Maturità 2026, la lettera agli studenti con DSA

In vista degli Esami di Stato, il Comitato Giovani dell’Associazione Italiana Dislessia (AID) ha scelto di rivolgersi direttamente alle maturande e ai maturandi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento attraverso una lettera aperta che rappresenta un incoraggiamento affrontare con serenità questa sfida ed un invito ad essere consapevoli dei propri diritti di studenti con DSA.

Un messaggio da pari a pari, scritto da ragazze e ragazzi con DSA che hanno già attraversato la stessa esperienza e che oggi vogliono offrire sostegno a chi si appresta ad affrontare uno dei momenti più significativi del percorso scolastico. Al centro della lettera un messaggio chiaro: la maturità è una prova importante ma non definisce il valore di una persona. “Questo esame misura una preparazione, non il vostro valore” scrivono i giovani di AID, ricordando come intelligenza, creatività, sensibilità, capacità di immaginare soluzioni nuove e costruire percorsi originali vadano ben oltre il risultato di una singola prova.

Accanto al sostegno emotivo, la lettera richiama l’attenzione su un tema fondamentale: la conoscenza dei diritti garantiti agli studenti con DSA. Il Comitato Giovani invita, infatti, i maturandi a utilizzare senza esitazioni gli strumenti compensativi previsti dal proprio Piano Didattico Personalizzato e le misure di supporto riconosciute dalla normativa vigente, sottolineando che non si tratta di facilitazioni ma di tutele e strumenti che spettano loro di diritto.

Nel testo emerge inoltre una prospettiva di lungo periodo: il diploma rappresenta una tappa importante, ma non il traguardo finale. Dopo la scuola arrivano l’Università e il lavoro, contesti nei quali i talenti delle persone con DSA possono trasformarsi in una risorsa preziosa. Per questo il Comitato Giovani ricorda agli studenti che AID continuerà ad accompagnarli anche nelle fasi successive del loro percorso formativo e professionale.

“Non siete soli oggi. Non lo siete mai stati” è il messaggio conclusivo della lettera, che ribadisce il valore della comunità e della condivisione delle esperienze come strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza un passaggio importante come l’Esame di Stato.

“Ringrazio il Gruppo Giovani AID- dichiara Lucia Iacopini, presidente dell’Associazione Italiana Dislessia- per questa iniziativa: con autenticità, competenza e un linguaggio diretto, le nostre giovani e i nostri giovani portavoce hanno saputo trasformare un tema complesso come la Maturità in un messaggio chiaro e vicino ai loro coetanei: non siete soli, avete diritto agli strumenti giusti e la vostra storia ha valore.La loro voce è la testimonianza più autentica di una cultura dell’inclusione costruita insieme”.

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San Giovanni a Teduccio, torna la processione a mare: giovani, sport e ambiente per la rinascita della costa

Sabato 20 giugno, alle ore 10, torna a Napoli “San Giovanni da aMare”, la storica processione a mare dedicata a San Giovanni Battista, santo patrono di San Giovanni a Teduccio. L’iniziativa, giunta alla XXIII edizione, si inserisce nel programma di Giugno Giovani 2026 e rappresenta un momento di devozione, partecipazione civica e impegno per la riqualificazione del tratto costiero orientale della città.

Il cuore dell’evento sarà la Spiaggia del Municipio, presso l’ex impianto di depurazione ABC, dove sono previste attività sportive, laboratori ambientali e momenti di socialità rivolti in particolare ai giovani del quartiere. In programma pratiche sportive inclusive, aquilonisti, beach volley, giochi da spiaggia, canoa, kayak e una partita di beach water polo nello specchio d’acqua in prossimità del II Vico Marina, accanto al Museo di Pietrarsa.

Il momento centrale della giornata sarà la pulizia della statua sommersa di San Giovanni Battista e la processione delle imbarcazioni lungo il tratto costiero di San Giovanni a Teduccio. La statua sarà riportata in superficie dai sub del Centro Subacqueo S. Erasmo, storico organizzatore dell’iniziativa, insieme ai sub delle Forze dell’Ordine partecipanti. Le imbarcazioni dei partner accoglieranno i giovani delle associazioni del quartiere, offrendo loro la possibilità di prendere parte alla processione. Saranno inoltre realizzate immersioni e riprese subacquee dai giovani videomaker che parteciperanno all’edizione 2026 del Film Festival internazionale Pianeta Mare. La Fondazione Osservatorio del Mare e del Litorale Costiero e la Fondazione Anton Dohrn parteciperanno con i propri esperti alle attività di pulizia e restauro ambientale. La benedizione del monumento e delle acque antistanti San Giovanni a Teduccio sarà affidata a don Alessandro Manzoni, parroco della chiesa di San Giovanni Battista.

La processione a mare non sarà soltanto un momento religioso, ma anche un segnale di rinascita per il quartiere. L’obiettivo è testimoniare la necessità di restituire spiagge e siti costieri ai giovani, alle famiglie e alla collettività, rilanciando un’area per troppo tempo negata ai cittadini. L’evento è organizzato dal Centro Sub S. Erasmo, dalla Delegazione della Lega Navale Italiana di San Giovanni a Teduccio-Napoli e da “Scugnizzi a vela”, con il patrocinio del Comune di Napoli, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, di ABC Acqua Bene Comune, della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana e di S.A.P.NA.

Numerosi i partner coinvolti, tra istituzioni, associazioni, forze dell’ordine, realtà sociali e ambientali, a conferma del valore comunitario di un appuntamento che unisce fede, mare, sport, legalità e cura del territorio.

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PROGETTO DI VITA, AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

Per troppo tempo affettività e sessualità sono rimaste ai margini del dibattito sui percorsi di inclusione delle persone con disabilità. Temi spesso considerati secondari, ma che incidono profondamente sulla qualità della vita, sull’autodeterminazione e sulla piena partecipazione sociale. Da questa consapevolezza nasce “L’affettività e sessualità nel progetto di vita”, il primo convegno in Sicilia che inserisce queste tematiche all’interno di un confronto tra istituzioni, università, professionisti, servizi territoriali, enti del terzo settore e famiglie.

L’appuntamento è in programma oggi e domani presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania (via Casa Nutrizione) ed è organizzato nell’ambito del progetto Give Care dalle Cooperative Sociali Controvento e Fenice. L’evento si svolge in sinergia con la Regione Siciliana, il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, l’ASP di Catania e l’ASP di Palermo, con il patrocinio della Città Metropolitana di Catania, dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana e dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Siciliana.

I lavori si questa mattina e la giornata sarà dedicata al confronto sui fondamenti teorici, normativi e operativi del progetto di vita, approfondendo temi come autodeterminazione, relazioni, partecipazione sociale, percorsi familiari e affettività nelle persone con disturbo dello spettro autistico. Ampio spazio sarà riservato al contributo delle istituzioni regionali, delle aziende sanitarie e degli enti locali impegnati nella programmazione dei servizi e nell’attuazione delle politiche per l’autismo, oltre alla condivisione di esperienze, modelli e buone pratiche sviluppate nei territori siciliani.

La seconda giornata, venerdì 19 giugno, sarà dedicata alla formazione e all’acquisizione di strumenti concreti, attraverso due percorsi paralleli rivolti rispettivamente agli operatori dei servizi e ai caregiver.

Per i professionisti, il seminario “Affettività e sessualità nell’autismo” offrirà un approfondimento su diverse tematiche come la conoscenza e la cura del corpo e i comportamenti sessualmente inappropriati. A guidare il percorso saranno la psicoterapeuta e analista del comportamento Emanuela Nobile, responsabile della sezione autismo della Fondazione Carlo Molo, ed Elisa De Bartolo, psicologa, psicoterapeuta e BCBA. Nel pomeriggio il focus si sposterà sulla dimensione emotiva delle relazioni e sulle esperienze sviluppate dal Centro Regionale per i Disturbi dello Spettro Autistico in età adulta dell’ASL Città di Torino, presentate dalla pedagogista e analista del comportamento Federica Campanella. La giornata si concluderà con una sintesi operativa dedicata al trasferimento delle competenze nei servizi e alla definizione delle prospettive future di lavoro.

Parallelamente, il percorso rivolto ai caregiver vedrà il contributo del professor Serafino Buono, ordinario dell’Università Kore di Enna e direttore dell’UOC di Psicologia Diagnostica dell’IRCCS Oasi Maria SS., e della dirigente psicologa dell’IRCCS Oasi Maria SS. Grazia Trubia. Gli interventi offriranno una lettura integrata tra aspetti clinici, supporto alle famiglie, diritti, procedure amministrative e opportunità previste dal sistema dei servizi. Centrale sarà anche il racconto dell’esperienza diretta delle famiglie, per dare voce ai bisogni e alle aspettative che accompagnano il percorso verso l’autonomia e l’autodeterminazione.

Dalle 11 e per tutto pomeriggio, i partecipanti saranno coinvolti in un workshop pratico dedicato alla costruzione del progetto di vita, guidato dagli psicologi Daniele Casella e Federica Failla e dalla pedagogista Federica Aiello della Cooperativa Controvento. Attraverso esercitazioni e momenti di confronto, i workshop mostreranno come trasformare bisogni, desideri e obiettivi delle persone con disabilità in azioni concrete, sostenibili e condivise, capaci di orientare il lavoro quotidiano di famiglie, operatori e servizi.

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Parco delle Emozioni, vestire gli alberi per non lasciare sole le persone. Ecco “Il filo delle emozioni”

Vestire gli alberi con colori, intrecci e fili di lana e di cotone per ricordare che nessuno dev’essere solo per forza. È l’idea che ha generato il progetto “Il filo delle emozioni”, il laboratorio creativo e sociale che nel corso dell’estate ormai alle porte, ogni mercoledì animerà il Parco Urbano delle Emozioni di Portici.
L’iniziativa nasce dall’esperienza di “Fili che uniscono”, il progetto che nei mesi invernali ha riunito decine di persone attorno all’uncinetto e alla condivisione. Alla fine del percorso, però, è arrivato il rilancio per i mesi caldi: le relazioni e le amicizie nate grazie al progetto, ha fatto si che il progetto stesso venisse ampliato e spostato all’aperto, trovando una nuova casa, stavolta senza mura. Ed è proprio grazie a questo che ha preso forma il progetto dell’“Albero dei Sentimenti”, una grande opera collettiva realizzata attraverso lo Yarn Bombing, una pratica artistica nata all’estero che utilizza lavori a maglia e all’uncinetto per rivestire alberi, panchine e altri elementi urbani.
L’obiettivo non è soltanto decorare: i fili colorati che avvolgeranno il tronco e i rami degli alberi raccontano, sempre, qualcosa di più profondo. Se gli alberi vengono simbolicamente “abbracciati” dalla comunità, anche le persone sono invitate a fare lo stesso tra loro, creando legami e per contrastare l’isolamento che spesso nei mesi estivi si fa maggiormente sentire.

Spiega Daniela De Blasio, promotrice dell’iniziativa: «Mi piaceva l’idea di coinvolgere una parte della città, inglobare nel progetto e nelle relazioni tra persone anche l’arredo urbano e gli elementi naturali che viviamo nelle nostre città. Con Paola e Anna, gestori del Parco delle Emozioni, abbiamo scoperto di condividere la stessa filosofia basata sulla socialità, sulla condivisione e l’amore per la natura. Da lì è nata l’idea dello Yarn Bombing».
Il progetto assume un significato particolare proprio nei mesi estivi. Quando le scuole chiudono, molte attività si interrompono e le città cambiano ritmo, non sono poche le persone che sperimentano l’attacco feroce della solitudine. Anziani, persone che vivono da sole, cittadini appena arrivati sul territorio o semplicemente chi sente il bisogno di ampliare la propria rete di relazioni possono trovare in iniziative come questa un’occasione concreta di incontro.
Non serve saper lavorare all’uncinetto. Chi ha esperienza insegnerà a chi parte da zero, trasformando il laboratorio in uno spazio di scambio intergenerazionale e culturale. Ognuno potrà portare un gomitolo, un’idea, un po’ del proprio tempo.

Alla fine saranno gli alberi a raccontare il percorso compiuto. Rivestiti da centinaia di piccoli lavori realizzati da mani diverse, diventeranno il simbolo visibile di una comunità che sceglie di prendersi cura dei propri spazi e delle proprie relazioni. Perché, a ben guardare, il messaggio è tutto qui: se un albero può essere avvolto da fili colorati per renderlo più “visibile”, anche le persone possono essere raggiunte da gesti semplici capaci di farle sentire parte di qualcosa.

di Nadia Labriola

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RISCOPRIRE L’IDENTITÀ DEL TERRITORIO ATTRAVERSO LA CULTURA, LA MUSICA E IL FOOD: TORNA MARE IN FEST

Territorio, identità e cultura legati insieme negli undici giorni in cui il mare sarà protagonista assoluto dell’inizio estate all’ombra del Vesuvio, tra spettacoli, musica live, screening medici gratuiti, laboratori esperienziali, food e stand artigianali. E si, perché c’è un filo che lega il mare, la cultura e l’identità, all’interno di una comunità, ed è lo stesso filo che, dal 18 al 28 giugno, attraverserà il Parco a Mare di Portici in occasione di Mare in Fest 2026, la manifestazione che trasformerà uno dei luoghi simbolo della città in uno spazio di incontro, partecipazione e valorizzazione del territorio.
L’evento nasce proprio dalla volontà di raccontare il legame profondo tra Portici e il suo mare, non soltanto e non più come elemento paesaggistico ma come parte integrante della vita quotidiana della comunità vesuviana. Un racconto che prenderà forma, per l’appunto, attraverso spettacoli, laboratori, attività sportive, incontri e momenti dedicati alla sostenibilità ambientale.

Il Parco a Mare diventerà in questo modo una grande piazza aperta dove cittadini, famiglie, visitatori e turisti potranno vivere un’esperienza che unisce intrattenimento e cultura, valorizzando le peculiarità di un territorio che affonda le proprie radici nella storia marinara del Golfo.
Particolare attenzione sarà dedicata alle nuove generazioni, con laboratori per bambini, attività educative e momenti di sensibilizzazione sui temi ambientali. Non mancheranno installazioni artistiche, mostre e spettacoli itineranti, artisti di strada e performance pensate per coinvolgere trasversalmente un pubblico vario e variegato.
Tra le novità di questa edizione c’è “Mare in Scena”, la nuova arena che ospiterà appuntamenti serali tra musica, spettacoli e performance artistiche, contribuendo a rendere il Parco a Mare un luogo di aggregazione e condivisione.

Ampio spazio sarà riservato anche allo sport e al benessere. Grazie alla collaborazione con Olympian’s CSAM Portici, il programma prevederà attività all’aperto come pilates, allenamento funzionale, ginnastica posturale e difesa personale, promuovendo stili di vita sani in un contesto naturale di particolare pregio. Previsti inoltre momenti dedicati alla prevenzione, con screening dermatologici gratuiti e attività informative rivolte ai cittadini.
Accanto agli appuntamenti culturali e sportivi, Mare in Fest offrirà un percorso tra le eccellenze gastronomiche campane attraverso oltre trenta stand che proporranno specialità del territorio, street food, tradizione e innovazione culinaria. Un modo ulteriore per raccontare la Campania attraverso i suoi sapori e le sue produzioni.
La manifestazione si concluderà con un grande spettacolo pirotecnico sul mare, suggellando undici giorni di iniziative pensate per mettere in relazione cultura, tradizioni, socialità e valorizzazione del territorio.

L’ingresso sarà gratuito per tutta la durata dell’evento. A sostenere l’edizione 2026 saranno numerose aziende e realtà imprenditoriali del territorio. Main sponsor della manifestazione è Luxurya Parfum, affiancata da Pepsi, Heineken, Molino Caputo e Caffè Siag, insieme a una rete di partner che contribuiscono alla realizzazione di un progetto capace di mettere in dialogo imprese, comunità e promozione del territorio.

di Nadia Labriola

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Salma, compagna di scuola di Hind Rajab, consegna a Kaouther Ben Hania il Premio Pellegrini di Pace

Una serata intensa, attraversata dall’emozione, dalla memoria e dall’impegno per la pace. La serata di ieri,  16 giugno, la Chiesa di San Giovanni Maggiore ha accolto la consegna del Premio Internazionale Pellegrini di Pace alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, tra le più autorevoli voci del cinema civile contemporaneo.L’iniziativa, promossa dall’Arcidiocesi di Napoli ETS nell’ambito del percorso del Premio fortemente voluto dal Cardinale don Mimmo Battaglia, si è aperta con la proiezione del film “La voce di Hind Rajab”, opera che racconta la tragica vicenda della bambina palestinese uccisa a Gaza e che si configura come un potente atto di denuncia contro il genocidio e l’indifferenza.Particolarmente toccante il momento della consegna del riconoscimento. A premiare Kaouther Ben Hania è stata Salma, una bambina palestinese che frequentava la stessa scuola di Hind Rajab e che, grazie a un corridoio umanitario, è arrivata nei mesi scorsi a Napoli insieme alla sua famiglia, trovando accoglienza e sostegno nella comunità palestinese napoletana. Un gesto simbolico che ha commosso profondamente il pubblico presente.

Dopo la proiezione si è svolto un dialogo aperto sui temi della pace, della memoria e del ruolo dell’arte nei processi di giustizia e riconciliazione. A confrontarsi con la regista sono stati Nino Daniele, direttore del Comitato Scientifico del Premio Pellegrini di Pace, e Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans. Un confronto intenso che ha ripercorso il valore del cinema come strumento di testimonianza civile e di resistenza umana di fronte alle violazioni dei diritti fondamentali. Momenti di particolare commozione si sono registrati durante la proiezione del film e nel successivo confronto con la regista, più volte interrotto dagli applausi dei presenti. Ben Hania ha ribadito la responsabilità del cinema nel dare voce a chi rischia di essere dimenticato, raccontando le ferite dei conflitti attraverso le storie delle persone.Il Premio Pellegrini di Pace consegnato alla regista è una scultura originale realizzata dall’artista napoletano Lello Esposito, simbolo del cammino di dialogo, giustizia e fraternità che il riconoscimento intende promuovere. Nel corso della serata è stato ricordato il percorso artistico e civile di Kaouther Ben Hania, autrice di opere che affrontano temi come i diritti umani, le migrazioni, la condizione femminile, la radicalizzazione e le conseguenze dei conflitti sulle persone più vulnerabili. Con i film “L’uomo che vendette la sua pelle” e “Four Daughters”, la regista ha ottenuto due candidature agli Oscar, affermandosi come una delle figure più significative del panorama cinematografico internazionale.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a mons. Gennaro Matino, provicario dell’Arcidiocesi di Napoli, che ha richiamato il significato profondo del Premio Pellegrini di Pace come strumento di costruzione di ponti tra popoli, culture e religioni, sottolineando la necessità di continuare a dare voce alle vittime innocenti dei conflitti e di educare le nuove generazioni alla cultura dell’incontro e della pace.

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