Castel Volturno, grande partecipazione alla seconda edizione di “Donne e Tartarughe”

Ha riscosso grande partecipazione e tanta curiosità la seconda edizione di “Donne e Tartarughe” tenuta ieri, domenica 2 marzo, presso il Centro di Aggregazione in Via Nicolò Macchiavelli a Castel Volturno.
L’evento, unico nel nostro Paese, ha riunito i centri di ricerca più importanti d’Italia ed è stato organizzato dall’Associazione ELSA e da Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali, con il patrocinio del comune di Castel Volturno.
Durante l’incontro, sono state rese note le ultime ricerche scientifiche e le strategie in atto per la tutela della Caretta caretta, grazie al prezioso contributo di ricercatrici e professioniste impegnate nella conservazione delle tartarughe marine a rischio estinzione.
Entusiasti i componenti dell’Associazione “Filicudi Wildlife Conservation”, che subito dopo l’iniziativa hanno dichiarato: “Meravigliosa condivisione quella di oggi con persone fantastiche che hanno dedicato la loro vita alla salvaguardia della tartarughe marine. Questi sono i momenti in cui realizzi di far parte di un mondo speciale e che vale la pena aver scelto questa vita. Voglio ringraziare l’Associazione Elsa per aver reso questo incontro un appuntamento fisso annuale che vede la partecipazione di tanti studenti, volontari e appassionati. Si è parlato tanto di tartarughe marine ma anche dell’importante ruolo di noi donne, spesso ancora escluse da ruoli decisionali e di potere, che nonostante tutto, con tanta forza e coraggio combattiamo tutti i giorni per la salvaguardia di questi meravigliosi animali, senza mai perderci d’animo.”
“Una giornata ricca di emozioni e di spunti utili, dove la ricerca, l’impegno per la sostenibilità e l’uguaglianza di genere si sono unite in una rete ben salda, dando risultati importanti. Proprio per questo – precisa Leda Tonziello Presidente di Elsa – abbiamo deciso di farlo diventare un appuntamento itinerante. Voglio ringraziare le associazioni e i tanti cittadini intervenuti, Enpa, il comune di Castel Volturno, Aroma caffè, Nearteneparte, Varca d’or, Hotel Barracud, Lido D’Angelo e Bimbus animazione, per aver creduto nell’importanza del network per il confronto, la divulgazione e l’educazione ambientale. Un grazie particolare a Monica Francesca Blasi, Ricercatrice e Fondatrice di Filicudi WildLifeConservation; Sandra Hochscheid, Ricercatrice Senior, Dipartimento Conservazione Animali Marini e Public Engagement, Stazione Zoologica Anton Dohrn (Napoli); Daniela Freggi, Biologa, Associazione Caretta Caretta, Lampedusa Turtle Rescue; Chiara Mancino, Ricercatrice presso l’Università La Sapienza di Roma e Referente Scientifico di Tartapedia; Luana Papetti, Direttore Scientifico del Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine Grosseto e Curatore del progetto “tartAmare”; Laura Pireddu, Responsabile del Centro Recupero Animali Marini del Parco Nazionale dell’Asinara e Presidente dell’Associazione CRAMA; Valeria Angelini, Biologa, Referente Settore Educazione e Scientifico di Fondazione Cetacea; Tania Il Grande, Vice Presidente Blue Conservancy e Responsabile Area Ricoveri del CRTM di Brancaleone; Simona Zirletta, Regione Lazio – Rete TartaLazio; Teresa Malito, Caretta Calabria Conservation; Daniela Guariglia, Circolo Legambiente Cilento Mediterraneo.”
Le ricercatrici, che si occupano da anni di tartarughe e che viaggiano in tutto il mondo per condividere le proprie conoscenze, hanno raccontato dei pericoli che minacciano questi meravigliosi esseri viventi, in primis la pesca. Al centro del dibattito anche il divario di genere, poiché a “prendersi cura” delle tartarughe per il 90% sono donne, e di queste solo il 30% ricopre ruoli decisionali.

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Fun Run, stracittadina di Roma con SOS Villaggi dei Bambini

Sabato 15 marzo torna l’appuntamento con la Fun Run, la stracittadina legata alla Run Rome The Marathon. Se si ama lo sport e desidera fare qualcosa di concreto per una causa importante, è possibile unirsi a SOS Villaggi dei Bambini per correre o camminare insieme durante la Stracittadina di Roma 2025. Ogni passo contribuirà a regalare un futuro migliore a migliaia di bambine e bambini che non possono contare sul supporto della loro famiglia per crescere.
Ci si può iscrivere alla Stracittadina di Roma 2025, partenza e arrivo all’interno del Circo Massimo, 5km di festa, con la famiglia, i bambini o gli amici, che tu scelga di camminare o correre, il passo è libero. Donazione minima richiesta per l’iscrizione di € 20 a persona, c’è tempo fino al 7 marzo 2025.
SOS Villaggi dei Bambini da oltre 60 anni è al fianco dei bambini e ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali, affinché crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e abbiano la possibilità di vivere una vita indipendente. L’Organizzazione opera in Italia e nel mondo attraverso i Programmi e i Villaggi SOS nei quali accoglie e sostiene bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio. Ogni giorno assicura cure di qualità, un ambiente amorevole, sicuro e protetto; promuove servizi di sostegno familiare, lavora con le famiglie migranti, offrendo loro interventi integrati di protezione e integrazione, sostiene i giovani che, raggiunta la maggiore età, usciranno dai Villaggi SOS; favorisce percorsi di integrazione per i Minori Stranieri Non Accompagnati e infine forma gli operatori sui temi di salute mentale.
Iscriviti qui per correre o camminare con SOS Villaggi dei Bambini:
https://www.sositalia.it/sostieni/donazioni-attivismo – inserendo Stracittadina di Roma nelle note della donazione.
Gli attivisti di SOS Villaggi dei Bambini saranno presenti con uno stand informativo al villaggio del Circo Massimo, Volontari Fun Village, il 15 e 16 marzo 2025.
SOS Villaggi dei Bambini si impegna affinché i bambini e i ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente. È presente in Italia da oltre 60 anni e oggi opera attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 2.600 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 47.000 bambini e giovani, protagonisti delle sue attività di Advocacy. È parte del network SOS Children’s Villages, presente in 136 tra Paesi e territori dove aiuta circa 3 milioni di persone, e del quale ospita e gestisce a livello internazionale il Programma globale di esperti sulla salute mentale e sul supporto psicosociale.

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Terminata la Cop 16, incontro raggiunto accordo per la biodiversità. Legambiente : “Italia assente”

Dopo tre giorni di negoziati, si è conclusa anche la seconda parte della Cop16 sulla biodiversità, interrotta a Cali nel novembre 2024 e ripresa alla sede Fao di Roma dal 25 al 27 febbraio 2025, con una strategia comune per mobilitare le risorse finanziarie necessarie per la protezione della biodiversità.
“Qualche passo avanti ma c’è ancora molto da fare- spiegano da Legambiente in una nota pubblicata sul proprio portale- Il negoziato di Roma appare comunque come è un accordo in chiaroscuro, con qualche significativo passo avanti ma ancora con molte incertezze evidenziate dal fatto che molte delle risoluzioni appaiono solo come buone intenzioni già evidenziate dalle precedenti COP ma senza ulteriori fatti concreti. Ben venga da un lato la conferma a mobilitare a favore della biodiversità almeno 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, anche se le modalità con cui avverrà la gestione dei finanziamenti saranno determinate solo nel 2028.
Anche il riferimento all’obiettivo di ridurre, invece, i sussidi alle attività dannose per la natura di almeno 500 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 appare come una buona intenzione, peccato però che non sia stata definita una cornice di riferimento ad azioni concrete che vincolino gli stati a delle coperture chiare rispetto al taglio di questi sussidi.
Riguardo invece la conferma del cosiddetto Cali Fund, previsto nella prima sessione della COP16 a Cali in Colombia lo scorso autunno e che ha l’obiettivo di mobilitare risorse finanziarie dalle aziende e dalle multinazionali che traggono profitto dallo sfruttamento dei dati genetici sequenziati digitalmente di specie animali e vegetali, si è persa un’importante occasione per renderlo obbligatorio. Questo fondo comune resta infatti uno strumento su base volontaria e occorrerà vedere quante aziende vorranno comunicare la propria volontà di contribuire a ciò. Stando a quanto emerso dalla COP16 di Roma questo fondo comune sarebbe reinvestito nella tutela della natura e in iniziative per la conservazione della biodiversità prevedendo che il 50% sia destinato alle popolazioni indigene e alle comunità locali.
Oltre a quello finanziario- prosegue la nota- l’altro punto nodale della discussione è stato quello del monitoraggio per misurare il raggiungimento degli obiettivi delle misure attuate e da attuare per la biodiversità, e quindi misurare i progressi compiuti sia per ottimizzare gli investimenti e sia per avere risultati concreti.  Dall’appuntamento di Roma è stato approvato anche un pacchetto di indicatori per misurare tutti i 23 obiettivi in cui si articola il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF). Un passo incoraggiante e significativo”.
L’assenza dell’Italia – “Riguardo il ruolo dell’Italia – si legge ancora- che in questa COP16 si è mostrata del tutto assente con il MASE che ha totalmente sottovalutato l’importanza di questo appuntamento, chiediamo un serio impegno per rispettare quanto stabilito in questo vertice internazionale e un’accelerazione nel recuperare anche i ritardi rispetto agli obiettivi 2030 fissati nella Strategia Europea per la biodiversità, come abbiamo esplicitato anche nelle proposte indirizzate al Governo Meloni e riassunte nel nostro ultimo report Natura selvatica a rischio in Italia”.

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“MAESTRO DEL SAPORE SOLIDALE”: LA CAMPANIA PREMIA L’ENOGASTRONOMIA INCLUSIVA

Si è svolta ieri la prima edizione del Premio “MASSimo” Maestro del Sapore Solidale, promosso dalla Regione Campania per promuovere i dieci progetti che coniugano tradizione culinaria, inclusione solidale, sostenibilità ambientale, protagonismo delle comunità locali e turismo responsabile stimolando la collaborazione tra pubblico e privato sociale.
La premiazione, introdotta da Rosanna Romano, direttore generale delle Politiche Culturali e del Turismo della Regione Campania si è conclusa con l’intervento di Felice Casucci, assessore al turismo della Regione Campania.
Sono interventi Elisabetta Moro, professoressa di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, Giovanni Galano, garante dell’infanzia e dell’adolescenza  della Regione Campania, e Antonio Tubelli, cuoco e gastronomo.
Tra i progetti premiati, la Cooperativa Sociale Lazzarelle con “Sapori di Riscatto” che dimostra come il lavoro nel carcere femminile di Pozzuoli possa offrire nuove prospettive alle detenute.
Poi un’altra importante realtà, la Fattoria Sociale Fuori di Zucca con “Un Fiore per la Vita”, che integra persone con disabilità, ex detenuti e soggetti fragili, utilizzando l’agricoltura sociale come strumento di riscatto e creando opportunità di relazione autentiche grazie ai laboratori e pranzi comunitari.
E ancora: il progetto “Festa a Vico 2025”, promosso dall’Associazione Cucina Italiana Contemporanea, fondata dallo chef Gennaro Esposito, che promuove l’inclusione di persone con disabilità, offrendo eventi culinari e stand tematici.
Il turismo responsabile e la cultura della legalità sono al centro anche di iniziative come “Le 4 stagioni del bene” della Cooperativa Tram Travel, che organizza percorsi nei beni confiscati alla criminalità, facendo riscoprire ai partecipanti l’importanza di un consumo consapevole e responsabile.
Un progetto che unisce memoria e gastronomia per valorizzare la legalità. “MOSS-E”, della Cooperativa La Kumpania, trasforma il quartiere di Scampia in un laboratorio di cultura e integrazione attraverso eventi enogastronomici multiculturali, creando occasioni di incontro tra diverse realtà sociali.
La Fondazione Ente Ville Vesuviane, con il  progetto “Scuola in Villa Solidale”, che integra la storia locale e la gastronomia per coinvolgere ragazzi con disabilità, offrendo momenti di apprendimento e socializzazione nelle splendide ville del Miglio d’Oro. “Saperi antichi, futuro etico” di Terra Felix Società Cooperativa Sociale è un altro esempio di come la valorizzazione dei prodotti tipici dell’Agro Aversano, attraverso laboratori sensoriali e masterclass, possa promuovere il turismo responsabile, l’educazione alimentare e la sostenibilità.
La Fondazione Made in Cloister, con “Gastronomia Solidale”, che combatte lo spreco alimentare recuperando eccedenze per destinarle a chi è in difficoltà. In questa stessa direzione si muove anche “Dieta Med in Camp” del Consorzio Cilento Verde Blu, che celebra la Dieta Mediterranea – Patrimonio Immateriale   Unesco – come stile di vita sano, attraverso percorsi di educazione alimentare e degustazioni dei prodotti tipici locali.
Infine, Sale della Terra con “Welcome Social Food Days” che dimostra come l’enogastronomia possa diventare un motore di sviluppo per le comunità locali, coinvolgendo anche soggetti svantaggiati in eventi solidali che uniscono cittadini, turisti e operatori del settore.

 

di Annatina Franzese

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Essere adolescenti oggi, opportunità e svantaggi di una generazione iperconnessa. Il libro

Le nuove generazioni sono sempre più alle prese con l’iperconnessione. Cosa significa vivere in una società sempre più fagocitata dalla rete? Esistono in questo contesto elementi positivi o solo problematiche? Alberto D’Auria e Stefano Anselmi, psicologi e psicoterapeuti veronesi, nel saggio Essere adolescenti oggi. Opportunità e svantaggi di una generazione iperconnessa, per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova (EMP), si sono interrogati su queste tematiche, cercando di stendere un vademecum con consigli, riflessioni e proposte per affrontare le problematiche giovanili legate alla pervasività della rete nelle nostre vite.

Nuove tecnologie e social media hanno rivoluzionato i modi di comunicare e interagire di tutti noi, ma a farne le spese sono in particolare i giovani, che si trovano immersi in un ambiente digitale complesso e dove la connessione è immediata e a prova di un clic, portando spesso a un uso compulsivo che genera dipendenza e a rifugiarsi in una realtà immaginaria caratterizzata da solitudine e isolamento emotivo.

Il libro propone una riflessione e un pensiero critico in relazione alle problematiche giovanili in questo tempo complesso e all’importanza di educare le nuove generazioni verso una crescita, che permetta loro di imparare a trarre beneficio dal corretto uso delle nuove tecnologie. Così gli autori nella prefazione al volume: «Il libro è stato scritto pensando e riflettendo sulla società odierna, sui nodi nevralgici fondamentali che si sono formati dopo il Covid e sull’attuale situazione di crisi esistenziale che sta severamente influenzando i nostri giovani. Desiderosi di dare un contributo onesto e sincero abbiamo scritto questo libro a quattro mani pensando e condividendo quegli aspetti che stanno avendo un notevole peso e una certa rilevanza sugli adolescenti e anche sugli adulti. Il mondo di oggi sembra essere sempre più coinvolto in un processo di rivoluzione che, tra il resto, presenta punti deboli che nascondono pericoli e insidie capaci di stravolgere la nostra quotidianità ed il nostro benessere. Viviamo in una società ipertecnologicizzata in cui gli strumenti come internet e i social media creano problematiche a cui è necessario porre una certa attenzione poiché minano, e talvolta distruggono, quei valori fondanti e fondamentali su cui si regge la nostra civiltà (come, per esempio, il senso del sacrificio, il buon senso, l’educazione) lasciando gradualmente il posto all’arroganza, alla superficialità e a un bisogno assoluto di avere e possedere tutto e subito. Perché sta succedendo questo? Quali strumenti abbiamo per contrastare i nuovi fenomeni che stanno emergendo tra i giovani? […] Nella società odierna, infatti, l’uso dei social è una delle attività più comuni tra gli adolescenti, tanto da diventare parte integrante della loro vita, un vero e proprio contesto in cui esprimere debolezze ed emozioni. La tradizionale socializzazione faccia a faccia è sempre più sostituita da comunicazioni virtuali, che consentono l’interazione con l’altro senza la necessità della presenza fisica degli interlocutori. Questo cambiamento sta portando a conseguenze a volte devastanti perché induce i ragazzi, e troppe volte anche gli adulti, a vivere rinchiusi in un mondo parallelo, virtuale, costruito, inventato, con regole ben definite e valori condivisi, dove spesso prevalgono l’immagine e l’avere invece dell’essere che, rimanendo confinato dentro ai margini di uno schermo, diviene falso e irreale. Risulta necessario allora, in qualità di terapeuti ma anche di educatori e genitori, cercare di capire meglio ciò che sta avvenendo in questo nuovo mondo, con uno sguardo aperto ma critico, per dare soluzioni e risposte adeguate ai giovani che si trovano intrappolati in un falso Sé e per garantire loro un nuovo futuro».

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