ERCOLANO INAUGURA IL NUOVO PALAZZETTO DELLO SPORT

Un giorno di festa per la comunità di Ercolano e tutte le associazioni del territorio vesuviani: inaugurato il nuovo Palazzetto dello Sport di via Gabriele D’Annunzio, a due passi da Villa Favorita. Si restituisce alla città uno spazio pensato per promuovere aggregazione, benessere, inclusione ed opportunità. Il palazzetto nasce infatti come luogo capace di ospitare attività sportive, momenti di socialità ed eventi aperti alla cittadinanza, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Una struttura moderna ed accessibile che rappresenta un investimento concreto sullo sport, sui giovani e sulla crescita sociale del territorio.

Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del territorio.

«L’inaugurazione di luoghi come questo è il modo giusto con il quale pratichiamo legalità. Questa è la prima di tante iniziative che la mia amministrazione metterà in atto nel campo della socializzazione, dell’inclusione, del benessere, della legalità. Investire nello sport significa investire nella coesione sociale, nell’educazione e nella qualità della vita delle comunità». A dirlo è la sindaca di Ercolano, Antonietta Garzia. Entro fine luglio è prevista una riunione delle associazioni sportive del territorio, a settembre si partirà con il regolamento per l’utilizzo della struttura.

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Napoli, medicina e arte si incontrano all’Università Parthenope: torna “Sound, Light & Medicine”

La medicina che dialoga con l’arte, la ricerca scientifica che incontra la cultura e l’impegno sociale. Torna a Napoli “Sound, Light & Medicine – Move Energy Edition”, il progetto culturale e scientifico giunto alla sua quinta edizione, in programma dal 30 giugno al 2 luglio all’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

L’edizione 2026 sarà dedicata al tema “Move Energy”, laddove l’energia è intesa come movimento biologico, endocrino, metabolico e riproduttivo che sostiene la salute della persona. Un confronto che attraverserà endocrinologia della riproduzione, fertilità, metabolismo, sessualità, prevenzione e nuove frontiere della medicina integrata.

L’evento, ideato e curato scientificamente dal dottor Fabio Perricone, ginecologo esperto in medicina della riproduzione e presidente della Fondazione MAUII – Medicina Arti Unite Italiane e Internazionali, realtà impegnata nella promozione del dialogo tra scienza, arti e impegno sociale, si avvale supporto scientifico del professor Carlo Alviggi, Presidente della SIFES-MR (Società Italiana della Fertilità e Sterilità e della Medicina della Riproduzione), e del professor Rosario Pivonello, Presidente eletto della SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità).

Tre figure di riferimento nei rispettivi ambiti che condividono l’obiettivo di promuovere un dialogo innovativo tra medicina, ricerca scientifica, cultura, arti e benessere della persona, nel segno della multidisciplinarietà che caratterizza l’evento che punta da anni a creare un ponte stabile tra sapere medico, arte e divulgazione culturale.

Accanto alle sessioni scientifiche sarà infatti dato ampio spazio anche ai linguaggi artistici, con interventi performativi e momenti culturali pensati per accompagnare il percorso congressuale e offrire una riflessione più ampia sul concetto di cura e benessere della persona.

Tra gli appuntamenti previsti anche la mostra delle opere realizzate dai medici artisti dell’associazione MedinArt, che celebra vent’anni di attività, e un’esposizione fotografica dell’associazione Africaintesta E.T.S., impegnata da anni in progetti di solidarietà internazionale.

Nell’ambito della manifestazione è stata inoltre promossa una raccolta benefica sulla piattaforma GoFundMe (https://gofund.me/4320d67a7) per realizzare progetti umanitari a sostegno di attività scolastiche e formative, percorsi educativi per bambini e ragazzi, progetti sociali a favore delle comunità locali e iniziative di crescita e sviluppo nei villaggi della Tanzania.

Tra tutti coloro che contribuiranno alla raccolta fondi saranno assegnate due opere donate per questa iniziativa: una realizzata dal dottor Perricone in collaborazione con MedinArt e di una fotografia realizzata in Tanzania da Francesca Ciarnelli, fotografa e volontaria di Africaintesta.

“Sound, Light & Medicine” conferma così la propria identità di evento trasversale, capace di unire alta formazione medica, ricerca scientifica, espressione artistica e responsabilità sociale in un unico grande spazio di confronto.

Durante il congresso si terrà anche la consegna del Premio MAUII, riconoscimento assegnato a personalità che si sono distinte nel rapporto tra medicina, arte, comunicazione e impegno civile.

L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è promuovere una visione della medicina sempre più umana e multidisciplinare, nella convinzione che il progresso scientifico trovi la sua espressione più autentica quando è accompagnato dalla cultura, dalla sensibilità e dalla condivisione.

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Un incubatore di imprese sociali nel bene confiscato

Un bene confiscato, in questo caso alla famiglia camorristica Zagaria, a San Cipriano d’Aversa (Caserta) che diventa il primo incubatore di imprese sociali e giovanili realizzato su un’area sottratta alla malavita organizzata. Lunedì 29 giugno avverrà la presentazione del progetto realizzato dall’accordo tra Agrorinasce (società consortile costituita dai Comuni di Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Santa Maria La Fossa, Villa Literno) e RINA Prime, società del Gruppo RINA specializzata nei servizi immobiliari qualificati lungo l’intero ciclo di vita degli asset.

All’incontro prenderanno parte il vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia Federico Cafiero De Raho, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, i rappresentanti della magistratura,  e le autorità civili, politiche ed ecclesiali del territorio. Il progetto riguarda un complesso immobiliare di circa 13.500 metri quadrati, appartenuti alla famiglia Zagaria e trasferiti nel 2016 al Comune di San Cipriano d’Aversa, con finalità sociali e istituzionali.

“La giornata del 29 giugno per noi assume un significato molto particolare. Per la prima volta presentiamo progetti di importanza economica a valere sui beni confiscati a una platea industriali presso la sede di Confindustria, presentiamo un progetto come quello dell’incubatore di imprese giovanili che sta nascendo nel migliore degli auspici, grazie alla collaborazione del distretto aerospaziale della Campania e infine partiamo con un accordo di collaborazione con la società Rina che ci sarà di supporto per la valorizzazione di asset immobiliari confiscati e non solo di grandi dimensioni”, spiega Gianni Allucci, amministratore delegato Agrorinasce. L’intervento sull’ex area Zagaria è finanziato dal Ministero dell’Interno con 4,47 milioni di euro e prevede la trasformazione dell’area in un incubatore di imprese sociali e giovanili dotato di centro di formazione professionale, con la sede operativa di Agrorinasce, che nella villa principale condividerà parte degli uffici con il distretto tecnologico aerospaziale della Campania e RINA per l’addestramento di giovani piloti di droni. Sono previsti anche spazi di coworking e servizi dedicati alla nascita e allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali.

Partner dell’iniziativa sono l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Dipartimento di Economia, che collaborerà nelle attività di formazione e accompagnamento alla creazione di startup, e il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), finalizzata alla promozione della ricerca, del trasferimento tecnologico alle PMI e del sostegno alla nascita di startup innovative nei settori aeronautico e spaziale.

Sul valore simbolico di realizzare un incubatore tech nell’area confiscata alla camorra, Allucci spiega: “Il clan Zagaria erano noto per la capacità di penetrazione dell’economia legale e il complesso immobiliare confiscato è un esempio evidente della loro forza economica oltreché criminale. Un complesso immobiliare di oltre 13 mila metri quadri dove c’era l’impresa di movimento terra con uffici e parcheggi e le tre ville di abitazioni. La destinazione di incubatore di imprese giovanili è quindi la destinazione più naturale di un’economia legale che si contrappone ad un’economia illegale”.

di Nicola Sellitti

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Al Campania Teatro Festival,  “Portami là fuori”: le storie dei ragazzi degli IPM di Airola e Nisida

Sul palco del Campania Teatro Festival è andato in scena Portami là fuori. Tra rap, metateatro e memorie, lo spettacolo di CCO – Crisi Come Opportunità che ha restituito alla città il lavoro di un anno intero di laboratori artistici negli Istituti Penali per Minorenni di Airola e Nisida.

Lo spettacolo ha intrecciato musica, parola e scena attraverso un racconto che ha attraversato suggestioni letterarie, da Asterione e il Minotauro alle Troiane, fino a una rilettura originale di Casa di bambola di Ibsen, trasformandole in strumenti per dare voce a temi vissuti: il rapporto con la famiglia, la rabbia, l’amore, il bisogno di essere ascoltati, il desiderio di un futuro diverso. A guidare il pubblico, Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio, entrambi volti noti di Mare Fuori. Sul palco anche Lucariello, ideatore del Presidio Culturale Permanente negli IPM,, Federico Di Napoli, Shada San e Oyoshe. Ospite speciale della serata, Paola Turci, che ha condiviso la scena con i ragazzi interpretando Bambini e Fatti bella per te, prima di chiudere con il suo ultimo singolo.

 

Il Presidio Culturale Permanente di CCO, che nel 2025 ha sviluppato oltre 1.200 ore di attività negli istituti coinvolgendo circa 120 ragazzi, compie nel 2026 vent’anni di presenza stabile nella comunicazione sociale e nei percorsi educativi. «L’arte non cancella gli errori, ma può trasformarli in racconto e relazione», ha detto Lucariello. «Questo spettacolo è restituzione: il momento in cui ciò che nasce nei laboratori incontra il pubblico».

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Longola: istituzioni e associazioni uniti per la rinascita del parco. Evento il 5 luglio di Terramare 3000, nasce l’iniziativa “Una frase per Longola”

Due incendi in rapida successione hanno colpito il Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, distruggendo le strutture in legno, gli spazi didattici, le aree di accoglienza e i giochi dei bambini. Una ferita profonda per un presidio di cultura che da anni rappresenta un punto di riferimento per le comunità del territorio vesuviano.

La risposta, però, non si è fatta attendere. Oltre 50 associazioni hanno già aderito all’appello lanciato da Terramare 3000 APS, e il numero continua a crescere: a loro si affiancano istituzioni, studiosi, artisti, archeologi. Un fronte comune che rifiuta di accettare che le speranze riposte in quel luogo vadano in fumo insieme al legno bruciato.

Domenica 5 luglio alle 17.30, direttamente nel parco di Longola, istituzioni e associazioni si riuniranno per un appuntamento aperto a tutti: l’evento finale dell’Archeofestival, il tour alla scoperta dei tesori storici e culturali della Campania promosso proprio da Terramare 3000.

 L’obiettivo è duplice: manifestare solidarietà concreta e avviare una riflessione collettiva sulla rinascita del parco, con la progettazione condivisa dei prossimi passi.

Parallelamente, Terramare 3000 ha lanciato l’appello “Una frase per Longola”, rivolto ad artisti, giornalisti, scrittori, studiosi, amministratori e a chiunque abbia a cuore la cultura come bene comune. L’iniziativa raccoglie messaggi di solidarietà (una frase, un pensiero, una riflessione) che confluiranno in una mostra pubblica allestita durante le iniziative di rilancio del sito.

Le parole, come le pietre, resistono. «Le fiamme possono bruciare il legno, non la memoria», ricorda Linda Solino, presidente di Terramare 3000. È possibile inviare il proprio contributo sul sito www.archeofestival.it, dove l’appello è già consultabile.

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A Marigliano “Il Sudario dei Bambini”: un corteo per ricordare i minori uccisi a Gaza

Un lungo sudario bianco, attraversato da migliaia di nomi. Non numeri, non statistiche, ma persone. Bambine e bambini, vite interrotte, famiglie cancellate, infanzie finite sotto le macerie della guerra. È questo il cuore dell’iniziativa “Il Sudario dei Bambini”, in programma a Marigliano giovedì 3 luglio 2026, con partenza alle ore 19 da piazzale Aliperti, in via Suor Felicia Mautone, e arrivo in piazza Municipio. La manifestazione nasce come gesto pubblico di memoria e di denuncia civile per ricordare i minori palestinesi uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023. Il sudario, realizzato dai volontari di Carnia per la Pace, è un telo lungo quasi trenta metri sul quale sono riportati i nomi di migliaia di bambini e bambine. Un elenco che diventa corpo, presenza, materia visibile. Un modo per sottrarre le vittime all’anonimato dei bollettini di guerra e restituire a ciascuna di loro almeno il diritto a essere nominata.

A promuovere l’appuntamento, insieme al Comune di Marigliano, sono la cooperativa sociale Irene ’95, la Comunità Palestinese della Campania, Life for Gaza, CNCA Campania e Carnia per la Pace. La locandina dell’iniziativa invita cittadini, famiglie, associazioni e realtà del territorio a partecipare al corteo che attraverserà la città fino alla sede municipale, dove il telo sarà steso come simbolo di lutto collettivo e richiesta di pace. L’immagine scelta dagli organizzatori è forte: un sudario, cioè un lenzuolo funebre, per raccontare la morte dei più piccoli. Ma anche un telo da portare insieme, sulle spalle di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Il corteo non sarà soltanto una manifestazione politica o una commemorazione: sarà soprattutto un atto di memoria pubblica, costruito attorno ai nomi delle vittime.

L’iniziativa di Marigliano si inserisce in una mobilitazione più ampia che, nelle ultime settimane, ha portato il “Sudario dei Bambini” anche in altre città italiane. A Milano, in piazza Duomo, il telo con i nomi dei bambini palestinesi morti a Gaza è stato srotolato durante un corteo silenzioso, richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica sul prezzo pagato dai minori nel conflitto. Il tema resta al centro dell’allarme delle organizzazioni internazionali. Secondo i dati diffusi da UNICEF, dal 7 ottobre 2023 migliaia di minori sono stati uccisi o feriti nella Striscia di Gaza. La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sul territorio palestinese occupato ha denunciato un impatto devastante del genocidio sui bambini, parlando di uccisioni, traumi psicologici, fame, distruzione dei servizi sanitari e scolastici. Israele ha respinto le accuse contenute nel rapporto Onu, definendole infondate e parziali.

A Marigliano, però, il linguaggio scelto sarà quello del silenzio, dei nomi e del cammino. Un corteo che parte da un piazzale e arriva davanti al Municipio, luogo simbolico della comunità civile. Perché il sudario, spiegano gli organizzatori, non è soltanto un telo: è un appello a non abituarsi alla morte dei bambini, a non ridurre la guerra a una sequenza di numeri, a riconoscere nella sofferenza dei più piccoli il limite oltre il quale l’umanità intera è chiamata a interrogarsi. L’appuntamento è  per giovedì 3 luglio alle ore 19, con partenza da piazzale Aliperti e arrivo in piazza Municipio. Una marcia per Gaza, per i bambini, per la pace. Ma anche un invito rivolto alla città: fermarsi, guardare quei nomi, e scegliere da che parte stare davanti al dolore innocente.

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