Vùci, il progetto che trasforma il dono in opportunità

Una voce che racconta capacità, impegno e futuro. Una voce che parla di lavoro, autonomia e partecipazione. Nasce Vùci – Dove il talento si fa sentire, il progetto condiviso dalle cooperative sociali ConSenso di Caltanissetta e Borgo Blu di Mazara del Vallo, realtà impegnate nella costruzione di percorsi di crescita, inclusione e inserimento lavorativo per persone con disabilità e fragilità. Vùci non è soltanto un nome. È un messaggio e una visione comune. In dialetto siciliano significa “voce” e rappresenta la volontà di dare spazio e riconoscimento ai talenti che troppo spesso rimangono inascoltati. Talenti che, quando incontrano opportunità concrete, esprimono competenza, professionalità e capacità di contribuire attivamente alla vita della comunità.

Il progetto nasce dall’incontro tra due esperienze che negli anni hanno fatto dell’inclusione il proprio impegno quotidiano. Da un lato ConSenso, impegnata nella promozione di percorsi di vita adulta e inclusione lavorativa per giovani con autismo e altre disabilità; dall’altro Borgo Blu, realtà siciliana che ha sviluppato servizi educativi, formativi e produttivi finalizzati a creare opportunità di crescita e lavoro per persone con disabilità e situazioni di fragilità. La prima iniziativa che porta il nome di Vùci è una box natalizia solidale che racchiude alcuni dei prodotti simbolo delle due cooperative: la pasta artigianale de “L’Arte dei Primi”, la passata di pomodoro e i biscotti alle mandorle del Biscottificio Borgo Blu. Prodotti che rappresentano non soltanto l’eccellenza delle lavorazioni artigianali, ma il risultato concreto di percorsi di formazione e lavoro capaci di generare autonomia, competenze e inclusione.

Ogni confezione racconta infatti una storia fatta di impegno quotidiano, obiettivi raggiunti e possibilità costruite passo dopo passo. Acquistare la box significa contribuire a sostenere nuove opportunità formative e occupazionali, trasformando il tradizionale regalo natalizio in un gesto capace di produrre valore sociale.

L’iniziativa è rivolta sia ai privati sia alle aziende che desiderano scegliere per collaboratori, clienti e partner un dono che unisca qualità, territorio e responsabilità sociale. «Vùci nasce per dare voce alle capacità delle persone e dimostrare che l’inclusione può diventare realtà quando si creano occasioni concrete di crescita e lavoro. Dietro ogni prodotto ci sono storie di impegno, percorsi di autonomia e talenti che meritano di essere riconosciuti e valorizzati», affermano Roberta Italiano, referente della cooperativa sociale ConSenso, e Pietro Titone, presidente della cooperativa sociale Borgo Blu.

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“ALICE O IL MONDO ALLA ROVESCIA” IL NUOVO SPETTACOLO DELLA SCUOLA ELEMENTARE DEL TEATRO

Tre date e altrettanti sold out. Parte sulle ali dell’entusiasmo “Alice o il mondo alla rovescia”, il nuovo spettacolo della Compagnia della Scuola Elementare del Teatro diretta dal regista, drammaturgo e pedagogista Davide Iodice, coprodotto con il Teatro di Napoli–Teatro Nazionale e la Fondazione Campania dei Festival, in programma dal 6 all’8 novembre al teatro Colosimo di Napoli.

Un appuntamento molto atteso, anche alla luce dello straordinario successo di “Pinocchio, cos’è una Persona?”, premio Ubu e dell’Associazione Nazionale dei Critici nel 2024, il precedente lavoro di un’emozionante formazione teatrale composta da attori con disabilità fisiche e intellettive o in situazioni di fragilità sociali ed economiche. In questo caso, nel libero passaggio ispirativo da Collodi a Lewis Carroll, i temi principali diventano il confine e la scelta tra il possibile e l’impossibile, tra convenzione del reale e illimitata libertà della fantasia, tra frammentazione e integrità di un’identità risvegliata a sé stessa. E il segreto, come sempre, è “circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie”.

Un luogo incantato, come lo è ora il teatro dell’istituto Colosimo, sede stabile assegnata alla Scuola elementare del Teatro nel mese di luglio su input dell’Assessore alla Cultura della Regione Campania, in coordinamento con gli Assessori alle Politiche Sociali e al Patrimonio, e di concerto con la Città Metropolitana di Napoli.

Grazie al finanziamento della Regione Campania e a un modello di governance partecipativa, che mette in rete il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, il Teatro Trianon Viviani e la Fondazione Campania dei Festival – senza dimenticare il sostegno e la collaborazione di F.O.R.G.A.T. ODV, della Fondazione Eduardo De Filippo, di Interno5 e dell’Asilo-Comunità di lavoratrici e lavoratori dell’arte, della cultura e dello spettacolo – questo spazio ideale assicura così il pieno e organico sviluppo di tutte le attività incentrate sul sistema pedagogico di arte e partecipazione gratuita che non a caso prende il nome di Teatro delle Persone.

Dopo il debutto di “Alice o il mondo alla rovescia”, che martedì è atteso anche al teatro Piccinni di Bari, dove si preannuncia il quarto sold out consecutivo, partirà infatti dal 16 novembre al Colosimo “Ascolto”, il primo degli 8 cicli laboratoriali che, attraverso incontri periodici di sostegno e confronto, ha l’obiettivo di estendere la dimensione pedagogica della Scuola alle famiglie e alle persone che accompagnano quotidianamente nel loro percorso gli allievi con disabilità. Seguiranno altri 7 workshop, ognuno dei quali è parte di un tutto. In “Vocazione”, ad esempio, il teatro è declinato come processo di conoscenza e strumento di benessere individuale e collettivo, in grado di riconoscere e far emergere talenti, linguaggi, natura, attitudini, necessità espressive e relazionali. Ha una dimensione teatrale anche “Officina”, aperto a gruppi informali e compagnie, che mette in relazione lavoratori e lavoratrici delle arti della scena, ponendo le basi per la costruzione di una comunità e di sinergie. “Corpo unico” è invece il ciclo dedicato alla danza e alla comunicazione non verbale, rivolto a persone con e senza disabilità che abbiano voglia di sperimentare le proprie possibilità espressive, tentando così di trasformare il limite in un’opportunità sconosciuta. La musica come forma primaria di relazione sociale è sviluppata in “Orchestria” e “Musicaria”, laboratori che hanno l’obiettivo di creare una vera e propria orchestra eterogenea e di guidare scelte e passioni, costruendo anche strumenti originali con tecniche di riciclo e tecnologie contemporanee. “Invisibile” coinvolge prioritariamente persone non vedenti e ipovedenti, esplora percezione, immaginazione, presenza e relazione attraverso le pratiche del teatro sensoriale, mentre “Tutto il mondo è paese”, workshop interculturale rivolto a ragazze e ragazzi italiani e stranieri tra i 15 e i 25 anni, crea uno spazio d’incontro dove le differenze linguistiche e culturali diventano una risorsa.

Poi, nel caso di “Alice o il mondo alla rovescia”, il Paese diventa quello delle Meraviglie, regno di una fantasia senza freni, dove le sliding doors non sono giochi imprevedibili del destino, ma occasioni straordinarie per esplorare territori misteriosi, luoghi nascosti dell’anima, impenetrabili in assenza di sensibilità. Dove si può anche scivolare qualche volta nelle buche della vita, inseguire sogni o strade che non portano da nessuna parte, ma si avrà sempre la possibilità di comprendere quanta forza ci sia nella fragilità e quanto sia debole l’esercizio di un transitorio ed effimero potere. Davide Iodice ce lo ricorda ancora una volta in questo nuovo spettacolo, nel quale non può esserci creazione senza illusione, non può esserci poesia senza utopia.

 

 

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La Staffetta dei diritti Bellocchio fa tappa a Torre del Greco

Soffia il vento della Pace a Torre del Greco con la tappa speciale della Staffetta dei diritti Luigi Bellocchio tenutasi ieri nella città corallina. La manifestazione è giunta alla decima edizione ed è promossa dal laboratorio regionale Città dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano. L’evento, in memoria dello studioso pugliese che ha dedicato la vita alla pace e ai diritti, quest’anno ruota attorno al tema “A vele spiegate verso la pace”. Così tutti gli istituti comprensivi del territorio hanno realizzato le loro “vele per la pace”, unite prima nella marcia che dalla zona degli ex Molini meridionali Marzoli ha portato i partecipanti all’hotel Poseidon, e poi in un angolo della sala posta al quarto piano della struttura alberghiera, dove sono stati sistemati tutti i lavori realizzati dai ragazzi, alunni che hanno avuto modo di esprimersi anche attraverso apposite performance. Si è partiti dagli Ex Molini con la sfilata degli sbandieratori e il suono dei tamburi, che hanno preceduto la simbolica accensione del braciere, seguita dal corteo degli studenti fino al Poseidon.

Qui l’amministrazione comunale del sindaco Luigi Mennella ha ricevuto il testimone dal Comune di Sant’Anastasia (sede della precedente frazione). A rappresentare i due enti, gli assessori Mariateresa Sorrentino (titolare delle deleghe a pubblica istruzione e politiche sociali a Torre del Greco) e Luisa Annibale (responsabile per le politiche sociali e le politiche giovanili a Sant’Anastasia). «Siamo stati felici – le parole dell’assessore Sorrentino – di accogliere anche quest’anno una tappa della staffetta dei diritti. Mai come in questi momenti, è importante parlare di pace ai nostri ragazzi. Un ringraziamento a tutti coloro i quali hanno reso possibile lo svolgimento della manifestazione, a partire dall’ufficio pubblica istruzione, insieme alla polizia municipale per il supporto reso nella fase di trasferimento». Presenti anche il consigliere delegato per San Giorgio a Cremano, Giovanni Caiazzo, e una rappresentativa della Capitaneria di porto. La Staffetta ha lo scopo di avvicinare i ragazzi, fin da piccoli, al tema dei diritti e della pace nel mondo, vista la situazione di grande criticità nei vari paesi in guerra. La chiusura è affidata ad un’esibizione danzante che idealmente è servita a dare appuntamento alla prossima tappa, quella in programma per oggi quando Torre del Greco sarà ospitata ad Ercolano.

di Francesca Mari

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Somma Vesuviana, sversamenti illeciti: sette denunciati e sei sequestri in un mese

Sette persone denunciate e sei sequestri tra veicoli e beni nell’arco di un mese. È il bilancio dell’attività della Polizia Municipale di Somma Vesuviana contro l’abbandono e lo sversamento incontrollato di rifiuti sul territorio comunale. Le indagini, affidate agli operatori del Nucleo di Polizia Giudiziaria e Tutela Ambientale, si sono servite delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, delle fototrappole e di servizi di controllo mirati.

Il risultato di maggior rilievo riguarda un uomo che il Comando teneva sotto osservazione da tempo. Gli agenti, insieme al Nucleo dei Carabinieri Forestale, avevano raccolto elementi sul suo conto nell’ambito di un’attività investigativa sviluppata negli ultimi mesi, dopo gli incendi e gli abbandoni di rifiuti che hanno colpito il territorio durante l’estate. L’uomo è stato individuato come autore di un nuovo episodio di sversamento illecito, accertato attraverso le telecamere, ed è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Il veicolo utilizzato è stato sequestrato.

Numerosi anche gli interventi per i rifiuti e le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, i cosiddetti RAEE, lasciati all’esterno del Centro Comunale di Raccolta. Le immagini registrate hanno permesso di identificare i veicoli e di risalire agli autori, per i quali è scattata la comunicazione della notizia di reato all’Autorità giudiziaria, con il sequestro dei mezzi.

«Questi risultati portano la firma della Polizia Municipale, che ringrazio insieme ai Carabinieri Forestali per un lavoro paziente, condotto per mesi con metodo e senza clamore», dichiara la sindaca di Somma Vesuviana, Silvia Svanera. «Chi sversa rifiuti nelle nostre campagne, o li abbandona davanti al centro di raccolta a pochi passi da dove potrebbe conferirli secondo le regole, offende un’intera comunità e mette a rischio la salute di tutti. La scorsa estate abbiamo visto quanto possa costare questa incuria, con gli incendi che hanno minacciato il territorio. Chi inquina sappia che le telecamere guardano e che la Polizia Municipale continuerà a cercarlo, con controlli sempre più mirati nelle zone più colpite».

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CHIAIANO SI TRASFORMA IN UN TEATRO A CIELO APERTO: AL VIA IL V FESTIVAL “MINUSCOLI MAIUSCOLI”

Il quartiere di Chiaiano si trasforma in un vero e proprio teatro a cielo aperto. Dal 6 novembre e fino al 5 dicembre 2026, prende il via la quinta edizione del Festival “Minuscoli Maiuscoli-Oltre la Luna. Un’epica rock di comunità”, progetto curato dalla compagnia Il Teatro nel Baule in collaborazione con Cgd Napoli ets e I.c. Giovanni XXIII e promosso nell’ambito dell’Avviso pubblico FNSV 2026 del Comune di Napoli. Il tema della stagione sarà “Il rock, l’avventura e l’epico”, attorno al quale ruoteranno in modo corale tutti gli eventi dell’edizione 2026. Attraverso l’energia e lo spirito di ribellione del rock, il fascino del viaggio avventuroso e la riscoperta di un’epica quotidiana e partecipata, gli spettacoli e i laboratori accompagneranno il pubblico in un’esplorazione straordinaria, trasformando le storie individuali e collettive del territorio in forme di ricostruzione sociale, resistenza culturale e narrazione condivisa.

L’iniziativa punta a riappropriarsi degli spazi urbani e relazionali attraverso un viaggio tra mito, memoria, musica e immaginazione alla ricerca delle “cose perdute”. La rassegna sarà ospitata da diverse location – a partire dall’Auditorium Giovanni XXIII e la Casa di Riposo Green House, fino al mercato rionale e alle scuole – scenari diffusi per spettacoli e pratiche partecipative capaci di far interagire bambini, adolescenti, famiglie e anziani. Gli spettacoli dal vivo attraverseranno luoghi convenzionali e insoliti del territorio con proposte pensate per ogni fascia d’età, sviluppando un dialogo intergenerazionale con cui tessere legami tra gli strati sociali del territorio. Anziani e bambini mescoleranno le loro età, costruendo assieme progetti di drammaturgia per raccontare le rispettive età e punti di vista. E poi spettacoli per non vedenti e ipovedenti, focus su culture internazionali, progetti di arte su emancipazione femminile e resistenza sociale.

Si parte con gli eventi il 6 novembre alle ore 17 con Club27 (di e con Ippolito Chiarello) nella Casa di riposo Green House (Via G.A. Campano, 62), con repliche il 7 novembre (alle 11 presso il Mercato di Chiaiano e alle 19 all’Auditorium Giovanni XXIII). Un viaggio radiofonico e teatrale nella memoria e nei miti del rock condotto da un dj notturno che evoca leggende come Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, Jeff Buckley, Elvis Presley, Andy Warhol. Ippolito Chiarello riporta in vita i miti del club 27 attraverso la loro musica, le parole, le suggestioni di una notte molto rock, senza tempo e senza spazio, in cui protagonista è il teatro e il suo pubblico. Sarà poi la volta di Passaggio Segreto (produzione de Il Teatro nel Baule) all’Auditorium Giovanni XXIII, il 14 e 15 novembre, ore 16.30 e ore 18: una straordinaria esplorazione sonoro-tattile accessibile a persone cieche e ipovedenti, un’esperienza poetica e sensoriale a occhi chiusi articolata in tre stanze (L’Amore, La Morte e L’Universo) con suoni e voci registrate in microfono binaurale. La regia dello spettacolo è affidata a Sebastiano Coticelli e Simona Di Maio, e con Caterina Modafferi, Ludovica Sodo, Lucia Straccamore. Il 18 e 19 novembre, ore 11, sempre all’Auditorium, Bambine Ribelli (produzione Il Teatro nel Baule, per la regia di Simona Di Maio, con Angelica Di Ruocco, Melissa Di Genova, Carla Guardascione): un viaggio scenico attraverso sette biografie femminili, storie di coraggio, sfide superate e sogni realizzati. Il 26 e 27 novembre (ore 10 e ore 11) e il 28 novembre alle 17, all’Auditorium, lo spettacolo Musica per i piccoli amanti del Rock (produzione La Fabbrica del Divertimento), un viaggio musicale immersivo alla scoperta dei suoni del mare e dell’avventura, durante il quale bambini, insegnanti e famiglie saranno coinvolti attraverso body percussion, oggetti sonori e un repertorio rock internazionale e partenopeo. Il 29 novembre alle 17, tocca a Il Viaggio incantato (produzione Coffee Brecht), spettacolo che nasce grazie al contributo della fantasia degli spettatori di adulti e bambini, il pubblico sarà sempre chiamato a dare input e suggerimenti per portare il protagonista alla fine del suo viaggio. Si chiude il 5 dicembre alle 17 con Parata Rock-Romantica del quartiere con i Beaters, la tribut band dei Beatles, con concerto finale, abiti di scena e strumenti vintage per rievocare l’atmosfera della Beatlemania: dalle grandi hit alle B-sides, dalle versioni live alle rarità Anthology e BBC.

«Oltre la Luna è un invito a metterci in cammino insieme alla ricerca di ciò che spesso rischiamo di smarrire, desideri, coraggio, memorie e relazioni – sottolineano i fondatori e direttori artistici del progetto Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli – Abbiamo immaginato un festival profondamente partecipativo, accessibile a tutti, dove lo spettatore non è mai un semplice fruitore di passaggio, ma il cuore stesso dell’azione scenica. Trasformiamo il territorio in un cantiere aperto di bellezza, inclusione e condivisione. Chiaiano non è dunque solo cornice del festival, ma protagonista pulsante, culla nella quale la comunità possa riscoprirsi parte attiva di un unico, grande racconto».

Non solo spettacoli. La rassegna offre una serie di laboratori e attività formative, che coinvolgeranno l’intera comunità in percorsi continuativi (tutti accessibili a persone diversamente abili). Le iniziative laboratoriali costituiscono il nucleo strutturale del festival: bambini, adolescenti, adulti e anziani, condotti da professionisti del settore, intrecceranno teatro, musica, scrittura, tessile e scenotecnica, valorizzando la memoria e la creatività come strumenti di relazione e costruzione collettiva. I percorsi confluiranno in azioni performative e restituzioni pubbliche, fino alla mostra e alla parata finale.

L’inizio è affidato a Battiti in bottiglia (corso di body percussion per bambini) il 3, 4, 9, 24, 25, 26 novembre nella scuola primaria Giovanni XXIII. Con Michela Miccio, corpo, voce, strumenti e materiali semplici per scoprire la ricchezza sonora del nostro quotidiano: il lavoro confluirà nella parata finale del 5 dicembre.

Telemaco sulla Luna (corso di teatro per ragazzi), tutti i giovedì fino al 3 dicembre dalle 17 alle 19, all’Auditorium Giovanni XXIII. Con Melissa Di Genova e Simona Di Maio. Sviluppa un percorso intergenerazionale tra gli adolescenti del Punto Luce e gli anziani della Casa di Riposo Green House, trasformando i ricordi in drammaturgia originale.

Suggestivo sarà il percorso intitolato Penelope e l’Atlante tessile dei luoghi sconosciuti (corso di cucito narrativo per donne e madri over 18), tutti i mercoledì fino al 25 novembre (ore 17-19), con Maria Isabel Albertini, ispirato alla tecnica delle Arpilleras cilene, ovvero opere di stoffa che le donne cilene cucivano negli anni Settanta dando voce al dissenso verso il regime dittatoriale di Pinochet, e con cui raccontavano la realtà di quegli anni attraverso l’arte tessile: arpillera è una parola spagnola che indica la tela grezza, il materiale base poi arricchito da stoffe e materiali di riuso, per celebrare il potere dell’arte come atto di rinascita individuale e memoria collettiva. A Chiaiano, il ricamo e il riuso di stoffe serviranno a costruire mappe emotive e collettive del quartiere. Il tema centrale è mettersi in dialogo per raccontare ciò che è stato perduto e che si desidera ritrovare, attraverso una mappa visiva che condurrà l’intera comunità a tessere un’enorme opera di tappezzeria dove colori, fili e aghi lasceranno la traccia di ciò che si racconta, perché sia sempre possibile recuperare il proprio mondo interiore e metterlo in condivisione con gli altri.

Ulisse: viaggio su corde e metallo (corso di scenotecnica), fino al 17 novembre. Insieme a Francesco Felaco, il progetto sarà occasione per elaborare un’altra grande installazione cittadina, la scala verso la Luna, una struttura simbolica e dispositivo scenico permanente.

Infine Abitare la stessa Luna (workshop pratico e tavola rotonda), il 5 dicembre ore 9-16 all’Auditorium Giovanni XXIII, aperto a insegnanti, educatori, attori, artisti, registi. Un momento di confronto su infanzia e terza età tra arte, educazione e cura attraverso pratiche che uniscono generazioni e linguaggi creativi.

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Festival della Migrazione: tredici città in sei regioni per raccontare le donne migranti

Tredici città, sei regioni, undici giorni di appuntamenti. L’undicesima edizione del Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre 2026, si conferma un laboratorio nazionale di riflessione sulle migrazioni. Al centro ci sono le donne migranti: il titolo scelto, «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture», mette in primo piano le storie e i diritti di chi arriva, lavora, cura e costruisce comunità nel nostro Paese.

Promosso da Fondazione Migrantes della Cei che sostiene l’iniziativa fin dalla sua nascita, Associazione Porta Aperta di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, il Festival nasce come voce consapevole della società civile sui fenomeni migratori. L’obiettivo è portare nel dibattito pubblico studio, testimonianze e proposte, al di là delle contrapposizioni di parte.

«Il Festival – spiega Edoardo Patriarca, presidente del coordinamento del Festival della Migrazione – è nato con il desiderio di offrire al Paese uno spazio serio, plurale e umano di riflessione sui fenomeni migratori. In questi anni abbiamo cercato di costruire un luogo di dialogo capace di tenere insieme competenza, testimonianza, cultura, responsabilità civile e attenzione alle persone. L’edizione 2026 sarà dedicata in modo particolare all’esperienza delle donne nei percorsi migratori: alle loro fatiche, ai diritti spesso negati, alle forme di resilienza, ma anche al protagonismo e alla ricchezza che tante donne portano nelle nostre comunità».

Il Direttore Generale di Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, conferma: «La Fondazione Migrantes sostiene sin dai primi passi il Festival della Migrazione, che nel frattempo si è esteso oltre i confini dell’Emilia-Romagna. Ne siamo spiritualmente e umanamente contenti. Perché è un evento che fa stare la gente insieme, raduna fisicamente le persone, anche i giovani di cui si parla tanto in questi giorni. Per parlare, per confrontarsi dati e storie alla mano, senza slogan superficiali, ma andando a fondo nelle questioni».

Negli anni il Festival è cresciuto, coinvolgendo città in molte regioni del Paese, scuole, università, enti del Terzo Settore, realtà ecclesiali, istituzioni, associazioni e cittadini. La Medaglia del Presidente della Repubblica, riconosciuta al Festival nelle precedenti edizioni, e i messaggi di Papa Francesco e Papa Leone degli ultimi anni rappresentano un segno prezioso di attenzione e di incoraggiamento.

Pillole di programma

Nato a Modena, il Festival è oggi una rete che attraversa il Paese. Dopo il prequel di Roma, con una presentazione ai media, quest’anno il programma tocca Modena, Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Forlì in Emilia-Romagna, e poi Milano, Genova, Rovigo, Firenze, Lucca e Perugia, tra Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana e Umbria. Tre le città alla prima partecipazione: Genova, Perugia e Parma. Collaborano gli atenei di Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze, Perugia e la Statale di Milano.

Milano ospita due appuntamenti. Domenica 8 novembre la Comunità di Sant’Egidio propone «Con gli occhi delle donne migranti». Giovedì 12 novembre, alle 15.30 alla Casa della Cultura, va in scena «Donne che bruciano le frontiere. Memorie e mobilitazioni nel Mediterraneo»: un dialogo tra l’autrice Silvia Di Meo, Bintou Touré (FreeFemmes) e il sociologo Gianluca Gatta, moderato da Monica Massari dell’Università di Milano, accompagnato dalla mostra fotografica «La Mèr(e) Méditerranée».

A Bologna il Festival entra all’Università, in Regione e in Municipio. Venerdì 6 novembre, al Dipartimento di Sociologia dell’Ateneo, la mattinata «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti mancati e promozione della dignità» si apre con i saluti di Alessandro Sasso, del Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, e propone in prima visione il cortometraggio «Silent Colour», realizzato nell’ambito del progetto ALMA. Venerdì 13 novembre la Regione Emilia-Romagna ospita in Sala Nilde Iotti «Tessere relazioni. Donne migranti, reti e comunità in Emilia-Romagna». Sabato 14 novembre, alle 11 in Municipio, Franco Gabrielli presenta il suo libro «Contro la paura».

Debutto per Genova, con due incontri. Lunedì 9 novembre, alle 17.30 a Brigata Alice – Spazio per le Donne, «Donne in movimento. La cura come spazio comune», il giorno dopo il Museo del Mare e del Migrante ospita «Sguardi futuri: cittadinanza vissuta», dedicato ai giovani con background migratorio.

Il calendario nazionale prosegue a Ferrara (9 novembre, all’Università, su donne migranti e grave sfruttamento), Rovigo(11 e 12 novembre, sugli sguardi delle donne migranti e sull’accesso alla cittadinanza), Perugia (11 novembre, Palazzo della Provincia, «Realtà e percezione delle migrazioni»), Parma (14 novembre, Missionari Saveriani, «Più informazione, meno propaganda») e Reggio Emilia (20 novembre, Aula Magna dell’Università). Appuntamenti anche a Forlì, Firenzee Lucca, con una sessione a cura di Migrantes Toscana.

Modena e Carpi restano il cuore del Festival. L’apertura istituzionale è giovedì 5 novembre alle 20.30 al Cinema Teatro Arena di Modena, con una conferenza scenica di Lucia Goracci; la chiusura domenica 15 novembre a Carpi, con la lectio del Cardinale Fabio Baggio. Importante il convegno di sabato 7 mattina a cura della Pastorale della Salute regionale, con ospiti di primario livello e la conclusione dell’arcivescovo Castellucci, e la sessione sempre sabato 7, ma al pomeriggio, a cura di Migrantes interdiocesana Modena-Carpi. In mezzo convegni, talk per le scuole, proiezioni, spettacoli teatrali e una serata di stand-up comedy, con ospiti come Marianna Aprile, mons. Pierpaolo Felicolo (Direttore generale di Fondazione Migrantes), Sonny Olumati, Nogaye Ndiaye, don Mattia Ferrari.

Il Festival è realizzato con il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, di Carpi e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di numerosi comuni del territorio, con il sostegno di alcune diocesi emiliane e con BPER Banca e Generali Italia come sponsor. Il programma completo e l’agenda delle proposte del Festival è disponibile su www.festivalmigrazione.it.

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