“Il Mondocuore di Isadì”, gara di solidarietà per il libro per bambini che racconta la diversità

Raccontare la diversità non è sempre facile, soprattutto quando si cerca di farlo attraverso un libro per bambini. Eppure, spesso sono proprio i più piccoli quelli da cui si dovrebbe prendere esempio: i bambini sono liberi dai pregiudizi e più inclini ad accogliere l’Altro, indipendentemente da quelle che sono le sue caratteristiche.

Proprio partendo da questo principio, la napoletana Donata Magrini ha scelto di raccontare la sua storia e, soprattutto, quella di sua figlia Isabella, una bambina affetta da sindrome di down nel libro “Il Mondocuore di Isadì – il fiore della felicità”. Per realizzare il libro, Donata ha lanciato una campagna di raccolta fondi su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation.

Nello specifico, i fondi raccolti serviranno per completare le illustrazioni, sostenere i costi di impaginazione e della stampa delle prime copie e pubblicizzare l’iniziativa.

Mi sono resa conto, mio malgrado, che il mondo non e’ ancora completamente preparato per l’accoglienza dei diversamente abili e che manca ancora tanta conoscenza. La sensibilizzazione è ancora modesta. Esistono tantissime realtà e sono tutte diverse tra loro. Questo libro non ha la presunzione di mostrarle tutte, ma di presentarne una, la mia, la nostra, con l’obiettivo di aprire un po’ di piu’ la porta della vita a chi come mia figlia affronta un mondo ancora pieno di pregiudizi, e donare un po’ di amore a chi leggerà con cuore aperto – commenta l’autrice.

Contribuendo alla campagna di raccolta fondi attiva su Produzioni dal Basso, si avrà anche la possibilità di ricevere ricompense speciali, come il segnalibro di Mondocuore o il libro con dedica.

Per maggiori informazioni e per sostenere il progetto:
https://www.produzionidalbasso.com/project/il-fiore-della-felicita/

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Alla Scugnizzeria si celebra il Gutenberg Day

In occasione dell’anniversario della nascita del tipografo Gutenberg, si torna a stampare all’ospedale dei libri.
Alla Scugnizzeria di Melito di Napoli, domani 4 febbraio, ci sarà una bella iniziativa per i ragazzi sino a 12 anni pensata per ricordare e celebrare, l’inventore della stampa e dei caratteri mobili.
I bambini impareranno a utilizzare i caratteri di piombo e legno, i rulli e l’inchiostro con le macchine di fine ‘800 ed ogni partecipante a fine laboratorio, avrà la possibilità di portare a casa un poster da lui stampato.
Il “Gutenberg Day” è solo un della tante iniziative pensate da Rosario Esposito La Rossa, scrittore e libraio nato e cresciuto a Scampia, che con la sua “Scugnizzeria”, ha creato un luogo di cultura in grado di educara, divertire e far riflettere.
La Scugnizzeria nasce come libreria, con all’interno un equobar, una biblioteca e una casa editrice.
L’Ospedale dei libri trova, invece, spazio al secondo piano della Scugnizzeria.
L’impegno sociale di Rosario, nominato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal Presidente della Repubblica e di sua moglie Maddalena Stornaiuolo, ha radici ben salde, che affondano in anni di associazionismo ed iniziative sociali.

di Annatina Franzese

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Tumori, 390.700 nuove diagnosi nel 2022. Gli esperti: «Pesano i ritardi della pandemia»

Nel nostro Paese si stimano 390.700 nuove diagnosi di tumore nel 2022 (fonte: ‘I numeri del cancro in Italia 2022‘), erano 376.000 nel 2020; 3,6 milioni di cittadini vivono oggi con una diagnosi di cancro (dati del 2020), contro i 2,5 milioni del 2005. I dati sono emersi nel corso della conferenza stampa dal titolo ‘World Cancer Day. L’impegno della politica per i diritti dei pazienti oncologici e onco-ematologici‘, che si è svolta a Roma. Pesano, secondo gli esperti, i “gravi ritardi” accumulati durante la pandemia da Covid-19, che ha avuto l’effetto di allungare “ulteriormente” le liste di attesa per esami diagnostici e di screening. Nonostante si stia registrando, in questi mesi, una ripresa dei programmi di prevenzione secondaria e degli interventi chirurgici in stadio iniziale, il problema delle liste di attesa “permane ed è prioritario risolverlo”.

Intanto è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano Oncologico Nazionale 2023-2027; il documento detta gli indirizzi per la prevenzione, la cura e l’assistenza ai malati di cancro con rinnovata attenzione ai percorsi assistenziali grazie ad un “approccio globale e intersettoriale, con una maggiore integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico” e con il “grande obiettivo della riduzione fino all’eliminazione” delle disuguaglianze nell’accesso agli interventi di prevenzione e cura. Ma per essere efficace e realistico il nuovo Piano Oncologico Nazionale necessita di “specifici finanziamenti che consentano alle Regioni di rispondere alle disposizioni inserite negli appositi indicatori approntati per l’implementazione del Piano”, hanno concluso gli esperti.

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Giovani e comunità i principali beneficiari dei 106 progetti di Caritas Sant’Antonio nel 2022. Oltre 3 milioni e 800mila euro donati in 43 Paesi del mondo

Centosei progetti in quattro continenti per un totale di 3 milioni e 812.550 euro distribuiti in 43 Paesi. Sono questi i macro dati del resoconto 2022 di Caritas Sant’Antonio Onlus, il braccio operativo della solidarietà dei frati della Basilica del Santo di Padova. Lo scorso anno i venti di guerra hanno soffiato anche sulla distribuzione delle risorse.

Circa il 20% delle donazioni sono servite a sostenere i profughi di conflitti armati, in particolare dall’ Ucraina (400.000 euro per il progetto rivolto a profughi riparati in Romania o in zone sicure del loro Paese, e 15.000 euro per il progetto padovano di accoglienza di persone in stato di vulnerabilità provenienti dall’Ucraina). In Bosnia-Erzegovina sono stati aiutati con 353.000 euro rifugiati, richiedenti asilo e migranti della cosiddetta “rotta balcanica”, il 72% provenienti dall’Afghanistan. In Libano sono stati forniti mensilmente pacchi alimentari per 24.400 euro a famiglie vittime della crisi economica seguita a tensioni politiche interne. E ancora in Myanmar 20.000 euro sono andati a sostenere i rifugiati con le loro famiglie nei campi profughi e nella foresta.

Questa la distribuzione delle risorse dell’attività di Caritas Sant’Antonio 2022 per continente: in Africa sono stati realizzati 61 progetti in 22 stati per un totale di 1.648.440 euro; in Europa 14 progetti in 5 stati per 1.330.510; in America Latina 18 progetti in 10 stati per 419.800 euro; e in Asia 13 progetti in 6 stati per 413.800 euro.

Come nella nostra vita quotidiana, la crisi economica seguita alla pandemia e quella energetica e dei materiali conseguente alla guerra in Ucraina hanno avuto ricadute anche sul costo medio dei progetti di solidarietà di Caritas Sant’Antonio. Come ha spiegato Giulia Cananzi, curatrice dello speciale “L’anno delle comunità” sul rendiconto 2022 della onlus francescana pubblicato nel «Messaggero di sant’Antonio» di febbraio: «se, infatti, prima della pandemia quasi il 61% dei progetti era sotto la soglia dei 20mila euro, oggi solo il 39,68% rimane dentro questa fascia di costo, mentre la maggior parte di essi ha un costo che varia dai 20mila ai 30mila euro».

Costi sostenuti per area d’intervento – Nel complesso, al centro degli aiuti sono stati i villaggi rurali soprattutto dell’Africa che non hanno accesso ai servizi minimi, quali sanità, educazione e formazione lavoro. A queste comunità è andato il 40,44% dei costi sostenuti per l’area di intervento denominata “promozione umana”, che comprende varie tipologie di progetti: dal dispensario sanitario ai servizi maternità, dal sostegno di microimprese ai centri per l’infanzia abbandonata, dai pozzi per l’acqua potabile ai pannelli fotovoltaici. Ai progetti rivolti alla scuola è stato dedicato complessivamente il 20,51% delle risorse, all’area salute/igiene il 19,70%, alle abitazioni l’11,29%, seguiti da interventi per l’accesso all’acqua (4,05%), il microcredito (1,64%), la formazione professionale (1,43%) e altri progetti minoritari (0,94%).

Costi sostenuti per gruppo sociale – Per quanto riguarda i destinatari dei progetti, sono state di conseguenza le popolazioni che vivono nei villaggi rurali i principali fruitori degli interventi (39,93%), seguite da bambini e adolescenti (21,24%), giovani (15,32%), studenti (8,20%), disabili (6,75%), famiglie (3,51%) e religiosi (2,01%); infine gli aiuti sono andati in maniera residuale a categorie specifiche, come anziani (1,68%), donne (1,12%), malati (0,79%), carcerati (0,26%).

Com’è nel suo stile, Caritas Sant’Antonio finanzia per la quasi totalità progetti promossi dalle Chiese locali e dalla società civile, mettendo in rete diversi soggetti. I referenti dei progetti, di conseguenza, sono missionari religiosi e laici, di diverse congregazioni, organizzazioni e nazionalità. Nel 2022 con la onlus antoniana hanno collaborato 97 missionari tra uomini e donne, 15 laici e 21 frati minori conventuali.

«La guerra in Ucraina, le emergenze climatiche e il caro energia stanno mettendo a dura prova i Paesi più svantaggiati, ma stanno anche impoverendo a un ritmo inedito le fasce più deboli dell’Europa e del nostro Paese, mettendo in difficoltà soprattutto i bambini – commenta dalle colonne del mensile antoniano fra Valerio Folli, direttore di Caritas Sant’Antonio Onlus –. Aspetti che dovremo tener presenti nel 2023 e negli anni a venire, per coltivare il senso di condivisione e di comunità che alimenta la grande famiglia antoniana».

La realizzazione dei progetti è stata possibile grazie all’aiuto concreto dei molti devoti di sant’Antonio sparsi in tutto il mondo e agli abbonati delle varie edizioni del «Messaggero di sant’Antonio», nazionali ed estere. A loro va il ringraziamento di tutti coloro che operano a vario titolo in Caritas Sant’Antonio Onlus.

Sul sito Caritasantoniana.org è possibile consultare la mappa degli interventi, le schede dei singoli progetti, sostenerli e seguirne l’evoluzione.

Info: Caritas Sant’Antonio Onlus, tel. 049 8603310, da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 – caritas@santantonio.org – www.caritasantoniana.org.

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AGRICOLTURA, ECCO LE STARTUP GESTITE DA MIGRANTI PER DIRE NO AL CAPORALATO

Status irregolare e lavoro nero costituiscono l’humus sul quale attecchiscono varie forme di sfruttamento dei lavoratori. Un progetto finanziato dall’Ufficio Speciale Immigrazione dell’assessorato regionale al Lavoro e alla Famiglia è in controtendenza, e sta mettendo radici a Catania per contrastare la diffusione di economia sommersa, lavoro nero, discriminazione. L’iniziativa etnea è innovativa perché genera contemporaneamente imprenditorialità, accoglienza e inclusione socio-lavorativa di persone provenienti da paesi terzi.

È così che in mezzo ettaro di orto sociale, tra il litorale della Plaia e la zona industriale di Catania, sta crescendo il futuro di alcuni migranti. Nella terra messa a disposizione dall’Istituto tecnico agrario Eredia saranno loro stessi a pianificare lo sviluppo virtuoso di due nuove realtà produttive. Come in un giro di boa, stanno vivendo un riscatto dalle precedenti esperienze di caporalato. Nei prossimi mesi gestiranno due start-up, il loro obiettivo è farle crescere in autonomia e a lungo termine.

«Abbiamo proposto di realizzare questa attività alla Regione Sicilia nel 2021: è stata approvata dall’allora assessore regionale Antonio Scavone e si è concretizzata con la collaborazione della dirigente Rita Vitaliti del CPIA e della dirigente Giusy Lo Bianco dell’Istituto Eredia – spiega Francesco Cauchi, coordinatore dell’iniziativa finanziata dalla Regione Siciliana con i fondi FSE PON Inclusione 2014/2020  – è un progetto che non avrà una fine e che rappresenta l’inizio di molte altre opportunità di accoglienza a Catania. Questo luogo, infatti, può diventare un punto di riferimento e accogliere altri migranti con regolare permesso di soggiorno motivati a far nascere altre imprese sociali in co-housing e co-produzione».

Nel 2021, dopo l’emanazione della legge 199/2016 contro il caporalato, erano 260 le inchieste giudiziarie aperte dalle procure italiane. Cresce l’impulso dei migranti di lavorare in proprio per salvaguardare la situazione occupazionale e creare valore nel territorio che li ospita. Tanto che a fine 2020 le imprese gestite da lavoratori di origine straniera in Italia hanno raggiunto quota 631.157 con un incremento del 2,5%.

In questa specifica iniziativa il gruppo già attivo ha avuto l’opportunità di essere formato per entrare a far parte di una rete forte e qualificata costituita da partner pubblici e privati: al loro fianco ci sono istituzioni educative come il Centro Per l’istruzione degli adulti Catania 2 CPIA – che è soggetto capofila – l’Istituto tecnico agrario Eredia, l’organizzazione sindacale Cisl, la Coldiretti, la cooperativa dei salesiani COL, il Consiglio italiano per i rifugiati CIR.

Le farm in via di sviluppo oggi contano 10 mila cespi tra lattughe, broccoli, sedano, cavoli, ai quali si aggiungono un campo di piselli e fave e una coltivazione che, in condizioni metereologiche favorevoli, dovrebbe produrre complessivamente 12 quintali di patate. Saranno recuperate prossimamente anche delle serre che al momento versano in stato di abbandono.

Il progetto è stato “seminato” a marzo del 2022. Il primo raccolto è previsto per l’inizio della prossima primavera. Il gruppo operoso, giorno dopo giorno, sta scoprendo i diritti del lavoro, le tecniche agrarie, le normative del settore, le logiche di gestione dei budget per la produzione e la commercializzazione di ortofrutta. Sarà costituita una cooperativa che offrirà ulteriore lavoro e concorrerà all’assegnazione dei fondi previsti dai bandi pubblici regionali, nazionali ed europei. Con il supporto di Coldiretti i prodotti raccolti entreranno nei mercati a chilometro zero della città di Catania.

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