19 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
È stata inaugurata questa mattina presso l’I.S.S. Francesco Saverio Nitti di Napoli la buvette solidale “Un caffè per l’inclusione”, la prima in una scuola pubblica, un angolo ristoro interamente gestito da giovani con sindrome di Down e lieve disabilità intellettiva di un’associazione di volontariato dell’area flegrea. Il progetto – presentato davanti a rappresentanti istituzionali ed enti del terzo settore – nasce dalla collaborazione istituzionale tra la Città Metropolitana di Napoli, proprietaria degli spazi scolastici, l’Istituto Nitti e l’associazione promotrice, grazie a un protocollo d’Intesa della durata di sei anni.
Il bar si chiama “Terzo tempo” e allude chiaramente al terzo tempo del rugby, momento in cui le squadre avversarie, dopo la partita, smettono di giocare e si siedono allo stesso tavolo, senza distinzione tra vincitori e vinti. Il bar sarà gestito da due ragazzi di 26 e 27 anni, regolarmente contrattualizzati, e sarà un naturale luogo di incontro tra chi insegna, chi studia e chi serve un buon caffè, dove prendersi una pausa, insieme.
Lo spazio, ricavato nell’area già destinata al servizio di ristoro dell’istituto, è stato attrezzato con macchinari e forniture per la caffetteria. Il punto di ristoro non è solo un servizio alla comunità scolastica: è anzitutto un’aula formativa a tutti gli effetti, un luogo in cui la ‘legalità’ e ‘inclusione’ vengono agite, e non solo declamate. L’esperienza si inserisce nel solco di analoghe iniziative già avviate dall’associazione. Per il Consiglio di Istituto del Nitti, che ha approvato il progetto inserendolo nella propria offerta formativa, la buvette rappresenta una “buona pratica” educativa: gli studenti sono chiamati a vivere l’inclusione non come concetto astratto, ma attraverso un contatto diretto e quotidiano con i loro coetanei con disabilità.
La Città Metropolitana, nell’ambito delle proprie funzioni di gestione e valorizzazione del patrimonio scolastico e di promozione dello sviluppo sociale del territorio, ha riconosciuto nell’iniziativa un progetto di alto interesse pubblico, coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Unione Europea, in particolare quelli relativi all’istruzione di qualità (Goal 4), al lavoro dignitoso (Goal 8) e alla riduzione delle disuguaglianze (Goal 10).
L’associazione di volontariato che gestirà il bar “Terzo tempo”, attiva dal 2012, è costituita da familiari di persone con sindrome di Down e lieve deficit intellettivo e opera da anni per favorire percorsi di autonomia, formazione professionale e inclusione sociale.
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19 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Ristrutturare il teatro del carcere minorile di Nisida e sostenere la Fondazione Santobono Pausilipon, nobili finalità alla base de “La Notte dei Leoni”, un grande evento di sport, spettacolo e solidarietà che vedrà contrapposte sul terreno di gioco le selezioni delle Napoli Legends & Friends e delle World Legends & Friends (Resto del Mondo).
Appuntamento allo stadio “Diego Armando Maradona” martedì 26 maggio, alle ore 20:30, con tanto di diretta televisiva nazionale su Dazn.
I fondi raccolti attraverso la vendita dei tagliandi e le donazioni collegate al numero solidale 45590 saranno interamente devoluti alle due importanti realtà del territorio campano. In particolare vale la pena di ricordare che il teatro nel carcere minorile è legato alla figura del grande drammaturgo Eduardo De Filippo che nel 1981 fu reclamato dai giovani detenuti poco dopo la sua nomina a senatore a vita, per mettere la firma sul laboratorio teatrale del carcere. Fu tra i primi in Italia a credere in un fondamentale presidio di riabilitazione e cultura per i giovani detenuti.
Poi il sostegno ai progetti della Fondazione Santobono Pausilipon, da anni al fianco dei bambini ospedalizzati e della ricerca pediatrica.
L’attesa dei tifosi è catalizzata dal ritorno di idoli assoluti per gli azzurri. Ha confermato ufficialmente la sua presenza Dries ‘Ciro’ Mertens, con l’ex capitano Lorenzo Insigne e con l’idolo argentino Ezequiel “Pocho” Lavezzi, pronto a calcare nuovamente il prato del Maradona. Tra le adesioni già formalizzate spiccano i nomi di icone del calibro di Gianfranco Zola, del leggendario difensore olandese Ruud Krol e dello storico pilastro del primo scudetto Moreno Ferrario.
Madrina dell’evento sarà l’attrice napoletana Giovanna Sannino, presente oggi nella conferenza stampa di presentazione insieme all’attore Gennaro Silvestro, in rappresentativa della Nazionale Attori.
La manifestazione gode inoltre dei patrocini del Senato della Repubblica, del Ministero della Giustizia, del Comune di
Napoli, della F.I.G.C., del CONI della L.N.D. e della L.N.D. Campania, del Csv Napoli.
di Gabriella Bellini
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19 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Il sistema carcerario italiano continua a fare i conti con sovraffollamento, carenza di spazi e aumento del disagio psicologico tra i detenuti. È quanto emerge dal nuovo rapporto annuale di Associazione Antigone, che fotografa una situazione definita critica in numerosi istituti penitenziari del Paese.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, i detenuti presenti nelle carceri italiane hanno superato quota 62mila, a fronte di poco più di 51mila posti regolamentari disponibili. In diversi istituti il tasso di affollamento supera il 130%, con celle condivise da più persone e spazi ridotti.
Nel rapporto viene evidenziato anche il tema dei suicidi e dell’autolesionismo in carcere, fenomeni che continuano a rappresentare un’emergenza. Particolare attenzione è dedicata agli istituti penali minorili, dove negli ultimi mesi si sono registrati episodi di tensione, proteste e criticità legate alla gestione del disagio giovanile.
Antigone segnala inoltre carenze sul fronte delle attività trattamentali, dell’assistenza sanitaria e del supporto psicologico, sottolineando il ruolo svolto dal volontariato e dal terzo settore all’interno delle strutture penitenziarie. In molti istituti associazioni, cooperative ed enti sociali portano avanti progetti di ascolto, formazione, inclusione e reinserimento sociale rivolti ai detenuti.
L’associazione, attraverso il proprio osservatorio nazionale composto da operatori e volontari autorizzati a visitare gli istituti penitenziari, continua a monitorare le condizioni di detenzione e il rispetto dei diritti delle persone recluse.
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19 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Trasformare un’aula di tribunale in un laboratorio di cittadinanza attiva e legalità. È lo spirito che ha animato l’iniziativa svoltasi il 14 maggio 2026 presso il Palazzo di Giustizia di Napoli, al Centro Direzionale. Gli studenti del Liceo Statale “Elsa Morante” di Scampia e del Liceo “Renato Cartesio” di Villaricca sono stati i protagonisti di un processo simulato dall’alto impatto emotivo e civile.
Ispirandosi a casi reali di cronaca, tra cui la drammatica vicenda di Tiziana Cantone, i ragazzi si sono calati nel vivo di un dibattimento incentrato sul revenge porn, tema scottante e di strettissima attualità per le nuove generazioni. Interpretando i ruoli di accusa, difesa e magistratura, gli alunni hanno sviscerato la complessità della responsabilità penale, l’uso consapevole dei dispositivi digitali e il valore del rispetto della persona.
Il confronto si è concluso nel segno del pensiero di Cesare Beccaria, trasformando l’aula di tribunale in un luogo di profonda crescita umana e giuridica, incentrata sulla funzione rieducativa della pena.
La prof.ssa Giusy Marzocchella, Dirigente Scolastica del Liceo “Elsa Morante”, ha espresso profonda soddisfazione per l’evento: «Questa esperienza testimonia la volontà della scuola di promuovere una didattica viva, aperta e profondamente connessa alla società. Il Museo della Legalità dell’istituto continua a crescere come presidio educativo e civile, alimentando nei giovani coscienza critica e senso di responsabilità. Per questo ho fortemente sostenuto la presenza degli alunni all’iniziativa, convinta che la formazione passi anche attraverso percorsi alternativi, capaci di trasformare il sapere in esperienza concreta e partecipazione attiva».
L’evento ha confermato come la sinergia tra istituzioni giudiziarie e mondo della scuola sia lo strumento fondamentale per scardinare l’indifferenza e formare cittadini consapevoli, capaci di abitare la rete con etica e responsabilità.
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19 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
“Tutte le famiglie sono imperfette, ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. Perché i legami non si ereditano, ma si costruiscono con il tempo. Lo scrittore e politico Luca Trapanese torna a raccontare il rapporto con la figlia e con il suo passato nel nuovo romanzo “Storia di una famiglia imperfetta”, che verrà presentato mercoledì 20 maggio alle ore 19.00 negli spazi di Officina Cimaglia (via Cimaglia 11/G) di Torre del Greco. La presentazione del libro – promossa da Pride Vesuvio e da Antinoo Arcigay Napoli – si svolgerà nel centro culturale e sociale che nasce all’interno di un bene confiscato alla camorra e restituito alla cittadinanza. Lo spazio inclusivo, inaugurato il 26 settembre del 2024, ospita numerosi progetti e laboratori per dare voce alla comunità queer. All’incontro, che si potrà seguire anche in diretta sul canale Instagram di RadioPride, parteciperà in collegamento Monica Cirinnà, già senatrice del Partito Democratico (dal 2013 al 2022), celebre per la sua lotta politica per l’approvazione della norma 76/2016 (Legge Cirinnà), che dieci anni fa ha istituito le Unioni civili in Italia per le coppie omosessuali e una regolamentazione per le famiglie di fatto. Sarà presente all’iniziativa il sindaco di Torre del Greco Luigi Mennella.
Il romanzo (2026) edito da Salani è un viaggio nel tempo alla ricerca dei frammenti di memoria. Dopo la morte di nonna Florinda, Luca e sua figlia Alba arrivano tra le colline lucane della grande casa di famiglia, per riordinarla e decretarne il futuro. Le stanze diventano degli scrigni che custodiscono il passato, ogni elemento mostra una traccia di chi ha vissuto in quei luoghi. Florinda ha adottato Luca quando era già un adulto – più o meno nello stesso periodo in cui lui adottava Alba. “Due decisioni dettate dall’amore puro, che creano un parallelismo sorprendente. Negli anni Ottanta dopo il terremoto dell’Irpinia, Florinda aveva accolto Francesco, un bambino con un lieve ritardo cognitivo, e gli aveva dedicato ogni energia, ogni sogno, ogni battito del cuore. Nel silenzio di quella casa piena di ricordi, i protagonisti ricompongono la trama di un destino condiviso: quello di persone che si sono scelte, nella convinzione che la famiglia non si eredita, si costruisce. Con una scrittura limpida e profonda, Trapanese racconta la propria storia di padre e di figlio, ricordandoci che l’amore non ha bisogno di norme per essere vero e che i legami autentici continuano a vivere anche nell’assenza”, si legge in una nota della casa editrice Salani.
Luca Trapanese
Nato a Napoli nel 1977, Luca Trapanese è uno scrittore e politico italiano, che ha ricoperto la carica di assessore alle Politiche sociali e al Welfare del Comune di Napoli dal 2021 al 2025, mentre oggi è vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania. La sua storia ha fatto il giro del mondo quando nel 2018, è diventato il primo uomo single in Italia a ottenere l’affidamento di una bambina con la sindrome di Down, Alba. Fondatore di associazioni come “A Ruota Libera”, ha raccontato la sua esperienza di genitore nel libro “Nata per te” (Einaudi, 2018) – da cui è stato tratto l’omonimo film di Fabio Mollo nel 2023 – scritto insieme a Luca Mercadante. Tra le opere si ricordano “Le nostre imperfezioni” (2021), “Vi stupiremo con difetti speciali” (2019) e “Non chiedermi chi sono” (2023).
Officina Cimaglia
Officina Cimaglia è un vivace centro culturale e sociale – gestito dall’associazione Pride Vesuvio – che nasce in un bene confiscato alla camorra e restituito alla cittadinanza. Lo spazio inclusivo, inaugurato il 26 settembre del 2024, si trova all’interno di un ex covo della malavita di Torre del Greco e ospita numerosi progetti e laboratori per dare voce alla comunità queer. In questo luogo colorato e aperto a tutti c’è la redazione di RadioPride, una testata giornalistica che si occupa di informare attraverso programmi, podcast, video e articoli. Tra le attività proposte c’è il club di lettura, lo sportello per migranti e richiedenti asilo e il gruppo di supporto alle famiglie LGBTQIA+. Vengono organizzate delle giornate dedicate alla prevenzione dove è possibile fare i test gratuiti per HIV e sifilide.
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19 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Un percorso che unisce salute, alimentazione, sport, ambiente e valorizzazione del territorio. Venerdì 22 maggio, alle ore 9, la Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia ospiterà l’iniziativa “Dieta dei Monti Lattari – Sport, Salute e Benessere attraverso un modello alimentare sano e sostenibile”, promossa dal Parco Regionale dei Monti Lattari insieme alla Società scientifica “Anardi”.
Nel corso della mattinata sarà siglato un protocollo di intesa tra il Parco e l’associazione medico-scientifica, passaggio che segna una nuova tappa del progetto “Dieta dei Monti Lattari”, l’idea avviata dal Parco per arrivare alla costruzione di un modello alimentare territoriale ispirato alle produzioni identitarie dell’area, ai principi della sostenibilità e alla promozione di corretti stili di vita.
L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra il Parco e il mondo scientifico sui temi della nutrizione, della prevenzione e della divulgazione, con l’obiettivo di definire nei prossimi mesi contenuti, criteri e strumenti legati al progetto. La firma del protocollo rappresenta quindi un momento di avvio e consolidamento di un percorso più ampio che mira a trasformare la “Dieta dei Monti Lattari” in un riferimento culturale e territoriale legato al benessere e alla qualità dell’alimentazione.
La giornata si aprirà con l’accoglienza degli ospiti accompagnata dalle musiche originali del maestro Francesco Ruocco. Previsti gli interventi del presidente del Parco Enzo Peluso e del biologo nutrizionista Francesco Santonicola. A moderare sarà la giornalista Rai Simona Rolandi. Al termine degustazione e pranzo a cura dell’IPSSEOA “Raffaele Viviani”.
«La Dieta dei Monti Lattari nasce dall’idea di mettere a sistema le eccellenze del territorio e costruire attorno ad esse un messaggio di salute e benessere – dichiara Enzo Peluso –. La firma del protocollo rappresenta una tappa importante di un percorso che vuole coinvolgere istituzioni, mondo scientifico, scuole, operatori e comunità locali per arrivare alla definizione di un modello alimentare riconoscibile e fortemente legato alla nostra identità territoriale».
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