08 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Torna anche nel 2026, ai primi di giugno, la “Partita con mamma e papà”, l’iniziativa con cui le carceri italiane si trasformano per qualche ora in luoghi di incontro, gioco e normalità. Ideata e promossa da Bambinisenzasbarre ETS, quest’anno arriva alla decima edizione, realizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
A chi guarda da fuori la Partita appare come una giornata di sport, mentre è il punto d’arrivo di un lavoro che parte mesi prima e viene sviluppato dentro il carcere dalle famiglie, dai detenuti, dai loro figli e dagli operatori penitenziari, e che prosegue poi attraverso i “Gruppi di parola”. Dietro le novanta minuti di gioco c’è dunque un percorso che intende ricucire un legame messo alla prova dalla detenzione.
L’iniziativa si inserisce nella campagna europea di sensibilizzazione “Non un mio crimine, ma una mia condanna”, che pone l’accento su una condizione spesso invisibile: i figli di genitori detenuti vivono una situazione che non deriva da una loro responsabilità, ma che incide profondamente sulla crescita, sui legami affettivi e sul benessere emotivo. L’obiettivo è che venga riconosciuto e tutelato il diritto dei bambini a mantenere una relazione significativa con i propri genitori, anche durante la pena.
I numeri raccontano una crescita costante. Nata nel 2015 con dodici istituti, cinquecento bambini e duecentocinquanta papà detenuti, l’iniziativa ha attraversato una sospensione durante la pandemia per riprendere nel 2022. A oggi sono state realizzate 563 “Partite con mamma e papà”, che hanno coinvolto 23.818 tra bambini e familiari. Dal 2024 il progetto si gioca anche in Europa con il nome di “Game with Mum and Dad”: trentotto partite in dieci Paesi, oltre all’Italia.
L’edizione 2026 è organizzata in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con il patrocinio di Regione Lombardia e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e con il sostegno di Poste Italiane e Fondazione Cariplo. Un appuntamento che l’associazione descrive come gesto collettivo di responsabilità verso i più piccoli.
Le “Partite con mamma e papà” in calendario
11 giugno 2026 Matera – C.C. – Via delle Cererie 24, Matera – h. 09:00
12 giugno 2026 Ivrea – C.C. – Corso Vercelli 165, Ivrea (To) – h. 15:30
13 giugno 2026 Milano – C.R. Opera – Via Camporgnago 40, Milano – h. 09:30 (alla Partita di Opera saranno eccezionalmente presenti 50 rappresentanti di altrettante Ong e istituzioni di 25 Paesi europei) Forlì – C.C. – Via della Rocca 4/6, Forlì – h. 14:00 Firenze – C.C. “Mario Gozzini” – Via G. Minervini 8, Firenze – h. 09:30 Pisa – C.C. – Via S. Giovanni Bosco 43, Pisa – h. 10:00
15 giugno 2026 Milano – C.C. San Vittore – Piazza Filangieri 2, Milano – h. 09:30 Genova – C.C. Marassi – Piazzale Marassi 2, Genova – h. 15:00 Aversa – C.R. – Via S. Francesco da Paola 2, Aversa (Ce) – h. 10:00 Palmi – C.C. – Via Trodio 1, Palmi (Rc) – h. 10:30
L’articolo La “Partita con mamma e papà” compie dieci anni: gli istituti penitenziari si aprono alle famiglie proviene da Comunicare il sociale.
08 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
In quasi quarant’anni di attività ha ascoltato paure, sofferenze, richieste di aiuto e storie di riscatto di oltre 135mila bambini, adolescenti e famiglie. Oggi, nel giorno del suo 39° anniversario, Telefono Azzurro traccia un bilancio della propria esperienza e offre uno spaccato prezioso sull’evoluzione del disagio minorile in Italia.
Fondata nel 1987 dal professor Ernesto Caffo, la Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS è diventata nel tempo uno dei principali osservatori delle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese. Un patrimonio costruito attraverso l’ascolto diretto di oltre 135mila casi che raccontano come siano cambiate le fragilità delle nuove generazioni.
Se negli anni Ottanta e Novanta le richieste di aiuto riguardavano soprattutto maltrattamenti, violenze e conflitti familiari, oggi il quadro appare molto più complesso. Accanto alle emergenze tradizionali emergono con forza nuove forme di disagio: solitudine, isolamento sociale, ansia, fragilità emotive, difficoltà relazionali, paura del giudizio e problemi legati all’utilizzo delle tecnologie digitali.
«Da quasi quarant’anni ascoltiamo i bambini e gli adolescenti e, attraverso le loro voci, osserviamo i cambiamenti della società. Le problematiche non sono scomparse: si sono trasformate», spiega il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo. «Oggi alle forme tradizionali di disagio si affiancano nuove fragilità legate alla salute mentale, alla qualità delle relazioni e all’impatto della dimensione digitale».
I numeri confermano l’ampiezza dell’impegno della Fondazione. La storica linea gratuita 19696, il primo servizio dedicato ai minori attivato in Italia, ha gestito dalla sua nascita oltre 93mila casi. A questi si aggiungono quasi 40mila interventi effettuati dal numero di emergenza 114, operativo 24 ore su 24 per situazioni di pericolo immediato.
Tra le sfide più rilevanti degli ultimi anni c’è senza dubbio quella legata all’ambiente digitale. Internet e social network rappresentano ormai una parte integrante della vita quotidiana di bambini e adolescenti, ma espongono anche a nuovi rischi. Lo dimostrano i dati della hotline “Clicca e Segnala”, il servizio dedicato al contrasto degli abusi online sui minori: nell’ultimo anno sono state gestite 3.022 segnalazioni, di cui oltre tre quarti riguardavano materiale di abuso sessuale su minori.
Resta inoltre alta l’attenzione sul fenomeno dei bambini scomparsi. Dal 2009 il numero europeo 116.000, gestito in Italia da Telefono Azzurro, ha seguito 1.945 casi, supportando le famiglie e collaborando con le istituzioni nelle attività di ricerca.
L’esperienza accumulata in questi anni racconta una realtà in cui il disagio giovanile è diventato spesso meno visibile ma non meno profondo. Crescono infatti le forme di sofferenza silenziosa legate al benessere psicologico, all’autostima e alla capacità di costruire relazioni significative. Fragilità che richiedono nuove competenze educative, strumenti di prevenzione e spazi di ascolto capaci di intercettare il malessere prima che si trasformi in emergenza.
Un ruolo che ha recentemente ottenuto anche un importante riconoscimento istituzionale. L’AGCOM ha infatti individuato Telefono Azzurro come primo Trusted Flagger italiano per la fascia 0-18 anni nell’ambito del Digital Services Act europeo, affidandogli il compito di segnalare contenuti illeciti alle principali piattaforme digitali attraverso procedure prioritarie.
A un anno dal traguardo dei quarant’anni, la missione della Fondazione resta la stessa: essere al fianco dei bambini e degli adolescenti che chiedono aiuto, continuando a leggere, attraverso le loro voci, i cambiamenti della società. Perché ascoltare i più giovani significa comprendere non soltanto le difficoltà del presente, ma anche le sfide del futuro.
L’articolo Telefono Azzurro compie 39 anni: oltre 135mila casi raccontano le nuove fragilità di bambini e adolescenti proviene da Comunicare il sociale.
08 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Alle 17:30 alla Sala Convegni della Reggia di Quisisana, l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Castellammare di Stabia promuove un incontro pubblico dal titolo I protagonisti della città solidale: confronto e coordinamento tra istituzioni, terzo settore, organizzazioni sindacali e comunità.
Dopo i saluti del sindaco Luigi Vicinanza, introduce e modera l’assessore Alessandra Polidori. Intervengono Giusy Amato (Commissione Politiche Sociali), Giuseppe Russo (ASL Napoli 3 Sud), Umberto Cristadoro (CSV), Salvatore Abagnale (Arcidiocesi Sorrento-Castellammare) e Gennaro Izzo, coordinatore dell’Ambito N27. Prevista anche la partecipazione delle organizzazioni sindacali e degli enti del terzo settore co-progettanti i servizi comunali.
L’incontro è aperto a famiglie, associazioni, rappresentanze istituzionali e cittadini.
L’articolo Castellammare, forum sulle politiche sociali proviene da Comunicare il sociale.
08 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Giovedì 11 giugno, alle ore 16:00, il Giardino Nemeton, Orto Sociale e Solidale di via del Serbatoio allo Scudillo 10E a Napoli, ospiterà il convegno scientifico La carità cristiana della cura a Napoli, promosso dall’Associazione Scientifica Nemeton ODV.
L’iniziativa nasce in onore dell’esempio di vita di San Francesco d’Assisi e come omaggio all’amore per tutta la materia, l’acqua, la natura, l’arte e tutte le forme di vita, attraverso il volontariato scientifico e gratuito di aiuto medico e psicoterapeutico per chi versa in fragilità economiche, sociali e di salute. Un omaggio che cade a ottocento anni dal passaggio del santo in altra vita, voluto da associazioni di volontariato laico che fanno riferimento all’insegnamento ecumenico cristiano e francescano e che affiancano le istituzioni in questa missione di pace e di salute fisica, spirituale e sociale.
Il coraggioso esempio di San Francesco illumina il valore universale della fratellanza e della compassione, unisce etica ed ecologia, indica la strada per non estinguerci come genere umano attraverso la cura e il prendersi cura dell’armonia della vita, dell’acqua, dell’aria, del sole, delle piante e di ogni essere vivente. Lo testimonia con straordinaria forza il Cantico delle Creature, scritto quando era malato, sconfitto e morente: un amore infinito che annulla ogni ego.
Anche Napoli ha espresso, nel tempo, illustri esempi di carità, dedizione e volontariato sacro come frutto dell’insegnamento cristiano capace di dare senso alla vita. Testimonianze che rispettano l’equilibrio della natura e che il convegno intende raccogliere e restituire alla città.
Tra i partecipanti: Roberto Speranza, deputato ed ex ministro della Sanità; Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio Regionale; Loredana Raia, presidente della Commissione Sanità della Regione Campania; Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli; Antonio Corcione, direttore del Dipartimento AORN dei Colli; Gaetano Castello, vescovo ausiliare della Curia di Napoli; Carlo Verna, già presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti; il filosofo Eugenio Mazzarella e padre Daniele Moschetti, missionario comboniano. Insieme a loro, medici, psicoterapeuti, rappresentanti del terzo settore e delle confraternite napoletane.
Durante il convegno sarà allestita una mostra d’arte con opere di Ludovico Della Rocca e Giuseppe Labate, a cura di Matilde Di Muro. In programma anche l’esibizione musicale dei ragazzi dell’Antico Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, presso Santa Maria della Colonna.
L’Associazione Scientifica Nemeton ODV offre cure mediche specialistiche e psicoterapeutiche integrate gratuite presso l’ambulatorio del CTO di Napoli, con priorità per chi non ha possibilità economiche. Il Giardino Nemeton è il suo spazio aperto: un luogo dove medici, pazienti, artisti e volontari coltivano insieme ortaggi, frutta e cultura.
L’articolo La carità cristiana della cura a Napoli: convegno al Nemeton proviene da Comunicare il sociale.
05 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
La musica come linguaggio universale per parlare ai giovani di prevenzione, salute e consapevolezza. È questo il cuore di “Amati Adesso”, l’evento musicale in programma venerdì 12 giugno alle ore 18 nella Chiesa di San Potito, in via Salvatore Tommasi 1 a Napoli, promosso nell’ambito del progetto “Generazione di Fenomeni YZA”.
Il programma prevede due momenti. Alle 18 si apre il confronto sul tema dell’educazione e della consapevolezza nei comportamenti a rischio tra i giovani, con gli interventi di un rappresentante della Regione Campania, di Umberto Cristadoro presidente CSV Napoli, dello psichiatra Vincenzo Barretta e della sessuologa Sonia De Balzo. Modera Giovanna De Rosa, direttrice CSV Napoli. Alle 19 sale sul palco la band ManáMusique, con un percorso musicale ispirato ai café concert della Parigi bohémien degli anni Trenta e alla chanson française. A esibirsi saranno Alessandra Vitagliano alla voce, Giulio Martino al sassofono, Alfredo Di Martino alla fisarmonica, Luciano Saiano e Vincenzo De Falco alle chitarre e Fulvio Gombos al contrabbasso. Con la partecipazione straordinaria dell’attore comico Alessandro Bolide.
L’iniziativa rientra nelle attività di “Generazione di Fenomeni YZA”, progetto sostenuto dalla Regione Campania attraverso Scabec, che punta a rafforzare la cultura della prevenzione tra i più giovani. Il progetto è ideato da Vincenzo De Falco, professionista sanitario dell’ospedale Cotugno e presidente dell’associazione VOLA e di Anlaids Campania, in collaborazione con CSV Napoli. L’ingresso è gratuito.
L’articolo “Amati Adesso”, musica e prevenzione nella Chiesa di San Potito: a Napoli il concerto del progetto “Generazione di Fenomeni YZA” proviene da Comunicare il sociale.
05 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Una clinica pediatrica in Uganda in nome di Valeria Torello, la dolce infermiera dei piccoli strappata alla vita a soli 31 anni da un male incurabile. È il progetto avviato in Africa dall’Associazione «Il Sogno del Piccolo Principe», dedicata a Valeria e voluta dal padre Franco, dalla mamma Letizia Spagnuolo e dalla sorella Sabrina che la presiede. L’ente, fortemente radicato nel territorio vesuviano, porta avanti un doppio binario di solidarietà: da un lato promuove l’inclusione dei minori a livello locale, dall’altro finanzia ambiziosi progetti di beneficenza internazionale.
La spinta più grande della fondazione ha però varcato i confini nazionali per raggiungere l’Uganda. Qui, in stretta sinergia con Salvagente Italia, è stato avviato un progetto vitale: l’edificazione di una clinica pediatrica. «L’obiettivo della missione è totale – racconta Sabrina Torello- cioè garantire continuità assistenziale, cure mediche di routine e straordinarie, ma anche educazione e corsi di formazione sanitaria per i bambini e le famiglie del posto. Un presidio sanitario d’eccellenza, dove l’équipe italiana collabora con quella locale per garantire la presenza di pediatri e infermieri sul campo». Nel mese di maggio è avvenuta l’inaugurazione ufficiale della clinica in Uganda nel villaggio di Kampala, alla presenza di tante donne e bambini del posto e con i rappresentanti di Salvagente Italia. Per il progetto sono state fatte tante iniziative benefiche, con la raccolta fondi come gli oltre 5mila euro utili per il laboratorio.
«Un traguardo immenso – continua Sabrina- ma la missione non si ferma. Per continuare a seguire da vicino lo sviluppo dei progetti, scoprire come offrire il proprio contributo e rimanere aggiornati sulle prossime tappe della solidarietà, è possibile visitare i canali web ufficiali di Salvagente Italia e dell’associazione Il Sogno del Piccolo Principe.
di Francesca Mari
L’articolo Il ricordo diventa solidarietà: una clinica pediatrica in Uganda per realizzare il sogno di Valeria <font color=”red”> LA STORIA </font> proviene da Comunicare il sociale.