12 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Prima una raccolta firme per chiedere più alberi, poi un percorso di partecipazione civica aperto soprattutto ai giovani. Nasce con questi obiettivi enJOY4all, una nuova associazione che punta a trasformare le idee dei cittadini in iniziative concrete per il territorio, mettendo al centro ambiente, inclusione e coinvolgimento della comunità.
Il debutto dell’associazione è coinciso con il lancio del progetto “7.000 Alberi per San Giorgio a Cremano”, una campagna che mira a sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza del verde pubblico e a promuovere un piano straordinario di piantumazione nel quinquennio 2026-2031.
L’obiettivo è quello di incrementare in maniera significativa il patrimonio arboreo cittadino, nella convinzione che gli alberi rappresentino uno strumento indispensabile per migliorare la qualità della vita. Più verde significa infatti contrastare le isole di calore, contribuire alla riduzione dell’anidride carbonica, migliorare la qualità dell’qria, favorire la biodiversità e rendere piazze, strade e parchi più vivibili e accoglienti, tutti temi che in questo momento di caldo estremo non possono che essere di interesse pubblico.
Per sostenere la proposta è stata avviata una raccolta firme aperta a tutti i cittadini. Il primo appuntamento qualche giorno fa ma ci saranno a breve andhe nuovi appuntamenti. Durante le varie iniziative sarà possibile sottoscrivere la petizione, conoscere nel dettaglio il progetto e confrontarsi con i volontari dell’associazione.
Ma la campagna rappresenta soltanto il primo passo. enJOY4all nasce infatti con l’ambizione di rafforzare il senso di comunità dando voce ai cittadini, in particolare ai più giovani, favorendo la partecipazione e creando una rete di collaborazione tra persone, associazioni e istituzioni. L’idea è quella di costruire un modello di cittadinanza attiva in cui le proposte possano trasformarsi in interventi concreti per una San Giorgio a Cremano più sostenibile, inclusiva e attenta ai bisogni del territorio.
di Nadia Labriola
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11 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
C’è chi lo trova su una panchina, chi all’uscita della stazione, chi vicino a un ospedale oppure sistemato da qualche parte in una piazza. E c’è chi, passando quasi per caso, decide di fermarsi, lo prende tra le mani e scopre che quel libro non è stato dimenticato, anzi, al contrario. È stato scelto, autografato e deliberatamente lasciato lì. O meglio, è stato ”liberato” con l’intento di ricominciare un nuovo viaggio.
L’iniziativa è partita un po’ di tempo fa ma continua a crescere in tutta Italia con successo: si chiama ”Libri in Giro” ed è una iniziativa ispirata al bookcrossing che negli ultimi anni ha dato vita a una vera e propria comunità di lettori accomunati dal desiderio di condividere storie, emozioni e cultura. Una buona pratica che, giorno dopo giorno, continua a conquistare nuovi territori e nuovi protagonisti.
Anche il Vesuviano entra sempre più spesso in questa mappa fatta di libri lasciati in libertà. Proprio di recente un volume è stato affidato al caso e alla curiosità dei passanti, a Portici, pronto a essere trovato da un nuovo lettore e, magari, rimesso nuovamente in circolo dopo la lettura. E poco prima un altro all’areoporto di Capodichino è finito in nuove mani, il tutto debitamente testimoniato, registrato e pubblicato sulla community virtuale su Facebook grazie alla quale la potenza dell’iniziativa non si affievolisce ma cresce e si espande.
Il meccanismo è semplicissimo: chi partecipa sceglie un libro, lo contrassegna con un numero identificativo e con il messaggio ormai diventato simbolo dell’niziativa: «Ciao, non mi sono perso, sono un libro in giro». Poi lo lascia in un luogo pubblico, aspettando che qualcun altro lo incontri lungo il suo cammino.
Più che uno scambio di libri, uno scambio di fiducia. Un gesto gratuito che restituisce valore agli oggetti, promuove la lettura e crea connessioni tra persone che probabilmente non si incontreranno mai, ma che finiscono per condividere la stessa storia attraverso le stesse pagine e che magari almeno virtualmente potranno stabilire una relazione a distanza.
L’idea è nata alcuni anni fa grazie a Ilaria Stoppielli, insegnante di lingue di Genova, che ha trasformato la propria passione per i libri in un progetto collettivo iniziando proprio dalla semplicità, dalla voglia di condividere la propria passione per la letteratura e da un gruppo su una community virtuale. Oggi il gruppo social dedicato all’iniziativa – LIBRI IN GIRO, appunto – conta migliaia di iscritti e ogni giorno vengono segnalati nuovi ”libri liberati” in ogni angolo d’Italia.
Il fenomeno continua ad allargarsi perché è semplice da replicare e non richiede altro che un libro già letto e la voglia di condividerlo. Dalle grandi città ai piccoli centri, dai parchi alle fermate dei mezzi pubblici, gli avvistamenti si moltiplicano e alimentano un passaparola che cresce senza campagne pubblicitarie, sostenuto soltanto dall’entusiasmo dei partecipanti.
Sono tante le storie nate da questi incontri casuali. C’è chi racconta di aver trovato il libro giusto nel momento giusto, chi lascia una dedica personale, chi decide di fotografarlo e pubblicarne il ritrovamento prima di rimetterlo nuovamente in viaggio.
Anche nel territorio vesuviano questa piccola rivoluzione silenziosa continua a mettere radici, confermando come la cultura possa diffondersi attraverso gesti semplici e accessibili a tutti. Un libro dimenticato su una panchina, in realtà, spesso non è affatto dimenticato: sta semplicemente aspettando il suo prossimo lettore.
Ed è forse proprio questo il segreto del successo di ”Libri in Giro”: trasformare un oggetto destinato a restare su uno scaffale in un’occasione di incontro, rendendo ogni città una biblioteca senza muri e ogni passante un potenziale protagonista di una nuova storia.
di Nadia Labriola
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11 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Due giornate speciali, in un contesto speciale, dedicate alla scoperta della scienza, all’inclusione e all’apprendimento attraverso il gioco. È questo lo spirito dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Dohrn e dall’associazione Luca Coscioni, che il 10 e l’11 ottobre proporranno una due giorni con un ricco programma di laboratori didattici dedicati ai più piccini.
L’appuntamento offrirà ai partecipanti un’esperienza pensata per avvicinare bambini, ragazzi e anche famiglie al mondo della ricerca scientifica attraverso attività pratiche, esperienze interattive e momenti di confronto destinati a piantare un seme attraverso l’esperienza ludica.
L’niziativa nasce appunto dalla collaborazione tra due realtà da tempo impegnate nella diffusione della cultura scientifica e nella promozione dei diritti, attraverso l’accessibilità e la partecipazione. Nel corso delle due giornate saranno infatti proposti laboratori progettati per stimolare curiosità, creatività e spirito di osservazione, trasformando l’apprendimento in un’esperienza divertente e coinvolgente, alla portata di tutti e con diversi obiettivi, non solo scientifici.
I laboratori saranno gratuiti ma sarà necessaria la prenotazione attraverso i canali ufficiali degli organizzatori tramite sito web.
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10 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Con l’arrivo delle settimane più calde dell’estate, con le città vuote e le fragilità più esposte, torna anche quest’anno ”Non siete soli”, il servizio promosso dalla Protezione Civile comunale per offrire supporto agli anziani, alle persone con disabilità e a tutti i cittadini che vivono condizioni di particolare fragilità o solitudine.
L’iniziativa ha preso il via il 5 agosto e resterà attiva fino al 6 settembre, garantendo un’assistenza quotidiana grazie all’impegno dei volontari della Protezione Civile. Il servizio è rivolto anche a persone con patologie cardiache, condizioni di immunodepressione o altre situazioni che rendono più difficile affrontare autonomamente la vita quotidiana, soprattutto durante il periodo estivo, con il caldo, la solitudine è talvolta con la difficoltà a reperire anche i servizi basilari.
L’obiettivo è, nella semplicità, offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. I volontari saranno infatti disponibili per l’acquisto e la consegna di generi alimentari e beni di prima necessità, il ritiro di ricette mediche e farmaci, il disbrigo di piccole commissioni e, più in generale, per fornire un punto di riferimento a chi vive momenti di difficoltà.
Il servizio sarà garantito dal lunedì alla domenica con tre volontari per ogni turno, nelle fasce orarie dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, assicurando così una presenza costante sul territorio e nelle vite di chi ne farà richiesta.
L’iniziativa viene riproposta con l’obiettivo, anche quest’anno, di rafforzare la rete di assistenza nei confronti delle persone più vulnerabili.
Il ritorno di ”Non siete soli” assume un significato ancora più importante alla luce delle continue ondate di calore che stanno caratterizzando queste settimane.
Per contattare i volontari è possibile telefonare ai numeri 081 5654735 e 081 5654742.
L’appello dell’amministrazione è quello di diffondere il più possibile queste informazioni tra parenti, vicini di casa e conoscenti che potrebbero beneficiare del servizio, in modo che nessuno venga lasciato solo.
di Nadia Labriola
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10 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Meno polistirolo, più tutela del mare e una filiera più moderna e sicura. A Portici prende il via un progetto che introduce cassette riutilizzabili e tracciabili per il settore ittico, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e promuovere un nuovo modello di gestione. Un piccolo cambiamento che, a ben guardare , tanto piccolo non è, e che è destinato a produrre effetti concreti sull’ambiente a breve e a lungo termine. Parte da quattro pescherie cittadine il percorso con cui Portici punta a dire addio, progressivamente, alle tradizionali cassette in polistirolo utilizzate nella filiera della pesca, sostituendole con contenitori riutilizzabili in polipropilene.
L’iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella tutela del mare e nella riduzione dei rifiuti prodotti dal comparto ittico.
Le prime cassette sono state consegnate alle due pescherie Sorrentino di via Malta e via Diaz, alla pescheria Da Salvatore di via Roma e alla pescheria Montagna di viale Michelangelo, attività che hanno scelto di aderire volontariamente al progetto. L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi FEAMP destinati al settore della pesca, con il contributo del Flag Litorale Miglio d’Oro, dell’Asl e della Capitaneria di Porto di Torre del Greco, che ha condiviso e sostenuto l’iniziativa fin dalle sue prime fasi. A rendere ancora più innovativo il progetto è il sistema di gestione delle nuove cassette. Il Comune di Portici, che ha sostenuto il progetto sin dalla fase embrionale, si è infatti dotato di un apposito macchinario per la sanificazione, così da consentirne il riutilizzo nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie. Ogni contenitore è inoltre dotato di un microchip che permetterà di monitorarne l’intero ciclo di vita, registrando i processi di sanificazione e garantendo la completa tracciabilità del prodotto.
L’obiettivo è per l’appunto quello di costruire una filiera sempre più sostenibile, limitando progressivamente l’utilizzo del polistirolo, materiale particolarmente impattante per l’ambiente se disperso, e promuovendo un modello più efficiente e rispettoso del mare.
Il progetto, destinato ad ampliarsi nei prossimi mesi, potrebbe coinvolgere anche i pescherecci e un numero crescente di pescherie del territorio, facendo di Portici una delle prime realtà italiane ad adottare un sistema di questo tipo: un’iniziativa che coniuga innovazione, sicurezza alimentare e salvaguardia dell’ambiente, dimostrando ”dal basso” e in maniera concreta come anche piccoli cambiamenti possano contribuire a costruire un futuro più sostenibile.
di Nadia Labriola
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10 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Può il dolore trasformarsi in un messaggio di speranza? E può farlo attraverso lo sport? La risposta è una, ed è sì.
Presso il complesso sportivo del San Gennaro dei Poveri di Napoli, si è svolto il primo Memorial Mohamed Keita, organizzato a un anno dalla scomparsa del giovane atleta di Arci Napoli Calcio.
Mohamed Keita, conosciuto da tutti come ”Pogba”, perse la vita il 22 luglio dello scorso anno a causa di un arresto cardiaco durante una partita di calcio. Una tragedia che colpì profondamente compagni di squadra, amici, l’intera comunità di accoglienza all’interno della quale il giovane migrante aveva trovato una seconda famiglia.
Le partite che si sono svolte durante il memorial hanno visto affrontarsi Arci Napoli Calcio, A.S.D. Napoli Nord e la Squadra dei Medici Napoli, ed è diventato un momento di condivisione, nel quale il calcio ha rappresentato il filo conduttore di un momento – molto più di un momento – fatto di integrazione, amicizia e rispetto: l’iniziativa ha voluto soprattutto ribadire il valore dello sport come strumento di inclusione sociale, capace di abbattere barriere, creare relazioni e costruire comunità. Un messaggio particolarmente significativo all’interno del Sistema di Accoglienza e Integrazione, che da anni promuove percorsi di crescita attraverso la pratica sportiva.
Particolarmente toccanti le parole dedicate al giovane atleta dagli organizzatori: il posto in squadra continua a essere il suo.
di Nadia Labriola
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