Big», l’ultimo VolCamp 2026 sostenuto dal CSV Napoli

Si è concluso «Dream Big», il campo di formazione e orientamento al volontariato promosso da Sunlise for People APS, ultimo dei VolCamp 2026 sostenuti dal CSV Napoli. Il percorso ha messo a disposizione dei giovani tra i 16 e i 28 anni un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, mettendo in relazione persone, luoghi e realtà diverse del territorio napoletano. In cinque giorni i partecipanti hanno potuto sperimentarsi, conoscere associazioni e iniziative della città e sviluppare competenze relazionali, organizzative e comunitarie attraverso attività di volontariato, formazione, laboratori di animazione sociale e attività educative.

Il campo ha avuto una forte dimensione residenziale. I ragazzi sono stati accolti nella struttura delle Suore Crocifisse, all’interno del Complesso monumentale di San Gregorio Armeno, nel cuore del centro storico, alternando i momenti di formazione sul volontariato ai laboratori e alle attività educative.

All’origine del progetto c’è la convinzione che molti giovani cerchino, oltre a spazi formativi, occasioni di protagonismo sano, di partecipazione e di cittadinanza. Per questo «Dream Big» è stato impostato come un laboratorio di partecipazione e responsabilità, con attività svolte in diversi luoghi della città.

La parte conclusiva si è svolta al Parco San Laise di Bagnoli, sede di Sunlise for People APS. Il VolCamp si è chiuso a ridosso della seconda edizione del Festival della Terra, organizzato nello stesso parco e dedicato alla cura del creato, alla sostenibilità, alla solidarietà e alla partecipazione. Questa vicinanza ha consentito ai giovani di passare dal tempo della formazione a quello dell’azione, con la possibilità di partecipare anche al Festival e alle altre iniziative promosse dall’associazione e dalle reti territoriali. Il percorso è stato pensato anche come esperienza orientativa, un ponte verso successive occasioni di impegno civico, di volontariato organizzato e di partecipazione, compreso il Servizio Civile Universale.

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Acqua e sostenibilità, studenti a scuola di tutela del mare

Dalla teoria alla pratica, tra laboratori scientifici e corsi di vela. Il Circolo Nautico di Torre del Greco ha ospitato una tappa dell’Acea Acqua Edu Camp, coinvolgendo gli alunni delle seconde medie dell’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone di Volla.
L’iniziativa punta a promuovere tra i più giovani una maggiore consapevolezza sull’uso responsabile dell’acqua e sulla tutela dell’ambiente. Durante la giornata, gli studenti hanno spaziato dalla teoria alla pratica, partecipando a laboratori, attività didattiche  e uscite in barca a vela con istruttori qualificati, approfondendo il ciclo dell’acqua e il rapporto tra risorse idriche ed ecosistemi marini.

La partecipazione al camp è arrivata come riconoscimento per il lavoro svolto nell’ambito del contest nazionale “Gocce di innovazione”, dedicato al risparmio idrico e alle soluzioni per favorire il riutilizzo dell’acqua nelle abitazioni del futuro.
Il progetto rientra nel più ampio programma “Acea Scuola – Educazione Idrica”, promosso in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Secondo i dati forniti dagli organizzatori, il percorso ha coinvolto oltre 30mila studenti in Italia, di cui quasi 3mila in tutta la Campania.
Alla formazione partecipano anche realtà del settore idrico come Gori ed Ente Idrico Campano, impegnate sul fronte della gestione della risorsa e della sensibilizzazione dei cittadini.
L’educazione ambientale entra così nelle attività scolastiche attraverso esperienze diverse e diversificate, con l’obiettivo di trasformare le conoscenze acquisite in comportamenti quotidiani,  un percorso e una modalità che coinvolgono gli studenti e, attraverso di loro, anche le famiglie, chiamate a contribuire alla riduzione degli sprechi e alla salvaguardia di una risorsa essenziale per la collettività.

 

di Nadia Labriola

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Licei occupati a Napoli: gli studenti prendono la parola per la scuola e per il futuro

Cancelli chiusi, lezioni sospese, striscioni calati dalle facciate di edifici storici. Nella mattinata di lunedì 12 ottobre Napoli si è svegliata con quattro licei occupati nello stesso momento: l’Umberto I e il Mercalli a Chiaia, il Sannazaro al Vomero, il Genovesi in piazza del Gesù Nuovo. Non un gesto isolato, ma l’ultimo passaggio di una mobilitazione studentesca che, nel giro di pochi giorni, ha attraversato la città e che si interroga sul modo in cui il Paese immagina il proprio futuro. La scintilla, una settimana prima, era partita dal Tito Lucrezio Caro di via Manzoni, occupato il 7 ottobre dal Collettivo Settimo e dal Coordinamento Kaos. Secondo quanto riferito da Il Riformista, nella stessa giornata di lunedì anche i collettivi del liceo Einstein hanno annunciato l’occupazione con uno striscione sulla facciata. Negli istituti coinvolti campeggia la stessa scritta, «Liceo occupato. Più soldi alla scuola pubblica», mentre il 9 ottobre oltre duecento studenti si erano già riuniti davanti alla sede della Città Metropolitana per chiedere risposte sugli interventi edilizi.

Le ragioni, nei comunicati dei collettivi, sono diverse ma vengono tenute insieme come parti di un’unica trama: edifici scolastici che cadono a pezzi, un caro-vita che rischia di trasformare l’accesso all’istruzione in un privilegio per le sole famiglie che possono permetterselo, retribuzioni dei docenti che gli studenti giudicano tra le più basse d’Europa. Gli studenti del Genovesi, nel loro documento, hanno condensato lo spirito della protesta in una frase: l’unico tetto di cui hanno bisogno gli studenti italiani è «quello che non crolli sulla propria testa». Al liceo Umberto l’accento è caduto soprattutto sulle difficoltà economiche delle famiglie, mentre in altre scuole si è unita la critica all’aumento delle spese militari, rilanciata dalle organizzazioni giovanili che aderiscono a Youth Strike.

Il riferimento al tetto è al decreto-legge sulla scuola approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre, che trasforma in norma vincolante una soglia finora affidata a una circolare del 2010: nelle classi prime, gli alunni stranieri di recente arrivo non potranno superare il 30 per cento del totale. Il criterio, secondo le ricostruzioni giornalistiche, non è la cittadinanza in quanto tale ma la conoscenza della lingua italiana e il percorso scolastico pregresso, e l’applicazione è prevista a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sostenuto che la norma «non è contro qualcuno, ma è per qualcuno» e che serve a prevenire la nascita di classi ghetto; la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di norme di buonsenso. Le opposizioni, tra cui il Partito democratico, hanno giudicato il provvedimento con parole molto dure.

Il secondo fronte della protesta è il Centro di permanenza per i rimpatri che il Ministero dell’Interno intende realizzare a Castel Volturno, nel Casertano. Il progetto prevede una struttura da 120 posti nel Parco umido La Piana, area protetta per la sua biodiversità; la gara bandita da Invitalia per conto del Viminale è di circa 41 milioni di euro, cifra che altre ricostruzioni giornalistiche portano a oltre 43 milioni. Il ministro Matteo Piantedosi ha annunciato la necessità di aprire altri centri, così da averne almeno uno per ogni regione. Contro il progetto si è formato il Comitato regionale campano «No CPR, né qui né altrove», nato dall’appello di monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua. Il 24 ottobre è prevista a Castel Volturno una manifestazione nazionale, per la quale sono annunciati pullman da Napoli e da Caserta. È la data a cui guardano gli studenti, che nei loro comunicati chiudono con la formula «Verso il 24 ottobre a Castel Volturno».

Le occupazioni non sono state prive di momenti di tensione. Negli istituti sono intervenuti gli agenti della Digos per gli accertamenti sulla situazione, mentre i dirigenti scolastici hanno comunicato lo stato di occupazione a Questura, Prefettura e Ufficio scolastico regionale, impossibilitati a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative. Il collettivo dell’Umberto ha diffuso una nota per respingere le notizie di presunte aggressioni al personale scolastico durante l’ingresso nell’edificio, negando che siano stati spinti o aggrediti membri del personale Ata e che gli studenti avessero il volto coperto. Una vicenda che, come osservano le cronache locali, riapre il confronto tra il diritto degli studenti a manifestare e la necessità di garantire la continuità delle lezioni.

Il movimento, del resto, guarda oltre i confini cittadini. Gli studenti richiamano le recenti mobilitazioni in Francia e le manifestazioni partite da Madrid contro l’inflazione e il caro affitti. Il calendario è già fissato: il 17 ottobre a Roma, alla manifestazione per salari, sanità e scuola pubblica; il 24 ottobre a Castel Volturno; il 20 novembre l’International Youth Strike, lanciato da Rete della Conoscenza, Link e Unione degli Studenti con lo slogan «Fight for our future, not their wars!».

 

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