16 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Il 29 settembre a Nisida sarà inaugurata una nuova ludoteca permanente. Nata dal progetto BGSC Inside – Il Gioco Oltre le Mura, promosso da Board Game Social Club insieme a Giochi Uniti ed Educatori Ludici, è realizzata con la direzione dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. L’obiettivo è costruire uno spazio che possa continuare a essere utilizzato dai ragazzi anche oltre la presenza degli operatori del progetto. «La ludoteca di Nisida non è pensata come un intervento occasionale: è uno spazio destinato a svilupparsi nel tempo e ad avviare un percorso progressivo con i ragazzi», si legge in un post social di Board Game Social Club.
Non si tratta, dunque, semplicemente di portare qualche scatola di giochi dentro un istituto penale. Giochi Uniti ha messo a disposizione 19 titoli, per un totale di 121 copie, costruendo un percorso progressivo: dai giochi più immediati fino a titoli più complessi come Carcassonne e Catan. Il progetto è partito il 25 agosto con 12 ragazzi. Due ragazzi stranieri hanno partecipato superando anche la barriera linguistica, mentre altri, inizialmente convinti di non essere capaci di giocare, si sono uniti al gruppo. Poi è arrivato Catan. L’8 settembre sei ragazzi, divisi su due tavoli, hanno portato a termine due partite. Poi una sessione organizzata dagli operatori. Altri ragazzi hanno giocato e chiesto di continuare.
Il gioco da tavolo, in questo caso, diventa uno strumento per stare insieme. Sedersi allo stesso tavolo significa accettare regole comuni, aspettare il proprio turno, prendere decisioni, confrontarsi con gli altri, negoziare, gestire una vittoria ma anche una sconfitta. Dinamiche semplici, ma dentro un istituto penale minorile possono assumere un valore particolare perché costruiscono occasioni di relazione in un contesto nel quale ogni attività educativa deve fare i conti con storie personali complesse. Il progetto nasce proprio dall’idea di utilizzare il gioco come strumento di relazione, inclusione e crescita.
E Nisida è un luogo nel quale il tema assume un significato particolare. Lo scorso luglio, durante una visita all’Istituto, il Garante campano delle persone private della libertà Samuele Ciambriello ha richiamato l’attenzione sul rischio di una progressiva omologazione della giustizia minorile a quella degli adulti. Ciambriello aveva sottolineato la necessità di affrontare le cause del disagio, della devianza minorile, delle dipendenze e della sofferenza psichica, oltre le sole risposte securitarie. In quella occasione erano 67 i ragazzi presenti nell’istituto, 44 dei quali minorenni.
Il 29 settembre non verrà inaugurata soltanto una stanza piena di giochi. L’idea è inaugurare un luogo che possa restare, essere utilizzato autonomamente e diventare progressivamente parte della vita dell’istituto. Durante l’inaugurazione sarà avviata una sessione di gioco, alla quale gli ospiti potranno partecipare sedendosi al tavolo e giocando insieme ai ragazzi. Per qualche ora non ci sono spettatori e protagonisti, dentro e fuori.
di Ciro Oliviero
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16 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Un percorso per non interrompere la formazione al termine della scuola e per iniziare o continuare a costruire competenze utili per la vita da adulti. È l’obiettivo dell’Università Inclusiva, un progetto rivolto a giovani over 18 con neurodiversità e disabilità che hanno concluso il ciclo di scuola pubblica.
L’iniziativa nasce da Multicenter School in collaborazione con I Bambini delle Fate e punta a offrire una alternativa concreta nella fase di passaggio tra scuola, autonomia e mondo del lavoro. Il progetto si sviluppa soprattutto attraverso laboratori pratici di orientamento ai mestieri. I partecipanti potranno sperimentare quattro ambiti: pizzaiolo, giardiniere, scaffalista e pasticciere. L’obiettivo è permettere a ciascun ragazzo di confrontarsi con attività diverse e individuare quelle più vicine alle proprie capacità e interessi.
Il metodo è quello del “learning by doing”, imparare facendo, con un percorso personalizzato e un’équipe composta da psicologo-psicoterapeuta, docenti senior, docenti di sostegno e docenti junior formati adeguatamente per il progetto. Perché il punto è proprio questo: non si tratta soltanto di acquisire competenze professionali, ma c’è molto di più. Le attività sono infatti pensate anche per lavorare sull’autonomia, sulla sicurezza personale, sulla socializzazione e sulla capacità di muoversi in un contesto organizzato.
Il primo anno sarà dedicato all’esplorazione delle diverse aree professionali. Successivamente, i partecipanti potranno essere indirizzati verso una specializzazione, con l’obiettivo di arrivare a esperienze pratiche, tirocini e, dove possibile, opportunità di inserimento lavorativo.
Il progetto affronta così uno dei passaggi più delicati per le famiglie: quello che arriva dopo la scuola, quando possono ridursi le occasioni strutturate di formazione e socializzazione. A sostenere l’iniziativa è I Bambini delle Fate, impresa sociale attiva dal 2005 nel sostegno a progetti di inclusione e autonomia per persone con autismo e altre disabilità cognitive. Informazioni sul progetto, location (al momento le sedi sono una a Napoli e l’altra in provincia) e modalità di partecipazione sono disponibili sul sito di Multicenter School.
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
A Napoli torna Vespero Napoletano – il Festival del Turismo Lento, la rassegna culturale che, fino al 24 ottobre, invita residenti e visitatori a esplorare la città partenopea attraverso uno sguardo nuovo.
La manifestazione si consolida come un progetto diffuso, promosso dal Comune di Napoli tramite l’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive e l’Assessorato al Verde. L’iniziativa nasce dalla collaborazione diretta con le associazioni e le realtà culturali che vivono e animano quotidianamente i quartieri, mettendo al centro della narrazione il patrimonio diffuso e le comunità locali.
Tra i grandi protagonisti di questa edizione spicca la narrazione dell’arte urbana curata da Sarah Galmuzzi, storica dell’arte e comunicatrice napoletana. Attraverso il ciclo “La città dei muri parlanti”, quattro sabati consecutivi vengono dedicati all’esplorazione dei murales che hanno trasformato la città in una galleria a cielo aperto. Gli incontri, pensati sia per adulti sia per bambini, sono gratuiti ed hanno una durata di 120 minuti (con inizio alle ore 10:30) e affiancano a ogni visita un laboratorio didattico “a quattro mani” per sperimentare sul campo le tecniche degli artisti.
Il viaggio prende il via il 19 settembre con l’appuntamento “Il Sacro e il Profano”, un’immersione nel contrasto simbolico napoletano che spazia dalla celebre Madonna con la Pistola di Banksy fino all’imponente San Gennaro di Jorit.
Il 26 settembre l’attenzione si sposta su “L’Amore, la Speranza, la Memoria”, un racconto corale tessuto attraverso i pennelli di Tono Cruz, Cabrera e Bosoletti, intrecciato alle storie dei protagonisti del Vicolo della Cultura.
La rassegna prosegue il 3 ottobre con “Il Vico delle Regine”, un itinerario visivo dedicato ai ritratti delle donne straordinarie che hanno lasciato un segno nella storia globale, per poi concludersi il 10 ottobre con “Passione e Conoscenza”, un focus che svela i retroscena e la storia del murale più visitato al mondo, accendendo al contempo i riflettori sui segreti dell’opera, meno nota ma affascinante, che gli sorge proprio accanto.
di Annatina Franzese
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
In occasione dell’apertura dell’anno scolastico, l’Assessore alla Scuola e alle Politiche Sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, indirizza un sentito messaggio di auguri a dirigenti, docenti, personale ATA e studenti della Campania e rimarca la fiducia nella scuola pubblica come “spazio certo e sicuro di incontro tra generazioni, fulcro di incontri impensati e di relazioni fondamentali, non solo con l’altro essere umano ma anche con le proprie passioni tramite la cultura e il sapere”.
L’impegno dell’Assessorato – insieme al Presidente Fico e a tutta la Giunta regionale – si focalizza sull’elevare l’istruzione a uno dei terreni di intervento prioritari dell’azione politica in Campania.
Analizzando il contesto attuale, segnato da rapide trasformazioni e da un susseguirsi di riforme che spesso hanno imposto alla scuola esigenze estranee al suo ruolo, Andrea Morniroli sottolinea: «La scuola è stata talora interpretata non in base al suo mandato costituzionale, ma come terreno di scontro o per alimentare una selezione in ingresso. Intendo orientare l’intervento dell’assessorato per difendere l’idea di una scuola orgogliosa della sua stabilità: un porto sicuro e accogliente per le giovani generazioni e volano per il loro futuro. Una scuola che resti lontana dai miti illusori dell’efficienza e dell’oggettività puntando ad un’educazione capace di rendere alunni e alunne consapevoli e preparati alla possibilità di costruire un mondo più giusto e accogliente. Una scuola che difende, tra i conflitti e le aggressioni che il mondo ci riserva, la misura dell’equilibrio civile, della responsabilità verso l’altro e che, per citare Franco Basaglia, si sappia misurare con l’impossibile per renderlo possibile».
«È responsabilità delle istituzioni pubbliche – prosegue l’Assessore alla Scuola – offrire alle nuove generazioni le chiavi per salvare il mondo, salvaguardandone cultura e bellezza».
Citando un recente testo di Ivano Dionigi, che propone una rivisitazione delle tre “i” rese celebri da un passato Ministro della Repubblica e suggerisce di sostituire “inglese, internet e impresa” con “interrogare, intelligere, invenire”, cioè saper fare le domande, comprendere se stessi e il mondo, e fare scoperte, Morniroli conclude: «Questa è la scuola che ho incontrato in tanti luoghi di questa regione e che vorrei con tutte e tutti voi rafforzare e valorizzare. Sono sicuro che su questa prospettiva sapremo camminare insieme. Auguri».
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
Percorsi di benessere ed inclusione all’interno dei Musei: secondo Airalzh ETS (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) possono essere una strada per migliorare la vita dei pazienti e dei loro caregivers. Dal 2024, inoltre, vengono promossi progetti di Ricerca riguardanti l’arte-terapia.
Lavorare con i fogli di carta ed utilizzarli come materiale espressivo, ma anche visitare musei, immersi tra arte e cultura per suscitare emozioni. Questo tipo di attività, secondo gli Esperti di Airalzh ETS (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer), potrebbe rappresentare un’ulteriore strada da percorrere nella cura dei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, in aggiunta a quella delle terapie tradizionali.
L’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer è coinvolta in due importanti progetti sul territorio che riguardano l’esperienza dei pazienti all’interno degli spazi museali.
Il primo vede protagonista la Toscana dove Airalzh ETS, già da tre anni, ha sviluppato “Tracce di Memoria”, progetto che vede sempre una grande partecipazione tra malati di Alzheimer, famigliari e caregivers, tanto da sviluppare un grande affiatamento nei gruppi con condivisione di messaggi toccanti, grazie alla creazione di nuovi legami. Sviluppato insieme alle Associazioni territoriali, alla Società per la Salute del Mugello ed anche grazie al sostegno dei fondi dell’8×1000 Valdese, anche quest’anno, alla fine di settembre, è prevista la partenza di un nuovo ciclo di incontri per piccoli gruppi che, accompagnati dagli operatori, prenderanno parte a percorsi in cui è prevista non soltanto un’osservazione condivisa delle opere, ma anche momenti di attività partecipativa all’interno degli spazi museali. Così facendo, le persone con demenza, i loro caregiver ed i professionisti interagiranno tra loro attraverso il racconto, il confronto e l’esplorazione sensoriale in un lavoro basato su emozioni, immaginazione, memoria affettiva e partecipazione condivisa.
È proprio dall’esperienza toscana che ha preso recentemente spunto, per la Lombardia, “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer: percorsi di benessere e inclusione per persone con demenza e i loro caregiver”. Con questo nuovo progetto, Airalzh ETS si prefigge di promuovere la qualità di vita delle persone con demenza per contrastare l’isolamento delle famiglie attraverso percorsi culturali dedicati all’interno dei musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia. Il progetto è stato realizzato con il coinvolgimento della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo ed il Patrocinio di Regione Lombardia. I professionisti del settore museale e di quello socio-sanitario, dopo un intenso periodo di formazione e di “osservazione” tenuto da docenti afferenti a MTA (Musei Toscani per l’Alzheimer) – grazie ad una fase pratica presso l’Accademia Carrara – alla fine di ottobre inizieranno le varie attività rivolte a pazienti e caregiver nei vari musei coinvolti in base ad un calendario preciso.
Sull’esperienza delle attività museali in Toscana ed in Lombardia è in fase di avvio un nuovo progetto di Airalzh ETS in collaborazione con MUSE – Museo delle Scienze di Trento chiamato “MUSE Piano Piano”. In concomitanza con la Giornata Mondiale Alzheimer, Domenica 20 Settembre, presso il MUSE, è in programma “Spalz! A spasso con l’Alzheimer”, una camminata immersiva, nelle immediate vicinanze del Museo, con partenze individuali, di coppia e di gruppo e con l’impiego di cuffie audio-spaziali, per percepire lo spazio urbano attraverso la prospettiva sensoriale e cognitiva di chi convive con la demenza.
Tutte le informazioni relative ai progetti “Tracce di Memoria” e “Creative Age” sono disponibili sul sito di Airalzh al seguente link: https://airalzh.it/le-attivita-museali-per-migliorare-la-vita-dei-pazienti-affetti-da-alzheimer/
“Creative Age” è al centro di una campagna di raccolta fondi ospitata sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo (disponibile al seguente link: https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/creative-age): la campagna è attiva da lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di raggiungere 50.000 euro entro il 31 gennaio 2027.
In prossimità della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, da venerdì 18 a martedì 22 settembre, sarà inoltre possibile sostenere il progetto attraverso gli ATM del Gruppo Intesa Sanpaolo con una donazione di 2 euro.
“Dalla Ricerca scientifica, negli ultimi anni, sono emerse alcune evidenze che hanno indicato come l’Arte e, più in generale, le esperienze artistiche e di inclusione museale, possano portare possibili benefici per il benessere e la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer e dei loro famigliari e caregivers – afferma la Prof.ssa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh ETS – Questo tipo di esperienze sono in grado di riattivare emozioni che portano a ridurre il livello di ansia e stress legate alla malattia. I progetti svolti ed in corso di svolgimento nei Musei toscani e lombardi, inoltre, aiutano ad interrompere l’isolamento: i pazienti, con i rispettivi carer, escono di casa ed entrano in un nuovo ‘ambiente’, dove incontrano persone nella loro stessa situazione e dove possono stringere nuove relazioni e legami, andando a ricostruire quella dimensione di ‘condivisione’ che la malattia tende a spezzare”.
Sull’importanza dell’Arte e sul ruolo che essa ricopre nella “gestione” dei disturbi cognitivi – supportando i pazienti e venendo incontro ai bisogni di famigliari e caregivers – Airalzh ETS avverte la necessità di sviluppare una letteratura scientifica. Per questo dal 2024, a cadenza annuale, viene indetto il Bando “Art Therapy” con l’obiettivo di sviluppare Progetti di Ricerca sulle tecniche di arte-terapia nel trattamento di persone affette da Alzheimer o da Disturbo Cognitivo Lieve e portare ad un supporto scientifico importante per avvalorarne il valore come terapia non farmacologica.
Con il progetto della Dr.ssa Silvia Fostinelli – Ricercatrice Airalzh presso IRCCS Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia – avviato più di un anno fa, sono stati realizzati cicli di incontri programmati, dov’è stato progressivamente definito e affinato il percorso riabilitativo basato sull’utilizzo della carta e della carta riciclata come materiale espressivo. Le attività hanno coinvolto i partecipanti in esperienze creative strutturate che hanno favorito una partecipazione costante dei pazienti e la costruzione di un contesto di lavoro collaborativo nel quale è stato possibile stimolare attenzione, capacità di pianificazione, coordinazione motoria, creatività e interazione sociale, attraverso esperienze artistiche condivise. Le attività hanno permesso di porre solide basi al percorso artistico riabilitativo e favorire la prosecuzione delle successive fasi del progetto. Ad oggi è stata raggiunta una modalità operativa che garantisce continuità e replicabilità dell’intervento a tutti i successivi gruppi riabilitativi al quale si unisce una costante raccolta di tutti i dati psicologici e cognitivi che permetteranno una successiva valutazione degli esiti clinici attesi dal protocollo.
È in procinto di partire, invece, lo studio del Prof. Giorgio Giulio Fumagalli – Ricercatore Airalzh presso il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN) dell’Università degli Studi di Trento – con l’obiettivo di coinvolgere un gruppo di pazienti, soggetti a decadimento cognitivo lieve, che verranno invitati ad una seduta contemplativa di opere d’arte a cui seguirà un ciclo di attività creative basate sulle emozioni provate e sulla rielaborazione personale di ciò che è stato visto. Prima e dopo questo particolare percorso, il Team guidato
dal Prof. Fumagalli valuterà elementi quali memoria, attenzione, benessere emotivo, livelli di ansia ed attività cerebrali. L’obiettivo di questo Progetto di Ricerca è capire se l’esperienza contemplativa e quella creativa possano migliorare le prestazioni cognitive dei pazienti coinvolti, arrivando a ridurre ansia e produrre cambiamenti misurabili nel funzionamento del cervello. I risultati finali potranno contribuire ad introdurre nuove strategie di supporto per l’invecchiamento attivo. Nuovi approcci basati su creatività ed esperienza artistica andranno quindi ad affiancare le cure tradizionali.
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15 Set, 2026 | Comunicare il sociale
A scuola la sostenibilità può cominciare anche da un gesto apparentemente semplice. Sedersi a tavola, prendere un piatto di ceramica e riempire la propria borraccia. A Baronissi, in provincia di Salerno, la mensa scolastica sceglie di ridurre il ricorso al monouso e porta la cultura della sostenibilità direttamente tra i banchi. La scelta dei piatti in ceramica e delle borracce non è soltanto una questione organizzativa. È un’occasione educativa. Perché se un bambino impara a non utilizzare una bottiglia di plastica ogni volta che ha sete, o a utilizzare una stoviglia destinata a essere lavata e riutilizzata, la sostenibilità smette di essere una parola astratta e diventa un comportamento quotidiano.
La novità si inserisce nel servizio di refezione scolastica 2026/2027 del Comune di Baronissi, destinato agli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie che frequentano le classi con tempo scuola di 40 ore settimanali nei plessi in cui è previsto il servizio. Le iscrizioni sono state aperte a fine agosto. La mensa non è soltanto il luogo in cui viene consumato un pasto. È uno spazio di socialità, di autonomia e di apprendimento. I bambini imparano a stare insieme, a rispettare i tempi degli altri, a conoscere il cibo e, attraverso scelte come quella delle stoviglie riutilizzabili e delle borracce, possono familiarizzare con l’idea che anche le proprie abitudini hanno un impatto sull’ambiente. In questo senso la sostenibilità entra nella scuola non attraverso una lezione teorica, ma attraverso un gesto ripetuto ogni giorno. È un approccio che assume ancora più valore se si considera quanto sia importante costruire fin dall’infanzia una consapevolezza sul consumo delle risorse e sulla produzione dei rifiuti. Eliminare o ridurre il monouso significa infatti intervenire a monte, prima ancora che il rifiuto venga prodotto. E significa soprattutto abituare le nuove generazioni a considerare il riutilizzo come una pratica normale, non come un comportamento eccezionale.
La scelta riguarda anche il rapporto tra scuola e territorio. I servizi scolastici, infatti, sono una delle forme più concrete attraverso cui un’amministrazione comunale entra nella vita quotidiana delle famiglie. Se la sostenibilità viene praticata a scuola, coinvolge contemporaneamente bambini, insegnanti, personale della mensa e famiglie. Il comportamento appreso a pranzo può uscire dall’edificio scolastico e arrivare nelle case.
Un piatto di ceramica racconta che qualcosa non viene utilizzato e buttato via dopo un solo pasto, ma che torna a tavola il giorno successivo. La borraccia racconta la stessa idea. «Abbiamo scelto di investire sulla mensa scolastica perché la qualità della scuola passa anche dalla qualità dei servizi che ogni giorno offriamo ai nostri bambini. Con un investimento di circa 20 mila euro abbiamo acquistato otto lavastoviglie industriali e nuovi mobiletti in acciaio, intervenendo direttamente nei plessi che ospitano il servizio. È un investimento concreto, che migliora le condizioni di lavoro e rende più efficiente la gestione della refezione. Ma abbiamo voluto fare un passo in più anche per i nostri bambini, prevedendo piatti in ceramica. A seguire, dopo il 21 settembre, nei giorni successivi all’avvio della mensa, ci recheremo nelle scuole per consegnare anche le borracce ai bimbi che usufruiscono del servizio. Sono scelte che parlano di attenzione, qualità e rispetto per l’ambiente. Vogliamo che le loro famiglie possano contare su una refezione organizzata, funzionale e all’altezza delle aspettative», ha detto la sindaca di Baronissi, Anna Petta.
di Ciro Oliviero
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