05 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Si svolgerà venerdì 6 febbraio alle 10,30 nella sede della Fondazione Famiglia di Maria (via Salvatore Aprea 52, Napoli) la conferenza stampa di presentazione del progetto “Talent Foundation Sustainability”, un percorso volto alla valorizzazione dei talenti per realizzare sostenibilità sociale, rivolto ai minori in situazione di disagio o a rischio devianza nella zona a est di Napoli.
Il progetto “Talent Foundation Sustainability”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU attraverso i fondi del PNRR, nasce con l’ambizione di combattere la povertà educativa del Mezzogiorno offrendo nuove opportunità di crescita al Terzo Settore e ai giovani del territorio.
Testimonial del progetto il dj napoletano Daniele Decibel Bellini, produttore discografico, conduttore radiofonico, speaker, presentatore e voce storica dello stadio Diego Armando Maradona. Insieme a lui interverranno in conferenza stampa: Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria; Teresa Armato, assessora al turismo e alle attività produttive del Comune di Napoli; Mimmo Matania, presidente di Napulitanata; Luciano Fuschillo, rappresentante legale di Job Road Academy; Angela Tramontano, presidente dell’associazione Pestalozzi; Grazia Famiglietti, artista; Teresa Sasso, dirigente scolastica dell’I.C. Vittorino da Feltre-Sarria Monti.
“Essere presenti a questo evento significa stare accanto a chi valorizza i nostri territori: le periferie, oggi, sono i nuovi centri di Napoli. La Fondazione Famiglia di Maria lavora in questa direzione e promuove percorsi educativi e sociali per i minori, tra musica, supporto alle famiglie, educazione ambientale e alfabetizzazione digitale, favorendo inclusione, crescita e un autentico senso di comunità”, dice l’assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato.
“Con Talent Foundation Sustainability vogliamo accendere una luce per il nostro territorio” dichiara Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria. “Vogliamo costruire un ecosistema che, attraverso la musica, l’intelligenza artificiale, la cura per l’ambiente, sia in grado di prendere il talento di questi ragazzi e renderlo una risorsa per l’intera comunità. È un progetto che si innesta perfettamente in quello che facciamo da sempre e cioè attuare azioni concrete che incidano nella vita dei ragazzi e delle famiglie, dandogli opportunità”.
IL PROGETTO
“Talent Foundation Sustainability” prevede uno sviluppo in un arco temporale di 18 mesi e i laboratori si stanno già svolgendo nella sede della Fondazione Famiglia di Maria, ente capofila della rete e punto di riferimento per oltre 150 famiglie nel territorio di Napoli Est. Il lavoro verrà svolto in collaborazione con gli enti partner Associazione Napulitanata, Job Road Academy, Associazione Yvan Pestalozzi, I.C. Vittorino da Feltre – Sarria Monti.
Il percorso prevede quattro laboratori che coniugano finalità formative e sociali attraverso un approccio teorico-pratico.
– Laboratorio di “Musica e inclusione”, che pone al centro il “saper fare” musicale, integrando l’uso di strumenti classici, il canto e la digital music. L’intervento si caratterizza per una progettazione didattica inclusiva: i docenti sono affiancati da educatori specializzati per supportare i minori con bisogni educativi speciali (BES). L’obiettivo è trasformare l’educazione sonora in un potente linguaggio di coesione, capace di generare un profondo senso di appartenenza e annullare ogni forma di esclusione.
– Laboratorio di “Supporto psicologico e sostegno alla genitorialità”. Il percorso mira al benessere del nucleo familiare attraverso l’attivazione di sportelli di ascolto rivolti ai minori, alle famiglie e ai gruppi dei pari. Parallelamente alla consulenza individuale, vengono organizzati seminari ed eventi tematici dedicati alla genitorialità consapevole, alla responsabilità e alla gestione delle diverse forme di disagio minorile, creando una rete di supporto intorno alla crescita dei ragazzi.
– Laboratorio a tema ambientale. Basato sulla metodologia “imparando-facendo”, questo modulo promuove un rapporto reale e tattile con la natura attraverso l’orto sociale e il riciclo creativo. Seguendo l’intuizione montessoriana di liberare il bambino dai vincoli della vita artificiale, l’attività stimola la manualità e il concetto del “prendersi cura”. Il percorso affronta anche le sfide dell’economia circolare attraverso la strategia delle 5 R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero, arricchendo l’esperienza con passeggiate e visite guidate immersive.
– Laboratorio di “Alfabetizzazione digitale e Virtual Reality”, che fornisce competenze digitali essenziali sia ai minori che alle loro famiglie, focalizzandosi sull’uso dei principali software di produttività e offrendo la possibilità di conseguire la certificazione EIPASS. Accanto alla formazione tradizionale (ECDL), viene dedicato uno spazio innovativo alla Realtà Virtuale e Aumentata, dove i partecipanti possono imparare a progettare e vivere esperienze immersive, trasformando la tecnologia in uno strumento di espressione e conoscenza.
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05 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Il benessere studentesco e la salute sessuale tornano al centro del dibattito accademico. Il prossimo 13 febbraio 2026, l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” ospiterà presso l’Aula Matilde Serao della sede centrale in via Acton l’evento dal titolo “AMATI ADESSO: Prevenzione e sesso senza tabù”. L’iniziativa, che avrà inizio alle ore 09:30, si propone di abbattere gli stigmi legati alla sessualità e promuovere una cultura della prevenzione consapevole tra i giovani.
Un Confronto Multidisciplinare
I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del Magnifico Rettore, Antonio Garofalo, e di Claudio Porzio, Prorettore al Welfare e alla Sostenibilità. Il programma prevede un panel di esperti che affronteranno il tema da diverse angolazioni:
-Salute e Ricerca: Interverranno la prof.ssa Concetta Paola Pelullo (DiSMMEB) e il ginecologo Fabio Perricone.
-Supporto Psicologico: Il dibattito vedrà il contributo degli psicoterapeuti Fabrizio Liguori e Sonia De Balzo (sessuologa), oltre allo psichiatra Vincenzo Barretta e allo psicologo Vincenzo De Falco.
-Sociale e Arte: Presenti anche Giovanna De Rosa (Direttore CSV Napoli) e l’artista Alessandro Ciambrone.
L’evento vedrà inoltre la partecipazione straordinaria dell’attore e comico di Made in Sud, Alessandro Bolide, per offrire un approccio comunicativo diretto e coinvolgente. Servizi Diretti agli Studenti Oltre al dibattito, la giornata prevede un aspetto pratico fondamentale: sarà allestito un laboratorio e un check-point dedicato a consulenze professionali e test, offrendo agli studenti un accesso immediato e riservato ai servizi di prevenzione. “Amati Adesso” non è solo un titolo, ma un invito alla cura di sé in un ambiente accademico che si apre all’ascolto e al supporto concreto. L’organizzazione e il coordinamento sono affidati ad Alessia Ricciardi, Dirigente della Ripartizione Risorse Umane. La chiusura dei lavori è prevista per le ore 17:30.
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05 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Dietro le mura di milioni di case italiane c’è chi si prende cura, ogni giorno, di un familiare non autosufficiente o colpito da una patologia cronica, spesso oncologica. Sono i caregiver familiari: in Italia se ne stimano tra i 7 e gli 8,5 milioni. Parliamo di oltre il 17% della popolazione, con una prevalenza di donne (80%) e un’età media tra 45 e 64 anni, con una crescita dei giovani caregiver (6,6% nel 2020). Dietro i numeri, però, ci sono storie personali e umane, storie d’amore, ma anche di isolamento, fatica, paura, burnout e mancanza di supporto.
Per il World Cancer Day, la giornata mondiale per la lotta contro il cancro, il Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere‘ ha riunito per il quarto anno consecutivo in un incontro istituzionale associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici, rappresentanti della politica, clinici e diversi stakeholder dell’area oncologica: focus di quest’anno, il ruolo fondamentale del caregiver familiare, con il punto sull’iter parlamentare del Ddl Locatelli che formalizza, per la prima volta in Italia, dopo anni di attesa, diritti e tutele di questa importante figura.
‘Per la prima volta nel nostro Paese- afferma la presidente di Salute Donna Odv e coordinatrice del Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, Annamaria Mancuso– il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase di attesa fatta di annunci e iniziative prive di risposte strutturali.
L’approvazione del Ddl ‘Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare’ viene accolta da tutte le associazioni aderenti al Gruppo, con soddisfazione, perché si tratta di un primo, importantissimo passo legislativo che va nella direzione che tutti noi abbiamo sempre sostenuto. Questo riconoscimento giuridico del caregiver familiare rappresenta un potenziale punto di svolta per garantire ai milioni di persone che assistono a tutto tondo, ogni giorno, un famigliare con gravi patologie invalidanti, croniche e potenzialmente fatali, quella protezione sociale, economica, assistenziale e organizzativa che può contribuire a ridurre l’affaticamento fisico, mentale ed emotivo che il lavoro di caregiver comporta’.
‘Inoltre- prosegue Mancuso- maggiori riconoscimento e tutela potrebbero favorire una migliore assistenza al paziente e facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari attraverso percorsi più strutturati e organizzati. Questo disegno di legge quadro è una prima mossa, ora è iniziato con procedura d’urgenza il percorso parlamentare. Auspichiamo che il continuo scambio con le istituzioni e il governo porti passo dopo passo ad un miglioramento di eventuali lacune, considerando ad esempio il tipo di patologia e la fase di malattia che nel tempo sono variabili e possono incidere sul carico di lavoro del caregiver. Siamo certi che questo provvedimento verrà ampliato e migliorato con il contributo di tutte le voci coinvolte e potrà promuovere una maggiore equità nelle cure e cambiare il futuro dell’assistenza oncologica, dei pazienti e delle famiglie’.
Quello del caregiver è un ruolo di immensa valenza sociale e sanitaria, ma poco riconosciuto e per niente tutelato. Il Ddl Locatelli pone le basi per una cornice normativa organica e migliorabile. La proposta di legge introduce un sistema a 4 tutele graduate in base all’impegno di cura e alla convivenza a cui corrispondono altrettanti profili che serviranno a regolare l’accesso ai benefici previsti dalla legge. È previsto un contributo economico mensile fino a 400 euro per nucleo familiare con reddito Isee inferiore a 15mila euro, la cui erogazione partirà dal 2027 e sarà gestita dall’Inps con cadenza trimestrale o semestrale. Previsti, inoltre, l’inserimento obbligatorio del caregiver nel PV (Progetto Vita) e della persona assistita nel Piano Assistenziale Individualizzato. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028 per finanziare le nuove tutele. Resta aperto in Parlamento il confronto su come rafforzarlo e rendere le tutele più efficaci ed inclusive.
‘A maggior ragione oggi, giornata mondiale contro il cancro- aggiunge la deputata Vanessa Cattoi, coordinatrice dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ alla Camera- è doveroso ricordare che accanto a ogni persona colpita da una malattia oncologica c’è quasi sempre un caregiver. Una presenza silenziosa, costante, spesso invisibile, fondamentale nel percorso di cura. Chi assiste un malato oncologico non offre solo supporto pratico, ma condivide la fatica, la paura, l’attesa, la speranza. È un lavoro di cura che richiede forza, competenze e una straordinaria capacità umana. Un lavoro troppo a lungo dato per scontato. Il disegno di legge del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, introduce un sistema di tutele differenziate, a partire dal caregiver familiare convivente e prevalente. Obiettivo: riconoscere progressivamente tutti coloro che sono coinvolti nell’assistenza. Un impianto equilibrato, nato dall’ascolto e da un confronto serio e approfondito’.
‘Finalmente- evidenzia Cattoi- si mette un punto fermo: per la prima volta vengono stanziate risorse certe, ben 257 milioni di euro. Un segnale concreto di attenzione e responsabilità che vedrà coinvolto il nostro intergruppo nel portare avanti proposte emendative, come sempre frutto dell’ascolto e della condivisione con le nostre 50 associazioni di pazienti. La battaglia contro la malattia non riguarda solo i pazienti, ma anche chi li accompagna ogni giorno. Riconoscere i caregiver significa rafforzare la qualità della cura e affermare un principio di dignità, giustizia e umanità che il nostro Paese non può più rinviare’.
‘In occasione del World Cancer Day- le parole del senatore Guido Quintino Liris, coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ al Senato- siamo chiamati a riflettere sull’importanza di affrontare uniti la lotta contro il cancro, un percorso che coinvolge non solo i malati, ma anche chi li assiste, chi si trova in prima linea nella cura e nell’assistenza a tutto tondo: i caregiver familiari, persone che con grande dedizione e amore si prendono cura dei malati pur restando spesso invisibili nel sistema sanitario. Oggi è necessario riconoscere il ruolo fondamentale del caregiver e garantire il sostegno che merita. Il mio impegno, nell’ambito dell’Intergruppo Parlamentare in Senato, sarà di continuare a lavorare per ampliare le iniziative di sensibilizzazione, rafforzare la rete a supporto dei caregiver e migliorare l’accesso a risorse adeguate ed eque per chi assiste i pazienti oncologici’.
‘Il nostro obiettivo- precisa- non è solo legislativo, ma anche culturale: costruire una società che riconosce e apprezzi il valore di chi sostiene la persona malata che sta soffrendo. I caregiver sono i veri eroi silenziosi e come I istituzioni dobbiamo fare tutto il possibile per rendere questo compito, così gravoso, più riconosciuto e tutelato’. In apertura dell’evento promosso dal Gruppo ‘La salute: un bene da difendere un diritto da promuovere’, la platea ha potuto assistere alla proiezione del cortometraggio ‘La luce nella crepa’, presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, disponibile sul sito di Salute Donna Odv e su YouTube (https://m.youtube.com/watch?v=j4B5FV7V2Kk) che narra una storia ispirata alle vicissitudini e all’esperienza vissute da Annamaria Mancuso, caregiver di Tonino, il fratello, venuto a mancare di recente.
A seguire, le vibranti testimonianze di Ilaria, Federica e Francesco, che hanno raccontato le loro storie di caregiving, raccolte rispettivamente dalle Associazioni Acto (Alleanza Contro il Tumore Ovarico), Walce (Women Against Lung Cancer in Europe) e Arco (Associazione Riuniti Calabria Oncologia). Istantanee che racchiudono una costellazione di stati d’animo che tolgono il fiato. Le storie personali raccontano un dolore, ma anche un atto d’amore: emergono i dubbi, ma anche i bisogni e le esigenze di chi accudisce e di chi è accudito, rispetto alle terapie, all’assistenza, alla tossicità finanziaria e all’accesso a servizi e diritti. Emerge la necessità di stringere relazioni più profonde, di superare l’isolamento e di accettare la malattia per continuare a vivere, anche dopo che lui/lei non ci saranno più.
‘Una malattia oncologica- dichiara l’onorevole Ilenia Malavasi, membro XII Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati e membro dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’- non è mai un problema solo per la persona che ne è colpita: per la necessità di terapie frequenti, per le esigenze di mobilità sanitaria e per il carico assistenziale, infatti, queste patologie hanno spesso un fortissimo impatto sui caregiver, chiamati a occuparsi non solo di seguire il paziente lungo tutto il percorso di cura in ogni fase della malattia, ma anche a dover rimodulare i propri tempi di vita e di lavoro. Quello di cura è dunque un impegno gravoso, spesso a tempo pieno, che si affianca e solleva quello del sistema socio-assistenziale e sanitario nazionale’.
‘La recente approvazione in CdM del Ddl sul caregiver familiare- dice poi- non rappresenta ancora la svolta necessaria e attesa da milioni di persone ed è frutto di una visione sociale e culturale che ritengo sbagliata, in quanto non guarda a tutto tondo alla figura e al ruolo del caregiver come centrali per il sistema di welfare, ma riconosce il valore del caregiver che svolge questo ruolo esclusivamente tra le mura domestiche, a danno in primis delle donne. La norma prevede risorse limitate per platee molto ristrette e tutele totalmente insufficienti. Credo che ai caregiver vada garantito un insieme strutturato di servizi adeguati, sostegno economico, formazione, interventi di sollievo, strumenti di conciliazione tra lavoro e cura e diritti previdenziali, per tutti, nessuno escluso. Sarà questo il mio e il nostro impegno per arrivare a mettere veramente al centro la dignità dei malati e di chi se ne prende cura’.
‘Le persone che si prendono cura dei propri cari malati o non autosufficienti con amore e dedizione- sostiene il senatore Massimo Garavaglia, presidente 6a Commissione permanente Finanze e Tesoro del Senato e membro dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’- non possono e non devono più essere ignorati. Era tempo che venisse finalmente approvato un provvedimento che tenta di riconoscere dignità e diritti ai caregiver familiari. C’è bisogno di una legge organica, strutturata e con tutele più ampie per un numero esteso di caregiver, ma questo è il primo importante passo avanti da dieci anni a questa parte e non possiamo che plaudire a questa prima conquista che è solo all’inizio del suo percorso’.
‘Il ruolo del caregiver è molto complesso, variegato e di enorme responsabilità, tanto che spesso comporta la perdita o la rinuncia dell’attività lavorativa da parte del caregiver che non riesce a conciliare la sua vita personale, familiare e lavorativa con l’impegno che si è assunto. Questo perché fino ad oggi il caregiver familiare è rimasto da solo, invisibile, per niente o poco tutelato. Da mio canto e con l’Intergruppo cui appartengo- conclude Garavaglia- proseguirò a lavorare nella direzione già da me proposta più volte in Parlamento. Il caregiver familiare deve ricevere tutele non solo economiche ma lavorative e sociali, mi riferisco all’aspetto previdenziale, ai permessi accessibili retribuiti e molto altro’.
Anche quest’anno il messaggio del World Cancer Day, promosso da Uicc (Union for International Cancer Control) e sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità, è ‘United by Unique’. Ogni storia conta, il tumore è più di una semplice diagnosi medica: è una questione profondamente personale. Dietro ogni diagnosi c’è una storia umana unica; storie di dolore, sofferenza, guarigione, resilienza, amore…Per questo un approccio al trattamento del tumore centrato sulla persona, che integri pienamente le esigenze uniche di ciascun individuo, porta ai migliori risultati per la salute.
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04 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
La Cappella Sansevero dedica un’apertura straordinaria ed esclusiva al pubblico di non vedenti e ipovedenti, martedì 17 marzo 2026, con la visita tattile “La meraviglia a portata di mano” che offrirà l’eccezionale opportunità di esplorare e toccare con mano le opere principali del Museo, dal Cristo velato, fra i più suggestivi capolavori della scultura di tutti i tempi, ai bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno.
L’iniziativa, a ingresso gratuito, propone un percorso di visita ponderato sulle esigenze specifiche dei partecipanti, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile il patrimonio storico-artistico del Museo attraverso idonee modalità di accoglienza.
La visita è organizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ETS APS, Sezione Territoriale di Napoli, e prevede l’ingresso su prenotazione al Museo dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.30).
Per partecipare all’evento, infatti, è necessario prenotare telefonando al numero 081.5498834 (lunedì e venerdì 9.00 – 13.00; martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 17.00) o inviando una e-mail a uicna@uici.it. Le prenotazioni potranno essere recepite fino ad esaurimento.
I visitatori saranno accolti dallo staff dei servizi educativi del Museo con una descrizione introduttiva della Cappella Sansevero, con particolare riferimento alla figura del principe Raimondo di Sangro, geniale ideatore del progetto iconografico del complesso monumentale.
Successivamente avrà luogo l’esplorazione tattile dei capolavori del Museo, il Cristo velato e i bassorilievi marmorei della Pudicizia e del Disinganno, condotta dalle guide non vedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La formazione è stata curata da Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili, in collaborazione con il Museo Cappella Sansevero.
In occasione della visita, per consentire di avvicinarsi alle opere, sarà rimossa la recinzione attorno al Cristo velato, e il pubblico, dotato di guanti di lattice, potrà toccare le trame marmoree dell’incredibile opera realizzata da Giuseppe Sanmartino, per poi proseguire, guidati sempre dagli accompagnatori, verso i bassorilievi posti ai piedi della Pudicizia e del Disinganno. Al termine della visita tattile, gli ospiti saranno guidati in Sacrestia, dove riceveranno in omaggio una speciale guida in braille realizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
In occasione della visita tattile a ciascun visitatore non vedente e ipovedente sarà consentito l’accesso con un accompagnatore e/o un cane guida. Durante l’esplorazione tattile sarà vietato indossare anelli, bracciali, orologi e altri oggetti che possano danneggiare le opere in marmo. Con questa iniziativa il Museo Cappella Sansevero prosegue il proprio impegno per rendere i suoi spazi sempre più accessibili, realizzando progetti che rispettano i tempi e le modalità di apprendimento di un pubblico ampio e diversificato, capaci di accogliere e favorire l’incontro di tutti con l’arte e il patrimonio culturale.
Museo Cappella Sansevero
Napoli, Via Francesco De Sanctis 19/21
Visita tattile “La meraviglia a portata di mano”
Martedì 17 marzo
9:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:30)
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni: 081.549 88 34; uicna@uici.it
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04 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Se pensate che l’unico crimine commesso a tavola sia dimenticare il sale nell’acqua della pasta, preparatevi a ricredervi. Da venerdì 6 a domenica 8 febbraio, il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli si trasforma nella scena del crimine più bizzarra e golosa dell’anno con lo spettacolo “Lettera di un pastassino”. Protagonista assoluto è Michele Lettera, volto noto del web e paladino del “buon mangiare”, che porta in scena un format ibrido tra teatro, satira social e riflessione sociologica.
In scena Michele non sarà solo. O meglio, lo sarà fisicamente, ma dovrà fare i conti con il suo alter ego: Robbertino. Occhiali tondi senza lenti, piglio rustico e un accento napoletano che non lascia spazio a interpretazioni, Robbertino rappresenta l’anima verace che reagisce, con ironia tagliente, alle derive gastronomiche moderne. Il filo conduttore? Un tipico ricevimento di nozze del Sud, dove il cibo non è un semplice nutrimento, ma un attore protagonista ingombrante e, talvolta, discutibile.
Il termine “Pastassino” – neologismo coniato per indicare quegli “chef” (o presunti tali) che infangano la cultura culinaria tra paste frullate e abbinamenti horror – dà il nome allo show. Durante la serata, Michele commenterà dal vivo circa 15 video di preparazioni culinarie al limite dell’assurdo.
Non solo risate: lo spreco e la realtà
Nonostante il tono scanzonato, lo spettacolo non rinuncia a graffiare. Lettera sfrutta l’ironia per toccare nervi scoperti della nostra contemporaneità: dallo spreco alimentare ostentato sui social come strumento di seduzione, fino alla difficoltà reale delle famiglie di arrivare a fine mese a causa dell’inflazione. “Lettera di un pastassino” promette di essere un viaggio esilarante tra i 10 comandamenti del cibo e i peccati capitali commessi dietro ai fornelli (e agli smartphone).
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