21 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Volontari protagonisti nelle comunità. È lo slogan scelto per identificare “Cosenza Capitale italiana del volontariato 2023” ed è anche il titolo dell’evento inaugurale che si terrà sabato 25 marzo, alle 10, nella sala Quintieri, Ridotto del Teatro Rendano di Cosenza.
Il titolo Capitale è assegnato da CSVnet, l’associazione nazionale che rappresenta livello nazionale ed europeo i 49 centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia, ad una città che si distingue nell’esprimere, in modo rilevante, i valori e la pratica del volontariato.
Per l’anno 2023 è stata scelta Cosenza perché ha un territorio molto vivo dal punto di vista associativo. Sono, infatti, oltre mille e 200 gli enti di terzo settore in attività. 12mila invece, i volontari, soprattutto adulti, che operano quotidianamente per la crescita delle comunità. I dati emergono dell’indagine realizzata dal CSV Cosenza in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria che sarà presentata proprio il 25 marzo. La ricerca ha coinvolto 429 organizzazioni del terzo settore. L’intento del CSV Cosenza, che coordina tutte le attività, è quello di offrire una narrazione nuova, positiva della Calabria e del Sud Italia rendendo protagonisti i volontari, le associazioni e tutto il bello offerto dalle comunità locali e dal terzo settore.
All’incontro del 25 saranno presenti l’arcivescovo di Cosenza – Bisignano, Giovanni Checchinato, Emma Staine, assessore regionale alle Politiche Sociali, Rosaria Succurro, presidente della Provincia di Cosenza, Franz Caruso, sindaco di Cosenza. Seguirà una tavola rotonda con referenti nazionali del volontariato e del terzo settore tra cui Chiara Tommasini, presidente CSVnet, Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Terzo Settore, don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, Carlo De Rose e Antonio Samà, docenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria e Gianni Romeo, presidente del CSV Cosenza.
L’evento del 25 marzo sarà il primo di una lunga serie di iniziative utili a diffondere la cultura e i valori del volontariato, dare visibilità al lavoro delle associazioni e del territorio e accendere i riflettori sulla Calabria positiva e solidale.
Volontari, associazioni ed enti di terzo settore sono invitati a partecipare.
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21 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
In occasione primo giorno di primavera, scelto da Libera per celebrare la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la senatrice a vita, Liliana Segre, invia al fondatore dell’associazione, don Luigi Ciotti, un messaggio. Lo riferisce Redattore Sociale (www.redattoresociale.it), che riposta ampi stralci della missiva: «Caro don Luigi Ciotti, signore e signori dell’associazione Libera – contro le mafie, benvenute e benvenuti a Milano. L’occasione è particolare e importante: la XXVIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia – scrive la senatrice – Libera da tanti anni conduce una battaglia indefessa e coraggiosa contro la mafia, contro l’organizzazione criminale, ma anche contro le connivenze politiche che talvolta si registrano e contro gli interessi economici che si nascondono e proliferano dietro l’attività criminosa. Ma quest’anno – si legge nel messaggio la situazione è particolare. Intanto perché per il secondo anno continua una sanguinosa guerra di aggressione da parte della Russia ai danni dell’Ucraina, il che significa, morti, distruzione, milioni profughi. Ma poi la recente strage di migranti consumatasi nel mare di Cutro ci ripropone in tutta la sua drammaticità una questione epocale ovvero la mancanza di serie politiche di salvataggio e accoglienza di migliaia di persone che fuggono dalla guerra e dalla fame».
E ancora: «Se ci fate caso le nostre traiettorie si incrociano nel nome della memoria e dell’impegno – prosegue Liliana Segre –. Io come una delle ultime testimoni di qualcosa di inaudito come la Shoah, voi con l’impegno da sempre contro la mafia, tutti noi a testimoniare e denunciare lo scandalo di uomini e donne, bambine e bambini costretti alla morte in mare per criminale sordità e insensibilità. Bisogna fare di più, molto di più. In Italia, in Europa, nel mondo. Ciò che ci unisce è quindi proprio il culto della memoria. Ricordare le vittime della Shoah e di tutti genocidi, le vittime della mafia e dei poteri criminali, le vittime della tratta di esseri umani e di aberranti politiche verso i migranti. Quest’anno voi avete deciso di leggere, insieme ai nomi delle vittime della mafia anche i nomi delle persone, adulti e minori, morte nella tragedia di Cutro. Condivido del tutto questa scelta. Perché si tratta di persone. Che hanno un nome ed un cognome. Una storia, una identità, una vita. Donne e uomini. Bambine e bambini. Colpevoli di nulla, se non di esistere e di voler vivere una vita degna. E la vita è indegna se si è sotto il terrore del razzismo, della fame, della criminalità, della guerra».
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21 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Sindrome di Down – indetta, nel dicembre 2011, dall’Assemblea Generale con Risoluzione A/RES/66/149 al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sindrome di Down – e quest’anno l’ONU riporta, attraverso un messaggio riportato sul proprio sito, che il tema della Giornata sarà incentrato su: “With Us Not For Us”, cioè “Con Noi, Non Per Noi”, accogliendo così il focus lanciato da Down Syndrome International – l’organizzazione rappresentativa, a livello internazionale, delle persone con Sindrome di Down.
Questo tema viene indicato come la chiave per un approccio alla disabilità basato sui diritti umani che possa concorrere a superare il modello obsoleto di “carità della disabilità”, in cui le persone con disabilità sono trattate appunto come “oggetti di carità”, meritevoli di pietà e da affidare agli altri per avere supporto.
Un approccio basato sui diritti umani vede, infatti, le persone con disabilità come aventi il diritto ad essere trattate in modo equo e avere le stesse opportunità di tutti gli altri, lavorando CON gli altri per migliorare le loro vite.
Anffas, in tale ottica, auspica che questa Giornata possa contribuire a rafforzare la consapevolezza sui seguenti punti:
assicurare alle persone con Sindrome di Down i necessari supporti per vivere una vita di qualità, in tutte le stagioni della loro vita
godere di tutti i necessari supporti per essere pienamente incluse nei vari contesti e, soprattutto, avere maggiori opportunità per accedere al mondo del lavoro vero
supportare in modo adeguato e continuativo i genitori e familiari che se prendono cura, nelle varie fasi di vita, nel durante noi anche in vista di un “Dopo di Noi”
fare in modo che le persone con Sindrome di Down possano sempre disporre di un proprio progetto di vita personalizzato e partecipato, corredato da un budget di progetto, anche autogestito, che gli consenta di potere scegliere liberamente come, dove e con chi vivere e disporre delle necessarie ed adeguate risorse ed opportunità
disporre di adeguati sostegni, anche ad elevata intensità, ma mai totalmente sostitutivi, per poter esprimere i propri desideri, aspettative e preferenze
sostenere la ricerca e garantire adeguata presa in carico da parte dei servizi sanitari, sia per tutti gli aspetti che riguardano la prevenzione che quelli legati alle prestazioni abilitative/riabilitative nonché, anche in relazione dell’avanzare dell’età, quelle legate all’invecchiamento precoce e connesse patologie, superando l’attuale assurda ed inidonea collocazione, da parte del sistema sanitario, nella sola area delle malattie cronico-degenerative
potenziare, anche all’interno delle organizzazioni il diritto al protagonismo, alla partecipazione attiva, all’autoderminazione ed autorappresentanza delle persone con Sindrome di Down
garantire alle organizzazioni maggiormente rappresentative di poter partecipare attivamente e fattivamente ai luoghi di co-programmazione e coprogettazione, riguardanti le persone con Sindrome di Down e loro familiari
Quelli in elenco non sono richieste ma diritti di tutte le persone con Sindrome di Down e di tutte le persone con disabilità che non dovrebbero più essere evidenziati, per la loro mancanza, in Giornate apposite ma che dovrebbero essere invece la realtà concreta nella loro vita quotidiana, nel pieno rispetto di quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e in una reale società di pari diritti e opportunità.
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21 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Da domani, 22 Marzo, l’Associazione poggiomarinese Artemide, che si occupa di supportare le donne vittime di violenza, avrà una sede definitiva. “Presso il Centro per le Donne, la Famiglia ed i Minori ” Domenica Sangiovanni ” ci saranno volontarie qualificate ad ascoltare e seguire donne vittime di violenze” annuncia l’assessora alle Pari Opportunità, Rachele Sorrentino specificando “è già da più di un anno che è stato firmato un protocollo d’intesa con l’associazione Artemide, approvato in giunta. Per l’amministrazione Falanga l’attenzione alle donne è prioritario”. A pochi giorni dall’inaugurazione del centro in piazza Mazzini il primo cittadino Maurizio Falanga si dichiara entusiasta per il lavoro della sua squadra “il nostro lavoro per diffondere la cultura della non violenza è incessante, quotidiano e persistente”.
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21 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Sabato 25 e domenica 26 marzo, il Gruppo FAI Vesuvio accompagnerà i visitatori alla scoperta della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV
Appartenente al comune di Ercolano e posto in una posizione sopraelevata, a pochi chilometri dal cratere, il Real Osservatorio Vesuviano si trova in uno straordinario contesto paesaggistico e geografico, ricco di fascino e di storia: dalle sue terrazze è possibile, infatti, avere tutto il territorio vesuviano ai propri piedi (per arrivare a scorgere i Campi Flegrei, la Penisola sorrentina e le isole del Golfo) e, al contempo, toccare con mano gli effetti delle diverse fasi eruttive del Vesuvio.
Costruito per volontà di Ferdinando II di Borbone, il Real Osservatorio fu fondato nel 1841 divenendo, così, il primo e più antico istituto vulcanologico al mondo.
Posto sulla collina del Salvatore – accanto a una chiesetta e un eremo che già nel ‘600 offrivano riparo a coloro che si avventuravano sul vulcano – rappresenta ancora oggi la sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), centro d’avanguardia per lo studio e il monitoraggio dei vulcani campani.
La sede storica conserva un’importantissima esposizione museale al cui interno si trovano numerose strumentazioni scientifiche dove è possibile, attraverso delle installazioni multimediali, rendersi conto del ruolo svolto dal Vesuvio e dai diversi vulcani italiani per il nostro paese.
Accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni (coinvolti gli studenti dell’Istituto “Q.O.Flacco” di Portici, classi 3G e 4M, e dell’Istituto “Adriano Tilgher” di Ercolano, classi 3ATT e 3BTT e dai volontari), la visita condurrà i visitatori alla scoperta di una perla dell’area vesuviana, recentemente riaperta al pubblico dopo anni di chiusura. Sarà possibile immergersi nella natura e vivere il proprio territorio da una prospettiva suggestiva, comprendere il panorama scientifico del tempo, conoscere le biografie delle personalità più illustri che vi hanno lavorato (come, ad esempio, Giuseppe Mercalli, ideatore della scala di valutazione dell’intensità dei terremoti), osservare strumenti scientifici originali e unici al mondo per lasciarsi, infine, stupire da una magnifica collezione di minerali e dalle medaglie di lava, una collezione tutta da scoprire. Non mancheranno gli interventi dei ricercatori che sveleranno i segreti scientifici del Vesuvio e delle strumentazioni presenti nella sede storica, pronti a soddisfare qualsiasi curiosità.
Al link https://fondoambiente.it/luoghi/real-osservatorio-vesuviano?gfp
tutte le informazioni per prenotarsi, mentre sulle pagine facebook e instagram del gruppo Fai Vesuvio altre novità su convenzioni e iniziative legate all’evento
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