25 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
“Emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale”, queste le parole del direttore dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, preoccupato per la rapida diffusione, “attraverso nuove modalità di trasmissione, di cui sappiamo troppo poco”, del vaiolo delle scimmie. A partire da maggio 2022, si sta registrando un numero elevato di casi in Europa e in altre regioni del mondo, che destano crescente preoccupazione nella comunità scientifica.
Nuovo agli onori della cronaca per la sua diffusione in Occidente, il vaiolo delle scimmie è stato scoperto per la prima volta nel 1958, quando si sono verificati due focolai di una malattia simile al vaiolo in colonie di scimmie allevate per la ricerca, da cui il nome “vaiolo delle scimmie”. Il primo caso nell’uomo è stato identificato solo nel 1970, in un bambino della Repubblica Democratica del Congo. Endemico in diverse zone dell’Africa centrale ed occidentale, solo di recente si è presentato in Europa, negli Stati Uniti e in diversi paesi del mondo. I numeri, secondo l’Oms, sono preoccupanti: 17000 infezioni in 74 Paesi in poco più di un anno, secondo il Centers for Disease Control and Prevention USA. I maggiori focolai sono localizzati nel Regno Unito, in Canada, in Spagna e negli Stati Uniti. In Italia, la diffusione sembra ancora sotto controllo. Registrati ad oggi 400 casi di infezione, secondo il Ministero della Salute. La vaccinazione non sembra al momento raccomandata, anche se richiesta a gran voce da molti paesi. Rispetto al ben più temuto vaiolo umano, eradicato nel 1980, il suo parente lontano si presenta con una sintomatologia più lieve e con una mortalità nettamente inferiore, anche se non trascurabile (3-10% contro 30-35%).
Generalmente, il vaiolo delle scimmie, o monkeypox (MPX), viene trasmesso da animali, probabilmente roditori, all’essere umano. Ciò può avvenire tramite morsi o un contatto stretto con animali infetti e i loro secreti. Nel caso dell’attuale focolaio, invece, la malattia viene trasmessa principalmente da persona a persona, mediante il contatto stretto con un soggetto infetto. La trasmissione avviene attraverso la cute e le mucose, attraverso il contatto con vescicole e lesioni cutanee, goccioline respiratorie e persino attraverso oggetti contaminati di recente, come indumenti, asciugamani o lenzuola. Solitamente, il periodo d’incubazione della malattia varia da 5 a 21 giorni, e si è contagiosi dalla comparsa dei primi sintomi fino alla totale scomparsa dell’eruzione cutanea. Normalmente, la malattia ha un decorso blando: la maggior parte delle persone colpite si ristabilisce nel giro di poche settimane. Le persone immunodepresse, le donne incinte, i bambini e le persone anziane non vaccinate contro il vaiolo in passato sembrano avere un maggiore rischio di decorso grave.
Tra le rare complicazioni del vaiolo delle scimmie vi sono infezioni batteriche secondarie come la polmonite, la setticemia, l’encefalite o l’infezione della cornea. Attualmente, non esiste un vaccino specifico contro il vaiolo delle scimmie, tuttavia i vaccini contro il vaiolo di prima e seconda generazione, somministrati nell’ambito del programma di eradicazione di questa malattia, offrono una protezione efficace. Per l’immunizzazione contro il vaiolo negli adulti, in Europa e negli Stati Uniti, è stato autorizzato un vaccino di terza generazione che offre una buona protezione (attorno all’85%) anche contro il vaiolo delle scimmie. Secondo alcuni ricercatori, la maggiore diffusione della malattia potrebbe essere proprio una conseguenza dell’interruzione delle vaccinazioni di massa contro il vaiolo umano. Intanto, in attesa di conoscere i futuri sviluppi della malattia, per scongiurare il rischio di una nuova pandemia, con validità fino al 31 dicembre 2022, il Ministero autorizza l’immissione in commercio temporanea del vaccino “Jynneos”, prodotto dall’azienda danese Bavarian Nordic, già approvato dall’Ema nel 2013 per la prevenzione del vaiolo.
di Valerio Orfeo
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25 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Una notte magica, anzi stellare visto il percorso intrapreso in cui l’aspetto naturalistico s’è intrecciato con l’osservazione del cielo tra scienza e mito. Grande successo per la Notte Bianca della Biodiversità all’Utb Riserva Naturale di Ischitella. A organizzare il suggestivo evento, il Movimento Azzurro Ecosezione Castel Volturno Caserta unitamente al locale Raggruppamento Carabinieri Biodiversità. A guidare il folto gruppo di visitatori – composto sia da grandi che da bambini – nella tra suggestiva serata tra racconto mitologico e immersione nella natura, diversi esperti e professionisti in vari ambiti connessi all’evento. Lara Corace, sociologa del territorio e dell’ambiente nonché coordinatrice regionale e dirigente dell’Ecosezione Castel Volturno Caserta del Movimento Azzurro insieme al sociologo Mariano Tescione, esperto di gestione e comunicazione nei gruppi che dell’Ecosezione Castel Volturno Caserta del Movimento Azzurro ha il ruolo di vicepresidente, si sono occupati dei sentieri naturalistici e del percorso educativo-sensoriali nel corso della Notte Bianca.
La professoressa di matematica e scienze della scuola secondaria di primo grado Immacolata Catalano, coordinatrice del gruppo di Lavoro per la didattica e la Divulgazione scientifica della Società Lichenologica Italiana, ha messo a disposizione del gruppo di visitatori alla Riserva Naturale di Ischitella i suoi studi di biologia, fisiologia vegetale e sulla lichenologia relativamente ad aree costiere protette comprese le riserve naturali. A curare l’altra parte del percorso, quello astrofilo, gli esperti dell’Unione maddalonesi mici del cielo (Umac) da 25 anni operante a più livelli nell’ambito della divulgazione scientifica e gli astrofili napoletani rientranti nella pagina web in rete Unsaltonelcielo (responsabile Paolo Palma che si occupa in particolare dei colori delle stelle e Ida De Rosa, anche lei astrofila).
Con il supporto dello stesso Movimento Azzurro Ecosezione Castel Volturno Caserta, è intervenuto Raffaele Schiavone, interprete della natura del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità “La voce del silenzio”. Sulle pagine social del Movimento Azzurro Ecosezione Caserta è trasparsa tutta la soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa dello scorso 15 luglio. «Grazie a tutti coloro i quali sono intervenuti, anche spontaneamente, per dare il proprio contributo per rendere ancora più speciale questa magnifica notte di Luna», il messaggio pubblicato con l’elenco di chi ha reso possibile la splendida nottata.
di A.S.
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25 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Si terrà dall’1 al 4 settembre nel Maschio Angioino di Napoli la rassegna “A Bordo!”, il primo festival nazionale di Mediterranea Saving Humans, l’APS italiana impegnata nella ricerca e soccorso in mare dei migranti in fuga dall’inferno dei campi libici e nelle missioni umanitarie in territorio di guerra in Ucraina. Un evento patrocinato dal Comune di Napoli, per volontà del Sindaco Gaetano Manfredi, che ha accolto con entusiasmo la proposta di Mediterranea Saving Humans di svolgere proprio a Napoli il primo festival nazionale.
Da tutta Italia gli iscritti a Mediterranea convergeranno a Napoli per una tre giorni di incontri, presentazioni, dibattiti e concerti, che animeranno il centro di Napoli con ospiti da tutta Europa. Attivisti, giornalisti, preti di frontiera, amministratori pubblici, esponenti del mondo dell’associazionismo e della società civile si confronteranno intorno al diritto alla migrazione, alla blindatura violenta delle frontiere ed alle guerre che insanguinano l’Europa ed il mondo. Durante il festival, per la prima volta in Italia, gran parte delle Ong impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo centrale si riuniranno insieme in un incontro della “Civil Fleet”, la flotta civile che salva le vite in mare.
Il 4 settembre sarà dedicato all’assemblea nazionale di Mediterranea Saving Humans che eleggerà il suo nuovo direttivo.
Il programma, con i dibattiti, gli ospiti ed i concerti sarà presentato Mercoledi’ 27 Luglio alle ore 10:00, presso la sala giunta del Comune di Napoli a Palazzo San Giacomo, con la partecipazione dell’Assessore al Welfare Luca Trapanese, Laura Marmorale e Don Mattia Ferrari di Mediterranea Saving Humans.
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25 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
A Procida il 26 luglio la presentazione del CD per i piccoli malati oncologici dell’ospedale Santobono-Pausilipon. Una serata tra scienza, musica, canto e ballo
Arriva a Procida, Capitale della Cultura 2022, il CD dedicato ai bambini del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale “Santobono-Pausilipon” di Napoli. “Children go on tour” sarà presentata nella Piazza Marina Grande. Appuntamento domani, 26 luglio, ore 20.30, quando sarà possibile assistere allo spettacolo con il brano scritto da Katia Cerullo, con gli arrangiamenti di Giuseppe Ferrara e Andrea Sosto e l’intervento coreografico moderno su base hip hop, di Angela Rita Carbone e Olimpia Ferrara che danzeranno, introducendo l’artista d’eccezione Samurai Jay. All’iniziativa saranno presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Carmela Rescigno, il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino, l’assessore alla Cultura Leonardo Costagliola. Inoltre, ci sarà la lettura del testo dedicato a Procida scritto da Francesca Trinchese. L’evento, presentato da Ivana D’Alisa, è patrocinata dal Comune di Procida in collaborazione con l’associazione “La Fenice”. L’idea era nata nel 2020, poco prima dello scoppio della pandemia globale, subendo inevitabili rallentamenti; ma dopo un anno e mezzo, finalmente, il CD è stato inciso con due inediti: “Students” e “Children”. Successivamente è stato reso ufficiale il progetto musicale e il ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione “Santobono – Pausilipon”.
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22 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Mare, montagna, campagna o città: qualunque sia la meta delle prossime vacanze, è di fondamentale importanza proteggere dal sole la pelle dei nostri piccoli. In estate, infatti, con le alte temperature e a qualsiasi latitudine, il pericolo scottature è sempre dietro l’angolo.
Il sole è sia un amico che un nemico per la nostra pelle e ancor di più per quella dei nostri bambini.
E se mentre molte patologie dermatologie come la psoriasi, dermatite atopica e vitiligine migliorano grazie agli gli effetti benefici immunomodulanti del sole, durante l’estate sono molte le condizioni cutanee che possono allarmare i genitori e rappresentare delle vere e proprie emergenze dermatologiche pediatriche. Prima tra tutte i rischi derivati dalle scottature.
“È assolutamente necessario – spiega la Prof.ssa Gabriella Fabbrocini, direttrice dell’UOC di Dermatologia Clinica dell’Università di Napoli Federico II – evitare che il bambino esposto al sole si scotti. L’intensa ed incauta esposizione al sole in età infantile, con scottature ed eritemi, è infatti tra i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di tumori della pelle in età adulta”.
Evitare di esporsi nelle ore più calde, dalle 12.00 alle 16.00, far indossare sempre un cappellino e gli indumenti se l’esposizione è troppo lunga, sono alcuni dei consigli per evitare il rischio scottature. Inoltre, usare una protezione con filtro SPF 50+, con formulazione crema e non spray, applicandola 30 minuti prima dell’esposizione e poi ogni ora, e sempre dopo il bagno o aver sudato.
PUNTURE DI INSETTI, BATTERI E ANIMALI: ECCO COME PROTEGGERE LA PELLE DEI NOSTRI BAMBINI IN VACANZA
Non solo il sole. Insetti, batteri e animali possono rappresentare, soprattutto con la loro proliferazione in estate, un potenziale rischio per la pelle dei più piccoli.
Tra queste le reazioni cutanee in seguito a punture di insetti come api, vespe, cimici da letto, pulci e zecche, che in alcuni bambini possono provocare un’eccessiva reattività cutanea sviluppando papule eritematose pruriginose, anche a distanza dal sito di puntura determinando lesioni multiple localizzate al tronco e agli arti, configurando il quadro clinico di orticaria papulosa, caratterizzata da un prurito intenso che talvolta rende irrequieti i bambini e allarma i genitori.
“Molto spesso questo tipo di manifestazioni – continua la prof. ssa Fabbrocini – necessitano di una terapia con antistaminici e corticosteroidi topici e talvolta sistemici. Di qui l’utilità di mettere nella borsa da viaggio spray repellenti per prevenire eventuali punture”.
Sempre in estate, una delle principali preoccupazioni dei genitori al mare è il possibile contatto con le meduse, che provoca un fastidioso bruciore e la formazione di papule e placche orticariodi. La medusa non punge, né morde, ma in risposta ad un potenziale pericolo i suoi tentacoli emettono una sostanza urticante per la pelle.
“In caso di contatto con una medusa – spiega la prof. Gabriella Fabbrocini – è consigliabile lavare subito abbondantemente la parte colpita con acqua di mare, non con acqua dolce, per diluire la tossina non ancora penetrata e applicare creme decongestionanti contenenti sostanze come pantenolo e acido ialuronico e che sono fondamentali se applicati e riapplicate nel corso delle ore successive”.
Anche i ricci di mare e alcune specie della flora marina possono provocare la comparsa di papule pruriginose e nel caso di ricci la formazione di granulomi talvolta di difficile gestione terapeutica.
Al mare un’altra comune evenienza che può spaventare i genitori è l’impetigine, una piodermite causata principalmente da batteri non patogeni quali streptococchi e stafilococchi, capaci soprattutto in condizioni di caldo umido di colonizzare la pelle, soprattutto in presenza di piccole ferite. Questi possono provocare lesioni vescicolari o piccole erosioni ricoperte da croste color miele tipicamente nella zona del costume o al volto, in corrispondenza del naso e della bocca.
“In casi più gravi – conclude la Prof. Fabbrocini – le manifestazioni cutanee si associano a rialzi febbrili e a localizzazioni extracutanee, come quella faringea e renale. Di qui la necessità di una diagnosi precoce e di una terapia tempestiva disinfettando localmente la cute e utilizzando creme antibiotiche, nei casi più gravi e resistenti, con antibioticoterapia sistemica”.
Infine, particolare attenzione anche all’eruzioni che si possono verificare in seguito alla permanenza sulle scogliere. Nel caso in cui tali condizioni si verificassero, niente paura, basta rivolgersi subito allo specialista dermatologo che saprà riconoscerle e trattarle nel modo più appropriato.
Le 10 regole per la corretta esposizione solare nei bambini
Evitare di esporsi nelle ore più calde (dalle 12 alle 16)
Usare sempre un cappellino
Usare una foto protezione con filtro SPF 50+
Evitare applicare oli abbronzanti
Prediligere foto protezione con formulazione in crema rispetto alle formulazioni spray
Applicare la foto protezione 30 minuti prima della foto esposizione e ad ogni ore di sole
Riapplicare la fotoprotezione dopo aver fatto il bagno o aver sudato
Se la fotoesposizione è lunga è preferibile indossare indumenti
Evitare traumatismi che possono indurre un effetto Koebner
Applicare come doposole una crema idratante a base di urea”
MEDUSE, LE REGOLE IN CASO DI CONTATTO DEI BAMBINI (E NON SOLO)
Fare uscire il bambino dall’acqua
Se ci si trova al largo, bisogna sorreggere il bambino e richiamare l’attenzione per farsi aiutare,
Verificare che non vi siano parti di tentacoli della medusa attaccati alla pelle e, nel caso, eliminarli delicatamente con le mani.
Evitare di grattarsi o di strofinare la sabbia sulla parte dolorante.
Non usare ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone: peggiorerebbero la situazione.
Bisogna infine tenere presente che l’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende a scurirsi rapidamente.
Per evitare che la pelle si macchi, è bene evitare pomate antistaminiche e occorre tenere l’area colpita coperta o ben protetta da uno schermo solare, fino a quando la razione infiammatoria non scompare (non più di due settimane).
Applicazione di gel decongestionanti ad azione antiprurito
Si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato: entra in azione dopo 20-30 minuti dall’applicazione, cioè quando la reazione dovrebbe aver già superato il suo picco.
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