REAL SITO DI CARDITELLO: FESTA DELL’ASCENSIONE, MANIFESTAZIONE EQUESTRE POPOLARE DAL 1792

La Fondazione Real Sito di Carditello celebra la Festa dell’Ascensione, l’antica manifestazione equestre organizzata nel galoppatoio sin dal 1792, nel segno delle incursioni teatrali e delle rievocazioni storiche, con esibizione di danzatrici in costume ed esposizione di abiti talari di epoca borbonica.

Una grande festa popolare, promossa dalla Fondazione guidata dal presidente Maurizio Maddaloni, che segna anche il ritorno definitivo a Carditello della Pala d’Altare (datata 1788) di Carlo Brunelli – pittore di corte molto stimato da Ferdinando che gli affidò importanti lavori anche nelle altre residenze reali – originariamente collocata sull’altare della chiesa dedicata all’Ascensione, per poi essere inserita nella sezione dedicata al Real Sito presso la Reggia di Caserta. E non solo.

In programma, anche la tappa ufficiale del Campionato regionale Endurance Cavalli, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE). Un evento prestigioso, dedicato al settore ippico e al binomio sport e cultura, che conferma e rilancia la vocazione del Real Sito di Carditello, residenza reale destinata all’allevamento e alla selezione di cavalli. Previsto, inoltre, il Battesimo della sella per tutti i bambini, con la referente del settore Club campano che presenterà il meraviglioso mondo del Pony club.

Una sfida ambiziosa, nell’ambito del protocollo di intesa siglato con la FISE per la valorizzazione e la promozione del cavallo sportivo italiano.

Il cartellone propone tanti eventi per adulti e bambini: dalle ore 7, area pic-nic e punto ristoro; ore 8, Campionato regionale Endurance Cavalli a cura di FISE – Federazione Italiana Sport Equestri; dalle ore 10 alle 16, Battesimo della sella per far conoscere ai bambini il mondo del Pony club; ore 10, saluti istituzionali del presidente della Fondazione Real Sito di Carditello, Maurizio Maddaloni; Villaggio del Gusto con degustazioni di eccellenze enogastronomiche campane; a seguire, rievocazione storica in costume a cura di Antiqua Tempora e Primo Reggimento Re; ore 11,30, visite accompagnate per ammirare il Real Sito (Galoppatoio, Meridiane, Fontane, Scuderie, Cappella Reale); incursioni teatrali a cura de La Mansarda – Teatro dell’Orco; Percorsi borbonici, animazione e rievocazione storica in collaborazione con Antiqua Tempora, Primo Reggimento Re, Ritmi del Sud e Sarah Desiderio; ore 15.30, Napul è, intrattenimento musicale e teatrale con esibizione di danzatrici popolari in abito storico, a cura di BriganInCanto e Ritmi del Sud; ore 16.30, Artefatti – Filippo di Borbone: storia di un quasi Re, intrattenimento musicale e teatrale a cura de Il Demiurgo; ore 18.30, Santa Messa con esposizione della Pala d’Altare e di due abiti talari di epoca borbonica, a cura del parroco Don Antonio Mingione (Chiesa Parrocchiale di San Tammaro); ore 19, visite in mongolfiera a cura di Volare sull’Arte.

In particolare, i visitatori avranno la possibilità di scoprire il Percorso borbonico, che si snoda in alcuni “quadri” dove notizie storiche e fantasia si mescolano per far rivivere scene di vita popolare a Carditello: la storia del Pallagrello, vino tanto amato dai Borbone, il monologo sull’Acquedotto Carolino e tante altre sorprese con nobili e popolane.

Una curiosità: alcuni costumi indossati dagli attori si ispirano proprio agli affreschi di Carditello.

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Musica, giochi e solidarietà. Torna “Giochi senza senza barriere”. Tra gli ospiti Clementino, D’Alessio e Sannino

Un evento inclusivo in favore di quei ragazzi che, a causa di varie disabilità, spesso sono esclusi da qualsiasi iniziativa ludico-ricreativa di cui invece avrebbero bisogno in modo costante. Torna sabato 3 giugno alla Mostra d’Oltremare l’iniziativa “Giochi Senza Barriere”, giunta alla sua sedicesima edizione, ideata ed organizzata dall’Associazione “Tutti a Scuola” che l’istituì nel 2004. L’evento, che andrà avanti dalle 9 alle 18 nella struttura di Fuorigrotta, sarà caratterizzato da momenti musicali, di spettacolo, di sport e di animazione, laboratori in collaborazione con il mondo dell’associazionismo che si occupa di fragilità e disabilità. La presentazione, questa mattina nella Sala Pignatiello del Comune di Napoli. Sul palco, che sarà animato dall’attore Mario Porfito, da Alfonso Ardito e Bruno Savino, si esibiranno Clementino, Andrea Sannino, Leo Gassman, Sal Da Vinci, Mr. Hyde, sarà presente Jocelyn, Il giardino dei Semplici, Star Funky “Disney Experience”, La Scuderia dei Rappers, Gruppo Musicale Città di Marigliano. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Accademia Aeronautica, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e A.O.R.N. “A. Cardarelli” e ASL NA 1 Centro.

Per Toni Nocchetti, presidente dell’Associazione “Tutti a Scuola”, l’iniziativa «non è solo una festa ma anche una manifestazione che ci obbliga a guardare negli occhi tutte le persone con disabilità, di questo territorio. Almeno per un giorno all’anno – afferma amaro Nocchetti – la politica si occupa dei disabili. Perché non si riesce a fare una manifestazione del genere ogni settimana? La sfida è di far diventare Napoli campione della solidarietà, se tutti noi facessimo un pezzo di strada insieme ci riusciremmo. La disabilità è un tema complesso, che richiede una ricerca scientifica sulle neuroscienze che al momento manca. C’è oggi un incremento delle nascite di bambini con spettro di autismo, 1 nascita su 70». Il presidente di Tutti a Scuola lancia un altro allarme. «Il welfare di prossimità va migliorato, abbiamo una grandissima carenza sul nostro territorio dell’assistenza territoriale, che stia vicino alle famiglie mettendo a loro disposizione delle professionalità e anche alla formazione a scuola dei docenti che devono prendersi cura dei disabili». a giornata sarà caratterizzata dall’allegria degli artisti di strada, dall’area gonfiabili, dal teatro dal vivo (Il Teatro di Ole e Ilvia, la Compagnia Le Scimmie del Piccolo Teatro Sanità con spettacoli di attori e burattini, il Giocoteatro di Libera Manifattura Teatrale, e la Compagnia dei Saltimbanchi). Gli ampi spazi della Mostra d’Oltremare ospiteranno quindi un vero e proprio villaggio dello sport con attività di calcetto, calcio in carrozzina, Napoli Baskin, karate, tiro con l’arco, sitting volley, Play for All e scherma. Durante la giornata sarà possibile, grazie all’ A.O.R.N. “A. Cardarelli”, usufruire di consulenze mediche gratuite.

L’assessore al Welfare Luca Trapanese, in sede di presentazione dell’iniziativa, afferma: «C’è bisogno che momenti come questo, in cui le barriere vengono annullate con la partecipazione inclusiva, siano la normalità, la quotidianità, il nostro vivere in una comunità accogliente, consapevole dove le diversità siano per tutti risorse e non barriere». Il sindaco Gaetano Manfredi ricorda come la sua amministrazione stia «cercando di dare un approccio integrato al tema della disabilità perché i ragazzi che hanno più bisogno di aiuto necessitano di maggiori attenzioni in tutte le cose che si fanno, dallo sport alla cultura all’accesso, a quelle che sono le infrastrutture, all’uso dei servizi».

Di Antonio Sabbatino

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Ercolano, il Rotary Club in campo per recuperare l’area del mercato A Ruana

Un progetto di recupero urbano per valorizzare ‘A Ruana, l’area adiacente il Mav. E’ l’iniziativa promossa dal Rotary Club Ercolano Centenario, in collaborazione con Variabile K, un team di architetti e tecnici che lavora con l’obiettivo di creare spazi di aggregazione dove la comunità partecipi alla rigenerazione.
Il progetto ha come obiettivo quello di recuperare l’area situata tra area mercatale, via IV Novembre e Mav e non del tutto valorizzata. Un’azione di recupero che è partita dal basso, dopo una fase d’ascolto della popolazione residente.
“Prima di qualsiasi azione – spiega Carmela Saulino – presidente del Rotary Club Ercolano Centenario – abbiamo avviato una campagna d’ascolto confrontandoci con chi vive e opera in questo territorio. Attraverso moduli, tabelloni e incontri in strada abbiamo raccolto centinaia di opinioni grazie al lavoro svolto dal team di Variabile K”.
Finalità del progetto è quello di far diventare non soltanto partecipi ma protagonisti gli abitanti del quartiere. “Per diverse settimane – spiegano Luigi Vangone e Ottavia Semerari di Variabile K, l’impresa sociale che materialmente realizzerà il progetto – ci siamo confrontati con gli abitanti, i commercianti della zona. Abbiamo realizzato dei questionari e con l’ausilio di tabelloni posizionati in strada abbiamo dato carta bianca ai cittadini. Dalle opinioni raccolte, l’idea è quella di migliorare l’area mantenendone e valorizzandone la funzione aggregativa grazie all’inserimento di giochi e panchine”.
Il progetto ha avuto il sostegno del MAV, la cui collaborazione è stata fondamentale, del Distetto Rotary 2101, della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, del Rotaract Club Ercolano e del Distretto 2101 e dei Rotary Club Nola Pomigliano, Pompei Villa dei Misteri, Torre del Greco Comuni Vesuviani e Torre Annunziata Oplonti.

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MEDITERRANEA in Ucraina: aiuti, palloni e magliette del Napoli ai bimbi dei campi profughi

Si sta svolgendo la nona missione di aiuti umanitari in Ucraina di MEDITERRANEA Saving Humans, nell’ambito del progetto “Med Care for Ukraine”. Le attività di supporto e aiuto ai profughi di guerra promosse dall’associazione italiana garantiscono anche l’assistenza sanitaria di base nei campi profughi di Leopoli, grazie ai medici e infermieri volontari che si avvicendano da agosto dello scorso anno.

La nuova missione è arrivata a Leopoli dove ha iniziato a distribuire gli aiuti umanitari. “Abbiamo iniziato dal campo profughi informale di Striskjpark, dove nelle palestre del Politecnico di Leopoli vivono oltre 200 persone in condizioni molto dure” spiegano Laura Marmorale e Denny Castiglione, coordinatori dei progetti di Mediterranea in Ucraina. “Abbiamo portato oltre al cibo, vestiti e prodotti per l’igiene, anche palloni da calcio e le magliette del Napoli campione d’Italia – raccontano gli attivisti italiani – grazie a una donazione della scuola calcio popolare Spartak San Gennaro di Napoli, abbiamo portato un sorriso alle decine di bambini che vivono in questo campo. Il calcio è uno sport che unisce e regala sprazzi di felicità, e questi bambini ne hanno tanto bisogno. Le loro famiglie sono scappate dalle città occupate dall’esercito russo, molti loro familiari sono morti, qui vivono tutti insieme su brande separate solo da lenzuola e teli”.

Altri giochi sono stati donati a tutti i bambini e le bambine del campo profughi. Altri palloni da calcio sono stati consegnati, insieme a cibo e prodotti per l’igiene, al campo profughi informale presso la parrocchia S.Giovanni Paolo II nel quartiere di Solonka, sempre a Leopoli.

Le attività di MEDITERRANEA in Ucraina hanno un bacino di utenza di migliaia di persone e diversi partner territoriali. L’associazione italiana è stata tra le prime a intervenire in Ucraina dal marzo del 2022 e non ha mai interrotto i suoi progetti.

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I jet privati, un lusso insostenibile per il clima

Nell’ultimo anno, solo in Europa, le emissioni prodotte da voli privati sono raddoppiate: il numero di tratte di jet privati in Europa è aumentato del 64% in un solo anno. Una tendenza già vista negli ultimi tre anni: infatti sono passati da quasi 119.000 nel 2020 a 573.000 nel 2022. Secondo Greenpeace, nel 2022, i voli privati hanno emesso un totale di 5,3 milioni di tonnellate di CO2, ovvero l’equivalente della CO2 emessa da un Paese di 46 milioni di persone come l’Uganda. Un jet privato inquina da 5 a 14 volte più di un volo di linea e ha un’impronta di carbonio 10 volte maggiore per rapporto passeggero/km; se paragonato ad un viaggio in treno inquina anche 50 volte di più. In quattro ore di volo, Milano-Londra e ritorno, ad esempio, un jet privato emette tanta CO2 quanta un cittadino medio in un anno. Se si calcolano i 55.624 voli effettuati nel 2022, sono 266.100 le tonnellate di CO2 emesse in atmosfera, pari alle emissioni medie prodotte da più di 50.000 italiani nello stesso lasso di tempo.

Secondo un report pubblicato da Transport & Environment, la Federazione Europea per il Trasporto e l’Ambiente, i jet privati sono utilizzati più per esigenze personali e di piacere dei proprietari che per reali urgenze di affari. Non è un caso che il picco dei voli privati si verifichi puntualmente il giorno di San Valentino, e che nei mesi esistivi un aeroporto come quello di Olbia-Costa Smeralda arrivi ad occupare il terzo posto tra i più trafficati d’Europa, preceduto da quello di Nizza, in Costa Azzurra. Lo studio riferisce anche che il 41% delle volte i jet privati volano senza passeggeri a bordo. I proprietari di questi aerei, oltretutto, non pagano le tasse sul cherosene e, anche se una parte dei loro jet rientra nello schema europeo ETS, Emission Trading System, il meccanismo di mercato per la limitazione delle emissioni, la spesa risulta per loro comunque irrisoria. Secondo il parere di Gianluca Grimalda, economista e attivista di Scientist Rebellion, «Introdurre una tassa sul cherosene sarebbe un passo avanti per togliere un privilegio scandaloso che ci portiamo dietro da un secolo, fin dalla nascita dell’aviazione militare, considerata un settore strategico e quindi non soggetta a tassazione. Noi però ci battiamo affinché i voli dei jet privati vengano vietati. Queste persone hanno stili di vita inconcepibili in un momento in cui la frequenza degli eventi climatici estremi si sta intensificando, e proporre carburanti sintetici è solo greenwashing».

Mentre in Svizzera esiste già una tassa pari a 3000€ per tratta aerea, il cui ricavato è destinato allo sviluppo di nuove tecnologie pulite, nel solo anno 2019, in Italia, il quarto Paese europeo per numero di voli di jet privati, sono stati sottratti alla fiscalità pubblica, per le esenzioni dalle accise per i carburanti degli aerei, 2 miliardi di euro. Un contributo che ogni cittadino italiano paga mediamente con 35€ l’anno.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e per chiedere al governo di eliminare, più in generale, tutte le sovvenzioni pubbliche al fossile, gli attivisti di Ultima Generazione, lunedì 15 maggio, hanno bloccato l’autostrada A90, che porta all’aeroporto di Fiumicino. “Delle decine di miliardi delle tasse degli italiani che lo Stato spreca ogni anno in sovvenzioni ai combustibili fossili, milioni vanno anche nel cherosene degli aerei. È assurdo il modo in cui stiamo andando al collasso per colpa dei combustibili fossili e della politica che continua a incentivarli. Stanno morendo delle persone, delle famiglie vengono distrutte dalle alluvioni, lo abbiamo visto in Emilia Romagna pochi giorni fa. Cosa facciamo, ci adeguiamo al resto del mondo, ci adeguiamo a quello che è il futuro? O continuiamo a remare indietro verso scelte che ci uccidono?”, ha spiegato Simone, attivista di Ultima Generazione.

“Il governo potrebbe impedire tutto questo. Basterebbe iniziare una seria discussione sulla maniera in cui impieghiamo gli oltre 40 miliardi che ogni anno regaliamo alle imprese del fossile e ai loro manager. Quello che siamo cercando di fare è di aprire questa discussione e trovare i soldi per mettere in sicurezza il Paese”, ha aggiunto Tommaso, un altro giovane attivista che ha preso parte alla campagna “Non Paghiamo il Fossile”.

L’inquinamento del lusso, secondo gli addetti ai lavori, dovrebbe essere il primo fattore inquinante ad essere eliminato. Secondo l’Oxfam, i miliardari sono responsabili per un milione di volte in più delle emissioni di gas serra rispetto a una persona con reddito medio. “L’inquinamento per il lusso dispendioso deve essere il primo a scomparire, abbiamo bisogno di vietare i jet privati. È estremamente ingiusto che i ricchi possano rovinare il clima in questo modo”, ha affermato Thomas Gelin, attivista per i trasporti dell’Ue di Greenpeace. Secondo Gelin, le persone vulnerabili sono vittime della povertà a causa dell’aumento dei prezzi del carburante, ma “hanno fatto il minimo per causare queste crisi”. La maggior parte dei voli privati è stata effettuata in Francia, Regno Unito e Germania, le nazioni più grandi e ricche d’Europa, e su distanze inferiori a 750 km. Secondo il rapporto di Greenpeace, lo scorso anno, la rotta dei jet privati più trafficata in Europa è stata Parigi-Londra, con una media giornaliera di nove voli. Questo percorso però ha un collegamento ferroviario diretto e regolare che impiega poco meno di due ore per unire le due capitali. Un sacrificio tutto sommato accettabile.

 

di Valerio Orfeo

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