24 Set, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA – Oltre 500 giovani coinvolti, 20 cantieri di lavoro, una tappa per ogni regione. L’area di impegno “Giovani&Innovazione” di Libera darà il via al percorso nazionale di progettazione partecipata “Officine Libere”. Un viaggio che attiverà nel Paese progetti di innovazione sociale per dare vita ad un diverso modello di sviluppo locale. Un percorso che offre una occasione per incidere sui propri territori attraverso un’azione che mira a contrastare forme di illegalità e ingiustizia sociale. Le esperienze che prenderanno forma nei diversi incontri in programma saranno al centro della due giorni “L’innovazione Libera” che si terrà a Napoli il 7 e l’8 dicembre. Il percorso è realizzato in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per i Giovani
24 Set, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Il 26 Giugno scorso Barack Obama twittava #LoveWins, annunciando un grande passo verso l’uguaglianza: il diritto al matrimonio per coppie gay e lesbiche. Da allora, siccome qui in Italia nulla è stato fatto o chiaramente detto in merito, migliaia di omosessuali continuano ad attendere delle risposte, di veder riconosciute le Unioni civili. La difesa dell’amore verso una persona dello stesso sesso risale all’antica Grecia, se ne trovano tracce a cominciare dal “Simposio” di Platone eppure, ad oggi, nessuno dei politici che siede in Parlamento sembra aver concretamente preso a cuore la questione. Restando in ambito letterario non si può non ricordare “Maurice”, il primo romanzo di Edward Morgan Forster ,ma pubblicato postumo, nel 1971. Un capolavoro della giovinezza in cui il venerato autore di “Passaggio in India” racconta il graduale risveglio emozionale e sessuale di Maurice Hall: borghese appartenente all’intransigente società londinese dei primi anni del Novecento.
Dopo l’iscrizione all’università di Cambridge la vita di Maurice prenderà una piega che mai avrebbe immaginato. La frequentazione con Clive Durham, intellettuale cui visione dell’omosessualità è del tutto idealizzata, lo condurrà verso una nuova consapevolezza di se stesso, del suo amore incondizionato verso gli uomini. I due intratterranno una relazione platonica fino a quando Clive, sedotto dalle convenzioni sociali dell’epoca, deciderà di passare dall’altra parte: sposerà Anne, tradendo la fiducia di Maurice e quella parte del suo vero io che gli fa troppa paura. Terzo protagonista maschile della storia è Alec Scudder: guardiacaccia che lavora a Penge, tenuta di cui proprio Clive è proprietario. In una notte di «travaglio fisico» Maurice e Alec si doneranno l’uno all’altro senza riserbo, celebrando la stessa carnalità che Clive ha respinto. L’epilogo è una difesa del matrimonio non come istituzione sociale ma come vento di cambiamento e opposizione: libertà, accettazione, due uomini che possono sfidare il mondo sono i concetti chiave che soggiacciono al testo.
Per tutti questi motivi “Maurice” rimase nel cassetto di Forster per cinquantasette lunghi anni, anche in seguito alla decriminalizzazione dell’omosessualità avvenuta nel 1967. Passata la paura della prigione l’autore temette la reazione critica che la pubblicazione del romanzo avrebbe sicuramente innescato in tutti quelli che, sino a dopo la sua morte, ne ignoravano l’orientamento gay. Leggere “Maurice”, un modello di decoro e tenerezza, di amore leale che non scade mai nell’oscenità, potrebbe sensibilizzare quella fetta di politica e opinione pubblica fossilizzata in convinzioni ormai obsolete, che gran parte del mondo condanna. Il linguaggio di Forster, inoltre, è squisitamente allusivo, è una continua epifania che da Joyce in poi consegna al lettore rivelazioni improvvise: due individui dello stesso sesso possono amarsi e rispettarsi come tutti gli altri, nei secoli dei secoli, Amen.
di Francesca Coppola
24 Set, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA- Dal 2 al 4 ottobre torna la terza edizione di Orti in festa, la campagna di Legambiente dedicata all’orticoltura e al verde urbano, che coinvolge scuole, comuni, cittadini, organizzazioni e aziende locali. Coltivare un orto in città è funzionale a tanti obiettivi: la tutela del territorio e della biodiversità autoctona, la diffusione di azioni di volontariato ambientale, la di festa del suolo contro il degrado e il rischio idrogeologico, il miglioramento della qualità dell’aria contro l’inquinamento, la collaborazione e la coesione sociale. Un ricco programma di attività che venerdì 2 e sabato 3 ottobre vede protagoniste le scuole: in queste giornate realizzeranno orti scolastici riutilizzando materiali riciclati, dando spazio a piante tipiche locali. Sabato 3 e domenica 4 ottobre, invece, ad essere coinvolti saranno i cittadini e le istituzioni, con l’apertura al pubblico degli orti e dei giardini di Legambiente. Visite guidate, attività di laboratorio sull’agricoltura sostenibile e di autoproduzione domestica, visite ad aziende agricolte locali, azioni di guerrilla gardening per il recupero di aree abbandonate. Coltivare un orto urbano è una delle azioni fondamentali della Nuova Agricoltura, l’agricoltura che non inquina, che risana, che contribuisce alla mitigazione e alla lotta ai cambiamenti climatici, che si fa promotrice dell’adozione di stili di vita sostenibili. Nel periodo della campagna utilizza sui social l’ hashtag #ILMIOORTO ed invia i tuoi consigli sul come fare un orto in città, in casa, sul balcone, un orto creativo fatto con oggetti riutilizzati e riciclati. Per saperne di più www.legambiente.
24 Set, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Da venerdì 25 settembre alle ore 17.00 fino a domenica 27 settembre a Napoli in Piazza Dante c’è YALLAFEST, il primo festival dell’intercultura organizzato dal Servizio Regionale di Mediazione Culturale YALLA gestito da Cidis Onlus con Gesco attraverso la cooperativa sociale Dedalus. L’evento è patrocinato dal Comune e dall’Accademia di Belle Arti di Napoli. Un’occasione per raccontare una regione multietnica, dove dalle case si sentono provenire dialetti napoletani e cingalesi, profumi di basilico e di curcuma, e persino le musiche dei neo-melodici che si miscelano con i ritmi e le sonorità del Maghreb e dell’Africa. La coesistenza di culture diverse è da sempre legata alla storia della Campania, fin dai tempi della Magna Grecia; sono i protagonisti ad essere cambiati, e con essi anche gli strumenti e i prodotti di questa cultura dell’integrazione che, seppur faticosamente, è divenuta espressione di un vivere quotidiano. In un momento drammatico per la difficoltà di costruire risposte al dramma dei profughi fuori dalla retorica dell’assedio, queste tre giornate vogliono essere uno sguardo che capace di andare oltre le narrazioni tossiche del razzismo e della paura.
YALLA FEST si misurerà con questi temi criticando la logica dell’emergenzialismo e al tempo stesso raccontando, con la voce stessa dei protagonisti, la riorganizzazione sociale e culturale che anima la Campania. L’evento prevede dibattiti, mostre, musica, spettacoli, presentazioni, giochi, enogastronomia: dalle giovani blogger di seconda generazione che ci offrono sguardi nuovi sulle trasformazioni e i problemi dei nostri territori alle proposte narrative ispirate dalla Campania interculturale. Sul palco si alterneranno gruppi musicali autoctoni di provata cultura antirazzista, da Jovine agli Zezi & Massimo Ferrante, Maurizio Capone, The Gentlemen’s Agreement, Franco Del Prete e Dolores Melodia, ma anche gli srilankesi Paragon, l’Orchestra Multietnica Mediterranea e tanti altri. Gabriella Ghermandi, scrittrice italo-etiope, insieme a musicisti italiani ed etiopi degli Ethiocolor (un nome di rilievo internazionale nel campo della world music) presenterà Atse Tewodros Project: una rielaborazione tra jazz e musica tradizionale del corno d’Africa delle canzoni e narrazioni della resistenza Etiope al colonialismo italiano. Saranno anche presenti, tra gli altri: Massimo Andrei, Sandro Joyeux, Franco Del Prete & Sud Express, Rete Co’ Mar’, Delirio Creativo, Collettivo Irmao, Compagnia di K, Mihretu Ghide & Panacea, Alessio Arena, Elvira Ricotta Adamo, Djarah Akan, Gladys Basagoitia, Mario Vezza & Alessio Perisano, Marcella Tagliaferri & la cucina della Kumpania. Clicca qui per il programma completo
23 Set, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Conoscere il valore del territorio e rafforzare la memoria di luoghi storici come la Valle del Sarno e il Parco Archeologico –Naturalistico. Sono questi alcuni degli obiettivi di una serie di incontri organizzati dal Gruppo Archeologico “Terramare 3000”, il comitato civico nato nel 2003 a seguito della battaglia per la salvaguardia e tutela del sito archeologico di Longola. Gli incontri si terranno nell’ambito del progetto “Campus Fuoriclasse” : si tratta di corsi di formazione tenuti da esperti del settore per i quali è previsto il rilascio di attestato di frequenza. Ciascuno dei meeting tratterà un tema specifico come il miglioramento e approfondimento di abilità richieste in lavori di gruppo, gestione dell’emotività e del confronto reciproco, nonché lezioni tecniche di coltivazione biologica e formazione sul campo per una corretta coltivazione degli orti e utilizzo delle piante. Gli incontri si terranno a partire dal 17/09/2015 sino al 14/11/2015 nella sede del Gruppo Archeologico “Terramare 3000” in via IV Novembre, 3 – Poggiomarino (NA).
di Francesca Coppola