25 Mag, 2023 | Comunicare il sociale
Servono braccia e cuori per l’associazione “Pro Handicap” di Bacoli, che da 28 anni dona vacanze serene a persone con disabilità motorie gravissime e alle loro famiglie e che oggi lancia un appello alla ricerca di volontari. L’esperienza quasi trentennale di “Pro Handicap”, presieduta dal tenace presidente Salvatore Iodice, è un punto fermo per tantissimi ragazzi e ragazze che altrimenti non avrebbero un posto sicuro per trascorrere le loro vacanze; “Pro Handicap” nell’area flegrea (e non solo) è un’istituzione da quando ha ottenuto in gestione un lido nel Comune di Bacoli, sull’arenile di Miseno, e, nell’ambito del progetto “Mare per tutti”, lo ha attrezzato per consentire anche alle persone che non hanno alcuna autonomia di movimento di godersi il sole e il mare. Non ci sono barriere architettoniche, nel lido di Miseno; lettini movibili consentono di trasportare il bagnante con disabilità motoria dall’ombrellone al bagnasciuga e al mare; bagnini specializzati li aiutano a vivere a pieno l’esperienza in mare; altri assistenti si occupano di sostenere le famiglie nelle incombenze concrete. Il tutto in un clima di gioia e condivisione: dopo 28 anni il lido di “Mare per tutti” è diventato una grande famiglia allargata che ospita persone da tutta la Campania.
«Diamo accoglienza a circa 240 persone – spiega il presidente Iodice – una sessantina di famiglie di disabili motori gravi che, a rotazione ogni 15 giorni, si godono una bella vacanza su una spiaggia attrezzata e protetta». La stagione balneare partirà il primo luglio e si concluderà il 30 agosto, mentre a giugno il lido sarà aperto solo nei fine settimana per attività di terapia. «La nostra esperienza è diventata un punto di riferimento grazie alla nostra costanza e all’aiuto dei Comuni di Bacoli e Monte di Procida oltre che del Piano di Zona sociale – continua Iodice – Sappiamo di essere una istituzione, ma ciò nonostante non abbiamo sufficienti volontari». Attualmente sono 6 gli operatori specializzati di “Pro Handicap” ma, come detto, mancano braccia e cuori di volontari che si aggiungano a quelli che già da anni prestano i loro servizi; persone motivate che vogliano trascorrere un’estate diversa, sicuramente meno scintillante ma più ricca. Molto più ricca. «Le persone che ospitiamo nel lido non sono affatto autonome, hanno bisogno di un aiuto concreto e così i loro familiari. Vorremmo dunque lanciare un appello e chiedere di aderire al nostro progetto e aiutarci a organizzare l’ennesima bella estate per tutti».
di Bianca Bianco
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25 Mag, 2023 | Comunicare il sociale
Rendere il più possibile visibili gli effetti dell’inquinamento atmosferico, giudicato da molti vera e propria emergenza, attraverso il disegno realizzato dai ragazzi. I migliori 3 saranno premiati da una Commissione Esaminatrice e daranno diritto a dei premi conferiti il prossimo 8 giugno. A Camposano, in provincia di Napoli, è in svolgimento il primo concorso “Global Warming’’ promosso dall’Organizzazione di Volontariato We Can rivolto agli studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di I° grado dell’istituto comprensivo statale Virgilio. A patrocinare l’evento il Comune di Camposano e il Csv Napoli. Tra gli obiettivi del concorso, spiegano dall’Odv We Can, c’è quello di «diffondere i temi legati all’ educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile. L’inquinamento atmosferico al momento rappresenta la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico». L’intento del Concorso, dunque, «è quello di incoraggiare gli studenti ad approfondire la tematica dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, al fine di divulgare e adottare uno schema comportamentale come modello nelle proprie scelte di vita». Dall’Odv We Can si rallegrano per «gli oltre 200 disegni realizzati dagli alunni della scuola Virgilio di Camposano». L’autore del disegno primo classificato sarà premiato con una mountain bike, il secondo con un orologio smartwatch e il terzo con una macchina fotografica con stampa. Sarà la Commissione esaminatrice a decretare i vincitori rispettando alcuni parametri: la coerenza del disegno rispetto al tema; la creatività dei disegni; la capacità di veicolare un messaggio culturalmente rilevante. I nomi dei vincitori saranno divulgati attraverso le pagine Instagram e Facebook di We Can e sul sito istituzionale www.assowecan.it prima della premiazione in data 8 giugno alla scuola Virgilio.
L’allarme di We Can- Dall’Odv We Can insistono nel veicolare il messaggio alla base della prima edizione del concorso “Global Warming’’: «È arrivato il momento di agire e cambiare stile di vita per salvare il nostro Pianeta, prima che sia troppo tardi. Negli ultimi 200 anni – ricordano da We Can consci dell’esperienza di oltre 10 anni di studio del fenomeno divulgando sul proprio sito alcuni video esemplificativi che danno la dimensione del tema trattato – il livello medio degli oceani è aumentato a ritmi più rapidi rispetto agli ultimi 3mila anni, con un’accelerazione allarmante pari a 3,4 mm l’anno solo negli ultimi due decenni. Senza un drastico cambio di rotta nelle emissioni di pianura costiera, dove si concentra oltre la metà della popolazione italiana e i gas a effetto serra, l’aumento atteso del livello del mare entro il 2100 modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con una previsione di allagamento fino a 5.500 km2 di pianura costiera». Il rammarico per gli effetti del cambiamento climatico si fa ancora più forse se si considera come non si sia «nemmeno vicini ai target fissati dall’accordo di Parigi (che limita a 1,5°C l’aumento della temperatura sulla terra ndr.). Se entro la fine del secolo non adottiamo urgenti misure di contrasto, andremo verso un aumento delle temperature di oltre 3°C con impatti ancora più dannosi sulla salute umana».
di Antonio Sabbatino
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25 Mag, 2023 | Comunicare il sociale
Forse per convincere gli ultimi scettici ci volevano solo loro, gli scienziati attivisti di Scientist Rebellion. Provengono da tutto il mondo, appartengono ad una varietà di background scientifici diversi e sono uniti dall’urgenza e dal senso di responsabilità che la loro professione impone. Anche loro manifestano per esortare i governi ad attuare politiche che favoriscano la transizione ambientale e che scongiurino il collasso climatico. Come i cugini di Extinction Rebellion, si battono per la decrescita, la giustizia climatica e una più efficace mitigazione dei cambiamenti climatici. Hanno l’autorevolezza di chi la materia la studia e la conosce, e forse questo li rende più difficili da ignorare e da attaccare, ma anche loro, come la maggior parte dei gruppi ambientalisti per il clima, non hanno trovato altro modo per far sentire la loro voce, se pur autorevole, che incollarsi all’asfalto, bloccare il traffico o imbrattare monumenti. In camice bianco, ovviamente.
A partire dal 2020, gli attivisti di Scientist Rebellion hanno iniziato a condurre proteste pacifiche, sotto forma di disobbedienza civile, in diversi Paesi. Nell’ambito delle proteste durante la COP26, il 6 novembre 2021, gli attivisti in camice bianco hanno bloccato il ponte George V a Glasgow, mentre nell’aprile del 2022 hanno condotto blocchi stradali a Berlino, per protestare contro l’estrazione di petrolio nel Mare del Nord. Tra le varie battaglie del gruppo, probabilmente, la più significativa risale all’agosto del 2021, quando sono riusciti a far trapelare parti del contributo del gruppo di lavoro del sesto rapporto di valutazione IPCC dell’Onu, prima dell’approvazione governativa (Il rapporto rivelato afferma esplicitamente che il cambiamento incrementale non è un’opzione praticabile e che i cambiamenti comportamentali individuali da soli sono insignificanti; afferma, inoltre, che la giustizia, l’equità e la ridistribuzione sono essenziali per la politica climatica. In sintesi, dimostra che è necessario abbandonare la crescita economica, che è la base del capitalismo).
L’opinione pubblica si stava abituando a vedere, nei “disturbatori climatici”, giovani e ingenui ragazzi in cerca di gloria, e non si aspettava che la linea dell’attivismo climatico “estremo” fosse adottata anche da ricercatori, dottori e professori. Anche se, in sostanza, sia gli attivisti in camice che quelli senza, dicono e fanno esattamente le stesse cose. La loro discesa in campo potrebbe avere, si spera, l’effetto collaterale di addolcire il giudizio sull’intero mondo dell’attivismo climatico: secondo un recente sondaggio, il 75% della popolazione italiana considera gli attivisti che compiono azioni eclatanti per la lotta climatica, poco più che vandali. In poche parole, sono visti più come un problema che come una soluzione. Forse verranno bollati come “Eco-terro-scienziati” e messi anche loro alla gogna, ma sarà comunque più difficile ignorare la disperazione di chi il problema climatico lo affronta per mestiere e che, pur trovandosi in una posizione privilegiata da cui lanciare il messaggio, non ha trovato altri strumenti che la protesta per farsi ascoltare. Forse non trascorreranno 9 ore al commissariato, come è successo spesso ai ragazzi di Ultima Generazione, ma le multe appositamente inasprite e le misure disciplinari personali, come il foglio di via, che colpiscono puntualmente tutti gli attivisti fermati durante le azioni di protesta, non faranno altro che alimentare la forte contraddizione di una comunità scientifica, al servizio dei cittadini e formata con i soldi dei contribuenti, il cui appello e il cui lavoro viene da anni ignorato, fino ad essere talune volte persino denigrato. Da qui la ribellione, per poter dire almeno di aver fatto tutto il possibile per scongiurare una catastrofe annunciata: il collasso climatico e la conseguente sesta estinzione di massa del nostro Pianeta. Non essendo ancora giunti ad una presa di coscienza globale sulla gravita e l’urgenza del problema, il contributo della comunità scientifica in rivolta è un segno importante, che si spera non passi inosservato. Come si può leggere nel loro manifesto “Se noi scienziati non ci comportiamo come se fossimo in un’emergenza, come possiamo aspettarci che lo facciano tutti?”.
di Valerio Orfeo
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24 Mag, 2023 | Comunicare il sociale
Far avvicinare i ragazzi alla scienza attraverso metodi didattici innovativi: questo l’obiettivo di Operazione Cielo, il nuovo progetto lanciato oggi da Il Cielo Itinerante, l’associazione italiana non-profit fondata nel 2021 per avvicinare allo studio delle materie scientifiche i bambini e le bambine che provengono da contesti di disagio socioeconomico e povertà educativa attraverso la scoperta dello spazio e l’osservazione del cielo.
L’iniziativa si svilupperà quest’estate attraverso sei summer camp, quattro a Napoli, nei quartieri di Forcella, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Stella, S. Carlo all’Arena, uno a Roma, Tor Bella Monaca e uno a Milano, nel quartiere di Giambellino, della durata di 4 settimane che coinvolgeranno bambini e ragazzi tra i 10 e i 14 anni di età e li guideranno alla scoperta delle materie STEM sia con lezioni dedicate, sia con vere e proprie sperimentazioni legate al mondo dell’astronomia.
Recentemente lo stesso Ministro dell’Istruzione ha evidenziato la necessità di cambiare l’insegnamento della matematica che dovrebbe diventare meno astratta, auspicando al tempo stesso una promozione delle competenze di base nelle discipline STEM a livello di scuola dell’obbligo. L’iniziativa Operazione Cielo si inserisce pienamente all’interno di questo dibattito contribuendo alla formazione degli insegnanti con il supporto e il coinvolgimento della Stanford University, una delle università che stanno adottando i metodi più innovativi nell’insegnamento della matematica oggi.
A condividere il proprio metodo è la professoressa Jo Boaler, Professor of Mathematics Education alla Stanford Graduate School of Education, che inizia proprio oggi, presso la Casa di Vetro di Napoli, un workshop di cinque giorni dedicato a 30 trainer, giovani studenti, laureandi, dottorandi e insegnanti che saranno poi gli educatori protagonisti dei summer camp che l’associazione organizzerà sul territorio.
I formatori saranno quindi in grado di raccontare e spiegare i concetti scientifici in modo coinvolgente e appassionante con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla scienza e alla tecnologia.
“Il nostro obiettivo, attraverso ‘Operazione Cielo’, è quello di offrire ai bambini l’opportunità di avvicinarsi alle materie scientifiche in modo nuovo e coinvolgente come per esempio attraverso l’osservazione dello spazio. Per farlo, andremo a formare studenti universitari in grado di diventare poi dei role model di prossimità che possano diventare per i bambini delle vere e proprie figure di riferimento. – afferma Ersilia Vaudo, Founder e Presidente de Il Cielo Itinerante “Per riuscirci abbiamo deciso di avvalerci della consulenza e del supporto di una delle più importanti e riconosciute realtà universitarie a livello mondiale circa l’innovazione didattica”.
Considerata la rilevanza del progetto “Operazione Cielo” per i territori nei quali si svolgeranno i camp, Il Cielo Itinerante collabora con alcune importanti associazioni locali, tra cui Altra Napoli EF, principale referente per la città di Napoli, Associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi ONLUS, Asso.Gio.Ca Associazione Gioventù Cattolica, Fondazione Famiglia di Maria e Fondazione L’Albero della Vita ONLUS.
I summer camp di “Operazione Cielo”, patrocinati dal Comune di Napoli, con il riconoscimento di ESA – Agenzia Spaziale Europea, e il patrocinio di ASI – Agenzia Spaziale Italiana, INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica e il Centro OAE Italia dell’Unione Astronomica Internazionale, verranno supportati da altre tre importanti realtà: Fondazione Bracco, nata dal patrimonio di valori maturati in oltre 95 anni di storia della Famiglia e del Gruppo Bracco, in primo luogo dalla responsabilità sociale d’impresa, Fondazione Paolo Bulgari, impegnata nel sostegno alla comunità educante dei quartieri sensibili di Roma, e iliad, l’operatore che ha rivoluzionato il settore della telefonia in Italia.
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24 Mag, 2023 | Comunicare il sociale
La “Casa dell’amicizia”, un centro polifunzionale di accoglienza e aiuto per i senza dimora, gli anziani e le famiglie in difficoltà del quartiere, verrà inaugurata giovedì 25 maggio alle ore 17 in via Francesco Ferrante D’Avalos 21, nei pressi di piazza Poderico, a pochi passi dalla stazione ferroviaria.
L’iniziativa, è stata promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, con il decisivo sostegno di Valerio Scoppa e del Centro Aktis da lui diretto.
Una bella sala, ristrutturata con cura e senso della bellezza, per dare ai più poveri dignità e amicizia; bagni e docce per chi non ha casa, punto-cucina per preparare pasti e momenti conviviali per chi è solo e ha bisogno. La possibilità di accoglienza notturna nei mesi di “emergenza-freddo”.
Questo e molto altro avrà luogo nella Casa dell’amicizia, animata dalla Comunità di Sant’Egidio del Vasto e dai tanti amici e volontari che metteranno a disposizione il loro tempo e le loro risorse.
All’evento parteciperanno tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del Centro. In primis Valerio Scoppa e il Centro Aktis, l’avvocato Alessandro Senatore (senza il quale non si sarebbe creata questa preziosa collaborazione), l’ingegnere Albano, che ha curato gratuitamente la ristrutturazione, la dottoressa Raffaella Guarracino e gli amici della Quarta municipalità, con la sua presidente Maria Caniglia.
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