27 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Fino al 23 novembre 2026 l’Opera Sociale Ozanam, nel quartiere Sanità, ospita gli incontri del progetto Artefiabe, un laboratorio letterario e artistico promosso dall’Associazione P.A.S.E. Aps. Il percorso coinvolge anche la cooperativa sociale Occhi Aperti e l’associazione C.E.L.U.S. Aps, entrambe a Scampia, e il finanziamento arriva dai fondi dell’Otto per mille della Chiesa Valdese.
Il progetto si rivolge a ragazzi tra i 6 e i 16 anni, napoletani e di origine straniera, provenienti da Capoverde, Colombia, Ucraina, Bangladesh, Romania, Filippine, oltre che di etnia rom. Ogni incontro dura tre ore e prevede la presenza di un educatore, di un operatore di laboratorio e di un esperto d’arte. I partecipanti non superano i quindici per volta, così che ciascuno possa seguire il lavoro con continuità.
Il punto di partenza è la lettura condivisa di un racconto, di una fiaba o di un mito proveniente da paesi diversi, spesso scelto tenendo conto delle origini dei ragazzi stessi. Dopo la lettura si apre un momento di confronto su personaggi, luoghi, simboli ed emozioni. Il passo successivo è la traduzione di quelle immagini in oggetti: un personaggio diventa una scultura, un ambiente si trasforma in un collage, una scena prende forma in un’installazione collettiva.
Ogni racconto è accompagnato da una tecnica o da un movimento artistico del paese d’origine, dalla pittura popolare del Bangladesh al sumi-e giapponese, fino al realismo monumentale di Botero. Gli educatori precisano che i ragazzi non copiano questi stili, ma li reinterpretano a partire dalla propria esperienza.
I materiali sono in gran parte di recupero: cartone, stoffe, plastica, pigne, foglie, semi. Accanto a questi vengono usati composti autoprodotti ed ecosostenibili, come la bioceramica ottenuta da gusci d’uovo, la bioplastica a base di agar agar e la cellulosa rigenerata dal cotone riciclato. Le colle sono naturali e i colori derivano da piante, spezie e ortaggi. L’obiettivo dichiarato è mostrare che la creatività può nascere anche con risorse limitate.
Il progetto prevede due fasi. La prima, già avviata, riguarda l’organizzazione degli spazi, il calendario degli incontri e l’acquisto dei materiali. La seconda comprende un evento inaugurale, le attività nelle tre sedi in periodi differenti e una mostra finale delle opere realizzate.
Il laboratorio riguarda ragazzi che abitano quartieri spesso raccontati soltanto attraverso la cronaca, e per questo la scelta di partire dalle storie degli altri appare la più coerente. Resta da vedere quanto il lavoro sui materiali di scarto riuscirà a diventare un’abitudine oltre la durata del progetto, ma il calendario fitto e il coinvolgimento delle famiglie lasciano intravedere un terreno concreto su cui costruire.
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27 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Che cosa accade ai figli e alle figlie delle donne uccise? Quali risposte ricevono dalle istituzioni, quali tutele vengono attivate e quali ostacoli incontrano nel percorso di ricostruzione della propria vita? Venerdì 30 ottobre, dalle 10 alle 13.30, il Centro Congressi Ramada di Napoli ospita un incontro pubblico per rispondere a queste domande, a cinque anni dall’avvio del progetto RESPIRO, acronimo di Rete di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli Orfani speciali.
Al centro della mattinata ci sarà la presentazione dei risultati di un’indagine condotta sugli orfani presi in carico nelle sei regioni del Sud coinvolte dal progetto: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. I dati ricostruiscono le violenze subite in precedenza, le misure di protezione attivate dopo il delitto e l’accesso ai sostegni previsti dalla legge. Il totale dei casi seguiti è di 124 orfani.
Nel corso dell’incontro interverranno rappresentanti delle istituzioni, esperti, operatori e familiari. È prevista la testimonianza di un orfano di femminicidio e di un familiare, insieme alla presentazione del modello di intervento sviluppato dal progetto e degli strumenti operativi realizzati per migliorare la presa in carico. Tra questi figurano gli Orientamenti operativi elaborati dal CISMAI, il Vademecum legale e il Toolkit per gli operatori. Il programma completo degli interventi è allegato al comunicato.
Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Il Fondo sostiene interventi che rimuovono gli ostacoli economici, sociali e culturali alla piena partecipazione dei minori ai processi educativi.
Il progetto è realizzato dalla cooperativa sociale IRENE ‘95 in partenariato con l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari-Giovanni XXIII, Centro Famiglie Catania, Cestrim onlus, CISMAI, CIPM Sardegna, Consorzio CO.RE, Progetto Sirio, Save The Children, Terre des Hommes, Centro Antiviolenza Thamaia, Koinos cooperativa sociale e Associazione Sinapsi.
Accoglienza e welcome coffee dalle 10, inizio degli interventi alle 10.30.
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26 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Due uomini senza lavoro, un ex suggeritore teatrale e un ex sagrestano, dividono un alloggio angusto in una zona abbandonata dopo il terremoto, dentro una casa che può crollare da un momento all’altro. È la situazione da cui Manlio Santanelli partì nel 1978 per scrivere Uscita di emergenza, il testo che giovedì 29 ottobre inaugura la stagione 2026/2027 del Teatro San Ferdinando di Napoli e che resterà in scena, in prima nazionale, fino a domenica 8 novembre.
Nel nuovo allestimento, prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale come recupero della stagione 2025/2026, Nando Paone è Pacebbene e Vincenzo Ferrera è Cirillo. La regia è di Alfio Scuderi, le musiche originali di Roy Paci; firmano le scene Enzo Venezia, i costumi Roberta Mattera, le luci Luigi Biondi e Omar Scala, mentre Antonio Turco è assistente alla regia.
Al centro della vicenda ci sono solitudine, difficoltà di comunicare e precarietà dell’esistenza. Il confronto tra i due protagonisti, a tratti violento, alterna ironia e dramma, e Scuderi individua proprio nell’ironia con cui l’autore tiene a bada l’incertezza la parte più attuale del testo. Il regista vi legge una precarietà che oggi riguarda un mondo «devastato da guerre e disagi, da squilibri e disumanità», attraversato da «terremoti di ogni genere». Alla musica di Roy Paci, che Scuderi considera il terzo protagonista in scena, è stato chiesto di dare suono a questa instabilità, mentre le scene di Enzo Venezia disegnano uno spazio sospeso, quasi lunare.
Il debutto arriva a tre mesi dalla scossa di magnitudo 4.7 che il 31 luglio ha colpito i Campi Flegrei: il tema di Santanelli, la casa che non offre più garanzie e la vita sospesa di chi vi resta, ha così un riscontro nella cronaca di un territorio vicinissimo al teatro.
Il testo debuttò proprio al San Ferdinando il 7 novembre 1980, con la regia di Bruno Cirino, che ne fu interprete insieme a Nello Mascia. Sedici giorni dopo, la sera del 23 novembre, il terremoto dell’Irpinia colpì la Campania e la Basilicata, Napoli compresa. La replica di sabato 7 novembre cadrà nel quarantaseiesimo anniversario di quella prima.
Accanto allo spettacolo, il Teatro di Napoli dedica all’autore anche Ce steva 3 vvote, in programma dal 30 ottobre al 5 novembre nel foyer ovale del San Ferdinando. Federica Aiello e Maurizio Murano portano in scena tre delle dieci favole raccolte da Santanelli nel volume Dieci favole antiche alla maniera di G. B. Basile (Kairós Edizioni), riprendendo la forma del racconto serale in cui un narratore si rivolge a un bambino per accompagnarlo verso il sonno. La performance torna dopo il riscontro ottenuto lo scorso anno.
Scuderi ha dedicato il nuovo allestimento a Melina Balsamo, organizzatrice teatrale che nel 1980 produsse la prima edizione di Uscita di emergenza e che anni fa gli fece scoprire il testo.
Le repliche sono in programma alle 21 il 29 e il 30 ottobre, il 3 e il 6 novembre; alle 19 il 31 ottobre, il 5 e il 7 novembre; alle 18 il 1° e l’8 novembre; alle 17 il 4 novembre. Informazioni su www.teatrodinapoli.it.
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26 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Nove edizioni e nessuna voglia di porre limiti alla creatività. Torna Sensuability & Comics, il concorso nazionale di fumetto e illustrazione, promosso dall’associazione Nessunotocchimario-APS nell’ambito del progetto Sensuability®, ideato da Armanda Salvucci. La missione è la stessa di sempre: parlare di sessualità e disabilità senza pregiudizi e senza imbarazzi, smontando a colpi di matita gli stereotipi secondo cui solo chi è “bello e perfetto” ha diritto al desiderio.
Le iscrizioni sono gratuite e restano aperte fino al 20 gennaio 2027.
Quest’anno il concorso ha un valore in più: è il primo passo di Abracadabra, la campagna con cui Sensuability® celebra i suoi dieci anni. Una serie di iniziative che metterà al centro la parola e accompagnerà il progetto per tutto il 2027, a partire proprio da questa edizione.
Il tema di quest’anno è proprio sessualità, disabilità e parole. Abracadabra, secondo una delle etimologie più diffuse, deriverebbe dall’aramaico avra kadavra, «io creo mentre parlo»: non una formula magica, ma l’intuizione antica che senza parole non c’è pensiero e senza pensiero non c’è realtà condivisa. Il lessico sulla disabilità è ancora povero e spesso porta con sé un giudizio, mentre quello sulla sessualità delle persone con disabilità è quasi inesistente.
Un doppio silenzio, che il concorso vuole rompere partendo da qui: più parole abbiamo per raccontarci, più larga è la cornice in cui possiamo pensarci.
«Dove manca la parola, manca anche la possibilità di immaginare», dichiara Armanda Salvucci, Presidente di Nessunotocchimario-APS. «Con questa edizione chiediamo a fumettisti e illustratori di scegliere una parola della sfera del desiderio, della sensualità e di darle un corpo, un desiderio, una scena. Non vogliamo inventare un vocabolario nuovo, ma restituire significato a quello che usiamo ogni giorno e, quando non troviamo la parola giusta, avere il coraggio di restare senza definizione invece di accontentarci della prima che capita. Lo faremo con l’ironia, che resta il nostro linguaggio principe».
La sfida, dunque, è questa: un’opera originale e inedita che metta in scena una parola scelta dall’autore attraverso un momento romantico, erotico o sensuale. I protagonisti avranno corpi imperfetti ma irresistibilmente sensuali, capaci di mostrare la bellezza e la potenza della propria unicità. Il tono dovrà essere leggero e ironico. Niente vittime, niente supereroi, e non solo la solita sedia a rotelle o la protesi, l’invito è a raccontare tutte le forme di disabilità, visibili e invisibili.
Il concorso è aperto a fumettiste e fumettisti, illustratrici e illustratori, esordienti e non, dai 16 anni in su, che vivano o lavorino in Italia. La partecipazione è individuale e si può scegliere tra due sezioni: da una a tre illustrazioni, oppure da una a cinque tavole di fumetto, in tecnica libera e formato A3, con file in pdf, tiff o jpeg a 300 e 72 dpi. Ogni opera va accompagnata da una descrizione scritta e da una audio, così da poter essere gustata anche da chi non vede e, più in generale, ascoltata dalla viva voce di chi l’ha creata. Per iscriversi basta inviare tutto a concorso@nessunotocchimario.it, entro il 20 gennaio 2027.
A scegliere le opere migliori sarà una giuria presieduta da Vera Gheno e composta, tra gli altri, da Anarkikka, Marilena Nardi e Fabio Magnasciutti, che nominerà tre vincitori e alcune menzioni speciali. Il primo classificato si porterà a casa un anno di corso gratuito alla Scuola Internazionale di Comics, a scelta tra i corsi annuali o il primo anno di un triennale, in presenza o online. Il secondo vedrà la propria tavola esposta a COMICON Napoli, il terzo riceverà una tavola grafica Wacom One Creative con software inclusi, mentre il Premio Città di Roma regala un corso di Satira con Fabio Magnasciutti.
Appuntamento con l’inaugurazione della mostra il 14 febbraio 2027, giorno degli innamorati, a Villa Altieri, storica villa di Roma, dove i vincitori saranno premiati durante l’inaugurazione della mostra “Sensuability”.
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26 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
I primi a essere censiti saranno i tetti delle parrocchie, delle sedi degli enti del Terzo settore e delle cooperative. Dove le superfici risulteranno adatte verranno installati impianti fotovoltaici, e l’energia prodotta sarà condivisa all’interno di una comunità energetica rinnovabile e solidale che reinvestirà i propri benefici economici a sostegno delle famiglie in difficoltà e delle strutture di accoglienza del territorio. Su questo schema si regge l’accordo di collaborazione firmato mercoledì 21 ottobre a Salerno dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, rappresentata dall’arcivescovo Andrea Bellandi, da Fratello Sole Impresa Sociale, guidata dal presidente Fabio Gerosa, dalla Fondazione della Comunità Salernitana ETS, presieduta da Antonia Autuori, e da Confcooperative Campania, con il presidente Salvatore Scafuri.
L’obiettivo dichiarato dai firmatari è fare della tutela ambientale uno strumento di contrasto alla povertà energetica, la condizione delle famiglie che faticano a pagare le bollette o a garantirsi servizi essenziali come il riscaldamento e l’illuminazione. Il riferimento culturale è l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, con il suo invito ad ascoltare insieme il grido della Terra e quello dei poveri, e l’attenzione agli stili di vita sobri, all’educazione ecologica e all’impegno comunitario.
Le comunità energetiche rinnovabili, disciplinate dal decreto legislativo 199 del 2021, permettono a cittadini, piccole e medie imprese, enti locali, enti religiosi e del Terzo settore di produrre energia da fonti rinnovabili e di condividerla tra i propri membri. Il perimetro della condivisione coincide con la cabina primaria, il nodo della rete che trasforma l’alta tensione in media tensione: chi è allacciato alla stessa cabina può entrare nella stessa comunità e accedere agli incentivi sull’energia condivisa. Per questo a Salerno il lavoro partirà da tre cabine primarie, che disegneranno la prima mappa della comunità.
Quella salernitana è la terza tappa di Energia comunitaria, il progetto ideato da Fondazione Terna con Fratello Sole, che ha già coinvolto le province di Cagliari e Palermo per la costituzione delle prime due comunità previste dalla partnership.
Nella divisione dei ruoli, Fratello Sole metterà a disposizione le competenze tecniche e normative, coordinerà le fasi del progetto e curerà la misurazione scientifica del suo impatto sociale, ambientale ed economico. Insieme all’Arcidiocesi, alla Fondazione della Comunità Salernitana e a Confcooperative Campania formerà un tavolo tecnico incaricato di coinvolgere la rete delle parrocchie, le cooperative sociali, le imprese, i cittadini e gli enti locali, e di condurre la mappatura delle superfici in grado di ospitare i pannelli.
L’accordo guarda a un orizzonte di cinque anni. In questo arco di tempo i partner lavoreranno a nuove progettualità e alla ricerca di finanza etica e agevolata, attingendo a fondi europei, nazionali e regionali, con l’intenzione di estendere il modello ad altre aree della provincia.
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23 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Domani, sabato 24 ottobre, alle 9, Piazza Matteotti a Sant’Agnello è il punto di ritrovo della Pink Race, la camminata solidale a passo libero che sostiene la ricerca sui tumori femminili della Fondazione Veronesi. L’invito è esteso a tutti: ognuno cammina al proprio ritmo, senza distinzioni di età o di preparazione, e l’iscrizione si fa online con un modulo.
La Pink Race è nata nel 2024 su iniziativa del Comune e della Commissione pari opportunità, politiche di genere e diritti civili, con l’organizzazione dell’Asd Victoria e il patrocinio della Fidal. Alla prima edizione furono consegnati 732 pettorali, dal bambino di 36 giorni alla partecipante di 92 anni, e la raccolta arrivò a 10.231,90 euro. Il 25 ottobre 2025 i partecipanti sono stati oltre 1.200 e la somma è salita a 14.012 euro, per un totale di 24.243,90 euro in due anni.
Il modulo di iscrizione per l’edizione di quest’anno è raggiungibile da questo indirizzo:
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