25 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
63 classi delle scuole metropolitane coinvolte, circa 1500 studenti, circa 50 associazioni e centinaia di volontari impegnati durante l’anno nei percorsi educativi promossi da CSV Napoli. Sono questi i numeri complessivi dell’edizione 2026 dei progetti “Scuola e Volontariato”, “Giovani Redattori” e “Le uChronicles E-Vol”, iniziative che hanno accompagnato ragazze e ragazzi in esperienze di cittadinanza attiva, solidarietà e partecipazione, attraverso concrete attivazioni di comunità educanti promosse dal CSV Napoli.
Oltre mille giovani erano invece presenti al Palacercola per l’evento finale di “Scuola e Volontariato 2026”, il progetto promosso dal Centro di Servizio per il Volontariato della città metropolitana di Napoli, per avvicinare le nuove generazioni alla solidarietà, all’impegno civico e alla responsabilità sociale.
Una giornata intensa, partecipata e ricca di emozioni che ha confermato la forza di un percorso capace di mettere insieme scuola, terzo settore, istituzioni e comunità educante. L’iniziativa ha celebrato l’agire volontario come strumento capace di rendere i giovani protagonisti del cambiamento, rafforzando il senso di comunità, solidarietà e corresponsabilità.
All’evento hanno partecipato studenti delle scuole dell’area metropolitana di Napoli, volontari e rappresentanti degli Enti del Terzo settore coinvolti nei progetti del CSV Napoli, tra cui “Scuola e Volontariato”, “Giovani Redattori” e “Le uChronicles E-Vol”. Percorsi educativi ed esperienziali che favoriscono l’acquisizione di competenze chiave, competenze trasversali e competenze di cittadinanza, contribuendo alla formazione di una coscienza civile, solidale e responsabile e rafforzando il ruolo del volontariato come esperienza concreta di partecipazione democratica e attivazione delle comunità educanti.
A rendere ancora più speciale l’evento conclusivo è stata la presenza di Leonardo De Andreis, testimonial dell’edizione 2026, giovane artista diventato uno dei fenomeni musicali e social dell’anno grazie al brano “Soltero”. Con la sua band, De Andreis ha saputo coinvolgere gli studenti, trasformando il momento musicale in una vera esplosione di energia, emozione e partecipazione. Il suo intervento ha parlato il linguaggio dei ragazzi, intrecciando musica, autenticità e voglia di esprimersi: un messaggio perfettamente in linea con lo spirito del progetto, che invita i giovani a riconoscersi protagonisti e non semplici spettatori del cambiamento.
L’evento conclusivo di Scuola e Volontariato è stato, ancora una volta, una festa. Sul palco e tra gli studenti è emersa l’energia di diversi percorsi che durante l’anno scolastico hanno permesso a ragazze e ragazzi di incontrare associazioni, volontari, formatori, tutor e web radio, sperimentando concretamente il valore della cittadinanza attiva, della comunicazione sociale e dell’importanza dell’impegno e della responsabilità collettiva come strumenti capaci di generare cambiamento.
Dalle testimonianze degli studenti è arrivato il racconto più vero dell’esperienza: la scoperta dell’altro, il confronto con la diversità, l’incontro con il disagio e con le fragilità, ma anche la consapevolezza delle competenze acquisite. «Abbiamo capito che anche noi possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, partendo dai piccoli gesti», hanno raccontato alcuni ragazzi.
«Abbiamo visto i nostri studenti crescere nella capacità di ascoltare, di collaborare e di guardare l’altro senza paura», hanno sottolineato alcuni docenti presenti. Dai volontari, invece, è arrivata la conferma del valore educativo dell’esperienza: «Quando i ragazzi entrano in contatto con le associazioni capiscono che il volontariato non è qualcosa di lontano, ma una possibilità concreta di partecipazione e responsabilità».
Nel corso della manifestazione è stato valorizzato anche il contributo dei facilitatori e dei formatori del progetto “Le uChronicles E-Vol”, altro percorso promosso da CSV Napoli e conclusosi nel mese di maggio con il coinvolgimento di 10 classi. Un’iniziativa dedicata alla promozione della cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva, che coinvolge scuole ed Enti del Terzo settore in un percorso formativo e laboratoriale blended, articolato in attività in presenza e di e-learning attraverso una piattaforma dedicata. Il progetto mira a sostenere lo sviluppo di un ecosistema territoriale di apprendimento collaborativo, capace di mettere in rete giovani, scuole, volontariato e comunità educante. Durante l’evento finale, i facilitatori del progetto hanno inoltre coinvolto studenti e partecipanti in un quiz interattivo che ha intrattenuto i ragazzi in modo dinamico e partecipato, trasformando il gioco in un’occasione di riflessione sui temi della solidarietà, della cittadinanza attiva, dell’impegno collettivo e delle competenze acquisite attraverso le esperienze di volontariato.
All’iniziativa sono intervenuti rappresentanti del mondo del volontariato, delle istituzioni, della scuola e del terzo settore. Tra questi Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli, Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, e Fiorella Zabatta, assessora regionale alle Politiche giovanili e allo Sport. Presenti anche rappresentanti dell’Arcidiocesi di Napoli, dell’Ufficio scolastico regionale, dell’assessorato regionale alle Politiche sociali e di altre istituzioni del territorio, a testimonianza di un’alleanza educativa sempre più ampia e condivisa.
«Scuola e Volontariato è una delle esperienze più belle e significative del nostro impegno quotidiano – ha dichiarato Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli – perché ci permette di parlare ai giovani non soltanto di solidarietà, ma di cittadinanza, responsabilità e partecipazione. Ogni anno questa giornata ci restituisce una grande energia: ascoltare le testimonianze degli studenti, vedere la loro emozione e la loro maturità ci conferma che investire sulle nuove generazioni significa costruire comunità più consapevoli, più aperte e più giuste».





Fondamentale, anche quest’anno, il ruolo della rete. Le scuole hanno creduto nel valore educativo dei percorsi proposti; gli enti del terzo settore della città metropolitana di Napoli hanno accompagnato gli studenti trasmettendo valori come solidarietà, legalità, dono e attenzione alle fragilità; le istituzioni hanno sostenuto un cammino condiviso che mette al centro i giovani e il loro protagonismo.
Nel corso della manifestazione spazio anche alle esperienze delle web radio del progetto Giovani Redattori, con Volwer Tv, Radio Mehari e Rainbow – Diversamente Radio TV, e al progetto Le uChronicles E-Vol, realizzato con lo staff di Mycro Working. L’evento ha rappresentato anche un momento di restituzione del lavoro svolto durante l’intero anno attraverso proiezioni audiovisive, testimonianze e il coinvolgimento attivo di studenti, scuole, volontari e associazioni che riconoscono nel volontariato una fondamentale agenzia educativa.
A contribuire alla riuscita dell’evento anche lo staff del Palacercola, i tecnici del service, gli operatori video, la ditta dei trasporti, le associazioni di Protezione Civile impegnate nella cura e nella gestione degli oltre mille giovani presenti, e gli amici di Baraonda Cafè, il bar sociale gestito da ragazzi con autismo.
A condurre la giornata è stato Francesco Mastandrea, che ha accompagnato con ritmo e sensibilità i diversi momenti dell’evento, dando voce a studenti, scuole, volontari e associazioni.
A chiudere l’evento, il caloroso abbraccio corale di studenti, volontari, operatori e partecipanti per Leonardo De Andreis e la sua band, protagonisti di un momento capace di scaldare il cuore di tutti con musica, energia ed emozioni condivise, trasformando il Palacercola in una grande festa di comunità, partecipazione e speranza.
Il leitmotiv dell’intera giornata è stato “Se vuoi tutto è possibile”, un messaggio che ha accompagnato studenti, volontari, docenti e operatori durante tutto il percorso, a dimostrazione che le cose possono cambiare davvero quando si costruiscono insieme partecipazione, relazioni, responsabilità e comunità. Perché, come hanno dimostrato i ragazzi protagonisti di questa esperienza, quando si crede nel cambiamento e si cammina insieme, tutto può accadere
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25 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Lo sguardo dei giovanissimi sulla città attraverso il cinema. Gli studenti raccontano Ponticelli, il quartiere nella zona orientale di Napoli, con cinque cortometraggi nati con il progetto “Raccontare Ponticelli”, ideato da Arci Movie e promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito di “Cultura, che classe!”.
Le opere saranno presentate martedì 26 maggio 2026 alle ore 11.00 nell’Auditorium dell’Istituto scolastico superiore “Sannino De Cillis” (ingresso gratuito) alla presenza di Patrizio Rispo, attore di teatro, cinema e televisione, noto al grande pubblico per la soap opera “Un posto al sole” e scelto da Arci Movie come testimonial dell’intero percorso formativo, nato per avvicinare i giovani al mondo audiovisivo, scoprendo e filmando il loro territorio, tra storie inedite e bellezze nascoste. Rispo, più volte protagonista del Cineforum e di altre iniziative di Arci Movie, negli ultimi mesi ha incontrato studentesse e studenti coinvolti nei laboratori per raccontare la sua esperienza di attore e per condividere consigli e suggerimenti per la produzione dei cortometraggi.
«Con il progetto ‘Cultura, che classe!’ – afferma Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli – stiamo portando le arti sceniche nelle scuole e nei territori. Grazie alla sinergia con associazioni ed esperti, l’Amministrazione educa i ragazzi ai linguaggi dell’audiovisivo: formiamo competenze e nuove professionalità, ma anche nuovi pubblici. La presenza dei testimonial, in questo caso l’attore Patrizio Rispo nel quartiere di Ponticelli, è un valore aggiunto decisivo: un volto riconosciuto dai giovani fa da ponte tra scuola e mondo del lavoro culturale, rendendo concreto un percorso ideale. È questa la direzione: cultura diffusa, accessibile, capace di generare opportunità per i ragazzi e per la città».
In platea allievi e docenti di cinque scuole della zona orientale di Napoli – gli istituti superiori “Marie Curie”, “Archimede” e “Sannino De Cillis”, cui si aggiungono l’Istituto Comprensivo 57° “San Giovanni Bosco” e il C.P.I.A. “Napoli 2” – che durante l’anno scolastico che sta per concludersi hanno ospitato i laboratori audiovisivi curati da Arci Movie, coinvolgendo diverse classi che, dopo una prima fase teorica e di formazione, hanno lavorato sul campo realizzando riprese e interviste per i cinque cortometraggi, accompagnati dai filmmaker ed educatori Isabella Mari, Marta Esposito e Luca Lanzano.
Racconti, storie, confidenze si intrecciano nei cinque cortometraggi. “Ponticelli, casa” descrive attraverso le voci fuori campo dei ragazzi il concetto di casa, di stare, attraverso riflessioni intime e personali di chi abita i luoghi. “Dove vorresti andare” è un corto-intervista in cui i ragazzi e ragazze coinvolti nel laboratorio raccontano la loro idea di viaggio ideale ma ogni luogo lontano si scontra e si incontra con il quartiere che abitano. In “Comparsa o protagonista?” Simone osserva i suoi compagni di classe vedendoli già dentro i sogni che li attendono. Attraverso un viaggio visionario tra immaginazione e desideri si troverà davanti a una domanda semplice ma decisiva: restare comparsa o diventare protagonista della propria vita. È ambientato nel “lotto O” il corto “La partita”. Qui un ragazzo raggiunge il campo da calcio dedicato a Ciro Colonna, vittima innocente di camorra, ma è sporco e abbandonato. Chiama gli amici per fare una partita ma decide che prima bisogna pulirlo. Il corto racconta di come vivere i luoghi di memoria rinnovi la memoria stessa. Infine, con “Metamorfosi” si racconta la vita intensa racchiusa nelle mura di una ex scuola di Ponticelli fatta di associazioni, persone e progetti. Tra questi c’è la TCK Movement, una crew hip hop nata per costruire attività di utilità sociale sul territorio e con una visione precisa: sottrarre ragazze e ragazzi all’inerzia della strada attraverso una cultura che dalla strada è nata, proprio per uscire da certi meccanismi grazie a graffiti, break dance e molto altro.
«Si tratta di un esperimento che realizziamo da tanti anni qui a Ponticelli: dare una camera in mano agli studenti e chiedere loro di filmare il loro territorio che, nel bene e nel male, è sempre oscillante tra un senso tragedia che spesso ci circonda e la rivelazione di bellezza, a volte, sconosciuta. In questo modo abbiamo potuto scoprire nuovi punti di vista sulla nostra realtà difficile, continuando a educare quegli stessi studenti utilizzando quella formidabile arma dell’immaginario che è il linguaggio del cinema e dell’audiovisivo», così Roberto D’Avascio, presidente Arci Movie.
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25 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Al Complesso Monumentale Donnaregina di Napoli si è concluso il percorso triennale di SEED Napoli, il progetto promosso dall’associazione AssEpoché, sostenuto da Fondazione CON IL SUD e cofinanziato da Fondazione Grimaldi, con il patrocinio dell’Unicef.
Una mattinata di confronto e restituzione per raccontare tre anni di attività dedicate a famiglie, bambini e adolescenti tra Ercolano, centro storico di Napoli e Scampia. Il progetto ha coinvolto 75 nuclei familiari e, tra genitori e figli, circa 500 persone, accompagnate in percorsi di crescita, ascolto, formazione e sostegno educativo.
Il titolo, “Coltiviamo sogni, seminando speranza”, racchiude il senso dell’iniziativa: contrastare il deserto educativo e offrire ai ragazzi strumenti per scoprire i propri talenti, rafforzare le competenze e crescere nella cultura della legalità, del rispetto e dell’impegno sociale.
Durante l’evento, bambini, studenti, genitori, educatori e operatori hanno dialogato con i responsabili del progetto. Presenti anche gli alunni dell’Istituto Casanova di Napoli, coinvolti nel percorso “adolescenti soft skills”, e alcune classi dell’Istituto comprensivo Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio.
A parlare ai ragazzi con ironia e immediatezza anche Emanuel Ceruti, giovane volto molto seguito sui social. Nelle navate laterali sono stati allestiti stand con immagini, manufatti e oggetti realizzati nel corso delle attività.
La mattinata si è conclusa con la proiezione del docufilm “Sotto la cenere… SEED”, realizzato da Federico Quagliuolo, racconto per immagini del lavoro svolto.
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25 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
L’arte come racconto del territorio, spazio di incontro e occasione di partecipazione culturale. È questo lo spirito di “Talenti in Mostra”, la mostra evento di arte contemporanea promossa dall’associazione culturale I Talenti di Napoli, in collaborazione con L’Agorà Partenopea, in programma il 5 e 6 giugno 2026 presso il Centro Giovanile Sandro Pertini di Secondigliano.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare artisti, percorsi creativi e sensibilità diverse, offrendo al pubblico un momento di confronto aperto tra pittura, scultura, linguaggi visivi e racconto del territorio. Curatore della mostra sarà l’artista Pasquale Rolfi, mentre la moderazione degli incontri sarà affidata alla docente Felicia Ruggiero.
Il vernissage è previsto per venerdì 5 giugno, con esposizione delle opere visitabile dalle 16 alle 20. A esporre saranno Pasquale Rolfi, Antonietta D’Alessandro, Seriana Guerriero, Carmen Punto Arte, Marzia Leva, Giovanna Secondulfo, Fiorentina Speciale, Giusi Iodice, Giulia Avilia, Maria Rosaria Esposito e Ionut Bogdan Scinteil. Un gruppo eterogeneo di artisti che porterà in mostra visioni, tecniche e suggestioni differenti, componendo un percorso capace di attraversare emozioni, paesaggi, figure, simboli e immaginari contemporanei.
La seconda giornata, sabato 6 giugno, vedrà l’esposizione aperta dalle 9 alle 20. Alle 17 è prevista la presentazione ufficiale dell’associazione I Talenti di Napoli, con gli interventi del presidente Giovanni Fabozzo e del presidente dell’Agorà Partenopea, l’avvocato Manuel Fabozzo. Sarà l’occasione per illustrare scopi, programmi e progetti dell’associazione, con particolare attenzione alla dimensione sociale e culturale dell’iniziativa e alla volontà di contribuire alla valorizzazione del territorio e del quartiere.
Alle 18 spazio al finissage della mostra, con la presentazione degli artisti e brevi interviste dedicate ai rispettivi percorsi creativi. Interverranno anche la dottoressa Tonia Morgani, docente di diritto ed esperta del territorio, e l’architetto Ciro Totaro, architetto e docente di storia dell’arte. Al termine è prevista la consegna degli attestati di partecipazione agli artisti, seguita da buffet e saluti finali.
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25 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Un modello territoriale che mette insieme salute, alimentazione, ambiente, sport, biodiversità e qualità della vita. È il messaggio emerso dalla giornata dedicata alla “Dieta dei Monti Lattari”, svoltasi presso la Reggia di Quisisana e promossa dal Parco Regionale dei Monti Lattari insieme alla Società scientifica Anardi.
Nel corso della mattinata è stato firmato il protocollo di intesa tra il Parco e l’associazione medico-scientifica, un passaggio che segna ufficialmente l’avvio della collaborazione finalizzata alla definizione scientifica e alla diffusione della “Dieta dei Monti Lattari” come modello alimentare territoriale e stile di vita.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Parco per costruire un’identità alimentare fortemente legata alle eccellenze dei 27 comuni dell’area, alla filiera corta, alla sostenibilità ambientale e alla promozione dei corretti stili di vita. Il protocollo stabilisce infatti la collaborazione tra il Parco e Anardi per la validazione medico-scientifica del progetto, la definizione dei criteri nutrizionali e la divulgazione del modello.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Parco Enzo Peluso, che ha ribadito la visione alla base del progetto. «La Dieta dei Monti Lattari nasce dall’idea di mettere a sistema le eccellenze del territorio e costruire attorno ad esse un messaggio di salute e benessere – ha dichiarato Peluso –. Non vogliamo creare uno slogan ma un percorso concreto, capace di coinvolgere scuole, medici, produttori, operatori turistici, associazioni e giovani generazioni».
Nel suo intervento il presidente ha sottolineato come il progetto voglia trasformare il patrimonio ambientale e culturale dei Monti Lattari in un modello riconoscibile di benessere territoriale. «La salute non nasce soltanto negli ospedali. Nasce anche nei territori, nella qualità del cibo, nell’ambiente in cui viviamo e nella capacità di condividere stili di vita sani», ha aggiunto.
La giornata, moderata dalla giornalista Rai Simona Rolandi, ha visto anche l’intervento del biologo nutrizionista Francesco Santonicola e momenti di approfondimento dedicati ai temi della prevenzione, della nutrizione e del rapporto tra alimentazione e territorio.
Ad accompagnare l’accoglienza degli ospiti sono state le musiche originali del maestro Francesco Ruocco, che hanno contribuito a creare un’atmosfera elegante e identitaria nella splendida cornice della Reggia di Quisisana.
Secondo quanto previsto dal protocollo, il progetto sarà accompagnato da un comitato tecnico-scientifico incaricato di supportare la definizione della “Piramide alimentare della Dieta dei Monti Lattari”, modello ispirato ai principi della Dieta Mediterranea ma fortemente territorializzato sulle produzioni e sulla biodiversità dell’area dei Monti Lattari.
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21 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Arriva dalla Regione Campania un provvedimento molto importante in materia di welfare e sanità che sostiene, in particolare, le persone con disabilità, autismo e disagio psichico che risiedono in Campania, supportando le loro famiglie. Il pacchetto denominato “Inclusione”, adottato ieri dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Andrea Morniroli e fortemente sostenuto dal presidente della Regione Roberto Fico, che lo aveva già annunciato in campagna elettore, segna un significativo passo in avanti per un reale sostegno alle persone più fragili e una presa in carico più complessiva da parte dei servizi territoriali, già a partire dalla somma che mette in campo: 52 milioni di euro.
Il provvedimento di Palazzo Santa Lucia in materia di sanità e politiche sociali
Nel dettaglio, il provvedimento intende attivare un insieme organico di interventi in grado di rafforzare la risposta pubblica nei confronti delle persone in condizione di maggiore vulnerabilità. In particolare, rispondere all’esigenza di sostenere le famiglie con componenti affetti da autismo o da disabilità fisiche e psichiche, ridurre le barriere di accesso ai servizi, potenziare la rete territoriale e consolidare i modelli di integrazione tra servizi sanitari, sociali e comunitari. «Nessuno deve essere lasciato indietro e occorre rafforzare le politiche di inclusione e presa in carico per offrire alle persone, e appunto alle famiglie, servizi di assistenza e accompagnamento, nelle varie fasi della vita, efficienti» ha detto il presidente della Regione Roberto Fico. Così l’assessore alle Politiche Sociali Andrea Morniroli: «L’obiettivo della Regione Campania è ridurre le diseguaglianze, garantire un accesso equo ai servizi e rafforzare la sanità territoriale. A questo scopo stanziamo complessivamente 52 milioni di euro a valere sul PR Campania FSE+ 2021-2027 e sulla linea “Campania per le famiglie e per la natalità” dell’Accordo per la Coesione».
Sono principalmente 4 le linee di intervento previste dall’iniziativa, tutte accomunate da un punto: un sostegno adeguato e inclusivo non solo per il singolo, ma per l’intero nucleo familiare.
Le prime due sono rivolte a persone con autismo. Da una parte si punta alla diagnosi precoce grazie al rafforzamento di un lavoro di rete (Asl, neuropsichiatria infantile, pediatri di base, ecc) che dovrebbe permettere il riconoscimento dei sintomi riconducibili al disturbo dello spettro autistico già nella fascia 0-3 anni, con una conseguente in carico tempestiva del minore e della sua famiglia (su cui sono appostati € 6.000.000,00). Dall’altra l’obiettivo è offrire un sostegno concreto all’inclusione sociale e all’autonomia alle persone adulte (fascia di età 16-21 anni), attraverso un sistema integrato di interventi in maniera il più possibile calibrati sulle esigenze e capacità dei singoli (a questo saranno destinati € 16.000.000,00),
Un altro tassello importante, in un momento di profonda crisi e di tagli, riguarda la prevenzione e la cura della salute mentale, attraverso l’attivazione di misure coerenti con i Progetti Terapeutico Riabilitativo Individuali (PTRI) e modelli personalizzati che, attraverso un coinvolgimento attivo della rete territoriale, favoriscano la presa in carico del soggetto e del suo nucleo familiare (con un finanziamento di € 15.000.000,00). Infine, nell’ultima linea di intervento, vengono studiate misure a favore dell’autonomia e piena partecipazione alla vita della comunità delle persone con disabilità, favorendo la costruzione di progetti di vita sostenibili e multidimensionali: il cosiddetto Progetto di Vita (su questo saranno investiti € 15.000.000,00).
Le reazioni delle associazioni
«Accogliamo con favore il provvedimento sull’inclusione sociale. Apprezziamo soprattutto il fatto che siano stati mantenuti gli impegni presi in campagna elettorale» è il commento immediato di Gennaro Pezzuro, presidente dell’associazione FISH Campania. Che aggiunge: «La cosa che ci fa piacere di più è aver trovato una assoluta predisposizione all’ascolto da parte della Giunta che si è concretizzato in un confronto reale e in un provvedimento importante e strutturato come questo». Pezzuro sottolinea anche che l’attuale governatore della Campania Roberto Fico, qualche mese fa, proprio nel corso del Congresso della FISH, aveva sottoscritto un documento in cui si impegnava a confrontarsi, non a cose fatte, ma preventivamente con i portatori di interessi, chiamati a sedersi ai tavoli di concertazione, e ad appostare a favore dei “progetti di vita” delle persone disabili anche risorse del bilancio regionali, non solo fondi nazionali. Il giudizio delle associazioni che difendono i diritti delle persone con disabilità in Campania sull’iniziativa approvata ieri a Palazzo Santa Lucia, dunque, è certamente molto positivo: «Un provvedimento illuminato, ma attenzione a come sarà interpretato e messo in pratica. Occorre vigilare attentamente sull’utilizzo dei fondi perché vengano investiti in maniera appropriata, per non rischiare di trovarci di fronte a scene già viste nel nostro Paese» è il monito di Gennaro Pezzuro (FISH Campania) e dell’avvocato Vincenzo Gargiulo (Palestra delle Autonomie). «Il punto è anche capire quali saranno effettivamente i vantaggi che questa norma avrà sui nostri figli», spiegano i responsabili delle due organizzazioni, che contano di continuare a discuterne nel corso dell’assemblea pubblica dal titolo “Il progetto di vita come infrastruttura dei diritti in Campania” in programma a Napoli (Centro Congressi Tiempo, Centro Direzionale) il prossimo 27 maggio alle 15.30, a cui interverrà, tra gli altri, l’assessore regionale al Welfare e all’Istruzione Andrea Morniroli, anche in rappresentanza del presidente Roberto Fico.
di Maria Nocerino
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