Pesca a strascico e sversamenti illegali, l’allarme di Greenpeace: “I siti marini protetti esistono solo sulla carta”

In Italia esistono aree marine che, almeno formalmente, dovrebbero garantire la tutela di habitat e specie di straordinario valore ecologico. Ma in diversi casi la protezione resta solo teorica. È quanto denuncia Greenpeace Italia in una nuova indagine diffusa in occasione della Giornata internazionale del Mediterraneo, che documenta attività di pesca distruttiva, sversamenti illegali e altri fenomeni di degrado ambientale all’interno di quattro Siti di Importanza Comunitaria (SIC) situati tra Sardegna, Campania e Puglia.  Secondo il rapporto, i SIC coinvolti fanno parte della rete europea Natura 2000 e ospitano ecosistemi di grande pregio naturalistico. Tuttavia, la mancanza di regolamenti efficaci, controlli costanti e adeguate risorse economiche li rende vulnerabili ad attività che mettono seriamente a rischio la biodiversità marina. onitorate

Tra i siti analizzati figura anche il Palinuro Seamount, rilievo sottomarino situato al largo della Campania, considerato uno degli habitat più ricchi del Mediterraneo per la presenza di coralli profondi, spugne e numerose specie ittiche. L’indagine, basata sull’analisi dei dati AIS (Automatic Identification System) delle imbarcazioni, ha rilevato la presenza ricorrente di pescherecci impegnati nella pesca con palangaro in un’area che dovrebbe beneficiare di particolari misure di tutela.  In Sardegna, invece, Greenpeace segnala episodi di pesca a strascico nel SIC dell’Argentiera, mentre in Puglia emergono criticità nell’area di Torre Guaceto. L’organizzazione ambientalista denuncia inoltre casi di sversamenti illegali e fenomeni di bracconaggio marino che aggravano ulteriormente lo stato di conservazione degli ecosistemi.

“Parchi di carta”

L’associazione definisce questi siti dei veri e propri “parchi di carta”: aree riconosciute dalla normativa europea ma prive di strumenti concreti per impedire attività dannose. Una situazione che, secondo Greenpeace, consente all’Italia di contabilizzare come protette superfici marine che, nella pratica, continuano a essere sfruttate senza particolari limitazioni. Già in una precedente analisi l’organizzazione aveva stimato che meno dell’1% dei mari italiani sia realmente sottoposto a una protezione efficace, a fronte dell’11,6% dichiarato ufficialmente.  Greenpeace chiede al Governo italiano di trasformare le aree protette in strumenti realmente efficaci di conservazione, introducendo divieti concreti alle attività più impattanti, rafforzando i controlli e destinando maggiori risorse alla gestione dei siti Natura 2000. Secondo l’associazione, senza una governance efficace e senza regole realmente applicate, gli obiettivi europei di tutela del mare rischiano di rimanere soltanto sulla carta, mentre habitat e specie continuano a subire pressioni sempre maggiori.

di Giovanna De Rosa

 

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Più diritti, più salute: al via la raccolta firme per migliorare la sanità dei cittadini

C’è chi aspetta mesi per una visita. Chi accompagna un genitore anziano da un ambulatorio all’altro senza trovare risposte. Chi lavora nella sanità pubblica con la passione di sempre, ma con sempre meno mezzi per farlo bene. È da queste storie, che si ripetono ogni giorno negli ospedali di Napoli e della Campania, che nasce la mobilitazione promossa dalla CGIL nazionale che per la giornata di martedì 14 luglio, dalle 9 alle 13, in tutti gli ospedali di Napoli e provincia si terrà una giornata di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare.

Con la proposta “Diritto alla Salute” si chiede più personale negli ospedali e sul territorio, tempi di attesa più brevi per visite ed esami, più medici di famiglia, e servizi di cura a casa più forti per anziani e persone non autosufficienti. In pratica: cure più vicine, più veloci e più accessibili per tutti.
Con la proposta “I diritti non si appaltano” si chiede che chi lavora negli appalti – comprese le pulizie, la ristorazione e altri servizi ospedalieri – abbia salario e tutele pari a chi è assunto direttamente, e regole più chiare e trasparenti sugli appalti stessi. Un lavoro più tutelato, infatti, significa anche servizi più stabili e di qualità migliore per chi li riceve.

«La politica, purtroppo, è lontanissima da alcuni temi che sono centrali per la nostra comunità- spiega Antimo Morlando, segretario sanità pubblica FP CGIL- Per questo è fondamentale l’impegno che abbiamo assunto per stimolare le istituzioni affinché possano legiferare risposte e bisogni necessarie e concreti. In tutte le nostre aule sindacali di tutti gli ospedali partenopei, e nello specifico il San Paolo per l’Asl Na1, l’Ospedale San Giuliano dell’Asl Na2 e l’Ospedale di Nola per l’Asl Na3, ci saranno i nostri delegati muniti di moduli e di passione che riceveranno, ci auguriamo, tanti lavoratori e cittadini».
Nella stessa giornata verranno raccolte anche le firme per la proposta di legge presentata dalla Fp Cgil Campania a sostegno delle persone con disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico e delle loro famiglie.

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Napoli, tenta di rubare la mitra di San Gennaro nel Duomo: recuperato il prezioso cimelio

Momenti di tensione questa mattina nel Duomo di Napoli, dove un uomo di 43 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato dopo aver sottratto la mitra dal busto di San Gennaro esposto in uno degli altari della cattedrale. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo è entrato nella cattedrale e ha raggiunto l’altare dove è custodito il busto del santo patrono di Napoli. Approfittando di un momento di distrazione, si è avvicinato alla statua e ha afferrato il prezioso copricapo vescovile, allontanandosi subito dopo.

Il gesto non è però passato inosservato: un custode del Duomo si è accorto dell’accaduto e ha immediatamente allertato il 112. La centrale operativa del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, grazie alle immagini delle telecamere presenti davanti al sagrato, è riuscita a individuare il sospetto e a seguirne gli spostamenti in tempo reale. Determinante è stato l’intervento di una pattuglia dell’Esercito impegnata nei servizi di vigilanza nell’area. I militari, guidati via radio dagli operatori della centrale, hanno rintracciato e bloccato il 43enne poco distante dalla cattedrale. Pochi minuti dopo sono giunti i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, che hanno proceduto all’arresto.

Il cimelio è stato recuperato e restituito alla cattedrale. L’uomo dovrà ora rispondere di tentato furto aggravato ed è in attesa del giudizio dell’autorità giudiziaria. L’episodio ha suscitato forte impressione tra fedeli e visitatori del Duomo, uno dei luoghi simbolo della città e custode delle reliquie di San Gennaro.

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Polizia metropolitana mette in salvo un gheppio e una tartaruga

Un giovane gheppio e una tartaruga esotica sono stati salvati dalla Polizia Metropolitana di Napoli che prosegue così, con due distinti interventi, la tutela della fauna selvatica, consentendo così di mettere in sicurezza un giovane rapace e una tartaruga appartenente a una specie esotica.
Con il trasferimento presso CRAS — Centro Recupero Animali Selvatici “Federico II” del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli operante presso l’ASL Napoli 1 Centro si è concluso oggi il recupero di un giovane esemplare di gheppio.

L’uccello era stato inizialmente rinvenuto nel territorio del Comune di Castel Volturno da un privato cittadino che, comprendendo la necessità di affidarlo a personale qualificato, lo ha consegnato ai volontari della LIPU. Successivamente, la LIPU ha affidato il giovane rapace al Nucleo Antibracconaggio della Polizia Metropolitana di Napoli, che ne ha curato la presa in carico e, nella giornata odierna, il trasferimento presso il C.R.A.S. dell’ASL Napoli 1, dove il personale veterinario specializzato provvederà alle cure, alla riabilitazione e, qualora le condizioni lo consentano, alla successiva reintroduzione in natura.
A questo intervento si aggiunge quello effettuato sabato scorso dagli agenti del Distretto di Pompei della Polizia Metropolitana di Napoli, che hanno recuperato lungo una strada un esemplare di tartaruga appartenente alla specie Trachemys.

L’animale è stato affidato ai sanitari dell’ASL territorialmente competente per gli accertamenti e la successiva gestione. La Trachemys è infatti una specie esotica, inserita nell’elenco delle specie protette, la cui detenzione, riproduzione, commercio e rilascio nell’ambiente sono soggetti a specifici divieti previsti dalla normativa vigente. L’abbandono di questi animali, oltre a costituire un comportamento illecito, rappresenta un grave rischio per gli ecosistemi locali, poiché può compromettere la sopravvivenza delle specie autoctone attraverso la competizione per habitat e risorse alimentari.
I due interventi testimoniano l’impegno costante della Polizia Metropolitana di Napoli nella tutela della biodiversità e nella salvaguardia del patrimonio faunistico, attività svolta in stretta collaborazione con cittadini, associazioni ambientaliste, servizi veterinari delle ASL e Centri di Recupero Animali Selvatici.

La Polizia Metropolitana ricorda che il ritrovamento di animali selvatici feriti, in difficoltà o appartenenti a specie esotiche non deve mai essere sottovalutato. In tali circostanze è fondamentale rivolgersi tempestivamente agli enti competenti, evitando iniziative autonome che potrebbero compromettere il benessere dell’animale o arrecare danni all’ambiente. La collaborazione dei cittadini rappresenta uno strumento essenziale per garantire interventi rapidi, efficaci e nel pieno rispetto della normativa vigente.

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Baraonda e PizzAut, l’incontro tra due realtà che cambiano il futuro dell’autismo

 L’incontro tra realtà che condividono la stessa visione e lo stesso obiettivo può trasformarsi in una meravigliosa occasione di crescita, di incoraggiamento, di rafforzamento. Se poi le due realtà di cui stiamo parlando si chiamano PizzAut e Baraonda, allora non c’è nulla di paragonabile in termini di entusiasmo, sorrisi, di promesse per un futuro sempre più orientato al lavoro inclusivo.

Non è semplice raccontare quello che è accaduto a Cercola la scorsa settimana, quando il Baraonda Café Bar Sociale ha accolto la visita di Nico Acampora, ideatore del progetto PizzAut, oggi considerato uno dei modelli più significativi di impresa sociale in Italia.
Il Baraonda Café Bar Sociale, realtà promossa dalla TAM Cooperativa Sociale, è uno spazio di lavoro e formazione gestito da giovani nello spettro autistico e da persone con disabilità psichica, con l’obiettivo di costruire percorsi di autonomia attraverso il lavoro quotidiano e attraverso la dignità che ne consegue.

La visita di Acampora ha rappresentato un momento di confronto diretto tra esperienze accomunate dalla stessa missione: dimostrare che l’inclusione non è solo un principio, ma può diventare pratica concreta, organizzata e sostenibile, giorno dopo giorno e al di là dei proclami.
Ad accogliere il fondatore di PizzAut sono stati i ragazzi del Baraonda, che hanno mostrato il proprio lavoro, le competenze acquisite e il percorso di crescita personale costruito nel tempo.
«Quando ho visto Nico Acampora nei nostri locali mi sono sono sentita felice – ha raccontato Giada, una delle lavoratrici di Baraonda destinataria del progetto – so che viene da Milano, e per me sarebbe un sogno raggiungerlo quando sarò di festa dal lavoro». E Chiara le fa eco: «Sono anche io stata felicissima di questa possibilità, Nico Acampora è una persona socievole, corretta, è stato bello conoscerlo di persona».

Il dialogo tra le due realtà ha permesso di condividere modelli organizzativi, difficoltà affrontate e risultati raggiunti, evidenziando come il lavoro possa diventare uno strumento reale di emancipazione: l’esperienza di PizzAut continua a rappresentare un punto di riferimento nazionale, capace di dimostrare che l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità è possibile quando esistono progettualità solide e una visione imprenditoriale chiara.
Allo stesso modo, il Baraonda Café si inserisce in questo percorso, offrendo un ambiente in cui i ragazzi possano sviluppare autonomia, responsabilità e competenze professionali.

Durante la visita si è parlato anche del ruolo delle cooperative sociali e della necessità di rafforzare le reti territoriali per garantire continuità ai progetti di inclusione lavorativa. Il confronto ha evidenziato come la crescita di queste realtà passi attraverso formazione, accompagnamento e fiducia nelle capacità delle persone coinvolte.
Un momento significativo della giornata è stato il dialogo diretto tra Acampora e i ragazzi, che hanno potuto raccontare il proprio percorso e ricevere stimoli nuovi per il futuro.
A sottolineare il valore dell’incontro è intervenuto anche il presidente della cooperativa, Fabio Matascioli, che ha dichiarato:
«Avere incontrato il fondatore di PizzAut è stato per noi motivo di stimolo e di confronto. Stimolo in quanto poter incontrare Nico Acampora, colui che per primo in Italia ha dato lavoro a ragazzi con autismo, è stato per noi una conferma circa la bontà del nostro progetto e del lavoro fatto al Baraonda, spronandoci a fare sempre meglio e sempre di più. Confronto in quanto abbiamo avuto modo di chiacchierare, scambiarci esperienze e considerazioni e poter attingere al bagaglio di esperienza che PizzAut ha maturato negli anni e che l’ha portata ad essere un punto di riferimento sul territorio nazionale».

Le sue parole sintetizzano lo spirito dell’incontro: da un lato la conferma del lavoro svolto, dall’altro la volontà di continuare a migliorare attraverso il confronto con esperienze consolidate.
L’iniziativa ha inoltre rafforzato l’idea che l’inclusione lavorativa sia un processo in continua evoluzione, che necessita di collaborazione e condivisione tra realtà simili.
Il Baraonda Café e PizzAut, pur con percorsi differenti, si riconoscono nella stessa direzione: trasformare il lavoro in uno strumento di dignità e autonomia.

 

di Nadia Labriola

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Musica all’alba per sostenere le persone con cardiopatie congenite: torna la rassegna “Un Mare di solidarietà”

Torna l’appuntamento estivo con “Un Mare di Solidarietà”, la rassegna musicale nata da un’idea della poetessa Livia Santini, con il sostegno di Piccoli Grandi Cuori, per supportare progetti e iniziative dell’associazione che dal 1997 è a fianco delle persone con cardiopatie congenite e dei loro familiari. Quattro appuntamenti con la musica all’alba presso i bagni dei lidi ravennati, tra Casalborsetti e Marina Romea, a partire da domenica 19 luglio e fino a domenica 16 agosto: con le loro performance musicisti e artisti accompagneranno il sorgere del sole creando un’atmosfera magica e suggestiva.

Il programma 2026

La rassegna prende il via domenica 19 luglio alle ore 5:30 presso il Bagno Corallo Beach di Marina Romea: appuntamento con il concerto piano/voce e violino di Vittorio Bonetti Nicoletta Bassettidomenica 26 luglio l’appuntamento con l’alba musicale in spiaggia è previsto sempre alle ore 5:30 con la performance dei Khorakhanè, presso il bagno Coja Beach di Casalborsetti, mentre domenica 9 agosto l’alba musicale si sposta al Bagno Corallo Beach di Marina Romea: alle ore 6:00 andrà in scena il concerto d’archi del Trio Mariquita in omaggio al cantautore Mogol. Chiude il ciclo di appuntamenti della rassegna musicale “Un mare di solidarietà” l’appuntamento di domenica 16 agosto, con il concerto del Coro Gospel Voices of Joy di Daniela Peroni previsto per le ore 6:00 al Coja Beach di Casalborsetti.
La rassegna ha il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Ravenna, in collaborazione con Room&breakfast Betulle61 di Marina Romea e gli stabilimenti Bagno Corallo Beach e Coja Beach. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito, verranno raccolte donazioni libere devolute a sostegno dell’associazione Piccoli Grandi Cuori.

Le cardiopatie congenite
Sono malformazioni anatomiche del cuore dovute ad uno sviluppo cardiaco incompleto o non corretto durante le prime settimane della vita embrionale. Rappresentano circa il 40% di tutte le malformazioni neonatali.

Dal 1997 Piccoli Grandi Cuori è al fianco delle persone con cardiopatie congenite e delle loro famiglie attraverso supporto psicologico, socioassistenziale, accoglienza abitativa gratuita. Allo sportello sociale, che si trova all’ingresso delle Unità Operative di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola a Bologna, accedono in media 400 famiglie l’anno per la tutela dei diritti di integrazione scolastica, sociale e lavorativa. All’anno mediamente 1.000 persone usufruiscono del supporto psicologico gratuito (con circa 4mila colloqui garantiti) e 100 famiglie ricevono il servizio di accoglienza con ospitalità presso la casa Polo dei Cuori.

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