CITTÀ DELLA SCIENZA, NEL WEEKEND I SEGRETI INVISIBILI DELL’ARIA

Confermandosi un polo di attrazione culturale e scientifica di respiro e vocazione internazionale, scelto da cittadini e da tantissimi turisti presenti in città in questo periodo estivo, Città della Scienza accoglie i suoi visitatori con un’offerta ricca e multidisciplinare. Dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 16:00, il Science Centre propone un viaggio immersivo nella conoscenza grazie alle visite guidate al Museo interattivo del Corpo Umano Corporea – dove ad accogliere il pubblico c’è Aphel, il robot umanoide del museo –, alle meraviglie astronomiche del Planetario e alla Mostra “Insetti & Co.”, dedicata al microscopico e affascinante universo degli artropodi.

Nel fine settimana di sabato 5 e domenica 6 settembre 2026, il palinsesto settimanale si arricchisce di un appuntamento speciale alle ore 11:30 e alle ore 14:30: l’invisibile diventa protagonista assoluto per regalare a famiglie, turisti e appassionati di tutte le età un’esperienza coinvolgente ed emozionante. Esiste qualcosa che ci circonda costantemente, indispensabile per la vita, eppure così silenzioso e trasparente da passare spesso inosservato: l’aria. Attraverso una formula collaudata che unisce rigore scientifico e intrattenimento, Città della Scienza si trasformerà in un grande laboratorio per esplorare i misteri della pressione atmosferica e delle leggi della fisica che governano il nostro pianeta, svelando come fenomeni impercettibili influenzino costantemente la nostra vita quotidiana.

 

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“Magnifica Umanità”: al via la XVI Festa dei Popoli

Rinnovare l’impegno per la costruzione di una comunità accogliente e multiculturale, riscoprendo nella diversità la bellezza della nostra “Magnifica Umanità”. Con questo spirito la Chiesa di Aversa si appresta a vivere la XVI Edizione della Festa dei Popoli, che si terrà sabato 12 settembre 2026 a partire dalle ore 17:30 nella cornice di Piazza Guglielmo Marconi a Villa Literno.

Promossa dalla Diocesi di Aversa in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria Assunta di Villa Literno, la manifestazione rappresenta il tradizionale momento di incontro e condivisione tra culture, storie e tradizioni differenti che convivono nel territorio diocesano.

L’evento prenderà il via alle 17:30 con un gesto simbolico: la consegna dei “Passaporti”, uno strumento pensato per accompagnare i partecipanti in un vero e proprio viaggio esperienziale tra gli stand culturali allestiti in piazza. A seguire, dopo i saluti istituzionali, lo spazio centrale della manifestazione sarà dedicato alla presentazione delle associazioni del territorio che quotidianamente operano nei percorsi di integrazione, tutela dei diritti e promozione del dialogo interculturale.

Nel corso della serata si terrà anche la cerimonia di premiazione del III Torneo di Calcetto “Jerry Masslo” – In Rete la Speranza. L’iniziativa sportiva, intitolata alla memoria di Jerry Masslo, ribadisce il valore dello sport come linguaggio universale capace di superare ogni barriera e di unire le persone nel segno del rispetto e dell’inclusione.

La XVI Edizione della Festa dei Popoli si concluderà con un ricco momento di festa e condivisione: un percorso tra tradizione, musica e folklore che vedrà protagoniste le espressioni artistiche e culturali di Africa, Asia ed Europa, testimonianza viva di come la diversità tra culture, costantemente in dialogo, sia un patrimonio comune da valorizzare.

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Quando lo sport diventa spazio per tutti, sulla Riviera l’inclusione scende in campo

Lo sport può essere un luogo nel quale incontrarsi, costruire relazioni, misurarsi con i propri limiti, sentirsi parte di una comunità. È questa la prospettiva con cui VerdeAzzurro 2026, la manifestazione multisportiva promossa da AiCS sulla Riviera romagnola, prova a mettere insieme agonismo, partecipazione, inclusione e sostenibilità. Tra Misano Adriatico, Riccione, Cervia, Cesenatico e Viserba di Rimini, sono coinvolti oltre 5mila atleti e tecnici, insieme a dirigenti, famiglie e accompagnatori. Un appuntamento che quest’anno propone sei discipline e che affianca alle competizioni nazionali una serie di iniziative dedicate all’accessibilità della pratica sportiva, alla formazione e alla sensibilizzazione ambientale.

Il tema dell’inclusione emerge soprattutto nell’atletica paralimpica. Dal 4 al 6 settembre, a Riccione, il 60° Campionato nazionale AiCS di atletica leggera ospita infatti anche il terzo Campionato nazionale paralimpico AiCS Open. Dei circa 470 atleti iscritti, oltre trenta prenderanno parte alle gare paralimpiche, con competizioni nei 100, 200 e 400 metri e la partecipazione di atleti provenienti dai circuiti FISPES e FISDIR. La scelta di inserire le gare paralimpiche nello stesso programma dell’atletica nazionale è forse uno degli aspetti più interessanti della manifestazione.

La stessa idea attraversa lo stage di karate in programma a Cervia dal 1° al 7 settembre. Oltre trenta giovani con esperienze e bisogni differenti partecipano agli allenamenti, affiancati da momenti formativi rivolti agli insegnanti e da attività dedicate anche alla dimensione emotiva. In questo caso il dojo diventa qualcosa di più di un luogo nel quale imparare una tecnica. L’obiettivo è costruire uno spazio di relazione, ascolto e fiducia, nel quale lo sport possa contribuire al benessere dei ragazzi e alla capacità di stare insieme. È un aspetto spesso meno visibile quando si parla di sport, ma particolarmente importante quando si guarda alla sua funzione sociale. Perché partecipare a un’attività sportiva significa anche avere occasioni di incontro, costruire relazioni e sentirsi riconosciuti all’interno di un gruppo.

Lo sport come occasione educativa

L’altro elemento che VerdeAzzurro prova a portare dentro la manifestazione è la sostenibilità ambientale. Dal 4 al 6 settembre, durante il campionato di atletica di Riccione, AiCS Ambiente proporrà attività di sensibilizzazione, tra cui una Rifiuthlon, una gara di raccolta dei rifiuti, e una dimostrazione dedicata al riuso della plastica. Anche in questo caso lo sport diventa uno strumento per parlare di altro, come ambiente, comportamenti individuali, responsabilità collettiva. È una dimensione educativa che coinvolge non soltanto gli atleti, ma anche famiglie e pubblico. L’idea è portare questi temi direttamente nei luoghi nei quali le persone si incontrano e trasformare una manifestazione sportiva in un’occasione di partecipazione più ampia. Una comunità più ampia degli atleti. Coinvolgendo dunque famiglie, accompagnatori, allenatori, volontari, educatori, pubblico.

La manifestazione prova a tenere insieme sport agonistico e attività di base, paralimpismo, formazione, educazione ambientale e partecipazione. Gli appuntamenti sono inoltre gratuiti per il pubblico, rafforzando la dimensione aperta dell’iniziativa. «VerdeAzzurro racconta in maniera molto concreta che cosa intendiamo quando parliamo di sport per tutti: un contesto che non separa la competizione dall’inclusione e dalla responsabilità sociale, ma nel quale discipline, territori e persone diverse costruiscono insieme un’esperienza comune», il presidente nazionale AiCS, Bruno Molea. Per l’assessora a Turismo, Commercio e Sport della Regione Emilia-Romagna, Roberta Frisoni, VerdeAzzurro è «esempio di uno sport capace di produrre salute, benessere, inclusione, socialità e coesione».RifiuthlonVerdeAzzurro

di Ciro Oliviero

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Disabilità, Vaia ai media: «Non spegniamo i riflettori dopo Pietralata. L’inclusione va raccontata ogni giorno»

La tragedia di Pietralata non deve scomparire dall’attenzione pubblica con il venir meno dell’emozione di questi giorni. È l’appello che Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, rivolge al mondo dell’informazione dopo la morte della piccola Bianca e dei suoi genitori. Secondo Vaia, i media hanno avuto il merito di portare la vicenda all’attenzione del Paese, ma proprio ora occorre evitare che disabilità e fragilità tornino nell’ombra. «Il passo ulteriore è raccontare questi temi anche nella quotidianità, non soltanto davanti a una tragedia o quando sono coinvolti atleti, politici e personaggi dello spettacolo». Accanto ai casi che conquistano le prime pagine esiste infatti una realtà molto più ampia e spesso poco visibile: quella delle persone con disabilità e delle famiglie che ogni giorno devono confrontarsi con ostacoli, solitudine, servizi insufficienti o frammentati. Ma esistono anche esperienze capaci di dimostrare che un modello diverso è possibile: progetti di vita indipendente, percorsi abitativi e lavorativi inclusivi e realtà come PizzAut, dove autonomia, partecipazione e lavoro diventano strumenti concreti di inclusione. È anche questo, sottolinea Vaia, che l’informazione può contribuire a far conoscere. Non  attraverso un racconto pietistico della disabilità, ma dando spazio alle persone, alle loro vite, ai loro diritti e alle loro possibilità. Raccontare ciò che funziona può contribuire a diffondere modelli positivi, così come denunciare le barriere ancora presenti può aiutare a rimuovere gli ostacoli alla piena partecipazione. Da qui l’appello alle direzioni di giornali, televisioni, radio e testate digitali affinché questi temi restino nell’agenda dell’informazione anche lontano dalle emergenze. «Ascoltiamo direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie, raccontiamo le buone pratiche e cerchiamo gli invisibili, quelli che spesso non riescono a far arrivare la propria voce all’attenzione dell’opinione pubblica». Per Vaia, infatti, l’inclusione non si costruisce soltanto attraverso leggi, risorse e servizi. È necessario anche un cambiamento culturale nel modo in cui la società guarda e racconta la disabilità. «I media possono avere un ruolo decisivo nel cambiare questo sguardo e, con esso, il Paese. Non aspettiamo la prossima tragedia per vedere ciò che è già ogni giorno davanti ai nostri occhi».

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“Questa sera guido io”: controlli e sensibilizzazione della Polizia nelle zone della movida

Nell’ambito delle iniziative promosse dalla Polizia di Stato per la prevenzione dell’incidentalità stradale e il contrasto dei comportamenti pericolosi alla guida nella zona di Coroglio, è stato realizzato un servizio nell’ambito del progetto “Questa sera guido io”, promosso dalla Polizia di Stato, in collaborazione con Fondazione ANIA, SILB FIPE, SIB FIPE e Feder Balneari Italia.

Nel corso della serata, gli equipaggi della Sezione Polizia Stradale di Napoli, dei Distaccamenti di Sorrento e Nola e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno svolto mirati servizi di controllo, finalizzati al contrasto della guida in stato di ebbrezza e dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Complessivamente sono state controllate 90 persone, di cui 40 conducenti con i relativi veicoli. Sono state contestate 18 violazioni del Codice della Strada, con il ritiro complessivo di 4 patenti di guida e la decurtazione complessiva di 15 punti. In particolare, 4 conducenti sono stati denunciati, di cui 3 per guida in stato di ebbrezza, mentre un altro per aver assunto sostanze stupefacenti, in attesa dell’esame di riscontro di II° livello.

L’attività ha coniugato prevenzione, sensibilizzazione e controllo, con l’obiettivo di promuovere comportamenti responsabili alla guida e di contrastare tutte quelle condotte che possono mettere a rischio la sicurezza degli utenti della strada. Contestualmente, il personale impegnato nel servizio ha incontrato i giovani presso un locale della movida napoletana nella zona di Coroglio, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione previste dal progetto. Attraverso momenti di dialogo e un’attività dimostrativa, i partecipanti hanno potuto sperimentare, mediante visori che simulano lo stato di alterazione psicofisica, le difficoltà che tali condizioni possono determinare alla guida, cimentandosi in un apposito percorso stradale. Nel corso dell’incontro è stata, inoltre, illustrata la figura del “guidatore designato”, quale scelta consapevole e responsabile all’interno del gruppo per garantire il rientro in sicurezza al termine della serata.

Nel corso dei controlli sono stati forniti biglietti omaggio ai guidatori che sono risultati negativi ai controlli relativi all’assunzione di alcolici o sostanze stupefacenti. Tali interventi evidenziano l’impegno costante della Polizia di Stato che, al fine di garantire una maggiore tutela degli utenti della strada e di contrastare i comportamenti di guida potenzialmente pericolosi, pone in atto attività sia di controllo, sia di interazione con i più giovani, predisponendo momenti di dialogo e interazione che sono finalizzati a far comprendere agli stessi l’importanza del rispetto delle regole del codice della strada in un’ottica di tutela sia personale sia della collettività.

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“CARLO ACUTIS. IL GIOVANE SANTO” IL PRIMO DOCUMENTARIO UFFICIALE

Ogni anno un milione di pellegrini fa visita alla sua tomba ad Assisi. Ottantamila fedeli hanno assistito alla sua canonizzazione, celebrata il 7 settembre 2025 in Piazza San Pietro da Papa Leone XIV.  È Carlo Acutis, il giovane santo che ha segnato il rapporto tra fede e contemporaneità e la cui testimonianza continua a richiamare fedeli e curiosi da tutto il mondo.

A vent’anni dalla scomparsa, la sua storia sarà al centro del primo appuntamento della nuova rassegna cinematografica “I Misteri della Fede”, un progetto firmato Nexo Studios dedicato all’esplorazione della spiritualità, della relazione tra l’uomo e il divino e del senso profondo dell’esistenza. Il 15 ottobre arriverà infatti nelle sale CARLO ACUTIS. IL GIOVANE SANTO, il documentario prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e OUR FILMS, A Mediawan Company, con il Patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e in collaborazione con la Fondazione Cariplo, diretto da Luca Salmaso e dedicato al giovane che ha cambiato per sempre il modo di raccontare la fede nel XXI secolo. Il film arriverà nei cinema italiani dal 15 al 21 ottobre e le prevendite apriranno dal 18 settembre su nexostudios.it e su http://carloacutisfilm.it/

CARLO ACUTIS. IL GIOVANE SANTO racconta la vita e l’eredità spirituale di Carlo Acutis (1991-2006), primo santo dell’era digitale, attraverso uno sguardo intimo e contemporaneo che ne restituisce la dimensione umana prima ancora che religiosa. Realizzato con la partecipazione della famiglia Acutis e materiali inediti – tra fotografie, video privati, contenuti esclusivi e le immagini della canonizzazione realizzate grazie alle camere di Vatican Media – il film offre un ritratto autentico di un ragazzo che, in soli 15 anni di vita, ha lasciato un segno profondo e universale. Il racconto raccoglie una serie di testimonianze preziose, coinvolgendo persone per diverse ragioni vicine a Carlo e capaci di farne emergere le diverse sfumature: i genitori Antonia Salzano Acutis e Andrea Acutis; la nonna Luana Pennino; il domestico Rajesh Mohur; gli amici di infanzia Mattia e Jacopo Pastorelli; la maestra di scuola Elisa Tattanelli; Momcilo Jankovic, il medico che lo ha seguito durante gli ultimi giorni di vita; la studentessa costaricana Valeria Vargas Valverde, protagonista del miracolo legato alla canonizzazione, e sua madre Liliana; lo studioso di cinema e comunicazione mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze; il postulatore, giornalista e studioso di spiritualità e di autori mistici Nicola Gori; mons. Poma, parroco e confidente di Carlo; padre Fábio Vieira, direttore spirituale dell’associazione devoti di San Carlo Acutis in Brasile, sacerdote della diocesi di Corumbá (Mato Grosso do Sul) tra i principali promotori della devozione a Carlo in Brasile; la sociologa ed esperta di infanzia e tecnologie digitali Stéphane Chaudron; don Maurizio Corbetta, parroco di Santa Maria Segreta a Milano, la chiesa in cui Carlo visse la propria esperienza di fede. Le musiche originali del film sono state affidate al pianista e compositore Remo Anzovino, giunto alla sua dodicesima collaborazione con Nexo Studios. La colonna sonora sarà pubblicata con etichetta Nexo Studios Soundtracks e uscirà in distribuzione esclusiva per Universal Music Italy.  Lavorando su tutto ciò che precede l’icona – la quotidianità, il rapporto con la famiglia, il senso dell’umorismo, la normalità sorprendente di un ragazzo che ha vissuto il proprio tempo con autenticità radicale – il film di Luca Salmaso fa emergere una figura capace di abitare pienamente il proprio tempo, tra videogiochi, programmazione e Internet, scegliendo però una traiettoria spirituale radicale, orientata all’essenziale e all’invisibile. La storia del Giovane Santo si sviluppa infatti come un viaggio che attraversa la vita di Carlo fino al percorso di canonizzazione, restituendo un dialogo continuo tra vita terrena e dimensione del trascendente. Questo lavoro si inserisce in una rete viva di connessioni che continua a crescere attorno alla sua figura, dai pellegrinaggi ad Assisi alle comunità digitali in tutto il mondo, mostrando come il messaggio di Carlo superi i confini religiosi per parlare a generazioni diverse e culture lontane, toccando luoghi che spaziano dalla sua parrocchia di Milano a Cascia, La Verna, Lanciano, Fatima, Roma e tutti i paesi del mondo in cui le sue parole hanno trovato eco e accoglienza: luoghi che non sono semplici scenografie, ma strumenti narrativi attraverso cui entrare nel suo mondo spirituale. CARLO ACUTIS. IL GIOVANE SANTO rappresenta un confronto aperto tra fede, tecnologia e ricerca di senso che tocca temi universali come identità, solitudine, materialismo e speranza. Ne nasce un film-evento che cerca di unire dimensione emotiva e sguardo contemporaneo, raccontando una santità possibile e vicina, capace di dialogare con il presente e di proporre un’idea di eredità spirituale che continua a vivere nel mondo.

CARLO ACUTIS. IL GIOVANE SANTO è prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e OUR FILMS, A Mediawan Company, con il Patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e in collaborazione con la Fondazione Cariplo. “I Misteri della Fede di Nexo Studios” è distribuito in Italia in collaborazione con i media partner Avvenire, Famiglia Cristiana, Gruppo Editoriale San Paolo e con RTL 102.5 come Radio Ufficiale.

A completare il percorso sulle celebrazioni dedicate a Carlo Acutis, a fine settembre, in prima serata su Canale 5, arriverà IL MIO NOME È CARLO, film tv diretto da Giacomo Campiotti.  Il grande pubblico televisivo avrà così l’opportunità di conoscere, attraverso la fiction, la storia di un ragazzo straordinario, raccontata in 100 minuti attraverso tre momenti fondamentali della sua vita: a sei, undici e quindici anni. Protagonisti sono Samuele Carrino, nel ruolo di Carlo quindicenne, e Lucia Mascino, nei panni della mamma Antonia Salzano. La fiction, scritta da Giacomo Campiotti e Carlo Mazzotta, è stata girata tra Milano, la città dove Carlo è cresciuto, e Assisi, luogo profondamente legato alla sua spiritualità e oggi meta di pellegrinaggio. “Il mio nome è Carlo”, coproduzione RTI – Movie Magic International, sarà disponibile anche su Mediaset Infinity.

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