In un territorio dove spesso la strada arriva prima delle opportunità, la bellezza si riprende con forza i suoi spazi: nel cuore di Napoli, tra i quartieri Arenaccia, Vasto e Poggioreale, un immobile sottratto alla criminalità organizzata si trasforma oggi in un luogo aperto, colorato e sicuro dedicato all’educazione, alla crescita e all’inclusione dei più piccoli. È stato inaugurato il nuovo centro educativo e ludico nato nell’ambito del progetto “’A Speranza d’e Creature”, promosso dalla Fondazione ’A Voce d’e Creature ETS guidata da don Luigi Merola e reso possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo — attraverso il Programma Formula e la piattaforma di crowdfunding For Funding — in collaborazione con CESVI. In soli quattro mesi la generosità di cittadini, imprese e della stessa Banca ha permesso di raccogliere oltre 101.000 euro, trasformando un bene confiscato in una risorsa gratuita per un’intera comunità che convive quotidianamente con disoccupazione, povertà educativa e il rischio costante che la scuola da sola non riesca a contrastare l’isolamento.
La situazione si fa ancora più delicata per i minori con disabilità o per i figli di persone detenute, ed è proprio per dare risposta a queste fragilità che la struttura apre le sue porte ai ragazzi dai 3 ai 18 anni, abbassando per la prima volta l’età di accoglienza con uno spazio su misura anche per i più piccoli. Gli ambienti, interamente ristrutturati e ispirati al mondo delle fiabe per stimolare immaginazione e fiducia, offrono una cucina didattica attrezzata anche con macchine per pop-corn e zucchero filato, laboratori creativi e multimediali all’avanguardia, e un’area giochi totalmente accessibile con pavimentazione antitrauma e giochi sensoriali, il tutto presidiato quotidianamente da quattro educatori professionali. All’inaugurazione hanno voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il Direttore Regionale di Intesa Sanpaolo Giuseppe Nargi. L’emozione dell’evento si racchiude nelle parole di don Luigi Merola, Presidente della Fondazione: «È un momento di grande gioia perché finalmente inauguriamo una nuova casa: un nuovo presidio di legalità in un bene confiscato! Da oggi abbassiamo l’età dei minori accolti aggiungendo anche la fascia d’età dai 5 anni in giù. Formare oggi un bambino a Napoli significa non punire un adulto un domani». A sottolineare l’impatto economico e sociale dell’iniziativa è Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo: «Il contributo di Intesa Sanpaolo alla realizzazione di questo progetto conferma l’efficacia della collaborazione con CESVI e testimonia la vocazione di banca d’impatto che trasferiamo ogni giorno sui territori in cui operiamo. Con il Programma Formula celebriamo la rinascita di un contesto difficile per renderlo a misura di bambino».
L’attenzione dello Stato per questa sfida educativa è stata ribadita dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha evidenziato il valore politico e sociale del recupero: «Questa è una importantissima attività che offre opportunità ai giovani per il loro futuro e quindi siamo contenti, ed io ho voluto testimoniare direttamente con la mia presenza qui. Questo è un segnale non solo per i quartieri ma per tutta la Campania, perché significa occuparsi dei nostri giovani, soprattutto quelli che partono da una condizione di svantaggio. Significa dare un messaggio di speranza, curarsi di loro per le opportunità che bisogna dargli e non solo per i limiti che bisogna imporre». Infine, attraverso un accorato videomessaggio, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha rivolto un pensiero diretto ai ragazzi e agli operatori del centro: «Voi siete il simbolo del riscatto, della bellezza e del bene, e grazie per quello che fate per dare futuro, speranza e fiducia a questi meravigliosi giovani. Voi avete diritto ad avere una vita bella e degna: i vostri sogni potranno diventare realtà e in questa realizzazione c’è veramente il bene, il cuore e l’amore che dovrebbe inspirare ogni essere umano». Un segnale forte e corale che dimostra come la vera prevenzione alla criminalità si faccia sul campo, trasformando la memoria del male nella certezza di un domani degno per ogni bambino.
di Adriano Affinito
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