A Scampia un campo di calcio con gli pneumatici recuperati in terra dei fuochi

NAPOLI- Circa 77 tonnellate di gomma riciclata si sono trasformate in un campo da calcio in erba sintetica: il risultato più evidente del ciclo di recupero degli pneumatici nella terra dei fuochi è il nuovo stadio di Scampia, intitolato oggi ad Antonio Landieri, vittima innocente della camorra. Il rifacimento del campo di calcio, realizzato con la gomma riciclata da pneumatici fuori uso, è stato possibile grazie al protocollo contro l’abbandono dei pneumatici nella Terra dei fuochi siglato da Ministero dell’Ambiente, Comuni e Prefetture di Napoli e Caserta ed Ecopneus.

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Beni comuni, 30mila euro per interventi di cura e rigenerazione

NAPOLI- CSV Napoli per promuovere la cura e la rigenerazione dei Beni comuni presenti nella provincia di Napoli, invita le OdV a manifestare interesse per l’iniziativa denominata “La Rete per i Beni Comuni“. Scopo di questa azione è di individuare reti locali di volontariato, da supportare dal punto di vista tecnico, progettuale e materiale, con l’obiettivo di promuovere iniziative di sperimentazione territoriale, stimolando la partecipazione attiva dei cittadini desiderosi di agire prendendosi cura, gestendo, generando o rigenerando una risorsa comune materiale. Fanno parte dei Beni comuni materiali le aree verdi, aree pubbliche, spazi o strutture pubbliche o private ad uso pubblico, ivi inclusi i Beni confiscati alla camorra. Dopo la raccolta delle disponibilità a partecipare al percorso “Le reti per i Beni comuni” si avvierà un laboratorio di progettazione partecipata volto alla realizzazione di un progetto esecutivo che sarà, poi, sostenuto dal CSV Napoli.

30.000 euro sarà il budget a disposizione degli interventi promossi dalle reti, che dovranno dichiarare la tipologia e le caratteristiche del bene comune da gestire, generare o rigenerare. Le Manifestazioni d’interesse devono essere presentate, entro e non oltre le ore 12.00 di lunedì 20 novembre 2017, a mezzo posta o consegna a mano, alla sede del CSV Napoli oppure inviate tramite PEC all’indirizzo csvnapoli@pec.it.

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Accoglienza, dignità, uguaglianza. A Napoli il Festival del cinema dei diritti umani

NAPOLI- In una baraccopoli di Buenos Aires, ai margini di una città indifferente, si consuma l’assassinio di Kevin, un bambino di nove anni. Il regista partenopeo Antonio Manco ha trascorso quattro anni nei barrios della capitale argentina ed è stato testimone di quella morte, a cui ha dato voce nel docufilm Ni un pibe menos. Si apre con una storia dura, ma raccontata con grande tenerezza, la IX edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, in programma da oggi, lunedì 6 novembre, fino a sabato 11: sarà proiettata stamattina all’interno del carcere di Poggioreale, nella giornata dedicata al cinema oltre i muri e le sbarre. Proprio i muri rappresentano uno dei temi simbolo di quest’anno, assieme ai mari e al filo spinato: «Abbiamo scelto uno slogan che contiene tre simboli: il mare, che unisce i popoli ma può anche separarli, i muri, che hanno trovato tanti profeti in questi anni di migrazioni, e il filo spinato, che un tempo segnava le trincee nei conflitti ed oggi dovrebbe proteggere le società opulente dagli sguardi di chi fugge dall’inferno, in cerca dei propri diritti – dice il coordinatore Maurizio Del Bufalo –. Ma per noi essi rappresentano una sfida, sono limiti da superare perché tutti gli uomini possano diventare finalmente padroni del mondo, liberi di muoversi e vivere in ogni luogo del pianeta». Coordinato dall’Associazione “Cinema e Diritti” di Salerno, l’evento è organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio del Consiglio d’Europa e di Amnesty International.

Proiezioni a Piazza Forcella – La tortura, il disagio mentale, le migrazioni e l’accoglienza, le stragi silenti come l’uranio impoverito e le sparizioni forzate in Sudamerica: ogni giornata accenderà i riflettori su una tematica specifica, attraverso proiezioni, mostre fotografiche e approfondimenti – tutti gli appuntamenti sono gratuiti –, per far conoscere le vicende di persone e di popoli che si battono in nome di valori come la dignità, l’uguaglianza, la libertà. I venti film in concorso sono stati scelti tra ben duecento pellicole provenienti da 47 Paesi: «Don Milani diceva di amare opere d’arte che sono opere d’urto e queste lo sono – sottolinea l’assessore alla Cultura Gaetano Daniele –, perché non inseguono il risultato estetico fine a se stesso, ma grazie alla creazione artistica cercano di dare forma ad un messaggio». Fulcro dell’iniziativa è lo spazio comunale Piazza Forcella di Via Vicaria Vecchia, sede della biblioteca intitolata ad Annalisa Durante: qui ogni pomeriggio si terranno dibattiti, incontri, le proiezioni di alcuni film fuori concorso e, a partire dalle 20:30, di tutti quelli in concorso. E nei pomeriggi del Festival – novità di quest’anno – le opere in gara saranno proiettate anche nella bottega E’ pappece a Via Mezzocannone e nella libreria Iocisto a Piazza Fuga.

Gli ospiti – A impreziosire l’edizione 2017 ci saranno Erri De Luca, stasera a Piazza Forcella per discutere di diritti, arte, letteratura e cinema, e Ilaria Cucchi, per la prima volta a Napoli con l’Associazione nata in memoria del fratello Stefano, che domattina sarà all’Ex OPG Occupato di Via Imbriani per spiegare a che punto è la lotta per una legge sulla tortura. E ancora, il sindaco di Riace, Domenico Lucano, che negli ultimi vent’anni ha realizzato nel paesino della Locride un modello esemplare di accoglienza dei migranti; un modello oggi accusato di irregolarità che rischia di scomparire, a cui il Festival renderà omaggio nella mattinata di sabato 11 novembre al Maschio Angioino, con la presentazione del libro Mimì capatosta di Tiziana Barillà, con l’intervento dell’autrice, dello stesso Lucano, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e di padre Alex Zanotelli. Il calendario completo delle iniziative è disponibile sul sito ufficiale www.cinenapolidiritti.it.

di Paola Ciaramella

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Save the Children: «Scuole antisismiche un tutta Italia», al via la raccolta firme

ROMA – Circa 4 milioni e mezzo di studenti soggetti all’obbligo scolastico vivono in aree ad alta o medio-alta pericolosità sismica (il territorio totale o parziale di 76 Province su 110). Ben 29 Province con un altissimo numero di studenti (dai 50 mila ai 500 mila), estendono il loro territorio in zone ad elevata pericolosità sismica. La Provincia di Roma risulta quella con più densità di alunni che frequentano la scuola dell’obbligo (450 mila). Eppure in Italia ad oggi, mancano molte informazioni sullo stato degli edifici scolastici, numerose scuole non sono state sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica e i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica non risultano aggiornati o completi (guarda la mappa sulla pericolosità sismica in Italia).
Questa la denuncia di Save the Children, in occasione della forte scossa di terremoto che un anno fa ha colpito Norcia e alla vigilia del quindicesimo anniversario del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia in cui persero la vita 27 bambini e una insegnante, sottolineando come tali tragedie siano “la conseguenza di una mancata prevenzione e di un monitoraggio assente”.

Le strutture pubbliche sono state spesso danneggiate dagli eventi sismici che hanno colpito il paese, in particolare le scuole. Perché questo non si ripeta, Save the Children lancia oggi una petizione con tre richieste fondamentali: che le scuole siano antisismiche per tutti, a partire dalle aree a maggior rischio; che sia effettuata una verifica degli edifici per mappare i pericoli per ogni singola scuola; che siano attivati percorsi di formazione e autoprotezione obbligatori per le emergenze nelle scuole. Le firme raccolte verranno consegnate al Governo e al Parlamento.

Per firmare la petizione, clicca qui

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Fiera dei Beni Comuni 2017, scendi in piazza con la tua associazione

NAPOLI- La Fiera dei Beni Comuni torna ad animare la città di Napoli per riflettere sui temi dell’amministrazione condivisa, finanza etica, sovranità alimentare, riforma del Terzo Settore e tanto altro. Nei giorni 1 e 2 dicembre 2017, Piazza del Gesù Nuovo ospiterà convegni, workshop, seminari e laboratori che punteranno i riflettori sui Beni Comuni e sulla fattibilità di una loro gestione condivisa. La Fiera, giunta alla nona edizione, si propone come un luogo privilegiato di confronto con esponenti istituzionali e rappresentanti del mondo del non profit sulle sfide e gli impegni che attendono i volontariati, il mondo dell’associazionismo, il futuro sistema dei Centri di Servizio a seguito della Riforma del Terzo Settore.

Come sempre CSV Napoli, prevede nell’ambito dell’evento, un’agorà espositiva e laboratoriale che permetterà alle associazioni di Terzo Settore di Napoli e provincia di promuovere la propria attività e motivare la cittadinanza all’impegno per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio. Le richieste di partecipazione saranno selezionate sulla base di criteri di originalità e fattibilità delle attività di animazione proposte, che dovranno impegnare almeno un ora del venerdì ed un ora del sabato. Gli stand che verranno messi a disposizione delle associazioni dovranno, inoltre, essere presidiati da volontari dalle ore 9.00 alle ore 19.00 di venerdì 1 dicembre e dalle ore 9.00 alle ore 13.00 di sabato 2 dicembre. Info e partecipazione al link dedicato.

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