15 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, istituita per commemorare la nascita della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), Città della Scienza dedica il fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026 al tema “A tavola con la Scienza!”. Un palinsesto speciale pensato per far riflettere visitatori di ogni età sull’importanza della nutrizione per la salute e sul diritto fondamentale di tutte e tutti a un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile.
Il cibo non è solo ciò che portiamo in tavola, ma è anche colore, energia, biodiversità e benessere. Attraverso esperimenti dinamici, attività manuali e dimostrazioni dal vivo, i partecipanti impareranno a conoscere l’origine degli alimenti, le loro proprietà e le corrette scelte quotidiane per prendersi cura di sé.
Attraverso un racconto coinvolgente e immersivo, il pubblico sarà guidato a riscoprire il significato profondo di ciò che mangiamo e le scelte che compiamo ogni giorno per il nostro equilibrio. I più piccoli, dai 3 ai 6 anni, si lasceranno affascinare dai colori vivaci della frutta e dell’orto, scoprendo che proprio quelle sfumature custodiscono preziosi segreti nutrizionali e trasformando mele, carote e agrumi in divertentissime composizioni artistiche. Per i bambini dai 7 ai 10 anni, la nutrizione diventerà una vera e propria sfida costruttiva attraverso la creazione di una piramide alimentare tridimensionale, uno strumento semplice e giocoso per comprendere le proporzioni corrette di uno stile di vita equilibrato. La scoperta proseguirà per i ragazzi dagli 11 ai 13 anni, che potranno trasformarsi in piccoli scienziati per esplorare la straordinaria varietà del mondo vegetale, estraendo i pigmenti dalle piante e analizzando da vicino la bellezza e gli adattamenti di foglie, radici, fusti e semi. Infine, un travolgente spettacolo scientifico aperto a tutti accompagnerà l’intero pubblico a chiarire un enigma sottile ma fondamentale: la differenza profonda che intercorre tra il semplice alimentarsi e il nutrirsi davvero, alla scoperta dei principi nutritivi nascosti nelle matrici complesse dei nostri piatti quotidiani.
Oltre agli eventi dedicati, dalle 9:00 alle 17:00 i visitatori potranno usufruire dell’intera offerta espositiva: visite guidate al museo Corporea con il benvenuto del robot umanoide Aphel, alle mostre in programma oltre alle proiezioni astronomiche sotto la cupola del Planetario.
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15 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Per la rassegna “Le voci dell’Archivio – Incursioni teatrali tra le carte” le stanze dell’Archivio di Stato di Napoli ospiteranno due spettacoli: “Le carte”, che andrà in scena il 17 ottobre con repliche alle 11:00 e alle 12:30 e il 18 ottobre con repliche alle 19:00 e alle 20:30, e “Il fuoco”, in programma il 24 ottobre con repliche alle 11:00 e alle 12:30 e il 25 ottobre con repliche alle 19:00 e alle 20:30. Il progetto, promosso e co-finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027, e organizzato dal Nuovo Teatro Sanità ETS in collaborazione con l’Archivio di Stato di Napoli, vedrà protagonisti i testi dei giovani drammaturghi che hanno preso parte ai laboratori nel mese scorso. Ciascuno dei due spettacoli, “Le carte” e “Il fuoco”, è composto da quattro monologhi originali e da un epilogo, che intrecciano storie e personaggi diversi attorno alle carte custodite dall’Archivio. I giovani autori hanno lavorato su documenti originali, lettere, contratti, telegrammi e testimonianze, per creare drammaturgie inedite.
“Le carte”, lo spettacolo del 17 e del 18 ottobre, porta in scena: Filumena, che parla di un contadino analfabeta che chiede aiuto al pubblico per decifrare i registri del catasto e scoprire la verità su Filomena; I Lucani del Boca, in cui un emigrato lucano a Buenos Aires torna a Napoli per i documenti d’imbarco del padre, tra epopea migratoria e nascita del Boca Juniors; Le lettere di Mazzini, un gioco di totale creazione drammaturgica in cui un pastore riceve per omonimia le lettere di Mazzini destinate a Garibaldi, e si scopre protagonista involontario della storia; Dopo l’anarchia (Leda), in cui un’ex militante anarchica, traduttrice in Archivio, denuncia documenti di propaganda coloniale razzista; e infine, La polvere delle nostre cose, che parla di Attilio, archivista ossessionato dall’ordine, che ci racconta il passaggio alla digitalizzazione dell’Archivio.
Lo spettacolo del 24 e del 25 ottobre, “Il fuoco”, porta in scena: Ciaramella, che racconta di un uomo che parte per New York spinto da un rancore familiare e scopre nell’Archivio la vera storia del bisnonno, sindacalista antifascista; In quindici minuti prende fuoco la paglia, in cui un contadino racconta il salvataggio e la distruzione di ottocento casse di documenti durante la guerra; Giorgio Ascarelli, che, nel centenario della fondazione del Napoli, racconta dell’industriale Ascarelli che irrompe in Archivio raccontando il sogno di una città unita in un’unica squadra e un unico colore, tra documenti, contratti e lettere reali; Emilia Giannelli, in cui una donna scopre in Archivio la verità sul nonno fascista e sul padre mai conosciuto, espulso con disonore come sovversivo; e infine ritorna l’epilogo de La polvere delle cose.
Si tratta di spettacoli di environmental theatre, in cui il luogo che ospita la rappresentazione diventa esso stesso elemento dello spettacolo e, abbattendo la quarta parte, permette allo spettatore di vivere un’esperienza immersiva e innovativa.
“Le voci dell’Archivio” è un vero e proprio atto di restituzione, dalla Napoli di oggi alla Napoli di ieri e viceversa. Ogni monologo ci narra di un archivista, un testimone, un attore della memoria. Ogni documento ci racconta una piccola vita che chiede di essere raccontata. Attraverso il teatro, l’Archivio, luogo storico della città diretto da Ferdinando Salemme, torna a essere ciò che è sempre stato: un luogo dove la storia, anche se scritta, continua a respirare e ad essere ascoltata. Le stanze che custodiscono le storie e i ricordi del passato diventano il luogo ideale in cui riecheggiano le parole, in un percorso itinerante che permette al pubblico e agli autori di attraversare i luoghi come si attraversano le vite.
L’ingresso agli spettacoli è gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti, tramite email all’indirizzo info@nuovoteatrosanita.it o chiamando al numero 352 2262633.
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15 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Negli ultimi trent’anni la medicina ha compiuto enormi progressi nella cura dell’ictus cerebrale. Oggi sempre più persone sopravvivono grazie alla tempestività dei soccorsi, alle Unità Ictus e alle terapie tempo-dipendenti. Ma, per chi supera la fase acuta, il percorso di cura è tutt’altro che concluso: recuperare il movimento, il linguaggio, l’autonomia personale e la possibilità di tornare a una vita il più possibile indipendente rappresenta una sfida che può durare mesi o anni.
È proprio questa fase, quella che inizia dopo la Stroke Unit, che A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) ha deciso di porre al centro della propria attenzione. Per oltre venticinque anni l’Associazione ha lavorato affinché i cittadini imparassero a conoscere i fattori di rischio, a riconoscere i sintomi dell’ictus e a memorizzare il numero dell’emergenza da chiamare tempestivamente. Oggi, raccogliendo quotidianamente le testimonianze di migliaia di pazienti e caregiver, A.L.I.Ce. richiama l’attenzione su una nuova priorità: garantire a ogni persona colpita da ictus un percorso riabilitativo appropriato, tempestivo e omogeneo, indipendentemente dal luogo in cui vive.
Una criticità che l’Associazione denuncia da tempo e che oggi trova conferma nel primo Report nazionale sulla riabilitazione ospedaliera, commissionato dalla Fondazione Gianfranco Salvini, elaborato da Luca Giorgio, Ricercatore in Tenure Track in Organizzazione Aziendale dell’Università Europea di Roma e supportato da A.L.I.Ce. Italia Odv. Realizzato analizzando i dati ufficiali del Ministero della Salute, delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), degli Open Data ministeriali e dell’ISTAT, il report analizza l’evoluzione della riabilitazione in Italia nel periodo 2013-2024.
Il bisogno di riabilitazione ospedaliera non riguarda soltanto le persone colpite da ictus: il Report evidenzia, infatti, il ruolo della riabilitazione nella fase post-acuta anche per i pazienti che, a seguito di eventi traumatici, necessitano di trattamenti finalizzati al recupero funzionale e al reinserimento nelle attività della vita quotidiana: tra questi, anche le persone che hanno subito un grave trauma cranico. Si tratta di condizioni diverse, ma accomunate dalla necessità di un percorso riabilitativo intensivo, multidisciplinare e continuativo, capace di accompagnare la persona nel recupero delle proprie funzioni e della propria autonomia.
Il Report descrive un settore fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2024 sono stati effettuati circa 292.000 ricoveri riabilitativi ordinari, per oltre 7,6 milioni di giornate di degenza, con una dotazione di quasi 24.000 posti letto dedicati alla riabilitazione. Questi numeri testimoniano quanto questa fase rappresenti una componente essenziale del percorso di cura dopo un evento acuto come l’ictus.
Lo studio evidenzia però anche una criticità importante: il sistema non ha ancora recuperato completamente i livelli precedenti alla pandemia. Rispetto al periodo pre-Covid, infatti, le dimissioni risultano ancora inferiori di circa l’8% e le giornate di degenza del 6,5%, nonostante la disponibilità di posti letto sia ormai tornata pressoché ai livelli del 2019. Questo Report conferma che la riabilitazione non può essere considerata un momento secondario del percorso di cura. Dopo l’ictus, la riabilitazione ospedaliera è la fase che determina, più di ogni altra, le possibilità di recuperare autonomia, relazioni sociali e qualità di vita. Per questo servono reti riabilitative realmente integrate, continuità assistenziale e modelli organizzativi che siano in grado di accompagnare il paziente anche dopo la dimissione.
Il dato che emerge con maggiore forza riguarda le profonde differenze territoriali. Il tasso di ospedalizzazione varia, infatti, da oltre 8 ricoveri ogni mille abitanti in Valle d’Aosta a meno di 2 ricoveri ogni mille abitanti in Toscana, mentre la disponibilità di posti letto riabilitativi presenta differenze ancora più marcate, con alcune Regioni che dispongono di un’offerta oltre quattro volte superiore rispetto ad altre. Anche la riabilitazione ospedaliera, fondamentale per molti pazienti colpiti da ictus, risulta concentrata in pochi centri altamente specializzati, rendendo l’accesso alle cure particolarmente disomogeneo sul territorio nazionale.
Il Report mostra, inoltre, che la mobilità sanitaria continua a rappresentare un indicatore delle disuguaglianze esistenti: alcune Regioni, come la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia e l’Emilia-Romagna, attraggono pazienti provenienti da tutta Italia, mentre altre registrano ancora elevati livelli di mobilità passiva. Per A.L.I.Ce. Italia Odv, tutto questo significa che le opportunità di recupero continuano a dipendere anche dal CAP di residenza.
“Da anni raccogliamo le storie delle persone colpite da ictus e dei loro familiari, persone che, una volta superata la fase acuta, si trovano ad affrontare percorsi molto diversi a seconda della Regione in cui vivono. Oggi questo Report dimostra che quelle differenze non sono percezioni, ma una realtà documentata dai dati ufficiali. È una situazione che non possiamo più considerare accettabile. Salvare una vita è fondamentale, ma non basta: occorre offrire a tutti le stesse possibilità di recupero. Per questo la nostra Associazione continuerà a chiedere che la riabilitazione post ictus diventi una vera priorità della programmazione sanitaria nazionale” afferma Andrea Vianello, Presidente A.L.I.Ce. Italia Odv.
Tra i dati del Report ce n’è uno che sintetizza bene il significato della riabilitazione: l’82,9% dei pazienti viene dimesso direttamente al proprio domicilio. È un dato che conferma la funzione della riabilitazione ospedaliera nell’accompagnare la persona verso il ritorno al proprio contesto di vita. Ovviamente la dimissione non coincide necessariamente con la conclusione del percorso di recupero. Infatti, recuperare il linguaggio, tornare a camminare, riacquistare l’autonomia nelle attività quotidiane, reinserirsi nella vita familiare e lavorativa richiede frequentemente la continuazione del percorso riabilitativo e una continuità assistenziale adeguata ai bisogni della persona. In questa ottica la presa in carico nella fase ospedaliera riesce a garantirne la continuità sul territorio, fino al raggiungimento del massimo recupero possibile. Lo stesso principio vale per chi deve recuperare dopo un trauma cranico: la conclusione della fase acuta non coincide con la conclusione della cura, bensì apre una fase nella quale il percorso riabilitativo può essere determinante per il recupero funzionale e il ritorno alla vita quotidiana.
Il Report mostra inoltre una pluralità di modalità di dimissione: oltre al domicilio, l’1,7% dei pazienti viene indirizzato verso una struttura residenziale territoriale o RSA, l’1,6% viene dimesso con attivazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata, l’1,2% viene trasferito a un altro istituto di riabilitazione, mentre il 3,4% passa ad altro regime di ricovero o ad altra attività nello stesso istituto. Questi dati evidenziano la presenza di percorsi assistenziali differenti, che devono essere definiti in funzione delle condizioni cliniche e dei bisogni della persona, assicurando quando necessario il raccordo tra i diversi setting di cura.
In questa prospettiva, il rafforzamento della riabilitazione non passa semplicemente dall’aumento dei posti letto, ma dalla capacità di costruire percorsi integrati e appropriati, nei quali ospedale, strutture riabilitative e servizi territoriali possano operare in continuità, ciascuno secondo il proprio ruolo. Una sfida destinata a diventare ancora più urgente: negli ultimi dieci anni, infatti, l’età media della popolazione italiana è aumentata da 44,5 a 46,9 anni, facendo prevedere una crescita dei bisogni riabilitativi nei prossimi decenni.
Anche il recente aggiornamento delle tariffe nazionali per la riabilitazione, che comporterà un incremento stimato di circa 249 milioni di euro, rappresenta un’opportunità importante, a condizione che le nuove risorse siano accompagnate da una programmazione capace di ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire un accesso più equo ai percorsi di recupero. Per A.L.I.Ce. Italia, il Report rappresenta l’inizio di una nuova fase di impegno. Oltre ad insegnare agli italiani a riconoscere i sintomi dell’ictus e a chiamare tempestivamente il 112, oggi la sfida si amplia ulteriormente: bisogna fare in modo che ogni persona colpita possa contare, ovunque risieda, sulle stesse opportunità di recupero. Perché la qualità di un sistema sanitario non si misura soltanto dalla capacità di salvare una vita, ma anche dalla capacità di restituirla alla persona che l’ha vissuta.
Per maggiori informazioni www.aliceitalia.org
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15 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
La Scuola di Fondazione Barilla ha riaperto le selezioni per la quinta edizione del progetto di alta formazione e inserimento lavorativo rivolto a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni provenienti da contesti svantaggiati. Le candidature sono aperte fino al 20 gennaio 2027.Anche quest’anno dieci giovani selezionati avranno la possibilità di formarsi gratuitamente nell’ambito della cucina e di avviare poi il proprio percorso lavorativo presso i main partner di Fondazione Barilla, Esselunga e Megamark, oppure presso una struttura ristorativa selezionata. Il corso si terrà a Parma dal 15 febbraio al 9 aprile 2027.
Il percorso dura otto settimane, con lezioni di sei ore e mezza al giorno per cinque giorni a settimana. Le classi teoriche sono tenute dal team di esperti di Fondazione Barilla, mentre quelle pratiche sono affidate a chef qualificati provenienti da tutta Italia. Vitto, alloggio e diaria sono compresi nel corso e, per tutta la sua durata, i partecipanti sono seguiti da educatori e tutor. Al termine è previsto uno stage con collocamento retribuito in strutture della gastronomia della grande distribuzione e in ristoranti, su tutto il territorio nazionale.
Per partecipare occorre avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni e poter dimostrare difficoltà economiche e sociali. Nella selezione si terrà conto anche della motivazione personale e della passione per il settore della gastronomia e della ristorazione, della varietà geografica, di genere e di etnia, della disponibilità al trasferimento per tutta la durata del corso e di una stabilità psico-emotiva che assicuri l’impegno a portare a termine il progetto. Ai partecipanti stranieri sono richiesti una conoscenza della lingua italiana di livello B2 e documenti e permesso di soggiorno in regola. È infine necessaria una dichiarazione sostitutiva del casellario giudiziale e dei carichi penali pendenti.
Per candidarsi occorre scaricare e compilare gli appositi documenti e inviarli, insieme al curriculum o a una breve presentazione del candidato o della candidata, all’indirizzo scuolafondazionebarilla@nextdifferent.com. Per saperne di più è possibile scaricare la scheda informativa
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14 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
È stata pubblicata la graduatoria delle domande ammesse al Voucher Sport 2026/2027, la misura della Regione Campania che sostiene le famiglie e favorisce l’accesso delle ragazze e dei ragazzi alle attività sportive. Sono 108.773 le domande ammesse, per risorse complessive pari a 44.009.200 euro. Il contributo può raggiungere un importo massimo di 400 euro per ciascun minore , a sostegno della pratica sportiva presso le associazioni e le società aderenti all’iniziativa.
«Continuiamo a investire in una misura che negli anni ha dimostrato tutto il suo valore e che rappresenta una buona pratica riconosciuta anche in ambito europeo. Siamo passati dalle circa 40mila domande delle prime edizioni a oltre 100mila: una crescita importante, che racconta quanto le famiglie abbiano bisogno di opportunità concrete per i propri figli e le proprie figlie», dichiara Fiorella Zabatta, assessora regionale allo sport e alle politiche giovanili.
«Dietro questi numeri ci sono ragazze e ragazzi, famiglie e tante storie. Lo sport non è soltanto attività fisica: è educazione, salute, inclusione, amicizia e crescita. È il luogo in cui si impara a stare insieme, a rispettare le regole, a conoscere i propri limiti e a superarli. Non possiamo permettere che la possibilità di praticarlo dipenda dalle condizioni economiche della famiglia di appartenenza.
Il nostro impegno è continuare a rendere lo sport sempre più accessibile, perché ogni giovane deve poter scegliere la disciplina che ama e vivere questa esperienza senza che il costo rappresenti un ostacolo. Investire nello sport significa investire nel benessere delle persone e nel futuro delle nostre comunità», conclude Zabatta.
«Siamo soddisfatti. La pubblicazione della graduatoria per i voucher sport è un risultato concreto, arrivato anche grazie al lavoro della Commissione Politiche Sociali, che ha seguito attentamente ogni passaggio. Lo sport non è un lusso: è uno spazio dove si cresce, si impara a stare con gli altri, si trova un’alternativa alla strada. In troppi quartieri della Campania è ancora l’unico presidio educativo dopo la scuola. Ringrazio i componenti della Commissione, l’Arus e l’assessore Fiorella Zabatta per l’impegno. Continueremo ad impegnarci perché questa misura diventi strutturale» – è quanto dichiara Bruna Fiola, presidente Commissione politiche sociali della Regione Campania.
La graduatoria completa, insieme a tutte le informazioni, alle indicazioni operative e alle spiegazioni per le famiglie, sarà consultabile attraverso i canali ufficiali dedicati alla misura.
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