06 Mag, 2016 | News dalle odv
Le agenzie di cittadinanza sono nate con il sostegno del CSV Napoli e del Comune di Napoli con l’obiettivo di rafforzare i legami sociali territoriali e valorizzare la cittadinanza attiva e la comunità solidale
Con il servizio di assistenza leggera rivolto aglianziani della municipalità diamo loro un aiuto concreto e praticonelle attività quotidiane:
– ascolto telefonico
– Compagnia
– informazioni
– segretariato sociale (aiuto pratiche presso enti)
– accompagnamento per commissioni
– pagamento bollette, spesa, acquisto medicinali, richiesta certificati.
25 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
ROMA – 150 esperti pronti ad aiutare. Una squadra di professionisti al servizio della comunità. Uno strumento a carattere sociale che consente a chiunque di poter avere un avvocato sempre e in ogni momento, anche in condizioni economiche disagiate : nasce il pronto soccorso legale. Un servizio, attivo 24 ore su 24, tutti i giorni, in grado di fornire un’assistenza telefonica tempestiva per qualunque necessità, dubbio o parere. Il progetto nasce dall’associazione no profit Emerlaws, formata da avvocati professionisti iscritti all’albo e da un comitato scientifico. Difendere e tutelare gli interessi e i diritti fondamentali di ogni cittadino, è la mission di un’iniziativa che, parte dal presupposto che “La legge debba essere uguale per tutti” e che il diritto alla Giustizia è di tutti. « La difficoltà di tutelare e far valere i propri diritti – spiega la Presidente dell’Associazione, Adele Pisanu – genera un diffuso senso di insicurezza e di sfiducia verso la vita e il futuro. Il nostro obiettivo è dare la possibilità a tutti di avere un avvocato sempre al proprio fianco, raggiungibile con una semplice telefonata, come fosse un medico di famiglia»
I DATI- 4.922.000 immigrati, 21.726.000 dipendenti di piccole imprese, 3.400.000 dipendenti pubblici, 13.800.000 pensionati: questi i numeri di coloro che hanno necessità di accedere ai servizi di Emerlaws. «All’interno di queste categorie – sottolinea l’Avvocato Silvia Comito, vicepresidente dell’associazione – esiste una percentuale significativa di individui che non possono avvicinarsi a uno studio legale e quindi richiedere l’assistenza di un avvocato. Infatti la disinformazione, la non conoscenza delle leggi, la mancanza di un consiglio a livello pratico giuridico da parte di un avvocato, che deriva spesso anche da un disagio economico, produce l’attivazione di un’infinità, inutile, di procedimenti a discapito, proprio delle categorie più deboli. Emerlaws con la sua attività di Pronto Soccorso Legale, si fa interprete di questa richiesta di legalità e mette a disposizione la professionalità di avvocati a tutti e in qualunque momento». E’ possibile avere assistenza legale tempestiva chiamando al numero 06 42010112
di Carmela Cassese
25 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
ROMA – Gli italiani amano gli animali e questa non è certo una novità: è di appena qualche settimana fa la notizia che nelle nostre case vivono almeno 60 milioni di animali domestici, una popolazione praticamente equivalente a quella umana. Ma purtroppo, per quanti micio e fido sono quotidianamente nutriti e coccolati sui nostri divani, altrettanti se non di più vivono per strada, costituendo un pericolo per se stessi e per la sicurezza pubblica. Il quinto rapporto nazionale di Legambiente “Animali in città” fotografa, infatti, una situazione abbastanza triste del nostro Paese, in cui purtroppo le regole esistono ma non sempre vengono applicate e, per giunta, mancano spesso adeguati controlli. Per fortuna, però, a dare una mano a tutti gli animali in difficoltà, ci pensano i volontari delle tante associazioni animaliste che operano sul territorio. In particolare, molto attiva è l’Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che molti avranno conosciuto attraverso la campagna nazionale, basata su cartelloni nelle stazioni delle metropolitane delle più grandi città italiane, contro il massacro degli agnelli che avviene tutti gli anni in occasione della Pasqua. L’Oipa, infatti, con l’aiuto da una parte una rete di volontari e dall’altra di un corpo di Guardie Zoofile con funzioni di Polizia Giudiziaria e Amministrativa, si occupa di tutelare e difendere gli animali e l’ambiente. Non solo lotta al randagismo, dunque, ma anche difesa dai maltrattamenti, vigilanza su caccia e pesca, contrasto al bracconaggio e al traffico di animali, controllo dei circhi e delle feste popolari con sfruttamento di animali e così via: queste in sintesi le attività coordinate dalle oltre 70 Delegazioni dispiegate su tutto il territorio nazionale. Un lavoro capillare e ben orchestrato, ma soprattutto basato sulla buona volontà e l’amore per gli animali, come ci spiega la delegata Oipa per Napoli e Provincia Vincenza Buono: “E’ importante sottolineare il fatto che tutti noi siamo dei volontari. Purtroppo, non riceviamo alcuna forma di aiuto dallo Stato. Le spese per aiutare i piccoli amici che ogni giorno salviamo dalla strada o da situazioni di sfruttamento e degrado, ahinoi, sono tante e più di una volta ci è capitato di doverci auto tassare per far fronte ad esse”.
Le iniziative organizzate dall’Oipa sul nostro territorio sono davvero tante e molto preziose. Una di queste è l’Asl itinerante che, periodicamente, viene allestita per impiantare gratuitamente il microchip a cani e gatti: questa operazione, lo ricordiamo, almeno per i cani è obbligatoria per legge, così come l’aggiornamento dell’anagrafe canina, oltre ad essere di fondamentale importanza per combattere il fenomeno del randagismo. Importante, poi, è anche il banchetto informativo dell’associazione che tutti i week end viene allestito al Vomero, in via Scarlatti, per dare informazioni sull’attività dell’Oipa, certo, ma soprattutto per raccogliere cibo, coperte e tutto il necessario per gli animali nei rifugi, nonché, naturalmente, per cercare una casa ai cuccioli più sfortunati.
Tutto questo, però, è possibile solo grazie al “capitale umano”, che ogni giorno scende per strada con una missione e che per “ricompensa” non avrà altro che qualche fusa o una coda scodinzolante. Se siete interessati a dare anche voi il vostro piccolo contributo, non vi resta che contattare l’OIPA: gli animali vi ringrazieranno.
di Nunzia Capolongo
23 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
ROMA – Oltre 280.000 nepalesi soccorsi e supportati dopo la catastrofe, grazie agli 1,4 milioni di euro donati dagli italiani. A un anno dai terremoti che colpirono il Nepal il 25 aprile e il 12 maggio 2015, causando la morte di quasi 9.000 persone e danneggiando o distruggendo oltre un milione di case, AGIRE scatta una fotografia degli aiuti forniti dalle 7 ONG della rete – ActionAid, CESVI, GVC, Intersos, Oxfam, SOS Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes – che si sono attivate all’indomani del sisma.
Centinaia di operatori umanitari hanno garantito la distribuzione di cibo, acqua potabile, medicine, l’allestimento di ripari temporanei, il supporto psico-sociale per i soggetti più fragili (bambini, donne, anziani), la costruzione di centri scolastici temporanei, la realizzazione di progetti educativi per l’infanzia e di centri comunitari per le donne, di attività generatrici di reddito per la riabilitazione di sentieri, strade e rete idrica.
Numeri, trasparenza e efficacia di AGIRE. La generosità degli italiani in poco più di un mese ha permesso ad AGIRE di raccogliere oltre 1,4 milioni di euro per rispondere all’emergenza in Nepal con interventi immediati, ma anche con la consapevolezza di poter restare al fianco delle popolazioni e delle persone più colpite nei mesi successivi al sisma, contribuendo alla ricostruzione e al miglioramento delle condizioni di vita con progetti specifici in 10 dei distretti più danneggiati, in particolare nelle zone montane più remote e vicine all’epicentro. LE ONG di AGIRE si sono attivate in 5 settori di intervento: il 62% delle risorse sono state destinate alla prima emergenza e alle distribuzioni, il 14% ai ripari temporanei, l’11% ha permesso riabilitazioni e ricostruzioni, l’8% ha sostenuto progetti di educazione e protezione dell’infanzia e delle donne, il 5% interventi igienico-sanitari.
AGIRE ha garantito un utilizzo dei fondi della massima efficienza, assegnando ben il 91% dei fondi direttamente ai progetti, un 1% al monitoraggio e alla valutazione dell’impatto degli interventi sul campo e solo l’8% ai costi di supporto.
«Il Nepal ha rappresentato per noi una grande sfida: difficoltà logistiche di accesso alle aree montane e ai villaggi isolati più colpiti, stagione delle piogge immediatamente successiva al sisma, ritardi legati al blocco di rifornimenti di combustibile. Malgrado questo il paese è diventato per AGIRE un caso di successo riguardo l’efficacia e l’efficienza degli aiuti che le 7 ONG hanno portato nel corso di questo anno – spiega Alessandra Fantuzi, Coordinatrice di AGIRE. La capacità di reazione dei Nepalesi si è unita all’approccio di AGIRE che ha privilegiato il dialogo, l’ascolto delle comunità e delle loro necessità, la previsione delle criticità e la condivisione della programmazione con gli abitanti dei villaggi».
Oggi il 54% della popolazione sfollata vive ancora in ricoveri temporanei, spesso, vicino alle case crollate, il 43% è potuta rientrare nella proprie abitazioni, l’1% è ospitato da amici o parenti e solo l’1% vive nelle tende dei campi allestiti dopo terremoto. Percentuali positive se confrontate con il devastante terremoto di Haiti del 2010, dove a un anno di distanza su tre milioni di persone colpite, oltre un milione e mezzo viveva in tendopoli senza servizi e un’epidemia di colera imperversava tra gli sfollati.
La difficile ricostruzione, per ora solo le ONG attive. Nonostante questi dati ottimistici, in Nepal la ricostruzione non è ancora cominciata e finora sono state proprio le ONG locali e internazionali a dare il maggior contributo dopo il terremoto.
Malgrado i 4,1 miliardi di dollari per la riabilitazione di case e edifici stanziati dalla conferenza dei donatori lo scorso giugno, il governo nepalese non ha avviato la fase post emergenza perché bloccato da una crisi istituzionale e amministrativa scoppiata poco dopo il sisma. Il passaggio storico dell’approvazione della nuova Costituzione democratica, infatti, è stato accompagnato da scontri violenti delle minoranze indù, che hanno causato l’embargo di carburante e beni primari dalla vicina India con la chiusura delle frontiere e la crescita dell’inflazione. I prezzi delle derrate alimentari essenziali (olio per cucinare, riso, lenticchie, zucchero e sale) sono cresciuti del 50-60%.
L’Autorità Nazionale per la Ricostruzione, inaugurata solo il 16 gennaio scorso, non sarà in grado di finire – o anche solo iniziare – la costruzione di alloggi permanenti in molti distretti prima che arrivino le piogge. Centinaia di migliaia di persone si stanno quindi preparando alla loro seconda stagione dei monsoni in rifugi temporanei.
Agire: donne, eroine della ricostruzione. Povertà, insicurezza, rischio di abusi e violenze, mancanza di igiene e cure. Sono le condizioni che le donne nepalesi hanno dovuto affrontare subito dopo il terremoto.
Le donne, come avviene in ogni crisi umanitaria, sono state le più colpite dal sisma, proprio per questo gli interventi delle ONG di AGIRE hanno scelto di dare priorità alle donne, ascoltare le loro necessità e proposte, renderle protagoniste del ritorno alla vita del paese, mobilitando operatrici umanitarie e volontarie locali nei progetti. AGIRE, grazie alle donne e alla loro capacità di saper scegliere cosa è meglio per l’intera comunità, ha potuto costruire fiducia e ricostruire il tessuto sociale insieme ai nepalesi.
Come insegna Mina, che coordina per Actionaid la ricostruzione di case e scuole danneggiate nel suo villaggio a Sindupalchowk: «La cosa più importante è parlare con le comunità, capire quello di cui hanno bisogno e di conseguenza lavorare insieme. Credo che in ogni ambito, le donne dovrebbero essere parte della forza lavoro e avere gli stessi diritti degli uomini a prendere le decisioni riguardanti la loro vita. Quando le donne sono coinvolte nella ricostruzione, dimostrano la loro leadership».