“Dove la solidarietà sa di casa”, evento a Gianturco

Mercoledì 17 giugno alle ore 19.00, presso il Binario della Solidarietà (Via Taddeo Da Sessa 93, Gianturco – Napoli), si terrà l’evento “Dove la solidarietà sa di casa”, promosso dalla Chiesa di Napoli insieme alla Caritas Diocesana di Napoli.

Sarà un’occasione speciale per ritrovarsi, condividere e riscoprire il valore della solidarietà come strumento concreto di vicinanza e attenzione verso le persone più fragili. In un tempo in cui il rischio dell’indifferenza è sempre dietro l’angolo, il volontariato rappresenta una risposta autentica ai bisogni della comunità: un gesto di responsabilità, partecipazione e cura che contribuisce a costruire relazioni, inclusione e speranza.

La serata si aprirà con un momento di preghiera guidato da P. Franco Beneduce, Vescovo Ausiliare di Napoli, cui seguirà una cena solidale, occasione di incontro e condivisione. Ad arricchire il momento di convivialità sarà il recital “Napoli in musica”, con le esibizioni di Mario Cavallini, M. Enzo Marciello (pianoforte), Luigi Amato (percussioni) e Paolo Caccavo (basso).

Per informazioni e prenotazioni: 347 849 8402

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Dieci laboratori per costruire il futuro del volontariato: UILDM lancia il ciclo intergenerazionale

Cambiare il volontariato dall’interno, passando il testimone senza disperdere l’esperienza accumulata. È l’ambizione che muove il ciclo di dieci laboratori intergenerazionali promosso dal Gruppo Giovani UILDM nell’ambito del progetto “Un ponte tra generazioni: la figura dell’EPE per la valorizzazione e la promozione del volontariato”, di cui FISH è partner.

Gli incontri – distribuiti in diverse regioni italiane – nascono con un doppio scopo: sostenere il ricambio generazionale nelle Sezioni UILDM e rafforzare le competenze dei volontari che ogni giorno lavorano per far conoscere l’associazione e le sue attività sul territorio nazionale. Destinatari sono i giovani con disabilità che intendono mettersi in gioco e contribuire attivamente a ridisegnare il futuro dell’organizzazione.

Il primo appuntamento è fissato per il 3 luglio a Lecco, in presenza. Nove tappe seguiranno nei mesi successivi, tessendo una rete che attraverserà l’Italia da nord a sud.

Chi volesse partecipare o segnalare candidati può scrivere a uildmrisponde@uildm.it.

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Pellegrini di Pace: Napoli premia la regista Kaouther Ben Hania, prima donna araba e africana a ricevere due nomination agli Oscar

Entra nel vivo la programmazione estiva del Premio Internazionale Pellegrini di Pace, l’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Napoli per sostenere percorsi permanenti di dialogo, giustizia sociale e legalità. Nel corso della conferenza stampa svoltasi al Salone Arcivescovile, è stato annunciato il riconoscimento alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, figura di spicco del cinema civile internazionale e prima donna araba e africana a ricevere due nomination agli Oscar. Il premio le verrà consegnato il prossimo 16 giugno (ore 18:00) nella Chiesa di San Giovanni Maggiore, in occasione della proiezione gratuita del suo film “La voce di Hind Rajab”, incentrato sulla tragedia dei civili e dei bambini nella Striscia di Gaza. L’evento fa parte di un fitto cartellone di appuntamenti che, fino a fine luglio, vedrà collaborare attivamente la Chiesa locale, il Comune di Napoli, l’Arciconfraternita dei Pellegrini e la Fondazione Napoli C’entro su temi che spaziano dalla geopolitica alla tutela dell’ambiente, fino ai linguaggi della musica e dei giovani.

 

I rappresentanti delle realtà coinvolte nel progetto hanno sottolineato il valore universale dell’iniziativa e la missione storica della città di Napoli in un momento internazionale estremamente drammatico. Mons. Gennaro Matino, Provicario dell’Arcidiocesi di Napoli, ha spiegato: “Perché la scelta di questa regista? Perché è un’autrice di estremo rispetto, prima donna del suo continente a ricevere la candidatura all’Oscar. L’abbiamo scelta per i significati che racconta nelle sue opere: la pace, la giustizia e il coraggio di narrare il limite del nostro tempo, in cui l’umano viene svenduto. La sua pellicola è uno squarcio significativo sul dolore che sta vivendo il popolo di Gaza; un dolore che spesso abbiamo dimenticato e che invece, con dignità e con forza, dobbiamo poter ricordare e raccontare”. Una visione che si sposa con la natura accogliente della città, come ha evidenziato Teresa Armato, Assessore al Turismo del Comune di Napoli: “È bellissimo che diverse istituzioni si mettano insieme per fare in modo che Napoli diventi un punto di riferimento nella costruzione di percorsi di pace ovunque nel mondo; per questo anche il Comune di Napoli partecipa con convinzione a questo progetto. Per tradizione, la nostra è una città aperta, del dialogo, in cui la multiculturalità è una realtà concreta. Napoli c’è sempre stata e storicamente ha sempre favorito l’integrazione di culture ed etnie diverse. È una città che accoglie, abituata al confronto tra valori, comportamenti e tradizioni; anzi, nei secoli, Napoli è stata capace di fare propria questa ricchezza, custodendone un pezzetto all’interno della sua stessa identità”.

 

L’urgenza di un’azione culturale forte di fronte ai conflitti attuali è stata rimarcata da Nino Daniele, Direttore del comitato scientifico del Premio: “La pace è il tema cruciale della nostra epoca. Una manciata di tiranni, bellicisti e guerrafondai sta stravolgendo l’ordine internazionale, il diritto internazionale e il diritto umanitario. Per questo, innanzitutto, dobbiamo occuparci e avere a cuore in ogni momento le vittime innocenti, i civili, che sono il tributo insopportabile che come umanità paghiamo a questo orrore, a questa brutalità, a questa barbarie. E poi perché questa è la missione storica di Napoli: Napoli è città della pace e, in un momento in cui il Mediterraneo può e deve tornare centrale, la nostra città ha il compito di essere un faro per il dialogo interculturale e interreligioso, contro ogni scontro di civiltà e di religione. In questo senso, le diverse anime culturali della città trovano nel premio un’importante leva e un momento di convergenza che vogliamo possa coinvolgere davvero tutta la cittadinanza”. Un appello alla concretezza e alla diplomazia rilanciato anche da Gianni Cacace, Primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, che ha richiamato i dati sul campo: “È fondamentale continuare a promuovere la pace. Di recente abbiamo promosso un incontro dedicato proprio alle vittime innocenti della guerra, durante il quale è emerso che, dall’inizio del conflitto tra Israele e Palestina, sono morti circa 20.000 bambini, oltre a 229 giornalisti e a moltissimi operatori sanitari. Questo drammatico bilancio accende i riflettori sulla morte dei più fragili e ci fa capire quanto sia urgente non fermarsi in questo impegno. Proprio stamattina i giornali riportano che continuano i bombardamenti in Ucraina, così come gli attacchi tra Israele e Iran: si bombarda da una parte e si dichiara di voler dialogare dall’altra. Noi, invece, stiamo esclusivamente dalla parte di chi vuole discutere davvero e di chi si siede al tavolo per affermare il diritto alla pace in tutto il mondo”.

 

Il viaggio del Premio sul territorio si articolerà attraverso sette appuntamenti principali che si svilupperanno tra università, teatri e piazze cittadine, con prenotazione obbligatoria per la serata del 16 giugno sul sito ufficiale pellegrinidipace.org. Si parte il 12 giugno alle ore 11:00 presso l’Aula G1 del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II con il convegno “Custodire le risorse naturali e costruire la pace”, incentrato sulla sostenibilità legata all’Agenda ONU 2030. Il momento centrale si terrà il 16 giugno alle ore 18:00 alla Chiesa di San Giovanni Maggiore con la proiezione del film e la consegna del riconoscimento a Kaouther Ben Hania. Il giorno successivo, il 17 giugno alle ore 18:00, il Teatro di San Carlo ospiterà “A Napoli la Musica Cambia!”, il Festival delle Orchestre Giovanili realizzato con la Fondazione Il Canto di Virgilio e il Pio Monte della Misericordia. Il 22 giugno alle ore 16:30, la Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini ospiterà la presentazione del libro “Acque e cibo: diritti al cuore della Pace” curato da Simona Pinton. Il calendario prosegue il 25 giugno alle ore 19:30 nella Chiesa di Donnaregina Nuova con un atteso dialogo sui temi della convivenza tra Mons. Gennaro Matino e l’Imam Massimo Abdallah Cozzolino, seguito dal concerto “Musica di pace. Un ponte tra Oriente e Occidente” con Maria Pia De Vito. Nel mese di luglio, l’8 luglio alle ore 19:00 al Binario della Solidarietà, verrà proiettato il documentario d’inchiesta di Karim Shah “Gaza: Doctors Under Attack”, in collaborazione con Medici di Strada e Sanitari per Gaza. La rassegna si chiuderà il 22 luglio alle ore 21:30 in Piazza Mercato con le “Serate di Nomadelfia”, uno spettacolo gratuito di teatro, musica e danza volto a testimoniare un modello concreto di condivisione, accoglienza e fraternità tra i popoli.

 

di Adriano Affinito

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NEET and WOMEN inside A.I., aperto il bando per 550 giovani e donne: candidature entro il 6 luglio

Sono aperte le candidature per partecipare ai percorsi formativi gratuiti del progetto NEET and WOMEN inside A.I. – Formazione, Inclusione e Innovazione, iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito dell’Avviso n. 3/2024 dedicato all’intelligenza artificiale e promossa da ANIS Regione Puglia in qualità di capofila.

Il bando mette a disposizione 550 posti destinati a giovani NEET tra i 15 e i 29 anni, non inseriti in percorsi di studio, formazione o lavoro, e a 300 donne tra i 20 e i 25 anni in condizioni di disoccupazione, inoccupazione o fragilità occupazionale. Particolare attenzione sarà riservata alle persone con disabilità, ai soggetti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati e a chi si trova in situazioni di rischio di esclusione sociale.

L’iniziativa nasce per offrire opportunità concrete di crescita personale e professionale attraverso l’acquisizione di competenze sempre più richieste nel mercato del lavoro. I partecipanti potranno scegliere uno o più percorsi formativi dedicati all’intelligenza artificiale, ai media digitali, all’analisi dei dati, alla creatività, all’innovazione e all’imprenditorialità, approfondendo anche temi legati all’uso consapevole delle tecnologie, alla privacy e ai nuovi modelli organizzativi del lavoro.

Le attività saranno completamente gratuite e si svolgeranno in presenza, online e in modalità mista, con il coinvolgimento di professionisti del settore, esperti di innovazione digitale e formatori specializzati. Accanto alle lezioni sono previsti laboratori pratici, percorsi di mentoring, attività collaborative, contest e hackathon, pensati per accompagnare i partecipanti nello sviluppo di competenze immediatamente spendibili nei contesti professionali e sociali.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro le ore 23.59 del 6 luglio 2026 a mezzo mail all’indirizzo neetandwomen.inside.ai@gmail.com. Ai partecipanti che frequenteranno almeno il 70% delle attività previste sarà rilasciato un attestato finale di partecipazione.

Il progetto NEET and WOMEN inside A.I. – Formazione, Inclusione e Innovazione è promosso da ANIS Regione Puglia APS in qualità di capofila e realizzato in partenariato con le associazioni Oltre le Mura, Crescere Insieme, Atlantis 27, FAIP, Fiadda, Fiadda Roma, FISH Calabria, FISH FVG, Fondazione Messina Ente Filantropico, Terni Digital. L’iniziativa è finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso n. 3/2024 per il finanziamento di progetti di rilevanza nazionale dedicati all’Intelligenza Artificiale, ai sensi dell’articolo 72 del Decreto Legislativo 117/2017.

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La “Partita con mamma e papà” compie dieci anni: gli istituti penitenziari si aprono alle famiglie

Torna anche nel 2026, ai primi di giugno, la “Partita con mamma e papà”, l’iniziativa con cui le carceri italiane si trasformano per qualche ora in luoghi di incontro, gioco e normalità. Ideata e promossa da Bambinisenzasbarre ETS, quest’anno arriva alla decima edizione, realizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

A chi guarda da fuori la Partita appare come una giornata di sport, mentre è il punto d’arrivo di un lavoro che parte mesi prima e viene sviluppato dentro il carcere dalle famiglie, dai detenuti, dai loro figli e dagli operatori penitenziari, e che prosegue poi attraverso i “Gruppi di parola”. Dietro le novanta minuti di gioco c’è dunque un percorso che intende ricucire un legame messo alla prova dalla detenzione.

L’iniziativa si inserisce nella campagna europea di sensibilizzazione “Non un mio crimine, ma una mia condanna”, che pone l’accento su una condizione spesso invisibile: i figli di genitori detenuti vivono una situazione che non deriva da una loro responsabilità, ma che incide profondamente sulla crescita, sui legami affettivi e sul benessere emotivo. L’obiettivo è che venga riconosciuto e tutelato il diritto dei bambini a mantenere una relazione significativa con i propri genitori, anche durante la pena.

I numeri raccontano una crescita costante. Nata nel 2015 con dodici istituti, cinquecento bambini e duecentocinquanta papà detenuti, l’iniziativa ha attraversato una sospensione durante la pandemia per riprendere nel 2022. A oggi sono state realizzate 563 “Partite con mamma e papà”, che hanno coinvolto 23.818 tra bambini e familiari. Dal 2024 il progetto si gioca anche in Europa con il nome di “Game with Mum and Dad”: trentotto partite in dieci Paesi, oltre all’Italia.

L’edizione 2026 è organizzata in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con il patrocinio di Regione Lombardia e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e con il sostegno di Poste Italiane e Fondazione Cariplo. Un appuntamento che l’associazione descrive come gesto collettivo di responsabilità verso i più piccoli.

Le “Partite con mamma e papà” in calendario

11 giugno 2026 Matera – C.C. – Via delle Cererie 24, Matera – h. 09:00

12 giugno 2026 Ivrea – C.C. – Corso Vercelli 165, Ivrea (To) – h. 15:30

13 giugno 2026 Milano – C.R. Opera – Via Camporgnago 40, Milano – h. 09:30 (alla Partita di Opera saranno eccezionalmente presenti 50 rappresentanti di altrettante Ong e istituzioni di 25 Paesi europei) Forlì – C.C. – Via della Rocca 4/6, Forlì – h. 14:00 Firenze – C.C. “Mario Gozzini” – Via G. Minervini 8, Firenze – h. 09:30 Pisa – C.C. – Via S. Giovanni Bosco 43, Pisa – h. 10:00

15 giugno 2026 Milano – C.C. San Vittore – Piazza Filangieri 2, Milano – h. 09:30 Genova – C.C. Marassi – Piazzale Marassi 2, Genova – h. 15:00 Aversa – C.R. – Via S. Francesco da Paola 2, Aversa (Ce) – h. 10:00 Palmi – C.C. – Via Trodio 1, Palmi (Rc) – h. 10:30

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Telefono Azzurro compie 39 anni: oltre 135mila casi raccontano le nuove fragilità di bambini e adolescenti

In quasi quarant’anni di attività ha ascoltato paure, sofferenze, richieste di aiuto e storie di riscatto di oltre 135mila bambini, adolescenti e famiglie. Oggi, nel giorno del suo 39° anniversario, Telefono Azzurro traccia un bilancio della propria esperienza e offre uno spaccato prezioso sull’evoluzione del disagio minorile in Italia.

Fondata nel 1987 dal professor Ernesto Caffo, la Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS è diventata nel tempo uno dei principali osservatori delle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese. Un patrimonio costruito attraverso l’ascolto diretto di oltre 135mila casi che raccontano come siano cambiate le fragilità delle nuove generazioni.

Se negli anni Ottanta e Novanta le richieste di aiuto riguardavano soprattutto maltrattamenti, violenze e conflitti familiari, oggi il quadro appare molto più complesso. Accanto alle emergenze tradizionali emergono con forza nuove forme di disagio: solitudine, isolamento sociale, ansia, fragilità emotive, difficoltà relazionali, paura del giudizio e problemi legati all’utilizzo delle tecnologie digitali.

«Da quasi quarant’anni ascoltiamo i bambini e gli adolescenti e, attraverso le loro voci, osserviamo i cambiamenti della società. Le problematiche non sono scomparse: si sono trasformate», spiega il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo. «Oggi alle forme tradizionali di disagio si affiancano nuove fragilità legate alla salute mentale, alla qualità delle relazioni e all’impatto della dimensione digitale».

I numeri confermano l’ampiezza dell’impegno della Fondazione. La storica linea gratuita 19696, il primo servizio dedicato ai minori attivato in Italia, ha gestito dalla sua nascita oltre 93mila casi. A questi si aggiungono quasi 40mila interventi effettuati dal numero di emergenza 114, operativo 24 ore su 24 per situazioni di pericolo immediato.

Tra le sfide più rilevanti degli ultimi anni c’è senza dubbio quella legata all’ambiente digitale. Internet e social network rappresentano ormai una parte integrante della vita quotidiana di bambini e adolescenti, ma espongono anche a nuovi rischi. Lo dimostrano i dati della hotline “Clicca e Segnala”, il servizio dedicato al contrasto degli abusi online sui minori: nell’ultimo anno sono state gestite 3.022 segnalazioni, di cui oltre tre quarti riguardavano materiale di abuso sessuale su minori.

Resta inoltre alta l’attenzione sul fenomeno dei bambini scomparsi. Dal 2009 il numero europeo 116.000, gestito in Italia da Telefono Azzurro, ha seguito 1.945 casi, supportando le famiglie e collaborando con le istituzioni nelle attività di ricerca.

L’esperienza accumulata in questi anni racconta una realtà in cui il disagio giovanile è diventato spesso meno visibile ma non meno profondo. Crescono infatti le forme di sofferenza silenziosa legate al benessere psicologico, all’autostima e alla capacità di costruire relazioni significative. Fragilità che richiedono nuove competenze educative, strumenti di prevenzione e spazi di ascolto capaci di intercettare il malessere prima che si trasformi in emergenza.

Un ruolo che ha recentemente ottenuto anche un importante riconoscimento istituzionale. L’AGCOM ha infatti individuato Telefono Azzurro come primo Trusted Flagger italiano per la fascia 0-18 anni nell’ambito del Digital Services Act europeo, affidandogli il compito di segnalare contenuti illeciti alle principali piattaforme digitali attraverso procedure prioritarie.

A un anno dal traguardo dei quarant’anni, la missione della Fondazione resta la stessa: essere al fianco dei bambini e degli adolescenti che chiedono aiuto, continuando a leggere, attraverso le loro voci, i cambiamenti della società. Perché ascoltare i più giovani significa comprendere non soltanto le difficoltà del presente, ma anche le sfide del futuro.

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