23 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Adulti, ragazzi e addirittura bambini. Sono 9 in tutto e sono tutti ritenuti responsabili in concorso tra loro del danneggiamento aggravato delle telecamere di videosorveglianza comunale installate a Torre del Greco tra via XX Settembre e via Napoli.
I 9 – di età compresa tra i 45 e i 14 anni (il più piccolo aveva 13 anni all’epoca dei fatti) – avrebbero danneggiato le telecamere comunali in 3 distinti episodi avvenuti il 30 settembre, il 3 ottobre e il 13 novembre 2025. Gli indagati avrebbero danneggiato le telecamere con dei palloni da calcio.
In questo periodo dove la sicurezza è fondamentale e i mezzi come le telecamere sono davvero importanti, i carabinieri hanno avviato le indagini e comparato le immagini dei sistemi di videosorveglianza ai profili social dei protagonisti dell’evento. Volti e tatuaggi hanno lasciato poco spazio alle interpretazioni. Sono stati tutti denunciati.
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22 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Nel cuore pulsante dell’area industriale di Via Galileo Ferraris, laddove un tempo batteva il ritmo della produzione meccanica, oggi nasce una nuova fabbrica: quella della creatività. Apre i battenti /hubsuperstudio il nuovo polo per le arti performative che si candida a diventare il punto di riferimento per l’industria culturale del Sud Italia.
Realizzato all’interno della storica “ex Fabbrica Pirelli”, l’hub è il frutto di un’ambiziosa sfida di rigenerazione urbana. Grazie a un investimento interamente privato sostenuto dalla famiglia Foglia, lo spazio è stato trasformato in una struttura visionaria di 1200 mq, situata strategicamente vicino ai principali snodi di trasporto della città (stazione, autostrada e aeroporto).
Un ponte verso l’Europa- Il progetto nasce dalla determinazione di due giovani professionisti, Sara Foglia (performer e direttrice artistica) e Igino Foglia (project manager con la passione per la musica). L’obiettivo è chiaro: offrire ai talenti locali uno spazio di formazione e produzione di standard internazionale, evitando la “fuga” verso il Nord o l’estero.
“Vogliamo che i giovani artisti possano formarsi e realizzare i propri progetti qui a Napoli, in uno spazio che non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee”, spiegano i fondatori.
Gli spazi-Il design architettonico, curato dalla società Leaf &co, rende omaggio al passato industriale dell’edificio. Gli ambienti sono stati rinominati con suggestioni che richiamano la produzione meccanica, ora riconvertita in “motore” artistico:
Corpo Officina: 340 mq dedicati alla danza e alle prove teatrali.
Sala Motori e Ascolto: Un’area di 70 mq per la musica, completa di zona podcast.
Camera di Fusione: Una “black box” per performance sperimentali.
Cabina Luce: Uno studio professionale per shooting fotografici.
Officina Pensiero: Spazi di co-working e progettazione.
ARea arTE: Un corner dedicato a mostre e installazioni.
Un esordio nel segno dell’eccellenza-L’attività parte subito con un programma di altissimo profilo. L’hub ospiterà infatti il workshop sul linguaggio MoDem e la presentazione del libro “Omnia Corpora” del coreografo di fama internazionale Roberto Zappalà. L’evento, curato dal Prof. Alessandro Pontremoli (Università di Torino), sancisce il battesimo di HSS come luogo di riflessione teorica oltre che di pratica artistica.
Servizi e Network- Oltre alla formazione, /hubsuperstudio si propone come un ecosistema di servizi per le imprese culturali: dalle residenze artistiche ai service per contenuti digitali, fino al supporto per produzioni cinematografiche e discografiche. La missione a lungo termine è la creazione di una rete di partnership con istituzioni pubbliche e private per arricchire l’offerta culturale napoletana attraverso festival, talk e convegni.
Per maggiori informazioni sui corsi e i workshop in programma, è possibile consultare il sito ufficiale: www.hubsuperstudio.com.
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22 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
“Dal trauma alla rinascita: il ruolo di istituzioni e terzo settore oltre la violenza” è il titolo di un importante evento formativo che si terrà il 30 gennaio dalle 8.30 nella biblioteca comunale di Casoria, in via Aldo Moro 26, con l’organizzazione congiunta degli Ambiti territoriali di Casoria, San Giorgio a Cremano, Giugliano in Campania, Pomigliano D’Arco, Sant’Antonio Abate, dell’Azienda Speciale Comunità Sensibile, del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali e dell’Associazione Dirigenti Politiche Sociali Campania. Si tratta del terzo evento di un ciclo di incontri formativi itineranti organizzato in Campania da una rete di Ambiti territoriali che si occupano di servizi sociali sui territori.
Introdurranno i lavori Raffaele Bene, sindaco di Casoria; Fabrizio Celaj, sindaco di Casavatore; Vincenza Aruta, sindaco di Arzano; Sissj Flavia Pirozzi, presidente del Consiglio dell’Ordine; Assistenti Sociali della Campania; Antonio Chianese, Coordinatore Ambito N18.
Relazioneranno sul tema Lucia Portento, presidente di Io Emancipo APS, Fernanda D’Ambrogio, vicepresidente della fondazione Le Columbrine ETS; Flora Verde, coordinatrice PSOBI MEU del Cardarelli, Angela Margiotta, presidente di Farmaciste Insieme; Marianna Giordano, presidente del CISMAI e Mariangela Perito, Responsabile del Coordinamento Donne ACLI Nazionale. Modererà l’incontro Nicola Anaclerio, vicepresidente ADIPS Campania.
In Campania sono migliaia, ogni anno, le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, veri presidi sociali sul territorio. I centri sono strutture dedicate a fornire supporto e assistenza alle donne che subiscono violenza, sia fisica che psicologica ed offrono servizi gratuiti come accoglienza, ascolto, consulenza legale e psicologica, e supporto per l’inserimento lavorativo.
Al termine dell’evento saranno rilasciati crediti formativi per gli iscritti all’ordine degli assistenti sociali e attestati formativi per gli operatori dei centri antiviolenza. Le nuove normative in materia, infatti, prevedono che gli operatori dei centri antiviolenza partecipino ad un numero minimo di ore di formazione annue per aumentare la propria professionalità ed aiutare al meglio le donne vittime di violenza. È possibile iscriversi scrivendo all’indirizzo e-mail anna.dagostino@comune.casoria.na.it
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21 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Appuntamento da non perdere quello che si terrà giovedì 22 gennaio alle ore 17,30, l’autore Paolo Siani presenterà il suo libro: “Cyberbullismo” presso l’Ex Chiesa della Maddalena, c.so Campano 211, Giugliano in Campania. Il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. La presentazione è organizzata dall’associazione Sipes. Dialogherà con l’autore la psicologa Isabella Continisio. Modereranno: l’avvocata Miriam Marino e la dirigente scolastica Sabrina Zinno.
Cyberbullismo
Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima. La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi. Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età. Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini. È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.
Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri. Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.
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21 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
“Diamo linfa al bene” è l’appello lanciato da Libera per chiedere che una parte del Fondo Unico di Giustizia (FUG) venga reinvestita per far crescere i beni confiscati alle mafie, trasformandoli in spazi di comunità, lavoro e futuro.
Ad oggi sono oltre 4mila le firme già raccolte, ma ne servono ancora molte per chiedere alle istituzioni di “rimettere al centro del discorso pubblico – dicono i promotori – la consapevolezza che la lotta a mafiosi e corrotti è un bene comune”. Questo lo scopo dell’iniziativa, che si inserisce nell’ambito della campagna “Fame di verità e giustizia”, un percorso di attivazione e mobilitazione anche sul tema dei beni confiscati.
Oggi il denaro sequestrato e confiscato costituisce il Fondo Unico di Giustizia. Con l’appello si vuole chiedere che il 2% del FUG venga utilizzato “per cambiare volto ai patrimoni illeciti e rigenerare i territori feriti dalla presenza mafiosa”.
Queste risorse potrebbero dare effettivamente nuova linfa alle esperienze di valorizzazione e riuso dei beni confiscati.
Dal mese di novembre, in tante piazze d’Italia si stanno raccogliendo le firme, attraverso delle cartoline – sia cartacee che on line – che saranno poi spedite alle istituzioni. L’obiettivo è di superare le 100.000 cartoline firmate.
Per aderire all’appello di Libera è possibile firmare on line qui.
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