25 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Fondata nel 2000, la Delegazione Campana dell’Associazione Italiana Trapiantati di Fegato (A.I.T.F.) è una Organizzazione di Volontariato nata con due principali obiettivi: da un lato, essere al fianco dei pazienti che hanno ricevuto o sono in attesa di ricevere il trapianto di fegato, allo scopo di gestire le difficoltà legate a questo delicato percorso e offrendo loro comprensione, ascolto e supporto morale e materiale; dall’altro contribuire attivamente all’informazione sul tema dei trapianti al fine di sensibilizzare i cittadini e incrementare le donazioni di organi in Campania e in Italia. Con sede all’interno dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, la A.I.T.F. Campania ODV svolge un’intensa attività di volontariato, affiancando il personale sanitario, per fornire supporto ai pazienti, sia che essi si trovino ricoverati sia che afferiscano alle strutture ambulatoriali presenti all’interno del presidio ospedaliero. «A questo impegno quotidiano – racconta la presidente Carmela Lauri – si affianca una costante azione di informazione che ha lo scopo di diffondere la “cultura della donazione” di organi e sensibilizzare i cittadini in merito alla responsabilità sociale e civica che ricopre questo prezioso atto di solidarietà. A seguito della pandemia da COVID-19 e del conseguente lockdown – continua – è gradualmente calato il numero dei volontari», che oggi ammonta a 20 unità, perlopiù ex pazienti trapiantati, «ma la nostra organizzazione necessita di un numero più elevato di personale volontario che vada ad aggiungersi a coloro che si occupano di coadiuvare il personale sanitario presso l’Ospedale Cardarelli, tra le nostre iniziative, infatti, è prevista anche un’importante attività di prevenzione realizzata nelle scuole in collaborazione con il Centro Regionale Trapianti oltre che un’attenta attività di informazione che concretizziamo con una serie di eventi sia sul territorio regionale che nazionale. Il mio desiderio è quello di vedere tra i volontari dell’organizzazione che presiedo, soprattutto i giovani che, decidendo di intraprendere questo percorso, potranno adottare un progetto comune ed entrare a far parte di una seconda famiglia contribuendo secondo le proprie possibilità e potenzialità, avranno, inoltre, l’opportunità di sviluppare le proprie competenze partecipando ai corsi di formazione organizzati in collaborazione con il Centro Regionale Trapianti e saranno costantemente affiancati dai volontari esperti già in forza presso il nostro ente». Per diventare volontari: aitfcampania.it
di Cristina Di Perna
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25 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Una pizza come pretesto per stare insieme come comunità, per ritrovare quel contatto e calore umano perso tra pandemie globali e insostenibili ritmi di vita moderni e per fare del bene, aiutando quel vicino di casa o quel volto familiare che si incrocia spesso in cassa al supermercato e che non sappiamo essere in difficoltà per un lavoro perso o per una situazione sfavorevole.
C’è questo spirito in questa chiamata a raccolta rivolta ai cittadini partenopei di Bagnoli e Fuorigrotta che vede protagoniste l’associazione “Donna Domani” e la pizzeria “OMG!”. Lunedì 30 ottobre a partire dalle ore 19.00 Gennaro Melillo, patron di OMG, con il contributo delle volontarie dell’associazione di donne del territorio fondata dalla consigliera municipale Edvige Mariani, sfornerà e donerà gratuitamente centinaia di pizze a portafoglio nei pressi del suo locale di via Diocleziano 406 (nelle immediate vicinanze di Piazza Esedra).
Solo due le regole imposte dagli organizzatori: conoscersi, affinché la pizza sia un’opportunità di creare connessioni e reti che sappiano creare valore per i quartieri, e donare, anche solo quegli spiccioli che si hanno in tasca, che andranno a sostenere azioni mirate della rete territoriale di “Donna Domani” a favore di famiglie indigenti sul territorio.
“È vero che secondo regole non scritte il bene andrebbe fatto in silenzio – spiega Gennaro Melillo – ma in alcuni casi come questo va bene, anzi benissimo, urlarlo e farlo notare affinché possa propagarsi nelle nostre strade, entrare nelle nostre traverse e nelle nostre case. Personalmente sono legato a questo territorio in maniera profonda e viscerale, ed è per questo che ho scelto di aprire OMG! proprio qui. Sento di dover restituire qualcosa a queste persone che mi hanno accolto con amore e passione e farlo permettendo loro di riscoprirsi comunità mi inorgoglisce”.
“Ci sono tante famiglie – racconta Edvige Mariani – che, in silenzio e dignitosamente, fanno sacrifici per arrivare alla fine del mese. Non tutti riescono ad avere il coraggio di chiedere aiuto ed esprimere le difficoltà di una vita che è diventata sempre più complicata. Per questo motivo Gennaro Melillo e l’associazione Donna Domani vogliono regalare un morso di felicità a chi si trova in un momento difficile, con il sapore della buona pizza, margherita o marinara, simbolo della semplicità che dona calore e rende felice chiunque già al primo boccone. Sono invitati tutti a partecipare: chi può offrire, per regalare un sorriso, e chi ha bisogno di un pezzettino di spensieratezza, per ritrovarsi meno solo e ricevere un morso d’amore!”.
Per l’occasione Gennaro Melillo, pizzaiolo che nonostante gli appena 40 anni di età vanta già un’esperienza di lungo corso in Italia e all’estero e collaborazioni di prestigio con alcuni degli artisti più blasonati della pizza napoletana, inviterà nel “suo quartiere d’adozione” alcuni “amici” incontrati lungo il percorso con l’obiettivo di arricchire la serata.
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24 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
“Riconoscere e valorizzare l’Istituto del Servizio Civile quale scuola di educazione civica e palestra di cittadinanza attiva delle nuove generazioni, destinando risorse se non maggiori quantomeno stabili e coerenti con gli investimenti degli anni precedenti” è quello che chiedono la Rappresentanza Nazionale degli Operatori Volontari (RNVSC), il Forum Nazionale Servizio Civile (FNSC), la Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC), il CSVnet – Associazione centri di servizio per il volontariato, con una lettera indirizzata al Governo.
Un accorato appello dei giovani e degli enti volto a richiamare l’attenzione sul futuro del Servizio Civile Universale in questi mesi in cui si sta lavorando alla legge di Bilancio 2024. “Dopo un triennio che ha visto il potenziamento del contingente, anche grazie ai fondi del PNRR, il servizio civile rischia di scivolare nuovamente in una situazione di precarietà e incertezza. Il bando che sarà emanato entro la fine del 2023, infatti, secondo quanto previsto dal Documento di Programmazione Finanziaria 2023 del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, prevede l’avvio di appena 45.000 giovani, a fronte dei 71.000 dell’anno scorso, e di circa 80.000 posizioni messe a disposizione dagli enti in fase di progettazione. Ancora più preoccupante è la disponibilità finanziaria prevista dalla Legge di Bilancio per il prossimo anno che ammonta a soli 150 milioni di euro, sufficienti ad avviare appena 20.000 giovani. Numeri che ci allontanano dall’obiettivo di renderlo davvero universale e dalla possibilità di assicurare a tutti i giovani l’opportunità di servire pacificamente la Patria, impegnarsi per la propria comunità e il bene comune” scrivono gli enti.
I rappresentanti chiedono quindi al Governo e alle forze parlamentari “di utilizzare i risparmi dei mancati avvii del bando in corso, pari ad almeno 130 milioni, per potenziare il bando 2023 e di prevedere nella nuova Legge di bilancio almeno 280 milioni aggiuntivi per il 2024, che permetterebbero di avviare un contingente di 60.000 operatori volontari in Italia e 1.500 all’estero”.
“In una situazione di forte tensione sociale e di sfilacciamento delle nostre comunità, il Servizio Civile rappresenta un potente strumento di coesione e inclusione. È inoltre un’opportunità educativa unica, che fonda il processo di apprendimento sull’esperienza, e forma giovani cittadini capaci di assumersi responsabilità e di impegnarsi per le comunità, favorendo l’acquisizione di competenze civiche, sociali e professionali spendibili anche nei percorsi futuri, di vita e di lavoro” sottolineano RNVSC, FNSC, CNESC e CSVNet. “Un valore sociale ed educativo dimostrato in questi 50 anni, come più volte richiamato dallo stesso Ministro Abodi, che ha lavorato per un riconoscimento materiale e culturale dell’esperienza di servizio civile attraverso la previsione di una riserva di posti nei concorsi della PA per i giovani che lo hanno svolto”.
“Tutto il mondo del Servizio Civile seguirà con grande fiducia i lavori parlamentari dei prossimi giorni e ci rendiamo, sin da ora, disponibili a qualsiasi utile confronto” concludono i promotori dell’appello.
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24 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Da ex fabbrica dismessa a centro pastorale, fino a diventare luogo di aggregazione meritevole di un finanziamento del Ministero per attività destinate ai giovani. Il Centro Parrocchiale “Santa Maria Rosa Nova” di Sant’Antonio Abate ha presentato ieri il progetto “Spazi civici di comunità”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale tramite “Sport e Salute” del Ministero dell’Economia, nell’ambito dell’Anno europeo dei giovani. Alla presentazione hanno partecipato Francesca Merenda, Coordinatrice regionale “Sport e Salute”, Don Salvatore Branca, Presidente dell’Associazione Santa Maria Rosa Nova, Antonio Afeltra, responsabile tecnico dell’ASD Santa Maria Rosa Nova e Catello Di Risi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sant’Antonio Abate.
“Nonostante il 40% dei residenti abatesi sia sotto i 35 anni – afferma don Salvatore Branca – a Sant’Antonio Abate c’era carenza di strutture. Così nel 2015 è nata l’idea di creare un centro socio-educativo polivalente, che oggi offre l’opportunità di fare sport attraverso l’associazione di volley a tanti ragazzi, con spazi dedicati al teatro, sale riunioni e ad altre attività ludiche. Ora abbiamo ottenuto un finanziamento da 100mila euro per acquistare ulteriori attrezzature per la pallavolo, ma soprattutto per altre attività educative e per creare altri ambienti. Già ci sono circa 200 ragazzi di tutte le età coinvolti nel progetto volley, altri fanno teatro, tanti altri frequentano il centro per le attività che offriamo. E poi ci sono circa 80 volontari che ci danno una mano: grazie ai fondi, a loro affiancheremo un’equipe di psicologi per la crescita dei ragazzi”.
“Questo è un progetto bellissimo – dice Francesca Merenda, Coordinatrice regionale “Sport e Salute” – che arricchisce un percorso già intrapreso e rende ancora più evidente ed efficiente il lavoro svolto dai tanti volontari impegnati ogni giorno. Una struttura sempre aperta che dà un’idea di inclusione vera, attraverso sport e attività ludiche, che attirano tanti giovani. Il nostro obiettivo è premiare realtà virtuose come queste, perché attraverso gli insegnamenti e le regole dello sport è più difficile prendere strade sbagliate e percorsi devianti. In questo caso, poi, esiste un partenariato importante con il Comune, sempre impegnato in prima linea nei servizi sociali.
“L’Amministrazione comunale – dichiara l’assessore Catello Di Risi – è orgogliosa di essere partner di questa iniziativa. Con la sindaca Ilaria Abagnale crediamo tanto all’impatto sociale di progetti come questo. Come Comune e Ambito abbiamo puntato tanto all’inclusione sportiva: il progetto Bolle è stato finanziato con fondi del Pnrr e punta ad includere i ragazzi diversamente abili nelle attività sportive. L’obiettivo è creare una comunità educativa ed una rete tra tutti gli Enti, sostenendo progetti del terzo settore che mirano a migliorare il territorio”.
“L’intero progetto – afferma Ilaria Abagnale, sindaca di Sant’Antonio Abate – è partito nel 2015 con l’acquisto di uno spazio industriale abbandonato per trasformarlo in un palazzetto dello sport e costituisce un cambio di rotta nella vita del territorio: cioè valorizzare spazi comuni per integrare le tante risorse umane presenti. Inoltre, con il Centro Pastorale è stata sottoscritta una convezione per uso pubblico a 90 anni che ha permesso anche al Comune di candidarlo ad opportunità di finanziamento. A breve, infatti, cominceremo i lavori per dotare la struttura di spogliatoi e servizi funzionali alla palestra”.
Tra le attività finanziate, c’è il progetto “Pala-Officina” che coinvolge 1500 beneficiari, principalmente giovani, attraverso attività sportive, culturali ed educative che mirano a migliorare le loro competenze, a sostenere la comunità a seguito della pandemia e a promuovere la partecipazione sociale, soprattutto dei minori del territorio che vivono situazioni di maggior disagio ed esclusione sociale.
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23 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Riparte “Una sera d’autunno”. Fino al 22 dicembre, dalle 19.00 alle 23 apriranno alcuni giorni, gratis o a soli 6 euro, tutti gli splendidi siti del Parco archeologico di Pompei ossia Villa Arianna, Villa San Marco a Stabia, Villa di Poppea a Oplontis, Villa Regina a Boscoreale e l’area archeologica di Pompei. Un euro del biglietto sarà dato a sostegno del patrimonio culturale dell’Emilia Romagna che ha subito gravi danni dall’alluvione.
Il visitatore potrà scegliere se godere della bellezza di Villa Regina, risalente al I secolo a. C., adibita alla produzione del vino con le uve provenienti dai campi circostanti o se ammirare Villa Arianna, la più antica di Stabia, in un’area strategica che collegava l’abitato sia al mare che all’entroterra.
Altro sito archeologico di straordinaria importanza sono gli scavi di Oplontis , visionabili a Torre Annunziata e composti da due ville di cui visitabile, al momento, è solo quella di Poppea.
La villa di Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone, è inserita nell’elenco dell’Unesco relativo al patrimonio dell’umanità . E’ una monumentale residenza, molto ampia , contenente addirittura un piccolo complesso termale e ricca di affreschi. Le pareti vedono raffigurazioni di animali, frutta o maschere.
Non meno suggestivi sono Villa San Marco a Stabia, che prende il nome da una cappella dedicata a San Marco, costruita nel XVII secolo .e l’area archeologica di Pompei ricca di edifici civili e privati, monumenti, sculture, pitture e mosaici di tale importanza da essere stata considerata Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco.
Qualsiasi sia il sito scelto, lo sguardo non potrà non soffermarsi sul Vesuvio che imponente sovrasta la zona vesuviana e che viene a ricordare la sua maestosità e, contemporaneamente, la sua potenziale infinita pericolosità.
di Maria Rosaria Ciotola
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