10 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Un nuovo faro di educazione, creatività e inclusione sociale si accende nel cuore di Napoli. È stato inaugurato oggi “Le Muse”, il nuovo centro educativo polifunzionale promosso da Altra Napoli EF in collaborazione con Asso.Gio.Ca (Associazione Gioventù Cattolica), l’Istituto scolastico Campo del Moricino di Napoli, l’Associazione Sanitansamble EF e l’Associazione Il Cielo Itinerante.
Situato in Piazza Mercato, a ridosso di Porta Nolana, “Le Muse” nasce come spazio dedicato allo studio, al gioco e alla socialità, con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica in un territorio che ancora oggi presenta dati allarmanti. Nel solo anno scolastico 2023-2024, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Prefettura, sono stati 3.340 i minori che hanno abbandonato la scuola nell’area metropolitana di Napoli: un fenomeno che richiede un impegno concreto da parte delle istituzioni e del Terzo settore.
Un progetto di rigenerazione sociale nel cuore della città
“Le Muse” ha anche l’obiettivo di stimolare la rinascita di un quartiere dalla storia secolare ma segnato da forti fragilità economiche e sociali. È il naturale proseguimento del percorso intrapreso da Altra Napoli dal 2005: un impegno costante per recuperare e migliorare luoghi da destinare a progetti a favore di bambini e di giovani, favorendo lo sviluppo del senso di comunità.
Il nuovo centro educativo, della dimensione di circa 300 mq, sorge all’interno di una filiale dismessa da BNL BNP Paribas, che l’istituto bancario ha scelto di destinare a finalità sociali.
Altra Napoli ha raccolto da istituzioni e aziende private circa 1 milione di euro, da destinare alla ristrutturazione degli spazi e al sostentamento delle attività sociali che si svolgeranno all’interno del centro “Le Muse” per i primi 4 anni.
Come da tradizione di Altra Napoli, particolare cura è stata destinata alla qualità del design e degli arredi, con l’obiettivo di trasformare la bellezza degli spazi in un fattore esso stesso di educazione e di crescita.
Per la prima infanzia (0-6 anni)
· attività ludico-educative;
· percorsi di supporto alla genitorialità e momenti di incontro con le famiglie.
Per bambini e ragazzi (6-16 anni)
· doposcuola e laboratori pomeridiani;
· “angoli” tematici dedicati alla lettura, al digitale, alle arti e allo sport;
· corsi di alfabetizzazione informatica;
· percorsi STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica);
· spazi di aggregazione, orientamento scolastico e al lavoro;
· attività musicali, laboratori creativi e audiovisivi.
Le attività saranno gestite da Asso.Gio.Ca e da Sanitansamble, realtà già partner di Altra Napoli in altri progetti realizzati nel Rione Sanità e nel quartiere Forcella. Particolare importanza riveste la collaborazione con l’Istituto Scolastico Campo del Moricino, che garantirà un collegamento diretto con i minori maggiormente a rischio di dispersione scolastica, con l’obiettivo di favorirne il reinserimento.
« Inauguriamo oggi- dice Ernesto Albanese, presidente di Altra Napoli – un nuovo polo educativo che offre spazi e attività per la crescita dei giovani di questo territorio. Negli ultimi 20 anni, Altra Napoli ha investito circa 15 milioni di euro in progetti dedicati a bambini e ragazzi, sostenendo la loro educazione e l’inserimento nel mondo del lavoro. Continueremo su questa strada e nel 2026 è già prevista l’apertura di altri spazi attraverso i quali perseguiremo i nostri obiettivi. Un ringraziamento speciale va a BNL, per aver deciso di destinare un proprio immobile ad un’iniziativa dal forte valore sociale in un territorio con cui ha relazioni consolidate. Speriamo che altre aziende vorranno seguire il suo esempio».
Una rete di sostenitori per un progetto di comunità
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di: Con i Bambini, Fondazione CDP- ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Peppino Vismara, Enel Cuore, Fondazione Grimaldi, Poste Italiane, Fondazione BNL, Eni, Fondazione L’Albero della Vita, Automobili Lamborghini S.p.A., Ardian Foundation, Agaton, IKEA Napoli Afragola, Hisense, Siram Veolia, Mondo Giochi. «La nascita del nuovo presidio educativo Le Muse nella storica sede di piazza del Mercato a Napoli – sottolinea il presidente di Con i Bambini Marco Rossi-Doria – rappresenta un passo significativo nel rafforzamento dell’offerta educativa e culturale rivolta a bambini e giovani. Come Con i Bambini, riteniamo fondamentale sostenere iniziative capaci di offrire opportunità concrete, contrastare le disuguaglianze e promuovere la partecipazione attiva e apprendimento precoce per tutti in alleanza con le scuole delle nuove generazioni. ‘Le Muse’ è il risultato di un impegno condiviso tra istituzioni, terzo settore e comunità locali, che hanno saputo cooperare in modo efficace per costruire uno spazio aperto, inclusivo e generativo. È un investimento sul futuro del territorio e sulle sue energie più giovani».
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10 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
L’Associazione Premio GreenCare avvia nel Real Bosco di Capodimonte un ciclo di passeggiate immersive sensoriali gratuite, pensate per favorire una riconnessione consapevole con la natura e con le specificità culturali e botaniche del giardino storico napoletano. Gli appuntamenti si svolgeranno con cadenza mensile fino a giugno 2026.
La prima esperienza è in programma domenica 21 dicembre 2025 e avrà come titolo “Da Matilde Serao a Marisa Albanese tra pungitopo e alberi secolari”, per ricordare due protagoniste della cultura napoletana. Matilde Serao, con il testo “La leggenda di Capodimonte”, e Marisa Albanese, con l’installazione site specific “Massi Erratici”, avevano infatti eletto il Real Bosco di Capodimonte quale luogo di ispirazione e di ricerca, testimoniandone la forza narrativa, simbolica e propulsiva. Il punto di ritrovo è fissato alla Stufa dei Fiori, luogo di partenza del percorso. La passeggiata durerà circa un’ora e mezza, sono previsti due turni con inizio alle ore 9.30 e alle ore 11.30.
“L’iniziativa intreccia la dimensione naturalistica del bosco con quella letteraria e artistica. Il Real Bosco diventa così un luogo ponte, dove il mito di Serao e la materia di Albanese dialogano senza bisogno di parole. Qui, la leggenda si intreccia al trauma, l’immaginazione alla memoria, la poesia alla rovina. E il visitatore, avanzando lentamente lungo i sentieri verdeggianti di pungitopo e ciclamini selvatici, sotto le chiome degli alberi, non osserva soltanto: ascolta, tocca, attraversa. Si scopre che anche una passeggiata può diventare un rito di riconnessione: con la terra, con il passato, con ciò che resta e ciò che continua a nascere”, spiega Benedetta de Falco, presidente Greencare. “Il Real Bosco raccontato da Serao e l’opera site specific di Albanese raccontano una Napoli che non smette mai di trasformarsi: una città dove niente resta fermo, né la vegetazione, né le storie né le pietre”.
A condurre i gruppi sarà Francesca Battista, guida ambientale escursionistica, che accompagnerà i partecipanti in un itinerario dedicato all’ascolto, all’osservazione e al coinvolgimento dei sensi. Il percorso si snoderà tra la vegetazione del Real Bosco, con sosta davanti al canforo monumentale del Giardino dei Principi, per poi raggiungere l’Emiciclo della Porta di Mezzo con una esplorazione di una piccola radura fitta di vegetazione, fino all’area che ospita l’opera “Massi Erratici”.
La partecipazione è gratuita previa prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento dei posti disponibili, inviando una e-mail a segreteria@premiogreencare.org
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10 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
La produzione complessiva di rifiuti urbani torna a crescere in Campania: nel 2024 raggiunge 2.616.342 tonnellate, +1,02% rispetto al 2023, nonostante il calo demografico regionale. Il dato pro capite sale a 469 kg/ab (+6 kg/ab), indicando un lieve incremento dei consumi o una minore efficacia delle politiche di prevenzione. La raccolta differenziata continua il proprio percorso di consolidamento: nel 2024 la Campania raggiunge 58,05% di RD, +1,47 punti percentuali sul 2023. La regione si posiziona nel gruppo delle realtà meridionali con performance medio-alte pur restando distante dagli standard delle regioni del Nord. Sono 121 i Comuni Rifiuti Free di Legambiente, quelli dove la raccolta differenziata è di almeno 65% e dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 kg di secco residuo all’anno, ossia di rifiuti indifferenziati avviati allo smaltimento. Aumentano anche i comuni ricicloni, sono 340 (erano 323 lo scorso anno) quelli che hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata. L’ATO Benevento si conferma il più virtuoso con 73,30% di RD. Seguono Salerno (67,99%) e Avellino (62,21%), con sistemi di raccolta maturi e stabili. Buone le performance di Napoli 3 (62,88%), mentre l’ATO Caserta (59,16%) registra il miglior progresso dell’anno. L’ATO Napoli 2 registra un 54,69%, mentre l’ATO Napoli 1 pur crescendo, resta in ritardo con il 45,31% di RD. Tra i capoluoghi spicca Salerno (74,16%), tra le migliori città italiane, Avellino (63,22%) e Benevento (62,98%) confermano livelli superiori alla media regionale. Caserta sale al 62%, mentre Napoli raggiunge il 44,38%, in miglioramento ma ancora lontana dal target. Legambiente ha presentato stamattina a Benevento, nell’impianto di selezione del multimateriale finanziato con i fondi Pnrr che a breve andrà in funzione, il dossier Comuni Ricicloni 2025 nell’ambito della IX edizione dell’Ecoforum di Legambiente Campania dal titolo “Le filiere industriali dell’economia circolare”, organizzato in collaborazione con Asia Benevento.
“Da decenni – commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – i Comuni Ricicloni campani e le aziende leader del settore hanno rappresentato, spesso in contesti difficili e segnati da emergenze, esperienze pilota di livello europeo, dimostrando che la sostenibilità non è un’utopia, ma una concreta opportunità di sviluppo. Oggi è il tempo di radicare e rafforzare il salto in avanti fatto dalla nostra regione nell’ambito della gestione dei rifiuti. L’economia circolare e la transizione energetica si presentano come la più grande occasione per rilanciare politiche industriali e occupazionali in Campania. In un contesto europeo segnato dal Clean Industrial Deal, la Campania può e deve candidarsi a diventare polo strategico del Mezzogiorno per l’innovazione ambientale, la gestione sostenibile delle risorse, la produzione di energia rinnovabile e la valorizzazione degli scarti. È una sfida che richiede visione politica, capacità di programmazione e un impegno collettivo che sappia coniugare la tutela dell’ambiente con la crescita economica e sociale. Ma è necessario uno scatto in avanti, non più rinviabile, a partire dalla raccolta differenziata fino alle filiere dell’economia circolare. Serve un Piano regionale dedicato ai Comuni “non ancora ricicloni”, quelli che non hanno raggiunto ancora il 65% di raccolta differenziata e che nel 2024 risultano essere 210, comuni che una volta sbloccati potrebbero far fare un importante balzo in avanti alla percentuale regionale di raccolta differenziata. A supporto di questi comuni c’è bisogno di una regia forte e una task force operativa capace di accompagnare e sostenere le amministrazioni locali. È indispensabile intervenire laddove gli Enti d’Ambito, previsti dalla Legge Regionale 14/2016, non hanno garantito il coordinamento necessario per superare le criticità. Occorre completare la rete degli impianti dell’economia circolare, a partire dai biodigestori anaerobici per il trattamento della frazione organica, come quelli inaugurati negli scorsi mesi da Nola a Tufino, senza i quali la raccolta differenziata rischia di rimanere un esercizio incompiuto. Solo dotando i territori delle infrastrutture adeguate sarà possibile trasformare l’organico in energia e compost di qualità, chiudendo davvero il ciclo dei rifiuti. L’appello va alla futura Giunta regionale – conclude la presidente di Legambiente Campania – affinché assuma sul tema una responsabilità politica chiara: bisogna accompagnare i Comuni che ancora non ce l’hanno fatta, ridurre le disuguaglianze territoriali, e fare della raccolta differenziata e del riciclo non solo un dovere ambientale, ma un motore di sviluppo e di economia locale.”
Comuni Rifiuti Free. Sono 121 i Comuni Rifiuti Free, quelli con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65% e una produzione di rifiuto indifferenziato inferiore ai 75 kg per abitante all’anno. La provincia più virtuosa per i Comuni Free spetta a Salerno con il 47% dei comuni sul totale, segue la Provincia di Benevento con il 39%. Più distaccate la provincia di Avellino con il 9% e Caserta con il 12%. Chiude la provincia di Napoli con il 7%. Tra i comuni sotto i 5.000 abitanti in Provincia di Avellino, il Comune di S. Andrea di Conza il più virtuoso, Ginestra degli Schiavoni per Benevento, Mignano Monte Lungo per Caserta, Comiziano rispettivamente per la Provincia di Napoli e Felitto per Salerno. Per i comuni tra i 5.000 e 15.000 in Provincia di Benevento spicca il comune di Montesarchio, Caiazzo per Caserta, Avella per Avellino, Bracigliano per Salerno e Cimitile per la Provincia di Napoli. Per i comuni oltre i 15mila abitanti in testa alla classifica S. Antonio Abate (NA), Baronissi (SA) e Marcianise (CE).
Comuni Ricicloni. Sono 340 i Comuni Ricicloni che, nel 2024, hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata. Ai primi tre posti della classifica generale troviamo Domicella (AV), Cimitile (NA) e Comiziano (NA).
Comuni “Non ancora ricicloni”. Sono 210 i comuni che non superano il limite di legge del 65% di raccolta differenziata e, di questi, 33 comuni sono fermi al di sotto del 45%. Dei 33 comuni il 12% si trova in provincia di Napoli, il 10% in provincia di Caserta, il 7% in provincia di Avellino, il 4% in provincia di Salerno, 0 in provincia di Benevento.
Focus Parchi Nazionali e Regionali. Nel complesso, i due Parchi Nazionali mostrano andamenti differenziati. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con i suoi 80 comuni, conferma anche quest’anno performance solide: la raccolta differenziata media raggiunge il 72,94%, con 66 comuni oltre la soglia del 65%. Il Parco si distingue inoltre per la presenza di 31 Comuni Rifiuti Free, il valore più alto in Regione, a testimonianza di modelli gestionali consolidati e di una filiera di raccolta ormai strutturata. Il quadro è meno brillante nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove i 13 comuni raggiungono in media il 64,91% di RD, con 6 amministrazioni oltre il 65% e soli 2 Comuni Rifiuti Free. Tra i Parchi Regionali, emergono alcune eccellenze. Il Parco Regionale del Taburno Camposauro si conferma l’area più performante, con una raccolta differenziata media del 77,29%, 13 comuni su 14 oltre il 65% e ben 7 Comuni Rifiuti Free. Seguono, con valori significativi, il Parco del Partenio, che raggiunge il 71,53% di RD con 15 comuni sopra soglia e 5 Rifiuti Free, e il Parco dei Monti Picentini, che pur attestandosi a una RD media del 67,34%, presenta 18 comuni oltre il 65% e 3 Comuni Rifiuti Free, confermando una tendenza alla stabilità nelle performance ambientali. Il Parco dei Campi Flegrei registra una RD media del 70,03%, ma con una forte disomogeneità interna: solo 2 comuni superano il 65% e si conta un solo Comune Rifiuti Free, a fronte della presenza del capoluogo, che incide significativamente sul dato aggregato. Il Parco del Matese si attesta al 66,28%, ma nessuno dei 20 comuni supera il 65%; si rilevano tuttavia 8 Comuni Rifiuti Free. Più complessa la situazione del Parco del Fiume Sarno (RD 62,96%, solo 5 comuni oltre il 65% e nessun Rifiuti Free). Andamento simile anche per il Parco Roccamonfina–Foce Garigliano, che si ferma al 60,74% di RD, con soli 2 comuni sopra soglia e 1 Comune Rifiuti Free. Infine, il Parco dei Monti Lattari, con i suoi 27 comuni, mostra una RD media del 68,31%, con 21 amministrazioni che superano il 65% ma solo 2 Comuni Rifiuti Free.
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09 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
La terza edizione di Cucinapoli, l’evento benefico promosso dalla Fondazione Isaia-Pepillo, ha fatto registrare il tutto esaurito nella serata di lunedì 1° dicembre al Grand Hotel Parker’s di Napoli. L’appuntamento ha confermato ancora una volta la sua natura solidale, rinnovando l’impegno nella raccolta fondi destinata a iniziative di inclusione sociale e alla valorizzazione del patrimonio del “saper fare”, da sempre al centro della missione della Fondazione.
La serata ha messo in evidenza la forte alleanza tra l’alta sartoria napoletana e l’eccellenza enogastronomica campana, due mondi diversi ma uniti da valori, visioni e radici comuni. Cucinapoli è stato infatti il momento scelto per illustrare i progetti portati avanti dalla Fondazione: dalle iniziative di inclusione carceraria che prevedono percorsi formativi e opportunità di lavoro per i detenuti del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, alle attività mirate a contrastare la povertà educativa, come i corsi IEFP realizzati con EITD e Fondazione Città Nuova e il progetto FOSTEM, che avvicina gli studenti delle scuole medie alle discipline STEM. Un altro filone centrale è quello della valorizzazione culturale, sostenuto attraverso la ricerca accademica sulla storia della sartoria napoletana e tramite un corso di sartoria teatrale sviluppato insieme ai Salesiani e alla Fondazione San Gennaro.
Nel corso dell’evento sono stati formalizzati due atti particolarmente significativi, che traducono in azioni concrete la visione della Fondazione. Il primo riguarda l’assunzione garantita da parte dell’azienda Isaia di una studentessa proveniente dal percorso IEFP; il secondo è la nuova convenzione siglata con il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere per potenziare le attività di riabilitazione e inserimento sociale.
I protagonisti della serata hanno voluto sottolineare il valore profondo di Cucinapoli. Il presidente della Fondazione, Gianluca Isaia, ha evidenziato l’importanza simbolica e pratica dell’incontro tra sartoria ed enogastronomia, ringraziando tutti per l’amore dimostrato verso il territorio. Francesca Paola Torre Avallone, in rappresentanza del Grand Hotel Parker’s, ha espresso la soddisfazione della famiglia nel sostenere un’iniziativa così significativa. Massimiliano Isaia, ideatore di Cucinapoli, ha dedicato la serata all’emozione, ricordando come arte e passione possano trasformarsi in un dono per gli altri. Il direttore generale della Fondazione, Tommaso D’Alterio, ha definito l’evento un ponte capace di connettere mondi diversi e generare collaborazioni future.
Guidata da Emma Di Lorenzo e Michelangelo Iossa, la serata ha reso omaggio alle eccellenze del territorio grazie alla partecipazione di otto chef stellati, cinque cantine, un maestro panificatore e numerosi ospiti provenienti dal mondo dell’arte. Cucinapoli 2025 ha così rinnovato l’impegno della Fondazione nel costruire una visione che intreccia formazione, riabilitazione e inclusione sociale con i principi dell’economia circolare e di una sostenibilità a misura d’uomo.
di Annatina Franzese
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09 Dic, 2025 | Comunicare il sociale
Il 12 dicembre 2025 il Museo Archeologico di Nola ospiterà una giornata di approfondimento dedicata al cinquantesimo anniversario dell’Ordinamento Penitenziario del 1975, una riforma che ha segnato in modo decisivo l’evoluzione del sistema detentivo italiano. L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania del Ministero della Giustizia, si inserisce nel percorso di riflessione sul rapporto tra carcere, diritti, rieducazione e reinserimento sociale, alla luce delle trasformazioni normative e culturali degli ultimi decenni.
Il convegno, dal titolo “Dall’Ordinamento Penitenziario del 1975 alle riforme odierne: storia, testimonianze e prospettive”, si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali del direttore della Casa Circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano, Gianfranco Marcello, della direttrice dell’UIEPE Campania Claudia Nannola, del direttore del Museo Archeologico Giacomo Franzese e dell’avvocato Francesco Urraro, vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.
La giornata proseguirà con tre sessioni tematiche che offriranno uno sguardo plurale sul sistema penitenziario. La prima sessione, “Lo sguardo dal di dentro”, sarà dedicata alla trasformazione della vita detentiva e alle esperienze trattamentali e di reinserimento sociale, grazie agli interventi di figure provenienti dal mondo della polizia penitenziaria, della psicologia e del terzo settore, tra cui Massimo Di Bisceglie, Flavia Lizzardi, Maria Meola e la compagnia teatrale “Le voci di dentro”.
Alle 11.00 si aprirà la seconda sessione, “Lo sguardo dal di fuori”, che affronterà il tema dei diritti e dell’apporto delle scienze pedagogiche nei processi rieducativi. Interverranno Giovanni Carlo Bruno, ricercatore del CNR, Fausta Sabatano, professoressa di Pedagogia Speciale Università degli studi di Salerno, e Carmen Lucia Moccia, assegnista di ricerca presso il Disuff Università degli studi di Salerno.
La mattinata si concluderà con un focus dedicato a un tema di grande attualità e delicatezza: “Le donne e il carcere”, con particolare attenzione alla violenza di genere, al silenzio e alla ricerca di giustizia. A intervenire sarà Antonietta Covone, funzionaria del servizio sociale dell’UIEPE per la Campania.
Alle ore 13.00 è previsto un momento di dibattito e la sintesi conclusiva dei lavori.
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