Nasce “La Casa di Silvia”: una storia che diventa bene comune

Sabato, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de La Casa di Silvia. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità.

 

“Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita.” Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio Direttivo Nazionale AISLA e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: la Casa di Silvia sarà messa a disposizione delle persone con SLA e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. “Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. AISLA si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti”.

 

La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello Scaletto Senza Scalini, luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. “Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti”, racconta Ugo Capello. “Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città”.

A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto.
“Quella di AISLA diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. La Casa di Silvia è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti”.

 

La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia.

A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo a disposizione delle persone con SLA e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva. Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali AISLA – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.

 

La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Sulla spiaggia, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare, come segni di una presenza che non invade, ma accompagna. Poi, sulle note di “Primavera” di Luca Carboni, quel gesto ha preso forma. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento, una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: “QUI NASCE LA CASA DI SILVIA. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima.” A realizzarla è stata Fazzari Marmi. Un contributo arrivato in silenzio, senza richiesta, senza esposizione, che AISLA ha scelto di rendere noto: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.

 

“Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare.” Lo ha detto Pino Codispoti, papà di Silvia.

 

Chiunque desideri contribuire alla realizzazione de La Casa di Silvia può farlo sostenendo AISLA, anche con un piccolo gesto. IBAN: IT 04 V 05034 10100 000000001065. Causale: “La Casa di Silvia”

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Appuntamento in via Lattea, al Planetario di Città della Scienza, per il #Dantedì

Venerdì 27 marzo 2026, in occasione del #Dantedì, il Planetario di Città della Scienza si trasforma in un teatro cosmico per “Appuntamento in Via Lattea – “…ed uscimmo a rimirar le stelle”, un viaggio che unisce la forza della poesia alla meraviglia dell’universo osservato con gli occhi dell’astrofisica contemporanea. Sarà un’esperienza immersiva pensata per chi ama lasciarsi stupire: lo sguardo di Dante sulle sfere celesti diventerà il punto di partenza per raccontare ciò che oggi sappiamo dell’ordine del Cosmo, delle sue armonie, dei suoi misteri ancora aperti. Sul grande schermo del Planetario, i versi del Sommo Poeta si intrecceranno con immagini e sonorizzazioni cosmiche, guidando il pubblico in un racconto che attraversa secoli di immaginazione, ricerca, scoperte.

A dialogare in questo percorso saranno il Prof. Andrea Mazzucchi, dantista dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, e l’astrofisico INAF Prof. Giovanni Covone, che accompagneranno i partecipanti in un viaggio interdisciplinare tra letteratura e scienza. Dall’armonia delle sfere alla struttura dell’universo, dalla cosmologia medievale alla materia oscura, il pubblico sarà invitato a guardare il cielo di Dante con gli strumenti, le domande e le meraviglie dell’astrofisica di oggi.

La serata inizierà negli spazi del Museo Corporea, dove l’accoglienza sarà affidata a un dj set e a un aperitivo di benvenuto, per entrare gradualmente nell’atmosfera dell’evento. A seguire, il Planetario diventerà una macchina del tempo che abbatte le barriere spazio-temporali: luci, suoni, narrazione e immagini condurranno gli spettatori dentro una conferenza-spettacolo dal vivo, un racconto sensoriale che invita a perdersi – e a ritrovarsi – tra stelle, costellazioni, galassie.

La serata si sviluppa in due turni (a partire dalle ore 20) e si concluderà, condizioni meteo permettendo, con l’osservazione del cielo ai telescopi a cura dell’Unione Astrofili Napoletani: dopo aver viaggiato tra i versi e i modelli dell’universo, il pubblico potrà finalmente “uscire a riveder le stelle”, affidando agli occhi e all’emozione l’ultimo capitolo di questo percorso. Un’esperienza che parla agli appassionati di Dante, agli amanti della scienza, alle famiglie, a chiunque senta ancora il desiderio di alzare lo sguardo e cercare nel cielo una bella storia.

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Risanamento del Sarno e mare balneabile, così l’Ente Idrico Campano celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua

Anche quest’anno l’Ente Idrico Campano celebrerà la Giornata Mondiale dell’Acqua. Lo farà lunedì 30 marzo con un evento articolato, che ha avuto l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo e quello del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha un forte valore simbolico: il traguardo del disinquinamento del fiume Sarno, grazie alla sinergia tra Ente Idrico Campano, Gori e Regione Campania e la strategia grazie alla quale la Campania sta recuperando le sue acque e la balneabilità dell’intera linea di costa, sono tappe storiche nel percorso di risanamento ambientale della Campania.

Al Maximall di Torre Annunziata, sindaci, associazioni, cittadini, si danno appuntamento per parlare dell’ “acqua ritrovata” con la proiezione, in anteprima nazionale, del docufilm “Fiume Madre” per la regia di Giuseppe Alessio Nuzzo: un racconto che intreccia memoria, denuncia e speranza, e restituisce centralità al rapporto tra uomo e ambiente.

A seguire la tavola rotonda “Campania Blu – La Rinascita delle Acque”, moderata dal direttore de “Il Mattino”, Vincenzo Di Vincenzo, con la partecipazione del vicegovernatore e assessore al Mare della Regione Campania, Mario Casillo, dell’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, e del presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo, impegnati nel delineare strategie e interventi per la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica.

Sarà presentato anche il primo numero di “Percorsi d’Acqua” la rivista quadrimestrale edita dall’Ente Idrico Campano che si pone l’obiettivo di spiegare il complesso mondo del servizio idrico integrato con un linguaggio chiaro ed accessibile a tutti.

A chiudere la giornata, come da tradizione, il contest musicale Note d’Acqua con gli studenti delle scuole secondarie di secondo livello della Campania protagonisti nel diffondere una cultura consapevole sull’acqua a suon di musica.

L’appuntamento è alle 9:00 di lunedì 30 marzo presso il Maximall di Torre Annunziata.

 

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LE CITTÀ ITALIANE SPENGONO LE LUCI PER IL FUTURO DEL PIANETA, SCOPRI DOVE NELLA TUA REGIONE

Sabato 28 marzo alle 20:30, tanti monumenti in tutta Italia verranno spenti in occasione di Earth Hour, l’Ora della Terra: la più grande mobilitazione globale per clima e natura organizzata dal WWF, giunta quest’anno alla sua 20esima edizione. Un’ora a luci spente come gesto simbolico e molto potente che unirà persone, città, istituzioni e imprese in ogni parte del mondo per accendere l’attenzione sulla crisi climatica e il futuro del Pianeta.

Da Nord a Sud, tante città della nostra Penisola, insieme a sezioni locali del WWF, hanno già aderito all’iniziativa, ma in queste ore molte altre realtà si stanno unendo alla grande ora a luci spente.

Ecco alcuni tra i più suggestivi spegnimenti nelle città italiane in occasione di Earth Hour 2026. 

  • Ancona – Luci off per la Fontana del Calamo.
  • Bari– Alle 20:30 luci spente al Parco Maugeri, uno spazio verde che ha sostituito il vecchio gasometro presente nell’area.
  • Brindisi – Al buio le Colonne Romane e Palazzo Granafei-Nervegna in Piazza Vittoria.
  • Catania – Luci spente al Palazzo degli Elefanti, sede del governo cittadino.
  • Firenze – L’Ora della Terra scatterà per Palazzo Vecchio, Torre Arnolfo, parte di Ponte Vecchio, il David a Piazzale Michelangelo, che veranno spenti insieme a torri e porte storiche.
  • L’Aquila – Si spegnerà la celebre Fontana Luminosa.
  • Lecce – Un’ora a luci spente per Porta San Biagio.
  • Milano – Al buio la Torre del Filarete del Castello Sforzesco.
  • Napoli – Verrà spento il Maschio Angioino e, grazie alla partecipazione dell’Arcidiocesi, anche le illuminazioni di alcune chiese simbolo della città, tra cui Duomo, Basilica dell’Incoronata (Capodimonte) e Basilica di San Giovanni Maggiore.
  • Padova – Sarano spenti Palazzo Moroni (sede del Comune) e le luci di Piazza della Frutta.
  • Palermo – Si spegnerà la maestosa Cattedrale.
  • Pescara – Buio sulla storica Torre Civica.
  • Roma – Nella Capitale verranno spente le luci di Colosseo, Fontana del Gianicolo e San Pietro. La Santa Sede aderisce spegnendo Cupola, facciata della Basilica e colonnato il 28 marzo dalle 20:30 alle 21:30. L’appuntamento centrale di quest’anno sarà alle 20:30 a Fontana del Gianicolo, dove saranno presenti alcuni esperti WWF.
  • Torino– Luci spente per la Mole Antonelliana e i Ponti Storici.
  • Trento – Verrà spento il Monumento Alcide De Gasperi in Piazza Venezia.
  • Venezia – Si spegneranno le luci della bellissima Piazza San Marco (dalle 20 alle 21).

 

Qui la cartina in continuo aggiornamento con gli appuntamenti:

Patrocini e riconoscimenti

Anche quest’anno Earth Hour ha ricevuto il patrocinio di importanti istituzioni, tra cui la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ed è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica.

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Sul ciglio del burrone, salvato dai Carabinieri : era scomparso da tre giorni il VIDEO

Sono le 6:18 del mattino quando il silenzio di Pozzano, il tratto di costa che unisce Castellammare di Stabia alla Penisola Sorrentina, viene squarciato da grida disperate. In quel momento la strada è quasi deserta, animata solo da pochi sportivi che approfittano delle prime luci del giorno per una corsa rigenerante. Sono proprio loro i primi a captare quella richiesta d’aiuto che sembra piovere direttamente dallo strapiombo roccioso che sovrasta la carreggiata.

L’allarme al 112 fa scattare una macchina dei soccorsi immediata. Sul posto arrivano in pochi minuti il Comandante della Compagnia di Sorrento insieme al suo autista, raggiunti poco dopo da una gazzella del Nucleo Radiomobile stabiese. Seguendo la scia di quella voce straziante, i militari individuano l’uomo: è un 48enne di Vico Equense, di cui si erano perse le tracce da circa tre giorni. L’uomo si trova in bilico su uno spuntone di roccia a centinaia di metri d’altezza, con la chiara intenzione di farla finita. Senza esitare e consapevoli che ogni secondo potrebbe essere fatale, i carabinieri iniziano una risalita ai limiti dell’impossibile. Si avventurano lungo tratturi improvvisati e pareti scoscese, senza alcuna protezione professionale e sotto una pioggia di sassi che si staccano dal costone rotolando verso la valle. È un percorso da vertigini, dove un solo passo falso significherebbe un volo nel vuoto per tutti. Mentre scalano la parete, i militari non smettono mai di parlare con il 48enne, cercando di instaurare un dialogo e di rassicurarlo. Una volta raggiunto lo spuntone, lo bloccano in quello che i testimoni hanno descritto come un “abbraccio della salvezza”. Per oltre trenta minuti, tre vite restano letteralmente sospese sull’abisso, strette l’una all’altra in uno stallo drammatico. L’uomo continua a ripetere frasi sconfortate, convinto che per lui non ci sia più tempo né soluzione, ma la fermezza fisica e psicologica dei carabinieri impedisce la tragedia.

La complessa operazione si è conclusa grazie al supporto dei Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a imbragare l’uomo e a riportarlo a terra in totale sicurezza. Se non fosse stato per il tempestivo intervento e il coraggio dei militari dell’Arma, che hanno offerto un sostegno non solo fisico ma profondamente umano, l’epilogo di questa vicenda sarebbe stato certamente diverso. Dopo il salvataggio, il 48enne è stato affidato alle cure del personale del 118 e successivamente trasportato all’ospedale Maresca di Torre del Greco per gli accertamenti e l’assistenza necessaria.

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