23 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Avviato nel 2025, il progetto di ricerca “L’economia sociale nel sostegno alla salute”, promosso da EURICSE e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, conclude il primo anno di attività entrando nella fase di analisi empirica. Lo studio indaga il ruolo delle organizzazioni dell’economia sociale nella promozione della salute, nell’integrazione tra servizi sociali e sanitari e nello sviluppo dei servizi di prossimità. Dopo aver definito il quadro teorico e metodologico, il gruppo di ricerca ha realizzato una survey nazionale e avviato l’analisi di esperienze significative sul territorio.
Nell’ambito della ricerca sono state realizzate le prime elaborazioni dei dati Istat relativi al 2023, che offrono una fotografia della presenza dell’economia sociale nel sistema italiano di welfare e di cura. In Italia risultano attive 42.845 organizzazioni – tra associazioni, cooperative e fondazioni – con una densità media di 7,3 enti ogni 10.000 abitanti. Gli enti analizzati impiegano complessivamente oltre 566 mila addetti, tra lavoratori dipendenti e collaboratori esterni, confermando il contributo dell’economia sociale ai servizi sanitari e sociali. I dati evidenziano un ruolo particolarmente significativo dell’economia sociale nell’assistenza sociale: quasi il 60% degli enti opera nei servizi non residenziali, mentre oltre 5 mila organizzazioni sono impegnate nell’assistenza residenziale. Rilevante anche la presenza nell’assistenza sanitaria, che coinvolge il 28,3% degli enti analizzati.
Dal punto di vista della forma giuridica, prevalgono le associazioni, che rappresentano il 71,8% degli enti analizzati (30.779 realtà) e svolgono un ruolo rilevante nei servizi di prossimità. Seguono le cooperative sociali, pari al 18,4% del totale (7.876 enti), che assumono però un peso particolarmente significativo in termini occupazionali, con oltre 370 mila lavoratori coinvolti. Le fondazioni rappresentano il 6% degli enti, mentre le altre cooperative l’1,1%. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia inoltre una prima dinamica di interesse: mentre il numero degli enti del Terzo Settore tende a stabilizzarsi nel periodo successivo alla pandemia, passando dai 47.461 del 2019 ai 42.845 del 2023, cresce il volume complessivo degli occupati nell’economia sociale, aumentati dalle 529.427 posizioni lavorative del 2019 alle 566.321 del 2023 (+7%).
La lettura di queste prime evidenze quantitative si colloca in un contesto caratterizzato da una crescente complessità dei bisogni di cura e dalla trasformazione dei sistemi territoriali di welfare. La ricerca analizza infatti il ruolo dell’economia sociale alla luce di due grandi processi: da un lato l’evoluzione dei bisogni sanitari e sociali della popolazione, dall’altro l’attuazione del Decreto ministeriale 77/2022 sulla riforma dell’assistenza territoriale.
«Rispetto all’analisi dei bisogni – spiegano i ricercatori di EURICSE – non emerge solo il progressivo invecchiamento della popolazione, con un incremento dell’indice di invecchiamento del 15,3% tra il 2019 e il 2024, ma anche la crescita di nuovi bisogni assistenziali e sanitari, sempre più rilevanti anche tra le fasce più giovani. Un esempio significativo è rappresentato dal tasso di ospedalizzazione per disagio psichico in età preadulta, aumentato del 51,5% nello stesso periodo». A fronte di questi cambiamenti, la spesa italiana in protezione sociale per salute e malattia è cresciuta meno rispetto alla media europea, rendendo ancora più urgente il rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria e dei servizi territoriali. In questo quadro, le Case della Comunità rappresentano un elemento centrale della riforma, ma la loro attuazione rischia di seguire modelli diversi: da semplici presidi sanitari territoriali a vere infrastrutture di comunità capaci di promuovere salute, ridurre le disuguaglianze e valorizzare le reti locali. La forte autonomia lasciata alle programmazioni regionali e delle province autonome potrebbe portare a una frammentazione degli interventi», sottolineano i ricercatori di EURICSE.
Nel primo anno di attività la ricerca ha realizzato una survey nazionale che ha coinvolto oltre 700 organizzazioni dell’economia sociale, raccogliendo informazioni su ambiti di intervento, modelli organizzativi e rapporti con le pubbliche amministrazioni. Le prime evidenze mostrano un divario ancora significativo tra il potenziale contributo dell’economia sociale e il suo effettivo coinvolgimento nei processi di integrazione socio-sanitaria: il 40% delle organizzazioni partecipanti dichiara infatti di non essere stato coinvolto negli ultimi anni in percorsi di coprogettazione dei servizi né in forme strutturate di collaborazione socio-sanitaria. Parallelamente, il progetto sta approfondendo alcune esperienze territoriali attraverso l’analisi di buone pratiche e interviste sul campo. La ricerca proseguirà nel secondo anno con l’elaborazione dei dati raccolti e si concluderà nel primo semestre del 2027 con attività di disseminazione e confronto con istituzioni e attori del territorio.
L’articolo L’economia sociale e la salute territoriale: una ricerca interdisciplinare sulle nuove sfide del welfare proviene da Comunicare il sociale.
23 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Al via il prossimo venerdì 24 luglio, alle ore 19:30, presso Torretta Bianca B&b, in via Giovanni Trezza 15 a Cava de’ Tirreni, la I edizione del Magmatica Culturae Festival, con la presentazione del romanzo di Monica Acito La carità carnale edito da Bompiani.
Maria Pezzullo è per tutti Marianeve, la bambina con la capa janca. Il suo papà è per tutti Sarchiapone, lo considerano un fesso che si spacca la schiena notte e giorno nel negozio di alimentari che gestisce con la moglie, la Micione. Marianeve è la ragione di vita di Sarchiapone, lui la considera destinata a grandi cose. Marianeve non deve seguire la strada delle compagnelle, deve studiare e diventare una artista. Per questo Sarchiapone è disposto a levarsi il mangiare da bocca, a lavorare notte e juorno, pur di mantenere la figlia a Napoli, all’Università.
Ma Marianeve ha anche un altro dono e Sarchiapone non lo sa. Quel dono è la carità carnale, la capacità di guarire col corpo. Marianeve lo scopre da bambina ma è a Napoli che vi si abbandona, quella città che prima l’ha accolta come una sposa e che poi sembra voltarle la faccia tra coinquiline estranee per definizione e professori cinici che le distruggono i sogni, che le imprimono in mente che lei, venuta dalla terra, non potrà mai aspirare a far parte di un mondo “civile” che le è precluso per nascita. È qui che Marianeve conosce Gabriele e con lui Giulia Di Marco, santa viva o suora eretica vissuta nel 1600, la cui storia si sovrappone alla propria e nella cui vita Marianeve inizia a specchiarsi.
La carità carnale è un intenso romanzo di formazione raccontato con una scrittura verace e visiva, dove la lingua ha la durezza dell’entroterra cilentano e la poesia dei vicoli napoletani, ogni emozione si materializza in forme inaspettate ed anche i luoghi diventano geometria dell’esistenza.
La carità carnale è il secondo romanzo di Monica Acito, scrittrice, specializzata in Filologia moderna all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo la laurea, si è trasferita a Torino dove ha frequentato la Scuola Holden. Nel 2021 ha vinto il Premio Calvino, mentre nel 2023 il suo romanzo d’esordio, Uvaspina (Bompiani) l’ha consacrata come una delle voci più interessanti della nuova narrativa italiana e le è valso diversi riconoscimenti letterari. Scrive regolarmente per Robinson di La Repubblica.
L’articolo Cava de’ Tirreni, debutta il Magmatica Culturae Festival: si apre con Monica Acito e “La carità carnale” proviene da Comunicare il sociale.
22 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Il Comune di Vietri sul Mare si appresta a vivere due giornate intense e ricche di significato per accendere un faro sull’autismo, unendo l’approfondimento scientifico alla leggerezza dell’arte, della musica e della comicità. Nell’ambito del prestigioso cartellone di eventi “Vietri Cultura – Tradizione & Cultura 2026”, l’amministrazione comunale presenta una doppia iniziativa di grande spessore sociale e istituzionale che si articolerà tra venerdì 24 e sabato 25 luglio.
Il fine settimana prenderà il via venerdì 24 luglio, a partire dalle ore 19.00, all’interno dell’Aula Consiliare Comunale. Questo primo appuntamento, intitolato “Ali e Radici: Famiglia – Alimentazione – Ricerca e Orientamento. Un F.A.R.O. sull’Autismo”, sarà interamente dedicato al confronto e alla divulgazione scientifica con un approccio multidisciplinare. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Stefania Fiorillo, dell’Assessore alla Cultura Daniele Benincasa e del Consigliere Delegato alla Sanità Giuseppe Giannella. Subito dopo, il tavolo dei relatori ospiterà gli interventi di altissimo profilo del Dottor Giulio Corrivetti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Vicepresidente della Fondazione EBRIS, che illustrerà il progetto GEMMA per l’approfondimento delle conoscenze nel campo dell’autismo, e della Dottoressa Veronica Benincasa, psicologa e psicoterapeuta, che relazionerà sul delicato tema dell’accettazione della diagnosi e del burnout del caregiver. Proseguendo nel dibattito, la Dottoressa Chiara Gorga, Dirigente Medico di Neuropsichiatria Infantile presso l’UOMPIA di Cava de’ Tirreni dell’ASL Salerno, interverrà sull’importanza fondamentale della diagnosi precoce, mentre la Dottoressa Rosaria Avallone, biologa nutrizionista, approfondirà il legame tra la selettività alimentare e il benessere del microbiota intestinale. A conclusione della serata, il pubblico potrà vivere un’esperienza dal vivo di bagno sonoro e meditazione guidata dalla Dottoressa Laura Piai, biologa molecolare, coach e insegnante di yoga.
Il testimone passerà poi a sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21.00, nella splendida cornice della Villa Comunale di Vietri sul Mare, dove andrà in scena l’evento “Dipinto di blu: Sorrisi, musica e arte”. La serata, pensata per celebrare l’inclusione attraverso lo spettacolo e la convivialità, si aprirà nuovamente con i saluti istituzionali del Sindaco Giovanni De Simone, del Sindaco di Cetara Fortunato Della Monica, dell’Assessore Daniele Benincasa e del Consigliere Giuseppe Giannella. Subito dopo, il palco si accenderà grazie alla conduzione della collaudata coppia formata da Gianni Cinelli e Anna Cuffaro, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra risate e note musicali. La travolgente comicità della serata sarà garantita da due grandi artisti del panorama nazionale direttamente da programmi cult come Made in Sud e Zelig, Pasquale Palma e Vincenzo Comunale, ai quali si affiancheranno altri ospiti a sorpresa. I momenti di musica live saranno invece affidati al talento di Cristina Mazzaccaro.
A dare un ulteriore e fondamentale valore sociale a questo secondo appuntamento sarà la presenza sul campo delle terapiste del Gruppo Forte, partner dell’evento. Le specialiste saranno a completa disposizione delle famiglie e dei cittadini per fare informazione e condividere competenze sul trattamento e l’analisi del comportamento. Il pubblico presente in Villa Comunale potrà infatti confrontarsi direttamente con la Dottoressa Consiglia Nappo, psicologa, psicoterapeuta, coordinatrice e supervisore ABA, e con la Dottoressa Teresa Ciardi, psicologa, analista del comportamento e supervisore ABA.
La cittadinanza e gli organi di informazione sono calorosamente invitati a partecipare a questa importante iniziativa che si avvale del supporto dei media partner Pangea Press, Forum e Viceversa.
L’articolo A Vietri sul Mare una due giorni dedicata all’autismo: tra ricerca scientifica, inclusione e grandi sorrisi con “Dipinto di blu” proviene da Comunicare il sociale.
22 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Il rinnovo della Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere conferma una cultura aziendale fondata su equità, inclusione e valorizzazione delle persone in tutte le fasi della propria vita professionale e personale.
L’audit ha confermato risultati di eccellenza, con punteggi elevati in tutte le aree di valutazione e un ulteriore miglioramento rispetto al precedente ciclo di valutazione. E.ON Italia mantiene l’eccellente punteggio di 94 punti su 100, mentre E.ON Energia migliora ulteriormente la propria valutazione raggiungendo 86 punti su 100. Un risultato che testimonia la solidità delle politiche e dei processi sviluppati dall’azienda in materia di parità di genere e il percorso di miglioramento continuo intrapreso negli ultimi anni.
La certificazione è stata rilasciata da Uniter Srl alle due società del Gruppo: E.ON Italia, la holding, ed E.ON Energia, attiva nella vendita di commodity e soluzioni. Il conseguimento e il rinnovo della certificazione si inseriscono in un più ampio percorso che l’azienda ha intrapreso con la definizione della propria strategia di Diversity, Equity & Inclusion, di cui parità di genere e genitorialità sono pilastri fondamentali.
La valutazione ha preso in esame gli indicatori previsti dalla UNI/PdR 125:2022 relativi a cultura e strategia, governance, processi di gestione delle risorse umane, opportunità di crescita e inclusione, equità remunerativa e tutela della genitorialità e della conciliazione vita-lavoro.
Tra i punti di forza emersi nel percorso di certificazione figurano, ancora una volta, le politiche legate alla genitorialità e al caregiving e l’impegno nel promuovere l’equità nelle opportunità di crescita e nel ridurre il career pay gap. L’auditor ha inoltre espresso un forte apprezzamento per le numerose iniziative dedicate alle persone e per la qualità e la solidità dei processi messi in atto per promuovere concretamente la parità di genere all’interno dell’organizzazione.
“Il rinnovo della Certificazione rappresenta un’importante conferma del nostro impegno costante nel fare di E.ON un luogo di lavoro in cui ogni persona possa esprimere pienamente il proprio talento, crescere e sentirsi valorizzata in tutte le fasi della propria vita professionale e personale. Questa certificazione attesta la solidità del percorso che abbiamo costruito negli anni e ci incoraggia a continuare a migliorarci, perché inclusione ed equità rappresentano un elemento strategico della nostra cultura aziendale e del nostro modo di fare impresa.”, ha dichiarato Luca Conti, CEO di E.ON Italia, che ha seguito direttamente il percorso dell’azienda verso la certificazione.
La certificazione per la parità di genere si inserisce in un percorso più ampio di miglioramento continuo con cui E.ON rafforza il proprio impegno per un modello organizzativo fondato su equità, inclusione e responsabilità. Trasparenza retributiva, equilibrio nella rappresentanza di genere nei ruoli strategici e una cultura aziendale basata sul rispetto rappresentano leve essenziali per costruire un’organizzazione sempre più equa, competitiva e socialmente responsabile.
L’articolo E.ON Italia ed E.ON Energia rinnovano la Certificazione per la Parità di Genere proviene da Comunicare il sociale.
21 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Quattordici persone provenienti dalla Tunisia iniziano la propria esperienza lavorativa in Trenitalia (Gruppo FS Italiane) dopo aver completato un percorso di formazione professionale realizzato nel Paese nordafricano. È uno dei primi risultati dei progetti sviluppati dal Gruppo FS nell’ambito del Piano Mattei, presentati questa mattina nel corso della cerimonia “Benvenuti in Italia – Piano Mattei Tunisia”, ospitata nella sede FS di Villa Patrizi a Roma.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per dare il benvenuto ai nuovi lavoratori e alle nuove lavoratrici e per condividere le testimonianze di alcuni dei partecipanti al progetto e dei tutor aziendali che ne hanno accompagnato il percorso di formazione e inserimento.
L’appuntamento ha visto gli interventi di Anna Veronica Gianasso, Consigliera della Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS, Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo FS, Francesca Stacchiotti, Direttrice Risorse Umane e Organizzazione di Trenitalia e Mohamed Amine Sayeb, Consigliere Politico dell’Ambasciata della Repubblica di Tunisia a Roma.
“Il Piano Mattei rappresenta una sfida strategica per costruire una cooperazione fondata su competenze, crescita condivisa e sviluppo sostenibile“, ha dichiarato Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs & Communication Officer del Gruppo FS. “Il nostro Gruppo partecipa a questo percorso mettendo a disposizione il proprio patrimonio industriale, tecnologico e professionale, nella convinzione che infrastrutture, formazione e capitale umano siano leve essenziali per rafforzare il dialogo tra Italia e Africa. I progetti realizzati in Tunisia ed Egitto dimostrano come un grande gruppo industriale possa contribuire concretamente agli obiettivi del Sistema Paese, trasformando la collaborazione internazionale in opportunità di sviluppo reciproco“.
“La formazione è il punto di partenza imprescindibile per costruire percorsi di inserimento lavorativo efficaci e duraturi“, ha affermato Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo FS. “Questo progetto dimostra come sia possibile coniugare sviluppo delle competenze, inclusione e crescita professionale, valorizzando il capitale umano e creando le condizioni per un’integrazione fondata sul lavoro, sulla condivisione delle conoscenze e sul reciproco arricchimento. Un approccio che riflette pienamente i valori e la cultura del Gruppo FS, fondati sulla centralità delle persone, sullo sviluppo delle competenze e sulla capacità di trasformare il talento in opportunità di crescita condivisa“.
“Il percorso avviato dal nostro Gruppo nell’ambito del Piano Mattei dimostra come gli investimenti nella formazione possano tradursi in opportunità concrete di lavoro e di crescita professionale”, ha spiegato Francesca Stacchiotti, Direttrice Risorse Umane e Organizzazione di Trenitalia. “Con l’ingresso in Trenitalia si apre una nuova fase, nella quale le competenze acquisite incontrano l’esperienza operativa e diventano parte integrante della nostra organizzazione. Accompagneremo questo percorso attraverso il coinvolgimento delle nostre strutture, favorendo un’integrazione fondata sulla valorizzazione delle persone, sulla responsabilità e sulla condivisione delle competenze. È così che un progetto di cooperazione internazionale genera valore duraturo, contribuendo alla crescita delle persone e al rafforzamento della nostra organizzazione“.
Integrare competenze, creare opportunità di lavoro e costruire ponti tra le due sponde del Mediterraneo: sono questi gli obiettivi che hanno guidato l’impegno del Gruppo FS nell’ambito del Piano Mattei, attraverso iniziative di formazione professionale, inclusione lavorativa e trasferimento di know-how tecnico tra Italia, Tunisia ed Egitto, sviluppate in collaborazione con ELIS, ente non profit che promuove progetti di orientamento, formazione e innovazione tecnologica, a sostegno della cooperazione internazionale promossa dal Sistema Paese.
Questo impegno si è tradotto in due linee di intervento complementari: in Tunisia con un percorso integrato di formazione professionale e inserimento lavorativo nel settore ferroviario italiano; in Egitto con programmi di qualificazione tecnica e trasferimento di know-how rivolti a docenti e studenti di istituti professionali, contribuendo al rafforzamento delle competenze nel settore ferroviario.
L’articolo GRUPPO FS, AL VIA L’ESPERIENZA IN ITALIA DI 14 LAVORATORI TUNISINI NELL’AMBITO DEL PIANO MATTEI proviene da Comunicare il sociale.
21 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Dieci ragazzi e ragazze libanesi saranno a Napoli per un campo scout, grazie a un’iniziativa promossa dall’Arciconfraternita dei Pellegrini con il Pio Monte della Misericordia e il Masci Napoli 2. I ragazzi, di età compresa tra i dieci e i quattordici anni, sono giovanissimi scout maroniti, membri della più grande comunità cristiana del Libano e sono stati scelti tra le famiglie cristiane povere e sfollate per la guerra delle diocesi di Antelias e Beirut. Atterreranno a Roma giovedì 23 luglio per essere poi accolti ufficialmente venerdì 24 luglio alle ore 9.30 presso il Pio Monte della Misericordia (in Via dei Tribunali 253) dalla sovrintendente Fabrizia Paternò, dal primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace e dal magistrato Antonio Di Marco del gruppo scout adulti del Masci Napoli 2.
«Si tratta della prima iniziativa di questo genere in Italia – spiega il primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace – e l’ abbiamo lanciata lo scorso 3 giugno a margine del convegno “Guerra agli innocenti”. Prosegue così il nostro impegno per la pace, attraverso attività non solo di sensibilizzazione ma anche, concretamente, di accoglienza, nel solco del Premio Pellegrini di Pace, in rete con realtà significative del territorio come il Pio Monte della Misericordia e il Masci».
«L’accoglienza dei ragazzi libanesi è in linea con la nostra missione di attenzione e sostegno verso le persone più fragili, in particolare i giovani. Cerchiamo di aiutarli a crescere e a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e degli altri educandoli alla bellezza. Per questo i giovanissimi scout ospiti saranno accompagnati anche in una visita del nostro museo che è propedeutica alle attività sociali», spiega Fabrizia Paternò sovrintendente del Pio Monte della Misericordia, che ha finanziato il progetto di accoglienza.
Nella tarda mattinata di venerdì 24 luglio i piccoli scout libanesi si uniranno ai circa cento ragazzi del centro storico che stanno seguendo le attività di campo estivo gestite da Asso.Gio.Ca. nel Giardino degli Scalzi, lo spazio di Materdei recuperato alla legalità dall’Arciconfraternita dei Pellegrini e destinato ad attività educative e ricreative. Fino a domenica 26 luglio faranno diverse attività sul territorio (alloggiando presso la Parrocchia di Sant’Anna di Palazzo) e conosceranno Napoli attraverso visite ai suoi luoghi più caratteristici; partiranno poi alla volta di Caiazzo per partecipare al campo scientifico con gli scout del Masci fino al 4 agosto 2026.
«È una grande opportunità di fratellanza e di scambio interculturale – spiega Antonio Di Marco del gruppo Masci Napoli 2 – e la prima volta in Italia che la solidarietà tra cattolici porta ad accogliere bambini e ragazzi per attività ricreative. Per loro sarà sicuramente importante stare un po’ lontani da un ambiente di tensione continua e di isolamento geografico e culturale, attraverso un’esperienza di condivisione e di accoglienza, che vivranno con la massima serenità possibile».
L’articolo Bambini vittime “collaterali” della guerra: Napoli accoglie dieci ragazzi e ragazze scout libanesi proviene da Comunicare il sociale.