24 Mag, 2018 | Comunicare il sociale
ROMA- Aumentano gli investimenti delle banche sul territorio, specie regionale e locale. Lo registra una ricerca Abi che esamina l’insieme degli investimenti e delle donazioni delle banche operanti in Italia a favore di organizzazioni, individui e iniziative aventi utilità sociale e culturale. Nel biennio 2014-2015, le banche hanno erogato oltre 516 milioni di euro a fronte di almeno 50 mila interventi l’anno sul territorio; nel settore sociale gli interventi si sono concentrati soprattutto su attività e beni culturali, volontariato e beneficenza.In seconda battuta su istruzione, educazione e formazione e poi su sport e attività creative, sostegno ai giovani, sviluppo locale e politiche attive per il lavoro.
Altro aspetto significativo è l’evoluzione degli strumenti d’intervento. Le banche realizzano tali interventi attraverso: uffici preposti (nel 52,1% dei casi), dipartimenti o funzioni aziendali dedicate (28,1%) o per mezzo di fondazioni, associazioni o enti non commerciali ad hoc (16,7%), cresce la dimensione progettuale (quasi l’80% degli interventi è il frutto di strategie progettuali sempre più spesso monitorate e valutate). La ricerca evidenzia inoltre uno spostamento tendenziale dal tradizionale modello di concessione adottato in passato, in cui le banche erogavano risorse per la realizzazione di micro progetti concepiti da soggetti terzi, al modello di azione in cui esse sviluppano, in collaborazione con svariati partner, progetti che hanno una grandezza e un impatto più profondi e duraturi, con un approccio che sempre più spesso riecheggia le logiche e le filosofie sottostanti l’“impact investing” (modelli di investimento che operano con l’obiettivo di generare un impatto sociale misurabile e compatibile con un rendimento economico).
Le erogazioni a pioggia o le sponsorizzazioni paiono ormai leve deboli, poco incisive e controllabili: ne è conseguito un marcato indirizzo verso iniziative proprie o in collaborazione paritaria. Le banche, infatti, preferiscono concepire e gestire internamente molti progetti, con staff e risorse proprie, programmandoli su orizzonti pluriennali, al fine di individuare per tempo gli interlocutori ideali. Gli investimenti delle banche nel settore culturale superano i 250 milioni ogni biennio. Gli ambiti di intervento hanno interessato mostre temporanee, restauro di monumenti e opere d’arte, concorsi letterali, conferenze, seminari, festival locali, concerti di musica classica o pop, rassegne cinematografiche e spettacoli di danza.
di Danila Navarra
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23 Mag, 2018 | Comunicare il sociale
BRUXELLES- E’ arrivata la notizia che tutti si aspettavano: la Commissione Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee antismog. La Commissione sta adottando misure per affrontare i gravi e persistenti superamenti dei valori limite per le due principali sostanze inquinanti che incidono sulla salute: il biossido di azoto e il particolato. Francia, Germania e Regno Unito sono state deferite alla Corte di giustizia dell’UE per il mancato rispetto dei valori limite per il biossido di azoto (NO2), e per aver omesso di prendere le misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento. Ungheria, Italia e Romania sono state deferite alla Corte di giustizia per via dei livelli costantemente elevati di particolato (PM10). I limiti stabiliti dalla legislazione dell’UE sulla qualità dell’aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) dovevano essere raggiunti rispettivamente nel 2010 e nel 2005.
Questa decisione fa seguito a un vertice ministeriale sulla qualità dell’aria, convocato dal Commissario Vella il 30 gennaio 2018, come ultimo sforzo per trovare soluzioni atte a contrastare il grave problema dell’inquinamento atmosferico in nove Stati membri. I 6 Stati membri in questione non hanno presentato misure credibili, efficaci e tempestive per ridurre l’inquinamento entro i limiti concordati e quanto prima possibile, come richiesto dalla normativa dell’UE. Nel caso specifico dell’Italia, a maggio 2017 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell’UE in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Nel frattempo, l’Italia ha adottato misure correttive ordinando al gruppo Fiat Chrysler Automobiles di effettuare un richiamo obbligatorio nell’Unione europea. Oggi, nel quadro dell’attuale scambio, la Commissione richiede informazioni supplementari sulle concrete misure correttive adottate e le sanzioni applicate.
La legislazione dell’UE in materia di omologazione impone agli Stati membri di disporre di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per scoraggiare i fabbricanti di automobili dal violare la legge. Laddove si verifichi una tale violazione, ad esempio tramite il ricorso ad impianti di manipolazione per ridurre l’efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni, occorre mettere in atto misure correttive, quali i richiami, e applicare sanzioni (articoli 30 e 46 della direttiva 2007/46 e l’articolo 13 del regolamento n. 715/2007). Un’ulteriore lettera di costituzione in mora costituisce una richiesta di informazioni ufficiale. Gli Stati membri, compresa l’Italia, dispongono ora di due mesi di tempo per replicare alle argomentazioni addotte dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.
di Danila Navarra
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23 Mag, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Il mandolino come strumento per salvare la periferia est di Napoli. Venerdì 25 maggio alle 10.30 verrà presentato nell’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre” il progetto “Con la musica mi oriento”, un progetto musicale che coinvolgerà il plesso scolastico e che ha come strumento protagonista il mandolino. L’idea, che nasce in collaborazione con Mandolinisti Napoletani, vuole offrire agli alunni l’opportunità di fare musica per stare insieme, per condividere momenti di forte valenza espressivo-comunicativa, per favorire lo sviluppo di capacità collaborative e promuovere atteggiamenti positivi verso sé e verso gli altri. “Con la musica mi oriento” è un progetto che nasce in un territorio, quello di San Giovanni a Teduccio e del Rione Villa, interessato nelle ultime settimane da “stese” di camorra. Il progetto, spiega l’insegnante di musica della “Vittorino da Feltre” Elisabetta Aragione andrà ad incidere “in un contesto territoriale con forte connotazione di degrado e di bullismo, d’illegalità diffusa e di criminalità organizzata. Con la musica mi oriento rappresenta l’impegno della scuola per l’affermazione del diritto inviolabile della persona alla vita, alla libertà e alla propria identità”.
“Come dirigente scolastico di una scuola che opera in un quartiere definito ad alto rischio di devianza sociale – spiega Valeria Pirone, direttrice della Vittorino da Feltre -, sento il dovere di offrire agli alunni un variegato programma di proposte alternative. Tra queste mi sta particolarmente a cuore la realizzazione del progetto “Con la musica mi oriento”, perché trovo indispensabile tutelare un patrimonio culturale-artistico come lo studio del mandolino ed al tempo stesso avvicinare i giovani allievi allo studio della musica”.
L’importanza del progetto viene ribadita dal maestro e mandolinista Mauro Squillante dell’associazione Mandolinisti Napoletani: “il valore della musica come fattore di coesione è noto, ma il ruolo socializzante del mandolino va, forse, riscoperto. Avvicinare i giovani al nostro strumento significa metterli nella condizione di esprimere e condividere le proprie emozioni in quella che nel napoletano rappresenta una lingua madre: la voce del mandolino”.
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23 Mag, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Il sole non è altissimo, ma il caldo di fine primavera si fa sentire tutto. In campo i ragazzi stanno disputando un’amichevole: corrono, sudano, ridono, si sporcano. Sono felici, perché adesso hanno uno spazio tutto per loro, per crescere e divertirsi in modo sano. Siamo a Barra, nella periferia est di Napoli: qui il pomeriggio del 21 maggio è stato inaugurato il primo campo da rugby del quartiere, nato in un terreno comunale confinante con la Scuola Secondaria di Primo Grado “Francesco Solimena”, abbandonato per lungo tempo, tra sterpaglie e rifiuti. L’iniziativa è frutto del protocollo d’intesa siglato tre anni fa dal Comune di Napoli, dalla Scuola “Solimena” e dall’Associazione Polisportiva Partenope, che ha preso in carico la bonifica e la riqualificazione dell’area. «È stato fatto il primo passo, per poi cercare di consolidare lo spazio e mantenerlo efficiente; non è semplice, però l’assessore allo Sport Ciro Borriello è riuscito a far intervenire nella sponsorizzazione la ditta Marrone, che nelle ultime due settimane ha lavorato per ripristinare il terreno rovinato dalle forti piogge che ci sono state – ha detto il presidente della Partenope Rugby Junior, Dario Calapai –. Noi come Partenope ci occuperemo del suo mantenimento e lo terremo vivo attraverso l’organizzazione di corsi di rugby e la pianificazione di partite per le categorie che sono omologabili per tale dimensione. Con la cooperativa Il Tappeto di Iqbal stiamo già portando avanti il progetto Inlubal, che si fa qui». L’obiettivo è renderlo un polo di aggregazione per tutti i giovanissimi di Barra e delle zone vicine: «Questa iniziativa ha un significato molto forte per la nostra scuola e per il territorio, perché oggi qui ci sono anche gli alunni degli istituti “Sarria-Monti” di San Giovanni a Teduccio e “Melloni” di Portici – ha aggiunto Monica Marasco, dirigente scolastico della “Solimena” –. Recuperare un terreno abbandonato vuol dire innanzitutto creare opportunità per i ragazzi: il rugby è uno sport molto importante perché insegna a rispettare le regole ed è anche condivisione». La rivalità, infatti, finisce con la partita e al termine dell’incontro, durante il cosiddetto ‘terzo tempo’, i rugbisti vanno tutti a bordo campo per un momento di convivialità insieme agli avversari.
Il sindaco Luigi de Magistris, presente all’inaugurazione, ha parlato di «un bel lavoro di squadra», che ha consentito di «restituire un luogo che era una discarica al quartiere affinché tutti adesso lo possano difendere. In questa città lo sport non è solo il calcio: soprattutto nei luoghi di sofferenza c’è tanta domanda di sport e tanta domanda di spazi dove poter vivere».
Giovani rugbisti crescono – Il rugby alla “Solimena” è arrivato grazie a Salvatore De Stefano, insegnante di educazione fisica e rugbista della vecchia guardia della Partenope. È stata sua l’idea di dare una nuova vita a quello spazio abbandonato e il professore l’ha portata avanti con tenacia, per anni, fino a vederla finalmente realizzata. Con i suoi studenti, a cui da tempo cerca di trasmettere l’amore per questo sport, De Stefano ha formato una squadra che si allena con lui due volte a settimana: «Adesso sono coinvolti una trentina di ragazzi, ma possono diventare molti di più perché il rubgy è aperto a tutti – ha spiegato –. Loro rispondono bene, sono entusiasti; alcuni hanno iniziato in questa scuola e adesso giocano con la Partenope. Oggi pomeriggio sono qui, per allenare i più giovani».
di Paola Ciaramella
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23 Mag, 2018 | Comunicare il sociale
ROMA- La Settimana verde europea 2018 esplorerà i modi in cui l’UE sta aiutando le città a diventare posti migliori dove vivere e lavorare. Durante la Settimana saranno illustrati gli sviluppi delle politiche in materia di qualità dell’aria, inquinamento acustico, natura e biodiversità, rifiuti e gestione delle risorse idriche e promuoverà approcci partecipativi allo sviluppo urbano, programmi di networking e strumenti per la condivisione delle migliori pratiche. Al contempo, sarà l’occasione per sostenere le forme di coinvolgimento delle autorità locali e dei cittadini e li incoraggerà a creare insieme la loro visione di un futuro sostenibile.
L’UE si appresta ad adottare nuove norme in materia di gestione dei rifiuti, che prevedono obiettivi molto più rigorosi di riciclaggio dei rifiuti urbani e riduzione delle discariche. Le norme renderanno il sistema europeo di gestione dei rifiuti il più avanzato al mondo e definiscono i seguenti obiettivi: entro il 2025 dovrà essere riciclato il 55 % dei rifiuti urbani, entro il 2030 il 60 % e entro il 2035 il 65 %. Un altro obiettivo è fare in modo che entro il 2035 solo il 10 %, o meno, dei rifiuti urbani si riversi nelle discariche. La raccolta separata dei rifiuti organici diventerà obbligatoria entro il 2023. Queste norme aiuteranno le città a ridurre drasticamente i rifiuti, incrementare il riciclaggio e stimolare nuove idee di riutilizzo, diventando, così, campioni dell’economia circolare.
Poiché si prevede che l’80 % dei cittadini europei vivrà in un’area urbana entro il 2020, la pressione ambientale sulle città sta crescendo rapidamente. Dai programmi per diventare città a zero emissioni di anidride carbonica alla pianificazione urbana sostenibile: numerose città, tra cui le Capitali verdi europee e le città Green Leaf dell’UE, stanno affrontando queste sfide. L’UE supporta continuamente la loro transizione con norme, strumenti e fondi. La Settimana verde 2018 dell’Unione europea è l’occasione per scoprire come realizzare questo cambiamento. Attraverso eventi in tutta Europa e un’importante conferenza sulle politiche a Bruxelles, la Settimana verde dell’Unione europea presenterà gli interventi dell’UE a favore delle città e dei cittadini. La Settimana verde si apre ufficialmente oggi, 21 maggio, a Utrecht (Paesi Bassi) e si chiuderà il 25 maggio a Madrid (Spagna). Il vertice delle Città verdi europee si svolgerà a Bruxelles, dal 22 al 24 maggio.
Per aiutare le città a elaborare strategie urbane sostenibili, la Settimana verde vedrà il lancio del nuovo strumento Città verdi, che consente alle città di valutare le proprie prestazioni ecologiche e confrontarsi con altre città. Lo strumento è un serbatoio di informazioni per idee di pianificazione urbana verde e sostenibile. I cittadini possono partecipare al movimento per città più sostenibili: a livello locale, le azioni ispirate al concetto di economia circolare stanno guadagnando terreno con l’apertura di repair café, un numero sempre crescente di iniziative per sostituire la plastica e interventi di giardinaggio urbano più numerosi.
di Danila Navarra
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