01 Set, 2025 | Comunicare il sociale
La Fondazione Charlemagne e la Fondazione Emmanuel promuovono un appello a Papa Leone XIV attraverso una petizione dal titolo “Appello al Papa: fermare la tragedia umanitaria a Gaza”: chiedendo la presenza di Sua Santità con cibo, acqua e medicine. Di seguito il contenuto dell’appello:
A Sua Santità
Papa Leone XIV
Città del Vaticano
Santo Padre,
la Terra brucia e il grido della Croce e della Terra sono assordanti eppure non giungono alle orecchie dei potenti.
Il diritto internazionale e umanitario viene disatteso, le relazioni tra i popoli si esauriscono nel dispiegamento di rapporti di forza, le istituzioni multilaterali sono impotenti.
Siamo donne e uomini, giovani e anziani; siamo credenti in Dio, fiduciosi nell’essere umano; siamo cittadini italiani e internazionali e referenti di Organizzazioni, Movimenti, Comunità, Associazioni e Istituzioni Pubbliche e Private.
Ciascuno di noi, in vari luoghi del mondo, ha accolto il Suo invito a digiunare e pregare.
Ora chiediamo a Lei, Santità, di dare forma alle nostre preghiere.
Le chiediamo di essere segno tangibile della presenza di Cristo nel luogo in cui oggi si sta consumando ogni forma di dignità, umanità, speranza.
Le chiediamo un’azione urgente quale segno per ogni Capo di Stato ed ogni essere umano, partendo da chi vive l’inferno e confida, incessantemente, nello sguardo e nell’intervento di Dio quale unico Salvatore.
Le chiediamo di organizzare e presiedere il Pellegrinaggio della Speranza portando a Gaza cibo, acqua e medicine.
Lei può, Santo Padre, perché il Suo Amore è più grande di qualsiasi altra considerazione.
Ci rivolgiamo a Lei come Padre e Pastore certi che Dio ha bisogno dei nostri piedi per raggiungere i confini del mondo; ha bisogno delle nostre mani per rialzare chi non ha più forza ed ha bisogno dei nostri cuori per consolare chi vive nella disperazione.
Dio ha bisogno del nostro sì e gli ultimi di questo mondo, in questo momento gli uomini e le donne, le bambine e i bambini di Gaza, hanno bisogno della presenza di Cristo; una presenza viva, salvifica, potente e amorevole che ponga fine a questa strage di innocenti.
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01 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Si svolgerà venerdì 5 settembre, a partire dalle ore 19:00, la seconda edizione del “Casamale Poetry Slam”, gara poetica di poesia performativa dedicata al poeta Pietro Secondulfo. L’evento, con il patrocinio di Slam Italia, è organizzato in stretta collaborazione tra l’associazione “Il Torchio E.T.S.”, l’ARCI – Casa del Popolo di Somma Vesuviana, e la rassegna “Poesia è… Rinascenza” di Melania Mollo e Giuseppe Vetromile.
L’appuntamento è nel Giardino dell’Arci in via Campane 2, nello storico Borgo Casamale di Somma Vesuviana. Dopo il successo riscontrato a Pollena Trocchia, dove a fine giugno si è svolto il terzo “Vesuvian Poetry Slam”, ancora una volta la rassegna “Poesia è… Rinascenza” si rende dunque promotrice di questi incontri tanto peculiari quanto interessanti nei quali i poeti si esibiscono mostrando tutte le loro capacità espressive e artistiche, senza l’ausilio di strumenti né di altri attrezzi ma basandosi esclusivamente sulla loro bravura performativa.
Il prossimo 5 settembre gareggeranno a colpi di versi: Michele La Montagna, Michele D’Avino, Alberto De Pasqua, Carmine Montella, Rosaria Zizzo, Marianna Scagliola e Pasquale Rea. Maestro Cerimoniere, che coordinerà lo svolgimento della gara secondo il regolamento Slam, sarà l’espertissimo Alfredo Martinelli, da Benevento. Condurrà l’incontro Melania Mollo, mentre le vesti di notaio saranno indossate da Giuseppe Vetromile e Imma Pone. Il vincitore della sfida sarà decretato da una giuria popolare scelta tra il pubblico presente e parteciperà alla finale nazionale di Slam Italia, che si svolgerà a Milano il prossimo 20 settembre. Al termine della gara, è previsto un “open mic”. L’ingresso è libero e gratuito.
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01 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Anche Napoli e la Campania sostengono la Global Sumud Flotilla, la serie di imbarcazioni partite o che partiranno prossimamente da alcuni porti del Mediterraneo come Barcellona e Genova e poi Tunisi e poi altre ancora, con l’obiettivo di arrivare a Gaza nelle prossime settimane, rompere l’assedio dell’esercito israeliano e portare viveri alla stremata popolazione palestinese, vittima di quello che oramai molti definiscono un genocidio. Alcune imbarcazioni sono simbolicamente partite per un giro nel golfo di Napoli con bandiere della Palestina al vento. Un gesto importante a riprova della vicinanza verso attivisti, giornalisti, membri della società civile, sanitari provenienti da tutto il mondo avventuratisi nella complicata missione di arrivare a Gaza e tentare di dare sollievo a chi vede pericolosamente avvicinarsi il momento della propria fine.
L’obiettivo della giornata e le voci
Titta Musto, referente della delegazione regionale del Global Movement to Gaza, ribadisce: «Noi siamo una flotta di terra non violenta a sostegno della Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria che va per mare per sfondare l’apartheid per portare aiuti umanitari e dichiarare ai governi, silenti e complici, che la società civile e si è estesa di tutte le realtà di questa terra». Musto, unitamente agli altri organizzatori della mattinata napoletana di appoggio alla Palestina assicura la «crescita costante del movimento e della voce unica che sostiene la flotta. Noi portiamo un’idea di umanità che Israele e i governi complici non hanno». In tanti in Italia dichiarano la propria delusione verso il tipo di narrazione giornalistica di quanto accade a Gaza e in Cisgiordania da decenni. Mauro Forte, già tra i portavoce della piattaforma Free Julian Assange, dedicata al creatore di Wikileaks liberato dopo anni di carcere e battaglie per la sua scarcerazione, non le manda certo a dire alla stampa nazionale. «Abbiamo un’informazione di Stato che continua a raccontare menzogne. Ci sono giornalisti che hanno parlato di allontanamento volontario da Gaza dei palestinesi. I media devono provare a raccontare la verità, ne va della libertà di tutti noi». A imbarcarsi simbolicamente da Napoli, tra gli altri, Hamid Alfarra, nativo di Khan Younis a Gaza e attivista pro Pal, attualmente residente nella provincia di Salerno. «Sumud – spiega Hamid – significa resilienza, quella del popolo palestinese e quello del popolo italiano che vuole lasciare i palestinesi da soli». Anche Alfarra fa cenno al tipo di informazione veicolata sulle morti a Gaza. «Vero, le notizie arrivano ma in verità non tutti i massacri vengono raccontati. I veri eroi sono i giornalisti, i bambini, i giovani a Gaza che attraverso un telefono ogni secondo trasmettono la distruzione. Soltanto sabato ci sono state 200 persone uccise a Gaza» mentre oltre un milione di uomini, donne e bambini stanno cercando di raggiungere il Sud della Striscia «senza però», si rammarica Hamid Alfarra, «un vero corridoio umanitario».









Il messaggio e gli altri interventi
Sulla missione della Flotilla, Titta Musto si raccomanda: «È una missione delicata, invitiamo tutti a seguire i movimenti sui canali ufficiali del Global Sumud Flotilla e di Global Movement to Gaza. Dobbiamo essere pronti a situazioni di rischio. L’ultima missione della flotilla di luglio- ricorda ancora Musto – formata da gente non violenta, sono stati arrestati da uomini bardati dell’esercito israeliano. La barca è ancora sotto sequestro e i beni a bordo che volevano essere consegnati, giocattoli, presidi medici, giocattoli, cibo, sono deperiti insieme all’imbarcazione». Marta Di Giacomo del Laboratorio Insurgencia, facente parte del Global Movement to Gaza, si mostra orgogliosa di Napoli quali «città di pace, solidale al popolo palestinese. C’è una parte sana che ancora difende ancora un briciolo di umanità. Mentre gli eserciti difendono le barbarie di Israele, con la segregazione e l’apartheid del popolo palestinese in Cisgiordania e Gaza, c’è chi fa prevalere l’umanità». Per gli appartenenti all’associazione Jonathan, che si occupa di dare un futuro diverso attraverso il lavoro alle barche di giovani in area penale, «già il tentativo di rompere quel vergognoso assedio è una vittoria. Noi ci occupiamo di ragazzi in area penale, vogliamo tentare di far scrivere ai nostri giovani un futuro diverso e questa nostra sensibilità ci ha fatto senza indugio ad appoggiare l’iniziativa napoletana al Molosiglio e di via Acton».
Le altre iniziative
Diverse settori della società civile continuano a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inferno di Gaza, promuovendo diverse iniziative come quella della recente giornata di digiuno di 40000 operatori sanitari italiani, all’incirca 4000 in Campania. Uno degli aderenti, il fisioterapista Giansandro Morelli, lancia un messaggio al governatore della Campania Vincenzo De Luca. «Il presidente della giunta regionale, a parole, ha condannato il genocidio palestinese. Chiediamo però De Luca faccia qualcosa in più, come ad esempio boicottare quelle aziende farmaceutiche in qualche modo legate a Israele, che fanno profitto e sponsorizzano il genocidio israeliane. L’azione concreta di interrompere la fornitura di queste aziende può essere fatta subito in tutti i distretti sanitari campani. Basta volerlo». Franco Di Mauro della rete No Box ed ex calciatore nelle categorie dilettantistiche, si è rivolto con una lettera ai calciatori di Napoli convocati dal Ct Rino Gattuso in vista delle partite di qualificazioni mondiali che vedrà impegnata la Nazionale italiana contro Israele il prossimo 8 settembre in trasferta e poi il successivo 14 ottobre in Italia a Udine. In una lettera aperta, Di Mauro si rivolge al portiere Alex Meret, al difensore Giovanni Di Lorenzo e al centrocampista Matteo Politano (la missiva era indirizzata anche ad Alessandro Buongiorno però non convocato) e chiede: “Rinunciate alla convocazione e donate un omaggio ai bimbi palestinesi che non ci sono più ed una speranza a quelli rimasti, affinché al più presto possano pensare a procurarsi un pallone invece del cibo. Condannate, insieme a tantissimi altri nel mondo, quanto sta avvenendo in Palestina. Siate protagonisti del vostro tempo, schieratevi».
di Antonio Sabbatino
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01 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Un brindisi che profuma di inclusione. Sabato 13 settembre, alle ore 18.00, in via Gandhi 27 a Cercola, apre ufficialmente le porte il Baraonda Cafè, un nuovo bar sociale che porta con sé un messaggio forte: creare opportunità di lavoro e autonomia per giovani con autismo e altre forme di neurodivergenza.
Dietro al bancone e tra i tavoli ci saranno proprio loro, i ragazzi protagonisti di questa avventura, pronti ad accogliere i clienti con un sorriso e a dimostrare che il lavoro può essere anche uno strumento di crescita, dignità e integrazione.
Il progetto non è soltanto un’attività commerciale, ma uno spazio in cui comunità e solidarietà si incontrano. L’inaugurazione sarà l’occasione per festeggiare insieme, ma anche per lanciare un messaggio chiaro: la diversità non è un limite, bensì una ricchezza per tutti.
Chiunque voglia dare un contributo concreto al progetto può sostenere i ragazzi anche con un piccolo gesto: è infatti possibile donare attraverso la lista dedicata su Amazon (
link qui).
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01 Set, 2025 | Comunicare il sociale
La pensione è la rendita cui hanno diritto, acquisito con la prestazione della propria opera, i
Lavoratori collocati a riposo per limiti di età, per inabilità, per cause di servizio.
La pensione è chiamata anche quiescenza, vitalizio, riposo… Tutti i Lavoratori auspicano al suo raggiungimento. C’è chi ci arriva dopo una vita lavorativa lineare, altri, invece, con molte problematiche. Pensiamo, ad esempio, ai Lavoratori della Whirlpool di Via Argine a Napoli, in strenua lotta per la difesa del proprio posto di lavoro: quanta cassa integrazione… Così come a Pomigliano d’Arco o a Melfi.
Nell’ambito della gloriosa ex Circumvesuviana i Lavoratori che giungono alla pensione vengono festeggiati “alla grande”: per esempio, i macchinisti e i capi-treno, all’arrivo nella stazione di Napoli Porta Nolana del loro ultimo treno, vengono accolti da familiari, amici e colleghi, in servizio o pensionati, che li stringono in un abbraccio che sa di affetto e di stima. Il pensionato vive, in quei momenti di sana, informale, amichevole, allegria una duplice emozione: la gioia di essere arrivato alla pensione, la tristezza di lasciare un gruppo di persone che, forse, ha “vissuto” di più dei propri familiari… Si, perchè, le ferrovie, come gli ospedali, non sono la scuola: i treni viaggiano, seppure con limitazioni, anche a Natale, Capodanno, Pasqua… Non è raro, osservando dopo tempo, le foto di una festa di pensionamento vedere le espressioni dei pensionandi: perplessi, attoniti, sbigottiti, felici, stralunati. Poi a casa, osservando i regali ricevuti, iniziano a… connettere: l’orologio, la pergamena, i fiori, sono i più gettonati…
La sede del Cral Circumvesuviana accoglie “tutto”: l’organizzazione del catering, i fotografi, i cine-operatori, i familiari, i colleghi.
C’è sempre chi fa da anfitrione, “‘o mast ‘e festa”, declamatore, perchè prima del buffet ci sono i “discorsi di saluto”: si racconta ai presenti la vita lavorativa del pensionando, dei suoi tic, dei suoi detti, in maniera simpatica, pungente, per un “passaggio” dal Mondo del Lavoro alle… pantofole di casa.
Emilio Vittozzi, per quasi un ventennio Anfitrione all’Officina di Ponticelli, poi per un decennio nel Palazzo di Direzione, infine al Cral Circumvesuviana, racconta il suo modo di “organizzare” la premiazione: “i fiori li deve consegnare il collega con cui hai avuto discussioni, con cui non vai d’accordo. E’ l’ultima occasione per “fare pace” e non c’è nulla di più bello che vedere la commozione, le lacrime di entrambi! La pergamena la deve consegnare il Collega più giovane, quasi un omaggio al “vecchio” che va via… Infine, gli altri doni li devono porgere i Colleghi più vicini, più stretti. E poi, via, al buffet! Si aprino le danze…”.
Si, la “Stazione Quiescenza”, è dove tutti i Lavoratori vogliono giungere…






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