08 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Presentato a FOQUS-Fondazione Quartieri Spagnoli, il Quaderno n. 5 del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, curato dal direttore Paolo Giulierini, dedicato alla prima ricerca-azione condotta in Europa sulle possibili modalità di accoglienza per visitatori con disabilità cognitive, che il MANN ha promosso in collaborazione ARGO, Centro di abilitazione per ragazzi e giovani autistici, psicotici e con sindrome di Down della Fondazione FOQUS.
La pubblicazione raccoglie i frutti del progetto “SO-stare al museo”, che pone le basi per il MANN, e quindi per qualsiasi altro sito culturale, per strutturare un diverso modo di rapportarsi con persone affette da disturbi dello spettro autistico, patologia che in Europa conta circa 5 milioni di persone e solo in Italia circa 500mila bambini.
Allargando alla platea delle persone con disabilità cognitive, secondo il Censis, nel nostro Paese si contano oltre 4 milioni di casi, pari al 6,7% della popolazione.
Il progetto MANN-FOQUS prende avvio su iniziativa della direzione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che si è posto il problema di come rendere accessibile il museo alle persone che vivono in condizioni di disabilità.
Il Centro ARGO della Fondazione FOQUS ha costituito un gruppo di ricerca di propri operatori affiancato da consulenti della cooperativa sociale PANTA REI di Reggio Emilia, una realtà scelta per la sua esperienza in ricerca e formazione nell’ambito della pedagogia della relazione e per le molteplici attività di progettazione e documentazione di processi di apprendimento e inclusione.
Lo studio, avviato nel 2017, si è sviluppato lungo due direttrici: la partecipazione attiva dei ragazzi di ARGO, che hanno visitato più volte le sale del Museo napoletano, privilegiando l’imponenza e la tridimensionalità delle sculture della Collezione Farnese, dal Toro all’Ercole. Poi, il confronto internazionale tra i musei di 100 musei del mondo (con i dati aggiornati al 2023) e sulla loro accessibilità riguardo ai visitatori con disabilità.
Dai giovani “Argonauti” è venuta una serie di idee e proposte per migliorare l’esperienza delle visite al MANN: dall’accompagnamento musicale, per esaltare la fruizione artistica, all’utilizzo di specchi e cucchiai per ammirare le opere da punti di vista diversi, dalla possibilità di giocare con le loro ombre alla necessità di organizzare dei punti-sosta per enfatizzare la contemplazione dei capolavori e l’esperienza intima di comprensione degli stessi.
Per il MANN, questa sperimentazione rappresenta una base di partenza per riconfigurare le proprie proposte e dispiegare pienamente il proprio potenziale educativo e sociale, diventando più accessibile e inclusivo.
Per il Centro ARGO della Fondazione FOQUS, impegnato dal 2016 nella abilitazione di bambini, ragazzi e giovani con disabilità cognitive, la ricerca potrà approdare alla produzione di un kit da consegnare ai visitatori (non solo disabili cognitivi) che conterrà piccoli oggetti che consentiranno un diverso modo di godere dell’esperienza museale: uno specchietto, un cucchiaio, una lente, una torcia, delle cornici, delle cuffiette per ascoltare musica e dei filtri colorati.
Il kit sarà prodotto dagli stessi giovani del Centro ARGO e consegnato dal prossimo mese di febbraio alle biglietterie del Museo MANN.
Per FOQUS il progetto, nel suo complesso, rappresenta una ulteriore occasione per evidenziare la necessità di adeguare la città ai nuovi diritti di cittadinanza, a cominciare dai soggetti più fragili cui non può essere negata un’esperienza di senso e di bellezza come una visita al museo.
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07 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Venerdì 10 novembre il quartiere di Ponticelli, nella periferia est di Napoli, ricorderà le vittime della “Strage del bar Sayonara”, il massacro che si consumò l’11 novembre del 1989. L’iniziativa, arrivata alla sua XIII edizione, dedicata alla memoria di Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera, prevede laboratori didattici con gli studenti delle scuole della VI municipalità, diffusi in vari luoghi significativi del quartiere.
I laboratori del 10 novembre. Al Parco De Simone, laboratorio di lettura delle fiabe a cura della cooperativa Sepofà e il laboratorio di giochi a cura di Bimbi Spaziali. Presso la biblioteca Grazia Deledda saranno letti alcuni passaggi del libro “Cuori spenti. Storie di vittime innocenti” con Raffaele Sardo. Al contempo, l’associazione Noi@Europe gestirà un un laboratorio sull’attivismo civico e la cooperazione internazionale, TerradiConfine allestirà un info point sulle attività ed orari della biblioteca. L’atelier Re Mida Napoli allestirà un laboratorio di approccio ai materiali di scarto, utile alla sensibilizzazione al non spreco e quindi alla necessità di una corretta raccolta differenziata. A piazzetta Egizio Sandomenico laboratori artistici tra teatro e musica e street art con i Maestri di Strada, Trerrote, Song Art, TerradiConfine e TCK Movement. Sempre lì, alle 12, avrà luogo un momento condiviso in ricordo delle vittime dell’11 novembre 1989. L’iniziativa è organizzata dal presidio di Libera Ponticelli, Fondazione Pol.i.s., Coordinamento Campano familiari vittime innocenti della criminalità.
“La Strage del bar Sayonara ha segnato per sempre questo quartiere.In questi anni tanti luoghi rigenerati sono nati, partendo da lì ci riprendiamo ogni singolo metro di strada fino alla piazzetta che da luogo di morte diventa segno di speranza. Come ogni anno ci impegniamo a fare memoria e per farlo abiteremo il quartiere. Lo dobbiamo a Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera che persero la vita quel giorno”, dichiarano gli organizzatori.
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07 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il progetto “Vedi Napoli Sacra e Misteriosa… e poi torni”, promosso dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli ed in collaborazione con l’Arcidiocesi di Napoli, ha preso il via il 2 novembre e si concluderà il 17 dicembre 2023.
Sono previsti cinque itinerari gratuiti: “Dai luoghi del potere a quelli del silenzio” “ Misteri del chiostro napoletano”, “ Le donne e la cura dell’anima e del corpo” , “ Le catacombe di San Gennaro: l’autorità femminile alle origini del cristianesimo” “ Donne della Magna Grecia, tra riti , misteri e iniziazioni”.
Il progetto promuove la centralità della figura femminile nella storia dell’umanità e della Chiesa.
Ai partecipanti viene offerta la splendida occasione di conoscere luoghi sacri velati dal mistero e, contemporaneamente, di cogliere la dimensione spirituale di talune donne napoletane che hanno contribuito alla creazione del patrimonio religioso e culturale della nostra città.
Molteplici le benefattrici, artiste, le operatrici di carità, le donne che attraverso l’esperienza di fede hanno, infatti, permesso la definizione di “uno spazio sacro” a Napoli.
Questo progetto ha l’ambizioso obiettivo di creare una reale occasione di apertura e di rinnovamento creando per le donne, risorsa e ricchezza per l’intera umanità, nuovi spazi di presenza significativa in una pastorale comunitaria trasformata che riconosca alla ministerialità femminile stabilità e prestigio.
I partecipanti potranno prenotare attraverso i canali social ufficiali Facebook e Instagram di “Vedi Napoli Sacra e Misteriosa”, mandando un messaggio in posta privata.
di Maria Rosaria Ciotola
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07 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Nel 2022 il numero dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati ha raggiunto quota 3.783: quasi il 10% in più (9,43) rispetto all’anno precedente (erano 3.457). La maggior parte degli oltre 3.700 tutori risulta iscritta nel registro del Tribunale per i minorenni di Torino (504). Seguono Roma (440), Milano (267), Bologna (230), Palermo (227) e Perugia (202). Si tratta perlopiù di donne (74%), di laureati (59,37%) e di occupati (77,86%). Quanto all’età, prevale la fascia over 46 (69,72%). Cala, rispetto al 2021, il numero dei più giovani: quelli tra 18 e 24 anni passano dall’11,55% allo 0,20%, mentre quelli tra 25 e 35 anni scendono dal 10,65% al 7,93%.
È quanto emerge, in sintesi, dal quinto “Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria (1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2022)” pubblicato oggi sul sito tutelavolontaria.garanteinfanzia.org. Lo studio, che prende in considerazione il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2022, è stato realizzato in collaborazione con i tribunali per i minorenni e i garanti regionali e delle province autonome.
“L’aumento del numero di tutori volontari è una buona notizia, soprattutto alla luce dell’incremento dei flussi di minori che negli ultimi mesi hanno raggiunto il nostro Paese senza adulti di riferimento”, commenta l’Autorità garante Carla Garlatti. “Il tutore rappresenta una figura centrale del sistema di accoglienza e integrazione, mi auguro che sempre più cittadini presentino la loro candidatura per assicurare a questi ragazzi i diritti e i servizi che spettano loro”.
I numeri sul sistema di tutela italiano – Per diventare tutore volontario è necessario aver seguito un corso di formazione tenuto dai garanti regionali e delle province autonome. Nel 2022 ne sono stati organizzati 17 e vi hanno preso parte, concludendoli positivamente, 730 aspiranti tutori. Di questi, 631 hanno accettato di essere iscritti nell’elenco tenuto dal tribunale per i minorenni del proprio territorio: si tratta dell’81% del totale dei cittadini che hanno concluso i corsi, pari all’11% in più rispetto all’anno precedente.
Quanto agli abbinamenti, in 25 dei 29 tribunali per i minorenni italiani, ne sono stati accettati 10.200, con oltre il 50% complessivamente concentrato tra Palermo (3.092), Reggio Calabria (1.142), Catania (801) e Bologna (752). Va segnalato che a Catanzaro, Firenze, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Taranto, Trento e Trieste sono state accettate tutte le proposte di abbinamento. Sono 6.991 le tutele ancora in corso al 31 dicembre 2022, un dato in aumento del 52,41% rispetto al 2021. In questo caso, la maggiore concentrazione si registra tra Palermo, Roma e Milano (complessivamente 3.609). In lieve flessione, infine, risulta il dato delle rinunce all’incarico, che passa dal 69% del 2021 al 56%. Le ragioni prevalenti della rinuncia rimangono quelle della lontananza del domicilio e del carico eccessivo di responsabilità.
I minori stranieri non accompagnati nel 2022 – “Dal rapporto emerge che già al termine del 2022 i minori stranieri non accompagnati sono aumentati del 63,5% rispetto al 2021, toccando quota 20.089. L’incremento è in gran parte dovuto alla presenza di un considerevole numero di minori ucraini arrivati nel nostro Paese a seguito del conflitto nato a febbraio del 2022”, commenta Garlatti. “La percentuale più cospicua di minorenni stranieri (46%) è ospite di una struttura di accoglienza della rete Sai, ma aumenta il dato dei minorenni in affido familiare, che passa dall’1% al 4%. Va detto però che quest’ultimo dato è condizionato dalla presenza dei minorenni ucraini, per i quali è stato fatto ricorso spesso a tale istituto. In ogni caso, questa crescita incoraggia a valorizzare l’affido dei minori stranieri non accompagnati, anche attraverso nuove iniziative da mettere in campo avvalendosi dei fondi europei gestiti dal Ministero dell’interno”.
Quanto ai minorenni ucraini, nei loro confronti sono state aperte complessivamente 5.139 tutele, delle quali 3.427 per minori accompagnati da un adulto di riferimento. Nel 50% di questi casi le tutele sono state avviate nonostante l’adulto di riferimento che lo accompagnava fosse munito di un documento di nomina a tutore rilasciato dall’autorità ucraina. Nel 62% dei casi inoltre è stata attribuita efficacia al provvedimento di nomina a tutore, adottato dall’autorità ucraina, di un parente già residente in Italia. Rispetto al totale delle tutele aperte, il 35% (pari a 1.678) risultava chiuso al 31 dicembre 2022: per oltre un terzo di questi casi la chiusura è stata determinata dal rientro in Ucraina del minorenne.
Il Rapporto: https://tutelavolontaria.garanteinfanzia.org/index.php/rapporti-di-monitoraggio
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07 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Si terrà il 12 novembre, alle 19, presso il Teatro Summarte di Somma Vesuviana la festa per il decennale del coro “Gaetano Di Matteo”, una serata di musica, arte e memoria. La serata verrà presentata da Marta Di Matteo, figlia del compianto maestro Di Matteo. Durante la manifestazione, si esibiranno insieme al coro anche tanti artisti, con il piccolo coro del Secondo Circolo Didattico Don Minzoni.
Il “Coro Gaetano Di Matteo” nasce a Somma Vesuviana nell’ottobre del 2013, dopo la scomparsa del musicista di cui porta il nome. Il desiderio di non far morire ciò che era stato fatto in precedenza ha spinto tanti amici a fare corpo comune e a far vivere attraverso la musica la memoria di colui che ne è stato il promotore. Il coro negli anni è cresciuto e dopo varie direzioni musicali attualmente è diretto dal maestro Ciro Perna, la direzione artistica è della professoressa Rosa Coppola.
Il Coro si compone di ben 24 elementi ed è accompagnato dal vivo dai seguenti strumenti: tastiera, 2 chitarre, 1 basso e le percussioni. Alla base del loro lavoro ci sono valori importanti quali l’amicizia, l’allegria, il piacere di cantare e fare bella musica. Il Coro spazia dalla musica leggera italiana, alla classica napoletana, alla popolare, a quella internazionale con qualche brano di tendenza delle ultime generazioni. Lo scopo principale del gruppo canoro è quello di creare un’atmosfera familiare che possa avvicinare tutti al mondo della musica.
Quest’ anno, il Coro festeggerà il suo primo decennio, tempo nel quale ha sposato importanti collaborazioni con varie amministrazioni comunali come quella di Somma Vesuviana, di Sant’Anastasia, di Pollena Trocchia e di Lettere. Inoltre, il Coro ha collaborato con enti e associazioni del territorio, realizzando importanti iniziative sociali, culturali, storiche o squisitamente musicali. In questi anni, diversi sono stati i gemellaggi con altri cori come quello con “le Stecche Armoniche di Guidonia” e con il Primo e Secondo Circolo Didattico di Somma Vesuviana. Il coro ha lavorato anche con i gruppi della tradizione popolare come quello di Pino Jove, di Biagio Esposito e Zi Riccardo e le donne della Tammorra e con il Presidente del Festival Mia Martini.
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