Aderisci con la tua associazione al Giorno del Dono 2017

Per la prima volta il Giorno del Dono dedica uno specifico progetto al Non Profit dal titolo #DonoDay2017 Non Profit realizzato dall’Istituto Italiano della Donazione (IID).
Il progetto nasce per diffondere la cultura del dono in tutti i suoi aspetti ed è rivolto a tutte le Organizzazioni Non Profit (ONP) italiane. L’iniziativa prevede che si festeggi il dono declinato nei suoi aspetti più diversi: le associazioni e il Terzo Settore tutto danno corpo ogni giorno, con le proprie attività, ai valori dell’altruismo e della gratuità che sono alla base del Giorno del Dono e della legge 14 luglio 2015, n. 110 ad esso dedicata.

Anche quest’anno sarà possibile:
– aderire moralmente, diventando così ONP Testimonial del Giorno del Dono
– aderire attivamente, candidando una o più iniziative da tenersi nelle due settimane del dono (23 settembre – 8 ottobre 2017) che andranno a comporre il 2° Giro dell’Italia che dona e parteciperanno al contest #DonareMiDona Non Profit

Entrambe le adesioni sono gratuite e devono essere inviate entro l’8 settembre 2017.

Dal 9 settembre al 24 settembre, inoltre, sarà possibile, per chiunque lo desideri, votare la propria iniziativa preferita.

L’iniziativa più votata vincerà il premio Giuria Popolare che verrà consegnato in occasione del Giorno del Dono: lo scorso anno le premiazioni si sono tenute il 4 ottobre 2016, nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati a Roma.

Per iscrivere la tua ONP clicca qui

Per maggior informazioni clicca qui

CVM cerca volontari per Etiopia, Tanzania e Italia

Un anno nel sociale, per la cooperazione e l’intercultura in Africa o per l’impegno nel sociale nel territorio italiano. CVM cerca undici giovani per i progetti in Etiopia, Tanzania e Italia col bando Servizio Civile Nazionale (SCN). Per dodici mesi di formazione, solidarietà, crescita. Che possono rappresentare una grande opportunità per mettersi al servizio del mondo.
L’offerta è rivolta a giovani fra i 18 e i 28 anni. Per Etiopia e Tanzania i progetti di riferimento riguardano inclusione sociale, cooperazione e formazione, e anche istallazione di impianti idrici. Per l’Italia, intercultura e formazione.

Nello specifico CVM cerca:

  • 4 volontari per l’Etiopia (2 a Bonga e 2 a Debre Markos)
  • 3 per la Tanzania (Bagamoyo)
  •  4 per l’Italia (2 Ancona, 2 Porto San Giorgio)

Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali.

Il termine per consegnare la domanda è il 26 giugno (h14,00).

Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali. Per i requisiti specifici, vi rimandiamo al sito

Un anno nel sociale, per la cooperazione e l’intercultura in Africa o per l’impegno nel sociale nel territorio italiano.
CVM cerca undici giovani per i progetti in Etiopia, Tanzania e Italia col bando Servizio Civile Nazionale (SCN). Per dodici mesi di formazione, solidarietà, crescita. Che possono rappresentare una grande opportunità per mettersi al servizio del mondo.
L’offerta è rivolta a giovani fra i 18 e i 28 anni. Per Etiopia e Tanzania i progetti di riferimento riguardano inclusione sociale, cooperazione e formazione, e anche istallazione di impianti idrici. Per l’Italia, intercultura e formazione.

Nello specifico CVM cerca:

 4 volontari per l’Etiopia (2 a Bonga e 2 a Debre Markos)
 3 per la Tanzania (Bagamoyo)
 4 per l’Italia (2 Ancona, 2 Porto San Giorgio)

Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali.

Il termine per consegnare la domanda è il 26 giugno (h14,00). Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali. Per i requisiti specifici, vi rimandiamo al sito www.cvm.an.it
Qui tutti i termini di partecipazione: http://www.cvm.an.it/bandi-regolamenti-servizio-civile-nazionale-cvm-20172018/

 

Contest di idee #Costruire il futuro: voce ai giovani!

“Il contributo dei giovani nell’innovazione della società: tutti pronti al futuro?” è un contest di idee organizzato dall’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica per capire come supportare i giovani ad affrontare in maniera consapevole e costruttiva le sfide che il mondo contemporaneo richiede.

Il contest è aperto ai giovani dai 18 ai 35 anni di età. Potranno iscriversi solo le persone fisiche in forma individuale o in gruppi formati da massimo quattro persone.

I partecipanti sono chiamati a presentare, nell’ambito delle aree tematiche salute e prevenzione, diritti e innovazione sociale, istruzione e cultura, occupazione, sviluppo economico e sviluppo tecnologico, dei progetti che possano offrire una soluzione pratica per aiutare i giovani a trovare nuovi modi per essere protagonisti del futuro, innescare la loro creatività e spinta innovativa.

Ogni team potrà presentare al massimo 5 idee. Ogni persona potrà partecipare ad un solo team, pena la squalifica della persona stessa da tutti i team con cui si è presentata.

Per accedere al contest è necessario iscriversi ed inviare l’idea relativa all’area tematica prescelta, compilando il modulo disponibile sul sito internet.

Per partecipare c’è tempo fino al 30 ottobre 2017.

Per consultare il regolamento…clicca qui

Bombe italiane in Yemen, l’appello alla camera per fermare le forniture militari all’Arabia Saudita

Si fermino le forniture militari verso Arabia Saudita e propri alleati” è il punto principale della proposta presentata alla Camera dei deputati il 21 giugno da Amnesty International Sezione Italiana, Fondazione Finanza Etica, Movimento dei Focolari in Italia, Oxfam Italia, Rete Italiana per il Disarmo, Rete per la Pace.

Il testo di mozione riprende e rilancia quello della Risoluzione votata dal Parlamento Europeo (a febbraio 2016 e a metà giugno 2017) che per ben due volte ha richiesto di “avviare un’iniziativa finalizzata all’imposizione da parte dell’UE di un embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen“.

Nel corso della conferenza stampa sono stati richiamati da Archivio Disarmo i dati delle forniture militari italiane verso Arabia Saudita e Medio Oriente, mentre Amnesty International Italia, Ofxam Italia e Medici Senza Frontiere hanno evidenziato le drammatiche situazioni umanitarie e di violazione dei diritti umani in Yemen, in particolare ricordando gli attacchi subiti dagli ospedali in questi due anni di guerra e la situazione socio-sanitaria completamente degenerata (da cui è derivata l’attuale epidemia di colera).

LA RICONVERSIONE PRODUTTIVA DELL’INDUSTRIA BELLICA IN SARDEGNA
Il “Comitato Riconversione RWM per la pace, il lavoro sostenibile, la riconversione dell’industria bellica, il disarmo” composto da oltre 20 organizzazioni della Sardegna ha riportato all’attenzione nazionale le azioni locali per la riconversione produttiva dell’industria bellica nel Sulcis Iglesiente. Iniziativa derivata proprio come azione territoriale di reazione alla produzione e vendita di ordigni della RWM Italia verso l’Arabia Saudita.

Hanno poi portato sostegno alle iniziative in programma i rappresentanti di Fondazione Finanza Etica, Rete della Pace, Movimento dei Focolari in Italia, Rete Italiana per il Disarmo.

Le violazioni dei diritti umani di entrambe le fazioni coinvolte nel conflitto in Yemen sono state condannate lo scorso 27 gennaio nel Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen, inviato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel documento si sottolinea che “Il gruppo di esperti ha condotto indagini dettagliate su questi fatti ed ha motivi sufficienti per affermare che la coalizione guidata dall’Arabia Saudita non ha rispettato il diritto umanitario internazionale in almeno 10 attacchi aerei diretti su abitazioni, mercati, fabbriche e su un ospedale”.

Da qui la richiesta di compiere azioni che riportino al centro i principi e le prescrizioni della normativa italiana (legge 185/90) e del Trattato sul Commercio delle Armi ratificato dall’Italia nel luglio 2014:

  • Bloccare l’esportazione di armi all’Arabia Saudita e a tutti Paesi coinvolti nel conflitto armato in Yemen.
  • Attivare e finanziare il fondo per la riconversione previsto nella stessa legge 185/90 contemporaneamente ad una discussione pubblica sull’impatto del complesso militare-industriale

Per saperne di più…clicca qui