“Mare Mostrum”: in scena il dramma e la speranza dei migranti

Sabato 24 gennaio 2026, alle ore 18:30, il Teatro Sole (Via Giacomo Matteotti, 3) ospiterà un evento di profondo impegno civile e grande forza emotiva: il recital “Mare Mostrum”. Lo spettacolo, scritto e curato da Salvatore Nappa e dalla poetessa marocchina Dalila Hiaoui, accende i riflettori sul “viaggio drammatico dei migranti e la gioia di una nuova vita”, trasformando il palcoscenico in un luogo di testimonianza e riflessione.

L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Aversa in collaborazione con una rete di realtà impegnate da anni sul territorio nel campo della solidarietà e della cooperazione:, il Coordinamento Sviluppo Locale, i Missionari Comboniani (MCCJ) e l’Associazione Bianco e Nero.

Il titolo “Mare Mostrum” gioca sulla distorsione del termine latino Mare Nostrum, divenuto per troppi un “mostro” insidioso e mortale. Attraverso il linguaggio del teatro civile, l’opera ripercorre le tappe di chi fugge da guerre, carestie e persecuzioni: il deserto, la prigionia, l’incertezza delle onde e, infine, il difficile approdo verso una rinascita.

Il palco vedrà la partecipazione di figure chiave del mondo missionario e dell’attivismo, come Padre Daniele Moschetti e Padre Filippo Ivardi Ganapini, da sempre voci autorevoli contro l’indifferenza. La narrazione sarà arricchita dalle performance di Gennaro Giove, Seramala Salvador, John Haile Argaw e dal Coro degli Africani, che trasformerà il dolore del racconto in un inno alla vita e all’integrazione.

“Mare Mostrum” ci ricorda che dietro ogni numero o sbarco c’è un nome, una storia e un diritto inalienabile alla felicità.

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“Il Cielo è di Tutti”: un film in tour nelle città italiane per parlare di salute mentale

Dopo la prima nazionale a Parma del 6 novembreIl Cielo è di Tutti, documentario scritto da Lorena Ravanetti, diretto da Marco Mazzieri e prodotto da Video Type e Aleo Film, si prepara a incontrare il pubblico in tutta Italia con un tour di proiezioni evento tra gennaio e febbraio.

Il film sarà presentato in ognuna delle città in cui è attivo Progetto Itaca, Fondazione per la salute mentale che da oltre 25 anni opera sul territorio nazionale per promuovere programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione dedicati a persone con disturbi della salute mentale e alle loro famiglie. Nata nel 1999 e con oltre 600 volontari, Progetto Itaca ha come obiettivo la sensibilizzazione della comunità, l’abbattimento di stigma e pregiudizi legati al disagio psichico, la diffusione di una corretta informazione e la promozione della prevenzione e dell’accesso alla cura.

Le proiezioni saranno proposte in tutte le città dove è presente una sede di Progetto Itaca: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Campobasso, Catanzaro-Lamezia Terme, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Rimini, Roma, Torino.

Ogni appuntamento sarà concepito come una serata evento, pensata non solo come momento cinematografico ma come spazio di ascolto, confronto e riflessione. Alle proiezioni parteciperanno infatti i rappresentanti di Progetto Itaca della città ospitante e, quando possibile, saranno presenti anche il regista, i produttori e la sceneggiatrice, per dialogare con il pubblico sui temi affrontati dal film.

Accanto alle proiezioni serali, il tour prevede anche l’organizzazione di matinée dedicate alle scuole di ogni città, con l’obiettivo di coinvolgere studenti e studentesse in un percorso di educazione alla salute mentale, sensibilizzazione e consapevolezza, promuovendo una narrazione corretta, empatica e rispettosa del disagio psichico.

Il documentario nasce dall’esperienza della Club House di Progetto Itaca Parma, ma racconta in realtà un modello che accomuna tutte le sedi dell’associazione sul territorio nazionale: luoghi di accoglienza, ascolto e rinascita, in cui la persona viene messa al centro prima della diagnosi.

Le Club House sono strutture diurne e non sanitarie, in cui i soci si impegnano all’interno di unità di lavoro e rientrano nell’iniziativa della Fondazione Club Itaca: un centro per lo sviluppo dell’autonomia socio lavorativa di persone con una storia di disagio psichico. Il Club Itaca è un luogo dove chi soffre di disturbi psichici maggiori ha l’opportunità e differenti proposte per allacciare legami sociali, trovare autonomia e benessere per gestire la propria vita. All’interno di Club Itaca, ciascuna persona è un socio, un membro attivo parte di una comunità di pari e che si assume la responsabilità, insieme allo staff, di far funzionare l’intero apparato al meglio.

Parma diventa così una lente attraverso cui osservare e comprendere il lavoro quotidiano svolto da Progetto Itaca in tutta Italia.

Un’opera cinematografica e culturale che si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione nazionale, con l’ambizione di contribuire a un cambiamento reale nel modo di guardare, raccontare e vivere la salute mentale.

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Un grande successo che diventa solidarietà: 102.000 presenze ai Mercatini di Natale e 5.000 euro per il Santobono

Dopo il grande successo dei Mercatini di Natale di Pietrarsa, che tra il 29 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026 hanno registrato 102.000 visitatoriSimone Canzano e Gianmauro Sannino, imprenditori campani e organizzatori dell’evento, hanno celebrato questo importante traguardo con una serata speciale dedicata al loro team e alla solidarietà. L’iniziativa si è svolta il 15 gennaio 2026 nella suggestiva cornice dell’ex Galoppatoio Reale di Portici, con l’obiettivo di rafforzare il gruppo di lavoro che ha contribuito al successo della settima edizione dei Mercatini e di sostenere la Fondazione Santobono Pausilipon.  Durante la serata si è tenuta un’asta artistica a cura di Francesco Di Leva, che ha consentito di raccogliere 5.000 euro, interamente destinati alla Fondazione. Hanno partecipato numerosi ospiti, tra cui l’Assessore della Regione Campania Vincenzo Cuomo, il Direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa Oreste Orvitti, Gianni Fiorellino, Mavi Gagliardi, Mr. Hyde, Giovanni Quaranta, Adriano Pantaleo ed Emanuela Ammendola, con la conduzione di Barbara Petrillo e Ciro Villano.

Momento centrale dell’evento è stata la consegna simbolica dell’assegno alla Dott.ssa Flavia Matrisciano, Direttrice della Fondazione Santobono Pausilipon, e alla Dott.ssa Anna Maria Ziccardi, a testimonianza di un gesto concreto di solidarietà e della volontà degli organizzatori di restituire valore al territorio, unendo festa, gratitudine e impegno sociale.

La serata ha confermato un percorso che unisce successo organizzativo, spirito di squadra e responsabilità sociale, valori che contraddistinguono il lavoro di Simone Canzano e Gianmauro Sannino e della loro azienda E20 srl, da anni attiva nella progettazione e realizzazione di eventi capaci di valorizzare il territorio. Un risultato reso possibile anche grazie a un team altamente professionale, con Vittorio Iumiento alla guida della comunicazione e Obiettivi d’Arte alla produzione foto e video. Rama Italian Gourmet  ha curato con grande attenzione il menù della serata, garantendo qualità, eleganza e un’esperienza culinaria all’altezza dell’evento.

Dopo il successo dei Mercatini di Natale, si guarda ora al futuro con il prossimo appuntamento a Portici, “Mare in Fest 2026”, pensato per continuare a promuovere cultura del territorio, intrattenimento e aggregazione, confermando una visione che mette al centro le persone e la condivisione.

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Senza dimora ospiti della pizzeria da Michele. Caritas Napoli: “Promuoviamo la cultura del dono”

Sabato 17 gennaio, in occasione della festività di Sant’Antonio Abate (Sant’Antuono), patrono del focolare e protettore dei pizzaioli, ormai anche nota come “Giornata Mondiale del pizzaiolo”, l’Antica Pizzeria Da Michele aprirà le porte della sua Casa Madre a Napoli, nella sede nuova, per un appuntamento all’insegna della condivisione. Il brand offrirà un pranzo riservato alle persone con fragilità che frequentano la Mensa del Carmine, storico punto di riferimento cittadino per chi vive in condizioni di difficoltà.
L’iniziativa segna la tappa conclusiva di “Spicchi d’Amore”, il progetto del “Natale solidale” promosso dall’Antica Pizzeria Da Michele in tutta la Campania. Il calendario ha visto le diverse sedi campane del brand impegnate al fianco di associazioni e parrocchie locali, con l’obiettivo di trasformare un simbolo dell’eccellenza napoletana — la pizza — in un gesto concreto di vicinanza verso le fasce più fragili della popolazione.
Nato idealmente come chiusura del mese dedicato ai diritti dell’infanzia, “Spicchi d’Amore” si è evoluto in un percorso di attenzione costante verso le comunità locali, culminando proprio nel giorno dedicato al “santo del fuoco”, figura centrale nella cultura e nella tradizione dell’arte bianca.
Sergio Condurro e Francesco Ciotola, AD de l’Antica Pizzeria Da Michele, sottolineano il valore simbolico dell’evento: «Per noi la pizza è da sempre sinonimo di accoglienza e famiglia. Celebrare Sant’Antuono ospitando gli amici della Mensa del Carmine non è solo un omaggio alla nostra tradizione, ma un dovere morale verso la nostra città. Con “Spicchi d’Amore” abbiamo voluto dimostrare che l’impresa può e deve farsi carico del benessere collettivo, offrendo non solo un pasto, ma un momento di gioia e dignità a chi ne ha più bisogno».
Suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Napoli, esprime profonda gratitudine per il rinnovo di questa collaborazione: «Questo sabato in occasione della festa di Sant’Antonio Abate festeggeremo con le nostre sorelle e fratelli nell’Antica Pizzeria Da Michele. È il secondo anno che ci invitano a mangiare una pizza da seduti insieme con tutti i nostri amici, è un momento molto bello di condivisione e di fraternità ed è per questo che vogliamo ringraziare la famiglia Condurro per questo gesto di solidarietà, un gesto bello che fa sentire vicini e dà dignità alle persone. Un gesto che dice ai fratelli: non siete soli, vi siamo vicini e vi vogliamo bene, non scoraggiatevi perché potete rialzarvi e continuare a sperare. Auspichiamo che anche altre pizzerie e ristoranti possano essere contagiati da questa esperienza per dimostrare vicinanza a chi in un periodo della propria vita vive un momento di fragilità».
Attiva da decenni nel cuore di Napoli, la Mensa del Carmine opera quotidianamente per garantire pasti caldi e un clima di profonda umanità. La collaborazione con l’Antica Pizzeria Da Michele ribadisce l’importanza della rete tra realtà imprenditoriali e terzo settore per contrastare l’emarginazione sociale e promuovere la cultura del dono.

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Scampia, nasce prima esperienza di Microforesta di Comunità. A dimora 800 piantine

È stata inaugurata stamattina a Napoli, nel quartiere Scampia, in via Zuccarini – Comparto H, la Microforesta di Comunità di Scampia: un nuovo spazio verde pubblico nato da un percorso condiviso di rigenerazione urbana, ambientale e sociale. Si tratta di un’area di 200 mq in cui sono state messe a dimora 400 piantine appartenenti a 16 diverse specie autoctone tipiche della macchia mediterranea; lungo il margine esterno, inoltre, sono stati piantati ulteriori 400 esemplari di Teucrio, altra specie nativa, per formare una siepe perimetrale. Erano presenti all’evento di inaugurazione con Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli insieme al vicesindaco Laura Lieto, e all’assessore al Verde Vincenzo Santagada e a Nicola Nardella Presidente dell’8° Municipalità insieme al consigliere delegato Giuseppe Esposito,  Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2, e la professoressa Adriana Oliva, già docente dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, co-finanziatrice del progetto. La Microforesta di Comunità nasce grazie a un patto di collaborazione tra Legambiente Campania, capofila di un raggruppamento composto dai circoli Legambiente IRIDE APS e Legambiente La Gru OdV, dalle imprese AzzeroCO2 srl e L’Uomo e il Legno Cooperativa Sociale, e l’8ª Municipalità del Comune di Napoli, per la forestazione e la gestione condivisa dell’area a verde pubblico di via Zuccarini. La realizzazione dell’intervento è stata resa possibile grazie alla donazione della prof.ssa Adriana Oliva e al contributo di AzzeroCO2 srl. Legambiente Campania e i suoi partner hanno scelto di realizzare la prima esperienza di Microforesta di Comunità a Scampia per l’attenzione posta dal Comune e dalla 8a Municipalità ai processi di rigenerazione urbana e per la presenza di numerose realtà del terzo settore da tempo attive nella cura e valorizzazione del territorio.

La Microforesta è ispirata al metodo Miyawaki e al modello delle “Tiny Forest del Mediterraneo” e mira a creare una vera e propria foresta urbana in miniatura, capace di: potenziare i servizi ecosistemici del verde urbano, riducendo al contempo gli oneri legati alla gestione; rigenerare il territorio attraverso un ecosistema naturale resiliente, in grado di autoregolarsi dopo la fase iniziale; contrastare gli effetti del cambiamento climatico, migliorando la qualità dell’aria, riducendo l’isola di calore urbana e favorendo la biodiversità; accompagnare e monitorare l’intervento nel tempo, per garantirne la riuscita e favorirne la replicabilità in altri contesti urbani. L’intervento persegue due obiettivi principali: da un lato, un obiettivo ecologico-ambientale, basato sulla capacità della biodiversità di autoregolarsi, riducendo al minimo le esigenze gestionali, limitate alle sole fasi iniziali di attecchimento. Dall’altro, un obiettivo socio-economico e culturale, che punta a coinvolgere attivamente le comunità territoriali nel prendersi cura dello spazio e nell’accompagnare il processo di rinaturalizzazione. La Microforesta di Comunità prevede il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità locale nella realizzazione e per la successiva fruizione, di concerto con la Municipalità 8. Inoltre, la vicinanza dell’area alla stazione della metropolitana Linea 1 agevolerà la visita, soprattutto da parte di scuole. La posizione sopraelevata garantisce una protezione dalla strada. Nel tempo pannelli su supporti in legno saranno opportunamente collocati per fornire informazioni in merito all’intervento, alle norme comportamentali e alla sensibilizzazione al corretto uso dello spazio. Tali supporti saranno di ausilio allo svolgimento di attività culturali, didattiche, di animazione e sensibilizzazione sulle tematiche della sostenibilità in favore di scuole, associazioni, cittadini.

I dati sul verde pubblico- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania– mostrano segnali ancora insufficienti e segnalano l’esigenza di un maggior impegno sia politico che finanziario per il raggiungimento degli obiettivi posti a livello nazionale ed internazionale. Per questo oggi da Scampia lanciamo una nuova sfida per sottolineare l’importanza ambientale e sociale della riforestazione urbana: ripensare gli spazi urbani, soprattutto quelli incolti e abbandonati, rendendoli più verdi, sostenibili e accessibili. Con le Microforeste di Comunità è possibile prendersi cura della salute di cittadine e cittadini e rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici in atto, aumentare le aree verdi pubbliche con costi di manutenzione contenuti basandosi sulla capacità della biodiversità di autoregolarsi, promuovere la condivisione con gli abitanti per la cura e l’animazione sociale. Con il percorso avviato grazie al patto di comunità sottoscritto con l’8° Municipalità e che impegnerà i partner e i cittadini per quattro anni per accompagnare la crescita della Microforesta, presentiamo un modello di corresponsabilità replicabile in altri quartieri di Napoli e in tutta la Campania che lega l’aumento della biomassa vegetale all’inclusione sociale coinvolgendo le comunità territoriali nel far proprio il processo di rinaturalizzazione e di rigenerazione urbana.

“Sostenere la nascita della Microforesta di Comunità di Scampia significa per noi supportare un modello di rigenerazione urbana che riconosce nella natura una infrastruttura strategica per la resilienza del territorio – ha dichiarato Sandro Scollato, Amministratore delegato di AzzeroCO2. – Questo progetto dimostra la forza di un’azione che nasce dal basso, trovando disponibilità da parte delle istituzioni locali allo scopo di restituire alla comunità un patrimonio condiviso di natura e socialità. È un impegno diretto sul futuro del quartiere, un modello capace di tracciare una nuova via per l’intera città”.

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