In quasi quarant’anni di attività ha ascoltato paure, sofferenze, richieste di aiuto e storie di riscatto di oltre 135mila bambini, adolescenti e famiglie. Oggi, nel giorno del suo 39° anniversario, Telefono Azzurro traccia un bilancio della propria esperienza e offre uno spaccato prezioso sull’evoluzione del disagio minorile in Italia.
Fondata nel 1987 dal professor Ernesto Caffo, la Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS è diventata nel tempo uno dei principali osservatori delle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese. Un patrimonio costruito attraverso l’ascolto diretto di oltre 135mila casi che raccontano come siano cambiate le fragilità delle nuove generazioni.
Se negli anni Ottanta e Novanta le richieste di aiuto riguardavano soprattutto maltrattamenti, violenze e conflitti familiari, oggi il quadro appare molto più complesso. Accanto alle emergenze tradizionali emergono con forza nuove forme di disagio: solitudine, isolamento sociale, ansia, fragilità emotive, difficoltà relazionali, paura del giudizio e problemi legati all’utilizzo delle tecnologie digitali.
«Da quasi quarant’anni ascoltiamo i bambini e gli adolescenti e, attraverso le loro voci, osserviamo i cambiamenti della società. Le problematiche non sono scomparse: si sono trasformate», spiega il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo. «Oggi alle forme tradizionali di disagio si affiancano nuove fragilità legate alla salute mentale, alla qualità delle relazioni e all’impatto della dimensione digitale».
I numeri confermano l’ampiezza dell’impegno della Fondazione. La storica linea gratuita 19696, il primo servizio dedicato ai minori attivato in Italia, ha gestito dalla sua nascita oltre 93mila casi. A questi si aggiungono quasi 40mila interventi effettuati dal numero di emergenza 114, operativo 24 ore su 24 per situazioni di pericolo immediato.
Tra le sfide più rilevanti degli ultimi anni c’è senza dubbio quella legata all’ambiente digitale. Internet e social network rappresentano ormai una parte integrante della vita quotidiana di bambini e adolescenti, ma espongono anche a nuovi rischi. Lo dimostrano i dati della hotline “Clicca e Segnala”, il servizio dedicato al contrasto degli abusi online sui minori: nell’ultimo anno sono state gestite 3.022 segnalazioni, di cui oltre tre quarti riguardavano materiale di abuso sessuale su minori.
Resta inoltre alta l’attenzione sul fenomeno dei bambini scomparsi. Dal 2009 il numero europeo 116.000, gestito in Italia da Telefono Azzurro, ha seguito 1.945 casi, supportando le famiglie e collaborando con le istituzioni nelle attività di ricerca.
L’esperienza accumulata in questi anni racconta una realtà in cui il disagio giovanile è diventato spesso meno visibile ma non meno profondo. Crescono infatti le forme di sofferenza silenziosa legate al benessere psicologico, all’autostima e alla capacità di costruire relazioni significative. Fragilità che richiedono nuove competenze educative, strumenti di prevenzione e spazi di ascolto capaci di intercettare il malessere prima che si trasformi in emergenza.
Un ruolo che ha recentemente ottenuto anche un importante riconoscimento istituzionale. L’AGCOM ha infatti individuato Telefono Azzurro come primo Trusted Flagger italiano per la fascia 0-18 anni nell’ambito del Digital Services Act europeo, affidandogli il compito di segnalare contenuti illeciti alle principali piattaforme digitali attraverso procedure prioritarie.
A un anno dal traguardo dei quarant’anni, la missione della Fondazione resta la stessa: essere al fianco dei bambini e degli adolescenti che chiedono aiuto, continuando a leggere, attraverso le loro voci, i cambiamenti della società. Perché ascoltare i più giovani significa comprendere non soltanto le difficoltà del presente, ma anche le sfide del futuro.
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