Napoli e la sfida di un volontariato strutturato L’INTERVISTA

 

Intervista a Chiara Marciani, assessora alle Politiche Giovanili, Lavoro e Politiche Sociali del Comune di Napoli 

Da un lato l’energia spontanea di una città che non smette di mobilitarsi, dall’altro la necessità di trasformare slanci solidali in reti stabili e coordinate. È qui che si gioca la sfida di Napoli, candidata a Capitale Italiana del Volontariato 2027. L’assessora traccia il quadro di un impegno diffuso ma ancora poco strutturato, soprattutto tra i giovani, e indica la rotta: più co-progettazione con il Terzo settore, servizi sociali rafforzati, tavoli permanenti e un’alleanza solida tra istituzioni e associazioni. Perché il volontariato diventi non solo risposta all’emergenza, ma leva stabile di crescita e inclusione per l’intera comunità.

Assessora, che fotografia fa oggi del volontariato napoletano?

«È un tema su cui stiamo lavorando molto. Dal punto di vista giovanile c’è una carenza organizzativa: esistono tante attività spontanee, ma non sempre strutturate come volontariato vero e proprio. Per questo è importante la sinergia tra politiche giovanili e sociali. Abbiamo anche siglato un accordo con Marsiglia sul volontariato giovanile e stiamo lavorando per rafforzare questo percorso nella nostra città».

Quanto pesa oggi il volontariato nel welfare cittadino?

«Sono tante le attività svolte, ma spesso spontanee. Il ruolo della pubblica amministrazione è renderle sinergiche e organizzate. Iniziative come il ‘giocattolo sospeso’ sono esempi di un impegno diffuso che, se coordinato meglio, può diventare un vero valore aggiunto».

Come state rendendo stabile l’alleanza con il Terzo settore?

«La co-progettazione è lo strumento principe. Si costruisce attraverso tavoli di confronto che permettono di programmare insieme le attività. Non lavoriamo da soli, ma con organizzazioni del terzo settore, Caritas e altri enti, per dare continuità agli interventi».

Come rendere il volontariato uno strumento di crescita per i giovani?

«Stiamo lavorando con le scuole attraverso i percorsi di Formazione Scuola Lavoro Aperto. Abbiamo aperto l’amministrazione ai ragazzi per avvicinarli alle istituzioni e trasmettere messaggi importanti, come la sicurezza sul lavoro e l’attenzione alla solidarietà. L’obiettivo è coinvolgerli direttamente in progetti concreti».

Inclusione e contrasto alla povertà: come coinvolgete le reti di volontariato?

«Le politiche sociali prevedono molti interventi, dai centri diurni ai progetti per le famiglie. Stiamo cercando di diversificare l’offerta in base alle esigenze delle diverse municipalità, perché ogni territorio ha caratteristiche specifiche».

Disabilità e pari opportunità: qual è la vostra strategia?

«Ci sono associazioni che realizzano progetti molto validi, ma spesso hanno durata limitata. L’obiettivo è garantire maggiore continuità attraverso una programmazione finanziaria più stabile, perché interrompere un servizio crea aspettative che poi restano deluse»

Qual è il ruolo delle associazioni nella tutela dei minori?

«È fondamentale. Abbiamo rafforzato le educative territoriali, aggiungendone quattro nelle aree con più minori, e stiamo immaginando educative di strada per intercettare i ragazzi nei luoghi di aggregazione e nei contesti più fragili»

Immigrazione e integrazione: quali azioni concrete?

«La consulta funziona bene. Stiamo lavorando alla sburocratizzazione, soprattutto su anagrafe e documenti, per garantire un accesso più semplice ai servizi. Abbiamo attivato tavoli dedicati a scuola e lavoro per portare avanti azioni concrete a sostegno dei migranti»

Come superare la logica emergenziale?

«L’emergenza è difficile da programmare, ma la flessibilità del volontariato è un aiuto importante. Stiamo rafforzando i servizi con nuove assunzioni di assistenti sociali, perché una struttura più solida permette di rispondere meglio anche alle emergenze».

Che valore ha la candidatura di Napoli a Capitale Italiana del Volontariato 2027?

«È un’occasione per valorizzare le realtà del territorio e rafforzare la co-programmazione. Stiamo mettendo un focus importante sui giovani per rendere il volontariato sempre più presente nelle nuove generazioni».

Se arrivasse il riconoscimento, quali azioni mettereste in campo?

«Vogliamo creare un tavolo permanente, non legato solo alla candidatura, per studiare e programmare progetti nel tempo. L’idea è costruire un calendario annuale di iniziative che renda il volontariato meno episodico e più strutturato».

Qual è la sfida più urgente?

«È difficile parlare di un’unica sfida. L’obiettivo è dare risposte concrete alle situazioni di difficoltà, creando progetti stabili a supporto delle famiglie. E mi piacerebbe dialogare di più con i giovani volontari, perché possono indicarci con chiarezza la strada da prendere».

 

di Adriano Affinito

 

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Aequa Spont Art – L’imperfezione come risorsa: tra arti spontanee e frontiere digitali

Nel cuore della Penisola Sorrentina nasce “Aequa Spont Art”, un progetto ambizioso che celebra l’arte spontanea e il valore dell’imperfezione come risposta alla standardizzazione digitale. Presentata lo scorso 21 marzo presso il Cinema Teatro Aequa di Vico Equense, l’iniziativa punta a creare un ponte tra tradizione manuale e nuove frontiere tecnologiche.
Supportato da istituzioni e accademici del calibro di Derrick de Kerkhove, il progetto sfida gli algoritmi estetici moderni per riscoprire l’autenticità umana. Il programma si articola in tre momenti chiave: una “Chiamata alle Arti” per scovare talenti nascosti, un’area museale digitale con certificazioni NFT e un festival finale ispirato al New Bauhaus Europeo. Coordinato dall’Associazione Opera aps, l’evento invita artisti e creativi a valorizzare l’errore non come limite, ma come nuova opportunità di dialogo e crescita territoriale.

In un’epoca dominata da immagini filtrate e canoni estetici dettati dai social, Vico Equense diventa il laboratorio di una controtendenza culturale. Con il progetto “Aequa Spont Art”, l’imperfezione non è più un difetto da correggere, ma un linguaggio creativo potente e necessario.
Durante la conferenza stampa, figure di rilievo come il Sindaco Giuseppe Aiello e il sociologo Derrick de Kerkhove hanno sottolineato come la vera creatività risieda proprio in ciò che sfugge al controllo delle macchine. L’iniziativa si propone di censire la “spontaneità” artistica del territorio attraverso una call aperta a tutte le discipline (dalla poesia alla glitch art), integrando poi queste espressioni in un ecosistema digitale d’avanguardia. Tra musica folk (con il gruppo La Terza Classe) e tecnologie NFT, il progetto dimostra che l’innovazione può – e deve – nutrirsi di radici umane e istintive per generare inclusione e valore sociale.

di Annatina Franzese

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Vico Ritiro restituito alla città: un hub culturale e partecipativo per costruire nuove opportunità

Un hub culturale necessario per la restituzione alla città di un luogo storico. Uno spazio pubblico che sarà al centro di progetti, idee, collaborazioni, con un occhio sempre aperto al sociale: Vico Ritiro non torna a vivere per caso, ma torna a vivere perché qualcuno ha scelto di prendersene cura. Una rete. Anzi, la Rete, quella di Comunità Vesuviana, una cordata di associazioni, consorzi, parrocchie, cooperative che sul territorio stanno lavorando per aprire spazi e opportunità, per costruire ponti e trovare risorse.
Vico Ritiro, dunque, sarà restituito alla città come centro polifunzionale e bene comune. Non si tratta di una semplice riapertura, ma dell’esito di un percorso condiviso.
Il progetto è promosso dalla cooperativa sociale Seme di Pace, con il sostegno della Fondazione Con i Bambini, e si inserisce nel lavoro, appunto, della Rete di Comunità Vesuviana, una costellazione di realtà attive nella rigenerazione culturale e sociale del territorio. Un’alleanza ampia che tiene insieme cooperative, associazioni, presìdi educativi e parrocchiali, dando concretezza all’idea di comunità educante.

Vico Ritiro nasce come presidio culturale e educativo rivolto in particolare ai giovani, ma con una vocazione aperta, trasversalebe perennemente in costruzione. Gli spazi ospiteranno aule studio, laboratori artistici e musicali, attività teatrali, corsi e un hub multimediale orientato alle competenze creative e digitali. A completare il progetto, un’area ristoro pensata come punto di incontro informale, capace di favorire relazioni oltre alle attività strutturate.

Il modello è esplicitamente partecipativo: i giovani non saranno semplici destinatari, ma saranno parte attiva nella costruzione delle proposte, e sin da adesso sono davvero numerose le associazioni e le organizzazioni che, anche non facendo ancora parte della Rete, stanno aderendo a progetti, presentazioni, iniziative.
Ed è proprio in questa direzione che si è mosso anche il primo incontro di presentazione che si è tenuto nei giorni scorsi e che ha coinvolto ragazzi tra i 16 e i 30 anni in una mattinata di visita, confronto e co-progettazione. Dai tavoli di lavoro è emersa con chiarezza una necessità: avere luoghi accessibili in cui potersi esprimere, incontrare e costruire idee, proprio come accaduto per Villa Fernandes.

«La riapertura di Vico Ritiro rappresenta un passaggio fondamentale» spiega Luigi Ciliberti, presidente della cooperativa sociale Culturadice, realtà parte integrante della Rete. «Parliamo di uno spazio vivo, in cui i giovani possano essere protagonisti reali. Solo attraverso il loro coinvolgimento diretto è possibile costruire una comunità capace di durare nel tempo. Il progetto – precisa Ciliberti – si inserisce in un processo più ampio di riqualificazione dell’area, in dialogo con altre esperienze attive sul territorio. Vico Ritiro si configura così come un’infrastruttura sociale: un luogo fisico, ma soprattutto un dispositivo di attivazione collettiva, destinato a crescere insieme a chi lo attraversa. Siamo convinti che solo attraverso l’ascolto reale e il coinvolgimento attivo dei più giovani sia possibile costruire una comunità educante solida e capace di generare impatto nel tempo».

di Nadia Labriola

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GenerAzione CreAttiva: il bando che trasforma la creatività in rivoluzione sociale per i giovani di Napoli

Dimenticate le statistiche polverose e il grigiore dei numeri che tentano di recintare il futuro: a Napoli la creatività scende in strada e si fa carne, ossigeno e rivoluzione gentile. GenerAzione CreAttiva non è un semplice bando, ma un manifesto di resistenza luminosa che trasforma il talento in un’arma di impegno e riscatto sociale.

Il progetto non è una semplice iniziativa accademica, ma una vera piattaforma di “ricerca-azione” che nasce tra i corridoi del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II per trasformare l’energia inespressa in partecipazione civica. Finanziato dalla Regione Campania, questo percorso gratuito si rivolge a sessanta giovani tra i 18 e i 35 anni, offrendo loro l’occasione di passare da spettatori a protagonisti del cambiamento culturale del proprio territorio. “Non vengono soltanto attivati percorsi creativi, ma vengono osservati e accompagnati i processi attraverso cui le nuove generazioni interpretano il presente e costruiscono nuove forme di cittadinanza. Comprendere queste dinamiche significa leggere la creatività non come semplice espressione artistica, ma come pratica sociale capace di incidere sulla partecipazione pubblica e di contrastare il disagio giovanile”, spiega il coordinatore scientifico del progetto, il sociologo Raffaele Savonardo.

Il cuore pulsante dell’esperienza si articola attraverso tre laboratori che fondono la tecnica professionale con una profonda indagine sociologica. In “La Voce del Quartiere”, il cinema diventa una lente d’ingrandimento: i partecipanti esplorano l’etnografia urbana e il giornalismo civico per tradurre le storie dei vicoli in cortometraggi, supportati dall’esperienza tecnica dell’Audiovisual Napoli Hub. Parallelamente, nel laboratorio “Ritmi di Cittadinanza”, le frequenze della musica urban e della canzone d’autore si trasformano in un esercizio di co-costruzione di significati. Qui, la scrittura dei testi e la produzione sonora, guidate da artisti del calibro di Lucariello e Giovanni Block, trovano casa nello storico Apogeo Sound Studio del Rione Sanità, trasformando ogni nota in un messaggio di impegno civile e individuale. “Viviamo un periodo particolarmente difficile dal punto di vista sociale e politico – afferma il cantautore Block – con il rischio che i giovani perdano il senso del futuro, dei sogni e della condivisione in uno spazio che sta lentamente svanendo. La nuova generazione è cresciuta con il contatto telematico, dove oggi tutto è social, tutto è online e ogni cosa sembra ridursi a un like. In questo contesto, iniziative come queste rappresentano un’importante occasione per ristabilire un principio di realtà, accendendo nel contempo una nuova speranza.”
Questa narrazione corale si completa con “Fotoracconto civico”, dove la fotografia sociale, coordinata da Pino Miraglia, agisce come un dispositivo di conoscenza per svelare le metamorfosi e le contraddizioni delle nostre città. Il progetto non si limita però all’aula o allo studio di registrazione, la dimensione artistica è arricchita da masterclass e dialoghi con interpreti della cultura italiana, come La Niña, che accompagneranno i giovani nella costruzione di una coscienza civile solida e consapevole.

Il futuro di questi nuovi talenti non rimarrà confinato nell’ombra; il progetto si chiuderà con un evento conclusivo che vedrà sul palco i giovani talenti emergenti. Il percorso prevede infatti una rete di visibilità straordinaria che va dalle frequenze di Radio Rai Live alla sperimentazione della nascente CreaTv, fino ad arrivare alle audizioni con le principali major discografiche in collaborazione con FIMI e MEI. Per chiunque voglia accettare questa sfida e reinventarsi attraverso i linguaggi espressivi, il termine ultimo per candidarsi è fissato al 30 marzo 2026. Il bando, consultabile sul sito del Dipartimento di Scienze Sociali Unina, rappresenta un’opportunità non solo per gli studenti di accademie e conservatori, ma anche per i giovani che, lontani dai percorsi tradizionali di studio e lavoro, desiderano trovare una direzione e fare la differenza nel presente.

di Carmela Cassese

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CONTROLLI DEI CARABINIERI NELLA “TERRA DEI FUOCHI”: SEQUESTRI E DENUNCE 

Prosegue l’attività di contrasto agli illeciti ambientali nell’area della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno condotto una serie di controlli mirati nell’ambito del piano di vigilanza sulle aree ritenute più esposte al fenomeno dello sversamento illecito di rifiuti.
Il particolare servizio si inserisce in un più ampio dispositivo di monitoraggio del territorio che, già nella giornata di ieri, aveva visto il supporto del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano, impegnato in attività di sorvolo finalizzata all’individuazione di possibili siti di interesse operativo. Le ricognizioni aeree hanno consentito ai militari a terra di concentrare l’attenzione su alcune aree agricole e urbane dove erano stati segnalati accumuli sospetti di rifiuti. Uno degli interventi più rilevanti è stato eseguito nel territorio di Francolise, nella frazione Sant’Andrea del Pizzone, in località via Case Sparse Lenza di Fuori. All’interno di un fondo agricolo, i Carabinieri hanno accertato la presenza di rifiuti abbandonati direttamente sul terreno. Tra i materiali rinvenuti figuravano rottami ferrosi, tubazioni in plastica, due carcasse di carrelli metallici e numerosi pneumatici fuori uso. L’area interessata, estesa per circa 255 metri quadrati, è stata immediatamente posta sotto sequestro. In tale circostanza è stata denunciata in stato di libertà la proprietaria del fondo per abbandono di rifiuti non pericolosi, reato previsto dal Codice dell’Ambiente. Il terreno è stato affidato alla stessa proprietaria in qualità di custode giudiziario, con l’obbligo di provvedere agli adempimenti previsti dall’autorità giudiziaria.

Un secondo intervento è stato effettuato a Castel Volturno, in via Ceracchi, all’interno del cortile di un’abitazione ormai in stato di abbandono. Anche qui i militari hanno riscontrato la presenza di materiale ferroso, rifiuti solidi urbani e pneumatici depositati senza alcun controllo.L’area interessata, di circa 200 metri quadrati, è stata sequestrata. Per i fatti sono stati denunciati in stato di libertà i proprietari dell’immobile, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali altri eredi o aventi titolo. Il sito è attualmente in fase di affidamento per la custodia giudiziaria e per le successive operazioni di ripristino.
Sempre nel territorio di Castel Volturno, i controlli si sono estesi anche a viale Lago Pergusa, dove i Carabinieri hanno individuato due distinti cumuli di rifiuti depositati in maniera incontrollata, uno sulla pubblica via e l’altro in una presunta area privata. Il materiale abbandonato era composto da rifiuti solidi urbani, plastica, tessuti, elettrodomestici di vario genere e perfino una piccola imbarcazione in stato di forte deterioramento. L’area complessiva interessata dallo sversamento, stimata in circa 200 metri quadrati, è stata delimitata e sottoposta a sequestro. La custodia giudiziaria del sito è stata affidata al sindaco pro tempore del Comune, per le successive attività di bonifica e messa in sicurezza.

I controlli hanno interessato anche il territorio di Mondragone, lungo la strada provinciale 259, nei pressi della rotonda che conduce verso Falciano e Sant’Andrea del Pizzone, in prossimità del fiume Savone.
In due diversi punti del margine stradale i militari hanno rinvenuto cumuli di rifiuti solidi urbani abbandonati senza alcuna forma di gestione. Le aree interessate, rispettivamente di circa 20 metri quadrati e 10 metri quadrati, sono state entrambe circoscritte e poste sotto sequestro. Anche in questo caso la custodia giudiziaria è stata affidata al sindaco pro tempore del Comune di Mondragone, con l’obiettivo di garantire la bonifica e la rimozione dei materiali. Tutte le operazioni sono state immediatamente comunicate all’Autorità Giudiziaria, informata dai reparti dell’Arma che stanno procedendo agli ulteriori accertamenti investigativi.
L’azione dei Carabinieri si inserisce nel quadro delle strategie di contrasto ai reati ambientali che continuano a interessare alcune aree della provincia di Caserta. L’obiettivo è individuare i responsabili degli sversamenti illegali e ripristinare le condizioni di sicurezza ambientale nei territori maggiormente esposti al fenomeno.

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Castellammare di Stabia: Rifiuthlon sul lungomare, sport e ambiente per i giovani

Castellammare di Stabia si prepara a un weekend green con la “Festa delle Spiagge Pulite”, organizzata da Assoutenti Campania, in collaborazione con AICS e Assoutenti Nazionale. Sabato 28 marzo, dalle ore 10:00, sul lungomare, l’evento Rifiuthlon approda nel Golfo di Napoli coinvolgendo gli alunni degli Istituti scolastici locali. Non si tratta di una semplice pulizia della spiaggia, ma di un format innovativo che unisce fitness ecologico, sport e sensibilizzazione ambientale. I partecipanti, soprattutto giovani studenti, parteciperanno a corse e attività ludiche per promuovere il rispetto dell’ambiente e la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti. L’evento mira a educare le nuove generazioni al corretto smaltimento dei rifiuti, rendendo l’impegno ambientale divertente e collettivo. Coinvolge realtà come AiCS Ambiente e Assoutenti, con il supporto di scuole del territorio stabiese, per una mattinata aperta a tutti.

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