A Gragnano tornano gli incontri di “Genitori in gioco”: nuovi appuntamenti per sostenere le famiglie

Riparte con nuovi appuntamenti “Genitori in gioco”, il percorso esperienziale dedicato alle famiglie ospitato dalla Biblioteca Comunale Michele Cavaliere di Gragnano. L’iniziativa, pensata per accompagnare e sostenere i genitori nel loro ruolo educativo, propone un ciclo di incontri condotti da esperti dell’età evolutiva, offrendo strumenti concreti per rafforzare le competenze genitoriali e migliorare la qualità della relazione con i propri figli.

Il percorso si inserisce nell’ambito del progetto “Sulle Ali della Lettura”, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e dal Centro per il libro e la lettura, e realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Gragnano e numerosi enti del Terzo settore attivi sul territorio, tra cui InnovAzioni Sociali ODV, Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Favoliamo e Casa Scarica.

“Genitori in gioco” si conferma come uno spazio di confronto e crescita, in cui ciascun partecipante potrà partire dalla propria esperienza personale per approfondire le dinamiche educative, condividere dubbi e riflessioni e acquisire nuove modalità di comunicazione e relazione. Gli incontri prevedono momenti di discussione, lavori di gruppo e attività laboratoriali, con l’obiettivo di fornire ai genitori strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane legate allo sviluppo dei figli, promuovendo competenze emotive e relazionali e una maggiore consapevolezza dei fattori di protezione e di rischio.

Il progetto “Sulle Ali della Lettura” continua così a valorizzare la biblioteca comunale come luogo di incontro e partecipazione, capace di favorire il dialogo tra cittadini e contribuire al benessere della comunità, rafforzando legami e relazioni sociali.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Nello D’Auria, che ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa: «Investire nella cultura significa investire nel futuro della nostra comunità. La Biblioteca Comunale di Gragnano non è solo un luogo di libri, ma uno spazio vivo di confronto e crescita, dove le famiglie possono trovare strumenti concreti per rafforzare i propri legami e affrontare con consapevolezza le sfide educative».

Sono già in calendario i nuovi appuntamenti, tutti in programma dalle ore 17.00 alle 19.00:
 Lunedì 23 febbraio 2026 – Il mondo tra le parole: comunicazione verbale e segnali non verbali
– Mercoledì 11 marzo 2026 – Il mondo tra noi: dinamiche e costruzione delle relazioni
– Lunedì 16 marzo 2026 – Il mondo dei legami: fratelli, sorelle e l’arte di saper litigare
– Lunedì 30 marzo 2026 – Il mondo dell’ascolto: come comprendiamo noi stessi e gli altri

Gli incontri sono gratuiti e rivolti a genitori, educatori e a tutti coloro che si relazionano con bambini e ragazzi. Per partecipare è necessario registrarsi attraverso l’apposito form di iscrizione:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSemQoVaEtj5ZsO1X0CYsXRTgMUr4hYuhp8JgtztTMJg0WIBqA/viewform?pli=1

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Cinture di sicurezza e telefono alla guida: controlli a tappeto e patenti sospese

Prosegue l’impegno della Polizia municipale di Pozzuoli, guidata dal comandante Fabio Felice De Silva, lungo le strade della città per garantire sicurezza.

Nello specifico, sabato 21 febbraio è stato svolto un servizio di controllo sul flusso di veicoli diretti al centro città durante le ore della movida: 50 le autovetture e i motoveicoli fermati. Controlli a tutto campo, anche con l’ausilio di agenti in borghese: ben 12 conducenti sono stati sanzionati per guida senza cintura di sicurezza e a 5 di loro è stata sospesa la patente per aver utilizzato il cellulare alla guida.
Sanzionato inoltre un locale per la diffusione di musica senza avere il titolo e la perizia tecnica necessaria, condizioni indispensabili per non disturbare la quiete pubblica.

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Secondigliano, l’orrore corre sui social: bimbi di 11 anni bullizzano un anziano in diretta

Non hanno nemmeno dodici anni, ma padroneggiano il linguaggio della rete e la crudezza dei gesti con una disinvoltura che spaventa. A Secondigliano, nel cuore della periferia nord di Napoli, un gruppo di bambini ha trasformato una serata di noia in un “raid social” ai danni di un uomo di circa 65 anni fragile e incapace di difendersi. La scena, ripresa integralmente con uno smartphone e trasmessa in diretta su una nota piattaforma digitale, è diventata in pochi minuti un caso nazionale, attirando l’attenzione dei Carabinieri.

Il video, della durata di poco meno di due minuti, mostra una sequenza di umiliazioni che si snoda tra le strade del quartiere fino all’ingresso di un centro commerciale. Mentre l’anziano cammina in stato confusionale, il branco lo insegue puntandogli un raggio laser rosso sulla schiena e tempestandolo di insulti pesanti. Il linguaggio utilizzato dai piccoli protagonisti ricalca quello dei pusher di strada, con riferimenti espliciti a presunte sostanze stupefacenti assunte dalla vittima, il tutto accompagnato da risate e scherno.

L’indifferenza dei passanti nel parcheggio dello shopping center fa da sfondo al culmine dell’aggressione verbale: proprio davanti alle porte scorrevoli, uno dei ragazzini raccoglie dei coriandoli sporchi da terra e li lancia sul volto dell’uomo, che prosegue la sua marcia senza opporre resistenza, quasi rassegnato alla gogna mediatica. Una “bravata” digitale nata per raccogliere like e mostrare una forza fittizia, figlia di modelli distorti che circolano senza filtri sul web.

Il monitoraggio costante della rete da parte dei Carabinieri della stazione di Secondigliano ha permesso di risalire rapidamente all’autore del post. Si tratta di un bambino di soli 11 anni, residente nel quartiere e già individuato insieme al suo nucleo familiare. Nonostante il giovanissimo protagonista non sia imputabile per la legge italiana, i militari hanno provveduto a segnalare formalmente la vicenda alla Procura di Napoli, alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali, aprendo una riflessione necessaria sulla responsabilità dei genitori e sul controllo dei minori nel mondo virtuale.

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Bullismo, molestie, cyberviolenza: i numeri che raccontano una generazione che non si sente al sicuro

In Europa quasi uno studente su tre dichiara di essere stato vittima di bullismo mentre in Italia 8 adolescenti su 10 considerano la violenza tra coetanei un problema serio.

Eppure, solo il 54% dei ragazzi afferma di sentirsi sempre o spesso al sicuro a scuola, mentre il 5% dichiara di non sentirsi mai al sicuro

È dentro questo scarto — tra consapevolezza e sicurezza reale — che si inserisce il progetto europeo “Applying Safe Behaviours”, promosso da SOS Villaggi dei Bambini e co-finanziato dall’Unione Europea, presentato in occasione della Giornata europea contro le molestie.

Un questionario che ha coinvolto 260 adolescenti italiani restituisce un quadro che va oltre le percezioni.  Le forme più diffuse sono quelle psicologiche: prese in giro sull’aspetto fisico, esclusione sociale, stereotipi di genere. Ma il fenomeno non si ferma alle parole. Il 65% dei ragazzi ha assistito a episodi di violenza fisica come spintoni o schiaffi e un adolescente su due dichiara di aver visto almeno una volta toccamenti indesiderati tra coetanei

Intanto il cyberbullismo continua a crescere: il 36% conosce coetanei vittime di messaggi sessuali indesiderati

Il dato forse più inquietante non è la diffusione, ma la normalizzazione. Molti ragazzi riconoscono il problema, ma considerano “normali” insulti, spinte, prese in giro quotidiane

È una soglia culturale che si abbassa lentamente, rendendo invisibile ciò che invece incide profondamente sull’autostima, sul benessere emotivo, sulla salute mentale.

Il progetto Applying Safe Behaviours prova a intervenire proprio qui, nel punto in cui la violenza diventa abitudine. Non solo prevenzione dall’alto, ma protagonismo giovanile: laboratori peer-to-peer per ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, condotti da giovani formatori tra i 18 e i 21; percorsi di formazione per educatori e professionisti; linee guida operative per i servizi sociali; raccomandazioni politiche a livello nazionale ed europeo.

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Rotary, a Terzigno la Giornata del Donatore

C’è un gesto che può cambiare una vita. È la donazione di sangue, atto semplice e allo stesso tempo straordinario, che domenica 1 marzo tornerà al centro della scena con la Giornata del Donatore promossa dal Rotary Club Poggiomarino Vesuvio Est, in collaborazione con il gruppo donatori Fratres di Poggiomarino.

L’appuntamento è in programma dalle 8.00 alle 11.00 in Piazzetta Cristoforo Colombo (ex Stazione dello Stato) a Terzigno. Un presidio di solidarietà aperto a tutti i cittadini tra i 18 e i 65 anni, muniti di documento di riconoscimento, per trasformare una mattinata qualunque in un gesto di responsabilità collettiva.

La donazione di sangue rappresenta una delle forme più concrete di cittadinanza attiva: non è solo un atto sanitario, ma un segnale di appartenenza alla comunità. Ogni sacca raccolta può contribuire a garantire interventi chirurgici, terapie oncologiche, emergenze trasfusionali. Dietro ogni donazione c’è una storia possibile, una vita che continua.

L’iniziativa rinnova l’impegno congiunto del Rotary Club Poggiomarino Vesuvio Est e di Fratres Poggiomarino nel promuovere la cultura del dono come valore civico, capace di unire associazionismo, volontariato e territorio.

Per informazioni sui requisiti sanitari e sulle condizioni per la donazione è possibile contattare la dott.ssa Avino al numero 338 898 9917. È gradita la prenotazione per agevolare l’organizzazione della giornata. A tutti i donatori sarà offerta la colazione grazie alla collaborazione del Bar Federico.

Donare sangue significa donare tempo, attenzione, speranza. Un piccolo gesto che continua a generare futuro.

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