28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Un maxiemendamento in tempi brevi alla Camera dei Deputati per approvare il decreto con all’interno gli emendamenti sui Campi Flegrei. Lo chiede con forza il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, che a “Comunicare Il Sociale” esprime tutto il suo rammarico per la bocciatura di tutti gli emendamenti alla Commissione Bilancio della Camera al decreto 144 del 7 agosto, contenente misure urgenti per la prevenzione sismica, la riqualificazione e il potenziamento dell’azione commissariale nell’area flegrea, come i contributi all’autonoma sistemazione. Ieri il Governo ha bocciato tutti gli emendamenti, tra i malumori della maggioranza e le proteste dei gruppi di opposizione. Motivo della bocciatura sembrerebbe essere la mancata approvazione del Mef, che avrebbe richiesto una riformulazione di tutti gli emendamenti, che non è arrivata.“Le norme sui Campi Flegrei sono finite in un decreto dove sono presenti diversi temi, non certamenti importanti come la questione bradisismo”, spiega il sindaco, “Questa bocciatura degli emendamenti, ricordo anche di emendamenti della maggioranza, evidenzia la lontananza del governo nazionale, con oltre cinquemila sfollati per strada che manifestano per i loro diritti. Gli emendamenti che avevamo proposto erano il frutto di una cabina di regia composta da comitati, Città Metropolitana, cittadini, sindaci e Governo, rappresentato dal Prefetto di Napoli. Il 5 agosto in Prefettura il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva assunto impegni precisi”, continua lo sfogo del sindaco di Bacoli, che insiste: “Andava fatto un decreto ad hoc per i Campi Flegrei. Invece, sono stati bocciati provvedimenti a sostegno degli sfollati, gli aiuti per i lavori sulle case inagibili, i soldi per la sicurezza delle scuole, dei costoni e meno male che si lamentavano che non veniva richiesto lo stato di emergenza. Insieme ai cittadini saremo pronti, se non si mette una pezza su quanto accaduto ieri, ci faremo sentire anche a Roma”.
Sulla bocciatura degli emendamenti al decreto 144 si è espresso anche Marco Sarracino, parlamentare del Pd: “Non ci sono altre parole: quello che è accaduto alla Camera è una vergogna. Giorgia Meloni ha tradito i campi Flegrei. Sul decreto che in teoria doveva occuparsi di questa emergenza sono stati invece respinti praticamente tutti gli emendamenti a tutela di quel territorio, ignorando sia le proposte della maggioranza che quelle dell’opposizione”.
di Nicola Sellitti
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
“Prendiamo atto che le rimostranze dei sindaci dei Campi Flegrei hanno determinato un cambiamento di rotta da parte del governo. Il nuovo decreto, che punta sulla prevenzione, è in buona sostanza la legge speciale che rivendichiamo da due mesi. Ora però vogliamo i fatti. E subito”. E’ quanto dice il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, a “Comunicare Il Sociale”, appoggiando in sostanza la richiesta di far confluire in un decreto ad hoc sui Campi Flegrei alla Camera dei Deputati con gli emendamenti con misure urgenti per la prevenzione sismica, la riqualificazione e il potenziamento dell’azione commissariale nell’area flegrea, come i contributi all’autonoma sistemazione. Due giorni fa, il Governo ha bocciato questi emendamenti, tra i malumori della maggioranza e le proteste dei gruppi di opposizione. Il motivo della bocciatura sembrerebbe essere la mancata approvazione del Mef, che avrebbe richiesto una riformulazione di tutti gli emendamenti, che non è arrivata. Poi c’è stata la levata di scudi dei sindaci dell’area dei Campi Flegrei e l’intervento di ieri sera del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, con che una nota ha spiegato l’intesa raggiunta con Palazzo Chigi: “Abbiamo concordato con il Governo di lavorare a un provvedimento ad hoc, interamente dedicato ai Campi Flegrei, organico e strutturato, capace di affrontare in maniera complessiva le esigenze del territorio. Il percorso è già iniziato ed è stato attivato un tavolo operativo con l’obiettivo comune di arrivare in tempi rapidissimi a un decreto che contenga tutte le misure necessari”
Il sindaco di Bacoli aveva evidenziato in precedenza che “la bocciatura degli emendamenti, ricordo anche di emendamenti della maggioranza, ha mostrato la lontananza del governo nazionale, con oltre cinquemila sfollati per strada che manifestano per i loro diritti. Erano provvedimenti frutto di una cabina di regia composta da comitati, Città Metropolitana, cittadini, sindaci e Governo, rappresentato dal Prefetto di Napoli. Il 5 agosto in Prefettura il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva assunto impegni precisi”. Ora c’è attesa che l’impegno del Governo, concordato con la Regione Campania, si trasformi in un decreto ad hoc, offrendo così una risposta complessiva ed organica rispetto alle esigenze del territorio.
di Nicola Sellitti
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28 Set, 2026 | Comunicare il sociale
In occasione dell’ottantatreesimo anniversario delle “Quattro Giornate di Napoli”, Domenico Pennone autore del libro “Indomita”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi, terrà tre interessanti appuntamenti.
La prima presentazione si terrà a Napoli, martedì 29 settembre alle ore 18,30 presso la libreria Io Ci Sto, via Domenico Cimarosa. Nell’ambito della rassegna “Memoria Attiva” per le Quattro Giornate di Napoli, l’evento è organizzato dalle sezioni Anpi Collinare “Aedo Violante” e Vomero-Arenella “Vincenzo Siniscalchi” in collaborazione con l’Associazione Culturale Libreria Io Ci Sto. Introduce la presentazione Giuliano Laccetti rappresentante Sezione Anpi Municipalità 5. Dialogheranno con l’autore: Piera Violante Ruggi d’Aragona figlia di giovani partigiani protagonisti delle Quatto Giornate e gli studenti delle scuole superiori del territorio.
La seconda presentazione si terrà a Pomigliano d’Arco presso il Centro Sandro Pertini, via Pertini, 40. La data dell’appuntamento è giovedì 1°ottobre alle ore 18. L’evento è organizzato dall’Anpi sezione di Pomigliano d’Arco Gennaro Di Paola e Cgil Spi. Sarà presente sul posto la Mondadori Bookstore di via Ercole Cantone. Dialogheranno con l’autore: l’avvocata Elena Coccia, il docente e presidente Anpi della locale sezione Ferdinando Di Dato. Dopo la presentazione alle ore 20 si svolgerà “Pastasciutta antifascista”.
Terzo e ultimo appuntamento martedì 6 ottobre alle ore 18 al quartiere Barra di Napoli presso Bene Comune Aps biblioteca sociale “La casa di Francesca”, via Bernando Quaranta, 132 D-E. Presente sul posto la libreria La Bottega delle Parole di San Giorgio a Cremano. Dialogherà con l’autore lo scrittore Tonino Scala.
Indomita ricostruisce i quattro giorni che cambiarono il volto di Napoli e della Resistenza italiana, trasformando un’insurrezione popolare nella prima vittoria autonoma di una grande metropoli europea contro l’occupazione nazista. L’opera fa dialogare la precisione del dato d’archivio con la forza della memoria orale, indagando le radici politiche e sociali della rivolta e documentando come Napoli, abbandonata dalle istituzioni dopo l’8 settembre 1943, ritrovò la propria dignità civile attraverso la lotta armata. Tra i punti chiave: il dato ufficiale dei 1.589 partigiani riconosciuti dalla Commissione Ministeriale per il Riconoscimento Partigiano (Fondo Ricompart); la storia inedita di Domenico, tranviere che osò schiaffeggiare un fascista per difendere una donna; e il mosaico sociale della partecipazione di studenti, femminielli e giovani eroi come Gennaro Capuozzo e Maddalena Cerasuolo. L’opera si propone anche come strumento didattico e civile, ricordando le radici della Costituzione italiana e della democrazia europea tra le barricate napoletane del settembre 1943.
Domenico Pennone, giornalista, ha una lunga esperienza nella divulgazione documentaristica e saggistica. Già Capo Ufficio Stampa della Città metropolitana di Napoli, ha curato il documentario “Maurizio Valenzi: 100 anni di una vita meravigliosa”. Esperto di comunicazione e innovazione, ha pubblicato per Maggioli, Il Sole 24 Ore e Formez.
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23 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Ci ha lasciato questa mattina l’amico e maestro Rosario Pastore. Rosario è stato una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo napoletano, per decenni volto e penna de «La Gazzetta dello Sport» in Campania. Aveva 86 anni e da tempo viveva a Bacoli insieme alla famiglia. Lascia la moglie, le due figlie e i nipoti. Una carriera lunga oltre cinquant’anni, quella di Rosario, cominciata a Roma tra le pagine di «Momento Sera» e i microfoni della redazione sportiva Rai di Napoli, poi «La Notte» . Dopo l’esame professionale per Rosario si aprirono le porte della Gazzetta, dove sarebbe diventato capo servizi per la Campania. Fu lì, nella redazione partenopea della “rosea”, che visse la stagione più intensa della sua carriera: oltre quarant’anni al seguito del Calcio Napoli, coincisi con l’epopea di Diego Armando Maradona. Abbiamo avuto la fortuna e l’onore di condividere con Rosario un pezzetto della sua carriera professionale quando, ormai in pensione, decise di venire a supportare la nostra giovanissima redazione.
Era il 2011 e Rosario con la sua eleganza, bontà d’animo ed enorme professionalità si mise al servizio di un gruppetto di giovani giornalisti che volevano raccontare il mondo del volontariato, dell’associazionismo e del terzo settore attraverso le colonne e le pagine web di Comunicare il Sociale. Rosario divenne uno di noi, non ci “comandò” mai, anzi visse le dinamiche di redazione come fosse un ragazzino alle prime armi. Durante le giornate di lavoro ci incantava con racconti e aneddoti sul Napoli di Maradona, sulla trattativa che portò Diego a Napoli e sulla genialata di andare a seguire la finale mondiale di Messico 86 a casa del Pibe de oro in Argentina. Non gli piaceva essere chiamato “decano”, men che meno “maestro” (anche se noi lo dicevamo, e lo continuiamo a fare, con sincera ammirazione), e ha scelto di non essere coinvolto nelle tante trasmissioni che sono nate attorno al Napoli di ADL. “Il mio l’ho fatto e l’ho vissuto- ci ripetevi spesso- ora tocca a voi” mentre, con la sensibilità e l’umiltà dei grandi, correggevi i pezzi e ti confrontavi con noi sui titoli da mettere agli articoli. Grazie per quello che ci hai lasciato Rosario. Alla tua famiglia va il nostro affetto e la nostra vicinanza per aver perso un persona speciale come te. Ciao Maestro, buon viaggio.
La redazione di Comunicare il Sociale
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22 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Il futuro dell’agricoltura della penisola sorrentina e dei Monti Lattari, questo il filo conduttore delle “Notti Gialle di Sorrento” il grande evento targato Coldiretti Napoli che vedrà Sorrento protagonista nell’ultimo fine settimana di questo mese. Da venerdì 25 a domenica 27 settembre si tingeranno di giallo le strade della città più amata dai turisti. Informazione, laboratori, musica e soprattutto tanto intrattenimento per turisti e residenti con i prodotti a chilometro zero del Mercato di Campagna Amica e lo street food contadino.
Si parte venerdì con l’apertura dell’Agriasilo e della Fattoria didattica in Villa Fiorentino (corso Italia n. 59 Sorrento). Dopo il taglio del nastro in Corso Italia (alle ore 17), nella stessa location alle ore 18 si daranno appuntamento esperti ed addetti ai lavori per fare il punto sul momento dell’agricoltura di quest’angolo fra i più belli del mondo.
In apertura dell’evento i saluti del direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda, della presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga e del sindaco di Sorrento Corrado Fattorusso. A rappresentare le produzioni locali il presidente il presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop Giosuè De Simone ed il presidente del consorzio di tutela del Limone di Sorrento Igp Mariano Vinaccia e Mariella Verdoliva della Fondazione dei Monti lattari.
Fra gli esperti parola a Roberto Mazzei Capo Innovazione e Akis Coldiretti e Sara Paraluppi Capo Area Organizzazione e Servizi Coldiretti. Porteranno il loro contributo anche l’Assessora all’agricoltura Regione Campania Maria Carmela Serluca, Marco Cerreto Capogruppo Commissione Agricoltura ed Annarita Patriarca Deputata della Repubblica Italiana. Conclusioni affidate alla presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga. Modera il giornalista Angelo Cirasa. Spazio anche per argomenti come l’uso dei droni in agricoltura e la presentazione del premio Internazionale Olio delle Sirene 2027. Al termine del Convegno Filatura del Provolone del Monaco Dop.
Villa Fiorentino sarà lo scenario anche dei laboratori del fine settimana. Spazio all’Onaf Napoli con le degustazioni guidate abbinate ai vini della Penisola Sorrentina. Sabato approfondimento sul mondo dei funghi con Stefano Sposito dell’Associazione Micologica Campana mentre domenica mattina alle 11 laboratorio sui limoni della penisola con Rita Ruocco. Non manca l’angolo di Coldiretti Pesca curato da Salvatore Ioviero.
Le “Notti Gialle” della Coldiretti Napoli a Sorrento avranno l’accompagnamento musicale. Si parte venerdì sera con la Folk Band Città di Caserta. Sabato doppio appuntamento: artisti di strada Napoli Canta in Festa mentre a Villa Fiorentino c’è Serata Napulitana. Infine domenica in Corso Italia c’è Tarantella Sorrentina.
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22 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Dopo sedici anni di domande, memoria e ricerca della verità, la storia di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica, arriva alla Camera dei Deputati attraverso il cinema. Si chiama “PERCHÉ?” il docufilm dedicato alla vita di Angelo Vassallo, nato da un’idea dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, con riprese e montaggio di Giuseppe Falagario. La prima assoluta del docufilm si terrà martedì 13 ottobre 2026 alle ore 15.30, presso la Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, a Palazzo Theodoli-Bianchelli, in Piazza del Parlamento 19, a Roma. Un appuntamento che la Fondazione ha voluto fortemente perché la storia di Angelo Vassallo, secondo Dario e Massimo Vassallo, non appartiene soltanto alla sua famiglia e al Cilento, ma riguarda la storia del nostro Paese.
“Abbiamo scelto il cinema perché volevamo raccontare Angelo in una maniera diversa – afferma il Presidente della Fondazione Dario Vassallo –. Non volevamo realizzare l’ennesimo racconto che partisse dalla sua morte. Volevamo partire dalla sua vita. Angelo era un pescatore, era un uomo, era un sindaco. Era una persona che aveva scelto di fare politica con passione, con coraggio e mettendosi al servizio della propria comunità”.
“PERCHÉ? è una domanda che ci accompagna da sedici anni – continua Dario Vassallo –. Una domanda che non abbiamo mai smesso di porre e che continueremo a porre. Perché hanno ucciso Angelo? Perché è stato ucciso un uomo che aveva dedicato la propria vita al territorio, alla sua comunità e a un’idea precisa di amministrazione? Noi non vogliamo che questa domanda venga dimenticata”.
Il docufilm nasce con l’obiettivo di restituire una visione completa del Sindaco Pescatore, raccontando il suo rapporto con il mare, il lavoro da pescatore, il legame con Pollica e Acciaroli, l’impegno amministrativo e quella che la Fondazione definisce la “bella politica”: una politica fatta di passione, concretezza e attenzione al territorio.
“Angelo non può essere ricordato soltanto per il modo in cui è morto – sottolinea il Vicepresidente della Fondazione Massimo Vassallo –. Angelo deve essere conosciuto per il modo in cui ha vissuto. Era un pescatore e conosceva il valore della fatica. Era un amministratore e conosceva il valore della responsabilità. Era un uomo profondamente legato alla propria terra e aveva una visione precisa del territorio e del ruolo delle istituzioni”.
Per Massimo Vassallo il docufilm rappresenta anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni.
“Vogliamo consegnare ai giovani una storia vera, quella di un uomo che ha scelto di impegnarsi per la propria comunità. Vogliamo far capire che la politica può essere anche passione, servizio, responsabilità e amore per il territorio. Questo è ciò che Angelo ci ha lasciato e questo è ciò che vogliamo raccontare”.
Ma accanto al racconto della vita di Angelo, la Fondazione vuole riportare al centro anche la questione della verità sull’omicidio e del ruolo delle istituzioni.
“Noi continuiamo a chiedere verità e giustizia – affermano Dario e Massimo Vassallo –. E diciamo una cosa molto semplice: in questo processo lo Stato faccia lo Stato. Noi non chiediamo favori, non chiediamo scorciatoie e non chiediamo privilegi. Chiediamo che le istituzioni facciano fino in fondo il proprio dovere e che si arrivi alla verità sull’assassinio di Angelo”.
Una richiesta che, per la Fondazione, accompagna da sedici anni ogni iniziativa dedicata alla memoria del Sindaco Pescatore.
“Non basta ricordare Angelo. Non basta una corona, non basta una cerimonia, non basta pronunciare il suo nome una volta all’anno. La memoria deve camminare insieme alla verità e alla giustizia – sottolinea Dario Vassallo –. Per questo continuiamo a porre quella domanda: PERCHÉ? E continueremo a farlo finché non avremo una risposta”.
“Portare ‘PERCHÉ?’ dentro un luogo delle istituzioni significa riportare Angelo nel luogo nel quale lui ha sempre creduto: quello delle istituzioni al servizio dei cittadini – affermano Dario e Massimo Vassallo –. Angelo era un sindaco, ma prima ancora era un cittadino che aveva scelto di assumersi una responsabilità. Per questo abbiamo voluto che la prima del film avvenisse a Roma”.
Al centro del docufilm resterà però quella domanda che dà il titolo all’opera.
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