PROTEZIONE CIVILE CAMPANIA: ALLERTA METEO GIALLA DALLA MEZZANOTTE

La Protezione Civile della Regione Campania, a seguito delle valutazioni del Centro Funzionale e in considerazione della perturbazione che sta interessando il territorio regionale, ha emanato una allerta meteo per temporali di livello Giallo valida dalla mezzanotte fino alle 12 di domani, venerdì 14 marzo solo sulle zone di allerta 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana) e 2 (Alto Volturno e Matese).

Sono previste precipitazioni e temporali, anche intensi.

Si prevede un dissesto idrogeologico localizzato. Tra i principali rischi previsti connessi alle conseguenze delle precipitazioni si segnalano: allagamenti, esondazioni, ruscellamenti, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua. Saranno anche possibili frane e caduta massi.

Si ricorda ai Sindaci dei territori interessati di attivare i Centri Operativi Comunali (COC), di attuare tutte le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile e di prestare attenzione agli avvisi della Sala Operativa Unificata della Protezione Civile regionale.

L’articolo PROTEZIONE CIVILE CAMPANIA: ALLERTA METEO GIALLA DALLA MEZZANOTTE proviene da Comunicare il sociale.

Tematiche di genere e pari opportunità, l’impegno quotidiano delle infermiere

Ogni giorno, con il loro impegno professionale, le infermiere lavorano attivamente sulle tematiche di genere, sui percorsi di carriera e sulla rappresentanza femminile nella categoria.
Colonna portante della professione, rappresentando il 76.50% degli iscritti, le infermiere in Italia si misurano da sempre con l’attualità dell’essere donna e professionista, affrontando difficoltà e proponendo soluzioni per colmare le differenze che, anche in ambito lavorativo, persistono tra uomo e donna.
Lo testimoniano le prime anticipazioni dello studio condotto dall’Osservatorio Pari Opportunità di Genere nelle Professioni Ordinistiche, promosso dalla Fondazione per la Professione Psicologica “Adriano Ossicini” del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP) in collaborazione con la Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche (FNOPI).A partire dal mese di giugno al settembre 2024 è stato somministrato un questionario, diffuso attraverso i canali comunicativi della Federazione, che ha permesso di raccogliere più di 4mila risposte, utili a tratteggiare la percezione degli intervistati, opinioni ed esperienze in termini di pari opportunità, benessere, salute, soddisfazione di vita, discriminazioni e questioni di genere.
Hanno risposto soprattutto donne (il 79.5%). Il 50% dei partecipanti ha più di 50 anni, il 10.6% è in possesso di una laurea magistrale e il 20% con master o dottorato.
Il report raccoglie dal 41.9% delle donne intervistate l’affermazione di aver subito discriminazione nella propria vita lavorativa: per il 44,6% la causa è legata al proprio genere di appartenenza, mentre per il 43.5% deriva dalla situazione familiare.
Il 27.5% delle donne che hanno compilato il questionario ritiene, quindi, “molto importanti”, all’interno della professione,  le tematiche legate alle parità di genere in termini di percorsi e opportunità e il 26.6% in termini di rappresentanza e ruoli direttivi.
Complessivamente, dai primi dati anticipati, si rende evidente una forte richiesta di osservazione e rilevazione dei fenomeni che emergono dalle risposte date al questionario. Un’istanza alla quale, pian piano, si sta rispondendo con l’introduzione – sia in strutture sanitarie che presso le università – di corsi di formazione e programmi di mentoring, nonché di supporto e counseling per aiutare le infermiere a gestire meglio lo stress, l’ansia e il burnout, e compiere un passo in avanti contro le discriminazioni e le disparità di genere.

L’articolo Tematiche di genere e pari opportunità, l’impegno quotidiano delle infermiere proviene da Comunicare il sociale.

Migliaia di studenti in giro sui luoghi del riscatto per i Legalitour

Organizzare un tour che racconti, pietra per pietra, la fatica e la bellezza di vivere da questa parte di mondo. Calpestare il basolato che ha raccolto nel tempo storie di violenza e parallelamente storie di coraggio. Narrare all’ombra del Vesuvio la straordinarietà delle civiltà nascoste sotto metri di cenere e lapilli e al contempo portare in giro per i vicoli di Pugliano studenti grandi e piccoli provenienti da tutto il mondo e completanente rapiti da tutte queste contraddizioni che esistono nello stesso tempo, nello stesso luogo, nella stessa cultura. Non solo. Fare tesoro della bruttezza e piegarla alla bellezza della speranza, alla necessità – una volta formati dalle vicende negative – di diventare formatori di legalità. È questo e molto, molto altro il progetto ercolanese intrecciato a quello generale denominato Legalitour, una idea che si è concretizzata partire dal 2020 grazie alla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa finalizzato alla promozione di percorsi di legalità, formazione e orientamento presso i beni confiscati alla mafia con in prima fila il Ministero dell’Istruzione e del merito.
Il Legalitour in linea generale vede ogni anno la partecipazione di migliaia di studenti durante il periodo estivo, finalizzato ad attività di legalità, rispetto e buone pratiche, dislocando le visite degli studenti in oltre dieci cooperative sociali tra Puglia, Calabria e Sicilia e Campania.
E se si considera la Campania è impossibile non pensare immediatamente a Ercolano, al “progetto Ercolano”, a quella città liberata dal racket e divenuta per tanti motivi un simbolo di legalità duraturo e strutturato.
A raccontare la versione ercolanese dei Legalitour è Giuseppe Scognamiglio, presidente di Radio Siani, la radio della legalità che trova sede da anni all’interno di un bene confiscato alla camorra e legata negli intenti e nelle mondialità alla cooperativa sociale omonima.
«Nel corso degli anni abbiamo avviato questi tour della legalità stabilendo dei partenariati con altre associazioni e realtà delle nostre terre con le quali condividiamo gli intenti. In particolare attualmente lavoriamo spalla a spalla con “Addio pizzo”, un partner siciliano, e “Viaggi e Miraggi” realtà napoletana che, in rete con noi, si occupa di promuovere i tour, mentre noi li gestiamo anche in collaborazione con La Paranza del quartiere Sanità e con l’Ecomuseo di Scampia».
Il tour gestito dai giovani di Ercolano parte proprio dagli Scavi fino ad arrivare alla città moderna, passeggiando e narrando punto per punto tutta la storia legata anche alle battaglie volte a debellare il fenomeno estorsivo che per anni ha tenuto sotto scacco i commercianti locali, raccontando anche l’esperienza della radio passando per la valorizzazione dei beni confiscati.
Una delle tappe obbligate è anche il punto in cui, in via Mare, non molto distante dal fortino di uno dei boss che adesso è casa della legalità e dell’informazione via radio, fu ucciso per un errore il giovane Salvatore Barbaro, una delle tante vittime innocenti morte negli anni bui della guerra tra due clan rivali.
Anni bui che, se a Ercolano, grazie a Dio sono alle spalle, in Corsica, a Marsiglia, e in molte altre zone europee e non solo, sono una realtà assai attuale. «È per questo che ai tour che organizziamo spesso prendono parte non solo scolaresche ma anche amministratori locali stranieri, referenti di nascenti associazioni a supporto di vittime innocenti, loro familiari. All’estero il fenomeno è terribilmente in crescita, il modello Ercolano è pronto per essere esportato per recare del bene alla collettività».
La fase conclusiva di ogni “passeggiata della legalità” si tiene all’interno del Mav, il Museo Archeologico Virtuale, dove i partecipanti hanno infine l’occasione di incontrare qualche commerciante che al tempo era vittima dei clan ma che poi ha trovato il coraggio di denunciare, con la possibilità di degustare delle produzioni offerte dalla Cooperativa sociale.
di Nadia Labriola

L’articolo Migliaia di studenti in giro sui luoghi del riscatto per i Legalitour proviene da Comunicare il sociale.

TRASPORTO ILLECITO DI RIFIUTI SPECIALI, CARABINIERI SEQUESTRANO UN AUTOCARRO

I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise (CE), nel corso di un pattugliamento del territorio volto al contrasto dei reati in danno all’ambiente, in agro del comune di Aversa (CE) hanno notato un autocarro modello Ducato con il cassone completamente scoperto carico di quelli che presumibilmente erano rifiuti di tipo metallici.
Prontamente procedevano a far sostare l’autocarro in argomento per sottoporre a controllo i rifiuti trasportati. In particolare, sul cassone dell’autocarro risultavano presenti rifiuti speciali pericolosi costituiti da RAEE (lavatrice non bonificata, televisore a tubo catodico, nr. 3 stufe alogene, nr. 1 friggitrice ad aria, nr. 1 monitor pc) miscelati a rifiuti costituiti da barre di allumino e barre in ferro arrugginite. Alla richiesta dei militari circa atti autorizzativi e/o formulari di identificazione dei rifiuti che potessero consentire di risalire alla tracciabilità dei rifiuti, il conducente e proprietario del mezzo, non era in grado di esibire nulla. Inoltre, la visura in banca dati effettuata sulla targa dell’autocarro ha permesso di accertare che lo stesso non era iscritto all’Albo dei Gestori Ambientali, obbligatoria per l’operazione di trasporto rifiuti che si stava ponendo in essere.
Alla luce di quanto sopra, essendo emerse a carico del conducente, proprietario dell’autocarro, precise responsabilità penali in ordine al reato di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi mediante attività di carico e trasporto degli stessi a mezzo di autocarro non iscritto all’albo gestori ambientali, i militari procedevano al sequestro d’iniziativa dell’autocarro e dei rifiuti. Il responsabile è stato deferito a piede libero per la suindicata ipotesi di reato contravvenzionale.

L’articolo TRASPORTO ILLECITO DI RIFIUTI SPECIALI, CARABINIERI SEQUESTRANO UN AUTOCARRO proviene da Comunicare il sociale.

“L’eco dei fiori sommersi” è il prossimo film della rassegna di Arci Movie

AstraDoc prosegue con un’altra anteprima napoletana. Il prossimo appuntamento, quello di venerdì 14 marzo 2025 alle 20.30, porta sul grande schermo del Cinema Academy Astra di Napoli “L’eco dei fiori sommersi” di Rosa Maietta che presenterà il film in sala insieme alle protagoniste. Passata al Filmmaker Fest di Milano, l’opera scava nelle carte dell’Archivio di Stato di Napoli che celano vite di donne il cui richiamo dal passato giunge fino a noi come un canto di sirene.
L’archivio di Stato di Napoli, fondato nel 1808, custodisce settanta chilometri lineari di documenti dall’XI secolo d.C. agli anni Cinquanta del Novecento. Sommerse nei cunicoli dell’edificio assieme alla mole di faldoni centenari ci sono le archiviste. In un collage di materiali d’archivio e reenactment la regista affida alle archiviste il doppio compito, storico e morale, di custodire le storie e tramandare le voci di altre donne, come loro, sepolte tra le carte dei tribunali, dei processi, delle perizie e delle sentenze. Storie come quella di Linda, che incinta dell’uomo di cui si era innamorata mentre il marito era al fronte, decide di abortire per evitare la vergogna, o quella di Emma, operaia sovversiva avversata dal fascismo fino all’esilio e alla reclusione, o ancora quella di Giovannina, vittima di un fidanzato possessivo e violento. Nelle mani delle archiviste le storie sommerse rifioriscono, trattate con la stessa cura e meticolosità delle pagine su cui sono scritte, e acquistano la sacralità malinconica di una vecchia tartaruga silenziosa ma enorme che passeggia nell’Archivio di Stato.
“Un viaggio poetico fatto di suggestioni ed emozioni, che si costruisce su un intreccio di linguaggi che parte da uno sguardo documentaristico che attraversa la macchina-archivio col ritmo di un visitatore-tartaruga che scandisce il tempo dello sguardo. Dopo che il primo faldone è stato aperto, le carte svelano un racconto di voci e fantasmi, l’eco di una memoria sommersa. Scorrendo come fluido tra un tempo passato e presente, tra una pagina ingiallita e un fondale marino, il film attraversa le parole fredde e tecniche scritte da giudici e periti, tra il ‘700 e il ‘900, per incontrare e immaginare l’emozione di chi una voce non l’ha avuta, nemmeno su quei fogli: le donne.”, dalle note della regista
La produzione Ladoc ha ottenuto il sostegno del Mic e di Siae, nell’ambito del programma “per chi crea”, e il contributo di Regione Campania Film Commission con il patrocinio dell’Archivio di Stato di Napoli.
Biglietto 5 euro, ridotto 4 euro per i soci Arci. AstraDoc si svolge in sinergia con Parallelo 41 Produzioni, Coinor, Università di Napoli Federico II e con il patrocinio del Comune di Napoli. Sui social AstraDoc e Arci Movie per altri dettagli e curiosità di film e ospiti.

L’articolo “L’eco dei fiori sommersi” è il prossimo film della rassegna di Arci Movie proviene da Comunicare il sociale.