23 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Oltre sessanta donne visitate in una sola giornata, con prestazioni che vanno dalla visita ginecologica e senologica all’elettrocardiogramma, dalla pletismografia vascolare alla valutazione del rischio cardiologico, fino al prelievo ematologico completo e alla visita odontoiatrica. È il bilancio della Giornata di prevenzione ginecologica organizzata al Poliambulatorio «Bernardo Giovino» dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, in piazza Santa Maria la Nova a Napoli, guidata dal primicerio Gianni Cacace.
La struttura, aperta dal 1987 sotto la direzione sanitaria del professore Arcangelo Menna, eroga non meno di trentamila visite l’anno a fronte di un ticket ridotto, destinato esclusivamente alle spese di gestione e al personale non medico. I medici operano come volontari. Una quota di utenti, segnalati dalla Curia per condizioni economiche disagiate, è esonerata anche da quel contributo: un polo che intercetta chi resta fuori dalle maglie del pubblico senza potersi permettere il privato.
Le pazienti visitate venerdì saranno richiamate all’arrivo degli esiti di analisi e pap test, per gli eventuali approfondimenti terapeutici.
A dare un ulteriore spessore scientifico all’iniziativa è la ricerca condotta dalla ginecologa Gelsomina Lombardo e dall’odontoiatra Gaetano Marciano sulle possibili correlazioni tra infezioni dentarie e del cavo orale e fertilità femminile. «Molto importante parlare con le donne, farle aprire, spazzare via tensione e paure», spiega la dottoressa Lombardo: «far capire con parole semplici e dolci che la prevenzione è fondamentale». Il dottor Marciano allarga la prospettiva: «Le cure dentali si stanno dimostrando sempre più strategiche anche per affrontare l’infertilità, un ambito decisivo se si vuole contrastare la crisi delle nascite».
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22 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Come da Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2024 dalla Cyber Security Foundation con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Camera penale di Roma ha preso il via, nella casa circondariale di Rebibbia, il percorso formativo della durata complessiva di 200 ore che consentirà ai partecipanti di conseguire una certificazione internazionale di cyber security spendibile nel mondo del lavoro. L’iniziativa ha visto la Cyber Security Foundation donare 15 computer e mettere a disposizione le proprie competenze per promuovere la cultura cibernetica, le conoscenze digitali e l’introduzione alle professionalità informatiche negli istituti penitenziari.
“‘L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo‘. Le parole di Nelson Mandela assumono oggi un significato ancora più profondo mentre inauguriamo questo percorso di formazione presso l’istituto romano di Rebibbia- ha detto il presidente della Cyber Security Foundation, Marco Gabriele Proietti- Crediamo che la conoscenza rappresenti non solo uno strumento di crescita professionale, ma soprattutto un’opportunità di riscatto personale e di inclusione sociale. In un mondo sempre più digitale, l’accesso alle competenze tecnologiche e alla cultura della sicurezza informatica può aprire nuove prospettive, restituendo fiducia, dignità e possibilità concrete per il futuro”.
La certificazione che richiede l’esame organizzato con il test center ‘Person value’ è la Fcf (Fortinet Certified Professional in Network Security), mentre tutti i partecipanti riceveranno, a valle di un on-line self-placed test anche la Fortinet Certified Foundation e la Fortinet Certified Associate.
“Portare la formazione in un istituto penitenziario significa investire nella persona, nella sua capacità di cambiamento e nel valore del reinserimento sociale- ha sottolineato ancora Proietti- Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa e rivolgo ai partecipanti il mio incoraggiamento più sincero: ogni competenza acquisita, ogni traguardo raggiunto, sarà un passo verso nuove opportunità e verso un futuro da protagonisti del cambiamento”.
“E’ con grande piacere che ho partecipato all’inaugurazione del corso sulla cybersicurezza nel carcere di Rebibbia. Una convenzione voluta dal presidente Proietti e dalla Camera penale di Roma di cui all’epoca ero presidente – ha aggiunto Gaetano Scalise – che permette ai detenuti di intraprendere un percorso che li porterà poi a introdursi nel mondo del lavoro”.
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22 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
No alla costruzione di nuovi Cpr, come quello ipotizzato a Castel Volturno, e chiusura di quelli già esistenti sul territorio italiano. Velocizzazione delle pratiche per il permesso di soggiorno. Diritto alla casa e a un lavoro dignitoso anche per i cittadini stranieri. Sono le rivendicazioni del Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli che sabato 20 giugno, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato, ha riunito in corteo oltre 15mila persone: partiti da piazza Garibaldi, i manifestanti hanno raggiunto il Largo della Prefettura tra cori, canti e balli, con associazioni, comitati, sindacati e organizzazioni politiche provenienti da tutta la Campania.
Le rivendicazioni
«Ad aprile uno sgombero a Napoli ha lasciato oltre 40 famiglie per strada senza una soluzione», ricorda Moussa Diakite, portavoce del Movimento. «Abbiamo chiesto alla Regione Campania di trovare rimedi per il diritto alla casa, superando gli stereotipi che ancora permangono. Vogliamo una casa e un lavoro dignitoso, a partire dai rifugiati che sono scappati dalle zone di guerra». Il tema che più pesa sul momento, però, è l’ipotesi di costruzione di un Cpr a Castel Volturno, nell’area del Parco Umido La Piana, con un investimento statale di oltre 40 milioni di euro. «È uno schiaffo al territorio», dice Diakite. «Castel Volturno è già sotto ricatto, con problematiche spesso nascoste. In questo clima di odio sulla remigrazione, che ha alimentato la frattura tra le comunità, noi ci organizziamo con la solidarietà».
La Regione al tavolo
All’iniziativa era presente anche l’assessore regionale alle Politiche Sociali Andrea Morniroli, che il giorno precedente aveva partecipato a un tavolo in Regione sul tema del caporalato. «L’obiettivo è trovare gli strumenti già esistenti, come il permesso di soggiorno per casi speciali dedicato alle vittime di grave sfruttamento lavorativo», spiega. «Ci sarà un confronto con Prefetture e Questure per contrastare il lavoro nero e garantire i diritti». Sulla proposta del Cpr, la posizione è netta: «Sono strutture in cui vengono rinchiuse persone senza colpa. Quei 40 milioni andrebbero destinati alla scuola e alla sanità». E a chi in Campania guarda con favore alla remigrazione: «La popolazione campana sa cosa vuol dire emigrare. Chi individua nemici per costruire consenso elettorale sarà responsabile dei conflitti che ne seguiranno».
I permessi di soggiorno
Sullo sfondo resta la questione irrisolta delle lungaggini burocratiche. «Lo straniero non vuole essere un fantasma senza permesso di soggiorno», dice Yaya Ramde, del Movimento Migranti e Rifugiati. «La gente viene aggredita a causa del clima di odio. Chi scappa dalla guerra ha diritto a una protezione umanitaria, ma passano anche due anni senza un’audizione». Una denuncia che risuona con quella di Potere al Popolo, presente in piazza: il movimento ricorda i lavoratori migranti morti per aver chiesto condizioni di vita dignitose e ribadisce il no al Cpr, «costruito con i nostri soldi sul nostro sangue». Quindicimila voci, un unico refrain: la solidarietà come risposta all’odio.
di Antonio Sabbatino
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22 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, si è svolto un evento finalizzato al conferimento del Premio Arte & Gusto 1920-2026, ideato da Loredana Paolesse, nell’ambito della manifestazione “Aspettando la Festa della Musica”.
La consegna del premio è stata curata dalla presentatrice Romilda Barbato. Il Premio è legato al progetto ANIMA dello scultore Antonio Longobardi, iniziativa di profondo valore umano e artistico che trasforma il dolore in un messaggio universale di speranza, memoria e rinascita.
Protagonista della serata è stata l’Orchestra Giovanile del Conservatorio, diretta dal Maestro Leonardo Quadrini, artista di elevata sensibilità e costantemente impegnato nella valorizzazione dei giovani talenti.
Il riconoscimento è stato conferito al violinista Alberto Marano, solista dell’Orchestra del Conservatorio, giovane musicista che ha dimostrato talento, passione e grande maturità interpretativa.
Al Maestro Celestino Pio Caiazza, Presidente Regionale della Federazione Italiana Cori per la Campania e Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Direttori di Coro ha conferito la targa.
La Presidente Loredana Paolesse ha letto la pergamena: Alberto, il 26 marzo 1920 questo premio è stato consegnato per la prima volta.
Da allora ha toccato le mani di Maestri, Sognatori, Eccellenze che hanno dato forma alla nostra cultura. Oggi 106 anni dopo, tocca le tue Alberto. Le stesse mani giovani che stringono un archetto e tirano fuori l’infinito da quattro corde.
Hanno partecipato all’evento anche il Cavaliere Leonardo Pascucci; Segretario Amministrativo della Fondazione Papa Clemente XI Albani in Italia; l’artista Pasquale Caraviello e il Maestro, Orafo restauratore Giovanni Pisacane.
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22 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Una piazza che si trasforma in un ideale crocevia di culture, lingue e visioni globali. Giovedì 25 giugno 2026, a partire dalle ore 19:30, Piazza Giovanni Paolo II a Scampia (Napoli) ospiterà la prima edizione del Festival dell’Intercultura. L’evento, a ingresso completamente gratuito, è ideato e realizzato dal Liceo “Elsa Morante” in stretta collaborazione con la Municipalità 8 del Comune di Napoli.
L’iniziativa nasce dalla volontà dell’istituto scolastico di aprire non soltanto le porte al territorio circostante, ma di strutturare connessioni internazionali stabili, partendo proprio dal Messico, paese con il quale la scuola ha già avviato da tempo una fitta e proficua collaborazione. Questa visione globale valorizza una profonda sinergia istituzionale, sancita dai patrocini dell’Ambasciata del Messico in Italia, del Consolato del Messico a Napoli, dell’Università di Salamanca, della Municipalità 8 – Comune di Napoli, del Comune di Napoli e della Città Metropolitana: enti che hanno sposato il progetto con grande interesse ed entusiasmo, riconoscendone l’alto valore formativo e sociale.
La manifestazione si aprirà con un forte segnale di coesione territoriale e regionale grazie alla Federazione Bande, Cori e Majorette della Campania (FBCM). La loro attesa esibizione unirà simbolicamente i diversi comuni del territorio campano in un unico grande coro di inclusione, dimostrando il potere universale della musica come veicolo di pace e dialogo sociale.
Ad aprire l’ampio evento – dalle ore 20:10 – saranno previsti i saluti e i contributi istituzionali della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Giuseppina Marzocchella, della Dott.ssa Anna Distinto, Vicepresidente della Municipalità 8, e dei rappresentanti del Comune di Napoli e della Città Metropolitana. La serata sarà arricchita da un intervento video straordinario di Sua Eccellenza Genaro Lozano, Ambasciatore del Messico in Italia, a testimonianza del profondo valore interculturale del progetto.
Fino alla mezzanotte (ora di conclusione della manifestazione), la piazza sarà animata da un ricchissimo palinsesto di performance artistiche plurilingue, danze e letture curate direttamente dagli studenti del Liceo Elsa Morante. Parallelamente, il pubblico potrà fruire di mostre e laboratori artistici pensati per i bambini, interamente curati dagli artisti e dagli artigiani ospiti della serata.
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