07 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Un’area di circa 700 metri quadrati trasformata in una discarica abusiva, con cumuli di rifiuti per un peso complessivo di circa una tonnellata. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa, impegnati in un servizio di controllo a tutela dell’ambiente nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
Nel corso degli accertamenti, i militari dell’Arma hanno individuato, su due particelle di proprietà privata, diversi cumuli di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, per un volume complessivo stimato in circa 4 metri cubi.
Tra i materiali rinvenuti guaine, tettoie, lastre in eternit, scarti di lavorazioni edili e pneumatici, abbandonati e accumulati nell’area senza le necessarie autorizzazioni.
Al termine delle verifiche, il proprietario del terreno, un 76enne del casertano, è stato deferito in stato di libertà per gestione non autorizzata di rifiuti e abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.
L’intera area, unitamente ai rifiuti presenti, è stata sottoposta a sequestro penale e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, informata dai Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa. L’intervento rientra nell’attività di vigilanza e contrasto agli illeciti ambientali condotta dall’Arma nei territori della “Terra dei Fuochi”, con particolare attenzione all’abbandono incontrollato e alla gestione irregolare dei rifiuti.
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07 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
«Da soli non ce la facciamo». È il grido d’aiuto che stamattina le famiglie di persone con disabilità hanno portato davanti alla sede della Regione Campania, a Napoli, in un sit-in per chiedere più sostegno e una burocrazia meno ostile. Cartelli, striscioni e una frase sola, che pesa come un macigno: «Da soli non ce la facciamo». È lo slogan scelto dalle famiglie che questa mattina si sono radunate sotto il palazzo della Regione Campania. Le stesse parole compaiono nel biglietto lasciato a inizio settembre da una famiglia del quartiere Pietrasalata, a Roma: un padre, una madre e la loro figlia, gravemente malata, trovati senza vita. Per loro i manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio.
Poi la richiesta di ascolto. In piazza è sceso l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Andrea Morniroli, che ha incontrato le famiglie e raccolto le loro istanze. Al primo posto il sostegno concreto a chi ogni giorno si prende cura di un familiare fragile, e procedure più semplici per accedere a fondi e servizi, oggi spesso un percorso a ostacoli.
L’elenco delle urgenze è lungo: l’azzeramento delle liste di attesa per terapie e riabilitazione, l’assistenza domiciliare, il sostegno scolastico e un aiuto reale per i caregiver. A fianco delle famiglie campane, una delegazione di associazioni arrivata da Roma.
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07 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Si è tenuto nella sala Vaccaro di Donnaregina Nuova, a Napoli, l workshop «Co-progettazione e co-programmazione pubblico-privato: una regia per il welfare». L’appuntamento rientra nel programma del SàFF 2026, il primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore, in corso dal 5 al 10 ottobre presso il Complesso Monumentale di Donnaregina, con oltre sessanta appuntamenti gratuiti e il coinvolgimento di più di cento organizzazioni. È stato uno dei due momenti con cui CSV Napoli partecipa alla rassegna, e quello in cui il volontariato è stato chiamato a sedere al tavolo della progettazione.
Il tema incide sulla vita quotidiana dei cittadini, anche se raramente se ne parla fuori dalle sedi specialistiche: come si costruiscono i servizi sociali, chi decide che cosa serve a un quartiere, chi ha voce nel disegnare risposte a bisogni che le organizzazioni di volontariato e del Terzo Settore conoscono da vicino, perché li incontrano ogni giorno. Co-programmare e co-progettare significa, in sostanza, portare quella conoscenza dentro il processo decisionale, anziché limitarsi a chiamare il volontariato a eseguire a valle ciò che altri hanno stabilito.
È in questa prospettiva che il Centro di servizio per il volontariato di Napoli assume un ruolo di snodo. Da sempre al fianco delle organizzazioni del territorio, il CSV è il luogo in cui le associazioni trovano competenze, strumenti e accompagnamento, e in cui il rapporto con le istituzioni e con il mondo delle imprese può diventare un’alleanza strutturata. A rappresentarlo, nel workshop, è stata la direttrice Giovanna De Rosa, intervenuta accanto ai protagonisti del confronto.
L’incontro è stato moderato da Francesco Pirone, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sono intervenuti Luciano Gallo, segretario generale della Fondazione Terzjus, e Gabriele Sepio, della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione, a portare lo sguardo di chi studia e forma sul piano giuridico e amministrativo la collaborazione tra enti pubblici e Terzo Settore. Il versante istituzionale è stato rappresentato da Chiara Marciani, assessore ai Giovani e al Lavoro del Comune di Napoli, mentre quello dell’impresa è stato affidato a Roberto Bellavista di UniCredit, tra i sostenitori principali del festival. A completare il quadro, la voce di chi il welfare lo pratica sul campo: la Cooperativa La Paranza, realtà radicata nel Rione Sanità, che dell’inclusione ha fatto un mestiere quotidiano.
Proprio la compresenza di questi soggetti, università, pubblica amministrazione, amministrazione cittadina, mondo bancario, cooperazione sociale e Centro di servizio, restituisce il senso dell’appuntamento: un welfare che non nasce da una sola scrivania, ma da una regia condivisa, in cui ciascuno porta la propria parte di responsabilità. È la stessa idea di responsabilità sociale condivisa che il CSV Napoli coltiva da anni nell’incontro tra imprese e organizzazioni non profit, anche attraverso esperienze come Crowdnet, la piattaforma di crowdfunding promossa dal Centro.
Il workshop si è inserito, del resto, in un festival che ha scelto di intrecciare linguaggi diversi per parlare di inclusione. Promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione Napoli C’entro e Fondazione di Comunità San Gennaro, con il sostegno principale di Fondazione con il Sud e di UniCredit, il SàFF porta il cinema fuori dai suoi confini abituali e lo mette al servizio di una comunità che si racconta e si organizza. Per il volontariato napoletano, e per il Centro di servizio che ne sostiene il lavoro, l’appuntamento nella Sala Vaccaro 1 è stato l’occasione di ribadire che raccontare il welfare e costruirlo sono, in fondo, due modi dello stesso impegno.
Per CSV Napoli il percorso al festival prosegue il 9 ottobre, alle 12, nella Sala Solimena, con il panel «Secondo tempo: la narrazione pubblica del reinserimento sociale», e nei giorni della manifestazione con gli appuntamenti del Social Pitch Arena, dedicati all’incontro tra imprese e innovazione sociale.
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07 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Apertura all’ascolto delle parti in causa, ma nessuna esitazione da parte del governo sulla realizzazione dei nuovi Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr). Nelle ultime ore, durante l’inaugurazione di una ludoteca in uno spazio confiscato alla mafia, promossa dalla fondazione “A voce ‘de creature”, a Napoli, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha rafforzato la posizione dell’esecutivo sulla costruzione di sei nuovi Cpr, compreso quello destinato all’area di Castel Volturno, per un investimento complessivo da 43 milioni di euro. “Noi andiamo avanti nel programma che abbiamo stilato, perché i CPR sono previsti da una legge dello Stato, sono raccomandati dall’Europa sulla base di normative europee, servono ad andare incontro a quello che tutti reclamano, cioè maggiori condizioni di sicurezza, per aiutare l’espulsione dei soggetti pericolosi, quindi non solo di quelli che sono in condizioni di irregolarità. Andremo avanti, ascolteremo tutti, ma rassicureremo tutti”, ha spiegato Piantedosi, mentre ad alcune centinaia di chilometri veniva alimentata la polemica su un Cpr in Emilia-Romagna, con la sottosegretaria alla presidenza della Regione, Manuela Rontini, che in risposta ad un’interrogazione in aula ha detto che si tratta solo “dell’annuncio dell’avvio della procedura e di null’altro. Non c’è né un documento, né una comunicazione ufficiale o una richiesta d’incontro: non è, quindi, possibile esprimersi su qualcosa che non c’è”.
Nei giorni scorsi sempre Piantedosi aveva aperto alla revisione delle regole sulle visite mediche per l’accesso ai Cpr, con immediata replica di Medici senza Frontiere, secondo cui non vanno riviste le norme sulle valutazioni sanitarie, ma “è l’intero sistema di detenzione amministrativa nei Centri per il rimpatrio a dover essere abolito”.
La questione riguarda da vicino Castel Volturno, dove, precisamente in località La Piana, dovrebbe essere realizzato il primo centro per migranti irregolari in Campania: struttura da 63 ettari, progettata per ospitare sino a 120 persone. Il fronte del no in Campania si allarga, il presidente della Regione, Roberto Fico, in visita a Castel Volturno ha detto: “La Regione è contro il Cpr, che non aiuta la Campania né il Paese in genere né soprattutto quest’area di Castel Volturno, che di tutto ha bisogno tranne che di un Cpr. E questo lo affermeremo qui anche con una grande manifestazione organizzata dal basso il 24 ottobre”. E nei giorni scorsi anche il Pd ha deciso di aderire alla manifestazione nazionale promossa dal Comitato “No CPR”, in programma sabato 24 ottobre alle ore 13 a Castel Volturno.
di Nicola Sellitti
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06 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
In un territorio dove spesso la strada arriva prima delle opportunità, la bellezza si riprende con forza i suoi spazi: nel cuore di Napoli, tra i quartieri Arenaccia, Vasto e Poggioreale, un immobile sottratto alla criminalità organizzata si trasforma oggi in un luogo aperto, colorato e sicuro dedicato all’educazione, alla crescita e all’inclusione dei più piccoli. È stato inaugurato il nuovo centro educativo e ludico nato nell’ambito del progetto “’A Speranza d’e Creature”, promosso dalla Fondazione ’A Voce d’e Creature ETS guidata da don Luigi Merola e reso possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo — attraverso il Programma Formula e la piattaforma di crowdfunding For Funding — in collaborazione con CESVI. In soli quattro mesi la generosità di cittadini, imprese e della stessa Banca ha permesso di raccogliere oltre 101.000 euro, trasformando un bene confiscato in una risorsa gratuita per un’intera comunità che convive quotidianamente con disoccupazione, povertà educativa e il rischio costante che la scuola da sola non riesca a contrastare l’isolamento.
La situazione si fa ancora più delicata per i minori con disabilità o per i figli di persone detenute, ed è proprio per dare risposta a queste fragilità che la struttura apre le sue porte ai ragazzi dai 3 ai 18 anni, abbassando per la prima volta l’età di accoglienza con uno spazio su misura anche per i più piccoli. Gli ambienti, interamente ristrutturati e ispirati al mondo delle fiabe per stimolare immaginazione e fiducia, offrono una cucina didattica attrezzata anche con macchine per pop-corn e zucchero filato, laboratori creativi e multimediali all’avanguardia, e un’area giochi totalmente accessibile con pavimentazione antitrauma e giochi sensoriali, il tutto presidiato quotidianamente da quattro educatori professionali. All’inaugurazione hanno voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il Direttore Regionale di Intesa Sanpaolo Giuseppe Nargi. L’emozione dell’evento si racchiude nelle parole di don Luigi Merola, Presidente della Fondazione: «È un momento di grande gioia perché finalmente inauguriamo una nuova casa: un nuovo presidio di legalità in un bene confiscato! Da oggi abbassiamo l’età dei minori accolti aggiungendo anche la fascia d’età dai 5 anni in giù. Formare oggi un bambino a Napoli significa non punire un adulto un domani». A sottolineare l’impatto economico e sociale dell’iniziativa è Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo: «Il contributo di Intesa Sanpaolo alla realizzazione di questo progetto conferma l’efficacia della collaborazione con CESVI e testimonia la vocazione di banca d’impatto che trasferiamo ogni giorno sui territori in cui operiamo. Con il Programma Formula celebriamo la rinascita di un contesto difficile per renderlo a misura di bambino».
L’attenzione dello Stato per questa sfida educativa è stata ribadita dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha evidenziato il valore politico e sociale del recupero: «Questa è una importantissima attività che offre opportunità ai giovani per il loro futuro e quindi siamo contenti, ed io ho voluto testimoniare direttamente con la mia presenza qui. Questo è un segnale non solo per i quartieri ma per tutta la Campania, perché significa occuparsi dei nostri giovani, soprattutto quelli che partono da una condizione di svantaggio. Significa dare un messaggio di speranza, curarsi di loro per le opportunità che bisogna dargli e non solo per i limiti che bisogna imporre». Infine, attraverso un accorato videomessaggio, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha rivolto un pensiero diretto ai ragazzi e agli operatori del centro: «Voi siete il simbolo del riscatto, della bellezza e del bene, e grazie per quello che fate per dare futuro, speranza e fiducia a questi meravigliosi giovani. Voi avete diritto ad avere una vita bella e degna: i vostri sogni potranno diventare realtà e in questa realizzazione c’è veramente il bene, il cuore e l’amore che dovrebbe inspirare ogni essere umano». Un segnale forte e corale che dimostra come la vera prevenzione alla criminalità si faccia sul campo, trasformando la memoria del male nella certezza di un domani degno per ogni bambino.
di Adriano Affinito
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06 Ott, 2026 | Comunicare il sociale
Make a Wish, il monumentale dipinto dell’artista cinese Yu Hong, donato al Pio Monte della Misericordia, entra a far parte della collezione permanente di arte contemporanea della storica istituzione benefica di via dei Tribunali.
L’opera sarà presentata sabato 10 ottobre 2026 alle ore 11.30 nell’ambito della mostra dal titolo “Umanità a confronto tra buio e oro” a cura di Mario Codognato e Loredana Gazzara nella suggestiva chiesa ottagonale del Pio Monte (Napoli, via dei Tribunali, 253).
La mostra propone un inedito e profondo dialogo visivo, filosofico ed esistenziale tra la creazione contemporanea e il capolavoro Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, a cui Yu Hong si è ispirata per realizzare il suo lavoro.
Un progetto espositivo che mette in relazione epoche e culture differenti, unite dal comune interrogativo degli artisti sulla rappresentazione della condizione umana e della sua fragilità a quattro secoli di distanza.
All’inaugurazione interverranno Fabrizia Paternò di San Nicola, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Alberto Sifola di San Martino, Governatore al Patrimonio mobiliare e artistico del Pio Monte della Misericordia, Alexandra Munroe, curatrice del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, Mario Codognato e Loredana Gazzara, curatori della mostra. Sarà presente l’artista.
Accanto a Make a Wish, sarà esposta l’opera Death Can’t Be Known until One Knows Life (2023) di Yu Hong, il piccolo trittico già parte della collezione del Pio Monte della Misericordia, acquisito nell’ambito dell’VIII edizione di Sette Opere per la Misericordia. In una dimensione più intima, il trittico porta così il confronto con Caravaggio verso una riflessione più radicale sulla presenza e sull’assenza, sulla vita e sulla morte, completando il percorso aperto dalla monumentale Make a Wish. Ad arricchire l’esposizione i bozzetti preparatori delle due opere realizzati su carta dall’artista.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Make a Wish (acrilico su tela di 340 × 140 cm) è stato realizzato per Another One Bites the Dust, prima mostra monografica di Yu Hong in Europa, presentata nel 2024 nella chiesetta della Misericordia di Venezia in occasione della 60ª Biennale di Venezia. Il progetto è stato portato in Italia dal The Asian Art Initiative del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, e curato da Alexandra Munroe.
La grande pala dipinta di Yu Hong giunge ora al Pio Monte con la mostra “Umanità a confronto tra buio e oro” proponendo un dialogo tra arte contemporanea e i grandi capolavori del passato, avvicinando linguaggi e mondi apparentemente distanti.
Se il pittore seicentesco immerge le Sette Opere di Misericordia nel buio di una strada napoletana, facendo emergere dalla penombra i corpi e i gesti attraverso cui la misericordia si manifesta concretamente, Yu Hong costruisce il proprio spazio attraverso un fondo oro, luminoso e astratto, e mette in scena, proprio come nel dipinto di Caravaggio, sette tragiche vicende umane in un’unica composizione, ciascuna estrema e disperata.
Due soluzioni opposte per affrontare la stessa materia: l’essere umano esposto e bisognoso dell’altro.
Partendo dalla realtà del proprio tempo, Yu Hong trasforma frammenti di immagini contemporanee in una narrazione pittorica universale. L’artista, infatti, attinge a fotografie e video reali raccolti dal web per rappresentare figure senza volto e senza identità, sospese in uno spazio astratto, simbolo della fragile condizione umana. Le storiche deformità fisiche e le piaghe della miseria seicentesca trovano un corrispettivo attuale nei corpi dinamici e sospesi di Yu Hong, specchio della vulnerabilità della gioventù moderna.
Il capolavoro di Caravaggio, che da oltre quattro secoli abita la chiesa dell’Istituzione, continua a interrogare lo sguardo di oggi sul concetto di Misericordia, mentre la pittura di Yu Hong raccoglie il messaggio più attuale di quella tradizione: la condizione umana, i traumi, la vulnerabilità dell’uomo, simbolo di sofferenza collettiva del mondo moderno.
La mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Napoli, è accompagnata dal catalogo pubblicato da artem, che raccoglie i testi di Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Alexandra Munroe, Mario Codognato e Loredana Gazzara.
Con “Umanità a confronto tra buio e oro”, il Pio Monte della Misericordia conferma la propria missione di custodire il patrimonio storico rendendolo interlocutore vivo del presente, attraverso un dialogo costante tra l’arte del passato e le espressioni della contemporaneità.
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