27 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Assicurare l’accesso all’istruzione superiore anche a chi sta scontando una pena detentiva: è questo il cuore della collaborazione strategica tra l’Ateneo Federico II di Napoli e il Polo Universitario Penitenziario (PUP). Da questa virtuosa sinergia nasce una nuova storia di successo: Joanderson Monaco ha brillantemente raggiunto il traguardo della laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee, ottenendo il punteggio di 109/110. La sua tesi, dal titolo «Novel food: sostenibilità, accettazione sociale e prospettive applicative delle colture cellulari», ha affrontato un argomento di stretta attualità e dal forte valore scientifico. Il percorso di Monaco ha inizio nel 2022 quando, a due anni dal diploma, decide di immatricolarsi al corso promosso dal PUP. Le lezioni, curate dai docenti del Dipartimento di Agraria, si sono svolte all’interno della Casa Circondariale «Pasquale Mandato» di Secondigliano. In questo contesto, lo studente ha intrapreso un cammino formativo capace di intrecciare cultura, identità territoriale e nuove tendenze della gastronomia, mettendosi subito in luce per la grande dedizione, la serietà e i brillanti voti riportati. Proprio in virtù del suo ineccepibile percorso personale e accademico, a Monaco è stata concessa una misura alternativa al carcere, con l’affidamento in prova ai servizi sociali. Questa misura gli ha consentito di completare gli studi direttamente nella sede universitaria di Portici. Contemporaneamente, il neo-laureato ha trovato un impiego con regolare contratto presso un laboratorio di pasticceria: un’occasione concreta per tradurre sul campo, con passione e rigore professionale, le nozioni apprese durante il percorso di studi.
Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria, rimarca l’impatto del progetto: «Il Polo Universitario Penitenziario dimostra nei fatti come sia possibile realizzare un autentico recupero sociale e culturale delle persone private della libertà. La vera vittoria dell’università si misura in percorsi come questo: una persona che incontra la formazione in carcere e sceglie con determinazione di portarla a termine. Possiamo affermare con orgoglio di aver centrato l’obiettivo della rieducazione. Abbiamo seminato valore, dimostrando che la società è pronta a riaccogliere chi sceglie di investire sul proprio futuro e trasformarsi in un professionista».
La vicenda di Joanderson Monaco offre una testimonianza tangibile di come la formazione universitaria vada oltre la semplice trasmissione di nozioni tecniche, configurandosi come una leva fondamentale di emancipazione umana, integrazione e reinserimento nella collettività. Una dimostrazione pratica di come il sistema punitivo debba tendere, come da dettato costituzionale, alla rieducazione dell’individuo. A rimarcare il valore del traguardo è anche la professoressa Manuela Rigano: «La storia accademica di Monaco, germogliata all’interno del Polo Penitenziario, è la prova di come l’alta formazione possa fondere cultura, tutela del territorio e spinta innovativa, rivelandosi uno straordinario motore di riscatto individuale e coesione sociale».
di Adriano Affinito
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27 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
A Kouvè, in Togo, l’ospedale delle Suore della Provvidenza custodisce, dal 1986, una storia di dedizione e di speranza costruita «mattone su mattone». Nato come centro di recupero nutrizionale per i bambini colpiti da malnutrizione severa, l’ospedale è cresciuto negli anni fino a diventare un vero e proprio complesso ospedaliero, riconosciuto dallo Stato togolese come Centro Medico-Sociale, e ha sempre accolto ogni malato senza distinzione di razza o di religione.
Fino a poco tempo fa, però, i pazienti in condizioni più fragili erano costretti ad attendere cure ed esami in un semplice appatam, una capanna aperta al sole e alle intemperie, priva di ogni possibilità di ascolto riservato. Una condizione che stride con la dignità dovuta a chi soffre, e a cui la Chiesa di Napoli ha scelto di rispondere concretamente.
È così che, grazie alla Caritas e all’Arcidiocesi di Napoli, quello spazio precario si è trasformato in una moderna sala polifunzionale, capace di garantire accoglienza, riservatezza e cura secondo gli standard sanitari nazionali. Oggi ogni paziente può contare su uno spazio dignitoso, nella consapevolezza che dietro la sofferenza fisica si nasconde spesso un cuore impaurito, segnato dalla solitudine e dal timore dell’abbandono.
L’intervento si inserisce nel solco delle Opere Segno che la Diocesi di Napoli ha voluto realizzare durante l’Anno Giubilare «Pellegrini di Speranza» 2025, e resterà un segno duraturo e visibile di una presenza fraterna tra chiese sorelle, custodito nel cuore della comunità, dei malati e di chi lavora quotidianamente in ospedale. Sarà proprio l’Arcivescovo Metropolita di Napoli don Mimmo Battaglia, in occasione del viaggio missionario in Togo previsto dal 27 luglio al 2 agosto, a benedire la nuova struttura: la celebrazione si terrà il 30 luglio insieme al vescovo di Kouvè. Nei giorni successivi il Cardinale farà visita alle Opere Missionarie delle Suore della Provvidenza, presenti in Togo da oltre cinquant’anni.
San Luigi Scrosoppi, fondatore delle Suore della Provvidenza, era solito ripetere alle sue consorelle: «Provvidenza di Dio… provvedeteci voi». E così, ancora una volta, è stato, grazie all’impegno costante della Chiesa di Napoli e della sua Caritas diocesana.
La Diocesi di Napoli accompagna spiritualmente don Mimmo in questo viaggio missionario, nel carisma della prossimità che egli incarna e traduce nel proprio ministero episcopale, affinché ogni cuore, superando confini geografici e mentali, possa sentire e vivere che «ogni uomo è mio fratello».
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24 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Ilaria Feola è cresciuta aiutando la madre allo stand durante la Festa delle Lucerne. Ha capito quanto valesse quella tradizione molto più tardi, da adolescente, guardando lo stupore di alcuni amici venuti da fuori mentre percorrevano i vicoli del Casamale. Adesso quella festa (l’appuntamento che ogni quattro anni trasforma l’antico borgo di Somma Vesuviana in un labirinto di specchi, legno e fiammelle) la sta traducendo in un albo illustrato.
L’idea nasce sulla scia di un precedente lavoro che l’autrice aveva dedicato al Vesuvio. Fu il suggerimento di un’amica a spingerla verso la tradizione sommese a cui è più visceralmente legata: un legame nutrito fin da bambina, quando la festa non era solo uno spettacolo da guardare, ma un’esperienza vissuta dall’interno, accanto alla madre Libera Feola.
Trasformare una festa secolare in un fumetto ha richiesto scelte narrative precise. Le prime tavole rischiavano di scivolare in un racconto troppo lineare e didascalico, così Ilaria Feola ha introdotto un espediente originale: una lucerna parlante che accompagna i lettori alla scoperta dell’evento. Per parlare ai più giovani — oggi continuamente sollecitati da stimoli digitali — l’albo si fa anche interattivo, con una sezione finale di disegni a tema pronti per essere colorati.
Dal punto di vista tecnico, il processo creativo comincia sul foglio di carta, dove la tavola prende forma a matita e china; l’opera viene poi digitalizzata per la colorazione e la rifinitura al computer. Grafica e piattaforme digitali possono accendere l’interesse, ma l’autrice è convinta che la tradizione continui a vivere solo se le persone scendono in strada e la abitano. In questo senso, Somma Vesuviana si conferma una comunità capace di mantenere vivo un senso di appartenenza raro.
Il progetto sta raccogliendo un cauto ma caloroso entusiasmo. A sostenerlo è in prima fila l’Associazione della Festa delle Lucerne. Per coprire i costi della pubblicazione, Ilaria Feola ha lanciato una campagna di crowdfunding, invitando cittadini e appassionati a contribuire per dare luce, ancora una volta, alle storie della propria terra.
di Annatina Franzese
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24 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Due gheppi sono tornati in volo libero questa mattina al Castello d’Alagno di Somma Vesuviana. I rapaci, recuperati dalla Polizia Municipale dopo essere stati trovati in difficoltà sul territorio comunale, erano stati affidati al Centro Recupero Animali Selvatici del Frullone, struttura dell’ASL Napoli 1 Centro, che ne ha seguito la riabilitazione fino al pieno recupero. Una volta liberati, hanno ripreso quota con volo sicuro, sotto l’applauso dei presenti.









L’iniziativa è stata promossa da Legambiente insieme al CRAS. A spiegare al pubblico il lavoro quotidiano del centro — soccorso, cura, riabilitazione e reintroduzione degli animali selvatici — sono stati i veterinari Luigi Maria De Luca Bossa, Pasquale Raia ed Elena Raia. Tra i momenti più vivi della mattinata, la partecipazione dei bambini: occhi al cielo, in silenzio, mentre i due rapaci si allontanavano verso il Parco Nazionale del Vesuvio.
Erano presenti il vicesindaco Ciro Raia, l’assessore Ciro Sannino, la consigliera comunale Selenia Ambrosio, il vicecomandante della Polizia Municipale Gennaro Vitagliano e i presidenti dei circoli Legambiente di Somma Vesuviana e Ottaviano, Giovanni Romano e Pasquale Giugliano.
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24 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
E’ partita da qualche giorno, al Centro La Tenda del Rione Sanità, l’iniziativa “A Tavola con la solidarietà’’ promossa dal Lions Club Napoli Host. L’obiettivo è quello di sostenere, dal punto di vista materiale, morale, psicologico, dell’ascolto e dell’accoglienza le persone ritenute fragili dal punto di vista sociale ed economico.
“A Tavola con la solidarietà’’ si inserisce nella serie di attività già in corso di svolgimento nella struttura di via Sanità 95, a partire dalla preparazione quotidiana dei pasti – a pranzo e cena – per circa 150 persone italiane e straniere. In questo contesto, si aggiunge l’apporto materiale e fattivo che ogni martedì in maniera continuativa da qui in avanti il Lions Club Napoli Host garantirà andando a rafforzare la collaborazione con il Centro La Tenda E.T.S. (che esiste dal 2005).
La sinergia tra le due realtà risale a diversi anni fa. Basti ricordare la destinazione di un contributo della Lions Clubs International Foundation (LCIF) per il potenziamento delle attrezzature destinate alla conservazione degli alimenti, che ha avuto come risultato quello di migliorare l’organizzazione delle donazioni alimentari incidendo in maniera positiva sulla diminuzione dello spreco alimentare e alla raccolta di beni di prima necessità nei confronti di chi vive condizioni di estrema precarietà. Come sempre, tra gli intenti c’è quello di dare speranza, relazioni e senso di appartenenza a chi vive una condizione di difficoltà.
Grazia Salerno, presidente del Lions Club Napoli Host, sottolinea come in concomitanza del 75esimo anniversario dalla fondazione (era il 18 febbraio 1952) «abbiamo scelto di inaugurare il nostro programma di attività con questo service perché rappresenta pienamente i valori che da sempre ispirano la nostra azione. Mettere la persona al centro, attraverso gesti semplici ma autentici di solidarietà – aggiunge la presidente Salerno – significa dare concreta attuazione alla missione di servizio che caratterizza il Lions Club e rafforzare il legame con la comunità nella quale operiamo».
di Antonio Sabbatino
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24 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Il Presidente della Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS, Professor Ernesto Caffo, ha conferito ieri, 23 luglio, un riconoscimento al Ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per il suo impegno a tutela dei diritti di bambini e adolescenti. La cerimonia si è svolta presso l’Ufficio del Ministro a Roma.
Il premio è stato assegnato con la seguente motivazione: “per il costante impegno al servizio delle istituzioni e per il determinante contributo alla promozione di una cultura della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Con la Sua autorevole attività ha sostenuto il rafforzamento delle garanzie a protezione dei minori, affermando il valore della legalità, della prevenzione e della responsabilità condivisa, e promuovendo un cambiamento culturale che riconosce alle istituzioni la responsabilità di valutare l’impatto delle proprie scelte sulle nuove generazioni.”
Il Presidente Caffo ha sottolineato come la sensibilità del Ministro Casellati verso i temi dell’infanzia rappresenti un esempio significativo di attenzione politica ai più fragili, capace di ispirare un più ampio impegno collettivo nella costruzione di una società a misura di bambino.
Il Ministro Casellati ha ringraziato il Presidente Caffo sottolineando il ruolo essenziale di Telefono Azzurro a sostegno di bambini e adolescenti: “è una realtà ormai insostituibile per il Paese, un nome che trasmette fiducia ed efficacia. Telefono Azzurro offre un aiuto concreto a chi rappresenta il futuro dell’Italia. La VIG, Valutazione di Impatto Generazionale, è ispirata dallo stesso principio: introduce l’obbligo di valutare preventivamente l’impatto delle norme sulle nuove generazioni. Non è un tecnicismo procedurale, ma un cambio di paradigma culturale. Il legislatore non potrà più pensare solo al presente, dovrà guardare al futuro. Con la riforma costituzionale del 2022, è stato inserito nella nostra Carta il riferimento alle ‘future generazioni’, un passaggio che non poteva rimanere un’aspirazione. Sono fiera di averlo tradotto in un vincolo concreto”.
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