18 Set, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Sabato 29 settembre i volontari ABIO porteranno in 150 piazze in tutta Italia il sorriso che ogni giorno – da quarant’anni – regalano ai bambini e agli adolescenti in
ospedale. Quest’anno la Giornata Nazionale ABIO sarà una straordinaria occasione per raccontare la storia dell’associazione. Una storia fatta da 5.000 volontari che ogni giorno sono al fianco dei bambini, degli adolescenti in ospedale e delle loro famiglie. Per tutta la Giornata ai bambini saranno dedicati palloncini, giochi, sorrisi: una vera e propria festa dedicata alla solidarietà e al volontariato. Tutti potranno sostenere ABIO e ricevere il simbolo della Giornata, un cestino di ottime pere.
Grazie al contributo di tutti le Associazioni potranno realizzare corsi di formazione per portare nuovi volontari nei reparti di pediatria delle città italiane. La Giornata Nazionale ABIO è nata quattordici anni fa per raccontare quello che i volontari fanno ogni giorno in oltre 200 reparti di pediatria in tutta Italia, per coinvolgere le persone, invitarle a seguire i corsi di formazione per diventare volontari, spiegare che i bambini, gli adolescenti, i loro genitori, hanno dei diritti anche e soprattutto in ospedale. Trova la piazza più vicina a te.
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14 Set, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Si chiama progetto OPENN e nasce nell’ambito di Foqus (Fondazione Quartieri Spagnoli), da un’idea di Rachele Furfaro e Renato Quaglia ed è in parte finanziato dall’Impresa sociale Con i Bambini, cui è affidato il Fondo per il contrasto alla povertà.
Grazie a questo progetto – rivolto ai bambini delle famiglie più povere dei Quartieri Spagnoli e alle loro famiglie – quest’anno sono state avviate due nuove classi frequentate dai bambini del quartiere(16 bambini al nido, 16 bambini scuola per l’infanzia), che nell’arco di tre anni diventeranno 6 e diventeranno occasione educativa per 88 bambini. In questa classi i bambini seguiranno i metodi educativi della scuola attiva, adottate dalla scuole DALLA PARTE DEI BAMBINI, che partecipano al progetto. In ogni classe, oltre alle insegnanti, sarà sempre presente uno psicologo, per segnalare disagi e lavorare insieme agli insegnanti.
Ma OPENN non è rivolto solo ai bambini: anche le loro giovanissime mamme hanno avuto l’opportunità di formarsi a loro volta. Da marzo del 2018, infatti,12 di loro hanno scelto di aderire al progetto, seguendo degli speciali corsi pomeridiani e serali, potendo così completare il ciclo di studi che avevano interrotto per vari motivi (genitorialità precoce, disagio…). Conseguito l’obbligo scolastico, le giovani mamme frequenteranno un corso per operatori dell’infanzia, finito il quale saranno pronte per trovare lavoro nel settore della scuola. Un incubatore di imprese le accompagnerà a costituire una cooperativa, a cui la Fondazione FOQUS comprerà servizi nell’ambito delle attività di supporto al lavoro della scuola (dalle pulizie all’assistenza, dalla sorveglianza al supporto agli insegnanti). Una concreta seconda opportunità, vissuta dalle protagoniste come un’opportunità di emancipazione e di riscatto sociale, una seconda possibilità, da conquistare con la formazione e poi da mantenere offrendo servizi di qualità ai bambini che intanto sono cresciuti e a quelli che anno dopo anno continueranno a riempire le aule del nido e della scuola dell’infanzia.
di f.g.
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14 Set, 2018 | Comunicare il sociale
SALERNO – Sono 1,5 rifiuti ogni metro di spiaggia quelli che incrociamo passeggiando sugli arenili cilentani. Sono anche i rifiuti spiaggiati, o gettati consapevolmente, di ogni forma, genere, dimensione e colore e per la quasi totalità rappresentati da plastica (ben 80% del totale). Rifiuti frutto della cattiva gestione a monte dei comuni e dell’abbandono consapevole, che continuano a invadere le spiagge e i mari italiani e non risparmiano aree di pregio del Cilento.
La gravità e vastità del problema è confermata dai dati elaborati da Legambiente nell’ambito della seconda edizione del progetto Vele Spiegate, che ha visto per tutta l’estate la partecipazione di oltre quattrocento volontari, provenienti da tutti gli angoli d’Italia, impegnati nell’Arcipelago Toscano e nel Cilento in attività di pulizia delle spiagge e in un monitoraggio scientifico mirato ad acquisire dati qualitativi e quantitativi relativi ai rifiuti presenti nelle località costiere (con indagini focalizzate anche su spiagge remote, in cui l’accesso al pubblico è ridotto), nonché di sensibilizzazione dei turisti sulla cultura e protezione del mare. In Campania nel Cilento durante i mesi di giugno e luglio un centinaio di volontari hanno partecipato a questa innovativa esperienza di citizen science (il contributo dei cittadini ai monitoraggi scientifici sui problemi ambientali) monitorando 14 spiagge: spiaggia libera adiacente Lido Tre Conchiglie, Baia del Sauco e costone roccioso, Agropoli (SA); spiaggia libera adiacente Due Pini e spiaggia libera adiacente Lido Esercito, Capaccio Paestum (SA); Cala Bianca, scogliera retroporto e Cala Pozzallo, Marina di Camerota (SA); spiaggia dei Gabbiani e spiaggetta del Porto, Pollica (SA); spiaggia della Molara, spiaggia dei gabbiani e cala della Sciabica, San Giovanni a Piro (SA). Nel dettaglio- spiega Legambiente- nel Cilento l’indagine ha censito 2.143 rifiuti per una media di circa 1,5 rifiuti ogni metro di spiaggia. La plastica è sempre il materiale più trovato, pari al 80% del totale dei rifiuti rinvenuti, seguita da metallo (6,3%), carta e cartone (4,2%) e vetro/ceramica (4,1%).












Per i rifiuti di cui è possibile stimare l’origine, la cattiva gestione dei rifiuti urbani è la causa principale della presenza dei rifiuti (39%): in particolare i rifiuti derivanti dalla cattiva gestione urbana, per le spiagge cilentane, sono rappresentati da rifiuti derivanti da abitudini dei fumatori (principalmente mozziconi di sigaretta, ma anche accendini, pacchetti di sigarette e loro imballaggi) e da abbandono di inerti.
Ben il 34% di ciò che costituisce un rifiuto sulle spiagge del Cilento è rappresentato da oggetti creati per avere una vita breve. Tra questi gli oggetti monouso in plastica che utilizziamo per pochi minuti, ma se smaltiti non correttamente inquinano l’ambiente per decine o centinaia di anni come bottiglie (trovate sul 100% delle spiagge), stoviglie (sul 64% delle spiagge) e buste (sul 57%). Proprio per prevenire l’inquinamento da questo tipo di rifiuti, Legambiente ha lanciato la campagna #Usaegettanograzie (www.usaegettanograzie.it), che ha già avuto in questi mesi l’adesione di decine di amministrazioni comunali che hanno messo al bando prodotti di plastica usa e getta con apposite ordinanze, proponendo alternative in materiale biodegradabile e compostabile.
Nella top ten dei rifiuti più trovati sulle spiagge Cilentane oggetto del monitoraggio ci sono pezzi di polistirolo (il 16 %) gran parte derivante dalla frammentazione delle cassette utilizzate per prodotti ittici; pezzi di plastica (11%); mozziconi di sigarette (8%) bottiglie e contenitore di plastica per bevande (6%), bottiglie e tappi di plastica (5%). Per quanto riguarda i pezzi di polistirolo, che occupano il primo posto della top ten, va sottolineato il fatto che per l’ 87% del totale è stato registrato nella Spiaggia dei Gabbiani di Pollica
«Vele Spiegate oltre a rappresentare la più grande campagna di volontariato per pulizia delle spiagge è un’ulteriore e significativa esperienza di citizen science praticata da anni da Legambiente su tutto il territorio nazionale. Un’esperienza che ci ricorda che marine litter sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti e che ridurre nei prossimi anni il problema dei rifiuti in mare non è una sfida impossibile, ma va affrontata con determinazione – dichiara Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania- Inoltre, è anche urgente disciplinare in maniera sistematica la rimozione dei rifiuti dai fondali marini, possibile grazie al fishing for litter e all’aiuto dei pescatori, già attuata con un progetto progetto pilota in Toscana. E proprio domani a Sorrento sarà firmato il primo protocollo d’intesa in Campania tra Legambiente, Comune di Sorrento, la partecipata Penisolaverde e i pescatori, per dare la possibilità ai pescatori di portare a terra e avviare a raccolta differenziata i rifiuti che inevitabilmente recuperano durante la loro attività di pesca».
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14 Set, 2018 | Comunicare il sociale
NAPOLI – “Siamo sicuri che per i nostri ragazzi vengano scelti i libri ideali per la loro crescita? Non è che le logiche di mercato siano leggermente… diverse?”. Questa la denuncia di Corrado Matacena, imprenditore attivo nel settore della promozione editoriale da decenni e ideatore di alcuni format di successo come Libri Market.
“In questo periodo – afferma Matacena – siamo in pieno fermento come ad ogni avvio di anno scolastico. E come ogni anno scolastico ci troviamo a dover fare i conti con i soliti problemi”. A quali problemi ci riferiamo? “Semplice: molte insegnanti non guardano nemmeno i cataloghi o sfogliano i libri che proponiamo, ma le loro scelte si orientano su favori e conoscenze”. Cosa vuol dire? “Che più di una volta abbiamo il sospetto, per usare un eufemismo, che alle insegnanti poco interessi di come è strutturato il libro didattico, ma che rappresentanti o presunti tali possano in qualche modo aiutarle in altri ambiti. Ad esempio, regalando libri per i parenti”.
Di illegale non c’è niente, sia chiaro, ma è una questione etica: “Sono 23 anni – spiega Matacena – che operiamo nel settore. Abbiamo accompagnato tanti insegnanti nelle loro scelte con competenza e professionalità e oggi se possiamo permetterci di sbilanciarci è perché abbiamo le spalle forti: siamo tra i primi gruppi in Italia per vendita di libri scolastici per le materne e le elementari”. “Proprio per questo – continua Matacena – vogliamo denunciare con questa lettera aperta ai giornali quella che è la nostra sensazione: le logiche di mercato sono sempre più sbilanciate verso ‘illogiche’, questioni che con la didattica non c’entrano niente”.
“Il nostro invito – conclude Matacena – è quello di mettere di nuovo al centro i bambini. Questo atteggiamento tende a far male solo a loro, che sono il nostro futuro. Speriamo che il nuovo anno scolastico 2018/19 sia orientato su questi principi. Parliamo tanto di merito a tutti i livelli, se non lo applichiamo già nei luoghi deputati all’istruzione non cambieremo mai le cose”.
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14 Set, 2018 | Comunicare il sociale
ROMA – Il 15 settembre in oltre 150 Paesi si celebra il World Cleanup Day, un appuntamento di pulizia globale. Già 17 milioni di persone hanno aderito al movimento globale, ripulendo oltre 500.000 tonnellate di immondizia in tutto il mondo. La strada per risolvere il dramma dello smaltimento o riuso illegale dei rifiuti è lunga e tortuosa, ma le attività di ricerca e sviluppo, oltre che le azioni di pulizia, non si fermano.
Obiettivo della rete è il coinvolgimento del 5 per cento della popolazione mondiale. Un traguardo importante. Per raggiungerlo Let’s Do It! Ha implementato la già ampia rete che si è creata in questi anni di attivismo. Più di cento sono infatti le azioni organizzate lungo tutto lo stivale ed altre si continuano ad aggiungere a pochi giorni dall’appuntamento.
«Mancano pochi giorni al più grande appuntamento di pulizia al mondo, il World Cleanup Day. Più di cento le azioni previste in tutta Italia. Non ci resta che indossare i guanti e andare a pulire. Lo faremo perché vogliamo che il 2018 sia caratterizzato da un cambio di tendenza, rendendo i nostri luoghi più puliti e sani». A dichiararlo il presidente di Let’s Do It! Italy, Vincenzo Capasso.
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