Un bene confiscato, in questo caso alla famiglia camorristica Zagaria, a San Cipriano d’Aversa (Caserta) che diventa il primo incubatore di imprese sociali e giovanili realizzato su un’area sottratta alla malavita organizzata. Lunedì 29 giugno avverrà la presentazione del progetto realizzato dall’accordo tra Agrorinasce (società consortile costituita dai Comuni di Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Santa Maria La Fossa, Villa Literno) e RINA Prime, società del Gruppo RINA specializzata nei servizi immobiliari qualificati lungo l’intero ciclo di vita degli asset.
All’incontro prenderanno parte il vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia Federico Cafiero De Raho, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, i rappresentanti della magistratura, e le autorità civili, politiche ed ecclesiali del territorio. Il progetto riguarda un complesso immobiliare di circa 13.500 metri quadrati, appartenuti alla famiglia Zagaria e trasferiti nel 2016 al Comune di San Cipriano d’Aversa, con finalità sociali e istituzionali.
“La giornata del 29 giugno per noi assume un significato molto particolare. Per la prima volta presentiamo progetti di importanza economica a valere sui beni confiscati a una platea industriali presso la sede di Confindustria, presentiamo un progetto come quello dell’incubatore di imprese giovanili che sta nascendo nel migliore degli auspici, grazie alla collaborazione del distretto aerospaziale della Campania e infine partiamo con un accordo di collaborazione con la società Rina che ci sarà di supporto per la valorizzazione di asset immobiliari confiscati e non solo di grandi dimensioni”, spiega Gianni Allucci, amministratore delegato Agrorinasce. L’intervento sull’ex area Zagaria è finanziato dal Ministero dell’Interno con 4,47 milioni di euro e prevede la trasformazione dell’area in un incubatore di imprese sociali e giovanili dotato di centro di formazione professionale, con la sede operativa di Agrorinasce, che nella villa principale condividerà parte degli uffici con il distretto tecnologico aerospaziale della Campania e RINA per l’addestramento di giovani piloti di droni. Sono previsti anche spazi di coworking e servizi dedicati alla nascita e allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali.
Partner dell’iniziativa sono l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Dipartimento di Economia, che collaborerà nelle attività di formazione e accompagnamento alla creazione di startup, e il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), finalizzata alla promozione della ricerca, del trasferimento tecnologico alle PMI e del sostegno alla nascita di startup innovative nei settori aeronautico e spaziale.
Sul valore simbolico di realizzare un incubatore tech nell’area confiscata alla camorra, Allucci spiega: “Il clan Zagaria erano noto per la capacità di penetrazione dell’economia legale e il complesso immobiliare confiscato è un esempio evidente della loro forza economica oltreché criminale. Un complesso immobiliare di oltre 13 mila metri quadri dove c’era l’impresa di movimento terra con uffici e parcheggi e le tre ville di abitazioni. La destinazione di incubatore di imprese giovanili è quindi la destinazione più naturale di un’economia legale che si contrappone ad un’economia illegale”.
di Nicola Sellitti
L’articolo Un incubatore di imprese sociali nel bene confiscato proviene da Comunicare il sociale.
