24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Nell’area vesuviana oltre 160 persone, regolarmente soggiornanti in Italia, si trovano intrappolate in un circuito burocratico che impedisce loro di accedere a un conto corrente e, di conseguenza, a un contratto di lavoro regolare. Il risultato è un paradosso che alimenta marginalità e sfruttamento: senza residenza non si apre un conto, senza conto non si firma un contratto, senza contratto non si ottiene una casa.
A sollevare il problema è la Rete Vesuviana Solidale, insieme a Recosol – Rete delle Comunità Solidali e al Cnca Campania, realtà che da anni operano sul territorio per favorire inclusione, diritti e percorsi di autonomia. Le associazioni seguono lavoratori stranieri che, pur avendo titolo di soggiorno, non riescono ad accedere al cosiddetto “conto di base”, lo strumento pensato proprio per chi vive in condizioni economiche fragili.
Secondo quanto denunciato dalla rete, le difficoltà nell’apertura del conto corrente presso diversi uffici postali dell’area napoletana stanno di fatto ostacolando percorsi di regolarizzazione lavorativa già possibili. Una situazione che non riguarda singoli casi isolati, ma un fenomeno strutturale che incide direttamente sulle politiche di inclusione e sul contrasto al lavoro nero.
Il nodo principale è la residenza anagrafica. Molti richiedenti asilo sono in possesso di permessi temporanei o della ricevuta di fotosegnalamento, documento che per legge è equiparato al titolo di soggiorno e valido come documento di riconoscimento. Tuttavia, in assenza di residenza o carta d’identità, l’accesso a strumenti bancari essenziali diventa un percorso ad ostacoli.
Le organizzazioni del terzo settore hanno quindi chiesto un tavolo di confronto ai vertici di Poste Italiane e intendono portare la questione anche all’attenzione del Ministero del Lavoro. L’obiettivo non è polemico, ma sistemico: chiarire procedure, uniformare interpretazioni, evitare che la discrezionalità operativa produca esclusione sociale.
L’accesso ai servizi finanziari di base rappresenta oggi una condizione indispensabile per l’inclusione lavorativa e sociale: senza un Iban non è possibile ricevere uno stipendio, sottoscrivere un contratto regolare, accedere a misure di sostegno o dimostrare stabilità economica per ottenere un affitto.
Il rischio concreto è che l’assenza di strumenti formali finisca per alimentare il lavoro irregolare, vanificando gli sforzi di imprenditori disponibili alla regolarizzazione e indebolendo le politiche pubbliche di integrazione.
In questo scenario, il volontariato svolge un ruolo fondamentale: accompagna le persone nei percorsi amministrativi, dialoga con le istituzioni, monitora le criticità e prova a trasformare casi individuali in questioni collettive da affrontare con strumenti adeguati.
di Francesco Gravetti
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Si è insediato ufficialmente il primo Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di Mariglianella. Nel corso della seduta sono stati eletti il Sindaco dei giovani, Davide Carbone, e il Presidente del Consiglio, Nino Panico.
Sono stati inoltre proclamati consiglieri: Marta Aliperti, Dario Altavilla, Pasquale Cuomo, Martina Emolo, Luigi Esposito, Cristoforo Ianuale, Patrizia Martino, Giuseppe Pannone, Maria Teresa Romano e Beatrice Russo, che insieme al Sindaco e al Presidente rappresenteranno la voce delle ragazze e dei ragazzi del territorio.
L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione: presenti in aula genitori, nonni, il dirigente scolastico, insegnanti, consiglieri comunali e assessori. Un momento di forte valore simbolico e civico che segna l’avvio di un percorso di educazione alla partecipazione democratica.
«Vogliamo amministrare anche con i loro occhi – ha dichiarato il sindaco Arcangelo Russo –. Il confronto con i ragazzi ci aiuterà ad avere una visione diversa del paese e a comprendere meglio le esigenze delle nuove generazioni».
Nel corso della seduta è stato affidato ai giovani consiglieri un compito preciso: elaborare e presentare proposte concrete, obiettivi e idee per migliorare il territorio, che saranno discusse nel prossimo Consiglio comunale dei ragazzi convocato per la fine di marzo. Le proposte potranno contribuire a orientare le future scelte amministrative.
Dopo la dichiarazione di validità della seduta, su proposta del sindaco Russo, l’assemblea ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria del piccolo Domenico, un gesto condiviso che ha dato ulteriore profondità e significato all’incontro.
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Gli agenti della Polizia municipale di Pozzuoli e i militari della Capitaneria di Porto, in una più ampia operazione di controllo di tutto il litorale, hanno proceduto al sequestro di una struttura balneare in località Arco Felice di oltre 4mila metri quadrati.
Al centro del sequestro del lido, avvenuto per la perdita del titolo concessorio vigente, per motivi debitori nei confronti del Comune di Pozzuoli, i caschi bianchi del comandante Fabio Felice De Silva e gli uomini del tenente di vascello Agostino Galati, hanno accertato che tale struttura, utilizzata durante il periodo estivo per finalità turistico ricreative, si componeva di una pedana di circa 500 metri quadrati su cui insisteva una passerella, una biglietteria, un chiosco bar, ombrelloni, lettini, una passerella oltre a manufatti, destinati a locali igienici, infermeria e ripostiglio.
Gli agenti e i militari hanno proceduto così al sequestro, trovando ancora la struttura attrezzata, nonostante la perdita del titolo. In considerazione della mancata rimozione delle opere alla scadenza prevista, l’intera struttura è stata posta sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria con contestuale deferimento del responsabile per l’ipotesi di reato di abusiva occupazione di suolo demaniale marittimo.
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Oltre mille ragazzi delle scuole superiori di Napoli protagonisti alla seconda edizione di Nafafe’, il Festival napoletano del corto e del documentario, in programma al cinema America Hall dal 9 al 12 marzo prossimi.
Duecentocinquanta alunni del Liceo Scientifico “Arturo Labriola”, di Via Terracina, guidati dall’insegnante Nunzia Mallozzi, saranno al centro della prima giornata del Festival, il 9 marzo, con la proiezione di un documentario prodotto da una classe dell’Istituto stesso. Altri cento studenti della stessa scuola faranno parte, poi, nei giorni successivi della giuria che assegnerà a uno dei dieci corti in concorso il Premio Nafafe’.
Faranno parte della giuria anche i ragazzi dell’Istituto “Augusto Righi”, di Viale Kennedy, guidati dalla dirigente Giovanna Martano, dell’Istituto “Vittorio Emanuele II”, di Via Barbagallo, guidati dalla dirigente Rosa Baffa, del Liceo Artistico Statale di Napoli, di Largo Santi Apostoli, guidati dalla dirigente Simona Sessa, del Liceo Classico “Adolfo Pansini”, di Piazza Quattro Giornate, guidati dalla dirigente Albina Arpaia, e dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Gioacchino Rossini”, di Via Terracina, guidati dalla dirigente Teresa Martino. Quest’ultima scuola fornirà anche una collaborazione organizzativa con un gruppo operativo di accoglienza.
“Anche quest’anno puntiamo sui ragazzi – dicono gli organizzatori del Festival – perché Nafafe’ nasce per dare voce, corpo e spazio ai linguaggi giovanili, a quelle tensioni culturali e a quelle reti di costruzione del futuro”.
Lo scorso anno, alla sua prima edizione, Nafafe’(Napoli Film & Audiovision Festival), organizzato da Camella Srls, in partnership con Connessioni Aps, Run Film e Radio Giornale Italia (media partner), vide oltre mille presenze, con un calendario di eventi molto apprezzato: dieci opere in concorso, proiezioni speciali fuori concorso, incontri, interviste, masterclass.
Intervennero, tra gli altri, Alessandro e Andrea Cannavale, Giuseppe Nuzzo, Raffaele Savonardo, Massimiliano Pacifico, gli attori Mariano Bruno, Ernesto Lama e Giacomo Rizzo, l’attrice Yuliya Mayarchuk, il produttore Rino Pinto.
Il primo premio della giuria dei ragazzi fu vinto dal cortometraggio “Vincenza Birillo”, diretto da Biagio Manna, regista e attore noto per “E’ stata la mano di Dio”, di Paolo Sorrentino, e la serie tv “Mare fuori”. Il premio per il corto più originale andò, invece, a “Zona Cesarini” di Simona Cocozza. Premio della giuria tecnica, infine, a”Fucking Boobs e mani a terra” di Paolo Cipolletta.
In questi giorni, la direzione artistica, condotta da Raffaele Riccio, sta selezionando tra le centinaia di candidature arrivate, i corti che saranno proiettati in concorso durante il Festival. La giuria dei ragazzi sceglierà il vincitore. Una giuria tecnica assegnerà altri riconoscimenti. Ai premiati, le bellissime opere in ceramica artistica prodotte dai ragazzi detenuti nell’Ipm di Nisida, che sono già la lavoro nel laboratorio della cooperativa sociale Nesis – Gli amici di Nisida.
Dopo il successo della prima edizione, Nafafe’ torna per diventare un appuntamento fisso e imperdibile per gli amanti del cinema e dell’audiovisivo.
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23 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
In apertura della seduta del Consiglio Metropolitano di Napoli tenutasi questo pomeriggio nell’aula di Santa Maria la Nova, il Vicesindaco Giuseppe Cirillo ha fatto osservare all’Aula un minuto di silenzio in memoria del piccolo Domenico, il bambino scomparso lo scorso sabato a causa di complicazioni seguite a un delicato trapianto di cuore.
“La perdita del piccolo Domenico – ha affermato il Vicesindaco Cirillo, che ha presieduto la seduta – lascia un vuoto incolmabile e un senso di profonda ingiustizia. In questo momento di dolore, a nome mio e dell’intero Consiglio Metropolitano, desidero stringermi in un abbraccio fortissimo alla sua famiglia e all’intera comunità metropolitana. Non ci sono parole capaci di lenire una sofferenza così grande, ma vogliamo che i suoi genitori sentano la vicinanza, la solidarietà e l’affetto sincero di tutta l’istituzione e della nostra comunità. Non è retorica, ma il cuoricino del piccolo Domenico continuerà a battere in ognuno di noi”.
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