A Somma Vesuviana cena stellata per il restauro della Madonna di Castello

Il 19 febbraio, a partire dalle ore 20.00, il ristorante “La Lanterna” di Somma Vesuviana, sarà teatro di un evento speciale in cui l’alta cucina diventa racconto, incontro e gesto d’amore per il territorio.
Una serata stellata a sei mani dal forte valore gastronomico e umano.
Protagonista e padrone di casa sarà lo chef Luigi Russo, che accoglierà in cucina, insieme a sua moglie Consiglia Caliendo, due grandi nomi della ristorazione italiana, Nino Di Costanzo (due Stelle Michelin) e Peppe Guida (una Stella Michelin).

L’idea della serata nasce proprio da un incontro conviviale: i due chef stellati sono stati ospiti a cena da Luigi e sono rimasti profondamente colpiti dalla sua cucina, dalla sensibilità gastronomica e dall’identità dei suoi piatti. Da quella serata, fatta di assaggi e dialogo, è nata la volontà di dare vita a qualcosa insieme, trasformando una stima sincera in un progetto condiviso.
Il risultato sarà un percorso gastronomico a sei mani, in cui tre visioni diverse si intrecciano in un’unica esperienza capace di esaltare materia prima, tecnica e territorio.
A rendere l’evento ancora più speciale, i vini in abbinamento, generosamente offerti dall’azienda agricola Perna e dall’azienda vinicola Nocerino, due realtà locali che, con il loro contributo, rafforzano il legame profondo tra cucina, vino e comunità.

La serata avrà anche un importante valore solidale: l’intero ricavato sarà devoluto al restauro della statua della Madonna di Castello, un gesto concreto per preservare un simbolo caro alla memoria collettiva e restituirgli la bellezza che merita.

 

di Annatina Franzese

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Il senso sociale della Giornata dei Calzini Spaiati

Oggi, venerdì 6 febbraio 2026, si celebra la Giornata dei Calzini Spaiati, un’iniziativa nata nel 2013 in una scuola primaria del Friuli con l’obiettivo di promuovere l’accettazione delle differenze e la diversità dell’altro. Indossare calzini diversi diventa così un gesto simbolico per ricordare che le differenze non sono un difetto, ma una ricchezza.

La Giornata dei Calzini Spaiati è diventata un appuntamento annuale che coinvolge scuole, famiglie e comunità in tutta Italia. Attraverso attività didattiche, laboratori creativi e momenti di riflessione, si cerca di sensibilizzare soprattutto i più piccoli sull’importanza dell’inclusione e del rispetto reciproco.

Inoltre, molte associazioni e organizzazioni no-profit colgono l’occasione per promuovere campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi a sostegno di cause sociali, come la lotta contro il bullismo e il supporto alle persone con disturbi dello spettro autistico.

Partecipare è semplice: basta indossare due calzini diversi e condividere una foto sui social con l’hashtag #calzinispaiati, per diffondere un messaggio di empatia e solidarietà

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Dal Policlinico Federico II partono le macchine per il NutriMAS in Uganda

Lunedì 9 febbraio, alle 13.30, partiranno dall’edificio 19 A del Policlinico dell’Università Federico II (via Pansini, 5 – Napoli) i macchinari con cui NutriAfrica ODV produrrà in Uganda un alimento terapeutico a rapido utilizzo alternativo a quelli già in commercio.

L’impianto, composto da una tostatrice, un mulino a sfere e uno a martelli, un compressore e una Dosicream, è stato acquistato esclusivamente con donazioni, a partire dal 2016.

Le macchine alimentari saranno spedite a Gulu, in Uganda, dove saranno utilizzate per produrre il NutriMAS.
Il NutriMAS è l’alimento terapeutico per la cura della malnutrizione acuta severa infantile messo a punto in anni di studi e ricerche da Vincenzo Armini, fondatore e presidente dell’ODV.
Caratteristica principale del NutriMAS é la sostenibilità, in quanto prodotto con ingredienti reperibili nei paesi del sud globale. L’idea alla base del progetto è trasferire tecnologie alle comunità locali, affinché siano in condizione di affrontare in autonomia le crisi di malnutrizione.

Attualmente, Armini si trova a Gulu, dove, a partire dall’ottobre 2025, ha iniziato a lavorare alla fase operativa del progetto, con la predisposizione dei locali per la produzione e l’individuazione dei bambini beneficiari, in sinergia con gli ospedali locali.

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Lo Stato incassa, le famiglie pagano: il paradosso dell’azzardo legale

C’è una fila silenziosa che ogni giorno affolla tabaccherie e ricevitorie. È una fila che muove miliardi ed è la fila di chi tenta la fortuna per necessità più che per gioco, di chi cerca nella combinazione giusta una via d’uscita da stipendi insufficienti, debiti, precarietà. In quella fila si consuma uno dei paradossi più profondi del sistema pubblico italiano: il gioco d’azzardo legale è oggi la terza fonte di gettito fiscale per lo Stato, con miliardi di euro che ogni anno passano dalle tasche delle famiglie alle casse pubbliche.

È da qui che parte la riflessione lanciata dal Forum delle Associazioni Familiari della Campania insieme a Finetica Ets Antiracket e Antiusura, dopo l’entrata in vigore della riforma dei giochi numerici. Una riforma che introduce nuove regole su puntate, limiti e controlli, ma che – secondo le associazioni – non risponde alla domanda di fondo: può uno Stato costruire una parte rilevante del proprio bilancio sulle speranze, spesso disperate, delle fasce più fragili?

I numeri raccontano una potenza economica enorme, ma raramente raccontano le storie che ci sono dietro. Nei centri di ascolto, nelle case famiglia, nei servizi per nuclei in difficoltà emerge un quadro diverso: il gioco colpisce soprattutto chi ha meno strumenti economici e culturali e vede nella vincita una scorciatoia verso una stabilità che lavoro e risparmio non riescono più a garantire.

È qui che il gioco diventa, secondo le associazioni, una sorta di tassa nascosta e regressiva. Una tassa che pesa di più su chi ha meno e che genera un cortocircuito pubblico: lo Stato incassa dal gioco e poi spende per curare le dipendenze, sostenere le famiglie impoverite e ricostruire legami sociali spezzati dalla ludopatia.

Il problema, sottolineano le associazioni, non nasce oggi. È una traiettoria costruita nel tempo, attraversando governi e maggioranze diverse. Ed è proprio questa continuità a rendere il tema strutturale: ogni intervento che rende il gioco “più sicuro” o “più controllato” rischia di consolidarne la legittimazione, senza interrogarsi davvero sul modello complessivo.

La richiesta delle associazioni è un cambio di prospettiva profondo: disincentivare davvero il gioco attraverso la leva fiscale, vietare la pubblicità, vincolare per legge tutto il gettito a prevenzione e cura delle dipendenze, introdurre una vera educazione alla probabilità nelle scuole, investire su alternative concrete come educazione finanziaria, microcredito e inserimento lavorativo.

Non si tratta solo di ridurre il danno, ma di ridisegnare il rapporto tra Stato, entrate pubbliche e dignità sociale.

 

di Francesco Gravetti

 

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Asl Napoli 3 Sud, “Cardiologie aperte – back to school”. Prevenzione cardiovascolare e primo soccorso nelle scuole

Anche quest’anno la cardiologia e Utic dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Asl Napoli 3 Sud), diretta da Fabio Minicucci, aderisce all’iniziativa nazionale Cardiologie apertecon l’evento dal titolo Back to School, dedicato alla sensibilizzazione dei più giovani sui temi della prevenzione cardiovascolare.

Gli incontri si svolgeranno presso l’Istituto comprensivo Matilde Serao di Volla, diretto dal prof. Claudio Rullo, e il Liceo Scientifico Francesco Severi di Castellammare di Stabia, diretto dalla prof.ssa Elena Cavaliere(Il 10 febbraio 2026 ore 9.30 a Volla,  il 13 febbraio 2026 ore 10.00 a Castellammare di Stabia).

Le giornate sono rivolte agli studenti con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita e sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari sin dall’età scolastica.

La sessione divulgativa prevede una panoramica sull’epidemiologia delle patologie cardiovascolari, sui principali fattori di rischio, come sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo e stress, e sulle strategie di prevenzione utili a contrastarli. Accanto al momento teorico, è prevista una parte pratica con dimostrazioni di rianimazione cardiopolmonare (Rcp) e manovre di disostruzione delle prime vie aeree, per insegnare agli studenti come comportarsi correttamente in caso di emergenza.

“Investire nella prevenzione cardiovascolare tra i giovani significa costruire salute per il futuro – dichiara Giuseppe Russo, direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud –. Portare la cardiologia nelle scuole vuol dire diffondere conoscenza, responsabilità e cultura della prevenzione, fornendo ai ragazzi strumenti concreti per tutelare la propria salute e quella degli altri. È un impegno che la nostra azienda porta avanti con convinzione, in stretta collaborazione con il mondo della scuola e del territorio”.

L’iniziativa conferma l’impegno dell’Asl Napoli 3 Sud e dell’ospedale San Leonardo nel promuovere la prevenzione primaria, la formazione sanitaria e la cultura del primo soccorso, elementi fondamentali per ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari e salvare vite umane.

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