03 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Sette persone denunciate e sei sequestri tra veicoli e beni nell’arco di un mese. È il bilancio dell’attività della Polizia Municipale di Somma Vesuviana contro l’abbandono e lo sversamento incontrollato di rifiuti sul territorio comunale. Le indagini, affidate agli operatori del Nucleo di Polizia Giudiziaria e Tutela Ambientale, si sono servite delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, delle fototrappole e di servizi di controllo mirati.
Il risultato di maggior rilievo riguarda un uomo che il Comando teneva sotto osservazione da tempo. Gli agenti, insieme al Nucleo dei Carabinieri Forestale, avevano raccolto elementi sul suo conto nell’ambito di un’attività investigativa sviluppata negli ultimi mesi, dopo gli incendi e gli abbandoni di rifiuti che hanno colpito il territorio durante l’estate. L’uomo è stato individuato come autore di un nuovo episodio di sversamento illecito, accertato attraverso le telecamere, ed è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Il veicolo utilizzato è stato sequestrato.
Numerosi anche gli interventi per i rifiuti e le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, i cosiddetti RAEE, lasciati all’esterno del Centro Comunale di Raccolta. Le immagini registrate hanno permesso di identificare i veicoli e di risalire agli autori, per i quali è scattata la comunicazione della notizia di reato all’Autorità giudiziaria, con il sequestro dei mezzi.
«Questi risultati portano la firma della Polizia Municipale, che ringrazio insieme ai Carabinieri Forestali per un lavoro paziente, condotto per mesi con metodo e senza clamore», dichiara la sindaca di Somma Vesuviana, Silvia Svanera. «Chi sversa rifiuti nelle nostre campagne, o li abbandona davanti al centro di raccolta a pochi passi da dove potrebbe conferirli secondo le regole, offende un’intera comunità e mette a rischio la salute di tutti. La scorsa estate abbiamo visto quanto possa costare questa incuria, con gli incendi che hanno minacciato il territorio. Chi inquina sappia che le telecamere guardano e che la Polizia Municipale continuerà a cercarlo, con controlli sempre più mirati nelle zone più colpite».
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03 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Il quartiere di Chiaiano si trasforma in un vero e proprio teatro a cielo aperto. Dal 6 novembre e fino al 5 dicembre 2026, prende il via la quinta edizione del Festival “Minuscoli Maiuscoli-Oltre la Luna. Un’epica rock di comunità”, progetto curato dalla compagnia Il Teatro nel Baule in collaborazione con Cgd Napoli ets e I.c. Giovanni XXIII e promosso nell’ambito dell’Avviso pubblico FNSV 2026 del Comune di Napoli. Il tema della stagione sarà “Il rock, l’avventura e l’epico”, attorno al quale ruoteranno in modo corale tutti gli eventi dell’edizione 2026. Attraverso l’energia e lo spirito di ribellione del rock, il fascino del viaggio avventuroso e la riscoperta di un’epica quotidiana e partecipata, gli spettacoli e i laboratori accompagneranno il pubblico in un’esplorazione straordinaria, trasformando le storie individuali e collettive del territorio in forme di ricostruzione sociale, resistenza culturale e narrazione condivisa.
L’iniziativa punta a riappropriarsi degli spazi urbani e relazionali attraverso un viaggio tra mito, memoria, musica e immaginazione alla ricerca delle “cose perdute”. La rassegna sarà ospitata da diverse location – a partire dall’Auditorium Giovanni XXIII e la Casa di Riposo Green House, fino al mercato rionale e alle scuole – scenari diffusi per spettacoli e pratiche partecipative capaci di far interagire bambini, adolescenti, famiglie e anziani. Gli spettacoli dal vivo attraverseranno luoghi convenzionali e insoliti del territorio con proposte pensate per ogni fascia d’età, sviluppando un dialogo intergenerazionale con cui tessere legami tra gli strati sociali del territorio. Anziani e bambini mescoleranno le loro età, costruendo assieme progetti di drammaturgia per raccontare le rispettive età e punti di vista. E poi spettacoli per non vedenti e ipovedenti, focus su culture internazionali, progetti di arte su emancipazione femminile e resistenza sociale.
Si parte con gli eventi il 6 novembre alle ore 17 con Club27 (di e con Ippolito Chiarello) nella Casa di riposo Green House (Via G.A. Campano, 62), con repliche il 7 novembre (alle 11 presso il Mercato di Chiaiano e alle 19 all’Auditorium Giovanni XXIII). Un viaggio radiofonico e teatrale nella memoria e nei miti del rock condotto da un dj notturno che evoca leggende come Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, Jeff Buckley, Elvis Presley, Andy Warhol. Ippolito Chiarello riporta in vita i miti del club 27 attraverso la loro musica, le parole, le suggestioni di una notte molto rock, senza tempo e senza spazio, in cui protagonista è il teatro e il suo pubblico. Sarà poi la volta di Passaggio Segreto (produzione de Il Teatro nel Baule) all’Auditorium Giovanni XXIII, il 14 e 15 novembre, ore 16.30 e ore 18: una straordinaria esplorazione sonoro-tattile accessibile a persone cieche e ipovedenti, un’esperienza poetica e sensoriale a occhi chiusi articolata in tre stanze (L’Amore, La Morte e L’Universo) con suoni e voci registrate in microfono binaurale. La regia dello spettacolo è affidata a Sebastiano Coticelli e Simona Di Maio, e con Caterina Modafferi, Ludovica Sodo, Lucia Straccamore. Il 18 e 19 novembre, ore 11, sempre all’Auditorium, Bambine Ribelli (produzione Il Teatro nel Baule, per la regia di Simona Di Maio, con Angelica Di Ruocco, Melissa Di Genova, Carla Guardascione): un viaggio scenico attraverso sette biografie femminili, storie di coraggio, sfide superate e sogni realizzati. Il 26 e 27 novembre (ore 10 e ore 11) e il 28 novembre alle 17, all’Auditorium, lo spettacolo Musica per i piccoli amanti del Rock (produzione La Fabbrica del Divertimento), un viaggio musicale immersivo alla scoperta dei suoni del mare e dell’avventura, durante il quale bambini, insegnanti e famiglie saranno coinvolti attraverso body percussion, oggetti sonori e un repertorio rock internazionale e partenopeo. Il 29 novembre alle 17, tocca a Il Viaggio incantato (produzione Coffee Brecht), spettacolo che nasce grazie al contributo della fantasia degli spettatori di adulti e bambini, il pubblico sarà sempre chiamato a dare input e suggerimenti per portare il protagonista alla fine del suo viaggio. Si chiude il 5 dicembre alle 17 con Parata Rock-Romantica del quartiere con i Beaters, la tribut band dei Beatles, con concerto finale, abiti di scena e strumenti vintage per rievocare l’atmosfera della Beatlemania: dalle grandi hit alle B-sides, dalle versioni live alle rarità Anthology e BBC.
«Oltre la Luna è un invito a metterci in cammino insieme alla ricerca di ciò che spesso rischiamo di smarrire, desideri, coraggio, memorie e relazioni – sottolineano i fondatori e direttori artistici del progetto Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli – Abbiamo immaginato un festival profondamente partecipativo, accessibile a tutti, dove lo spettatore non è mai un semplice fruitore di passaggio, ma il cuore stesso dell’azione scenica. Trasformiamo il territorio in un cantiere aperto di bellezza, inclusione e condivisione. Chiaiano non è dunque solo cornice del festival, ma protagonista pulsante, culla nella quale la comunità possa riscoprirsi parte attiva di un unico, grande racconto».
Non solo spettacoli. La rassegna offre una serie di laboratori e attività formative, che coinvolgeranno l’intera comunità in percorsi continuativi (tutti accessibili a persone diversamente abili). Le iniziative laboratoriali costituiscono il nucleo strutturale del festival: bambini, adolescenti, adulti e anziani, condotti da professionisti del settore, intrecceranno teatro, musica, scrittura, tessile e scenotecnica, valorizzando la memoria e la creatività come strumenti di relazione e costruzione collettiva. I percorsi confluiranno in azioni performative e restituzioni pubbliche, fino alla mostra e alla parata finale.
L’inizio è affidato a Battiti in bottiglia (corso di body percussion per bambini) il 3, 4, 9, 24, 25, 26 novembre nella scuola primaria Giovanni XXIII. Con Michela Miccio, corpo, voce, strumenti e materiali semplici per scoprire la ricchezza sonora del nostro quotidiano: il lavoro confluirà nella parata finale del 5 dicembre.
Telemaco sulla Luna (corso di teatro per ragazzi), tutti i giovedì fino al 3 dicembre dalle 17 alle 19, all’Auditorium Giovanni XXIII. Con Melissa Di Genova e Simona Di Maio. Sviluppa un percorso intergenerazionale tra gli adolescenti del Punto Luce e gli anziani della Casa di Riposo Green House, trasformando i ricordi in drammaturgia originale.
Suggestivo sarà il percorso intitolato Penelope e l’Atlante tessile dei luoghi sconosciuti (corso di cucito narrativo per donne e madri over 18), tutti i mercoledì fino al 25 novembre (ore 17-19), con Maria Isabel Albertini, ispirato alla tecnica delle Arpilleras cilene, ovvero opere di stoffa che le donne cilene cucivano negli anni Settanta dando voce al dissenso verso il regime dittatoriale di Pinochet, e con cui raccontavano la realtà di quegli anni attraverso l’arte tessile: arpillera è una parola spagnola che indica la tela grezza, il materiale base poi arricchito da stoffe e materiali di riuso, per celebrare il potere dell’arte come atto di rinascita individuale e memoria collettiva. A Chiaiano, il ricamo e il riuso di stoffe serviranno a costruire mappe emotive e collettive del quartiere. Il tema centrale è mettersi in dialogo per raccontare ciò che è stato perduto e che si desidera ritrovare, attraverso una mappa visiva che condurrà l’intera comunità a tessere un’enorme opera di tappezzeria dove colori, fili e aghi lasceranno la traccia di ciò che si racconta, perché sia sempre possibile recuperare il proprio mondo interiore e metterlo in condivisione con gli altri.
Ulisse: viaggio su corde e metallo (corso di scenotecnica), fino al 17 novembre. Insieme a Francesco Felaco, il progetto sarà occasione per elaborare un’altra grande installazione cittadina, la scala verso la Luna, una struttura simbolica e dispositivo scenico permanente.
Infine Abitare la stessa Luna (workshop pratico e tavola rotonda), il 5 dicembre ore 9-16 all’Auditorium Giovanni XXIII, aperto a insegnanti, educatori, attori, artisti, registi. Un momento di confronto su infanzia e terza età tra arte, educazione e cura attraverso pratiche che uniscono generazioni e linguaggi creativi.
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03 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Tredici città, sei regioni, undici giorni di appuntamenti. L’undicesima edizione del Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre 2026, si conferma un laboratorio nazionale di riflessione sulle migrazioni. Al centro ci sono le donne migranti: il titolo scelto, «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture», mette in primo piano le storie e i diritti di chi arriva, lavora, cura e costruisce comunità nel nostro Paese.
Promosso da Fondazione Migrantes della Cei che sostiene l’iniziativa fin dalla sua nascita, Associazione Porta Aperta di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, il Festival nasce come voce consapevole della società civile sui fenomeni migratori. L’obiettivo è portare nel dibattito pubblico studio, testimonianze e proposte, al di là delle contrapposizioni di parte.
«Il Festival – spiega Edoardo Patriarca, presidente del coordinamento del Festival della Migrazione – è nato con il desiderio di offrire al Paese uno spazio serio, plurale e umano di riflessione sui fenomeni migratori. In questi anni abbiamo cercato di costruire un luogo di dialogo capace di tenere insieme competenza, testimonianza, cultura, responsabilità civile e attenzione alle persone. L’edizione 2026 sarà dedicata in modo particolare all’esperienza delle donne nei percorsi migratori: alle loro fatiche, ai diritti spesso negati, alle forme di resilienza, ma anche al protagonismo e alla ricchezza che tante donne portano nelle nostre comunità».
Il Direttore Generale di Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, conferma: «La Fondazione Migrantes sostiene sin dai primi passi il Festival della Migrazione, che nel frattempo si è esteso oltre i confini dell’Emilia-Romagna. Ne siamo spiritualmente e umanamente contenti. Perché è un evento che fa stare la gente insieme, raduna fisicamente le persone, anche i giovani di cui si parla tanto in questi giorni. Per parlare, per confrontarsi dati e storie alla mano, senza slogan superficiali, ma andando a fondo nelle questioni».
Negli anni il Festival è cresciuto, coinvolgendo città in molte regioni del Paese, scuole, università, enti del Terzo Settore, realtà ecclesiali, istituzioni, associazioni e cittadini. La Medaglia del Presidente della Repubblica, riconosciuta al Festival nelle precedenti edizioni, e i messaggi di Papa Francesco e Papa Leone degli ultimi anni rappresentano un segno prezioso di attenzione e di incoraggiamento.
Pillole di programma
Nato a Modena, il Festival è oggi una rete che attraversa il Paese. Dopo il prequel di Roma, con una presentazione ai media, quest’anno il programma tocca Modena, Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Forlì in Emilia-Romagna, e poi Milano, Genova, Rovigo, Firenze, Lucca e Perugia, tra Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana e Umbria. Tre le città alla prima partecipazione: Genova, Perugia e Parma. Collaborano gli atenei di Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze, Perugia e la Statale di Milano.
Milano ospita due appuntamenti. Domenica 8 novembre la Comunità di Sant’Egidio propone «Con gli occhi delle donne migranti». Giovedì 12 novembre, alle 15.30 alla Casa della Cultura, va in scena «Donne che bruciano le frontiere. Memorie e mobilitazioni nel Mediterraneo»: un dialogo tra l’autrice Silvia Di Meo, Bintou Touré (FreeFemmes) e il sociologo Gianluca Gatta, moderato da Monica Massari dell’Università di Milano, accompagnato dalla mostra fotografica «La Mèr(e) Méditerranée».
A Bologna il Festival entra all’Università, in Regione e in Municipio. Venerdì 6 novembre, al Dipartimento di Sociologia dell’Ateneo, la mattinata «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti mancati e promozione della dignità» si apre con i saluti di Alessandro Sasso, del Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, e propone in prima visione il cortometraggio «Silent Colour», realizzato nell’ambito del progetto ALMA. Venerdì 13 novembre la Regione Emilia-Romagna ospita in Sala Nilde Iotti «Tessere relazioni. Donne migranti, reti e comunità in Emilia-Romagna». Sabato 14 novembre, alle 11 in Municipio, Franco Gabrielli presenta il suo libro «Contro la paura».
Debutto per Genova, con due incontri. Lunedì 9 novembre, alle 17.30 a Brigata Alice – Spazio per le Donne, «Donne in movimento. La cura come spazio comune», il giorno dopo il Museo del Mare e del Migrante ospita «Sguardi futuri: cittadinanza vissuta», dedicato ai giovani con background migratorio.
Il calendario nazionale prosegue a Ferrara (9 novembre, all’Università, su donne migranti e grave sfruttamento), Rovigo(11 e 12 novembre, sugli sguardi delle donne migranti e sull’accesso alla cittadinanza), Perugia (11 novembre, Palazzo della Provincia, «Realtà e percezione delle migrazioni»), Parma (14 novembre, Missionari Saveriani, «Più informazione, meno propaganda») e Reggio Emilia (20 novembre, Aula Magna dell’Università). Appuntamenti anche a Forlì, Firenzee Lucca, con una sessione a cura di Migrantes Toscana.
Modena e Carpi restano il cuore del Festival. L’apertura istituzionale è giovedì 5 novembre alle 20.30 al Cinema Teatro Arena di Modena, con una conferenza scenica di Lucia Goracci; la chiusura domenica 15 novembre a Carpi, con la lectio del Cardinale Fabio Baggio. Importante il convegno di sabato 7 mattina a cura della Pastorale della Salute regionale, con ospiti di primario livello e la conclusione dell’arcivescovo Castellucci, e la sessione sempre sabato 7, ma al pomeriggio, a cura di Migrantes interdiocesana Modena-Carpi. In mezzo convegni, talk per le scuole, proiezioni, spettacoli teatrali e una serata di stand-up comedy, con ospiti come Marianna Aprile, mons. Pierpaolo Felicolo (Direttore generale di Fondazione Migrantes), Sonny Olumati, Nogaye Ndiaye, don Mattia Ferrari.
Il Festival è realizzato con il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, di Carpi e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di numerosi comuni del territorio, con il sostegno di alcune diocesi emiliane e con BPER Banca e Generali Italia come sponsor. Il programma completo e l’agenda delle proposte del Festival è disponibile su www.festivalmigrazione.it.
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03 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Il Parco Regionale dei Monti Lattari porta il progetto della Dieta dei Monti Lattari dalla fase di studio a quella operativa. Mercoledì 11 novembre, alle 9.30, la sede del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, in via Giuseppe Atzori a Nocera Inferiore, ospita il convegno «La Dieta dei Monti Lattari. Dalla progettazione all’attuazione», organizzato dal Parco in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Salerno e con l’Associazione Medica Società Scientifica Anardi di Scafati. Nel corso della mattinata sarà presentato il logo ufficiale della Dieta, il segno che d’ora in avanti identificherà il progetto.
I saluti istituzionali saranno affidati al presidente del Parco Enzo Peluso, al presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi, al presidente del Consorzio di Bonifica Mario Rosario D’Angelo e alla presidente dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Salerno Rossella Robusto, mentre il deputato Benedetto Della Vedova interverrà in collegamento video.
Ad aprire i lavori sarà il professor Ettore Novellino, docente di Chimica farmaceutica, con la presentazione del progetto. L’agronomo Aldo Mauri illustrerà le tipologie di prodotti e gli areali di produzione e trasformazione dei Monti Lattari, il biologo nutrizionista Francesco Santonicola si soffermerà sull’impatto di quei prodotti sulla qualità nutrizionale e sul profilo dietetico, il cardiologo Luigi Nunziata affronterà i benefici della dieta sul sistema cardiovascolare.
Le conclusioni spetteranno alla giornalista Rai Simona Rolandi e al professor Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Modera Mariella Verdoliva, presidente della Fondazione Monti Lattari.
La giornata prevede inoltre la presentazione e la degustazione dei prodotti dei Monti Lattari, curata dall’Istituto Superiore Domenico Rea di Nocera Inferiore-Pagani, partner dell’evento. I consorzi del territorio porteranno a Nocera le produzioni su cui il progetto è costruito, offrendo a relatori e pubblico la possibilità di conoscerle da vicino.
«Dopo la fase di progettazione è arrivato il momento dei fatti», dichiara il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Enzo Peluso. «Il logo che presentiamo l’11 novembre renderà riconoscibile questo modello, e la presenza di studiosi come Ettore Novellino e Roberto Burioni conferma la serietà del percorso. Ringrazio il Consorzio di Bonifica per l’ospitalità, l’Ordine degli Agronomi, l’Associazione Anardi, l’Istituto Domenico Rea e tutti i relatori, e invito produttori, operatori e cittadini a essere con noi. La Dieta dei Monti Lattari appartiene a chi questo territorio lo vive e lo coltiva».
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03 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Un processo di affiancamento ai rifugiati per lo sviluppo di competenze e la costruzione di nuove reti professionali e sociali. Dalla collaborazione tra Refugees Welcome Italia (organizzazione indipendente che promuove la mobilitazione dei cittadini e delle cittadine per favorire l’inclusione sociale di rifugiati e migranti) e PwC Italia, una delle principali organizzazioni di servizi professionali nel nostro Paese, nascono 30 percorsi di mentoring in 12 mesi per favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone rifugiate e migranti richiedenti asilo attraverso lo sviluppo delle competenze trasversali.
Il programma è rivolto a persone comprese tra i 18 e i 40 anni, sostenute da mentor selezionati, tra cui una squadra di professionisti di PwC Italia, che metteranno a disposizione la loro esperienza per accompagnare i rifugiati in un percorso, dalla durata di sei mesi, di crescita personale e professionale. Oltre all’attività di mentoring, sono previsti incontri dedicati allo sviluppo delle cosiddette soft skills (dalla comunicazione al lavoro di squadra, fino al problem solving e alla consapevolezza di sé).
Il progetto nasce dall’esperienza di Refugees Welcome Italia nel mentoring, con al centro la relazione come strumento per sostenere i percorsi di inclusione.
«L’accesso al lavoro non dipende solo dalle competenze professionali, ma anche dalla possibilità di costruire relazioni, conoscere persone e accedere a reti e opportunità. Con questo progetto vogliamo mettere insieme l’esperienza di Refugees Welcome nel mentoring e il coinvolgimento delle persone di PwC per creare percorsi capaci di rafforzare l’autonomia e le opportunità delle persone rifugiate e migranti», spiega in una nota Giorgio Baracco, responsabile Progettazione di Refugees Welcome Italia, mentre secondo Chiara Carotenuto, Partner di PwC Italia, Responsabile Comunicazione e Corporate Sustainability, «mettere a disposizione tempo, competenze ed esperienze significa creare occasioni concrete di incontro e crescita. È questo il valore che vogliamo portare nel progetto con Refugees Welcome Italia: costruire relazioni che possano ampliare le reti, rafforzare le competenze e aprire nuove opportunità per le persone rifugiate e migranti».
di Nicola Sellitti
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03 Nov, 2026 | Comunicare il sociale
Si chiama «Welcome to Naples» ed è una guida multilingue, digitale e a costo zero, che sosterrà gli studenti Erasmus e i lavoratori stranieri che vivono a Napoli a orientarsi tra servizi e opportunità. Si tratta della nuova sfida Noi@Europe nell’ambito del progetto “CiAc per una Città Accessibile” finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+. Il progetto che, in collaborazione con il Centro Europe Direct Napoli e il Comune di Napoli, ha permesso di attivare una serie di tavoli e altre occasioni gratuite di ascolto e partecipazione attiva, per creare dialogo intorno alle criticità e alle esigenze di chi decide di vivere la città anche soltanto per pochi mesi tra studio e lavoro.
La guida, realizzata da napoletani e migranti che risiedono in città e rivolto agli expat, è stata presentata al Centro Europe Direct Napoli, luogo di aggregazione per studenti Erasmus e internazionali, universitari e altri giovani. È rivolta ai giovani stranieri che per motivi di studio o lavoro risiedono momentaneamente, o stabilmente, a Napoli ma non riescono ad accedere ai servizi pubblici a causa di mancanza di informazioni in inglese. Sempre per gli studenti Erasmus è la petizione online lanciata dall’associazione Noi@Europe affinché si preveda un abbonamento per il trasporto pubblico gratuito, o comunque a costo agevolato, per i tanti stranieri che al momento sono esclusi dall’opportunità perché non soddisfano il requisito obbligatorio della residenza. Poiché molti stranieri non riescono a sostenere il costo degli abbonamenti, per le altre spese ed il carovita, si lancia un appello alle società di trasporto affinché prevedano agevolazioni per gli stranieri fuorisede.
«È cruciale che questo sostegno sia garantito anche agli studenti Erasmus – afferma Pietro Sabatino, presidente Noi@Europe- e fuorisede senza residenza, garantendo a tutti pari opportunità. Oggi molti ragazzi e ragazze rinunciano all’abbonamento muovendosi quasi esclusivamente a piedi e acquistando biglietti singoli solo per le lunghe percorrenze». Un passo per rendere Napoli sempre più inclusiva e aperta alla grande comunità di studiosi nei nostri atenei. «L’estensione delle agevolazioni tariffarie- conclude Sabatino- è una necessità avvertita da una comunità sempre più ampia. Questa misura non sarebbe solo un atto di equità ma anche un grande passo avanti per una Campania davvero accogliente e inclusiva verso la diversità che arricchisce i nostri atenei».
di Francesca Mari
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