Tribunale per i Minorenni di Napoli e Anci Campania: firmato il protocollo per la tutela di donne e minori vittime di violenza e vulnerabilità

Rafforzare la rete di protezione a favore delle donne straniere vittime di violenza domestica, tratta e sfruttamento e garantire una più efficace tutela dei minori coinvolti. È questo l’obiettivo del Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Tribunale per i Minorenni di Napoli e ANCI Campania, in collaborazione con gli enti del Terzo Settore impegnati da anni nell’accoglienza, nella presa in carico e nel sostegno delle persone più vulnerabili.

L’accordo nasce dalla consapevolezza che le situazioni di violenza, marginalità e sfruttamento che coinvolgono donne migranti e i loro figli richiedono interventi integrati, multidisciplinari e culturalmente competenti, capaci di coniugare tutela giudiziaria, sostegno sociale, assistenza psicologica e accompagnamento ai percorsi di autonomia.
Il Protocollo prevede l’attivazione di procedure operative condivise tra l’Autorità Giudiziaria, i servizi territoriali e gli enti aderenti, con particolare attenzione alla valutazione e al rafforzamento delle competenze genitoriali, alla prevenzione della vittimizzazione secondaria dei minori, all’emersione delle situazioni di violenza e tratta e alla costruzione di percorsi personalizzati di protezione e inclusione sociale.

Attraverso la collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore sarà possibile garantire interventi tempestivi e specializzati, sostenuti anche da mediazione linguistico-culturale, per favorire una presa in carico efficace delle famiglie straniere e assicurare ai minori coinvolti condizioni di crescita sicure e rispettose dei loro diritti.
L’intesa si inserisce nel più ampio impegno delle istituzioni campane per il contrasto alla violenza di genere, alla tratta degli esseri umani e a ogni forma di discriminazione, promuovendo una cultura della tutela dei diritti, dell’accoglienza e della responsabilità condivisa.

“I sindaci sono spesso il primo presidio istituzionale a cui cittadini e famiglie si rivolgono nelle situazioni più delicate, ma troppo spesso si trovano ad affrontare da soli problematiche complesse che riguardano minori, violenza domestica, fragilità sociali e integrazione”. Lo ha detto Francesco Morra, Presidente ANCI Campania.
“Per questo – ha aggiunto – guardiamo con grande favore a protocolli come questo, che mettono in rete competenze, responsabilità e strumenti operativi. Le azioni condivise tra Comuni, Tribunale, servizi territoriali e Terzo Settore consentono di offrire risposte più rapide ed efficaci, rafforzando la capacità delle istituzioni di proteggere le persone più vulnerabili e di accompagnarle in percorsi concreti di inclusione e autonomia”.

“Essere giusti e garantire pari opportunità a tutti i bambini: questo è l’obiettivo del protocollo. Purtroppo, i figli di cittadini stranieri incontrano spesso maggiori difficoltà nel vedere pienamente tutelati i propri diritti” ha spiegato la dottoressa Paola Brunese, Presidente del tribunale per i minorenni di Napoli.

“Quando vengono avviati percorsi finalizzati al rafforzamento o all’accertamento delle competenze genitoriali, le famiglie straniere possono trovarsi a fronteggiare ulteriori ostacoli, legati alle difficoltà di integrazione nel contesto sociale e culturale. Per questo è fondamentale la collaborazione tra enti di grande esperienza e competenza. Grazie al coinvolgimento di ANCI Campania, che svolge un importante ruolo di raccordo, i servizi sociali potranno accedere ai servizi offerti, garantendo ai bambini e alle loro famiglie un sostegno più efficace e una tutela ancora più concreta” ha concluso la Brunese.

All’incontro la dottoressa Rosella Bertolani, magistrato al Tribunale per i minorenni, l’avvocato Avvocato Roberta Aria con diverse associazioni che avranno un ruolo attivo.
Il protocollo firmato dalla Cooperativa sociale Dedalus, con Gaetana Castellaccio, dalla Fondazione Eos onlus con Giuseppe Cascone, da L’Orsa Maggiore con Francesca D’Onofrio, da Pianoterra Ets con Ciro Nesci.

L’articolo Tribunale per i Minorenni di Napoli e Anci Campania: firmato il protocollo per la tutela di donne e minori vittime di violenza e vulnerabilità proviene da Comunicare il sociale.

Giovani con disabilità protagonisti del cambiamento: la campagna europea di advocacy di KEEP DRIVEN

Avere voce in capitolo sulle politiche che riguardano la propria vita. Non aspettare che altri decidano, ma sedersi al tavolo e portare la propria esperienza come competenza. È questo il cuore di KEEP DRIVEN, il progetto promosso da CBM Italia e cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea che ha coinvolto giovani con disabilità tra i 18 e i 26 anni provenienti da Italia, Francia e Lettonia in un percorso di advocacy attiva.

Il percorso ha offerto ai partecipanti strumenti concreti: formazione sui diritti, educazione alla partecipazione democratica, laboratori sulla comunicazione. Il risultato non è solo una campagna, ma una trasformazione reale nel modo in cui queste ragazze e ragazzi si percepiscono come cittadini. «È stata la prima volta che mi sono trovata nei panni di chi scrive un documento politico, non di chi lo riceve», racconta Alessia Degan, una delle partecipanti italiane. «Ho sentito una sorta di potere: il potere di avere un’influenza. Non so ancora se porterà a un risultato concreto, ma già il fatto di provarci mi dà speranza».

Il tema scelto dai giovani come fulcro della loro campagna è la vita indipendente — un diritto formalmente riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ma ancora troppo spesso disatteso nella pratica. Lo testimonia la storia di Laila, studentessa lettone, che sogna di lavorare come assistente in una scuola materna: «Ho le competenze. Ho la motivazione. Quello che non ho è il permesso. In Lettonia, questa professione è preclusa agli studenti con disabilità intellettive. Non perché non possiamo fare il lavoro. Ma perché il sistema non ci ha mai immaginati lì».

Dopo incontri di scambio nei tre Paesi e un lavoro collettivo a Bruxelles, il gruppo ha prodotto un position paper rivolto alle istituzioni europee, un manifesto e una campagna di comunicazione. Tutto sarà presentato ufficialmente il 13 luglio a BASE Milano, in un evento pubblico e aperto a tutti, condotto da Arianna Talamona, ex nuotatrice paralimpica, diversity & inclusion specialist e content creator.

Il manifesto che emerge da questo percorso è diretto e senza ambiguità. I giovani chiedono il diritto di decidere come vivere la propria quotidianità, servizi di supporto flessibili e realmente adattati ai propri bisogni, leggi sulla vita indipendente pienamente attuate in ogni Paese, trasporti pubblici accessibili, opportunità aperte nel lavoro e nell’istruzione, e soprattutto il diritto di essere ascoltati quando si prendono decisioni che li riguardano. «Siamo titolari di diritti, non oggetti di cura», scrivono. «Siamo esperti della nostra vita. Abbiamo il diritto di pensare e parlare per noi stessi».

CBM Italia, organizzazione attiva nella salute, nell’educazione, nel lavoro e nei diritti delle persone con disabilità sia in Italia che nei contesti di maggiore vulnerabilità nel mondo, ha aderito e rilancia integralmente questo manifesto, riconoscendo in esso i valori che guidano la propria missione.

L’articolo Giovani con disabilità protagonisti del cambiamento: la campagna europea di advocacy di KEEP DRIVEN proviene da Comunicare il sociale.

Turismo accessibile, un mercato da 400 miliardi in Europa. Liguria modello strutturato, Campania tra promesse e sperimentazione

Genova ha riportato al centro del dibattito europeo un aspetto del turismo contemporaneo spesso lasciato indietro nelle programmazioni. Ovvero l’accessibilità. Un mercato che vale oltre 400 miliardi di euro. Un comparto che coinvolge in tutto il continente oltre 100 milioni di cittadini e che assicura lavoro a 9 milioni di persone. Questi i numeri illustrati nel corso del convegno internazionale Destinazioni Turistiche Inclusive e Smart: Strategie per l’innovazione, promosso da ENAT, AccessibleEU e AISM, che ha riunito istituzioni europee, UN Tourism, Ministero del Turismo, Ministero per le Disabilità, Regione Liguria e Comune di Genova. Numeri che dovrebbero accendere interesse in quanti lavorano nel settore turistico. Dalla programmazione politica fino ai tour operator e alle attività quantomeno delle principali città turistiche. Per tornare ai numeri, solo in Italia il turismo accessibile genera circa 8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze. Significa impattare con l’8,2% del mercato con quasi 10 miliardi di euro di ricavi. E si tratta di un settore in forte espansione, che ad oggi, in molti casi, riesce ad accogliere solo parte dei viaggiatori con disabilità motorie.

 

L’esperienza della Liguria

In questo scenario la Liguria rappresenta uno dei modelli più avanzati in Italia. Quella del 2026 è la quarta edizione della Guida Mare Accessibile e la seconda della Guida Ospitalità Accessibile realizzata dalla Regione e presentata venerdì a Genova. In questa edizione della guida all’ospitalità figurano anche ostelli, residence, campeggi, altre tipologie di strutture ricettive. A differenza della prima edizione in cui erano stati inclusi solo gli alberghi. Ad oggi sono 137 le strutture ricettive censite. L’incremento rispetto allo scorso anno supera il 100 per cento. Sono 273 le spiagge accessibili o parzialmente accessibili. L’obiettivo dell’ente regione è di raggiungere a breve quota 300. Il lavoro di pubblicazione della Regione Liguria è stato riconosciuto come buona pratica nell’ambito del Tourism Transition Pathway della Commissione Europea.

 

Significativo anche il sistema di monitoraggio progressivo dell’accessibilità turistica basato su verifiche sul campo ed una rete di soggetti pubblici e del terzo settore coinvolti nel processo di censimento. Questo consente di fare un lavoro di integrazione della pianificazione turistica nelle politiche sociali e nella gestione del territorio. Questo approccio ha permesso alla Liguria di costruire una mappa progressiva dell’accessibilità reale del territorio, in cui l’offerta turistica viene classificata e monitorata secondo livelli differenti di fruibilità. Il modello si regge su una governance articolata che coinvolge assessorati regionali, enti del territorio, strutture sanitarie, associazioni e reti di volontariato, rendendo l’accessibilità non un tema settoriale ma un elemento integrato nella pianificazione turistica complessiva.

 

“Il valore di questo progetto va oltre la mappatura dell’accessibilità: significa offrire alle persone con sclerosi multipla, patologie correlate e diverse disabilità di poter disporre di strumenti concreti per ambire ad una migliore qualità di vita, esercitando il proprio diritto al tempo libero. Questa iniziativa dimostra come i principi dell’Agenda della SM e patologie correlate 2030 possano tradursi in azioni tangibili, capaci di favorire una cultura dell’accoglienza e dell’accessibilità universale, contribuendo alla costruzione di una società più equa, inclusiva e attenta ai bisogni di tutti”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e direttore generale di Aism, Mario Alberto Battaglia.

 

Com’è messa la Campania

Se la Liguria rappresenta un sistema già consolidato, la Campania si colloca in una fase caratterizzata da una forte attrattività turistica ma ancora frammentata nel livello di accessibilità dei servizi. Non esiste ancora un sistema pubblico organico di rilevazione che consenta di fotografare in modo completo l’offerta accessibile del territorio. Le informazioni disponibili derivano infatti da iniziative locali e progetti non ancora integrati in un unico sistema. Quindi non esistono dati omogenei e aggiornati sull’accessibilità effettiva delle strutture ricettive, dei siti culturali, delle spiagge, della mobilità turistica. Nonostante ciò i turisti con disabilità o bisogni speciali visitano ugualmente la Campania. Le stime parlano di oltre 400mila turisti ogni anno, con introiti pari a 330 milioni di euro l’anno. Secondo le stime della Regione Campania il margine di crescita, con trasporti e siti uniformati a standard adeguati, porterebbe il settore a superare i 580 milioni annui.

 

Per fare fronte alle carenze la cooperativa sociale Cosy for You ha lanciato il progetto Mare e Monti. L’iniziativa, che gode del sostegno di fondazione Con il Sud e della Regione Campania, punta a sviluppare un sistema integrato di turismo accessibile che metta in rete le aree costiere e quelle interne della regione, costruendo itinerari inclusivi tra Napoli, il litorale e l’entroterra. L’obiettivo è avviare una mappatura progressiva dei servizi accessibili e promuovere attività di formazione e sensibilizzazione rivolte agli operatori turistici. “Si tratta di un progetto significativo dedicato a un segmento importante come quello del turismo accessibile. Vogliamo una Campania fruibile da tutti, con servizi che garantiscano piena accessibilità ai visitatori”, ha sottolineato l’assessore al Turismo della Regione Campania, Vincenzo Maraio.

 

di Ciro Oliviero

L’articolo Turismo accessibile, un mercato da 400 miliardi in Europa. Liguria modello strutturato, Campania tra promesse e sperimentazione proviene da Comunicare il sociale.

ERCOLANO INAUGURA IL NUOVO PALAZZETTO DELLO SPORT

Un giorno di festa per la comunità di Ercolano e tutte le associazioni del territorio vesuviani: inaugurato il nuovo Palazzetto dello Sport di via Gabriele D’Annunzio, a due passi da Villa Favorita. Si restituisce alla città uno spazio pensato per promuovere aggregazione, benessere, inclusione ed opportunità. Il palazzetto nasce infatti come luogo capace di ospitare attività sportive, momenti di socialità ed eventi aperti alla cittadinanza, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Una struttura moderna ed accessibile che rappresenta un investimento concreto sullo sport, sui giovani e sulla crescita sociale del territorio.

Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del territorio.

«L’inaugurazione di luoghi come questo è il modo giusto con il quale pratichiamo legalità. Questa è la prima di tante iniziative che la mia amministrazione metterà in atto nel campo della socializzazione, dell’inclusione, del benessere, della legalità. Investire nello sport significa investire nella coesione sociale, nell’educazione e nella qualità della vita delle comunità». A dirlo è la sindaca di Ercolano, Antonietta Garzia. Entro fine luglio è prevista una riunione delle associazioni sportive del territorio, a settembre si partirà con il regolamento per l’utilizzo della struttura.

L’articolo ERCOLANO INAUGURA IL NUOVO PALAZZETTO DELLO SPORT proviene da Comunicare il sociale.

Napoli, medicina e arte si incontrano all’Università Parthenope: torna “Sound, Light & Medicine”

La medicina che dialoga con l’arte, la ricerca scientifica che incontra la cultura e l’impegno sociale. Torna a Napoli “Sound, Light & Medicine – Move Energy Edition”, il progetto culturale e scientifico giunto alla sua quinta edizione, in programma dal 30 giugno al 2 luglio all’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

L’edizione 2026 sarà dedicata al tema “Move Energy”, laddove l’energia è intesa come movimento biologico, endocrino, metabolico e riproduttivo che sostiene la salute della persona. Un confronto che attraverserà endocrinologia della riproduzione, fertilità, metabolismo, sessualità, prevenzione e nuove frontiere della medicina integrata.

L’evento, ideato e curato scientificamente dal dottor Fabio Perricone, ginecologo esperto in medicina della riproduzione e presidente della Fondazione MAUII – Medicina Arti Unite Italiane e Internazionali, realtà impegnata nella promozione del dialogo tra scienza, arti e impegno sociale, si avvale supporto scientifico del professor Carlo Alviggi, Presidente della SIFES-MR (Società Italiana della Fertilità e Sterilità e della Medicina della Riproduzione), e del professor Rosario Pivonello, Presidente eletto della SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità).

Tre figure di riferimento nei rispettivi ambiti che condividono l’obiettivo di promuovere un dialogo innovativo tra medicina, ricerca scientifica, cultura, arti e benessere della persona, nel segno della multidisciplinarietà che caratterizza l’evento che punta da anni a creare un ponte stabile tra sapere medico, arte e divulgazione culturale.

Accanto alle sessioni scientifiche sarà infatti dato ampio spazio anche ai linguaggi artistici, con interventi performativi e momenti culturali pensati per accompagnare il percorso congressuale e offrire una riflessione più ampia sul concetto di cura e benessere della persona.

Tra gli appuntamenti previsti anche la mostra delle opere realizzate dai medici artisti dell’associazione MedinArt, che celebra vent’anni di attività, e un’esposizione fotografica dell’associazione Africaintesta E.T.S., impegnata da anni in progetti di solidarietà internazionale.

Nell’ambito della manifestazione è stata inoltre promossa una raccolta benefica sulla piattaforma GoFundMe (https://gofund.me/4320d67a7) per realizzare progetti umanitari a sostegno di attività scolastiche e formative, percorsi educativi per bambini e ragazzi, progetti sociali a favore delle comunità locali e iniziative di crescita e sviluppo nei villaggi della Tanzania.

Tra tutti coloro che contribuiranno alla raccolta fondi saranno assegnate due opere donate per questa iniziativa: una realizzata dal dottor Perricone in collaborazione con MedinArt e di una fotografia realizzata in Tanzania da Francesca Ciarnelli, fotografa e volontaria di Africaintesta.

“Sound, Light & Medicine” conferma così la propria identità di evento trasversale, capace di unire alta formazione medica, ricerca scientifica, espressione artistica e responsabilità sociale in un unico grande spazio di confronto.

Durante il congresso si terrà anche la consegna del Premio MAUII, riconoscimento assegnato a personalità che si sono distinte nel rapporto tra medicina, arte, comunicazione e impegno civile.

L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è promuovere una visione della medicina sempre più umana e multidisciplinare, nella convinzione che il progresso scientifico trovi la sua espressione più autentica quando è accompagnato dalla cultura, dalla sensibilità e dalla condivisione.

L’articolo Napoli, medicina e arte si incontrano all’Università Parthenope: torna “Sound, Light & Medicine” proviene da Comunicare il sociale.

Un incubatore di imprese sociali nel bene confiscato

Un bene confiscato, in questo caso alla famiglia camorristica Zagaria, a San Cipriano d’Aversa (Caserta) che diventa il primo incubatore di imprese sociali e giovanili realizzato su un’area sottratta alla malavita organizzata. Lunedì 29 giugno avverrà la presentazione del progetto realizzato dall’accordo tra Agrorinasce (società consortile costituita dai Comuni di Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Santa Maria La Fossa, Villa Literno) e RINA Prime, società del Gruppo RINA specializzata nei servizi immobiliari qualificati lungo l’intero ciclo di vita degli asset.

All’incontro prenderanno parte il vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia Federico Cafiero De Raho, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, i rappresentanti della magistratura,  e le autorità civili, politiche ed ecclesiali del territorio. Il progetto riguarda un complesso immobiliare di circa 13.500 metri quadrati, appartenuti alla famiglia Zagaria e trasferiti nel 2016 al Comune di San Cipriano d’Aversa, con finalità sociali e istituzionali.

“La giornata del 29 giugno per noi assume un significato molto particolare. Per la prima volta presentiamo progetti di importanza economica a valere sui beni confiscati a una platea industriali presso la sede di Confindustria, presentiamo un progetto come quello dell’incubatore di imprese giovanili che sta nascendo nel migliore degli auspici, grazie alla collaborazione del distretto aerospaziale della Campania e infine partiamo con un accordo di collaborazione con la società Rina che ci sarà di supporto per la valorizzazione di asset immobiliari confiscati e non solo di grandi dimensioni”, spiega Gianni Allucci, amministratore delegato Agrorinasce. L’intervento sull’ex area Zagaria è finanziato dal Ministero dell’Interno con 4,47 milioni di euro e prevede la trasformazione dell’area in un incubatore di imprese sociali e giovanili dotato di centro di formazione professionale, con la sede operativa di Agrorinasce, che nella villa principale condividerà parte degli uffici con il distretto tecnologico aerospaziale della Campania e RINA per l’addestramento di giovani piloti di droni. Sono previsti anche spazi di coworking e servizi dedicati alla nascita e allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali.

Partner dell’iniziativa sono l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Dipartimento di Economia, che collaborerà nelle attività di formazione e accompagnamento alla creazione di startup, e il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), finalizzata alla promozione della ricerca, del trasferimento tecnologico alle PMI e del sostegno alla nascita di startup innovative nei settori aeronautico e spaziale.

Sul valore simbolico di realizzare un incubatore tech nell’area confiscata alla camorra, Allucci spiega: “Il clan Zagaria erano noto per la capacità di penetrazione dell’economia legale e il complesso immobiliare confiscato è un esempio evidente della loro forza economica oltreché criminale. Un complesso immobiliare di oltre 13 mila metri quadri dove c’era l’impresa di movimento terra con uffici e parcheggi e le tre ville di abitazioni. La destinazione di incubatore di imprese giovanili è quindi la destinazione più naturale di un’economia legale che si contrappone ad un’economia illegale”.

di Nicola Sellitti

L’articolo Un incubatore di imprese sociali nel bene confiscato proviene da Comunicare il sociale.