Inclusione e appartenenza: nelle piazze arriva CuBOH

Inclusione e appartenenza: nelle piazze arriva CuBOH

Un cubo gigante posto al centro delle piazze cittadine come un totem, a rappresentare i rumori della città, le sue voci, i suoi umori, le sue storie, anche quelle del disagio e della sofferenza urbana.

Questo è CuBOH, un originale progetto artistico “partecipativo” che consiste nell’installazione di undici parallelepipedi giganti (alti 2 metri e 20 e larghi 1 metro e mezzo) che, al loro interno, riproducono i suoni tipici di un condominio e simboleggiano ognuno un palazzo della città con i suoi suoni, compresi quelli del disagio psichico.

L’idea di base è che la città sia il luogo dove si può produrre benessere ma anche sofferenza psichica, se non ci si prende cura dell’intera comunità, secondo i promotori del progetto promosso dal Dipartimento di Salute Mentale della Asl Napoli 1 Centro dal gruppo di imprese sociali Gesco con la cooperativa Era. L’iniziativa si tiene in contemporanea sul territorio delle dieci municipalità del Comune di Napoli dal 30 marzo al 12 maggio 2017.

CuBOH vuole rappresentare la città in tutte le sue sfaccettature, anche come opportunità di cura e inclusione. Punta a stimolare la partecipazione dei cittadini, incuriosendoli con l’installazione artistica, invitandoli a modificarla lasciando una propria testimonianza e coinvolgendoli anche con diversi eventi culturali, artistici e informativi che si terranno per tutta la durata del progetto. Il coinvolgimento dei cittadini in CuBOH rappresenta la possibilità di ricostruire il rapporto con la città, il recupero di una identità senza cui non può esserci alcun senso di appartenenza a una comunità. L’obiettivo è quello di educare alla salute e sviluppare una rete ampia e unitaria dei diversi soggetti coinvolti negli interventi (distretti dell’Asl, istituzioni, Municipalità, associazioni, parrocchie, scuole, centri di neuropsichiatria infantile) per elaborare progetti condivisi, per la fruizione del diritto alla cittadinanza delle persone con disagio psichico.

I CuBOH sono stati realizzati nel Centro Diurno Dipartimentale L’Aquilone dagli utenti della salute mentale sotto la guida degli operatori del laboratorio di riciclo creativo. Per costruirli sono stati utilizzati materiali di recupero, come le lenzuola fuori uso provenienti dalle strutture residenziali intermedie per la salute mentale presenti sul territorio cittadino e messe a disposizione dall’American Laundry. Nei giorni dell’installazione, ogni CuBOH potrà essere modificato e “personalizzato” dagli stessi cittadini che avranno pennarelli, colori e spray messi a disposizione dagli organizzatori per poter dare il loro particolare contributo.

Il progetto si concluderà il 12 maggio 2017, in prossimità dell’anniversario della legge 180, la cosiddetta “Legge Basaglia” che decretò la chiusura dei manicomi. Nella giornata conclusiva si proietterà un filmato a ricostruire i diversi eventi sul territorio, con interventi culturali, artistici e informativi. In quella occasione tutti i CuBOH, identici prima di incontrare le rispettive realtà territoriali, si rincontreranno, stavolta diversi l’uno dall’altro, come espressione delle differenze presenti nei diversi quartieri della città.