16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Prosegue l’attività di contrasto ai reati ambientali messa in campo dalla Polizia metropolitana di Napoli, coordinata dal Comandante Lucia Rea che, in attuazione degli indirizzi operativi a seguito della sentenza CEDU ‘Terra dei Fuochi’ impartiti in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Quattordici i sequestri e altrettante le persone denunciate tra Scampia, Secondigliano e le aree di confine con il vicino comune di Arzano.
Le attività di controllo dei funzionari e gli agenti della Polizia Metropolitana della sezione ambiente insieme agli operatori del presidio territoriale di Nola, Pompei e della sezione stradale, in collaborazione con l’Esercito-raggruppamento ‘Strade sicure’, hanno portato a 14 sequestri, tra attività produttive e automezzi usati per il trasporto illecito dei rifiuti, nell’ambito delle operazioni finalizzate alla repressione dei reati ambientali, illecita gestione e abbandono e trasporto dei rifiuti, immissione in fogna non autorizzata e ricettazione.
Le aziende sequestrate sono prevalentemente officine meccaniche, autocarrozzerie, autolavaggi, aziende che si occupano di recupero rottami ferrosi o lavorazione marmo. Solo su uno di questi siti sono stati trovate quaranta tonnellate di rifiuti.
Tra i veicoli controllati, uno è risultato rubato. Nell’ambito della stessa operazione è stato scoperto un pluripregiudicato alla guida di un mezzo privo di patente e polizza.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Nasce a Napoli un progetto di supporto e tutela per le famiglie che decidono di adottare e per i loro bambini. Si chiama A.I.D.A. Insieme per l’adozione e lo propongono l’associazione Consulo aps e il Distretto di Napoli dell’Ami – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, con il patrocinio del Comune di Napoli.
Il progetto prevede interventi di sostegno alle coppie e ai bambini in adozione, supporto emotivo ed educativo e un’ampia serie di interventi coordinati per supportare genitori e figli nel periodo antecedente e successivo all’adozione, prevenendo l’emergere di possibili crisi nelle relazioni familiari e forme di disadattamento sociale. L’Ami parteciperà al progetto offrendo consulenza legale specializzata alle famiglie durante le diverse fasi del percorso adottivo.
L’iniziativa sarà presentata venerdì 20 Febbraio 2026 alle ore 16 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino, in occasione di un convegno accreditato presso il Coordinamento nazionale counselor professionisti (vale 2 crediti formativi). Dopo i saluti istituzionali di Iris Savastano, presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Napoli, Paola Brunese presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli; Gian Ettore Gassani presidente nazionale dell’Ami – Avvocati Matrimonialisti Italiani e l’introduzione di Cristiana Crisi, presidente dell’associazione Consulo e presidente nazionale dell’Aims – Associazione Internazionale Mediatori Sistemici, interverranno: Rosa Labonia magistrato presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Fabio Amato funzionario presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Valentina de Giovanni presidente Ami – Distretto di Napoli e vicepresidente nazionale; Maria Teresa Vitale assistente sociale presso la Seconda Municipalità del Comune di Napoli.
«L’adozione è un percorso ricco di emozioni, sogni e speranze, ma anche di sfide complesse che possono sollevare dubbi, paure e incertezze. Le coppie che si avvicinano a questa scelta spesso si trovano ad affrontare momenti di grande intensità emotiva e complessità burocratiche, sentendosi molto spesso soli e poco compresi nel loro percorso. Di qui il bisogno emergente di un gruppo di supporto mirato che possa offrire un ambiente di condivisione e sostegno in cui i futuri genitori adottivi possano confrontarsi con altri nella stessa situazione, ricevere informazioni pratiche e, soprattutto, sentirsi parte di una comunità accogliente», spiega Cristiana Crisi.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
di Fiorella Zabatta (assessora regionale alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali)
La tutela della biodiversità, la tutela degli animali, la protezione civile, le politiche di riforestazione e il rafforzamento della partecipazione delle giovani generazioni sono parti di un’unica visione di sviluppo sostenibile, sicurezza dei territori e giustizia sociale. Come Regione Campania, questa consapevolezza sta orientando la costruzione di politiche pubbliche sempre più integrate, capaci di tenere insieme prevenzione dei rischi, cura del territorio, benessere degli animali e cittadinanza attiva, mettendo al centro il rapporto tra ecosistemi, comunità e responsabilità collettiva. Di qui la composizione articolata delle deleghe che il presidente della regione roberto fico ha voluto attribuirmi.
In questo quadro, la Protezione civile non rappresenta soltanto la risposta alle emergenze, ma un ambito strategico di prevenzione, valutazione del rischio, conoscenza dei territori e costruzione di consapevolezza dei rischi derivanti da fenomeni naturali. La riforestazione, la tutela della biodiversità e la protezione del mondo animale sono parte integrante di questa strategia, perché contribuiscono alla riduzione dei rischi, alla stabilità dei suoli, alla salvaguardia degli ecosistemi e alla resilienza delle comunità.
Per questo motivo, l’investimento nelle scuole con campagne di educazione diventa uno strumento fondamentale: formare cittadini consapevoli significa costruire una cultura della tutela che è insieme territoriale, sociale e civile. È in questa direzione che stiamo lavorando per rafforzare il legame tra conoscenza dei territori, tutela della biodiversità, rispetto per gli animali, prevenzione dei rischi e responsabilità collettiva.
Allo stesso tempo, la sfida della sostenibilità e della sicurezza dei territori non può essere affrontata senza rafforzare il protagonismo delle nuove generazioni. In campania, i dati su occupazione giovanile, partecipazione civica e fenomeno neet raccontano una fragilità che non è solo economica, ma anche democratica e sociale. È da qui che nasce la necessità di politiche pubbliche capaci di trasformare i giovani da destinatari di interventi a veri protagonisti del cambiamento, in una regione che ha bisogno di ricostruire fiducia, appartenenza e legami sociali.
In questa prospettiva, è necessario lavorare per dare vita a un’infrastruttura stabile di partecipazione giovanile, fondata sul volontariato anche di protezione civile come palestra concreta di democrazia. Un modello che punta a prevenire la disaffezione civica, rafforzare il capitale sociale e generare fiducia nelle istituzioni, attraverso esperienze strutturate di cittadinanza attiva e partecipazione collettiva, anche in stretta connessione con le politiche di protezione civile, di tutela della biodiversità, di riforestazione, di tutela degli animali e di cura del territorio.
L’idea potrebbe essere quella di un sistema integrato che unisca territori, percorsi e riconoscimento delle competenze: da un lato nodi territoriali capaci di orientare e accompagnare i giovani verso esperienze di impegno civico; dall’altro un catalogo di esperienze di volontariato realmente formative, riconoscibili e certificabili; infine, strumenti di valorizzazione delle competenze di cittadinanza, in coerenza con i quadri normativi nazionali ed europei e con le strategie regionali sulla partecipazione giovanile.
Questa visione parte da un principio semplice ma potente: la partecipazione non è solo un diritto, ma una pratica che si apprende. Il volontariato organizzato produce competenze personali, sociali e civiche, rafforza l’autostima, costruisce appartenenza e genera quei “beni relazionali” che sono la base della coesione sociale, soprattutto nei contesti più fragili dal punto di vista sociale, territoriale e ambientale.
Il ruolo del terzo settore, delle associazioni e delle reti territoriali diventa quindi essenziale. Non come soggetti sostitutivi dell’azione pubblica, ma come partner nella costruzione di una amministrazione condivisa, capace di ascoltare, co-programmare e co-progettare. In questo senso, la partecipazione giovanile rappresenta anche uno strumento di prevenzione delle disuguaglianze territoriali e sociali, contribuendo nel medio periodo allo sviluppo economico e umano dei territori, rafforzando la capacità delle comunità di affrontare le sfide ambientali, climatiche e di sicurezza.
Rispetto per la vita nelle sue molteplici espressioni, della biodiversità, tutela degli animali, protezione civile, riforestazione, partecipazione, educazione e volontariato sono quindi tasselli di una stessa strategia: rafforzare i territori e la partecipazione democratica. Investire nei giovani significa investire nella capacità della nostra regione di affrontare le sfide dei prossimi decenni, con una visione integrata che unisce tutela della biodiversità, prevenzione dei rischi, benessere animale, coesione sociale e responsabilità istituzionale.
Puntiamo a far diventare la Campania un laboratorio in cui tutela della biodiversità, protezione dei territori, rispetto per gli animali e cittadinanza attiva procedono insieme, costruendo comunità più consapevoli, inclusive e resilienti, trasformando la partecipazione in una vera infrastruttura di sviluppo, sicurezza e tutela del territorio.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Il fiuto infallibile del cane antidroga “Thelma” del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno ha portato, nella mattinata odierna, all’arresto di un 34enne di Maddaloni, sorpreso dai militari dell’Arma in possesso di sostanza stupefacente e materiale vario per il confezionamento delle dosi. L’operazione è stata condotta dai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Maddaloni, con il determinante supporto delle unità Cinofile, impegnate in una mirata attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dei reati in materia di stupefacenti.
I sospetti dei Carabinieri hanno trovato riscontro all’esito di una perquisizione personale e domiciliare eseguita presso un’abitazione del centro cittadino di Maddaloni, che ha permesso di rinvenire, ben occultati all’interno di un comodino della camera da letto, 36 grammi haschish, un bilancino di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento delle singole dosi. Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati 150 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di cessione al dettaglio.
Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre per il 34enne, già noto alle forze dell’ordine, sono scattate le manette.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni interviene sul disegno di legge, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce nuove disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché norme per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.
“Il provvedimento, che andrà ora calendarizzato alle Camere, introduce una riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori” commenta Terragni. Tra i principali contenuti: contrasto all’immigrazione illegale e “blocco navale”; requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari; modifiche al Testo unico immigrazione e protezione internazionale; sanzioni e controlli; attuazione del Patto Ue e altre deleghe al Governo.
“Per quanto riguarda in particolare i minori stranieri non accompagnati – 17 mila secondo gli ultimi dati disponibili, maschi in nove casi su 10, 16-17enni in otto casi su 10 – le nuove norme non dovrebbero incidere sostanzialmente sul cosiddetto “prosieguo amministrativo” che garantisce continuità di sostegno e protezione per i minori stranieri non accompagnati (Msna) più fragili” aggiunge l’Autorità garante. “Sembrerebbe che la nuova previsione normativa nella sostanza riduca solamente il periodo temporale del prosieguo fino al diciannovesimo anno, anziché fino al ventunesimo, rafforzando invece la specifica previsione di una produzione documentale da parte dei servizi sociali in ordine alle motivazioni attese alla richiesta di proseguo. Va tuttavia sottolineato che, a fronte del crescente numero di vulnerabilità e del cambiamento nella composizione della popolazione giovanile migrante, il prosieguo amministrativo può avere un reale impatto positivo solo se accompagnato da interventi integrati delle équipe multidisciplinari degli enti locali, mirati a rispondere alle specifiche fragilità dei ragazzi, più che a criteri temporali legati alla durata del prosieguo”.
“Anche, altra possibile innovazione, il trasferimento della competenza sul rimpatrio assistito degli Msna dai tribunali per i minorenni ai prefetti, ovvero da un ambito giurisdizionale a uno amministrativo – osserva ancora Terragni – per quanto apparentemente problematico non cambierebbe nella sostanza la situazione di questi ragazzi, tenuto conto del fatto che in ogni caso il rimpatrio dei minori è, e resterebbe, un atto volontario e che comunque sembrerebbe previsto nella nuova norma il preventivo parere favorevole del tribunale per i minorenni per l’emissione del provvedimento da parte del prefetto”.
“Vero focus del tema Msna – tiene a sottolineare Marina Terragni – è, e continuerà a essere, il sistema di accoglienza su cui l’Autorità garante lavora con continuità. Oltre agli interventi in collaborazione con gli organismi internazionali in ordine alla partecipazione degli Msna, l’Agia sta realizzando due progetti nazionali con fondi europei (Fami). Uno riguarda il rafforzamento e il sostegno del sistema della tutela volontaria, l’altro il miglioramento del sistema di accoglienza degli Msna attraverso il rafforzamento della capacità e dell’esperienza degli enti locali di promuovere e accompagnare affidamenti familiari di minorenni migranti”.
“Il vero cambiamento per il destino di questi ragazzi – conclude Terragni – è infatti lavorare per un aumento significativo della quota delle famiglie affidatarie, al momento ferma al 4%, soluzione che con ogni evidenza è e resta lo strumento più efficace per assicurare loro integrazione e inserimento nella nostra società”.
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