Proteggere le api per tutelare l’ambiente e le produzioni locali, uno studio… sulle vespe

La tutela delle api e la salvaguardia degli alveari passano anche dalla formazione e dalla collaborazione tra ricerca scientifica e operatori del settore. È partito da questo obiettivo il corso sulla gestione dei nidi di Vespa orientalis, ospitato nella sede di Portici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM) e che ha visto la partecipazione di oltre 100 professionisti.
Medici veterinari, apicoltori, allevatori e altri esperti dei vari settori coinvolti si sono confrontati su una problematica che interessa la salute delle api e la produzione di miele, con possibili conseguenze per l’economia locale e l’equilibrio degli ecosistemi.
La presenza della Vespa orientalis richiede infatti competenze specifiche per riconoscere la specie, monitorarne la diffusione e gestire i nidi in sicurezza. Per questo, la giornata ha alternato lezioni teoriche e attività pratiche, con dimostrazioni sul riconoscimento degli esemplari, simulazioni di sopralluoghi e approfondimenti sull’utilizzo delle attrezzature.

Il percorso formativo ha affrontato anche i rischi legati alle punture e le precauzioni necessarie durante gli interventi, fornendo strumenti utili a chi opera direttamente sul territorio.
L’appuntamento si inserisce nell’impegno dell’IZSM per la formazione e la divulgazione scientifica, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e la capacità di affrontare le criticità ambientali.
Proteggere le api significa infatti contribuire alla tutela della biodiversità, degli alveari e delle produzioni locali. Un lavoro che richiede conoscenze condivise e una collaborazione costante tra istituzioni, ricercatori e professionisti, secondo l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, ambiente e benessere delle comunità.

 

di Nadia Labriola

L’articolo Proteggere le api per tutelare l’ambiente e le produzioni locali, uno studio… sulle vespe proviene da Comunicare il sociale.

Autismo e inclusione: il Comune di Torre del Greco cerca alleati per sostenere adulti, giovani e famiglie

Costruire opportunità, accompagnare i ragazzi in autismo verso l’età adulta e non lasciare sole le famiglie, neppure quelle di adulti con difficoltà. A Torre del Greco il Comune chiama in causa gli enti del terzo settore per dare vita a nuovi progetti rivolti alle persone con disturbo dello spettro autistico, con particolare attenzione ai bisogni che emergono nella vita di tutti i giorni, in una quotidianità ben lontana, troppo spesso, dall’essere dignitosa.

Al centro dell’iniziativa ci sono i giovani tra i 16 e i 21 anni, in una fase delicata di passaggio verso l’età adulta, e gli adulti con autismo. Per loro e per le rispettive famiglie si punta a costruire percorsi capaci di offrire sostegno, occasioni di partecipazione e risposte più vicine alle esigenze individuali.

L’avviso pubblico, promosso dall’ufficio Politiche sociali, riguarda l’Ambito territoriale N31, di cui Torre del Greco è Comune capofila, ed ha l’obiettivo di coinvolgere realtà del terzo settore nella progettazione condivisa degli interventi, mettendo in rete competenze ed esperienze per costruire servizi più aderenti ai bisogni delle persone.
Per ogni proposta è previsto un finanziamento massimo di 200mila euro, con una durata di almeno dodici mesi, salvo eventuali proroghe.

La sfida è andare oltre l’assistenza e favorire percorsi che aiutino le persone a sviluppare le proprie possibilità e a trovare spazio nella comunità proprio in virtù del fatto che dietro ogni progetto ci sono ragazzi che crescono, adulti con aspirazioni e famiglie che hanno bisogno di punti di riferimento affidabili. L’iniziativa punta così a rafforzare la collaborazione tra istituzioni e realtà sociali, affinché l’inclusione diventi un’opportunità concreta e non soltanto un principio con il quale lanciare proclami.

 

di Nadia Labriola

L’articolo Autismo e inclusione: il Comune di Torre del Greco cerca alleati per sostenere adulti, giovani e famiglie proviene da Comunicare il sociale.

Portici, Palazzo Pennese apre le porte alla solidarietà: attiva la mensa per chi è in difficoltà

Una città che si mobilita, i servizi sociali come punto di riferimento e un pasto caldo per chi ne ha bisogno. A Portici è finalmente partita la mensa solidale di Palazzo Pennese, un’iniziativa che punta a raggiungere le persone in difficoltà economica e sociale, offrendo non solo un pranzo gratuito, ma anche un contatto diretto con la rete di sostegno del territorio.
La mensa rappresenta una risposta concreta a un bisogno essenziale, quello di poter contare su un pasto, ma anche un’occasione per avvicinare ai servizi comunali chi spesso fatica a chiedere aiuto o non sa a chi rivolgersi.

In questo percorso, anche la comunità può fare la propria parte: condividere le informazioni, parlarne con chi sta attraversando un momento complicato e contribuire a far conoscere le opportunità disponibili saranno ottime occasioni di supporto se è vero che la solidarietà non si costruisce soltanto attraverso gli interventi, ma anche grazie a una città capace di rendersi conto delle fragilità e di mettere in circolo le occasioni di aiuto.

Il servizio è attivo dal martedì al venerdì. Per accedervi è necessario registrarsi al Segretariato Sociale, ospitato a Palazzo Pennese, con ingresso dedicato in via Re Vittorio Emanuele II, 4.
Le iscrizioni si effettuano dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. Durante la registrazione, gli operatori possono raccogliere le necessità delle persone e orientarle, quando necessario, verso altri interventi di sostegno per sé o per la propria famiglia.

Per informazioni sui requisiti di accesso o per ricevere assistenza nella procedura è disponibile il numero verde gratuito 800 250 500, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.
La mensa solidale aperta nel corso della settimana si va ad aggiungere e in qualche modo affiancare allo stesso servizio avviato con modalità diverse alla mensa della chiesa di piazza San Pasquale, attivo invece nel weekend.

di Nadia Labriola

L’articolo Portici, Palazzo Pennese apre le porte alla solidarietà: attiva la mensa per chi è in difficoltà proviene da Comunicare il sociale.

Velbert, in concerto i vincitori del concorso Giovanbattista Cutolo. A Katia Cerullo il riconoscimento di Eccellenza italiana all’estero

È andato in scena all’Historisches Bürgerhaus di Langenberg, a Velbert, il concerto dei vincitori della seconda e della terza edizione dell’International Music Competition Giovanbattista Cutolo, organizzato dall’associazione La Fenice di Palma Campania insieme alla Musik&Kunstschule di Velbert, con il patrocinio della Città di Velbert. Una serata dal repertorio molto vario, pensata come un ponte tra Italia e Germania, che si è chiusa con il riconoscimento di Eccellenza italiana all’estero alla presidente della Fenice, il soprano Katia Cerullo.

Il concorso è dedicato a Giovanbattista Cutolo, il giovane cornista ucciso a Napoli nell’agosto del 2023, a 24 anni, che sarebbe dovuto essere tra i protagonisti della rappresentanza italiana. La madre, Daniela Di Maggio, presidente dell’associazione Giogiò vive, non ha potuto raggiungere la Germania per un impegno sopraggiunto all’ultimo momento, ma ha voluto far arrivare il suo messaggio: «Sono orgogliosa e felice della partecipazione di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. Anche se Giovanbattista non è presente, lui è tra loro in Germania».

Ad aprire il concerto sono stati il pianista tedesco Quentin Watcher, vincitore del primo premio e allievo della Musik&Kunstschule di Velbert, e la cornista Gioia Servidone, studentessa del conservatorio Santa Cecilia di Roma, che con lo stesso strumento di Giovanbattista si è aggiudicata il premio a lui intitolato. I due ragazzi hanno preparato insieme, in appena due giorni, un brano di Camille Saint-Saëns: il primo incontro sul palco tra Italia e Germania.

Sul palco si sono poi alternati la pianista Anna Rizzo e la violinista Maria Claudia Rizzo, entrambe allieve del conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, e quattro studenti dell’Isis Albertini di Nola: il chitarrista Pasquale Salapete, il pianista Giampaolo Napolitano e i percussionisti Antonio Pugliese e Yuri Abeille. Hanno dovuto rinunciare alla trasferta per impegni scolastici altri tre vincitori, tutti dell’Isis Antonio Rosmini di Palma Campania: il cornista Giuseppe La Verghetta, il trombettista Francesco Annunziata e la chitarrista Carlotta Nunziata.

Il concorso nasce per valorizzare i giovani talenti e inserirli in contesti internazionali, favorendo lo scambio culturale e il confronto tra tecniche di studio e modi diversi di avvicinarsi alla musica. Tra i suoi obiettivi c’è anche quello di premiare i sacrifici dei ragazzi e dei genitori che li accompagnano nella realizzazione dei loro sogni.

Al termine del concerto Katia Cerullo è stata insignita del titolo di Eccellenza italiana all’estero per la voce, il talento, la professionalità e l’eleganza, e per il suo ruolo di portavoce della musica intesa come linguaggio universale. Un premio accolto con sorpresa: «L’encomio è arrivato inaspettato, visto che ero in Germania come accompagnatrice dei ragazzi e come soprano, con due arie tratte da Così fan tutte e Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart».

L’associazione ringrazia i dirigenti scolastici Rosario Cozzolino dell’Isis Albertini di Nola e Massimiliano Biagi dell’Isis Rosmini di Palma Campania, per la disponibilità e per aver creduto nel progetto, e il maestro Angelo Agostini, presidente della commissione esaminatrice, che ha ripercorso i momenti più belli vissuti accanto al suo allievo Giovanbattista Cutolo. Un ringraziamento va anche ai docenti Egidio Napolitano dell’Albertini e Claudia Sant’Arpino del Rosmini, che hanno fatto parte della giuria.

L’articolo Velbert, in concerto i vincitori del concorso Giovanbattista Cutolo. A Katia Cerullo il riconoscimento di Eccellenza italiana all’estero proviene da Comunicare il sociale.

Blocco tir, arriva il decreto del Governo, ma la protesta e i disagi continuano

Ancora in strada, al Porto di Napoli, a manifestare contro il caro carburanti, poche ore dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. I camionisti, almeno a Napoli, non si fermano. E se altrove, dal casello di Caianello a quello di Caserta Nord, i blocchi stradali da parte dei tir sono svaniti – ma resta ancora da definire la situazione ai caselli di Nola, Maddaloni e nel Salernitano -, a Napoli si continua a protestare, ritenendo insufficienti le misure messe in campo dal governo Meloni e spiegate alla stampa dalla stessa presidente del Consiglio, che è stata particolarmente dura sulla questione dei blocchi stradali. “Ho chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che arriva dalle associazioni di autotrasportatori, agricoltori e della distribuzione per assicurare la libera circolazione, la fornitura di merci alle attività commerciali e quindi ai cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video messaggio sui social dopo il varo del Cdm del decreto, che prevede il credito d’imposta sul gasolio e la possibilità di sospendere i canoni di leasing dei veicoli.

Sul fronte dei carburanti, vengono stanziati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio, destinato alle spese sostenute da marzo ad agosto 2026. Le nuove risorse si aggiungono ai 21,2 milioni già previsti dal decreto sul bollo e sono integrate con ulteriori 60 mln per le spese dal 1 settembre al 5 ottobre. È inoltre prevista la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 i canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027, per alleggerire la pressione finanziaria sulle imprese. Questo è lo scenario, con la merce che è tornata a comparire in alcuni supermercati, sia a Napoli che a Caserta, in attesa della rimozione definitiva dei blocchi stradali. A tal proposito, i responsabili del coordinamento degli autotrasportatori di Caianello, intanto, hanno annunciato l’adesione ad una manifestazione indetta dagli studenti a loro sostegno, a Vairano (Caserta).

di Nicola Sellitti

L’articolo Blocco tir, arriva il decreto del Governo, ma la protesta e i disagi continuano proviene da Comunicare il sociale.

I volontari di protezione civile ritrovano un anziano disperso sul Vesuvio

Tutto è bene, quel che finisce bene dice il proverbio. Ed è proprio finita bene la disavventura che ha colpito un anziano settantunenne di Torre del Greco che il 13 ottobre si è perso sui sentieri del Vesuvio ed è stato ritrovato dopo diversi giorni dai volontari dell’Associazione Torre Vesuvio Pro Natura che assieme ai cani molecolari de I Falchi di Avellino sono riusciti ad individuarlo e portarlo in salvo.

Come racconta Bruno, uno dei giovani volontari soccorritori torresi, il signor Luigi Formisano, agricoltore della zona con diversi problemi e disabilità fisiche ma gran conoscitore dei percorsi anche più impervi del vulcano napoletano, deve aver perso conoscenza e orientamento durante la sua solita e quotidiana passeggiata. Dalle 13:30 della domenica infatti del signor Luigi si erano perse le tracce mentre si dirigeva verso la zona della pineta.

Come sono soliti fare i contadini di zona, anche il signor Formisano ha provato a ritrovare la strada di casa tentando di scendere la montagna ma è caduto nella vegetazione, fatta principalmente di cespugli di ginestre, che lo hanno però quasi totalmente coperto alla vista di chi lo cercava.

Sono saliti sul Vesuvio nei cinque giorni di ricerca vigili del fuoco, esperti sommozzatori per scandagliare i pozzi e tanti volontari dell’Associazione Torre Vesuvio che conoscendo perfettamente i sentieri e i percorsi, anche i meno battuti e segnalati, hanno potuto dare indicazioni precise ai soccorritori.

Finalmente domenica, con la provvidenziale presenza de I Falchi di Avellino, presenti in zona per una formazione sul campo, i volontari di Torre Vesuvio, con l’aiuto dei cani molecolari avellinesi e l’uso dei droni in carico all’associazione napoletana sono riusciti ad individuare l’uomo nei cespugli e alle 18:03 sono stati in grado di portarlo in salvo.

L’anziano era posizionato non lontano dal deposito operativo dell’associazione vesuviana per cui i soccorsi sono potuti giungere facilmente per mettere in sicurezza il disperso, idratarlo e riscaldarlo dopo i tanti giorni nella pineta. Arrivata l’ambulanza, il signor Formisano è stato portato all’ospedale per i necessari controlli. Fortunatamente non è stata riscontrata nessuna frattura o altro problema fisico.

Un grande plauso quindi ai volontari di Torre Vesuvio Pro Natura che come associazione locale di volontariato da anni si spende sul territorio in attività di salvaguardia ambientale, antincendio boschivo, interventi di protezione civile, sensibilizzazione e formazione alla popolazione.

di Emanuela Nicoloro

L’articolo I volontari di protezione civile ritrovano un anziano disperso sul Vesuvio proviene da Comunicare il sociale.