“Sempre più in alto” diventa un centro per la famiglia

NAPOLI- L’associazione “Sempre più in alto” onlus, che si dedica al sostegno dei genitori di bambini affetti da disturbi del neuro-sviluppo, ha ottenuto la certificazione di “Centro per la famiglia” dalla Direzione Centrale Welfare e Servizi Educativi del Comune di Napoli. In questo modo, viene riconosciuta l’utilità sociale della sua attività di aiuto, consulenza educativa e formazione. Il prossimo 26 maggio aprirà le porte della sua sede di Salita Mauro 21, nel Rione Sanità, per presentarsi e promuovere la propria missione e i propri valori.

Nata dall’iniziativa di Veronica Tuccillo, avvocato penalista che ha lasciato la sua professione da tempo, per dedicarsi al recupero del suo bambino affetto da autismo, l’associazione opera con un metodo sperimentale articolato intorno alla centralità dei genitori, che diventano protagonisti del percorso riabilitativo del proprio figlio e ne assumono la responsabilità quotidiana. Si avvale di una rete di sostegno, composta da specialisti medici e scientifici, educatori e insegnanti di musica e di sport, che lavorano insieme per consentire lo sviluppo simultaneo delle capacità cognitive, motorie, comunicative e comportamentali dei bambini e il supporto ai loro genitori. “Sempre più in alto onlus” risponde a un’emergenza sociale crescente: se si considera il solo autismo, le stime affermano che le persone affette dal tale disturbo sarebbero 500.000 in Italia e 24.000 in Campania. Proprio in ragione di questa urgenza, i frati francescani minori dell’Istituto Sant’Antonio La Palma hanno offerto ospitalità all’associazione e oggi al nuovo “Centro per la famiglia”, presso la propria sede. L’Istituto, che già accoglie la cooperativa “La Locomotiva” attiva nel sostegno a nuclei familiari in difficoltà, minori e persone senza dimora, realizza così pienamente il suo obiettivo, come definito dal fondatore Padre Ludovico da Casoria, ovvero:  posizionarsi come luogo di riferimento per i più deboli. L’incontro del prossimo sabato 26 maggio illustrerà sia le finalità dell’Istituto Sant’Antonio La Palma sia il metodo di lavoro di “Sempre più in alto” onlus grazie agli interventi di neurologi, neuropsichiatri e psicologi che affiancano l’associazione nelle sue attività.

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Le banche per il sociale, Abi: tra il 2014 e il 2016, erogati oltre 516 milioni di euro

ROMA- Aumentano gli investimenti delle banche sul territorio, specie regionale e locale. Lo registra una ricerca Abi che esamina l’insieme degli investimenti e delle donazioni delle banche operanti in Italia a favore di organizzazioni, individui e iniziative aventi utilità sociale e culturale. Nel biennio 2014-2015, le banche hanno erogato oltre 516 milioni di euro a fronte di almeno 50 mila interventi l’anno sul territorio; nel settore sociale gli interventi si sono concentrati soprattutto su attività e beni culturali, volontariato e beneficenza.In seconda battuta su istruzione, educazione e formazione e poi su sport e attività creative, sostegno ai giovani, sviluppo locale e politiche attive per il lavoro.

Altro aspetto significativo è l’evoluzione degli strumenti d’intervento. Le banche realizzano tali interventi attraverso: uffici preposti (nel 52,1% dei casi), dipartimenti o funzioni aziendali dedicate (28,1%) o per mezzo di fondazioni, associazioni o enti non commerciali ad hoc (16,7%), cresce la dimensione progettuale (quasi l’80% degli interventi è il frutto di strategie progettuali sempre più spesso monitorate e valutate). La ricerca evidenzia inoltre uno spostamento tendenziale dal tradizionale modello di concessione adottato in passato, in cui le banche erogavano risorse per la realizzazione di micro progetti concepiti da soggetti terzi, al modello di azione in cui esse sviluppano, in collaborazione con svariati partner, progetti che hanno una grandezza e un impatto più profondi e duraturi, con un approccio che sempre più spesso riecheggia le logiche e le filosofie sottostanti l’“impact investing” (modelli di investimento che operano con l’obiettivo di generare un impatto sociale misurabile e compatibile con un rendimento economico).

Le erogazioni a pioggia o le sponsorizzazioni paiono ormai leve deboli, poco incisive e controllabili: ne è conseguito un marcato indirizzo verso iniziative proprie o in collaborazione paritaria. Le banche, infatti, preferiscono concepire e gestire internamente molti progetti, con staff e risorse proprie, programmandoli su orizzonti pluriennali, al fine di individuare per tempo gli interlocutori ideali. Gli investimenti delle banche nel settore culturale superano i 250 milioni ogni biennio. Gli ambiti di intervento hanno interessato mostre temporanee, restauro di monumenti e opere d’arte, concorsi letterali, conferenze, seminari, festival locali, concerti di musica classica o pop, rassegne cinematografiche e spettacoli di danza.

di Danila Navarra

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Inquinamento, Commissione Ue deferisce l’Italia: livelli smog troppo alti

BRUXELLES- E’ arrivata la notizia che tutti si aspettavano: la Commissione Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee antismog. La Commissione sta adottando misure per affrontare i gravi e persistenti superamenti dei valori limite per le due principali sostanze inquinanti che incidono sulla salute: il biossido di azoto e il particolato. Francia, Germania e Regno Unito sono state deferite alla Corte di giustizia dell’UE per il mancato rispetto dei valori limite per il biossido di azoto (NO2), e per aver omesso di prendere le misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento. Ungheria, Italia e Romania sono state deferite alla Corte di giustizia per via dei livelli costantemente elevati di particolato (PM10). I limiti stabiliti dalla legislazione dell’UE sulla qualità dell’aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) dovevano essere raggiunti rispettivamente nel 2010 e nel 2005.

Questa decisione fa seguito a un vertice ministeriale sulla qualità dell’aria, convocato dal Commissario Vella il 30 gennaio 2018, come ultimo sforzo per trovare soluzioni atte a contrastare il grave problema dell’inquinamento atmosferico in nove Stati membri. I 6 Stati membri in questione non hanno presentato misure credibili, efficaci e tempestive per ridurre l’inquinamento entro i limiti concordati e quanto prima possibile, come richiesto dalla normativa dell’UE. Nel caso specifico dell’Italia, a maggio 2017 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell’UE in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Nel frattempo, l’Italia ha adottato misure correttive ordinando al gruppo Fiat Chrysler Automobiles di effettuare un richiamo obbligatorio nell’Unione europea. Oggi, nel quadro dell’attuale scambio, la Commissione richiede informazioni supplementari sulle concrete misure correttive adottate e le sanzioni applicate.

La legislazione dell’UE in materia di omologazione impone agli Stati membri di disporre di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per scoraggiare i fabbricanti di automobili dal violare la legge. Laddove si verifichi una tale violazione, ad esempio tramite il ricorso ad impianti di manipolazione per ridurre l’efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni, occorre mettere in atto misure correttive, quali i richiami, e applicare sanzioni (articoli 30 e 46 della direttiva 2007/46 e l’articolo 13 del regolamento n. 715/2007). Un’ulteriore lettera di costituzione in mora costituisce una richiesta di informazioni ufficiale. Gli Stati membri, compresa l’Italia, dispongono ora di due mesi di tempo per replicare alle argomentazioni addotte dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

di Danila Navarra

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CON LA MUSICA MI ORIENTO

NAPOLI- Il mandolino come strumento per salvare la periferia est di Napoli. Venerdì 25 maggio alle 10.30 verrà presentato nell’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre” il progetto “Con la musica mi oriento”, un progetto musicale che coinvolgerà il plesso scolastico e che ha come strumento protagonista il mandolino. L’idea, che nasce in collaborazione con Mandolinisti Napoletani, vuole offrire agli alunni l’opportunità di fare musica per stare insieme, per condividere momenti di forte valenza espressivo-comunicativa, per favorire lo sviluppo di capacità collaborative e promuovere atteggiamenti positivi verso sé e verso gli altri. “Con la musica mi oriento” è un progetto che nasce in un territorio, quello di San Giovanni a Teduccio e del Rione Villa, interessato nelle ultime settimane da “stese” di camorra. Il progetto, spiega l’insegnante di musica della “Vittorino da Feltre” Elisabetta Aragione andrà ad incidere “in un contesto territoriale con forte connotazione di degrado e di bullismo, d’illegalità diffusa e di criminalità organizzata. Con la musica mi oriento rappresenta l’impegno della scuola per l’affermazione del diritto inviolabile della persona alla vita, alla libertà e alla propria identità”.

“Come dirigente scolastico di una scuola che opera in un quartiere definito ad alto rischio di devianza sociale – spiega Valeria Pirone, direttrice della Vittorino da Feltre -, sento il dovere di offrire agli alunni un variegato programma di proposte alternative. Tra queste mi sta particolarmente a cuore la realizzazione del progetto “Con la musica mi oriento”, perché trovo indispensabile tutelare un patrimonio culturale-artistico come lo studio del mandolino ed al tempo stesso avvicinare i giovani allievi allo studio della musica”.

L’importanza del progetto viene ribadita dal maestro e mandolinista Mauro Squillante dell’associazione Mandolinisti Napoletani: “il valore della musica come fattore di coesione è noto, ma il ruolo socializzante del mandolino va, forse, riscoperto. Avvicinare i giovani al nostro strumento significa metterli nella condizione di esprimere e condividere le proprie emozioni in quella che nel napoletano rappresenta una lingua madre: la voce del mandolino”.

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Da discarica a polo vivo per i ragazzi del quartiere: Barra ha il suo campo da rugby

NAPOLI – Il sole non è altissimo, ma il caldo di fine primavera si fa sentire tutto. In campo i ragazzi stanno disputando un’amichevole: corrono, sudano, ridono, si sporcano. Sono felici, perché adesso hanno uno spazio tutto per loro, per crescere e divertirsi in modo sano. Siamo a Barra, nella periferia est di Napoli: qui il pomeriggio del 21 maggio è stato inaugurato il primo campo da rugby del quartiere, nato in un terreno comunale confinante con la Scuola Secondaria di Primo Grado “Francesco Solimena”, abbandonato per lungo tempo, tra sterpaglie e rifiuti. L’iniziativa è frutto del protocollo d’intesa siglato tre anni fa dal Comune di Napoli, dalla Scuola “Solimena” e dall’Associazione Polisportiva Partenope, che ha preso in carico la bonifica e la riqualificazione dell’area. «È stato fatto il primo passo, per poi cercare di consolidare lo spazio e mantenerlo efficiente; non è semplice, però l’assessore allo Sport Ciro Borriello è riuscito a far intervenire nella sponsorizzazione la ditta Marrone, che nelle ultime due settimane ha lavorato per ripristinare il terreno rovinato dalle forti piogge che ci sono state – ha detto il presidente della Partenope Rugby Junior, Dario Calapai –. Noi come Partenope ci occuperemo del suo mantenimento e lo terremo vivo attraverso l’organizzazione di corsi di rugby e la pianificazione di partite per le categorie che sono omologabili per tale dimensione. Con la cooperativa Il Tappeto di Iqbal stiamo già portando avanti il progetto Inlubal, che si fa qui». L’obiettivo è renderlo un polo di aggregazione per tutti i giovanissimi di Barra e delle zone vicine: «Questa iniziativa ha un significato molto forte per la nostra scuola e per il territorio, perché oggi qui ci sono anche gli alunni degli istituti “Sarria-Monti” di San Giovanni a Teduccio e “Melloni” di Portici – ha aggiunto Monica Marasco, dirigente scolastico della “Solimena” –. Recuperare un terreno abbandonato vuol dire innanzitutto creare opportunità per i ragazzi: il rugby è uno sport molto importante perché insegna a rispettare le regole ed è anche condivisione». La rivalità, infatti, finisce con la partita e al termine dell’incontro, durante il cosiddetto ‘terzo tempo’, i rugbisti vanno tutti a bordo campo per un momento di convivialità insieme agli avversari.

Il sindaco Luigi de Magistris, presente all’inaugurazione, ha parlato di «un bel lavoro di squadra», che ha consentito di «restituire un luogo che era una discarica al quartiere affinché tutti adesso lo possano difendere. In questa città lo sport non è solo il calcio: soprattutto nei luoghi di sofferenza c’è tanta domanda di sport e tanta domanda di spazi dove poter vivere».

Giovani rugbisti crescono – Il rugby alla “Solimena” è arrivato grazie a Salvatore De Stefano, insegnante di educazione fisica e rugbista della vecchia guardia della Partenope. È stata sua l’idea di dare una nuova vita a quello spazio abbandonato e il professore l’ha portata avanti con tenacia, per anni, fino a vederla finalmente realizzata. Con i suoi studenti, a cui da tempo cerca di trasmettere l’amore per questo sport, De Stefano ha formato una squadra che si allena con lui due volte a settimana: «Adesso sono coinvolti una trentina di ragazzi, ma possono diventare molti di più perché il rubgy è aperto a tutti – ha spiegato –. Loro rispondono bene, sono entusiasti; alcuni hanno iniziato in questa scuola e adesso giocano con la Partenope. Oggi pomeriggio sono qui, per allenare i più giovani».

di Paola Ciaramella

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