La stracittadina di solidarietà di SOS Villaggi dei Bambini

Sabato 21 marzo torna la Stracittadina di Roma, la corsa/camminata non competitiva di circa 5 km aperta a tutti, che unisce sport, festa e solidarietà nel cuore della Capitale. Anche quest’anno SOS Villaggi dei Bambini invita famiglie, amici, bambini e amici a quattro zampe a correre o camminare insieme per sostenere i bambini e i ragazzi accolti nei Programmi e Villaggi SOS.

Con partenza dai Fori Imperiali e arrivo al Circo Massimo, la Stracittadina è un’occasione speciale per vivere una giornata all’aria aperta all’insegna dell’inclusione e della condivisione. Il passo è libero: si può correre o camminare, l’importante è partecipare. Ogni iscrizione rappresenta un gesto concreto a sostegno dei bambini e dei giovani che non possono contare su adeguate cure genitoriali e che, grazie a SOS Villaggi dei Bambini, ricevono accoglienza, protezione e opportunità per costruire un futuro autonomo.

La partecipazione prevede una donazione minima di:

  • 20 euro a persona
  • 10 euro per bambini da 0 a 8 anni
  • 6 euro per i cani

La donazione include il pacco gara con t-shirt, pettorale, medaglia e gym bag.

“Più siamo, più bambini e ragazzi possiamo aiutare”: ogni passo compiuto durante la Stracittadina contribuirà a rafforzare i programmi di sostegno familiare, accoglienza e accompagnamento all’autonomia promossi dall’Organizzazione in Italia. Gli attivisti di SOS Villaggi dei Bambini saranno presenti con uno stand informativo al Villaggio Charity del Circo Massimo.

 

Per iscrizioni e informazioni: https://dona.sositalia.it/stracittadina-di-roma/

 

L’articolo La stracittadina di solidarietà di SOS Villaggi dei Bambini proviene da Comunicare il sociale.

Le mani sul Cristo Velato: alla Cappella Sansevero un percorso tattile per non vedenti e ipovedenti

Prende forma alla Cappella Sansevero di Napoli il progetto “La meraviglia a portata di mano”, un percorso di visita pensato per persone non vedenti e ipovedenti. L’iniziativa, che nasce dalla collaborazione tra il Museo Cappella Sansevero e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – sezione di Napoli, ha l’obiettivo di offrire anche a chi non può affidarsi alla vista la possibilità di entrare in contatto con alcune delle opere più rappresentative custodite nella cappella, dal celebre Cristo Velato ai bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno, attraverso un’esperienza guidata che unisce racconto e percezione tattile.

Il progetto, articolato in due momenti, ha previsto una prima fase di anteprima, svoltasi il 10 marzo, durante la quale sono state illustrate le varie fasi di realizzazione del progetto: dalla progettazione dei contenuti alla fase di valutazione, fino alla formazione delle guide e del personale del museo. Un percorso che ha preceduto l’apertura straordinaria prevista per martedì 17 marzo, quando la visita sarà riservata ai visitatori non vedenti e ipovedenti.
Dietro l’iniziativa c’è un lavoro durato diversi mesi che ha coinvolto specialisti dell’accessibilità, guide turistiche e il personale dei servizi educativi del museo. Un percorso costruito passo dopo passo, come ha spiegato la presidente del Museo Cappella Sansevero, Maria Alessandra Masucci: «Quella di oggi è la tappa finale di un progetto che abbiamo avviato diversi mesi fa. Non è soltanto una giornata di formazione, ma anche un momento di verifica di un modello che abbiamo costruito con grande cura. Insieme alla dottoressa Roberta Meomartini, esperta di percorsi tattili e accessibilità, e al nostro staff educativo abbiamo analizzato le esigenze dei visitatori non vedenti per definire contenuti, metodo e modalità della visita». Per accompagnare l’esperienza sono stati realizzati anche materiali di supporto dedicati. «Abbiamo preparato strumenti pensati appositamente per i visitatori, tra cui una brochure in braille», ha aggiunto Masucci. «Per noi l’accessibilità è un metodo che presuppone una mentalità, un modo di pensare: quello secondo cui gli individui sono tutti diversi e ognuno ha le proprie necessità. Mettiamo quindi a disposizione quelli che possono essere gli strumenti interpretativi adeguati alle esigenze di ciascuno

».











Alla base del progetto c’è un metodo di visita preciso, pensato per aiutare i partecipanti a costruire mentalmente l’immagine delle opere. A raccontarlo è Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili, che ha collaborato alla progettazione del programma: 
«La diversità esiste ed è importante partire da questo presupposto: non fingere che siamo tutti uguali. Tutti uguali sono i diritti che abbiamo, e proprio per fare in modo che la godibilità di un tale capolavoro si estendesse in questo caso a persone non vedenti e ipovedenti, abbiamo pensato a questo programma».

«Si parte sempre da un momento di orientamento nello spazio, per capire dove ci si trova e come è collocata l’opera», spiega Meomartini. «Poi si passa all’esplorazione tattile, con una o entrambe le mani. Il racconto della guida diventa fondamentale perché aiuta a costruire nella mente l’immagine di ciò che si sta toccando».

Presente all’incontro anche Giuseppe Ambrosino,  presidente della sezione territoriale di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «Avere una percezione tridimensionale attraverso il tatto è qualcosa di estremamente importante. Sentiamo sempre parlare del Cristo Velato e poter toccare quest’opera ci rende felici. Spero che iniziative come questa possano essere riproposte sempre più spesso».

Nel corso della giornata di prova alcuni visitatori non vedenti hanno già avuto modo di sperimentare il percorso. Tra loro Cinzia, che ha raccontato l’emozione provata: «È difficile spiegare cosa sento. Può sembrare una frase fatta, ma è davvero qualcosa di speciale. L’atmosfera della cappella è già molto intensa, ma poter toccare una scultura come il Cristo Velato, che tutti vorrebbero sfiorare, anche chi vede, è straordinario». Il contatto con il marmo, racconta, restituisce sensazioni inaspettate. «Anche attraverso i guanti si percepisce il materiale come se fosse vivo. È come se la scultura parlasse. Si riescono a sentire dettagli piccolissimi e si capisce davvero la grandezza dello scultore. Toccare quest’opera fa comprendere il genio che c’è dietro. Anche le guide sono state bravissime: ci hanno accompagnato con naturalezza, quasi condividendo la nostra stessa percezione».

L’appuntamento è quindi per il 17 marzo, quando il percorso sarà aperto ufficialmente ai visitatori non vedenti e ipovedenti con una giornata dedicata. Un passo ulteriore nel percorso di inclusione avviato negli ultimi anni dalla Cappella Sansevero, con l’idea che il patrimonio artistico non sia soltanto qualcosa da guardare, ma un’esperienza che può essere scoperta anche attraverso altri sensi.

di Carmela Cassese

L’articolo Le mani sul Cristo Velato: alla Cappella Sansevero un percorso tattile per non vedenti e ipovedenti proviene da Comunicare il sociale.

Caporalato e sfruttamento lavorativo, a Marigliano la presentazione di “Vite a basso costo”

Il report del CNCA al centro di un confronto pubblico su diritti negati, buone pratiche e contrasto allo sfruttamento nel territorio vesuviano

 

Mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 18, nell’aula consiliare del Comune di Marigliano, sarà presentato “Vite a basso costo”, il rapporto del CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza dedicato al tema dello sfruttamento lavorativo e del caporalato. L’iniziativa è promossa dalla Rete Vesuviana Solidale e dal CNCA, con il patrocinio del Comune di Marigliano e di CSV Napoli ETS.

L’appuntamento si inserisce nel solco della XXII Settimana d’azione contro il razzismo promossa dall’UNAR e intende offrire uno spazio di analisi e confronto a partire da un documento che aggiorna il percorso di studio, osservazione e intervento avviato dal CNCA nel settembre 2020. In questi anni, le organizzazioni aderenti alla federazione hanno maturato un importante lavoro di approfondimento sui diversi contesti territoriali, attraverso progetti e servizi rivolti alle persone vittime di sfruttamento.

Il report restituisce un quadro articolato e preoccupante, che attraversa alcuni dei comparti produttivi oggi più esposti: dall’agricoltura alla logistica, dal lavoro dei rider al manifatturiero e al tessile. Emergono condizioni di forte vulnerabilità, diritti compressi o negati, precarietà estrema e nuove forme di intermediazione illegale del lavoro, che colpiscono soprattutto le persone più fragili.

Un focus particolare sarà dedicato al territorio vesuviano, grazie al lavoro di inchiesta e monitoraggio svolto dalla Rete Vesuviana Solidale, impegnata attraverso l’associazione Restiamo Umani ODV nella progettualità Su.Pr.Eme2 – Lotto 4 Area Vesuviana della Regione Campania, con ente capofila la Cooperativa Dedalus. Attraverso questa esperienza sono state raccolte storie, testimonianze e dati sullo sfruttamento lavorativo nel cosiddetto “vesuviano interno”, insieme alle pratiche di prossimità e agli strumenti messi in campo quotidianamente per contrastarlo.

Da questo lavoro è nata anche una sperimentazione significativa sul piano istituzionale: la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Comune di Marigliano, che consente l’iscrizione anagrafica delle persone prese in carico dallo sportello di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo. Una buona pratica concreta, che sarà presentata nel corso dell’incontro come esperienza territoriale replicabile anche in altri contesti regionali e nazionali.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Gaetano Bocchino, sindaco di Marigliano, e di Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli.

L’introduzione alla giornata e al documento sarà affidata a Fedele Salvatore, presidente CNCA Campania.

La presentazione del documento sarà curata da Alessio Malinconico, della Rete Vesuviana Solidale / CNCA Campania, e da Fabio Saliceti, del CNCA Tavolo Nazionale Sfruttamento e Caporalato.

Seguirà un intervento sulle buone prassi attivate dal Comune di Marigliano per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, a cura di Luigi Amato, assessore alle Politiche sociali del Comune di Marigliano.

Spazio poi a un intervento sulle buone prassi di welfare territoriale nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, a cura di Mimma D’Amico del CSA Ex Canapificio di Caserta / Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose.

Previsto anche un approfondimento sul programma regionale di contrasto al caporalato Su.Pr.Eme2 della Regione Campania, con l’intervento di Federica Dolente del Consorzio Nova.

Le conclusioni saranno affidate a Andrea Morniroli, assessore alle Politiche sociali della Regione Campania.

Tutte le realtà sociali, istituzionali, politiche e sindacali sono invitate a partecipare.

Il report nazionale “Vite a basso costo” è consultabile online al seguente link:

Online “Vite a basso costo”, il documento del CNCA sullo sfruttamento lavorativo

L’articolo Caporalato e sfruttamento lavorativo, a Marigliano la presentazione di “Vite a basso costo” proviene da Comunicare il sociale.

Vandalizzati il murale e la targa dedicati a Mario Paciolla, don Tonino Palmese: «Una ferita per tutta la società»

Sono stati vandalizzati a Napoli il murale e la targa dedicati a Mario Paciolla, il cooperante napoletano trovato morto in Colombia il 15 luglio 2020. L’opera si trova nel Parco di via dell’Erba, nella zona collinare della città, un luogo simbolico legato alla sua storia personale: proprio lì, da ragazzo, Paciolla aveva trascorso parte della sua giovinezza.

La notizia dell’atto vandalico ha suscitato indignazione e dolore, soprattutto tra chi in questi anni è stato accanto alla famiglia nel lungo percorso alla ricerca della verità su quanto accaduto al giovane cooperante. A intervenire è stato don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, che ha espresso parole di forte condanna per quanto accaduto.

«Apprendiamo con estremo dolore la notizia dell’atto vandalico perpetrato contro il murale e la targa che nel Parco in via dell’Erba ricordano Mario Paciolla, cittadino della zona collinare di Napoli che da ragazzo ha solcato quei luoghi», ha dichiarato Palmese. «Da quel 15 luglio del 2020 siamo accanto a mamma Anna, a papà Pino e alle sorelle Raffaella e Maria Paola nel loro percorso, segnato dal dolore, alla ricerca della verità su quanto accaduto a Mario per ottenere la tanto anelata giustizia».

La famiglia Paciolla, ha ricordato Palmese, è stata in questi anni parte attiva di un impegno civile e collettivo. «Da quel giorno la famiglia ha sempre partecipato alla vita della Fondazione Pol.i.s., agli incontri del Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti e agli eventi di Libera, trovando supporto alla loro lotta e donandoci la loro testimonianza».

Proprio per questo, secondo il presidente della Fondazione Pol.i.s., l’atto vandalico assume un significato che va oltre il semplice danneggiamento di un’opera. «Infangare con un atto violento un luogo della memoria significa non solo perpetuare il dramma dei familiari, ma arrecare una ulteriore ferita a tutta la società».

Il murale e la targa rappresentano infatti un simbolo di memoria e di impegno civile. «Quei luoghi, quei simboli – ha aggiunto Palmese – sono la testimonianza concreta di ciò che insieme ai familiari gridiamo con forza: la morte per mano violenta delle vittime innocenti non è avvenuta invano».

Un messaggio che richiama alla responsabilità collettiva e alla necessità di continuare a tenere viva la memoria. «Qualunque sia la ragione dietro questo vile gesto – conclude Palmese – ci richiama a un’esigenza totalizzante: continuare la nostra battaglia educativa nel nome delle vittime innocenti, nel nome della legalità e del bene assoluto».

L’articolo Vandalizzati il murale e la targa dedicati a Mario Paciolla, don Tonino Palmese: «Una ferita per tutta la società» proviene da Comunicare il sociale.

Boscofangone, rimossi i rifiuti lungo la SP87. Intervento avviato dopo la diffida del Comune

Sono stati rimossi i rifiuti abbandonati nell’area di Boscofangone, lungo l’Alveo Gaudo e la bretella della SP87. Un intervento che ha permesso di restituire decoro a una zona più volte segnalata per la presenza di sversamenti abusivi.

La pulizia dell’area effettuata dalla SMA, per conto della Regione Campania, è stata avviata dopo la diffida formale del Comune di Nola, che ha imposto agli enti competenti di intervenire per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza del sito. L’iniziativa è stata portata avanti in sinergia con la dirigente dell’area tecnica del Comune di Nola, Annunziata Lanzillotta.
Il tratto stradale negli ultimi tempi era diventato un punto critico per l’abbandono di rifiuti di ogni genere, con evidenti conseguenze di degrado ambientale e di disagio.
Nel frattempo la strada è stata completamente chiusa al traffico, proprio per evitare nuovi sversamenti e impedire che l’area possa essere nuovamente utilizzata come discarica abusiva.
La chiusura della strada non ha carattere definitivo, ma rappresenta una misura temporanea, adottata per evitare nuovi sversamenti di rifiuti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Ruggiero sta infatti lavorando, di concerto con Città Metropolitana di Napoli e Regione Campania, al ripristino della strada e alla conseguente riapertura della circolazione, trattandosi di una bretella di collegamento di fondamentale importanza per il territorio.

“Era una situazione che non potevamo più tollerare. Grazie alla nostra netta presa di posizione – dichiara l’assessore all’Ambiente Vincenzo Scolavino – abbiamo ottenuto la rimozione dei rifiuti e la pulizia dell’area. Parliamo di uno scempio ambientale che offende il territorio e crea disagi ai cittadini”.

“L’operazione di pulizia è un primo importante passo, ma – aggiunge Scolavino – è necessario intervenire anche sulle cause che determinano l’allagamento della strada, per fare in modo che torni ad assolvere la propria funzione e soprattutto per strapparla definitivamente al degrado”.

L’articolo Boscofangone, rimossi i rifiuti lungo la SP87. Intervento avviato dopo la diffida del Comune proviene da Comunicare il sociale.