Ancora caldo estremo, non arriva l’atteso calo delle temperature

La Regione Campania, attraverso il Centro Funzionale della Protezione Civile, ha prorogato il vigente avviso di criticità per “Ondate di calore” fino alle 13 di mercoledì 22 luglio. Le temperature saranno ancora elevate e potranno essere superiori ai valori medi stagionali di 4-5 °C. Si prevede anche un tasso di umidità che, durante le ore diurne potrà superare anche il 60-70%, in condizioni di scarsa ventilazione e che, durante le ore notturne potrà raggiungere l’80% e una scarsa ventilazione.
“Si raccomanda di non uscire di casa- avvisano dalla protezione civile nelle ore più calde della giornata, di non esporsi al sole o praticare attività all’esterno e di limitare gli spostamenti con l’auto. Particolare attenzione devono prestare i cardiopatici, gli anziani, i bambini e i soggetti a rischio. Tenere sempre correttamente arieggiati gli ambienti. Provvedere a tenersi idratati bevendo acqua. Prestare attenzione anche agli animali domestici.  Le autorità locali competenti sono invitate a mantenere in essere le procedure di propria pertinenza relative alla vigilanza per le fasce fragili della popolazione”.
Per approfondimenti sulla prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore è possibile consultare il sito https://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp

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A Napoli la presentazione del libro “Non è un gioco, è azzardo”: confronto sui numeri dell’azzardo e sulle sfide della prevenzione

Giovedì 23 luglio 2026, alle ore 18.00, presso il Salone della Chiesa di San Giorgio Maggiore, in via Duomo 237 a Napoli, si terrà la presentazione del libro Non è un gioco, è azzardo, scritto da Stefano Vaccari, edito da Futura Edizioni, con prefazione del Cardinale Matteo Maria Zuppi, postfazione di Luciano Gualzetti e a cura di Marco Ciarafoni.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto su uno dei fenomeni sociali più complessi e preoccupanti del nostro tempo. Attraverso dati ufficiali, testimonianze e analisi, il volume racconta come il gioco d’azzardo sia diventato un fenomeno di massa capace di incidere profondamente sulla vita delle persone, delle famiglie e delle comunità, mettendone in evidenza le conseguenze economiche, sanitarie e sociali, oltre ai rischi legati all’usura e alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

I dati relativi al Comune di Napoli restituiscono un quadro di particolare rilevanza. Secondo le elaborazioni effettuate sui dati ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2025 il volume complessivo del giocato ha raggiunto 3.647.902.335,81 euro, di cui 1.297.274.876,23 euro nel gioco fisico e 2.350.627.459,59 euro nel gioco online.

Rapportando questa cifra ai 903.988 residenti, emerge che nel 2025 il giocato equivale a 4.035 euro per ogni cittadino, neonati e ultracentenari compresi. Un dato che assume un significato ancora più evidente se confrontato con il reddito medio annuo lordo dichiarato, pari a circa 22.600 euro.

Nel corso della serata sarà inoltre presentata un’analisi delle principali tipologie di gioco presenti sul territorio, dalle scommesse sportive alle slot machine, dalle lotterie istantanee ai giochi online, evidenziando come la componente telematica rappresenti ormai la quota prevalente del mercato dell’azzardo.

Interverranno:
Stefano Vaccari, autore del libro;
Padre Carmelo Raco, parroco della Chiesa di San Giorgio Maggiore;
Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio regionale della Campania;
Rosaria Capacchione, giornalista;
Anna Ceprano, Presidente di Legacoop Campania;
Nello Tuorto, Presidente di Finetica ETS.

L’incontro sarà coordinato dall’avvocato Vincenzo Esposito.

L’evento è realizzato in collaborazione con Finetica ETS e nasce con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza pubblica su un fenomeno che coinvolge migliaia di famiglie e richiede un impegno condiviso delle istituzioni, del Terzo Settore e della società civile.

Non è un gioco, è azzardo non è soltanto un libro di denuncia ma un invito a riflettere sul costo umano, economico e sociale dell’azzardo e sulla necessità di costruire una cultura della prevenzione, della responsabilità e della tutela delle persone più vulnerabili.

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Pascale, sit-in per 100 precari della ricerca oncologica

Ci sono ricercatori che ogni giorno lavorano per sconfiggere il cancro, e che oggi si trovano a dover lottare anche per il proprio futuro. Nel pomeriggio di oggi, davanti all’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli, si è tenuto un sit-in promosso dalla FP CGIL Campania per tenere accesa l’attenzione sulla condizione di precarietà che coinvolge quasi cento persone tra ricercatori e borsisti dell’Istituto.

Sono 44 i lavoratori precari impiegati tra fondi PNRR e PNC, tra Ricercatori Sanitari e Collaboratori Professionali di Ricerca Sanitaria, con scadenze contrattuali ravvicinate: sei contratti termineranno già ad agosto, altri nei mesi successivi, fino ai 24 in scadenza a febbraio 2027. A questi si aggiungono almeno 50 borsisti, molti dei quali portano avanti da anni progetti di ricerca senza alcun riconoscimento contrattuale stabile.

«E’ una corsa contro il tempo quella che stiamo facendo- ha spiegato Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità Pubblica per la FP CGIL -per questi lavoratori che hanno deciso di dedicare la propria vita professionale alla ricerca contro il cancro. È inaccettabile che le istituzioni restino sorde a questo grido d’aiuto». Il sindacato chiede, e lo farà ancora nei prossimi giorni, un intervento della  Regione Campania e del Ministero della Salute per la proroga e la stabilizzazione dei contratti in scadenza.  «La Ricerca scientifica e sanitaria sono fondamentali per il nostro Paese e la classe politica non può usarla solo come spot», ha concluso Morlando.

 

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Sport, inclusione e innovazione educativa: si conclude il percorso di nuoto del Piano Estate

Si è concluso presso il Centro Sportivo di Portici il percorso di nuoto finanziato dal progetto RESTA, un’iniziativa che ha coinvolto gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale Vittorino da Feltre – Sarria Monti in un’esperienza educativa che ha unito attività sportiva, sviluppo cognitivo e inclusione sociale.

L’intervento è stato realizzato in collaborazione da Callysto APS e dall’Istituto Comprensivo Statale Vittorino da Feltre nell’ambito del progetto RESTA, che ha finanziato il percorso con l’obiettivo di promuovere modelli educativi innovativi capaci di contrastare le disuguaglianze, sostenere il benessere dei più giovani e rafforzare le opportunità di crescita nei contesti territoriali più fragili.

Il modulo di nuoto ha rappresentato molto più di un’attività sportiva. Il percorso è stato costruito secondo un approccio metodologico innovativo che integra esercizi motori e protocolli dedicati al potenziamento delle funzioni esecutive, attraverso attività in acqua finalizzate a sviluppare attenzione, memoria di lavoro, coordinazione, capacità decisionali e gestione degli stimoli sensoriali. Un modello educativo che utilizza il movimento come leva per favorire l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo.

Particolare rilievo ha assunto la dimensione inclusiva dell’iniziativa. Bambini e ragazzi con disabilità hanno partecipato all’intero percorso insieme ai compagni, condividendo ogni attività in un contesto capace di valorizzare le competenze individuali, promuovere l’autonomia e rafforzare le relazioni tra pari. Un’esperienza che ha confermato come lo sport possa diventare uno strumento concreto di partecipazione e di riduzione delle disuguaglianze educative.

Per Callysto APS, promotrice delle attività, il progetto rappresenta un modello di intervento replicabile, in cui scuola, terzo settore e istituzioni collaborano per offrire ai giovani occasioni di crescita durante il periodo estivo, trasformando il tempo extrascolastico in uno spazio di apprendimento, benessere e inclusione.

«Il progetto RESTA ci ha consentito di realizzare un percorso che mette al centro i ragazzi e le loro potenzialità», ha dichiarato Francesco Micera, Presidente di Callysto APS. «Lo sport diventa uno strumento educativo capace di incidere sullo sviluppo cognitivo, sulla costruzione dell’autonomia e sull’inclusione. Investire in esperienze di questo tipo significa offrire ai giovani opportunità concrete e contribuire a ridurre le disuguaglianze educative che ancora caratterizzano molti territori.»

Alla manifestazione conclusiva hanno preso parte la Dirigente Scolastica Teresa Sasso, il Presidente di Callysto APS Francesco Micera e l’Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio della Regione Campania Vincenzo Cuomo, testimoniando il valore della collaborazione tra istituzioni scolastiche, amministrazioni pubbliche e terzo settore nella costruzione di politiche educative orientate all’inclusione e allo sviluppo del territorio.

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In Italia 597 Comunità Energetiche Rinnovabili: la fotografia aggiornata di EURICSE

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano oggi una delle innovazioni socio-tecniche più rilevanti del panorama europeo: modelli in cui cittadini, imprese ed enti pubblici collaborano per la produzione, la condivisione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, integrando dimensioni ambientali, economiche e sociali.

Il Rapporto di ricerca di EURICSE, a cura di Jacopo Sforzi, coordinatore scientifico, e Caterina De Benedictis e Silvia Scarafoni, ricercatrici, analizza la diffusione del fenomeno sul territorio nazionale, i diversi modelli organizzativi e di governance, le forme giuridiche adottate e gli strumenti di finanziamento. Le CER emergono così come infrastrutture sociali in grado non solo di favorire la produzione di energia rinnovabile, ma anche di rafforzare l’autonomia dei territori e generare benefici collettivi, compreso l’obiettivo di contrastare la povertà energetica.

La ricerca si inserisce nelle attività svolte dall’Istituto in via continuativa negli anni sui modelli di auto-organizzazione civica e cooperativa per la gestione di beni e servizi di interesse generale, con l’obiettivo di sostenere la diffusione delle CER e rafforzare le competenze territoriali in materia di pianificazione energetica sostenibile.

Il Rapporto si articola in sette sezioni: un inquadramento teorico e normativo del fenomeno, un’analisi del contesto europeo e nazionale, una fotografia aggiornata delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, i risultati dell’indagine quantitativa e qualitativa, un approfondimento sui principali modelli organizzativi e un focus dedicato al Trentino. Il lavoro si conclude con una sintesi dei principali risultati, una riflessione sulle implicazioni per le politiche pubbliche e alcune raccomandazioni operative e di policy volte a sostenere lo sviluppo futuro di questi modelli.

Dopo un’analisi dell’evoluzione del quadro concettuale e normativo europeo e nazionale, lo studio si sviluppa in due parti principali: un’indagine quantitativa e un approfondimento qualitativo. La prima ha preso in esame 597 CER registrate presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) alla data del 30 settembre 2025, analizzandone distribuzione territoriale, potenza installata, numero degli impianti e composizione delle utenze. La diffusione del fenomeno interessa tutto il territorio nazionale, con una maggiore concentrazione nel Nord-Ovest, che raccoglie il 31% delle CER, e nel Sud e Isole, dove si concentra il 30% delle comunità energetiche. La seconda consiste in un approfondimento qualitativo basato su 48 studi di caso, attraverso cui il Rapporto esamina le forme di governance, gli assetti giuridici, gli strumenti di finanziamento e i processi di attivazione locale.

La ricerca evidenzia come le CER possano integrare obiettivi ambientali, economici e sociali, contribuendo alla resilienza dei territori e a una maggiore autonomia energetica delle comunità locali. Il Rapporto propone inoltre tre modelli idealtipici emersi dall’analisi: iniziative promosse dalle pubbliche amministrazioni, realtà nate su iniziativa delle imprese locali e percorsi attivati dalle comunità locali (citizen-driven).

Infine, un focus è dedicato al contesto trentino, dove risultano 29 CER attive sul territorio, con una potenza totale di circa 7.400 kW e quasi 1.400 utenze coinvolte. Di queste 29, l’approfondimento realizzato si basa su un campione di sette casi studio, selezionati per rappresentare la varietà delle configurazioni organizzative, tecniche e istituzionali presenti sul territorio. In questa analisi, viene indagato anche il ruolo del modello cooperativo, degli enti consortili e delle politiche della Provincia autonoma di Trento a sostegno del loro sviluppo, evidenziando le opportunità e le criticità che caratterizzano la diffusione delle CER in questo contesto territoriale, che presenta anche difficoltà di implementazione e di impatto dovuto alle particolari caratteristiche geografiche e territoriali.

Un ulteriore elemento che caratterizza il territorio trentino e l’evoluzione delle CER è il fatto che il 35% delle cooperative elettriche italiane storiche è localizzato in Trentino, un dato che testimonia la presenza di un patrimonio storico e organizzativo che ha contribuito a creare un contesto favorevole allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio.

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Ambiente, Biodiversità e Protezione Civile: a Striano il confronto tra Regione Campania ed enti locali sul futuro del Bacino del Sarno

Si terrà martedì 21 luglio alle ore 18:00 presso il Cantiere del Gusto di Striano, in via Farricella il convegno istituzionale “Ambiente, Biodiversità e Protezione Civile – Verso un nuovo modello di governance del territorio”.

L’iniziativa nasce dalla volontà dei Comuni promotori di avviare una riflessione sul coordinamento istituzionale nella gestione delle politiche ambientali e territoriali del Bacino del Sarno. L’incontro metterà a confronto Regione Campania, enti territoriali e soggetti tecnici, con l’obiettivo di costruire strumenti permanenti di collaborazione nella tutela ambientale.
Il confronto si concentrerà su alcuni temi strategici: pianificazione territoriale, tutela dell’ambiente e della biodiversità, gestione delle risorse idriche, manutenzione del reticolo idraulico, prevenzione del rischio e semplificazione dei rapporti tra le istituzioni. Il convegno tratterà, tra l’altro, del ruolo che le istituzioni possono svolgere nel promuovere un modello stabile di governance, favorendo il coordinamento tra gli enti e accompagnando i Comuni nella programmazione degli interventi e nella prevenzione delle criticità.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dei sindaci di Striano, Giulio Gerli, di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, e di San Valentino Torio, Michele Strianese, insieme ai commissari straordinari di Poggiomarino, Gabriella D’Orso, e di Sarno, Raffaele Cannizzaro.

Seguiranno gli interventi di Pasquale Coccaro, dirigente dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale; Mario Rosario D’Angelo, presidente del Consorzio di Bonifica Comprensorio Sarno; Vincenzo Marrazzo, presidente dell’Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno; Vittorio Cuciniello, amministratore delegato di GORI S.p.A.; Giovanni Marcello, direttore generale dell’Ente Idrico Campano; Luigi Stefano Sorvino, direttore generale di ARPAC Campania; Marcello De Domenico, funzionario tecnico ARPAC Campania; e Raffaele Coppola, coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano.

Le conclusioni saranno affidate a Fiorella Zabatta, assessora regionale con delega alla Protezione Civile e alla Biodiversità, Claudia Pecoraro, assessora regionale con delega all’Ambiente, e Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania con delega al Mare.

A moderare l’incontro sarà Vincenzo Peretti, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’auspicio degli organizzatori è che dal confronto emerga un metodo di lavoro condiviso, fondato sul dialogo istituzionale, sulla programmazione preventiva e sulla valorizzazione delle competenze di ciascun soggetto coinvolto.

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