Ultima chiamata per il 5 per mille 2025

Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo al termine per regolarizzare l’iscrizione al 5 per mille 2025

Il 30 settembre prossimo è il termine per regolarizzare l’iscrizione al 5 per mille 2025 per gli enti del Terzo settore (Ets) e le Onlus che non abbiano presentato la relativa domanda entro il 10 aprile scorso. Sempre entro il 30 settembre gli enti beneficiari devono comunicare al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i dati necessari per il pagamento delle somme assegnate e relative al 5 per mille 2022, pena la perdita del diritto a percepire il beneficio.

L’iscrizione al 5 per mille 2025: c’è ancora tempo fino al 30 settembre

Per quanto riguarda gli enti del Terzo settore, si ricorda anzitutto che tale termine non riguarda quelli che risultano iscritti:

Le organizzazioni iscritte in uno di questi due elenchi sono infatti già accreditate a pieno titolo al 5 per mille 2025.

Si ricorda, inoltre, che gli enti ad oggi iscritti al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) e che sono nell’elenco permanente sopra menzionato sono considerati accreditati al 5 per mille 2025 senza necessità di alcun ulteriore adempimento, anche qualora nell’elenco degli enti iscritti al registro unico nella colonna “5×1000” compaia eventualmente la scritta “NO”.

Il consiglio anche per tali enti è comunque quello di entrare in piattaforma, barrare ugualmente il campo “accreditamento del 5/1000” ed inserire l’Iban, di modo che il Ministero possa concretamente erogare le somme sul conto corrente.

Un’utile guida su come presentare tale istanza è presente sul sito di Cantiere terzo settore.

Gli Ets (quindi gli enti già iscritti al Runts) che non si trovano né nell’elenco permanente né in quello dei nuovi iscritti per il 2025, hanno comunque la possibilità di rientrare nel beneficio purché abbiano dichiarato, o dichiarino, di volersi accreditare al 5 per mille (barrando nella piattaforma il campo “accreditamento del 5/1000” ed inserendo il codice l’Iban) entro il 30 settembre 2025versando una sanzione pari a 250 euro, tramite modello F24 Elide (codice tributo 8115).

Allo stesso modo, gli enti che non sono ancora iscritti al Runts, possono rientrare nelle liste del 5 per mille 2025 purché abbiano presentato ad oggi istanza di iscrizione al registro unico, abbiano dichiarato o dichiarino di volersi accreditare al 5 per mille entro il 30 settembre 2025 versando la sanzione di 250 euro nelle stesse modalità sopra riportate. In tal caso, però, per poter essere ammesso al cinque per mille 2025 l’ente dovrà risultare iscritto al Runts entro il 31 dicembre 2025.

Allo stesso modo, le Onlus che non rientrino nell’elenco permanente delle Onlus accreditate e in quello delle Onlus iscritte per la prima volta al 5 per mille 2025, possono rientrare nel beneficio purché presentino l’istanza di accreditamento (utilizzando il modello apposito che si trova sul sito dell’Agenzia delle entrate) entro il 30 settembre, versando la sanzione di 250 euro, tramite modello F24 Elide (codice tributo 8115).

Per maggiori informazioni e chiarimenti sull’iscrizione al 5 per mille 2025 degli Ets e delle Onlus è possibile consultare la pagina dedicata sul sito del Ministero e l’articolo di Cantiere terzo settore “Iscrizione al 5 per mille 2025, ecco come fare”.

5 per mille 2022: per poter ricevere le somme le coordinate bancarie devono essere comunicate entro il 30 settembre

Sulla base del Dpcm 23 luglio 2020gli enti beneficiari del 5 per mille 2022 che ancora non abbiano ricevuto il contributo devono comunicare alle amministrazioni erogatricientro il 30 settembre 2025, i dati necessari a poter ricevere il pagamento delle somme assegnate, pena la perdita del diritto a percepire il contributo, con conseguente riversamento dei relativi importi all’entrata del bilancio dello Stato.

Per gli enti del Terzo settore, l’amministrazione competente è il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Gli enti che ancora non l’abbiano fatto devono entrare il prima possibile nella piattaforma del Runts, selezionare la pratica “Cinque per mille”inserire nell’apposito campo il codice Iban oppure modificare l’Iban già indicato qualora esso non fosse corretto, firmare digitalmente la distinta e procedere all’invio.

Si rimanda anche qui alla guida su come presentare l’istanza di 5 per mille, presente sul sito di Cantiere terzo settore.

Qualora gli enti abbiano già proceduto ad inserire l’Iban in piattaforma, o a modificare un’Iban non corretto indicato in precedenza, e non abbiano ancora ricevuto le somme, la motivazione è dovuta al fatto che il Ministero procederà con i pagamenti sul conto indicato solamente dopo la scadenza del termine del 30 settembre. Si invitano quindi gli enti che si trovano in questa situazione a controllare l’effettiva erogazione delle somme sul proprio conto nelle settimane seguenti al termine indicato.

Per le Onlus, la comunicazione delle coordinate bancarie per l’accredito su conto corrente del contributo del 5 per mille è effettuata all’Agenzia delle entrate secondo le modalità specificate nell’apposita sezione del sito a ciò dedicata.

Controlli sul Terzo settore, pubblicato il decreto: tre livelli di verifica e ruolo rafforzato per Reti associative e Csv

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2025, il Decreto 7 agosto 2025, con la definizione di forme, contenuti, termini e modalità per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli enti del terzo settore.

Secondo il decreto, i controlli sono a carico degli Uffici Runts e, se richiesto e autorizzati, dei centri di servizio per il volontariato (CSV) e delle reti associative nazionali (Ran). È importante specificare che questi ultimi due sono liberi di scegliere se diventare o meno “soggetti autorizzati” a svolgere i controlli nei confronti dei propri aderenti. È anche prevista la possibilità di stipulare una convenzione tra Ran e CSV con altre reti reti o CSV che non hanno chiesto la autorizzazione.

Le organizzazioni che possono essere sottoposte al regime di controllo sono tutti gli enti del Terzo settore ad esclusione delle cooperative sociali, delle imprese sociali e delle società di mutuo soccorso.

La tipologia di controlli

I controlli previsti dal decreto sono finalizzati ad accertare:

  • La sussistenza dei requisiti per rimanere iscritti nel Runts;
  • Il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale;
  • L’adempimento degli obblighi derivanti dall’iscrizione nel Runts.

È importante specificare che i CSV e le Ran potranno svolgere – se accreditati – solo i controlli ordinari agli enti del Terzo settore, e quindi la revisione triennale programmata. I controlli straordinari (svolti con accertamenti a campione o per esigenze di approfondimento emerse dagli esiti dei controlli ordinari) possono essere svolti solo dagli Uffici del Runts.

Il primo triennio decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo all’iscrizione: entro il 31 marzo ciascun “ente responsabile” (Uffici Runts, CSV e Ran autorizzate) dovrà caricare sul Registro Unico Nazionale del Terzo Settore il programma triennale con l’elenco degli enti sottoposti al controllo.

Per gli enti con entrate uguali o inferiori a 60mila euro l’anno, le operazioni di controllo saranno semplificate.

Chi potrà effettuare i controlli

Il decreto prevede anche una serie di accortezze per proteggere il delicato rapporto di fiducia tra i centri di servizio per il volontariato e le reti associative nazionali con i propri enti aderenti. I soggetti autorizzati, quindi, individuano una serie di “soggetti incaricati” che provvederanno alla concreta operazione di controllo e che potranno essere dipendenti, collaboratori o professionisti dei soggetti autorizzati (CSV e Ran), a condizione che non si trovino nella condizione prevista dall’art. 2399 del Codice Civile e quindi che non abbiano un rapporto specifico con l’ente da controllare (ad esempio, un rapporto di consulenza o di prestazione d’opera retribuita).

I soggetti incaricati, inoltre, saranno presenti in un elenco costantemente aggiornato e pubblico, dovranno avere comprovata esperienza in materia, e saranno debitamente formati e aggiornati. La responsabilità per l’attività di controllo rimane comunque sempre in carico ai soggetti responsabili.

Alle Ran o CSV autorizzato è previsto un contributo diversificato a seconda della dimensione di ogni ente controllato, pari a:

  • 50 euro per enti con entrate fino a 60.000 euro
  • 100 euro per enti con entrate da 60.000 a 300.000 euro
  • 250 euro per enti con entrate da 300.000 a 1.000.000 euro
  • 500 euro per enti con entrate oltre 1.000.000 euro

Tali importi potranno essere ridotti se sarà superato il “tetto” dell’importo complessivo stanziato a copertura di tali attività.

Come si svolgeranno i controlli

I soggetti autorizzati si accerteranno del corretto rispetto degli adempimenti previsti dalla riforma del Terzo settore, comunicando con gli enti sottoposti al controllo tramite PEC, per la richiesta di accertamenti documentali e, se necessari, con visite e ispezioni in loco. Gli enti avranno tempo da 30 a 90 giorni per regolarizzare la propria posizione.

Il decreto specifica, inoltre, che entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore saranno approvati i modelli di verbale dei controlli ordinari e straordinari.

Avvio dei controlli

La decorrenza dei controlli sarà fissata con apposito decreto dell’ufficio di livello dirigenziale generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla base dello stadio di attivazione dell’apposita sezione del sistema informativo dedicato ai controlli.

Chiara Tommasini presidente di CSVnet, ha commentato:
“Con questo decreto si completa una parte fondamentale della riforma del Terzo settore, frutto di un percorso di ascolto e confronto che ha visto anche protagonisti i Centri di servizio per il volontariato insieme alle reti associative nazionali”.
“Per i Csv – aggiunge – rappresenta un passaggio importante: il provvedimento da concretezza all’art. 93 del Codice del terzo settore che consente a reti e Csv di svolgere l’autocontrollo sui propri enti aderenti”.
“È un risultato ottenuto con un lavoro di dialogo e collaborazione portato avanti in questi anni tutti insieme, Ministero del lavoro, Conferenza Stato Regioni ed il terzo settore e che segna una tappa decisiva verso un sistema di regolazione condiviso. Ora serve uno sforzo unitario e globale di tutto il terzo settore affinché il decreto e l’intero processo possano trovare piena attuazione. Per l’intero sistema dei Csv – dice Tommasini – si apre una nuova fase: dopo il grande impegno per l’accompagnamento degli enti al Runts, ci sarà da riflettere bene su come agire questa funzione di controllo e autocontrollo, dal livello locale a quello regionale, a quello nazionale”.

Happy Hour del Volontariato a Sant’Antonio Abate: statuti, adempimenti e opportunità per il Terzo settore

Giovedì 9 ottobre, dalle ore 16.00, la sala consiliare del Comune di Sant’Antonio abate, in Piazza Don Mosé Mascolo, ospiterà l’evento dal titolo  “Happy Hour del Volontariato”.
Un momento di condivisione e confronto con le organizzazioni del territorio per presentare i servizi di CSV Napoli e approfondire insieme temi fondamentali per la vita associativa.
Il focus della serata sarà prevalentemente l’adeguamento degli statuti al Runts e verrà offerta la possibilità ai partecipanti di ricevere consulenza personalizzata e supporto pratico sui principali adempimenti gestionali e amministrativi, necessari per essere in regola.

Interverranno all’evento:
Ilaria Abagnale, sindaco di Sant’Antonio Abate
Umberto  Cristadoro, presidente di CSV Napoli
Catello Di Risi, assessore alle politiche sociali del Comune di Sant’Antonio Abate
Maurizio Grosso e Maria Michela Acampora, area consulenza di CSV NAPOLI

Saranno presenti, inoltre, rappresentanti della pubblica amministrazione e del Terzo settore.  L’iniziativa rappresenta, quindi, un’occasione informale per incontrarsi, fare networking e chiarire i dubbi, con un piacevole aperitivo solidale.

Per partecipare è necessario registrarsi al seguente link: https://gestionale.csvnapoli.it/Frontend/Questionario/Questionario.aspx?ID=-1&IDQ=2336&IDR=34065&IDRT=21

Scarica la locandina

FQTS, il calendario della formazione di settembre

Formazione Quadri Terzo Settore è un progetto di formazione per i dirigenti delle organizzazioni del Terzo settore meridionali promosso da Forum Terzo Settore, CSVnet e realizzato con il sostegno della Fondazione CON IL SUD. Il percorso formativo FQTS rappresenta un investimento strategico per il rafforzamento del Terzo settore e delle sue competenze.

Guidano il progetto FQTS i valori della partecipazione, inclusione e coesione sociale, responsabilità, democrazia, condivisione dei saperi e accessibilità della cultura, solidarietà e prossimità reale. Il modello formativo si fonda sul concetto di “apprendimento circolare”, rifiutando così la tradizionale relazione gerarchica docente-partecipante e sostituendola con la “comunità di apprendimento”.

Ecco tutte le attività in partenza a settembre: